Roger Federer e Rafa Nadal entrano nel Consiglio giocatori ATP

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Roger Federer e Rafa Nadal entrano nel Consiglio giocatori ATP

Tutti i “Big Three” lavoreranno nel Player Council presieduto da Djokovic. Eletto anche Jurgen Melzer tra i rappresentanti del circuito di doppio

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Roger Federer e Rafa Nadal - Laver Cup 2017
 
 

Con un comunicato sul sito ufficiale l’ATP ha annunciato delle novità all’interno del Consiglio dei giocatori, presieduto da Novak Djokovic. Entreranno nell’ATP Player Council anche Roger Federer e Rafael Nadal, eletti per rimpiazzare i posti rimasti vacanti in seguito alle dimissioni di Robin Haase, Jamie Murray e Sergiy Stakhovsky, arrivate prima del torneo di Wimbledon.

Assieme a Nadal e Federer è stato eletto anche Jurgen Melzer in rappresentanza dei primi 100 giocatori di doppio, affiancando Marcelo Melo. Rafa si unisce invece a Kevin Anderson (vicepresidente), John Isner e Sam Querrey come rappresentante degli atleti nella top 50, mentre Federer eserciterà una rappresentanza generale accanto al presidente Djokovic. Non è la prima volta che lo spagnolo e lo svizzero entrano a far parte del Consiglio: Nadal rinunciò all’incarico nel 2012, Federer due anni dopo.

I nuovi membri del Player Council assumono il loro ruolo con effetto immediato e saranno operativi sino a Wimbledon 2020. Tuttavia rimane ancora vacante il ruolo di rappresentante degli allenatori, ricoperto fino a un mese fa da Daniel Vallverdu. Dovrà essere rimpiazzato in tempo per il prossimo meeting del Consiglio, in agenda prima del prossimo US Open.

 

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ATP

Taylor Fritz, un altro passo verso l’alto: “Quando gioco sotto pressione mi sento più motivato. In partita penso solo a cosa migliorare”

Il n.1 americano invita a non sottovalutare i tabelloni: “Non sono più aperti, erano i Fab 4 ad essere inarrivabili”

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Taylor Friz - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

Questo 2022, come già abbiamo potuto constatare nell’analisi di Andrea Mastronuzzi, sta sancendo un ritorno ad alti livelli del tennis a stelle e strisce. E questa rinascita sta passando in buona parte per le mani e il cuore, arma che spesso si è rivelata importante o fatale, di Taylor Fritz. Infatti l’americano, con la vittoria in rimonta di ieri su Rublev, si è guadagnato il terzo quarto di finale dell’anno a livello Master 1000 (vinto a Indian Wells, perso a Montecarlo), potendo così avvicinare ancor di più lo sguardo verso i primi 10. E con questa consapevolezza, con gioia e visione rosea sul futuro, si presenta in conferenza stampa.

Il tabellone completo dell’ATP di Cincinnati

D: “Come trovi l’equilibrio tra voler migliorare il tuo ranking e…

 

Fritz: “Penso che le persone parlino di questo senza pensare perché li rende nervosi, e forse non si comportano altrettanto bene. Penso di esibirmi altrettanto bene o meglio sotto pressione. Quindi, quando guardo la classifica oggi e vedo che Rublev stava perdendo punti, e vincendo questa partita poi posso andare davanti a lui, quindi vincere o perdere ha un grande impatto, non mi dà fastidio per niente. Anzi mi motiva ancora di più“.

D: “E come funziona ciò quando perdi il primo set? Cosa succede alla tua mentalità a quel punto?

Fritz: “Una volta che sono in partita, non penso a questo genere di cose, ma solo alla partita. Voglio dire, dal punto di vista mentale, si trattava solo di analizzare perché avessi perso il set, quali erano le cose di cui avevo bisogno, che stavano lavorando e che ho fatto bene, che in realtà non ho bisogno di cambiare nel prossimo set, e quali cose volevo cambiare. Quindi sono solo nella partita e analizzo quello che è andato storto per me, cioè non molto: ho giocato due brutti punti nel tie-break, ma mi sentivo come se fossi diventato un po’ passivo, perché lui stava facendo degli errori, quindi ho iniziato a giocare un po’ più sicuro, e non mi sembrava il posto giusto. Quindi la strategia uscita nel secondo è stata solo di mantenere facendo le stesse cose che stavo facendo al servizio, continuare a tenere il servizio ed essere molto più aggressivo sui colpi, non lasciare che avesse così tanto tempo per prepararsi e sentirsi comodo negli scambi“.

D: “L’anno scorso di questi tempi eri fuori dai primi 40, e hai avuto alcune sconfitte al primo turno allo US Open. Quanto ti senti diverso come giocatore e come persona?

Fritz: “Stavo giocando piuttosto male l’anno scorso (sorridendo). È strano, perché l’anno scorso ho iniziato a giocare a tennis davvero bene quando abbiamo giocato così tardi, verso la fine dell’anno, come ad ottobre ad Indian Wells, un po’ dove tutto ha iniziato a cambiare per me. Ho iniziato a prendere confidenza, giocando davvero bene. Fino al a quel punto, la mia classifica era scesa di molto, ero tipo 40 al mondo, ma in realtà non pensavo di aver giocato così male per tutto l’anno, in realtà attualmente mi ci sono messo io ad arrivare più in fondo ai tornei, ho fatto vari ottavi Masters, un sacco di semifinali di 250. Era come se stessi perdendo un sacco di partite importanti, ma mi sentivo come se mi stessi dando di più opportunità rispetto a prima. Quindi, fortunatamente, da quell’Indian Wells dell’anno scorso, ho capitalizzato e sono migliorato molto nel giocare quelle partite. Mi sono avvicinato a questo periodo quest’anno come se lo avessi giocato davvero male negli anni passati, ma mi sento solo un altro giocatore“.

D: “Cosa hai imparato sull’andare in fondo in questi grandi eventi, e cosa devi fare fuori dal campo per assicurarti di poterlo fare costantemente?

Fritz: “Sono un paio di cose diverse. Sono cresciuto molto come giocatore, in realtà sono molto migliore di prima. Penso che aiuti anche il fatto che non ci siano questi blocchi stradali nel modo, come quando avevo 18, 19, 20 anni, che quando vinci due partite a un Master, e non sei testa di serie, ti è praticamente garantito giocare contro Roger, Rafa, Andy, Novak, all’epoca praticamente imbattibili (sorridendo). Quindi penso che a rendere un po’ più facile sia la combinazione di me molto meglio come giocatore e che questi superumani non siano nel sorteggio (sorridendo)“.

D: “Sapere che questi tabelloni sono più aperti ti fa sentire bene?

Fritz: “Il fatto è che forse non sono più aperti. Mi sembrano solo più aperti perché quei ragazzi al loro apice erano troppo, troppo bravi. Il modo in cui funzionava era che io non ero testa di serie, non avevo la classifica, quindi avevo tipo garanzia che mi sarei imbattuto in uno di loro ad un certo punto, e fa sicuramente la differenza. Ci sono ancora tanti giocatori fantastici, ma forse è perché sono cresciuto con loro e ho conosciuto alcuni di questi ragazzi per molto tempo come Rublev, come Zverev, come Medvedev, che sembrano più battibili rispetto a coloro che ho idolatrato crescendo. Sai cosa intendo? Che forse è una cosa mentale“.

Il tabellone completo dell’ATP di Cincinnati

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ATP/WTA Cincinnati, il programma di venerdì 19 agosto: Rybakina alle 17, poi Medvedev e Tsitsipas. In serata Pegula e Alcaraz

Tabelloni di singolare allineati ai quarti di finale al Western&Southern Open di Cincinnati

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Stadium 3 - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

Giornata di quarti di finale al Western&Southern Open di Cincinnati. Sul Centrale si comincia come sempre alle 11 locali (le 17 in Italia) con il match tra la campionessa di Wimbledon Elena Rybakina e Madison Keys, che negli ottavi ha sconfitto la n. 1 Swiatek. Non prima delle 13 (le 19 in Italia) il n. 1 Medvedev affronterà Taylor Fritz e a seguire, non prima delle 15 (le 21 in Italia) Stefanos Tsitsipas se la dovrà vedere con John Isner.

Qui il programma completo della giornata. L’indicazione degli orari è nell’ora locale di Cincinnati che è sei ore indietro rispetto all’Italia.

 

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ATP

ATP Cincinnati: Norrie passeggia su Shelton, Alcaraz fatica solo un set con Cilic

Cameron Norrie lascia solo due games alla rivelazione Shelton; Carlos Alcaraz si complica la vita nel primo set poi fila via spedito verso i quarti

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Carlos Alcaraz - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

Oltre alla (dolorosissima) sconfitta di Jannik Sinner, nella notte italiana si sono disputati anche altri due match, che hanno visto le vittorie di Carlos Alcaraz su Marin Cilic e di Cameron Norrie sulla rivelazione del torneo Ben Shelton. I due vincitori si affronteranno domani nei quarti di finale, presumibilmente di nuovo nella notte italiana. I precedenti dicono 3-0 in favore dello spagnolo: il vincente troverà in semifinale Auger-Aliassime o Coric.

Partendo proprio da Carlos Alcaraz, è lui ad iniziare decisamente meglio rispetto a Marin Cilic. Lo spagnolo si porta subito sul 2-0 con una chance per il doppio break, ma il croato gliela annulla e pian piano entra in partita. L’ex numero 3 del mondo può comunque relativamente poco in risposta, riuscendo a vincere appena tre punti nei primi quattro turni in ribattuta. Anche il quinto sembra andare in quella direzione, ma al servizio per chiudere il primo set sul 5-4 40-15 Alcaraz si spegne. Cilic riesce ad accorciare le distanze, poi piovono incredibilmente tre doppi falli consecutivi – i primi del match – che riportano in vita il croato: 5-5. Il vincitore dello US Open 2014 al tiebreak ha la chance di dare un’importante spallata psicologica all’incontro, ma parte subito sotto 0-4. Il 2003 di Murcia non è particolarmente brillante (in particolare al servizio), ma il 33enne di Medjugorje gli dà una mano mandando lunga la risposta ad una timida seconda sul 6-4. Il match, di fatto, si conclude qui: il secondo set è un monologo iberico, con Cilic che perde completamente il dritto. Nel secondo gioco del secondo set il croato commette addirittura tre errori gratuiti con questo fondamentale, che uniti ad un ulteriore unforced con il rovescio consegnano il break e le chiavi della partita ad un Alcaraz comunque non brillantissimo, ma concreto nei momenti importanti. Un nuovo strappo nel sesto game fissano il risultato sul 7-6 (4) 6-1 in favore dell’iberico, che centra la 42esima vittoria in stagione su 50 match disputati.

Decisamente più agevole il compito di Cameron Norrie, che lascia appena due giochi alla stellina Ben Shelton, capace di eliminare prima Lorenzo Sonego, quindi il numero 5 del mondo Casper Ruud. È una partita a senso unico, con il britannico che vince i primi otto giochi del match e raggiunge senza difficoltà i quarti di finale, dove troverà domani Alcaraz/Cilic. Nel primo set il servizio del 19enne di Atlanta dimentica il servizio negli spogliatoi: con il 39% di prime in campo e un eloquente 0/11 con la seconda è difficile giocare contro chiunque, men che meno contro un tennista solido come Norrie, che lo punisce con un bagel. La resa con la seconda di servizio continua ad essere un problema anche nel secondo set (appena il 36% di punti vinti), ma se non altro aumentano le percentuali di prime in campo per Shelton (che passa dal 39% del primo al 52% del secondo). Non è comunque sufficiente per venire a capo del numero 11 del mondo, che in 58 minuti chiude 6-0 6-2 e raggiunge il decimo quarto di finale in stagione.

 

Il tabellone completo dell’ATP 1000 Cincinnati

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