Pospisil all'attacco sulla stampa canadese: "Siamo dipendenti dell'ATP"

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Pospisil all’attacco sulla stampa canadese: “Siamo dipendenti dell’ATP”

Nella settimana che il Canada dedica al tennis ogni estate, Vasek Pospisil prende la… penna e attacca l’ATP

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Vasek Pospisil - Indian Wells 2018 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)
 
 

La settimana della Rogers Cup è il momento dell’anno nel quale il tennis in Canada conosce il suo maggiore momento di popolarità: i canali sportivi trasmettono tennis quasi non-stop, le foto dei tennisti canadesi sono ovunque e per il breve volgere della Rogers Cup i nomi degli assi della racchetta bianco-rossi diventano mainstream. “L’altro giorno sono andato al mio primo allenamento, mi aspettavo non ci fosse nessuno – ha raccontato Felix Auger-Aliassime, 19 anni tra qualche giorno e un brillante futuro da grande campione davanti a lui – e invece sono iniziate ad arrivare persone una dopo l’altra fino a che il campo era circondato. Certo fa piacere, ma rende più complicato rimanere concentrati sul lavoro da fare”.

Per Felix è la prima volta al torneo di casa, dal momento che nel 2017 era stato fermato da un infortunio che gli aveva impedito di accettare la wild card assegnatagli da Tennis Canada. Il suo “BFF” Denis Shapovalov invece ritorna sul luogo della sua ‘esplosione’ due anni fa, quando sconfisse Nadal e Del Potro per raggiungere alla semifinale, e sembra molto sicuro del fatto che il suo amico Felix saprà gestire la pressione nella maniera ottimale: “Sta facendo benissimo da solo, non ha nessun bisogno dei miei consigli”. Una delle sue missioni è convincere quanti più giovani canadesi possibile a giocare a tennis invece che a hockey (che da queste parti è quasi una religione) e mentre si trova in Patria trova sempre il modo di partecipare a eventi promozionali, oltre a parlare come motivatore agli allievi della scuola tennis di sua madre: “Voglio cercare di mettere una racchetta in mano a quanti più bambini possibile, non importa quale sia la loro etnia o provenienza, o se siano ricchi o poveri”.

Un altro tennista canadese ad approfittare della “settimana al sole” del suo sport in Canada è Vasek Pospisil, ultimamente alle prese con un infortunio al polso sinistro, l’ultimo della lunga lista di problemi fisici che hanno martoriato la sua carriera. Pospisil è anche un rappresentante nel Player’s Council, ed uno degli argomenti che gli stanno più a cuore è quello dell’aumento della percentuale degli introiti dei tornei che vengono distribuiti ai tennisti. Una “battaglia del grano” che a prima vista può sembrare una frivola querelle di gusto discutibile combattuta da un milionario che insegue una pallina come mestiere.

Ma noi che conosciamo il tennis sappiamo che non è così, che sono ben pochi i giocatori che riescono ad arricchirsi con il tennis professionistico, questo nonostante i più importanti tornei continuino a produrre utili da capogiro. Pospisil ha quindi sfruttato questa “settimana del tennis” per scrivere di suo pugno un articolo per il Globe and Mail, importante quotidiano anglofono di Toronto letto e apprezzato in tutto il Canada, per far conoscere meglio la sua causa al grande pubblico e spiegare la sua missione. “Lo US Open investe il 14% dei suoi introiti nel montepremi, 7% per gli uomini e 7% per le donne. Nelle leghe professionistiche americane quella cifra è di solito intorno al 50%. Senza tenere presente che i tennisti devono loro stessi far fronte alle spese relative all’attività, mentre gli sportivi professionisti degli sport di squadra hanno viaggi, allenatori, spese mediche e quant’altro pagate dalle loro franchigie”.

Si tratta spesso e volentieri di investimenti notevoli, a cui i genitori dei giovani tennisti alla ricerca di un futuro professionistico devono far fronte come possono: “I miei genitori vendettero la loro casa per permettermi di viaggiare per tornei e terminare la scuola a distanza – scrive Pospisil –  mio padre lasciò il suo lavoro per accompagnarmi in giro per il mondo alla conquista di punti, ma le prospettive di poter aspirare ad una vita agiata giocando il tennis sono sempre piuttosto scarse. Nel 2018, i giocatori classificati tra la 51esima e la 100esima posizione della classifica mondiale hanno guadagnato in media 583.235 dollari USA, al lordo di tasse e spese. Nella NHL [la lega professionistica di hockey, n.d.r.] la scorsa stagione ci sono stati più di 450 giocatori che hanno guadagnato più di un milione di dollari, al netto di tutte le spese”.

I numeri sembrano raccontare di un sistema che non funziona, ma che è molto difficile da cambiare. “L’attuale governance, che vede giocatori e tornei con ugual peso nell’ATP Tour Board, è uno strumento molto efficace da parte dei tornei per mantenere il loro monopolio – prosegue Pospisil nel suo articolo – e i giocatori non possono nemmeno formare un sindacato per proteggere i propri interessi, dal momento che i tennisti sono prestatori d’opera indipendenti e non possono sindacalizzarsi senza rischiare una causa legale da parte dell’ATP”.

Si ricorderà come lo scorso anno in Australia Novak Djokovic, presidente dell’ATP Players Council, avesse presentato durante il meeting di Melbourne a gennaio un progetto di uno studio legale americano per un potenziale sindacato giocatori, ma di come la cosa non abbia più avuto seguito a causa del “complicato scenario legale” in cui questo sindacato andrebbe a inserirsi, con giocatori che provengono da decine di Paesi diversi, con giurisdizioni e leggi molto diverse tra loro. Il n.1 del mondo non aveva però mai parlato di potenziali azioni legali da parte dell’ATP nei confronti di giocatori che vogliono formare un sindacato.

Pospisil tuttavia sembra voler contestare il fatto che i tennisti siano liberi prestatori d’opera: “Ma lo siamo veramente? Secondo le norme interne che regolano l’ATP lo siamo, ma dipende tutto dalla valutazione che verrebbe data da un giudice in un’aula di tribunale. Sarebbe veramente possibile per un giocatore guadagnarsi da vivere al di fuori dell’ATP? Oppure in realtà siamo lavoratori dipendenti la cui sussistenza dipende dall’ATP e dai tornei del Grande Slam? […] Non ci sono tour concorrenti a quello dell’ATP, abbiamo obblighi nei confronti dell’ATP e veniamo penalizzati se non giochiamo i tornei più importanti. Scommetto che un giudice farebbe a pezzi il concetto che i tennisti sono liberi prestatori d’opera, dando via libera alla formazione di un sindacato che possa finalmente proteggere i nostri interessi”.

Il ragionamento di Pospisil sembra piuttosto chiaro: i giocatori potrebbero essere pronti ad “andare a vedere le carte” dell’ATP perché la loro attuale condizione non è più compatibile con quella dei liberi prestatori d’opera. Effettivamente, chi vuole giocare a tennis professionalmente non ha molte alternative a diventare membro dell’ATP: è l’ATP che gestisce il tour, le opportunità di guadagno al di fuori del tour sono pochissime (le leghe nazionali come la Bundesliga, e le esibizioni come il World Team Tennis o la ormai defunta ITPL), ma in ogni caso il “cachet” dei tennisti viene quasi univocamente stabilito dal loro ranking ATP che richiede la partecipazione ai tornei ATP per essere mantenuto.

Questa posizione di monopolio di fatto potrebbe risultare di particolare interesse da parte della Commissione Antitrust degli Stati Uniti (l’ATP è un’azienda americana incorporata in Delaware con sede a Ponte Vedra in Florida), e per evitare una sentenza che potrebbe avere effetti deflagranti e ignoti sull’establishment attuale, l’ATP potrebbe essere pronta a fare concessioni ai giocatori in modo da non andare a discutere gli affari propri in tribunale.

L’idea di avere i tennisti “di un certo livello” (bisognerebbe definire un ranking al di sopra del quale si applica questa definizione) come salariati dell’ATP con bonus a seconda dei risultati non è totalmente peregrina e nemmeno totalmente inedita, ma si scontra con la realtà frammentata del tennis attuale, dove i maggiori generatori di fatturato, ovvero i tornei dello Slam, sono entità indipendenti su cui l’ATP ha ben poco controllo.

In questo contesto l’aumento quasi esponenziale del prize money di primo turno registrato negli ultimi anni è uno dei pochissimi meccanismi possibili di “reddito di cittadinanza” per i tennisti: siccome sono gli Slam a generare gran parte del surplus, ma l’ATP non ha il potere di indirizzare quei proventi nelle direzioni più opportune, si è riusciti a far sì che i giocatori con ingresso diretto nei quattro majors possano avere abbastanza guadagni “garantiti” da coprire le spese di una stagione. Ma è un meccanismo altamente imperfetto, che porta a storture quali la partecipazione di giocatori infortunati o non in condizione e le relative multe (vedi casi Tatishvili e Tomic negli ultimi due Slam).

Il tennis ha bisogno di un cambiamento: così ha chiuso Vasek Pospisil il suo articolo sul Globe and Mail. La situazione attuale, sebbene apparentemente foriera di traguardi economici e di popolarità mai raggiunti, sembra non essere sostenibile a lungo, con i tre pilastri dello sport al maschile vicini al ritiro e le emittenti detentrici dei diritti televisivi dei grandi tornei (ormai principale fonte di reddito di qualunque evento sportivo) che cominciano a dubitare delle cifre promesse. Difficile dire che direzione prenderà il cambiamento, ma non ci sarebbe da sorprendersi se tra cinque anni l’assetto del tennis mondiale dovesse essere molto diverso da quello attuale.

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Qualificazioni Roland Garros: vittorie per Giannessi, Zeppieri e Agamenone. Si fermano Giustino e Cobolli

I risultati del mattino del tabellone parigino cadetto: Giulio batte l’esperto romeno Copil e accede al match decisivo. Nulla da fare per Flavio, sconfitto in tre set

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Alessandro Giannessi è a un passo dall’entrare nel tabellone principale del Roland Garros 2022. Il ligure ha battuto per 7-5 6-2 in poco più di un’ora e mezza di gioco l’argentino Thiago Tirante, terraiolo di formazione. L’azzurro è stato bravo a portare a casa un primo set molto combattuto: decisivo il break conquistato nell’undicesimo gioco. Per Giannessi tutto più facile nel secondo set in cui Tirante ha sofferto una condizione fisica non ottimale. Buon per l’azzurro, che adesso si giocherà l’accesso al main draw contro l’austriaco Sebastian Ofner, reduce dalla convincente vittoria in due set contro l’australiano Vukic.

Non ce l’ha fatta invece Lorenzo Giustino, sconfitto per 6-4 6-1 in poco più di un’ora e mezza dal portoghese Pedro Sousa. Il campano ha vanificato un vantaggio di 3-1 nel primo set. Da quel momento in poi il tennis dell’italiano ha smesso di brillare: l’iberico ha messo a segno un tremendo parziale di undici game a due che non ha lasciato scampo a Giustino.

Si chiude l’esperienza parigina anche per Flavio Cobolli, uscito sconfitto per 6-3 3-6 6-3 contro il bulgaro Dimitar Kuzmanov, dopo due ore di grande lotta. Il giovane romano sembrava potercela fare dopo essersi aggiudicato il secondo set. Nel parziale decisivo, però, Kuzmanov non si è più voltato indietro grazie al servizio con cui ha concesso solamente le briciole all’azzurro: solo cinque i punti vinti in risposta da Cobolli. Fatale il break subito nel quarto gioco, che ha posto fine alle speranze azzurre.

 

Convincente prestazione anche per Giulio Zeppieri che ha la meglio su Marius Copil in due facili set, 6-2 6-3. Per l’azzurro, che non ha affrontato palle break, decisivi il sesto gioco del primo set e il quarto gioco del secondo dove ha strappato il servizio al romeno. Per Giulio, protagonista a Roma di una bella qualificazione al tabellone principale, c’è l’obiettivo di fare il bis cogliendo la sua prima partecipazione in uno Slam. Affronterà adesso il vincente del match tra Ramanathan e Cuenin. Infine, c’è anche la bella vittoria di Franco Agamenone in due set – 7-6 (6) 6-2 – su Alexander Muller. Il n.155 ATP, azzurro di origini argentine, attende ora uno tra Altug Celikbilek e Zdenek Kolar.

QUI IL TABELLONE DELLE QUALIFICAZIONI MASCHILI DEL ROLAND GARROS

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Giovedì 19 maggio il sorteggio tabelloni Roland Garros 2022: entry list, a che ora e come seguirlo

Sta per cadere il velo sull’edizione di quest’anno dello Slam parigino: cinque gli azzurri direttamente in main draw, quattro le azzurre

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Jannik Sinner - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2022, di fatto, è ormai iniziato, con le qualificazioni che hanno preso il via questa settimana. Ma il momento clou della settimana che porta al via del torneo principale sarà domani, giovedì 19 maggio, con il sorteggio dei tabelloni principali. C’è molta attesa di capire in quale parte del tabellone cadranno gli spagnoli Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, con il campione uscente Novak Djokovic e Daniil Medvedev che avranno l’onore e onere di essere le prime due teste di serie. E ovviamente la curiosità sta anche nello scoprire che tipo di percorso avranno di fronte a sé gli italiani. Sono cinque gli uomini con accesso diretto al main draw: Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini e Marco Cecchinato. Quattro invece le azzurre: Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Lucia Bronzetti e Martina Trevisan, con l’auspicio che la truppa tricolore possa infoltirsi al termine delle qualificazioni.



Il sorteggio prenderà il via domani alle 18.45 all’Orangerie nel Giardino delle Serre D’Auteuil. In Italia, al momento, non è prevista una copertura televisiva dell’evento, che potrà essere seguito sui canali social ufficiali del torneo, tra sito (www.rolandgarros.com) e social.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

 

L’ENTRY LIST MASCHILE COMPLETA
1 Novak Djokovic 1
2 Daniil Medvedev 2
3 Alexander Zverev 3
4 Rafael Nadal 4
5 Stefanos Tsitsipas 5
6 Matteo Berrettini 6
7 Casper Ruud 7
8 Andrey Rublev 8
9 Felix Auger-Aliassime 9
10 Cameron Norrie 10
11 Carlos Alcaraz 11
12 Jannik Sinner 12
13 Taylor Fritz 13
14 Hubert Hurkacz 14
15 Denis Shapovalov 15
16 Diego Schwartzman 16
17 Reilly Opelka 17
18 Roberto Bautista Agut 18
19 Pablo Carreno Busta 19
20 Nikoloz Basilashvili 20
21 Gael Monfils 21
22 Marin Cilic 22
23 John Isner 23
24 Karen Khachanov 24
25 Alex de Minaur 25
26 Lorenzo Sonego 26
27 Daniel Evans 27
28 Frances Tiafoe 28
29 Grigor Dimitrov 29
30 Aslan Karatsev 30
31 Cristian Garin 31
32 Fabio Fognini 32
Tommy Paul 33
Federico Delbonis 34
Jenson Brooksby 35
Alexander Bublik 36
Albert Ramos-Vinolas 37
Miomir Kecmanovic 38
Filip Krajinovic 39
Lloyd Harris 40
Botic van de Zandschulp 41
Sebastian Korda 42
Roger Federer 43
Ilya Ivashka 44
Pedro Martinez 45
Alejandro Davidovich Fokina 46
David Goffin 47
Ugo Humbert 48
Dusan Lajovic 49
Alex Molcan 50
Dominic Thiem 51
Francisco Cerundolo 52
Mackenzie McDonald 53
Marcos Giron 54
Federico Coria 55
Kei Nishikori 56
Marton Fucsovics 57
Tallon Griekspoor 58
Arthur Rinderknech 59
Jan-Lennard Struff 60
Benoit Paire 61
Laslo Djere 62
Benjamin Bonzi 63
Dominik Koepfer 64
Hugo Gaston 65
Sebastian Baez 66
Daniel Altmaier 67
Adrian Mannarino 68
Maxime Cressy 69
Soonwoo Kwon 70
James Duckworth 71
Oscar Otte 72
Jiri Vesely 73
John Millman 74
Kamil Majchrzak 75
Brandon Nakashima 76
Nick Kyrgios 77
Roberto Carballes Baena 78
Holger Rune 79
Pablo Andujar 80
Emil Ruusuvuori 81
Denis Kudla 82
Lorenzo Musetti 83
Richard Gasquet 84
Andy Murray 85
Jordan Thompson 86
Joao Sousa 87
Thanasi Kokkinakis 88
Yoshihito Nishioka 89
Ricardas Berankis 90
Henri Laaksonen 91
Hugo Dellien 92
Facundo Bagnis 93
Carlos Taberner 94
Tomas Martin Etcheverry 95
Mikael Ymer 96
Alejandro Tabilo 97
Alexei Popyrin 98
Jiri Lehecka 99
Marco Cecchinato 100
Aljaz Bedene 75 (PR)
Borna Coric 27 (PR)
Jeremy Chardy 88 (PR)
Stan Wawrinka 22 (PR)


ALTERNATES

  1. Peter Gojowczyk 101
  2. Attila Balazs 101 (PR)
  3. Quentin Halys 102
  4. Pablo Cuevas 103
  5. Guido Pella 104
  6. Jaume Munar 105
  7. Taro Daniel 106
  8. Steve Johnson 107
  9. Lucky loser #1
  10. Lucky loser #2
  11. Lucky loser #3

L’ENTRY LIST FEMMINILE COMPLETA
1 Iga Swiatek 1 1
2 Barbora Krejcikova 2 2
3 Paula Badosa 3 3
4 Maria Sakkari 4 5
5 Anett Kontaveit 5 6
6 Karolina Pliskova 6 7
7 Ons Jabeur 7 9
8 Aryna Sabalenka 8 4
9 Danielle Collins 9 8
10 Garbiñe Muguruza 10 10
11 Jessica Pegula 11 14
12 Emma Raducanu 12 12
13 Jelena Ostapenko 13 11
14 Belinda Bencic 14 13
15 Coco Gauff 15 16
16 Victoria Azarenka 16 18
17 Elena Rybakina 17 19
18 Leylah Fernandez 18 21
19 Angelique Kerber 19 17
20 Anastasia Pavlyuchenkova 20 15
21 Simona Halep 21 20
22 Madison Keys 22 22
23 Daria Kasatkina 23 26
24 Tamara Zidansek 24 27
25 Liudmila Samsonova 25 31
26 Sorana Cirstea 26 24
27 Veronika Kudermetova 28 29
28 Jil Teichmann 29 37
29 Camila Giorgi 30 30
30 Ekaterina Alexandrova 31 40
31 Amanda Anisimova 32 33
32 Elise Mertens 33 23
Petra Kvitova 34 28
Anhelina Kalinina 36 36
Sara Sorribes Tormo 37 49
Naomi Osaka 38 35
Alizé Cornet 39 34
Yulia Putintseva 40 52
Ajla Tomljanovic 41 42
Shuai Zhang 42 41
Alison Riske 43 43
Clara Tauson 44 38
Katerina Siniakova 45 45
Kaia Kanepi 46 54
Petra Martic 47 60
Shelby Rogers 48 46
Sloane Stephens 49 44
Aliaksandra Sasnovich 50 51
Nuria Parrizas Diaz 51 55
Beatriz Haddad Maia 52 61
Tereza Martincova 53 50
Magda Linette 54 58
Jasmine Paolini 55 48
Viktorija Golubic 56 39
Elena-Gabriela Ruse 57 56
Camila Osorio 58 47
Marta Kostyuk 59 53
Alison Van Uytvanck 60 59
Madison Brengle 61 57
Mayar Sherif 62 62
Irina-Camelia Begu 63 63
Andrea Petkovic 64 67
Ann Li 65 65
Maryna Zanevska 66 68
Ana Konjuh 67 64
Marie Bouzkova 68 78
Anna Bondar 69 72
Caroline Garcia 71 69
Varvara Gracheva 72 73
Qinwen Zheng 73 71
Arantxa Rus 74 74
Anna Kalinskaya 75 75
Rebecca Peterson 77 77
Karolina Muchova 78 66
Lucia Bronzetti 79 89
Dayana Yastremska 80 93
Greet Minnen 81 79
Martina Trevisan 82 84
Clara Burel 83 76
Panna Udvardy 84 82
Kaja Juvan 85 81
Kristina Kucova 86 80
Magdalena Frech 87 87
Anna Karolina Schmiedlova 88 88
Xinyu Wang 89 86
Bianca Andreescu 90 22
Danka Kovinic 91 98
Dalma Galfi 92 92
Oceane Dodin 93 94
Ana Bogdan 95 91
Diane Parry 96 99
Misaki Doi 97 95
Qiang Wang 98 97
Kristina Mladenovic 100 100
Chloe Paquet 101 105
Lauren Davis 102 85
Kamilla Rakhimova 104 96
Heather Watson 107 104
Tatjana Maria 109 100
(WC) Katie Volynets 112
Harriet Dart 113 101
(WC) Harmony Tan 115
Bernarda Pera 116 102
Claire Liu 118 83
(WC) Daria Saville 132
(WC) Fiona Ferro 139
(WC) Tessah Andrianjafitrimo 144
Astra Sharma 147 90
(WC) Leolia Jeanjean 223
(WC) Elsa Jacquemot 229
(WC) Carole Monnet 266
Taylor Townsend 333 84
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Alternates
1 Lin Zhu 99 106
2 Harmony Tan 115 107
3 Donna Vekic 106 108
4 Jule Niemeier 94 109
5 Irina Bara 105 110
6 Rebecca Marino 114 111
7 Viktoriya Tomova 119 112
8 Zarina Diyas 134 113
9 Elisabetta Cocciaretto 159 113
10 Nadia Podoroska 117 11
11 Vitalia Diatchenko 121 116
12 Aleksandra Krunic 122 117
13 Tamara Korpatsch 108 118
14 Ekaterine Gorgodze 111 121
15 Anastasia Potapova 76 122
16 Mihaela Buzarnescu 124 123
17 Maddison Inglis 127 124
18 Hailey Baptiste 126 125
19 Laura Pigossi 125 126
20 Cristina Bucsa 130 127

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La confessione choc di Destanee Aiava: “La notte di Pasqua stavo per gettarmi da un ponte”

Tragedia sfiorata per la tennista australiana: “Non volevo arrivare al mio ventiduesimo compleanno”

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Destanee Aiava (Instagram - @desaiava)

So che la mia famiglia e i miei amici sono felici di sapere che sono viva in questo giorno che dovrebbe essere speciale. A volte le persone che incontriamo nella vita possono farci sentire non degni di essere amati, ma alla fine della giornata ho imparato che… ‘Dio è fedele e non lascerà che tu sia messo alla prova al di là delle tue forze, ma con la tua prova ti fornirà anche la via d’uscita in modo che tu possa sopportarla“. Questo è il messaggio apparso sul suo account IG con il quale Destanee Aiava ha rivelato al mondo intero la sua fragilità. Parole come coltellate, parole che spiazzano, che nascondono un malessere che non poteva più essere nascosto.

Destanee Aiava, numero 463 della classifica WTA, si è fatta conoscere al grande pubblico quando nel 2017 a Brisbane era diventata la prima giocatrice nata nel nuovo millennio a vincere un match a livello WTA. Avvenne contro un’altra qualificata francese, Bethanie Mattek Sands. Sempre in quell’anno vinse due titoli ITF: a Perth contro Kuzmova e sulla terra di Mornington contro Krejcikova, campionessa al Roland Garros l’anno scorso. Le prime fragilità si manifestano al Kooyong Classic contro Eugenie Bouchard nel 2018. Nel torneo che precede l’Australian Open Aiava perde malamente 6-2 6-0 e crolla: “Tutta questa storia del tennis mi sta stancando. Dopo l’Australian Open mi prenderò una pausa, è quello che voglio e di cui ho bisogno“. Poi un periodo di inattività, la classifica che precipita e le insicurezze che affiorano.

 

L’australiana è passata dall’essere una promessa – dopo il match di Brisbane 2019 contro Osaka dove era stata lodata proprio dalla nipponica – a non avere più motivazioni per continuare a vivere. “La notte della domenica di Pasqua, il 17 aprile, stavo per gettarmi da un ponte. Ma tre persone sono passate, mi hanno trascinato fuori dai binari e mi hanno riportato a casa“. E ancora “Non volevo arrivare al mio ventiduesimo compleanno”. È triste quando un’atleta perde motivazioni, a maggior ragione se giovane come Aiava, ma il problema dei disturbi mentali che affligge gli sportivi di oggi è un fenomeno che si sta riscontrando sempre di più. Forse a volte non ci si rende conto di quali sacrifici comporta una carriera agonistica: studiare il problema, sensibilizzare sull’argomento, venire incontro alle esigenze degli atleti, che sono persone come noi, dovrebbe essere la prassi per evitare che tragedie come quella sfiorata dall’australiana possano ripetersi.

In ogni caso, tutto è bene quel che finisce bene e Destanee poche ore fa ha pubblicato un’altra Instagram Story spiegando: “Voglio ringraziare tutti coloro che si sono messi in contatto con me facendomi arrivare il loro amore o condividendo una storia personale. Non mi aspettavo che il mio post potesse diffondersi così largamente soprattutto perchè l’ho postato una settimana fa. E’ strano essersi svegliata con tanti messaggi di persone che mi hanno detto di aver visto il mio post e non sapevo di cosa stessero parlando. Sono abituata a condividere frammenti della mia vita sui social per normalizzarla e magari aiutare qualcuno che vive le stesse mie situazioni. Per quelli che chiedono a me e ai miei amici se la storia è vera, sì lo è, anche se non ho rilasciato dichiarazioni ad alcun media. Quello che vedete sui miei social è tutto reale e viene pubblicato così come viene. Mi dispiace se non riesco a rispondere a tutti, ma sappiate che sono sommersa di affetto e questo non mi lascia indifferente”.

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