Berrettini perde il servizio ma vince il derby: è nei quarti ad Halle

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Berrettini perde il servizio ma vince il derby: è nei quarti ad Halle

HALLE – Un ottimo Seppi ferma a 63 i servizi senza break di Matteo, che sa anche soffrire prima di girare il match. Al prossimo turno sfiderà Khachanov, battuto la scorsa settimana a Stoccarda

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Matteo Berrettini - Halle 2019 (foto NOVENTI OPEN_KET)

M. Berrettini b. [Q] A. Seppi 4-6 6-3 6-2 (da Halle, il nostro inviato)

Un altro match bellissimo (dopo quelli di ieri di Khachanov e Coric), che dà lustro all’Italia. Il derby tra il vecchio leone Andreas e il lanciatissimo giovane rampante Matteo Berrettini vede alzare le braccia al cielo al romano, che ha vinto da vero campione visto il livello odierno dell’avversario. Un Seppi intelligentissimo (che ferma a 63 la striscia di turni di servizio consecutivi vinti da Berrettini) e a tratti al livello di quello che eliminò Federer al secondo turno degli Australian Open 2015. Un Berrettini sorpreso e falloso ma capace di restare vivo, ha poi saputo girare il match con grande classe e poi dilagare nel terzo set. Le parole rilasciate ieri da Seppi ai nostri microfoni erano assolutamente corrette: “Matteo ha tutto per top ten e semifinale Slam”.

Nei quarti di finale Matteo troverà adesso il russo Karen Khachanov, sconfitto due volte su due nei precedenti: la scorsa settimana in due set a Stoccarda e sempre nel 2019, a Sofia in rimonta. Il grande miglioramento l’ho fatto al servizio, che su questa superficie è molto importante. Ma sono stato molto concentrato anche nei turni di risposta”, ha dichiarato Matteo nel corso dell’intervista a bordo campo a fine partita. Contro Khachanov sarà molto complicato, sicuramente vorrà la rivincita dopo la sconfitta della scorsa settimana”.

 

IL MATCH – Il pubblico di Halle è molto fortunato. Non solo ha un grande torneo in un posto accogliente immerso nel verde della Foresta di Teutoburgo, ma dopo le pernici di ieri con gli eroici Struff e Sousa che stavano per estromettere le tds 3 e 4, oggi ha assistito, in attesa di Zverev e Federer (così, tanto per gradire) a un altro match bellissimo, uno spot per il nostro tennis. Un Andreas Seppi di questa caratura non lo vedevamo da Gennaio. Qui per un set e mezzo è stato anche meglio, mettendo in campo un tennis vario, brillante e capace di incartare la superiorità attuale di Matteo Berrettini, che lo precede in classifica di ben 47 posizioni (n.22 contro n.69).

Il finalista di Halle 2015 (quando perse da Re Roger 7-6 6-4) ha applicato alla grande la strategia di rallentare la vertiginosa velocità di palla di Berrettini con una grande varietà di colpi, slice volti a spezzare il ritmo e fughe immediate dalle diagonali sul dritto che avrebbero permesso alla potenza di Matteo di avere la meglio. Sul 3 pari gli errori di misura del fresco campione di Stoccarda, frutto dello stordimento per il gioco dell’avversario, lo costringono a cedere il servizio dopo 63 game di battuta senza break. Del resto, ieri Seppi ce lo aveva detto (“è ora che qualcuno arresti questa striscia”)…

Nel secondo set il livello dell’altoatesino sale ancora e tra discese a rete e volèe al bacio sembra che ai quarti arrivi l’esperienza del 35enne di Caldaro. Berrettini ha il merito di non rassegnarsi e mantenere concentrazione la concentrazione, sebbene sembri contrariato. Sul 3 pari sembra capitolare, prima un doppio fallo e poi un break-point sul 30-40 che sa molto di match-point mascherato, ma il ventitreenne romano riesce a stare a galla. Nel gioco seguente, due colpi in rete di Seppi lo portano sul 15-30, che impatta con un ace a 171 km/h ma piazzato alla grande. Il rischio però di rimettere in partita colui che “ha tutto per top ten e semi Slam” (parole dello stesso Seppi) è talmente alto che Andreas forza un gran dritto incrociato, che però termina lungo.

Berrettini, fin qua molto sofferente e sostenuto, dopo ogni scambio vinto o perso, dai “forza, coraggio!” di coach Umberto Rianna, dà seguito ai complimenti di ieri dell’avversario e con grande classe centra il break alla prima occasione. Ha fin qui avuto il merito di resistere, stare attaccato a un avversario oggi superiore, in stato di grazia e ora sa che deve salire in cattedra. Serve per il set con due ace e 4 punti su 4. Un set pari, senza che Seppi non si capaciti di essere punto e a capo. Il terzo set vede Berrettini onfire, ora non sbaglia più nulla ma il match è ancora da vedere perché stare anni e anni sul circuito significa avere non solo esperienza ma anche grande orgoglio.

Seppi non molla niente e ne nascono punti formidabili, scampi da cineteca che impreziosiscono un set di fatto a senso unico ma con in campo un grande giocatore e un 23enne n.22 del mondo che ha sofferto come Nadal e vinto con la classe, appunto di un Fab Four. Ora Khachanov ai quarti, sognando una possibile finale, magari con Federer. Tanto per volare bassi…

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ATP Stoccarda: Dominic Stricker continua a stupire

Il teenager svizzero batte Hubert Hurkacz e conquista il secondo quarto ATP stagionale: entrerà tra i primi 300 del ranking. Avanzano Auger-Aliassime e De Minaur, Shapovalov stoppato dalla pioggia

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Dominic Stricker - Stoccarda 2021 (via Twitter, @MercedesCup)

La sfortunata edizione 2021 del torneo di Stoccarda all’ombra del Roland Garros non sta lesinando spunti di grande interesse. Il primo ha il volto giovane e simpatico di Dominic Stephan Stricker, diciottenne bernese esploso con la doppietta singolare-doppio al Roland Garros Junior 2020 e confermatosi intrigante prospetto nella prima mezza stagione trascorsa tra i professionisti. Campione a sorpresa al Challenger di Lugano da numero 874 del mondo, Stricker ha già raggiunto a Ginevra i quarti in un torneo maggiore, battendo per via Marin Cilic e Marton Fucsovics. Wild card sull’erba tedesca, il teenager svizzero è di nuovo tra gli ultimi otto di un evento ATP, e stavolta è arrivato anche lo scalpo di un top 20, il primo della verdissima carriera.

A passare involontariamente alla storia è stato Hubert Hurkacz, numero venti della classifica e ultimo campione al Master Mille di Miami, dunque non necessariamente l’ultimo arrivato nonostante la recente, tristanzuala campagna sull’odiata terra. Stricker l’ha freddato in due tie break, fatto che dice molto sulla solidità mentale di Dominic, mancino provvisto di un gran bel servizio e propenso alla frequente ricerca della rete. Grazie al notevole risultato, il ragazzotto protetto di Roger Federer – che l’ha già testato in un paio di blocchi di allenamento alla fine della scorsa stagione e all’inizio di quella in corso – sfonderà il muro della top 300 ATP, con la chance di migliorare ancora il ranking. Nei quarti di finale in programma oggi affronterà Sam Querrey, il battitore californiano di quindici anni più anziano alla ricerca della luce dopo un inizio d’anno da quattro vittorie, sei sconfitte e infiniti guai fisici.

Nel resto del programma di ottavi hanno strappato la qualificazione Ugo Humbert, che ha battuto in due Yannick Hanfmann, e Marin Cilic, autore di una prestazione finalmente convincente contro l’insondabile Basilashvili. Avanti anche l’incerto Felix Auger-Aliassime di questi tempi, bravo a prevalere nel match clou su Lloyd Harris, e Alex De Minaur, emerso da un derby più complicato del prevedibile contro Jordan Thompson. Interrotta per pioggia, infine, la partita della testa di serie numero uno Denis Shapovalov, irretito sul punteggio di un set pari dallo specialista veterano Feliciano Lopez.

 

Risultati:

S. Querrey b. [Q] J. Duckworth 6-4 7-6(7)
[WC] D. Stricker b. [2] H. Hurkacz 7-6(5) 7-6(5)
M. Cilic b. [5] N. Basilashvili 6-3 6-2
[6] U. Humbert b. [WC] Y. Hanfmann 7-6(9) 6-2
[4] A. De Minaur b. J. Thompson 6-7(8) 6-3 6-4
[3] F. Auger-Aliassime b. L. Harris 6-3 7-6(4)
[WC] J. Rodionov b. [Q] P. Gojowczyk 5-3 (Rit.)

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ATP Stoccarda, il tabellone: una batteria di giovani alla ricerca del successo sull’erba

Il tennis torna finalmente sull’erba: iniziano oggi i primi turni del tabellone principale, in campo Marin Cilic e Dustin Brown. Guidano Shapovalov e Hurkacz, nessun italiano al via

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ATP Stoccarda 2016 (foto Paolo Di Lorito)

La decisione degli organizzatori del Roland Garros di posticipare lo Slam di una settimana (suscitando il malcontento sia degli appassionati del tennis su erba che degli organizzatori di alcuni tornei su questa superficie) ha fatto sì che la seconda settimana parigina avvenga in concomitanza con alcuni eventi su erba. In particolare il circuito maschile è riapprodato a Stoccarda per un ATP 250 dopo l’assenza dello scorso anno causato dalla pandemia, e questo dunque è il primo evento giocato sull’erba da Wimbledon 2019. A guidare il tabellone principale nella cittadina tedesca c’è Denis Shapovalov che aveva saltato il Roland Garros per un fastidio alla spalla: il canadese, alla terza partecipazione al torneo, cercherà di vincere il suo primo incontro affrontando uno tra Feliciano Lopez e Alexei Popyrin.

Altri nomi di spicco che hanno ricevuto un bye al primo turno sono: la testa di serie n. 2 Hubert Hurkacz, la n. 3 Felix Auger-Aliassime e la n. 4 Alex de Minaur. Oggi invece sono previsti gli ultimi turni di qualificazione ma già ieri sono usciti di scena forse i due tennisti di maggior prestigio: Lucas Pouille e Sergiy Stakhovsky. Chi invece è riuscito a evitarsi le quali e approdare direttamente nel main draw è lo specialista di questa superficie Dustin Brown che grazie ad una wild card oggi attorno alle 12:30 affronterà il georgiano Nikoloz Basilashvili. Un altro giocatore di casa ad aver ricevuto un invito degli organizzatori è Rudolf Molleker il quale attorno alle 14:00 se la vedrà con il veterano Marin Cilic.

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ATP Parma, niente da fare per Cecchinato: primo titolo per Sebastian Korda

Lo statunitense gioca benissimo e vince in due set. L’azzurro ci ha provato nel secondo set, ma alla fine ha dovuto cedere. Primo titolo e ingresso in top 50 per Sebastian

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Sebastian Korda con il trofeo - ATP Parma 2021 (Marta Magni Images_MEF Tennis Events)

S. Korda b. [WC] M. Cecchinato 6-2 6-4

Niente da fare per Marco Cecchinato nella finale dell’ATP 250 di Parma. L’azzurro cede in due set a Sebastian Korda, troppo solido oggi. Marco non ha giocato neanche male nel complesso, ma non è quasi mai stato in grado di infastidire davvero l’avversario, che ha fatto tutto alla perfezione dal servizio alla gestione degli scambi da fondo. Korda può dunque festeggiare il primo titolo in carriera, dopo aver perso contro Hubert Hurkacz la finale a Delray Beach a inizio stagione, e il primo ingresso tra i migliori cinquanta giocatori del mondo (da lunedì sarà proprio numero 50, con un balzo in avanti di dodici posizioni).

Con questa vittoria, uno statunitense torna a vincere un titolo sulla terra rossa europea a undici anni di distanza dal successo di Sam Querrey a Belgrado. Inoltre per la terza volta nella storia del tennis una coppia di padre e figlio riesce nella non semplice impresa di vincere un titolo sul circuito ATP. Prima di Sebastian e papà Petr ci erano riusciti solamente Phil e Taylor Dent e gli indiani Ramanathan & Ramesh Krishnan.

 

Nonostante la sconfitta, la seconda consecutiva in una finale dopo aver vinto le prime tre giocate, rimane comunque ottima la settimana di Cecchinato. Da wild card l’azzurro si è nuovamente arrampicato fino alla finale, come l’anno scorso in Sardegna, e ha dimostrato di star piano piano ritrovando confidenza con il proprio tennis, almeno sulla superficie a lui più congeniale. Oltre a un guadagno di oltre venti posizioni in classifica (sarà numero 83), Marco potrà avvicinarci al Roland Garros, il torneo che ha segnato la sua carriera, con rinnovata fiducia e con la possibilità di togliersi qualche soddisfazione.

Sebastian Korda e Marco Cecchinato – ATP Parma 2021 (Marta Magni Images_MEF Tennis Events)

IL MATCH – Nel primo set la differenza la fanno la posizione più aggressiva e il maggior cinismo di Korda. Lo statunitense colpisce con i piedi molto più vicini al campo, mentre Cecchinato spesso e volentieri si ritrova a remare da dietro, senza possibilità di prendere l’iniziativa. Anche il servizio, efficacissimo per tutto il torneo, gli permette di impostare da subito gli scambi su binari a lui favorevoli e di tirarsi fuori dai guai quando l’avversario tenta di farsi pericoloso in risposta. Ceck è infatti costretto a fare gli straordinari per portare a casa il punto, trovando anche qualche smorzata delle sue, ma quando il punto scotta Korda mette sempre la prima e si salva. Viceversa l’azzurro subisce il break già nel quarto game, mettendo in rete un rovescio, e poi nuovamente sul 5-2, quando una risposta vincente di rovescio consegna il set nelle mani di Korda dopo appena 31 minuti di gioco.

Un dato su tutti che spiega come non tutti i punti valgano allo stesso modo in questo sport diabolico: nonostante entrambi i finalisti abbiano vinto nove punti in risposta nel primo set, Korda ha strappato due volte il servizio all’avversario, mentre Cecchinato non è mai nemmeno arrivato a palla break.

In avvio di secondo parziale, le cose non sembrano migliorare molto per l’azzurro, che inizia a palesare evidenti segni di nervosismo, ricevendo anche un warning. Korda infatti continua a filare via come un treno, mentre Cecchinato fatica a stare dietro e stecca qualche palla di troppo. Con una splendida palla corta Marco annulla una palla break nel quarto game e giocando con attenzione riesce a pareggiare sul 2-2. Da qui in poi non ci sono grandi scossoni fino al 4-4, quando Marco si apre benissimo il campo con il rovescio e un po’ a sorpresa riesce finalmente ad affacciarsi a palla break. Korda però riesce a salvarsi e a salire 5-4, con grande disappunto di Cecchinato.

L’unica chance che ho vinto è stata sul 4-4 del secondo set, la mia unica palla break” ha ricordato Marco in conferenza. “Ho risposto veramente bene, a pochi centimetri dalla riga, lui è stato bravo come in tutta la partita a tirare quel passante. Peccato, perché magari sul 5-4 sarebbe stata un’altra partita, ma posso solo fargli i complimenti per come ha giocato“.

Al cambio campo, l’italiano si lascia andare a un gesto di stizza, colpendo l’asciugamano e uno dei contenitori di plastica con una racchettata e subendo un secondo warning che gli costa un penalty point. Korda sfrutta al meglio il vantaggio “gratis” e con un paio di risposte robuste si guadagna due match point consecutivi. Sul secondo, una risposta vincente di rovescio, pressoché identica a quella che gli aveva regalato il primo set, bacia la riga e pone fine al match. Il giudice di sedia scende a controllare il segno, conferma la bontà del colpo e Korda può dunque accovacciarsi sulla terra di Parma a godersi il primo titolo in carriera.

Non so ancora quando giocherò a Parigi, ma di sicuro non gioco domani” ha detto Cecchinato in chiusura di conferenza. “Non conosco bene il mio avversario Uchiyama, non l’ho mai visto giocare né affrontato. Sicuramente domani ne parlerò con Max, fino a oggi ero concentrato su Parma e credo di essere stato bravo a separare Parma e Roland Garros. Dovrò vedere un po’ come gioca, magari chiedere a qualcuno. Sicuramente sarà una partita dura: se è vicino ai 100 è un buon giocatore“. Vincere un titolo sarebbe stato meglio, ma in fondo perdere in finale è al secondo posto nella classifica dei modi ideali per avvicinarsi a uno Slam.

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