Challenger Milano: Musetti impara in fretta

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Challenger Milano: Musetti impara in fretta

Esordio con vittoria per il baby azzurro all’ASPRIA Tennis Cup. “Tra i professionisti ci vuole tanta continuità: sto affinando questa caratteristica”. Avanzano Forti e Bonadio, a Ocleppo il derby azzurro

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Milano 2019 (foto Francesco Peluso)

La gloria dei tornei giovanili è definitivamente archiviata. Adesso, per Lorenzo Musetti, è tempo di costruire. Il 17enne di Carrara si è lanciato definitivamente nel circuito Challenger e l’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS (46.600€, terra) è una bella occasione per raccogliere punti e migliorare un ranking che lo vede al numero 460. Sotto un sole cocente, nel catino del campo centrale, ha superato 7-6 6-3 il russo Pavel Kotov. È rimasto in campo quasi due ore, assicurandosi tre punti ATP e la possibilità di affrontare (martedì, nel big match programmato non prima delle 18) un professionista affermato come Taro Daniel.

Kotov gioca un tennis un po’ strano, varia tantissimo, non è semplice affrontarlo – racconta Musetti – ho avuto bisogno di un po’ di tempo per capirlo. Questo, unito a un pizzico di tensione, mi ha fatto perdere i primi tre game. Ho recuperato bene, poi sono stato bravo a vincere un lunghissimo decimo game, annullando diversi setpoint. Quel gioco mi ha dato forza e fiducia e sono andato sul 6-5 e servizio. Lì ho subìto un break a zero. Quella situazione non mi è piaciuta, perché il set avrebbe dovuto finire 7-5. Per fortuna ho reagito bene e nel tie-break ho concesso solo due punti.

Anche nel secondo, in svantaggio di un break, Musetti ha reagito bene, mostrando un tennis vario e completo. E, soprattutto, con evidenti margini di crescita. “Mi ero preparato bene al caldo – dice il carrarino – già a Parigi e a Parma erano capitate giornate del genere. Mi sono integrato bene, ho respirato correttamente, mi sono preso il tempo necessario tra un punto e l’altro. In questi casi è importante cercare di non farci caso e non permettere che diventi una scusa. In effetti si faticava, soprattutto negli scambi lunghi, ma è fondamentale non farlo capire all’avversario. Sono soddisfatto di questo: pur non giocando una partita buonissima ho lottato su tutti i punti”.

OBIETTIVO TOP-300 PER FINE ANNO – Sono trascorsi cinque mesi da quando Musetti ha iniziato a frequentare con assiduità il circuito professionistico: i primi bilanci si faranno tra qualche mese, ma è interessante conoscere la situazione… “a metà del guado”. Vengo da un periodo senza troppa convinzione, pur giocando bene a tennis – dice Musetti – a Vicenza e Parma, per esempio, ho giocato piuttosto bene ma ho perso al primo turno senza sfruttare le chance avute. C’era un po’ di rammarico, ma mi sto allenando bene. Oggi ho vinto senza giocare troppo bene e questo mi dà una certa fiducia per il resto del torneo”.

Dopo qualche mese tra i professionisti, Musetti è sempre più convinto di quello che li differenzia dai junior: la costanza. “L’ho sempre sostenuto e adesso ne sono ancora più convinto. I professionisti mantengono lo stesso livello per tre ore, mentre alcuni ragazzi raggiungono picchi ancora più elevanti ma poi non hanno continuità e non concretizzano. Da quando ho affinato questo aspetto, le cose sono migliorate – racconta Musetti, accompagnato a Milano da coach Simone Tartarini – faccio un esempio: a Barletta ho affrontato un buon top-200 ATP, Filip Horansky. Ho giocato un primo set magnifico e l’ho vinto 6-1. Lui non ha fatto una piega, io sono calato un briciolo e lui ha preso il sopravvento. Ma non perché giocassi male: è bastato calare di una minima percentuale.

Parlando di obiettivi, pur senza pensarci più di tanto, Lorenzo vorrebbe chiudere l’anno intorno al numero 300 ATP. “O magari appena meglio, in modo da raccogliere ancora qualche punto l’anno prossimo e giocare le qualificazioni degli Slam o di qualche ATP 250. In questo momento, il mio obiettivo è andare il più a fondo possibile nei Challenger”. Il test contro Taro Daniel (n.103 ATP) capita nel momento giusto per testare un livello che è sempre più alto, proprio come l’ASPRIA Tennis Cup. “Il circolo è molto bello, non c’ero mai stato. È elegante, prestigioso, mi sto trovando davvero bene. L’organizzazione è buona e sono rimasto impressionato dalla qualità della palestra”.

OCLEPPO A RITMO DI DANCE, AVANTI FORTI E BONADIO – Il resto di giornata è stato decisamente positivo per gli azzurri. Alle sconfitte di Riccardo Balzerani e Alessandro Bega nelle qualificazioni, si sono contrapposti i successi contro classifica di Francesco Forti e Riccardo Bonadio. Forti (numero 427 ATP) ha lasciato appena cinque giochi all’esperto Tomislav Brkic (n.297) e tornerà in campo già martedì contro il dominicano José Hernandez Fernandez. Bonadio (n.377 ATP) ha schiantato alla distanza il croato Borna Gojo (n.313), che peraltro ha cinque anni meno di lui. Il ragazzo di San Vito al Tagliamento, che ha potuto giocare tanti Challenger grazie all’ottima classifica ITF, ha mostrato – come di consueto – un ottimo rovescio a una mano e ha raccolto un successo importante in vista di un affascinante secondo turno contro Hugo Dellien, testa di serie numero 1.

In chiusura di giornata, sorprendente esito del derby azzurro tra Julian Ocleppo e Raul Brancaccio, non tanto perché ha vinto il giocatore peggio piazzato in classifica, ma per il modo in cui è maturato il 6-1 3-6 7-5 per Ocleppo. Vinto il secondo set, Brancaccio aveva totalmente in controllo la partita. Avanti 5-2, con due break di vantaggio, è piombato un un black out finale che ha permesso al piemontese di intascare cinque giochi di fila, per la soddisfazione del suo coach, l’ex doppista Alessandro Motti. Bisogna riconoscere a Ocleppo un tennis di grande qualità nel finale (proprio mentre la vicina piscina dell’ASPRIA Harbour Club aveva fatto partire alcune canzoni da discoteca), oltre a una tenuta psicologica notevole. Non sempre gli era riuscito in passato.

Al secondo turno, il figlio dell’ex top-30 Gianni se la vedrà con Pedro Sousa (che ha seguito il match insieme a coach Rui Machado). Tra gli altri match si segnalano i successi di Martin Cuevas (fratello minore di Pablo) e Marcelo Arevalo, tennista salvadoregno che sta alternando l’attività in singolare a quella in doppio (in cui è n.70 del mondo). Il programma di martedì è decisamente interessante: il clou sarà il già citato Musetti-Daniel, ma ci sarà anche l’esordio di Giulio Zeppieri, altro golden boy del tennis azzurro, reduce da una splendida semifinale a Parma. Per lui ci sarà il qualificato Molcan. Curiosità anche per la performance dei giornalisti Carlo Annovazzi e Giovanni Battista Olivero, emersi dal rodeo giocato un paio di settimane fa. Se la vedranno contro Bonadio-Heyman: ulteriore attrazione di una giornata piena di tennis, al via alle 10 del mattino.

 

Ufficio Stampa ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS

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L’inguine duole, Murray salta la preparazione a Miami

L’infortunio, risalente al match di Davis contro Griekspoor, costringe Andy ad annullare il classico blocco a Miami. Volerà comunque a Melbourne il 27 dicembre

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Andy Murray in allenamento - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Il suo fisico talvolta fa i capricci, ma dopo uno stop così lungo, con un’operazione così delicata alle spalle, essendo per giunta stato a un passo dal ritiro, qualche contrattempo nel percorso si può anche accettare serenamente. Andy Murray necessita di un pit stop e non volerà in Florida per l’ormai celeberrimo blocco di preparazione che da anni caratterizza il suo mese di dicembre.

Un po’ di pausa extra, imposta dall’inguine ancora dolorante dopo il piccolo risentimento accusato pochi giorni prima della Coppa Davis, aggravatosi notevolmente nel corso dell’unico match disputato a Madrid e vinto in volata sull’olandese Tallon Griekspoor al termine di un’estenuante maratona. Secondo quanto riportato dal corrispondente del Times Stuart Fraser, l’ex numero uno della classifica mondiale volerà in ogni caso in Australia il prossimo ventisette dicembre, per preparare con calma il primo Slam stagionale.

Soprattutto in un periodo di altalenante forma fisica e in vista di un impegnativo Major di due settimane con partite tre su cinque, Murray avrebbe bisogno di minimizzare il dispendio di energie e spera che gli organizzatori dell’Happy Slam gli concedano di evitare le qualificazioni, cui al momento sarebbe costretto dall’insufficiente posizione nel ranking, offrendogli una wild card.

Le speranze in tal senso sono molto più che discrete: dopotutto, se l’invito non lo merita un ex numero uno ATP con cinque finali a Melbourne alle spalle non si capisce chi dovrebbe meritarlo…

 

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Kyrgios, a rischio l’inizio della stagione

Il ricorrente problema alla clavicola che affligge Nick preoccupa capitan Hewitt

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Nick Kyrgios in tribuna durante il match tra Australia e Canada - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Corinne Dubreuil / Kosmos Tennis)

C’è preoccupazione sulla panchina australiana in vista dell’ATP Cup, la nuova manifestazione a squadre in partenza fra tre settimane a Brisbane, Perth e Sydney. Se ne fa portavoce il capitano Lleyton Hewitt che, secondo quanto riporta il quotidiano di Melbourne The Age, è alle prese con i problemi fisici del suo numero 2, Nick Kyrgios, pedina fondamentale del team aussie per uscire dal Gruppo F, dove è stato sorteggiato insieme a Canda, Germania e Grecia. L’esordio in quel di Brisbane è previsto contro la squadra tedesca di Zverev e Struff, che può anche contare sull’ottima coppia Krawietz/Mies, proprio nel Day 1 della manifestazione. Il problema di Kyrgios riguarda ancora la clavicola, lo stesso infortunio che ha costretto il ventiquattrenne di Camberra a saltare il tie dei quarti di finale perso contro il Canada alla Caja Magica di Madrid il mese scorso e, verosimilmente, al ritiro in Laver Cup a settembre. Hewitt spiega appunto che l’infortunio “si è presentato già un paio di colte, per cui è fonte di un po’ di preoccupazione in vista dell’estate australiana dove, se tutto va bene, Nick dovrà giocare parecchi incontri”. L’ex numero uno del mondo sottolinea che “la zona della spalla e quella della clavicola sono ovviamente di primaria importanza per il suo gioco: essere in grado di servire al meglio è un’arma essenziale per lui”.

Giocare gli eventi a squadre – abbiamo già avuto modo di appurarlo – giova a Kyrgios, tuttora osservato speciale dell’ATP dopo la sospensione condizionale della squalifica in seguito alle intemperanze di Cincinnati. È lo stesso capitano a confermarlo: “La sua condizione mentale ed emotiva è ottima. Ama l’ambiente della squadra, essere là fuori e dare il proprio sostegno ai compagni”. E resta cautamente ottimista: “Sta facendo la riabilitazione ed è già tornato in campo. Sono davvero fiducioso che possa giocare e dare man forte ad Alex de Minaur. Gioca sempre bene in Australia e spero che possa farlo in gennaio”.

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Ferrer lancia Nadal: “Punterà al record di Slam e sarà numero 1 anche a fine 2020”

Secondo ‘Ferru’ Rafa può chiudere anche la prossima stagione in testa alla classifica e superare i venti Slam di Federer: “È un supereroe, ogni anno mi sorprende”

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David Ferrer e Rafa Nadal - Barcellona 2019 (foto via Twitter, @bcnopenbs)

L’addio al tennis di David Ferrer sulla terra rossa di Madrid è stato senza dubbio uno dei momenti più emozionanti del 2019 sportivo. Nella stessa città ‘Ferru’ ha ricevuto un importante premio dalla Hall of Fame in novembre, denominato “Davis Cup Award of Excellence” e consegnato a chi ha onorato negli anni la propria squadra di Davis dando un importante contribuito nell’arco della propria carriera. Lo spagnolo, che per 13 anni ha giocato con le Furie Rosse, ha ritirato il riconoscimento nella settimana in cui la sua Spagna ha vinto la sesta Coppa Davis della sua storia, guidata da un meraviglioso Rafael Nadal.

Il maiorchino è reduce da una stagione strabiliante, chiusa a -1 dal record di Slam di Roger Federer. Su questo argomento dibattuto ormai da un decennio si è espresso David Ferrer in un’intervista al Daily Express: “Rafa cercherà di vincere il maggior numero di Slam possibile. È il suo obiettivo principale. Vuole essere competitivo ancora a lungo, proprio come Federer. Lui è un gran punto di riferimento per continuare a giocare. È più difficile, ma Rafa è numero uno del mondo adesso, è in una buona situazione”.

Secondo Ferrer, Nadal punterà quindi a superare i venti Slam del suo storico rivale già dalla prossima stagione. Un’opinione condivisa dalla maggior parte degli appassionati, degli addetti ai lavori e degli stessi colleghi di Rafa, che vorranno opporsi al suo progetto di conquista. Oltre ai soliti Djokovic e Federer dovrà guardarsi anche dai giovani, che continuano a migliorarsi. Ma Ferrer non ripone tanta fiducia nelle nuove generazioni: “Tsitsipas, Thiem, Medvedev sono giocatori davvero bravi, ma Rafa per me è il favorito per chiudere anche l’anno prossimo al primo posto. Può farcela. È un supereroe, è incredibile. Ogni anno mi sorprende. La sua mentalità è diversa da ogni altro giocatore che ho visto”.

Nadal e Ferrer hanno giocato una finale Slam nel 2013 al Roland Garros. Vinse nettamente Nadal, ma quel match non scalfì minimamente la straordinaria carriera di David, anzi, alimentò la convinzione che meritasse almeno un titolo Slam. Ora che ha appeso la racchetta al chiodo, lavora nell’accademia di Valencia per far crescere giovani tennisti ed è direttore del torneo di Barcellona. “Essere un giocatore ritirato è molto diverso” ha continuato. “Ci sono tante cose da fare in famiglia, ho un figlio di appena un anno. Le mie priorità sono mia moglie e mio figlio. Ho il tempo di divertirmi con loro perché quando ero un tennista ho viaggiato molto e non ho avuto tempo per loro, perciò è diverso, è un’altra fase della vita. Spero di essere in grado di fare davvero un buon lavoro (all’Accademia). È una buona motivazione essere ancora coinvolti nel tennis“.

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