Umago, Italia: ma il torneo più balneare ha perso la sua stella

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Umago, Italia: ma il torneo più balneare ha perso la sua stella

UMAGO – Il ritiro per infortunio di Fognini ha lasciato delusi gli organizzatori (che ci avevano puntato molto) e i tanti tifosi italiani arrivati in Croazia. A due passi dal confine, ci sentiamo di consigliarvi un giretto

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Fabio Fognini - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Umago, il nostro inviato

Innegabile, un po’ di delusione si percepisce nell’aria. L’organizzazione del torneo di Umago aveva puntato molto sulla presenza in tabellone di Fabio Fognini. Un numero nove del mondo in un ATP 250 rappresentava un patrimonio da valorizzare al massimo, approfittando di una classifica piacevolmente inaspettata per la prima testa di serie. I piani però sono saltati: Fognini a casa già al mercoledì, con il pubblico dello Stella Maris che ha potuto ammirarlo in modo compiuto soltanto martedì sera nel derby di doppio azzurro (con Bolelli ha battuto al super tie Fabbiano e Lorenzi). Il secondo turno di singolare contro Travaglia si è rivelato invece poco più che una comparsata di un set e qualche game.

Davanti a un infortunio, poco da dire. Papà Fulvio su Twitter ha sentenziato a caldo: “Quando non stai bene, non devi nemmeno entrare in campo“. In realtà Fognini – stando anche a quanto raccontato nel media day a lui dedicato, a inizio settimana – era partito con le migliori intenzioni: quelle di giocare il più alto numero di partite, per rimanere sul pezzo in vista della trasferta americana. A Umago l’hanno seguito anche la moglie Flavia Pennetta (particolarmente solare e disponibile per selfie e autografi) e il piccolo Federico. Con la sempre gradita compagnia della famiglia – che non lo seguirà oltreoceano – questo non sembrava assolutamente un posto da cui scappare. Se non per cause di forza maggiore.

 

Per il clan Fognini non sono stati giorni fortunati, visto che nel viaggio di ritorno verso l’Italia – informa sempre il buon Fufo via social – sono arrivati anche 165 euro di multa attraversando la Slovenia. Fabio è andato via e ripartirà da Amburgo (si spera, a questo punto), per poi decollare direzione Los Cabos dove difende il titolo di un anno fa. Il problema, in qualche modo, è di chi è rimasto. Perché in questa incantevole cittadina tutto parla di Fognini e Coric, le due stelle fortemente volute per dar lustro al trentennale del torneo. Nelle rotonde, ai lati delle strade più trafficate, negli angoli maggiormente caratteristici del centro storico, è un susseguirsi di pannelli e gigantografie dei due tennisti che avrebbero dovuto dar vita (nelle migliori previsioni) alla finale più prestigiosa. Numero nove contro numero 14, mica male. Non succederà. Il croato ha resistito appena un giorno di più di Fognini, ma solo perché gli è toccato l’esordio al giovedì: il sorprendente Caruso l’ha eliminato in tre set, privando il torneo anche del secondo favorito.

Per le vie di Umago si attendeva già la finale tra i primi due favoriti del seeding. Che non andrà in scena

Dicevamo, c’è un filo di delusione nell’aria. Anche perché – e sono parole proprio di Fabio – questo torneo è italiano almeno per metà (non solo per il recente albo d’oro). E sono molti quelli che hanno pensato di affrontare qualche ora di macchina dal nostro Paese per smaltire la sbornia di Wimbledon, godendosi dal vivo gli ultimi fuochi della stagione europea su terra. Avviandoci verso le giornate decisive, le presenze italiane da queste parti sono destinate anche ad aumentare. Lo si coglie girando di mattina nelle vie intorno al porto e nei ristoranti (quelli sulla costa sono tendenzialmente i più turistici). La missione Umago risulta particolarmente allettante per chi vuole conciliare del buon tennis con le vacanze. Ci si arriva in poco più di cinque ore sia da Milano sia da Firenze (e la macchina è particolarmente consigliata per ogni spostamento).

La cittadina dista appena una quarantina di chilometri da Trieste. E per raggiungerla va necessariamente attraversato un breve tratto autostradale sloveno, al costo di 15 euro. Il bollino (valido come pedaggio) resta valido per una settimana, ma i pendolari più esperti sapranno suggerirvi una strada alternativa da imboccare non appena superata la frontiera. Un minimo sindacale di code si incontra invece al confine tra Slovenia e Croazia, dove l’orario di transito fa tutta la differenza. Per la quotidianità è consigliabile trasformare i vostri Euro in Kune in uno dei tanti chioschi disponibili (cambio attuale 7,30).

Il torneo si svolge nel parco dello Stella Maris Resort, complesso turistico affacciato sulla laguna. Incontrare Goran Ivanisevic è all’ordine del giorno e – a due passi dal campo centrale a lui dedicato – si può prendere tranquillamente il sole noleggiando un lettino sulla laguna a prezzi assolutamente modici (tra le 15 e le 20 Kune) o approfittando delle numerose spiagge libere circostanti. La costa nei dintorni dello Stella Maris è sabbiosa, ma basta spostarsi di pochi chilometri per raggiungere San Lorenzo o Zambatija dove il fondale roccioso valorizza la limpidezza dell’acqua.

Il mare di San Lorenzo

L’utilità della macchina, come accennato, è assoluta. Non ci è sembrato di cogliere particolari collegamenti con i mezzi pubblici tra il centro della cittadina e la zona degli impianti sportivi. Il parcheggio è comodo e abbastanza ampio, ma si paga: l’equivalente di circa sei euro per l’intera giornata.

L’atmosfera tende al relax, complici anche le scelte musicali per il sottofondo al tramonto: a tratti sembra di trovarsi in un villaggio vacanze. Il caldo non si sta rivelando estremo in questa edizione 2019, che gode in serata di un piacevole calo delle temperature. Il torneo – e gli facciamo un complimento – è più che mai balneare. Si inizia a giocare dopo le 16 nei primi giorni, addirittura dalle 17 in poi a partire dal mercoledì. Dando così il tempo di rientrare, con comodo, dal bagno pomeridiano. La controindicazione è la fine delle ostilità a tarda ora, quando non è semplicissimo trovare dove andare a cena ma l’approdo naturale diventa l’arena che si trasforma in discoteca. Attirando anche frequentatori di una movida che con il tennis ha poco a che vedere.

I dati forniti dall’ufficio turistico dicono che nell’anno solare la sola Umago, con i suoi 14mila abitanti (il comprensorio è più ampio, un salto a Novigrad è consigliato) ospita 490mila turisti, per oltre due milioni e mezzo di pernottamenti. I posti letto sono complessivamente circa 27mila, tra hotel, campeggi, bed & breakfast e appartamenti. Gli italiani si piazzano in teoria solo al quarto posto (56000 arrivi con circa 223000 pernottamenti nel 2018) nella classifica dei turisti presenti nelle strutture ricettive, dietro tedeschi, sloveni e austriaci. Ma siamo specialisti del pendolarismo – assicurano i gentilissimi addetti ai lavori locali -, considerando gli appena 40 minuti di distanza da Trieste. Il torneo, con relativa (massiccia) presenza italiana, nel suo piccolo ha saputo costituire un’attrattiva per gli appassionati del nostro Paese: lo sussurrano gli organizzatori, ipotizzando un ‘effetto Fognini’, lo confermano i circa 2000 arrivi italiani da quando il Croatia Open è cominciato.

La sport da queste parti è uno stile di vita: la bicicletta è utilizzata ovunque (tra Slovenia e Croazia si può passare persino la frontiera pedalando) e i campi da tennis sono circa un centinaio nel solo territorio comunale di Umago. L’investitura a Capitale europea dello sport per il 2018 non è arrivata per caso. Ed ecco perché, se parliamo di un paradiso di tennis e mare, non temiamo smentita.

I colori del tramonto sul centro storico di Umago

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WTA

Ad Acapulco prima semifinale WTA per Zarazua, Fernandez e Xiyu Wang

La messicana (numero 270 WTA) non smette di sognare e vuole regalare il titolo alla sua gente. Anche Heather Watson tra le ultime quattro. Il tabellone è aperto a qualunque risultato

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Renata Zarazua - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Se le semifinali del WTA di Acapulco non sono le più sorprendenti della stagione, poco ci manca. Dopo l’uscita delle prime cinque teste di serie ancora prima dei quarti di finale, il tabellone si apriva a scenari imprevedibili, tutto a favore di chi non è solito trovarsi ancora in gioco nel weekend di un torneo WTA. In particolare parliamo delle due semifinaliste della parte alta, Leylah Fernandez e Renata Zarazua. La prima, canadese, classe 2002, ai limiti della top 200 prima del torneo, ha vinto la sfida tra teenager contro Anastasia Potapova, raggiungendo la sua prima semifinale a livello WTA. È il terzo grande traguardo che raggiunge quest’anno, dopo il debutto in un torneo del Grande Slam a Melbourne e la prima vittoria su una top 5 (Bencic in Fed Cup).

Renata Zarazua è invece la star del torneo per il pubblico messicano. La giocatrice di casa sta vivendo un sogno: in tabellone da wild card, vittoria sulla numero uno del tabellone Stephens al primo round e ora la prima semifinale in carriera nel circuito maggiore. La 22enne nativa di Città del Messico ha battuto in tre set la slovena Tamara Zidansek, contro la quale aveva perso un precedente nobile al Roland Garros 2018. Zarazua diventa così la prima semifinalista messicana in un torneo in Messico dal 1993, quando Angelica Gavaldon raggiunse il penultimo atto a San Juan.

Nell’altra semifinale giocherà l’ultima testa di serie rimasta in gara, Heather Watson (la settima). La ragazza britannica ha vendicato la sconfitta di quattro anni fa ad Acapulco contro Christina McHale, battuta 6-1 al terzo set. Per Watson è la seconda semifinale del 2020 (a Hobart è stata sconfitta a un passo dalla finale da Rybakina). La qualificata Xiyu Wang, 18 anni, si è conquistata la possibilità di lottare per un posto nell’ultimo atto battendo nel derby cinese Lin Zhu con un doppio 6-2. Sarà anche per lei l’esordio in una semifinale WTA e in caso di vittoria potrebbe entrare tra le prime cento giocatrici del mondo.

Risultati:

[WC] R. Zarazua b. T. Zidansek 6-2 3-6 6-2
[Q] L. Fernandez b. A. Potapova 6-3 7-5
[7] H. Watson b. C. McHale 6-3 1-6 6-1
[Q] X. Wang b. [6] L. Zhu 6-2 6-2

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ATP

Santiago: Garin si salva contro Davidovich Fokina, decima vittoria di fila

Torna in campo il campione di Cordoba e Rio: subisce un 6-0, ma la spunta al tie-break decisivo. Eliminato Londero, passano Monteiro e Ramos-Vinolas

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Cristian Garin - ATP Santiago 2020 (foto via Twitter @chile_open)

Cristian Garin è tornato a casa, a Santiago del Cile, con altri due trofei appena messi in bacheca (al 250 di Cordoba e al 500 di Rio). Il numero 18 al mondo non ha nessuna intenzione di fermarsi, tanto meno nel suo torneo, davanti alla sua gente. Accreditato della prima testa di serie, Garin ha debuttato contro Alejandro Davidovich Fokina, che su terra battuta ha dimostrato di saper giocare a un buon livello. Infatti dopo aver perso il primo set 6-2, lo spagnolo ha preso il controllo dell’incontro: nel secondo parziale Garin non è riuscito a vincere nemmeno un game.

Il terzo set è durato quanto i precedenti due messi assieme. Una lotta straordinaria sin dalle prime battute, quando il cileno prima si porta sul 2-0 e poi si fa raggiungere sul 2-2. Il break che sembra decidere le sorti del match arriva sul 3-3. Al servizio per il match sul 5-4, Garin manca due match point e dal 40-15 in suo favore cede il servizio. Ha un’altra occasione di chiudere la partita con la battuta sul 6-5, ma Davidovich Fokina forza il tie-break, dove fare la differenza sono i due doppi falli dello spagnolo, che nonostante lo sforzo cede il match in due ore esatte. Garin ha conquistato così la decima vittoria consecutiva. Uno score sorprendente visto il modo in cui aveva iniziato la stagione (cinque sconfitte in sei partite).

Il suo prossimo avversario, nei quarti di finale, sarà la wild card brasiliana Thiago Seyboth Wild. 19 anni, numero 182 del mondo, per la prima volta tra gli ultimi otto in un torneo ATP. Seyboth Wild ha eliminato due argentini nel suo percorso, prima Bagnis e ora Juan Ignacio Londero (era la quinta testa di serie), battuto in due set. C’è anche un altro brasiliano nei quarti di finale di Santiago. È Thiago Monteiro, perfetto nel match contro lo spagnolo Carballes Baena, battuto 6-1 6-4. Si giocherà l’accesso alle semifinali con Ramos-Vinolas, che ha eliminato il lucky loser Juan Pablo Varillas all’esordio.

Risultati:

[1] C. Garin b. A. Davidovich Fokina 6-2 0-6 7-6(4)
[WC] Seyboth Wild b. [5] J. I. Londero 7-6(7) 6-4
[8] T. Monteiro b. R. Carballes Baena 6-1 6-4
[3] A. Ramos-Vinolas b. [LL] J. Varillas 7-6(3) 6-2

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ATP

Nadal è impeccabile ad Acapulco: troverà Dimitrov in semifinale

Un’altra prova convincente del mancino di Manacor, che lascia solo tre game al sudcoreano Kwon. Grigor elimina in due set Wawrinka. Derby statunitense tra Isner e Fritz nell’altra semifinale

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Rafa Nadal - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Continua la sua marcia verso il titolo Rafa Nadal, in semifinale all’ATP 500 di Acapulco grazie alla diciottesima vittoria su venti match disputati nel torneo messicano. Dopo aver superato Andujar e Kecmanovic nei primi due turni, il suo avversario nei quarti era il sudcoreano Soonwoo Kwon, per la quarta volta consecutiva in un quarto di finale ATP. A differenza del primo e second round, stavolta Rafa (che non potrà soffiare il primo posto nel ranking a Djokovic, a sua volta in semifinale a Dubai) non ha perso nemmeno una volta la battuta, salvando tutte le otto palle break concesse, e ha chiuso in un’ora e mezza.

Il dato dei break point basta per descrivere un match a tratti ben giocato da Kwon, capace di portare tanti giochi ai vantaggi (ha avuto la palla game in ognuno dei primi tre gioco del secondo set, ma è andato sotto 3-0), ma incapace di prevalere nelle fasi cruciali degli stessi contro lo strapotere fisico e mentale di Nadal. Certo, come detto dallo stesso Rafa in conferenza stampa il ragazzo meritava più di tre game al netto di quanto visto in campo, ma questa versione del maiorchino convince quasi quanto quella di Novak Djokovic a Dubai. Dritto che frulla (guardate che spettacolo contro Kecmanovic), prima di servizio pungente e gambe che vanno spedite. Con soli quindici game persi ci si chiede chi potrà fermare Rafa.

Farà un tentativo in semifinale Grigor Dimitrov che, una volta passato lo spauracchio Mannarino, ha eliminato con un duplice 6-4 Stan Wawrinka. Il bulgaro ha interrotto una serie di cinque sconfitte consecutive contro Stan, tutte a cavallo tra 2018 e 2019. Non vinceva un match contro il tre volte campione Slam dal 2016, che è pure l’anno della sua ultima (e anche unica) vittoria in carriera contro Nadal, uscito vincitore in dodici confronti diretti su tredici. Se escludiamo i match su terra battuta, su cemento all’aperto Rafa non ha mai avuto vita facile. Dimitrov è sempre riuscito a strappargli almeno un set e il ricordo di quella semifinale all’Australian Open 2017 (6-4 al quinto per Rafa, ma dopo tre break point per il 5-3 a favore del bulgaro) è ancora intenso.

Nell’altra semifinale si giocano un posto nell’ultimo atto due statunitensi, John Isner e Taylor Fritz. Il gigante di Greensboro ha impiegato due ore per estromettere dal torneo un altro connazionale, Tommy Paul, capace di eliminare in due set Zverev nel turno precedente. Dopo aver vinto un primo set lottato al tie-break, Isner ha perso il servizio a inizio secondo set commettendo due doppi falli e permettendo a Paul di forzare il terzo set. Il numero 20 del mondo ha lasciato per strada solo quattro punti al servizio e ha trovato il break nel sesto e nell’ottavo gioco per raggiungere la seconda semi consecutiva ad Acapulco.

Sono bastati due set invece a Fritz per sbarazzarsi di Kyle Edmund, costretto a rincorrere sin dall’inizio. Il californiano ora è anche sicuro di tornare in top 30 lunedì. I precedenti dicono 2-1 Isner, ma l’ultima sfida l’ha vinta Fritz due mesi fa ad Auckland.

Risultati:

[1] R. Nadal b. S. Kwon 6-2 6-1
[7] G. Dimitrov b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-4
T. Fritz b. K. Edmund 6-4 6-3
[5] J. Isner b. [Q] T. Paul 7-6(3) 3-6 6-2

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