Challenger Manerbio: Pellegrino senza coach, ma con tante vittorie

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Challenger Manerbio: Pellegrino senza coach, ma con tante vittorie

Senza allenatore da qualche mese, Andrea Pellegrino si sta rilanciando: nel 2019 ha già vinto 30 partite e al Trofeo Dimmidisì ha superato Gomez Herrera annullando un matchpoint. Passa Zeppieri, fuori Musetti

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Andrea Pellegrino - ATP Challenger Manerbio 2019 (foto Felice Calabrò)

“Vincere aiuta a vincere”. Un vecchio adagio, molto in voga nello sport, è certamente valido per Andrea Pellegrino. Il 22enne di Bisceglie è stato protagonista del match più emozionante di giornata al Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra). Opposto allo spagnolo Carlos Gomez Herrera, ha dovuto annullare un matchpoint prima di imporsi al sedicesimo punto del tie-break decisivo, col punteggio di 6-2 4-6 7-6. Sembrava un impegno di routine, poi lo spagnolo ha elevato il suo livello ed è stata battaglia fino alla fine.Ho iniziato abbastanza bene, con buona intensità – racconta Pellegrino – lui aveva una percentuale piuttosto bassa al servizio. Nel secondo potevo prendere un break di vantaggio, ma non ho sfruttato l’occasione. Lui è salito di livello, e ho finito col perdere il set perché ho giocato male l’ultimo turno di servizio. Il terzo è stata una battaglia, punto a punto, lui serviva bene e non c’erano condizioni facili”.

Avanti 5-2 nel tie-break, il pugliese si è fatto riprendere, non ha sfruttato un matchpoint sul 6-5 e ha dovuto cancellarne uno sul 6-7. Lo ha giocato con la dovuta attenzione e ha raccolto gli ultimi tre punti. Per lui è la vittoria numero 30 di un ottimo 2019, sua miglior stagione di sempre. Dopo una crescita impetuosa nel 2016 e incoraggianti conferme nel 2017, lo scorso anno c’è stato un passo indietro prima della recente rinascita. “In realtà non valuto negativamente il 2018 – dice l’azzurro – ho giocato tanti Challenger e neanche un Futures. A questo livello trovi giocatori molto forti e può capitare di avere annate non troppo positive. L’importante è lavorare tutti i giorni con impegno e credere in quello che fai. Prima o poi, i risultati arrivano”.

LOTTARE IN OGNI SINGOLA PARTITA – Dopo tanti anni presso il Centro FIT di Tirrenia (il suo ultimo tecnico è stato Giancarlo Petrazzuolo), adesso Pellegrino è tornato a casa, nella sua Bisceglie. Lavoro con il preparatore fisico Mauro Atencio, che è con me qui a Manerbio. Sul piano atletico stiamo facendo un ottimo lavoro, conosco Mauro da tempo, sin da quando lavoravo a Tirrenia e lui ci trascorse un anno. È una persona molto positiva, mi dà energia, mi fa del bene e sono contento di averlo con me. Sul piano tecnico, ogni tanto mio padre mi dà una mano. Chiaramente sono in cerca di un coach, avere un allenatore è una cosa in più che aiuta a fare miglioramenti. Ma non è facile trovarlo a metà stagione, perché sono tutti organizzati e hanno già accordi con i vari giocatori. Spero di trovare qualcosa a settembre, per ora mi adatto con quello che ho e provo a fare del mio meglio”.

Per adesso è arrivato un titolo Futures (a Porec, in Croazia), due finali e diverse buone partite nei Challenger. In particolare, i quarti a Vicenza (dove peraltro era stato ammesso come lucky loser). È vero che ho vinto tante partite, ma mi sta piacendo il fatto di lottare in ogni singola partita. In passato, tante volte mi è capitato di mollare. Vincere, poi, regala fiducia e permette di allenarsi meglio. E aumenta la motivazione nel viaggiare tutte le settimane”. Il prossimo impegno sarà con il portoghese Goncalo Oliveira (n.10 del tabellone) e metterà in palio punti preziosi per l’obiettivo stagionale di Pellegrino: chiudere l’anno con una classifica sufficiente per giocare le qualificazioni dell’Australian Open. Per farcela, dovrà raccogliere 90-100 punti ATP da qui a fine anno. Difficile, ma non impossibile. E Manerbio potrebbe dargli una mano.

BABY ITALIA: AVANTI ZEPPIERI, FUORI MUSETTI – C’era grande attesa per le prestazioni dei due baby fenomeni azzurri, Lorenzo Musetti e Giulio Zeppieri. I loro incontri hanno chiuso il programma sul Campo Centrale, che si è prolungato fino a ben oltre le 20. Il bilancio è in parità: passa Zeppieri, cade Musetti. Il laziale si è imposto con buona personalità (6-4 7-6 lo score) contro il bosniaco Aldin Setkic, raccogliendo un successo importante a conferma del buon periodo di forma: dopo la semifinale a Parma, un paio di settimane fa ha colto un’altra finale al ricco torneo ITF di Pontedera. Adesso avrà un impegno non impossibile contro l’americano Evan King, che ha curiosamente scelto la terra battuta europea anziché il cemento yankee.

Va fuori Lorenzo Musetti: il vincitore dell’Australian Open junior si è arreso al russo Ivan Gakhov tra mille rimpianti. Va detto che il russo, dai capelli ossigenati, si è rivelato avversario ostico. D’altra parte, i suoi risultati negli ultimi mesi lasciavano intendere un buon livello di gioco. Gakhov è partito forte, sorprendendo Musetti. Un break in avvio e uno in chiusura sancivano il primo set. Il match sembrava finito sul 6-3 3-1, ma Musetti trovava il suo miglior tennis e regalava alcune chicche ad alto tasso spettacolare. Ricuciva lo svantaggio e andava addirittura avanti. Quando ha servito per il set sul 6-5, tuttavia, ha combinato un pasticcio: due doppi falli e un banale errore consentivano a Gakhov di raggiungere il tie-break. Il russo era sempre avanti e si imponeva 7-5, con una bella combinazione servizio-dritto. A parte un po’ di nervosismo, Musetti può giusto rimproverarsi il pessimo dodicesimo game del secondo set. Per il resto, l’avversario ha giocato davvero bene e ha complessivamente meritato il successo.

 

DALLA VALLE COMBATTE, MA PASSA TSENG – Tra i match più attesi c’era quello con in campo Enrico Dalla Valle. Il ravennate, reduce da tre successi consecutivi nel circuito ITF, era chiamato a un compito molto difficile contro Chun Hsin Tseng, ex numero 1 junior, classe 2001, in grande crescita. Pur giocando una buona partita, nel caldo dell’ora di pranzo, si è arreso col punteggio di 7-6 6-4. Dopo diversi anni a Tirrenia, oggi si appoggia al Piatti Tennis Center di Bordighera ed era accompagnato a Manerbio da coach Cristian Brandi. È cresciuto molto sul piano fisico, e fonda il suo tennis su un dritto molto potente. Per sua sfortuna ha trovato un giocatore molto forte, di prospettiva, e che sta vivendo un gran periodo di forma (ha appena giocato la sua prima finale nel circuito Challenger, a Praga).

Anche Tseng è dotato di un ottimo dritto e possiede le “stimmate” del giocatore importante. In fondo, ha già giocato e vinto in palcoscenici importanti. Lo scorso anno si è imposto nella prova giovanile di Wimbledon. Dalla Valle ha sempre dovuto rincorrere nel primo set (da 0-2 a 2-2, poi da 2-5 a 5-5) e si è rifugiato nel tie-break: il taiwanese lo ha giocato meglio, facendo fruttare un paio di minibreak. Ancora equilibrio nel secondo, in cui è bastato un break al settimo gioco a Tseng per prendersi un posto al secondo turno, in cui se la vedrà con l’esperto Mohamed Safwat.

Poca fortuna, ma buone figure per le giovani wild card italiane. In particolare, il bergamasco Samuel Vincent Ruggeri ha tenuto testa fino al decimo game del terzo set contro l’ex grande promessa Carlos Boluda-Purkiss, colui che ormai più di dieci anni fa era stato erroneamente definito come “Nuovo Nadal”. Anche Gabriele Bosio ha giocato una buon partita. Contro l’esperto olandese Scott Griekspoor ha prolungato il secondo set al tie-break, ma non è riuscito a intascarlo. Per entrambi rimane una buona esperienza, così come per Filippo Speziali, sconfitto da un avversario ancora fuori dalla sua portata come il norvegese Viktor Durasovic.

È stata una giornata di festa per tutta la comunità manerbiese, che ha potuto festeggiare il ritorno nel grande tennis dopo un anno di assenza. Per essere la prima giornata di gare, c’era davvero parecchio pubblico. L’ingresso al Tennis Club Manerbio costerà 5 euro fino a martedì, 7 euro mercoledì e giovedì, mentre il tagliando per le ultime tre giornate è disponibile al prezzo di 10 euro. È inoltre possibile fare l’abbonamento per tutta la settimana, al costo di 45 euro e comprensivo di un simpatico omaggio.

Ufficio Stampa Trofeo Dimmidisì

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Il matrimonio di Nadal ha una data

Rafael Nadal e Xisca Perrello saliranno sull’altare il 19 ottobre a Maiorca

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Dopo le indiscrezioni uscite fuori a gennaio finalmente gli appassionati di gossip hanno anche una data e un luogo da tenere d’occhio. Sono infatti state rese note maggiori informazioni riguardo il matrimonio tra Rafael Nadal e la sua storica fidanzata Xisca Perello. I due spagnoli non si allontaneranno molto da casa dato che la cerimonia avverrà proprio a Maiorca, città natale del numero 2 del mondo. L’evento che si terrà sabato 19 ottobre (la settimana successiva al Master 1000 di Shanghai) dovrebbe svolgersi a Pollensa in una tenuta non troppo lontana da La Fortalesa, altro luogo celebre per cerimonie di questo tipo che in passato ha ospitato anche il matrimonio del calciatore Gareth Bale.

Tuttavia di notizie certe sull’esatto luogo non ce ne sono e i diretti interessati hanno fatto di tutto per mantenere la massima riservatezza, considerando che già di per sé l’evento attrarrà grande interesse mediatico. Si sospetta persino che l’ex Re Juan Carlos possa essere presente, vista la sua stretta amicizia con Nadal, per non parlare poi dell’elevato numero di colleghi. Da Verdasco a Lopez, e chissà forse persino Federer.

Il maiorchino non è l’unico tennista salito sull’altare nel 2019. Quest’anno infatti anche un’altra ex numero 1 del mondo ha pronunciato il fatidico “sì”: Caroline Wozniacki, e ha deciso di farlo proprio sul suolo italiano. Mentre circa un mese fa è stata la volta di Alison Riske – o come andrà chiamata adesso Riske-Amritraj – la quale per accattivarsi il pubblico indiano si è persino esibita in una danza in stile Bollywood.

 

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Il tabellone di New York: Giorgi trova Gasparyan all’esordio

Alla prima edizione del Bronx Open guida il tabellone Qiang Wang. Camila Giorgi pesca la russa Margarita Gasparyan. Non c’è Kvitova

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Una delle new entry nel calendario WTA di quest’anno è il torneo di New York, per la precisione il NYJTL Bronx Open. Questo evento, appartenente alla categoria International, prende il posto di quello che si disputava dal 1993 a Quebec City e oltre a cambiare sede e superficie (dato che in Canada si giocava sul carpet indoor) ha preso anche una collocazione diversa in calendario. Infatti la licenza del torneo che lo scorso si disputava prima dello US Open, il Premier di New Haven, è stata venduta a una società asiatica che organizzerà un nuovo torneo Premier a Zhengzhou in settembre.

La testa di serie n. 1 del Bronx Open Qiang Wang, numero 17 del mondo che, dopo il bye del primo turno, affronterà la vincente di una sfida tra due qualificate. La n. 2 del seeding era stata assegnata a Carla Suarez Navarro ma la spagnola, a causa di un fastidio alla schiena, ha optato per un ritiro precauzionale. L’unica italiana presente nel tabellone principale è Camila Giorgi, alla quale spetta un esordio non banale contro Margarita Gasparyan. La russa, dotata di un gioco potente e di uno splendido rovescio a una mano, viene da tre sconfitte consecutive ma se dovesse essere a posto fisicamente darà certamente filo da torcere alla marchigiana.

Inizialmente tra le giocartici riceventi una wild card era spuntato anche il nome di Petra Kvitova – eliminata al primo turno da Sakkari a Cincinnati – ma nella giornata di venerdì è arrivato il dietrofront della diretta interessata. A ricevere un invito sono state quindi le tre statunitensi CoCo Vandeweghe (che sembra aver ritrovato un po’ di fiducia in doppio, ma ha fatto vedere ancora poche cose in singolare), Bernarda Pera e Kristie Ahn (quest’ultima vincitrice del US Open Wild Card Challenge).

 
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Il tabellone di Winston-Salem: quattro italiani al via. Murray esordirà contro Sandgren

Sonego riceve un bye al primo turno, Seppi pesca Berdych, Cecchinato trova Bublik e a Fabbiano tocca Rublev. Presente anche Andy Murray

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Feliciano Lopez, Andy Murray - Rogers Cup 2019

Come spesso accade per i tornei che precedono gli Slam, il roster dei giocatori presenti non è eccelso. Tuttavia gli organizzatori del Winsot-Salem Open hanno migliorato la qualità del torneo sfruttando al meglio l’arma delle wild card, e nonostante si tratti di un ATP 250 non mancano gli spunti di interesse. Nella città del North Carolina si è venuto a creare un bel mix di giovani alla ricerca di punti per fare qualche balzo nel ranking, veterani che hanno bisogno di ritrovare fiducia poi una serie di tennisti di metà classifica, già certi di essere in tabellone a New York ma senza troppe velleità di seconda settimana.

I tennisti italiani presenti sono quattro e tra di essi Lorenzo Sonego, attuale n. 47 del mondo, è l’unico ad avere una testa di serie che gli permetterà di iniziare il torneo direttamente dal secondo turno. Il suo avversario verrà fuori dalla sfida tra il francese Antoine Hoang e un qualificato. Non sono stati così fortunati gli altri azzurri; hanno tutti pescato tennisti, a modo loro, pericolosi. Thomas Fabbiano esordirà contro Andrey Rublev, fresco vincitore di un match straordinario contro Federer mentre Andreas Seppi se la vedrà con il ceco Tomas Berdych, che non scende in campo da wimbledon e ha giocato solo due partite negli ultimi sei mesi. L’ex numero 4, presente grazie ad una wild card, infatti non vince una partita da febbraio e le incognite sulla sua resistenza fisica sono persino maggiori rispetto a quelle che aleggiano su Andy Murray.

Anche lo scozzese sarà presente grazie a un invito e giocherà al primo turno contro lo statunitense Tennys Sandgren. Per completare il discorso sugli italiani resta Marco Cecchinato, a secco di vittorie dal 13 maggio quando a Roma batté De Minaur. Il siciliano cercherà di interrompere questo digiuno contro Alexander Bublik, giovane kazako tanto istrionico quanto poco concreto.

 

La prima testa di serie, nonché unico top 30 presente, è Benoit Paire il quale, dopo il bye del primo turno, affronterà il vincente tra Prajnesh Gunneswaran e la wild card tedesca Cedrik-Marcel Stebe. Infine non si può non menzionare il 37enne Feliciano Lopez. Lo spagnolo, dopo essersi presentato alle qualificazioni nei due tornei 1000 nord-americani, finalmente può entrare direttamente in un tabellone e con la testa di serie numero 16 eviterà persino il primo turno. Al secondo sfiderà uno tra Pablo Andujar e Nicolas Jarry.

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