Simon logora Medvedev, sfiderà Lopez per il Queen's

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Simon logora Medvedev, sfiderà Lopez per il Queen’s

LONDRA – Niente finale tra giovani, sarà un over-35 a sollevare la coppa. Il francese vince un incontro massacrante, con scambi oltre i quaranta colpi. Eliminato Auger-Aliassime

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Gilles Simon - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

dal nostro inviato a Londra

Non il tipico incontro di tennis su erba, questo è sicuro. Ma quando da un lato della rete c’è Gilles Simon e dall’altro Daniil Medvedev, che il suo coach Jean-René Lisnard aveva definito una versione 2.0 del francese, è evidente che il gioco di volo lascerà spazio a una lenta guerra di posizione almeno per un paio d’ore.

Ne sono servite esattamente due e trentasette minuti Gillou per rimontare il russo, dopo che nella giornata precedente già aveva condannato Nicolas Mahut a subire la sconfitta più lunga nella storia del Queen’s Club, tre ore e ventuno minuti (un altro record di durata negativo per lui, che ricorda molto quello immortalato da una targa sul campo 18 di Wimbledon quasi un decennio fa). È finita con un 6-7 6-4 6-3 logorante per entrambi e anche per il povero prato del campo centrale, consumato forse più in questa prima semifinale che nei precedenti cinque giorni di incontri ai Fever-Tree Championships.

 

“Mi aspettavo un match lungo ha detto Simon nell’intervista flash dopo la stretta di mano. “Cercare di controllare il gioco e tenere la palla bassa è il mio tennis e anche il suo”. La differenza la hanno però fatta i quindici centimetri di altezza in più di Medvedev, trasformati da vantaggio a handicap: costretto a piegarsi una ventina di volte a scambio per tirare su i colpi dell’avversario, il ventitreenne numero 13 del ranking ha passato l’intero terzo set ingobbito dal dolore alla schiena, in alcune occasioni apparentemente tanto forte da costringerlo ad appoggiarsi alla racchetta o sdraiarsi in terra tra un quindici e l’altro.

L’intero incontro di Medvedev è stato condizionato da problemi fisici: già nel primo set, chiuso al tie-break grazie a una bella combinazione palla corta-passante, aveva passato tutti i cambi di campo con una borsa del ghiaccio sulla spalla destra (la stessa identica scena vista nella sua sconfitta al Queen’s di due anni fa). Dopo altri nove game di passione Simon aveva ottenuto il break del pareggio con lo stesso colpo, forzando il russo a una volée fallosa, e aveva portato l’incontro a un set decisivo giocato da entrambi con l’obiettivo di portare all’errore l’avversario rimanendo in una posizione di sicurezza.

Daniil Medvedev – Queen’s 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

A decidere il risultato sono state due palle break, la prima salvata da Simon vincendo uno scambio da 49 colpi e la seconda trasformata dal doppio fallo di un Medvedev ormai stremato. Il francese classe 1984 ha però tenuto a rimarcare che non si è trattata di una vittoria per K.O.: Penso di avere più acciacchi di lui, anzi ne sono sicuro. Semplicemente li ho nascosti meglio”. Di sicuro non si sono visti nei risultati, perché questa settimana Simon ha già superato avversari di ogni tipologia: un giocatore di casa, un grande battitore come Kevin Anderson, un maestro del serve and volley come Mahut, e infine il suo “upgrade” sovietico.

Per ottenere il primo titolo su erba della carriera gli rimane da battere Feliciano Lopez, capace di far valere l’esperienza nell’altra sfida tra generazioni con Felix Auger-Aliassime (37 anni contro 18). Vincente anche lui in rimonta senza perdere il servizio, il mancino spagnolo punta al secondo titolo in tre anni a Palliser Road dopo essere uscito completo vincitore da un sabato interminabile, che lo ha visto rimanere in campo dalle quattro – orario di inizio della sua semifinale -fino alle nove meno cinque, quando ha terminato con il successo il secondo incontro consecutivo di doppio con Andy Murray.

I precedenti favoriscono Lopez, specialmente quelli sul verde, nei quali è imbattuto. Dovesse riuscirgli la doppietta singolare-doppio eguaglierebbe Pete Sampras, peraltro anche l’ ultimo a vincere al Queen’s Club da wild card (nel 1999). Due maestri del tennis su prato, a differenza di Simon. Ma quando gli hanno chiesto cosa stia facendo di particolare questa settimana, lui ha risposto con un sorriso: “Rimando la palla in campo, ecco cosa faccio. E lo faccio molto a lungo”Per Feliciano si prospetta un’altra giornata impegnativa.

Risultati:

G. Simon b. [4] D. Medvedev 6-7(4) 6-4 6-3
[WC] F. Lopez b. [8] F. Auger-Aliassime 6-7(3) 6-3 6-3

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Super tie-break di nuovo decisivo: Kyrgios piega Khachanov e trova Nadal

Un altro thriller eccezionale stavolta sulla Melbourne Arena. Dopo 4h26 minuti l’australiano batte il russo al termine di un match elettrizzante. Ora l’attesissima sfida col N.1

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[23] N. Kyrgios vs [17] K. Khachanov 6-2 7-6(5) 6-7(8) 6-7(9) 7-6(8)

Melbourne Arena piena in ogni ordine di posti per il beniamino locale, Nick Kyrgios, opposto al picchiatore russo Karen Khachanov. Match potenzialmente interessante, per confronto di personalità più che di stili. Nick in Australia è sempre un bello spettacolo da vedere, tutto il pubblico lo tifa in modo rumoroso e pittoresco, lui – noto per le bizze agonistiche – a casa sua ci mette sempre quel pizzico di concentrazione e convinzione in più, e quando un braccio al fulmicotone del genere si impegna seriamente, il livello diventa altissimo.

Nel primo set le prevedibili pallate da parte di entrambi, al seguito di pesantissimi servizi, portano al 3-2, quando Kyrgios arriva a palla break e concretizza grazie a un recupero largo di Karen su una palla corta nemmeno irresistibile. Ottenuto il break, alla battuta sul 4-2, l’australiano, dopo uno scambio lottato risolto da Khachanov con un gran dritto, si ferma e inizia a toccarsi la parte alta del flessore della coscia sinistra, con una smorfia poco rassicurante. Speriamo che non sia nulla di grave. Un bel tocco sottorete consegna all’australiano il 5-2, ma al cambio di campo Nick esce dal campo con il fisioterapista: medical time-out, vediamo un po’ che succede. Al rientro, Kyrgios non sembra granché sofferente, tanto che brekka ancora l’avversario e chiude 6-2. Sono passati 34 minuti.

Il gioco si mantiene divertente e spettacolare, come sempre quando uno dei protagonisti è Nick in versione “ma sì, giocare a tennis non mi fa poi tanto schifo”. Accelerazioni spaventose, tocchi fintati con rotazione all’indietro, tutto il repertorio. Dall’altra parte, Karen fa il suo, mette in campo tanta solidità e spinta, ma il “gap” di varietà e di soluzioni è troppo evidente. Se vogliamo (ed esagero per amor di paradosso, ma spero di rendere l’idea), Khachanov, col suo gran servizio e il drittone pesante, è come fosse una versione “base” di Kyrgios, stesse armi “standard”, ma senza optional, ovvero senza il talento nei tagli, nel gioco al volo, nei ricami smorzati. Nel confronto diretto, la differenza a tratti è impietosa.

Sul 3-2 del secondo set per Nick, Karen salva una palla break (il russo ne aveva fallita una sull’1-1). C’è equilibrio, l’impressione però è che in qualsiasi momento Kyrgios possa inventarsi qualcosa di decisivo per le sorti del match, nel bene ma anche nel male. Qualche palla corta deliziosa dell’australiano provoca gli “oooh” ammirati del pubblico di casa, ma alla fine, dopo 14 punti, Khachanov tiene e pareggia 3-3. Lodevole per sportività Nick quando rimprovera il pubblico colpevole di aver esultato in anticipo su una palla buona dell’avversario, che pareva destinata a uscire. Sale 4-3 Kyrgios, e si consulta ancora con il fisioterapista, senza però farsi trattare né prendendo medicinali. Sotto lo sguardo attento di Marat Safin in tribuna, Karen pareggia 4-4; in pochi secondi però Nick è di nuovo avanti 5-4.

La velocità media dei turni di servizio dell’australiano è incredibile, non credo esista una statistica apposita, ma scommetterei che più rapido di lui non c’è nessuno. Pur continuando a giocare bene, Kyrgios in qualche momento si tocca ancora il muscolo indolenzito. Nel frattempo, siamo 5-5, fase decisiva sia del secondo set che probabilmente della partita. In meno di un minuto e mezzo, Nick sale 6-5, notevole un tocco di dritto piatto sottorete dietro a una legnata centrale col servizio. Poco dopo, ecco il tie-break. Sul 5-5, un grandissimo scambio a tutto braccio porta un set-point a Kyrgios, che col servizio non perdona e chiude, 2 set a zero per lui.

LA RIMONTA DI KAREN – Nel terzo parziale, con il pubblico intorno alla tribuna stampa che intona cori a ogni pausa del gioco, Nick si fa minaccioso per la battuta avversaria nel terzo game (da parte sua, Kyrgios ha concesso una sola palla break in tutta la partita, sull’1-1 del secondo set), ma Khachanov è bravo a recuperare da 0-30. Due game dopo, però, arrivano tre palle break consecutive: il doppio fallo del russo sulla terza decreta uno strappo forse definitivo. 3-2 e servizio per Nick, se non fa il matto, per come ha giocato finora, la può perdere solo lui. In questo momento siamo a 42 vincenti e 21 errori dell’australiano (28/27 Karen), la qualità del gioco è ben testimoniata da quel “+21”, mica male. In vantaggio 4-2, Kyrgios si concede uno dei suoi tweener frontali, praticamente è il primo momento “ludico” della sua serata. Nel momento decisivo, bravissimo Khachanov a prendersi tutti i rischi, spingendo col rovescio, e nell’ottavo game per la prima volta riesce a brekkare Nick, 4-4.

Ottimo sussulto del russo, quasi inaspettato, poco dopo siamo 5-4 per lui. Si procede senza rischi per chi è alla battuta, il gioco si fa essenziale (leggi, servizio-dritto per entrambi), a parte qualche drop shot di Kyrgios, ma ce l’ha nel DNA, per lui è normale come spingere un top-spin diagonale qualsiasi. Un suo serve&volley sontuoso, da australiano vecchia scuola, realizzato nel dodicesimo game, è il preludio al secondo tie-break. Subito 2-0 per Karen, poi 3-1, ma una “rispostona” di dritto di Nick riequilibra i mini-break, in un attimo è 3-3. Bravo in attacco Khachanov (bellissimo rovescio lungolinea), sale 5-3, ma si fa riprendere. Arriva un match-point per Kyrgios sul 6-5, fallito con la risposta di dritto, due punti dopo è 7-6 e set-point per il russo: un drittaccio largo di Nick gli consegna il terzo set, si è salvato veramente per un pelo Karen, ora può succedere di tutto.

Nick Kyrgios e Karen Khachanov – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Nel quarto set il canovaccio della partita non cambia con l’andamento che segue i servizi abbastanza tranquillamente fino al settimo gioco, quando Kyrgios annulla due delicatissime palle break sul 3-3. Si arriva poi all’ennesimo tie-break (non sarà l’ultimo della serata). E ancora una volta, al contrario di quanto la logica potesse far intendere, dal 2 pari parte una serie infinita di mini-break (6 consecutivi) e ci si ritrova 5 pari. Kyrgios annulla bene il primo set point, ha a disposizione un secondo match point sul 7-6 ma finisce per cedere 9 punti a 7.

 

IL SET DECISIVO – Il quinto set vola via abbastanza rapidamente, zero break e zero palle break concesse e l’epilogo non può essere che il super tie-break decisivo ancora con un australiano in campo come era accaduto ieri sera per John Millman. Anche stavolta i mini-break fioccano ma si arriva in pieno equilibrio fino al 7 pari. La stretta finale è da cardiopalma: Khachanov sfrutta un errore di Kyrgios e si porta avanti 8-7 con due servizi per chiudere. Non riesce a tenerne neanche uno. Sul primo punto Kyrgios si inventa un clamoroso rovescio lungolinea vincente su cui il russo non può fare nulla. Poi Nick si difende con le unghie costringendo Khachanov all’errore. Ribaltato completamente il punteggio sul 9-8, Kyrgios va in piazzola e porta a casa il punto che fa esplodere la Melbourne Arena, gettandosi a terra dopo quattro ore e ventisei minuti.

La super sfida con Nadal, molto probabilmente lunedì sera sulla Rod Laver Arena, è servita. Precedenti 4-3 per lo spagnolo ma 2-1 Kyrgios sul cemento all’aperto, l’ultimo dei quali ad Acapulco vinto al tie-break decisivo. Poi Nadal si prese la rivincita sull’erba di Wimbledon ma stavolta si gioca a casa di Nick. Sarà abbastanza pronto per fare l’impresa? Di sicuro siamo ansiosi di scoprirlo.

ha collaborato Luca De Gaspari

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Australian Open: Medvedev raggiunge Wawrinka agli ottavi. Sfida Thiem-Monfils

Il russo domina contro un Popyrin a mezzo servizio. Wawrinka approfitta del ritiro di Isner dopo un set e mezzo. Nel quarto di Nadal, super sfida tra Monfils e Thiem

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Daniil Medvedev - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

MEDVEDEV SUL VELLUTO – Nessun problema per Daniil Medvedev contro il beniamino di casa Alexei Popyrin. Il russo è sempre apparso in controllo del match e da metà secondo set in poi il suo lavoro è stato agevolato da alcuni problemi fisici del giovane australiano. Perso il primo set 6-4, Popyrin si è trovato nuovamente sotto di un break e ha chiamato il fisioterapista sotto 3-2 nel punteggio. Il giocatore australiano si è fatto massaggiare la coscia sinistra che sembrava procurargli molto fastidio. La partita di fatto si è chiusa qui con Popyrin molto limitato nei movimenti e in completa balia del palleggio sostenuto di Medvedev. 6-4 6-3 6-2 il punteggio dopo un’ora e tre quarti di gioco. Agli ottavi di finale il russo affronterà Stan Wawrinka, già battuto nei quarti degli ultimi US Open, in quello che sarà un test sicuramente più probante (al netto delle condizioni fisiche dello svizzero).

ISNER ALZA BANDIERA BIANCA – Dura solo un set e mezzo la sfida tra Stan Wawrinka e John Isner. Lo statunitense, sul 6-4 4-1 per Stan, è costretto a dare forfait per un malessere o forse per un dolore al piede, quello stesso piede infortunatosi in finale a Miami l’anno scorso contro Federer. A inizio match, Stan gli infligge il break sul 2-2, trasformando la quinta palla game sul servizio Isner. Si tratta del primo servizio perso da “Big John” nel torneo. Da questo momento, l’atteggiamento e la resa in campo dello statunitense vanno spegnendosi progressivamente. Dopo aver consultato il trainer, Isner interrompe l’incontro sul 6-4 4-1 per Stan. Oro colato per lo svizzero, che doveva smaltire i cinque set giocati contro Seppi durante i quali era stato costretto addirittura a lasciare il campo due volte per problemi gastro-intestinali.

Stan Wawrinka – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

LA MONF VA – Continua la corsa di Gaël Monfils, unico francese rimasto in tabellone. Il parigino interrompe la bella avventura del “redivivo” Ernests Gulbis al terzo turno. Il lettone, scivolato al n. 256 in classifica, dopo aver superato le qualificazioni, aveva sorpreso tutti battendo al primo round la stellina canadese Félix Auger-Aliassime in quattro set, per poi vincere ancora contro Bedene. Ma Gaël non si lascia impressionare e infligge all’ex n. 10 del mondo una sconfitta in tre set. Monfils non nasconde, dopo il match, le sue ambizioni di vittoria e la grande fiducia nelle proprie possibilità: “Quali sono gli obiettivi che mi fanno continuare a giocare? Amo giocare, lo sai, amo il tennis. Mi piace alzarmi ogni mattina con l’obiettivo di vincere per la prima volta uno Slam. Adoro disputare grandi partite. Penso sia questo ad alimentare la passione dentro di me. Inoltre, credo fortemente nelle mie possibilità. Sì, penso di poter vincere uno Slam. Il prossimo avversario di Monfils sarà il n. 5 del mondo Dominic Thiem, vittorioso in quattro set contro Taylor Fritz.

 

DOM AGLI OTTAVI – Non è stata una vittoria del tutto agevole quella di Dominic, che dopo aver battuto Taylor Fritz ha parlato così del suo prossimo avversario. Gaël? È sempre divertente giocare contro di lui. È un grande atleta e un grande sportivo. In passato abbiamo disputato grandi partite, molto divertenti. Mi aspetto la stessa cosa nel prossimo match. Penso ci sarà una bella atmosfera, lui sa fare colpi spettacolari e grandi scambi. L’anno scorso è entrato in Top 10 e sta giocando bene anche ora, a inizio stagione. Ma la seconda settimana di uno Slam è sempre speciale, ogni avversario gioca ad un altissimo livello. Sarà un incontro difficile”. Come sono le condizioni di gioco quest’anno in Australia? “Mi trovo bene e mi sento bene, anche se quest’anno le condizioni variano molto a causa della situazione meteorologica instabile. Il gioco è totalmente diverso quando ci sono 35 gradi e quando la temperatura scende a 20 gradi, è uno dei tornei in cui è fondamentale imparare ad adattarsi ai cambiamenti. Ma la velocità del campo e le palle sono ottime per me.

Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

a cura di Laura Guidobaldi e Lorenzo Colle

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Australian Open: Nadal rullo compressore, sarà rivincita con Kyrgios

Rafa lascia le briciole a Carreno Busta e attende Nick Kyrgios o Karen Khachanov agli ottavi. “Dovevo migliorare e l’ho fatto. Ho giocato molto bene anche il dritto in lungolinea”

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[1] R. Nadal b. [27] P. Carreno Busta 6-1 6-2 6-4

Una straordinaria dimostrazione di forza. Non si può definire in altro modo la distruzione operata da Rafael Nadal ai danni del suo connazionale Pablo Carreno Busta che ha raccolto solamente sette games in tre set. “La mia migliore partita del torneo – ha dichiarato il maiorchino – senza ombra di dubbio. Una notevole differenza con il mio primo turno, fin dall’inizio di ogni scambio sono riuscito a far danni”.

Un primo set rapidissimo, meno di mezz’ora, un secondo set ancora più rapido, 27 minuti, con Nadal che ha conquistato più del doppio dei punti del suo avversario (rispettivamente 27-12 e 24-11). Rafa ha messo in mostra le sue famose accelerazioni di diritto, sia in avanzamento sia in difesa, ed ha tolto fin dall’inizio degli scambi l’iniziativa a Carreno Busta che ben presto è diventato uno spettatore non pagante della partita. “Dovevo migliorare e sono migliorato – ha confermato Nadal ai giornalisti spagnoli –. Ho giocato molto bene il drive di diritto anche in lungolinea, cosa che mi dà molte opzioni per aprire il campo. Molto bene anche lo slice di rovescio, sia in difesa sia nelle situazioni di attacco, che mi danno un’opzione in più per aprirmi il campo”.

Più equilibrato il terzo set, deciso da un solo break al quinto game, nel quale quattro punti consecutivi di Nadal da fondocampo ed un errore forzato hanno ribaltato il gioco dal 30-15 e lanciato Rafa verso il traguardo finale.

Rafael Nadal – Australian Open (via Twitter, @AustralianOpen)

Impressionanti le statistiche del numero uno del mondo: 42 vincenti contro 18 errori gratuiti (21-21 il computo finale per Carreno Busta), solamente 10 punti persi sulla propria battuta (su 62) e una velocità media della seconda di servizio superiore alle 100 miglia orarie. Al quarto turno potrebbe esserci la sfida contro Nick Kyrgios se l’australiano saprà superare l’ostacolo Kachanov. “Sono due giocatori diversi – ha detto Nadal dei suoi due potenziali avversari – ma la chiave è la stessa: devo giocare al mio miglior livello”.

 

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

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