Fabbiano e Travaglia avanzano a Gstaad, Lorenzi fuori in tre set

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Fabbiano e Travaglia avanzano a Gstaad, Lorenzi fuori in tre set

Due vittorie su 3 per gli azzurri nella prima giornata in Svizzera. Peccato per Paolino Lorenzi rimontato da Carballes Baena Derby Fabbiano-Sonego al secondo turno

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Thomas Fabbiano - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’assenza del campione in carica Matteo Berrettini al torneo ATP 250 di Gstaad si fa sentire ma diversi tennisti azzurri hanno cercato di farlo rimpiangere il meno possibile. Già ieri infatti Baldi e Moroni hanno piazzato un bel risultato qualificandosi per il tabellone principale e oggi erano tre gli italiani a scendere in campo per il primo turno. Fabbiano e Travaglia, impegnati in una sfida decisamente alla loro portata, hanno rispettato il pronostico in pieno mentre il Lorenzi si è arreso dopo una estenuante partita contro la testa di serie n. 6, Roberto Carballes Baena.

LORENZI LOTTA FINCHÉ PUÒ Dispiace un po’ per la sconfitta del 37enne Lorenzi perché, nonostante gli oltre dieci anni di differenza con il suo avversario e le 40 posizioni che li separano, inizialmente la vittoria sembrava fattibile. Lo spagnolo nel primo set non ha saputo trovare contromisure efficaci alla tutto sommato vasta varietà di gioco proposta da Lorenzi, il quale si è recato a rete con altissima frequenza; ma alla lunga l’italiano non è riuscito a mantenere alto il livello (soprattutto per qualche calo mentale più che fisico) e il n. 74 del mondo l’ha spuntata 6-7(1) 6-3 6-2 in 2 ore e 33 minuti.

Il tie-break del primo è stato dominato dall’italiano che lo ha giocato con grandissima intelligenza tattica e se l’è portato a casa per 7 punti a 1, grazie anche a tre serve&volley. Agli inizi del secondo set però un paio di errori di lunghezza di dritto gli sono costati il break e tanto è bastato a Carballes Baena per rimettere in parità l’incontro. Purtroppo per Lorenzi il contraccolpo psicologico per questo set filato via così rapidamente è stato evidente e il terzo è stato ancora più rapido. Il n. 114 del mondo è sempre sembrato quello che avesse il controllo del gioco per la maggior parte degli scambi, tuttavia un paio di errori piuttosto grossolani nei pressi della rete hanno dato il la alla fuga di Carballes Baena. La sconfitta, arrivata con un 6-2 nel set conclusivo, ha decisamente un sapore amaro.

 

A raddolcire la serata svizzera ci hanno pensato, come detto in apertura, Thomas Fabbiano e Stefano Travaglia.

TRAVAGLIA IN FIDUCIA Il neo-top 100 Stefano Travalgia ha rispettato il pronostico contro il qualificato n. 215 Daniel Elahi Galan Riveros vincendo per 7-6(7) 6-3. Il 23enne colombiano ha raggiunto solamente tre volte nella sua carriera il main draw negli eventi ATP (vanta una semifinale a Houston all’inizio di questa stagione) e, come il suo avversario del resto, non è avvezzo a palcoscenici di questa portata. Per entrambi era una occasione rara e la maggior esperienza del 27enne, che ha giocato con la fiducia di un quarto di finale appena raggiunto ad Umago, si è vista soprattutto nei momenti salienti.

Il tie-break che ha deciso il primo set infatti è stato giocato alla battuta ottimamente dal marchigiano ed è riuscito a chiuderlo con un dritto vincente lungolinea alla terza occasione, dopo aver anche annullato un set point proprio con una prima di servizio. Con lo slancio del set appena chiuso Travaglia è partito fortissimo nel secondo a fronte di un avversario sempre più deluso e contrariato con se stesso. La situazione si è compromessa subito per Galan il quale si è lasciato andare dando strada libera all’ottava vittoria ATP in carriera per Travaglia. Quest’ultimo al secondo turno troverà proprio Carballes Baena.

FABBIANO SOFFRE E VINCEEsordisce con un successo Thomas Fabbiano nel torneo di Gstaad contro una tenacissima wild card locale. Sandro Ehrat, dopo numerosi infortuni negli ultimi quattro anni, ha vinto 44 partite negli ultimi sette mesi (di cui 30 sulla terra battuta) con sole 12 sconfitte. Questa sequenza impressionante gli ha portato quattro titoli ITF e un quarto di finale al Challenger di Prostejov un paio di mesi fa; tuttavia la fiducia acquisita grazie a questi risultati non gli è bastata per vincere quella che era la sua seconda partita in assoluto in un tabellone principale ATP. Ehrat infatti ha lottato fino all’ultimo ma alcuni errori gravi (su tutti uno smash a rete con il quale ha concesso il break decisivo) lo hanno condannato alla sconfitta per 6-4 7-5 in quasi due ore di gioco.

Il n. 386 del mondo era salito subito 3-0 ma a quel punto si è un po’ paralizzato mentre Fabbiano, sempre pimpante e pieno di energie, ci ha messo poco a pareggiare i conti e dopo qualche game lottato lo svizzero ha lasciato la presa iniziando a commettere parecchi gratuiti da fondo, tra cui uno con il rovescio, che gli è costato il set per 6-4. Quando la situazione si faceva delicata, con Ehrat che cercava di far valere la sua superiorità fisica, Fabbiano ha trovato nel dritto un fido alleato e spesso controllando il gioco con questo colpo è riuscito a ribaltare scambi messi davvero male.

Ehrat si è dato da fare fin oltre le sue possibilità fisiche (tanto che due volte nel secondo set è stato necessario l’intervento del fisioterapista), tuttavia le numerose occasioni mancate hanno finito per scoraggiarlo. Invece Fabbiano dal canto suo ha mostrato la sua solita caparbietà e anche nel secondo set ha rimontato un break di svantaggio prima di chiudere al primo match point.Per lui adesso c’è il derby azzurro contro la t.d.s. numero 4 Lorenzo Sonego.

Risultati:

J. Vasely b. E. Gulbis 7-5 7-5
C. Stebe n. [8] C. Moutet 6-4 6-4
[7] P. Andujar b. [Q] D. Novak 6-1 3-6 6-3
[6] R. Carballes-Baena b. P. Lorenzi 6-7(1) 6-3 6-2
T. Fabbiano b. [WC] S. Ehrat 6-4 7-5
S. Travaglia b. [Q] D. E. Galan Riveros 7-6(7) 6-3

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Sinner ritrova Zverev a Colonia. Semifinale LIVE su Supertennis alle 19

Venti giorni dopo la vittoria negli ottavi di finale di Parigi, Sascha avrà la chance di vendicare la sconfitta contro Jannik nella sua Germania, stavolta sul veloce. Ma l’azzurro ha le carte in regola per sperare in un’altra vittoria

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Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (foto Twitter @Rolandgarros)

Sarà un sabato sera nel segno di Jannik Sinner, in campo nelle semifinali dell’ATP 250 di Colonia. È la seconda semifinale della carriera per l’altoatesino, dopo quella giocata dodici mesi fa ad Anversa (perse contro Wawrinka), torneo che si gioca in parallelo a quello tedesco proprio questa settimana. Sarà impegnato nella prima semifinale programma sul bett1 Centre Court alle ore 19, subito dopo la semifinale di doppio tra Daniell/Oswald e Krawietz/Mies (campioni del Roland Garros) che si giocherà alle 16 e sarà visibile su Supertennis. In caso di vittoria, Sinner giocherebbe la sua prima finale a livello ATP e sarebbe il più giovane a farlo (a 19 anni e 2 mesi) dopo Felix Auger Aliassime (18 anni e 10 mesi a Stoccarda ’19).

Felix ha perso finora tutte e sei le finali ATP disputate, l’ultima domenica scorsa contro Alexander Zverev proprio sul Centrale di Colonia, nel primo dei due tornei che questi impianti ospitano. Non l’avevamo ancora nominato, ma sarà Sascha a sfidare Sinner per un posto in finale. L’unico precedente è molto vicino nel tempo. Risale all’ultimo Roland Garros, precisamente a domenica 4 ottobre, quando Jannik riuscì a vincere in quattro set negli ottavi di finale (6-3 6-3 4-6 6-3) e a raggiungere il primo quarto di finale Slam, poi perso contro il marziano Nadal.

Partiamo col dire che sarà un match molto diverso rispetto a quello di Parigi, perché sicuramente scenderà in campo tutto un altro Zverev. Come ammesso da lui stesso in conferenza stampa post match, giocò la partita contro Sinner con alcuni sintomi influenzali (febbre e congestione nasale, ma non risultò positivo al Covid) che limitarono molto la sua azione e la sua tenuta fisica. Nelle ultime settimane ha invece dimostrato di essere in ottima forma: ha accumulato anche un discreta dose di fiducia, fondamentale per fare rendere al meglio il suo gioco (e soprattutto il suo servizio) e la voglia di vendicare quella sconfitta è tanta. Su una superficie diversa (ma pur essendo cemento indoor, la palla non viaggia tantissimo) i colpi di inizio gioco faranno la differenza. Sinner ha dimostrato di saper comunque vincere una partita di soli scambi da fondo contro Simon, ma ha dovuto gestire un lungo momento di difficoltà in cui ha perso otto game consecutivi.

 

Ciò che sta funzionando alla grande è la risposta: Jannik è leader della classifica dei game di ribattuta vinti questa settimana (15 su 28, il 54%) e nella percentuale di palle break convertite (15 su 20, 75%). Sarà difficile confermare queste statistiche contro il servizio di Zverev: il tedesco è primo per punti vinti con la prima (81%) e secondo per numero di ace (21). Ha però perso il servizio già tre volte e nei primi due match è stato sempre costretto a giocare il terzo set. Non è così scontato che il “veloce” favorisca Zverev (quattro titoli indoor), poiché Jannik ha dimostrato di trovarsi alla grande anche su questa superficie; come ci siamo già permessi di dire, questi campi sembrano stargli a pennello una camicia su misura. Nel match di Parigi ha gestito alla grande la diagonale di rovescio e anche stavolta la partita si giocherà proprio lì. L’azzurro dovrà fare più attenzione al dritto, poiché su questa superficie ha un po’ meno tempo per aprire il colpo rispetto alla terra battuta, ma nei primi due turni è riuscito a gestirlo abbastanza bene. Farà due su due contro Sascha o ci sarà la rivincita del tedesco?

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ATP Colonia 2: Sinner risolve il rebus Simon, è in semifinale

L’azzurro vince il primo set poi subisce un parziale di 8 giochi consecutivi, poi la vince da campione alla stretta finale

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Jannik Sinner – ATP Colonia 2, 2020 (foto via Twitter @bett1hulks)

Dopo le vittorie senza correre alcun rischio dei primi due turni, ne arriva una sofferta per Jannik Sinner, che supera in oltre due ore e mezza un Gilles Simon tornato per lunghi tratti ad alti livelli, proponendo il suo tennis fatto di difese e contrattacchi attenti e intelligenti. A un primo parziale che presagiva un’altra giornata in discesa per Sinner, Simon ha reagito come poche volte ha saputo fare quest’anno, disinnescando Jannik e imprigionandolo in scambi lunghi e uscendo per troppe volte vincitore dei giochi arrivati ai vantaggi. Proprio quest’ultimo aspetto avrebbe potuto dare il colpo di grazia all’azzurro n. 46 ATP che ha invece saputo reagire nel finale e prendersi un risultato che lo fa virtualmente avanzare di altre tre posizioni in classifica.

Non si può non attribuire importanza ai successi netti ma per nulla che scontati contro Duckworth ed Herbert, che hanno tentato, spesso con esiti positivi, di farlo uscire dalla sua zona di comfort (lo scambio ad alta intensità da fondo campo), ma l’incontro di questo venerdì fornisce ulteriori positive indicazioni sulla tenuta mentale e sulla voglia di restare in campo a lottare di Jannik anche quando non tutto gira alla perfezione e l’avversario ha trovato il modo di rendertela molto difficile facendoti anche provare il sapore amaro del bagel.

IL MATCH – Sinner parte al servizio (vinto il sorteggio, ha lasciato la scelta a Simon) e subito si inguaia per non aver chiuso uno smash, uno degli aspetti “migliorabili” del suo tennis; riceve una sanzione per violazione di tempo mentre indugia sul 15-40 e viene poi intrappolato in uno scambio in cui Simon mette la palla nei punti giusti con la sua manina delicata. Complice il servizio francese in termini di (poche) prime battute in campo, non solo arriva immediato il controbreak, ma è l’azzurro ad allungare. Pungolato dal rovescio lungolinea e dal dritto incrociato di Sinner, Gilou concede dalla parte destra, mentre la diagonale sinistra non gli è così favorevole come in altre occasioni.

Sul 4-2, il diciannovenne di Sesto Pusteria tenta nuovamente di regalare il turno di servizio dopo uno smash sul quale la racchetta gli sfugge di mano e va a toccare la rete; questa volta è però bravo e attento a risalire dal 15-40 e a cancellare altre due opportunità di rientro, per poi fare finalmente suo il game chiudendo una bella mezza volata di rovescio, colpo spettacolare che esce in modo naturale anche a chi sta ancora imparando come gestire quella zona del campo. Senza ulteriori emozioni, Jannik incamera poi il parziale per 6-3.

Non è una stagione particolarmente fortunata per Simon, che con la vittoria agli ottavi su Shapovalov ha appena riportato in attivo il bilancio dei suoi 19 match ATP, ma si presenta all’avvio della seconda partita nella sua versione più solida, preferendo spesso le vie centrali e, appena l’altro gli dà l’opportunità di aprire il campo, la sfrutta e fa male soprattutto con il rovescio. Ingabbiato in troppi scambi lunghi da un avversario che ormai sbaglia pochissimo e direziona i colpi con la calma e la precisione di chi sta prendendo l’inesorabile controllo su una scacchiera, un Sinner in affanno non riesce a contenere l’emorragia dei giochi. Non lo aiuta quel 54% di prime in campo, alle quali Simon risponde peraltro con continuità, e il 6-0 giunge pressoché inevitabile.

Se il toilet break non pare aver sortito effetti terapeutici per Jannik, lo fa un nastro fortunato che risveglia il nostro e dà il la alla rincorsa in un game di apertura che stava scivolando con facilità verso le rive francesi. Sulla palla break, tuttavia, Simon si difende con efficacia fino all’errore azzurro, mette a referto il settimo gioco consecutivo e va a prendersi anche l’ottavo. Ci vuole una mano da parte dell’autore del libro “Ce sport que rend fou” e arriva sotto forma di doppio fallo, il primo del match, dopo il quale Sinner ricomincia a colpire con violenza e sicurezza fino ad agguantare il 2 pari. C’è rabbia per l’errore che consegna il quinto gioco al n. 8 ATP (si prende anche il warning) e ci sono tre errori che rischiano di compromettere il successivo turno di battuta, ma Jannik è tutt’altro che disposto a farsi da parte, alza la testa, continua a infierire sulle sfere di feltro giallo, mette a segno anche un paio di belle smorzate ed è lui a piazzare l’allungo. Simon resta in scia, giusto per mettere alla prova il servizio del teenager sul 5-4.

Prova che il nostro non fallisce, nonostante il game si trascini ancora una volta oltre la parità (ha perso ai vantaggi sette giochi consecutivi tra il secondo set e l’inizio del terzo) e nonostante le tre palle break concesse (diventano 21 contro 5). Anzi, forse sono proprio le difficoltà e la tensione del punteggio dell’ultimo gioco ad aggiungere valore alla vittoria di Sinner che gli permette di raggiungere la sua seconda semifinale nel Tour, dopo quella di un anno fa ad Anversa in cui fu sconfitto da Wawrinka, e di scavalcare Nick Kyrgios nella classifica ATP al n. 43, una manciata di punti dietro un altro azzurro: Lorenzo Sonego.

SARÀ SASCHA – Sabato, non prima delle 19, sarà rivincita del match di Parigi contro un Alexander Zverev in serata tutt’altro che perfetto di fronte ad Adrian Mannarino. In vantaggio di un set, può chiudere la contesa con la battuta sul 5-3, ma, oltre al prevedibile doppio fallo, rimane troppo passivo e lascia che Mannarino comandi gli scambi e inizi la rimonta. Incurante del MTO preso dal ventitreenne di Amburgo sul 6-5 per farsi trattare la zona dell’anca sinistra, Adrian tiene il servizio e si aggiudica il tie-break. Nel set decisivo, l’efficacia della prima palla di Sascha torna a salire (un solo punto perso come nel primo parziale) e regala addirittura il game perfetto (quello sì) per confermare il break sul 4-3. Al (secondo) momento della verità, arrivano due doppi falli, ma Zverev non tira indietro il braccio negli altri punti e alle 22.15, dopo due ore e quaranta minuti, si prende la seconda semifinale consecutiva a Colonia.

NON È LA WTA – Passato un giorno da quando Cori Gauff si era inutilmente issata sul 5-2 e servizio per chiudere il match contro Aryna Sabalenka, tocca ad Alejandro Davidovich Fokina smentire l’annesso commento “solo nella WTA”. Anzi, rilancia pure, perché non gli bastano il vantaggio di 6-2 5-2 con la battuta, il match point all’ottavo gioco e trovarsi di nuovo a servire sul 6-5. Capita contro Diego Schwartzman, in un finale di set (perso appunto al tie-break, sotto gli occhi di Sascha Zverev a bordo campo con la racchetta in mano come a dire “ehi, ragazzi, ho prenotato il campo alle 18”) in cui giocava una smorzata ogni due punti – o forse ogni due scambi. Il copione scontato dice che non ci sarà partita nel parziale decisivo e così è, con lo sfavorito che crolla dopo l’occasione sfumata.

Ultimo “quindici” mancante a parte, Davidovich ha confermato il periodo di forma, dopo la semifinale lottata contro Zverev su questo stesso campo la settimana scorsa. Non c’erano invece dubbi a proposito di Schwartzman che, nonostante fosse sul punto di tornare a casa dopo poco più di un’ora, è rimasto presente, facendosi trovare pronto quando è apparsa la prima, quasi impercettibile crepa nella solidità andalusa.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. G. Simon 6-3 0-6 6-4
[2] D. Schwartzman b. A. Davidovich Fokina 2-6 7-6(3) 6-1
[1] A. Zverev b. [8] A. Mannarino 6-4 6-7(5) 6-4
[5] F. Auger-Aliassime b. Y. Nishioka 6-3 6-4

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Sinner avanti a Colonia senza rischiare

Jannik fatica a leggere l’imprevedibile Herbert nel primo set, poi prende il largo alla distanza e raggiunge i quarti per la terza volta in stagione

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Dopo la facile vittoria nel primo turno del torneo di Colonia-bis ottenuta contro James Duckworth, è arrivato un altro successo piuttosto agevole per Jannik Sinner in Renania. Nonostante un avvio complicato il tennista da Sesto Pusteria ha finito per concedere appena quattro giochi al neo-papà Pierre-Hugues Herbert, un grande doppista che sottotetto sa essere insidioso alquanto. E in effetti, almeno per la prima parte del primo set, il tennista francese ha trovato il modo di incartare l’infinitamente superiore potenza dei colpi in possesso di Jannik. Stranamente prodigo di errori e in imbarazzo nei pressi della rete, Sinner ha servito maluccio e sprecato per due volte un break di vantaggio, complicandosi un po’ troppo la vita prima di piazzare l’accelerata che gli ha consegnato gli ultimi tre giochi insieme alla prima frazione.

Non ci avevo mai giocato – ha specificato Sinner nell’intervista a bordocampo -, e mi è servito qualche minuto per leggere il suo servizio, i suoi colpi. L’ho visto molte volte giocare, specie in doppio, ma non avevamo mai condiviso nemmeno un allenamento, e quando un avversario varia così tanto il gioco non è facile abituarcisi. Per fortuna non ci ho messo tantissimo a capirlo, e sono molto felice della mia partita“. Ci sono ancora particolari che mandano un po’ in crisi Sinner, almeno per il momento, e valutato il documento d’identità ci mancherebbe altro. I tagli, per esempio. Le costanti variazioni, in generale. A Roma, negli ottavi persi con Dimitrov, il match era girato quando il bulgaro ha compreso che il back di rovescio avrebbe mandato fuori giri il cannone dell’altoatesino. Si migliora con l’esperienza, in queste cose, con l’allenamento.

Pierre-Hugues sa cambiare faccia agli scambi, sa attirare l’avversario alla rete con palle corte e senza peso, soprattutto copre la rete come pochi: il doppio recupero imposto all’inizio del primo set è in gran parte merito di tali qualità, ma anche di un Sinner fermo al 50% di realizzazione al servizio e incapace, questo nell’intera partita, di concedere meno di due punti al rivale nei propri turni di battuta. Il tennista di Schiltigheim, tuttavia, può cambiare rotazioni e accorciare il campo, ma non alzare di molto i ritmi, e ha dovuto rendersi presto conto che sul palleggio ci sarebbe stato poco da fare.

 

Rimontato uno zerotrenta al servizio nel primo gioco del secondo set, limitati drasticamente gli errori e approfittato di un lungo momento di vistoso nervosismo francese, Sinner ha piazzato il definitivo parziale di cinque giochi a zero che ha chiuso la contesa, regalandosi il terzo quarto di finale in stagione dopo quelli raccolti a Rotterdam e al Roland Garros. Affronterà Gilles Simon, che ha festeggiato l’imminente uscita del suo libro battendo un po’ a sorpresa Denis Shapovalov, che in questa seconda parte di stagione stava ben figurando. Per stato di forma e attitudine alla superficie il pronostico sembra pendere a favore di Jannik, ma attenzione a Gillou: è in possesso di tutte le armi tecnico-tattiche per mettere in crisi il tennis di Sinner.

Risultati:

G. Simon b. [3] D. Shapovalov 6-1 4-6 6-2
[WC] J. Sinner b. [Q] P.H. Herbert 6-3 6-1
Y. Nishioka b. [7] J.L. Struff 2-6 6-3 7-6(3)
[2] D. Schwartzman b. [LL] O. Otte 6-3 6-2

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