Pospisil all'attacco sulla stampa canadese: "Siamo dipendenti dell'ATP"

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Pospisil all’attacco sulla stampa canadese: “Siamo dipendenti dell’ATP”

Nella settimana che il Canada dedica al tennis ogni estate, Vasek Pospisil prende la… penna e attacca l’ATP

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Vasek Pospisil - Indian Wells 2018 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

La settimana della Rogers Cup è il momento dell’anno nel quale il tennis in Canada conosce il suo maggiore momento di popolarità: i canali sportivi trasmettono tennis quasi non-stop, le foto dei tennisti canadesi sono ovunque e per il breve volgere della Rogers Cup i nomi degli assi della racchetta bianco-rossi diventano mainstream. “L’altro giorno sono andato al mio primo allenamento, mi aspettavo non ci fosse nessuno – ha raccontato Felix Auger-Aliassime, 19 anni tra qualche giorno e un brillante futuro da grande campione davanti a lui – e invece sono iniziate ad arrivare persone una dopo l’altra fino a che il campo era circondato. Certo fa piacere, ma rende più complicato rimanere concentrati sul lavoro da fare”.

Per Felix è la prima volta al torneo di casa, dal momento che nel 2017 era stato fermato da un infortunio che gli aveva impedito di accettare la wild card assegnatagli da Tennis Canada. Il suo “BFF” Denis Shapovalov invece ritorna sul luogo della sua ‘esplosione’ due anni fa, quando sconfisse Nadal e Del Potro per raggiungere alla semifinale, e sembra molto sicuro del fatto che il suo amico Felix saprà gestire la pressione nella maniera ottimale: “Sta facendo benissimo da solo, non ha nessun bisogno dei miei consigli”. Una delle sue missioni è convincere quanti più giovani canadesi possibile a giocare a tennis invece che a hockey (che da queste parti è quasi una religione) e mentre si trova in Patria trova sempre il modo di partecipare a eventi promozionali, oltre a parlare come motivatore agli allievi della scuola tennis di sua madre: “Voglio cercare di mettere una racchetta in mano a quanti più bambini possibile, non importa quale sia la loro etnia o provenienza, o se siano ricchi o poveri”.

Un altro tennista canadese ad approfittare della “settimana al sole” del suo sport in Canada è Vasek Pospisil, ultimamente alle prese con un infortunio al polso sinistro, l’ultimo della lunga lista di problemi fisici che hanno martoriato la sua carriera. Pospisil è anche un rappresentante nel Player’s Council, ed uno degli argomenti che gli stanno più a cuore è quello dell’aumento della percentuale degli introiti dei tornei che vengono distribuiti ai tennisti. Una “battaglia del grano” che a prima vista può sembrare una frivola querelle di gusto discutibile combattuta da un milionario che insegue una pallina come mestiere.

Ma noi che conosciamo il tennis sappiamo che non è così, che sono ben pochi i giocatori che riescono ad arricchirsi con il tennis professionistico, questo nonostante i più importanti tornei continuino a produrre utili da capogiro. Pospisil ha quindi sfruttato questa “settimana del tennis” per scrivere di suo pugno un articolo per il Globe and Mail, importante quotidiano anglofono di Toronto letto e apprezzato in tutto il Canada, per far conoscere meglio la sua causa al grande pubblico e spiegare la sua missione. “Lo US Open investe il 14% dei suoi introiti nel montepremi, 7% per gli uomini e 7% per le donne. Nelle leghe professionistiche americane quella cifra è di solito intorno al 50%. Senza tenere presente che i tennisti devono loro stessi far fronte alle spese relative all’attività, mentre gli sportivi professionisti degli sport di squadra hanno viaggi, allenatori, spese mediche e quant’altro pagate dalle loro franchigie”.

Si tratta spesso e volentieri di investimenti notevoli, a cui i genitori dei giovani tennisti alla ricerca di un futuro professionistico devono far fronte come possono: “I miei genitori vendettero la loro casa per permettermi di viaggiare per tornei e terminare la scuola a distanza – scrive Pospisil –  mio padre lasciò il suo lavoro per accompagnarmi in giro per il mondo alla conquista di punti, ma le prospettive di poter aspirare ad una vita agiata giocando il tennis sono sempre piuttosto scarse. Nel 2018, i giocatori classificati tra la 51esima e la 100esima posizione della classifica mondiale hanno guadagnato in media 583.235 dollari USA, al lordo di tasse e spese. Nella NHL [la lega professionistica di hockey, n.d.r.] la scorsa stagione ci sono stati più di 450 giocatori che hanno guadagnato più di un milione di dollari, al netto di tutte le spese”.

I numeri sembrano raccontare di un sistema che non funziona, ma che è molto difficile da cambiare. “L’attuale governance, che vede giocatori e tornei con ugual peso nell’ATP Tour Board, è uno strumento molto efficace da parte dei tornei per mantenere il loro monopolio – prosegue Pospisil nel suo articolo – e i giocatori non possono nemmeno formare un sindacato per proteggere i propri interessi, dal momento che i tennisti sono prestatori d’opera indipendenti e non possono sindacalizzarsi senza rischiare una causa legale da parte dell’ATP”.

Si ricorderà come lo scorso anno in Australia Novak Djokovic, presidente dell’ATP Players Council, avesse presentato durante il meeting di Melbourne a gennaio un progetto di uno studio legale americano per un potenziale sindacato giocatori, ma di come la cosa non abbia più avuto seguito a causa del “complicato scenario legale” in cui questo sindacato andrebbe a inserirsi, con giocatori che provengono da decine di Paesi diversi, con giurisdizioni e leggi molto diverse tra loro. Il n.1 del mondo non aveva però mai parlato di potenziali azioni legali da parte dell’ATP nei confronti di giocatori che vogliono formare un sindacato.

Pospisil tuttavia sembra voler contestare il fatto che i tennisti siano liberi prestatori d’opera: “Ma lo siamo veramente? Secondo le norme interne che regolano l’ATP lo siamo, ma dipende tutto dalla valutazione che verrebbe data da un giudice in un’aula di tribunale. Sarebbe veramente possibile per un giocatore guadagnarsi da vivere al di fuori dell’ATP? Oppure in realtà siamo lavoratori dipendenti la cui sussistenza dipende dall’ATP e dai tornei del Grande Slam? […] Non ci sono tour concorrenti a quello dell’ATP, abbiamo obblighi nei confronti dell’ATP e veniamo penalizzati se non giochiamo i tornei più importanti. Scommetto che un giudice farebbe a pezzi il concetto che i tennisti sono liberi prestatori d’opera, dando via libera alla formazione di un sindacato che possa finalmente proteggere i nostri interessi”.

Il ragionamento di Pospisil sembra piuttosto chiaro: i giocatori potrebbero essere pronti ad “andare a vedere le carte” dell’ATP perché la loro attuale condizione non è più compatibile con quella dei liberi prestatori d’opera. Effettivamente, chi vuole giocare a tennis professionalmente non ha molte alternative a diventare membro dell’ATP: è l’ATP che gestisce il tour, le opportunità di guadagno al di fuori del tour sono pochissime (le leghe nazionali come la Bundesliga, e le esibizioni come il World Team Tennis o la ormai defunta ITPL), ma in ogni caso il “cachet” dei tennisti viene quasi univocamente stabilito dal loro ranking ATP che richiede la partecipazione ai tornei ATP per essere mantenuto.

Questa posizione di monopolio di fatto potrebbe risultare di particolare interesse da parte della Commissione Antitrust degli Stati Uniti (l’ATP è un’azienda americana incorporata in Delaware con sede a Ponte Vedra in Florida), e per evitare una sentenza che potrebbe avere effetti deflagranti e ignoti sull’establishment attuale, l’ATP potrebbe essere pronta a fare concessioni ai giocatori in modo da non andare a discutere gli affari propri in tribunale.

L’idea di avere i tennisti “di un certo livello” (bisognerebbe definire un ranking al di sopra del quale si applica questa definizione) come salariati dell’ATP con bonus a seconda dei risultati non è totalmente peregrina e nemmeno totalmente inedita, ma si scontra con la realtà frammentata del tennis attuale, dove i maggiori generatori di fatturato, ovvero i tornei dello Slam, sono entità indipendenti su cui l’ATP ha ben poco controllo.

In questo contesto l’aumento quasi esponenziale del prize money di primo turno registrato negli ultimi anni è uno dei pochissimi meccanismi possibili di “reddito di cittadinanza” per i tennisti: siccome sono gli Slam a generare gran parte del surplus, ma l’ATP non ha il potere di indirizzare quei proventi nelle direzioni più opportune, si è riusciti a far sì che i giocatori con ingresso diretto nei quattro majors possano avere abbastanza guadagni “garantiti” da coprire le spese di una stagione. Ma è un meccanismo altamente imperfetto, che porta a storture quali la partecipazione di giocatori infortunati o non in condizione e le relative multe (vedi casi Tatishvili e Tomic negli ultimi due Slam).

Il tennis ha bisogno di un cambiamento: così ha chiuso Vasek Pospisil il suo articolo sul Globe and Mail. La situazione attuale, sebbene apparentemente foriera di traguardi economici e di popolarità mai raggiunti, sembra non essere sostenibile a lungo, con i tre pilastri dello sport al maschile vicini al ritiro e le emittenti detentrici dei diritti televisivi dei grandi tornei (ormai principale fonte di reddito di qualunque evento sportivo) che cominciano a dubitare delle cifre promesse. Difficile dire che direzione prenderà il cambiamento, ma non ci sarebbe da sorprendersi se tra cinque anni l’assetto del tennis mondiale dovesse essere molto diverso da quello attuale.

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US Open 2019, ci siamo: alle 18 il sorteggio dei tabelloni principali

Teste di serie, meccanismo del sorteggio e altre informazioni utili. Lo US Open 2019 è ormai alle porte

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Le teste di serie sono definite, le qualificazioni sono iniziate – lunedì, e si concluderanno venerdì: il day 3 è andato così e in gioco sono rimasti 4 italiani – e mancano un centinaio di ore al palleggio di riscaldamento del primo incontro di tabellone principale. Deve però andare in scena l’evento più atteso nella marcia di avvicinamento al torneo: il sorteggio dei tabelloni principali, che si svolgerà oggi, giovedì 22 agosto, alle ore 18 italiane (12 locali) presso South Plaza del Billie Jean King National Tennis Center. La cerimonia verrà trasmessa in diretta da ESPNews e sui canali social ufficiali dello US Open, e vi parteciperanno i campioni in carica Djokovic e Osaka.

In attesa di scoprire il responso dell’urna, ripassiamo le cose più importanti da sapere per arrivare preparati al sorteggio e successivamente all’inizio del torneo.

I due tabelloni sono speculari, ovvero si compongono di 128 giocatori così ripartiti: 104 entrati per accettazione diretta, 8 wild card e 16 qualificati, il cui posto in tabellone verrà decretato da un sorteggio successivo alla conclusione del torneo cadetto. Le teste di serie sono 32 per ogni tabellone, e assicurano ai giocatori inclusi nel seeding di giocare sicuramente due turni senza incrociare altre teste di serie. Dal terzo turno in poi, le teste di serie rimaste in gioco iniziano ad affrontarsi secondo un meccanismo che ne guida la collocazione in tabellone. Le prime otto teste di serie vengono accoppiate con le ultime otto (ovvero, il gruppo 1-8 con il gruppo 25-32), mentre le sedici teste di serie ‘centrali’ (9-24) si incrociano tra loro.

Immaginando dunque di dividere il tabellone in otto parti uguali, ognuna di esse è presidiata da una testa di serie del primo gruppo (1-8). Di seguito l’elenco delle teste di serie maschili e femminili, divise per gruppi:

TABELLONE MASCHILE

Gruppo 1-8

 
  1. Djokovic
  2. Nadal
  3. Federer
  4. Thiem
  5. Medvedev
  6. A. Zverev
  7. Nishikori
  8. Tsitsipas

Gruppo 9-24

  • 9. Khachanov
  • 10. Bautista Agut
  • 11. Fognini
  • 12. Coric
  • 13. Monfils
  • 14. Isner
  • 15. Goffin
  • 16. Anderson
  • 17. Basilashvili
  • 18. Auger-Aliassime
  • 19. Pella
  • 20. Schwartzman
  • 21. Raonic
  • 22. Cilic
  • 23. Wawrinka
  • 24. Berrettini

Gruppo 25-32

  • 25. Pouille
  • 26. Fritz
  • 27. Lajovic
  • 28. Kyrgios
  • 29. Paire
  • 30. Edmund
  • 31. Garin
  • 32. Ferdasco

TABELLONE FEMMINILE

Gruppo 1-8

  1. Osaka
  2. Barty
  3. Ka. Pliskova
  4. Halep
  5. Svitolina
  6. Kvitova
  7. Bertens
  8. S. Williams

Gruppo 9-24

  • 9. Sabalenka
  • 10. Keys
  • 11. Stephens
  • 12. Sevastova
  • 13. Bencic
  • 14. Kerber
  • 15. Andreescu
  • 16. Konta
  • 17. Vondrousova
  • 18. Q. Wang
  • 19. Wozniacki
  • 20. Kenin
  • 21. Kontaveit
  • 22. Martic
  • 23. Vekic
  • 24. Muguruza

Gruppo 25-32

  • 25. Mertens
  • 26. Goerges
  • 27. Garcia
  • 28. Suarez Navarro
  • 29. Hsieh
  • 30. Sakkari
  • 31. Strycova
  • 32. Yastremska

Quello che già sappiamo, insomma, è che Djokovic-Nadal è possibile solo in finale, così come Osaka-Barty. I campioni in carica sono anche i due numeri uno del mondo, Djokovic e Osaka, i due finalisti in carica sono del Potro e Serena Williams ma l’argentino non parteciperà al torneo perché è infortunato.

Lasciamo qui un po’ di link che possono esservi utili.

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

Il tabellone completo

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Accadde domani: qual è la vostra top 10 del futuro?

Ubitennis vi sfida a indovinare quali saranno i giocatori che occuperanno la top 10 tra 5 anni. Il nostro Roberto Ferri punta su Tsitsipas per il numero 1, e voi?

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Londra, domenica 14 luglio 2069. La 183esima finale maschile di Wimbledon si è appena conclusa. Prima di entrare nel merito dell’incontro riportiamo una notizia rassicurante sulle condizioni di salute del giudice di linea accidentalmente colpito alla gamba da un servizio: i chirurghi sono riusciti ad evitare l’amputazione dell’arto. Torniamo alla partita.

L’ingresso in tribuna d’onore di Roger Federer è stato forse il momento più emozionante della giornata con tutto il pubblico del Central Court (Reali inclusi) in piedi ad applaudire l’ottantottenne Maestro svizzero per cinque interminabili minuti. Meno emozionante ma più divertente il lancio della monetina iniziale affidato a Novak Djokovic: l’incorreggibile Nole ha sostituito di nascosto la moneta ufficiale e ne ha usata una di sua produzione con due facce uguali.

Molto difficilmente questo match sostituirà nella memoria collettiva quello disputato esattamente cinquant’anni fa da Federer e Djokovic ribattezzato “la partita del secolo”. Al massimo la partita a cui abbiamo assistito oggi potrà essere ricordata come “la Battaglia dei Giganti” – dato che entrambi i finalisti superano abbondantemente i 2 metri di statura – oppure “la Battaglia dei Nipoti”. Come è noto John John Isner e Andy Roddick jr sono infatti nipoti di due campioni statunitensi di inizio secolo: John Isner e Andy Roddick.

Roddick jr non è riuscito a sconfiggere la cosiddetta “maledizione dei Roddick” e – come capitò al nonno in tre finali – ha dovuto capitolare dopo 4 tie break e 82 ace subiti in quella che a tratti è francamente sembrata più una saga di tiro a segno che non una partita di tennis. Le telecamere hanno più volte sorpreso Federer appisolato sulla spalla della consorte. Djokovic, seduto alle sue spalle, a metà del terzo set ha improvvisato un’esilarante imitazione di Federer addormentato che ha suscitato l’ilarità del pubblico, l’ira di Mirka Federer e il risveglio di Roger.

Secondo un’indiscrezione sfuggita al presidente della FIT, Angelo Binaghi III, l’AELTC (il comitato organizzatore dei Championships) per limitare lo strapotere dei battitori sta valutando la possibilità di tornare all’erba naturale a partire dal 2070, tanto più che nessuno ricorda esattamente i motivi che nel 2028 spinsero il comitato a optare per l’erba sintetica. Forse, aggiungiamo noi, andrebbero anche rivisti i criteri con i quali vengono fabbricate le racchette e le corde delle stesse. Non auspichiamo certo un ritorno al passato, ma il doppio manico, il puntatore laser e le corde magnetiche ci lasciano perplessi.

Concludiamo qui la fantacronaca e riportiamo indietro di quarantacinque anni l’orologio della storia o, se preferite, mettiamolo avanti di cinque anni e arriviamo alla fine della stagione 2024 per giocare a “indovina i top ten”. È un gioco che si basa su una domanda che assilla mediamente l’80% degli appassionati di tennis: dopo il ritiro di Federer, Nadal e Djokovic cosa ne sarà del mio sport preferito? Sopravviverà oppure si estinguerà per inedia, abbandonato da mass media e sponsor? Dovrò recarmi a mio rischio e pericolo a degli incontri clandestini gestiti dal racket delle scommesse illegali per vedere una volée o uno scambio serrato da fondocampo?

Noi che, aiutati da robuste dosi di Barbera, abbiamo visto il futuro abbiamo la risposta a questa domanda: il tennis sopravviverà. Subirà qualche scossa di assestamento ma nel giro di poco tempo supererà brillantemente l’uscita di scena dei campioni sopra menzionati. Settimanalmente l’ATP continuerà ad aggiornare le classifiche e puntualmente verranno commentate su Ubitennis (suona quasi come una minaccia..). Ma quali saranno i nomi dei giocatori che troveremo ai primi dieci posti del ranking nell’ultima settimana di novembre 2024?

Il gioco consiste proprio in questo: indossare i panni del Mago Ubaldo e provare a indovinarli. Nel rispetto, però, di due semplici regole:

  • i giocatori devono essere scelti tra quelli che attualmente ricoprono una posizione compresa tra le prime 200
  • devono essere tutti nati dopo il 31 dicembre 1989

Ci siamo riservati l’onere e l’onore di rompere il ghiaccio e di proporre per primi la nostra classifica del futuro che è la seguente:

  1. Stefanos Tsitsipas
  2. Felix Auger-Aliassime
  3. Alexander Zverev
  4. Matteo Berrettini
  5. Dominic Thiem
  6. Borna Coric
  7. Daniil Medvedev
  8. Alex de Minaur
  9. Nick Kyrgios
  10. Jannik Sinner

Partecipate numerosi. Tra cinque anni rispolvereremo le classifiche e a chi si sarà maggiormente avvicinato al ranking effettivo invieremo un Panettone e una bottiglia di spumante italiano per festeggiare il Natale 2024. Buon divertimento.

 

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