Federico Gaio in semifinale a Manerbio: meglio soli o accompagnati? Pro e contro di avere un coach

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Federico Gaio in semifinale a Manerbio: meglio soli o accompagnati? Pro e contro di avere un coach

Il faentino è a Manerbio in solitudine: “Sarebbe meglio avere il mio coach, ma sto trovando continuità e ordine in quello che faccio”. In semifinale sfiderà Coria

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Federico Gaio - ATP Challenger Manerbio 2019 (foto Carlo Monterenzi)
 
 

Nel tennis capitano giornate toste, difficili, impegnative. Succede anche di dover giocare due partite in un solo giorno. È quanto accaduto a diversi giocatori al Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra). Con cinque ottavi da completare, in mattinata il traguardo delle semifinali era ancora un miraggio. Il primo a centrarlo è stato Federico Gaio, che ha mixato bravura e fortuna nel doppio impegno contro Nino Serdarusic e Lorenzo Giustino. In mattinata, ha difeso a oltranza contro il tennis aggressivo del croato, riuscendo a emergere dopo un inizio complicato (3-6 6-3 6-4 lo score). Nel pomeriggio è stato fortunato, Giustino si è dovuto ritirare dopo appena sei game per un dolore al gomito, frutto di uno sfortunato incidente in mattinata: nel durissimo match contro Pavel Kotov (vinto 1-6 6-4 7-5 in quasi tre ore), nel rincorrere una smorzata si è impuntato sulla terra battuta e, sullo slancio, ha colpito la rete sia con la spalla che con il gomito. Quest’ultimo si è gonfiato: a caldo è riuscito a concludere l’impegno, ma contro Gaio non era in grado di giocare, alzando bandiera bianca sul 4-2 per il faentino. 

“È stata una giornata lunga e difficile – racconta Gaio, alla quarta semifinale stagionale – all’inizio non puoi pensare alla possibilità di giocare due partite, ma concentrarti solo sulla prima. Per esempio, io sono un po’ lento a carburare, quindi mi sono svegliato molto presto per essere pronto già alle 10. Se la giornata diventa molto lunga, sul tardi si può pagare la levataccia”. Non è stato il suo caso, visto che intorno alle 15.30 era già certo del posto in semifinale. Tra l’altro, dopo i vari impegni agonistici, ha accompagnato l’amico Andrea Collarini (appena sconfitto da Lorenzi) all’aeroporto di Malpensa in vista dei prossimi impegni. “Non è facile gestire il tempo tra un match e l’altro – continua Gaio – a volte devi mangiare per prendere qualche energia. Quando non c’è molto tempo, qualcuno non stacca la spina e rimane su di giri. Può essere una strategia, perché se ti rilassi troppo capita di non essere carico a sufficienza. Ognuno ha le sue caratteristiche: basti pensare che Nadal si scalda a lungo, mentre Kyrgios scende in campo con le scarpe da basket…”.

A MANERBIO IN SOLITUDINE – Dopo aver raggiunto il best ranking due anni e mezzo fa (n.146 ATP), Gaio ha vissuto un momento difficile dopo la conclusione del rapporto con coach Daniele Silvestre. Dopo un periodo nella sua Faenza, ha ritrovato il tecnico latinense e i risultati sono tornati. Oggi è numero 177 ATP, con buone prospettive di crescita. “Sono contento del mio periodo di forma. Sto cercando di dare continuità ai risultati e ci sto riuscendo: ho più punti di riferimento, sto mettendo ordine e i risultati stanno arrivando. Una finale, tre semifinali e due quarti di finali negli ultimi due mesi sono un buon bottino”. Detto che in semifinale se la vedrà conFederico Coria, vincitore con un doppio 6-4 su Zsombor Piros in un match piuttosto divertente. (“È tanto che non lo affronto, anche se siamo coetanei dovrò studiarlo un po’”: i precedenti sono 1-1), sta vivendo una bella settimana in solitudine.

Già, perché Silvestre non lo segue in tutti i tornei e Gaio è a Manerbio da solo. Una differenza impressionante rispetto al giovane Tseng, che si era presentato con uno staff di tre persone (un coach dell’accademia Mouratoglou, oltre a un preparatore atletico e un fisioterapista taiwanesi)“Beh, lui ha economie e sponsor differenti – sospira Gaio – avessi le sue, magari girerei anche con i miei amici! Purtroppo non le ho, ma non mi lamento. Restare da solo è difficile perché da fuori si vede tutto meglio, avere una persona che ti indica un paio di cose nei momenti importanti è un bel vantaggio. A volte può essere uno svantaggio quando le cose vanno male, perché ti piangi addosso e chi è con te diventa una scusa per lamentarsi. Se sei da solo, devi essere propositivo e concentrato. Diciamo che ci sono pro e contro: quasi sempre è meglio avere qualcuno, ma va bene così”.

Comunque finisca la sua avventura a Manerbio, Gaio guarda con fiducia al futuro. “In realtà non ho un vero obiettivo per il resto della stagione. Ho bisogno di trovare continuità, è la mia necessità più imminente. Volendo parlare di numeri, ovviamente mi piacerebbe entrare tra i top-100 ATP. Anche raggiungere il best ranking, tutto sommato, vorrebbe dire avvicinarsi al traguardo. Non è impossibile, ne sono convinto, devo aver continuità e adesso mi piace quello che sto facendo”. Sabato le semifinali si giocheranno a partire dalle 13.30 (Gaio-Coria), poi alle 15.30 sarà il turno di Lorenzi-Gabashvili. L’ultimo quarto di finale e le semifinali di doppio (con in campo Simone Bolelli) si giocheranno a partire dalle 12 sul Campo 3. L’ingresso per l’intera giornata costerà 10 euro.

Ufficio Stampa Trofeo Dimmidisì

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Italiani in campo oggi mercoledì 25 maggio: Fognini e Trevisan. A che ora e dove vederli

Sia Fabio Fognini che Martina Trevisan chiuderanno il programma, rispettivamente sul Campo 6 e sul Campo 13, contro Van De Zandschulp e Linette. Tre azzurri anche in doppio

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Fabio Fognini - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Day 4 in questa edizione del Roland Garros 2022, dopo un martedì che ha portato in dote un bilancio azzurro in perfetta parità, frutto di quattro vittorie e altrettante sconfitte. Un bottino dovuto ai successi di Sonego, Cecchinato, Sinner e Giorgi; e ai ko di Zeppieri, Musetti, Bronzetti e Paolini. Nella giornata di mercoledì 25 maggio, invece, inizia il secondo giro di gare, con i secondi turni della parte alta dei tabelloni – sia quello maschile che quello femminile. Per ciò che concerne i colori azzurri, ci saranno due nostri rappresentanti che proveranno a staccare il pass per i sedicesimi di finale: Fabio Fognini e Martina Trevisan. Entrambi scenderanno in campo nel pomeriggio parigino, a chiusura di programma. Infatti sia l’incontro del ligure, che il match con protagonista la 28enne fiorentina, saranno gli ultimi di giornata.

EDITORIALE DEL DIRETTORE

Il n. 51 del ranking Fognini, dopo un debutto in sicurezza con l’ex n. 2 juniores Popyrin e con le 35 candeline appena spente, affronterà la testa di serie numero 26 Botic Van De Zandschulp, in quella che sarà la quarta partita del Campo 6 (orientativamente per le 16:00). Mentre la mancina toscana, dopo il convincente esordio contro la britannica Dart , dovrà vedersela con la polacca Magda Linette (n. 52 WTA). La tennista di Poznan arriva a questo secondo turno nel migliore dei modi e con un carico di fiducia ed autostima grondante una solida consapevolezza nei propri mezzi, dopo lo scalpo Jabeur al debutto. La sfida, anche in questo caso, sarà la quarta a concludere il programma sul Campo 13, quindi all’incirca andrà in scena per le 16:30. Sia per l’ex n. 9 del mondo, che per la n. 59 delle classifiche, saranno degli scontri inediti.

 

Ma l’attesa per poter ammirare i nostri portabandiera, non sarà limitata solamente ai match di singolare, visto che avremo anche due giocatori ed una giocatrice italici impegnati nella specialità del doppio. Lucia Bronzetti, dopo la prematura uscita di scena per mano della campionessa dell’Open di Francia 2017 Jelena Ostapenko, farà coppia con la tedesca Julia Lohoff. Il primo turno per il duo italico-teutonico, sarà subito un test ostico: le tds n. 4 McNally e Zhang. Tra gli uomini, invece, spazio alla collaudata formazione piemontese e torinese doc; formata da Lorenzo Sonego e Andrea Vavassori. La coppia italiana – già vittoriosa lo scorso anno in quel di Cagliari, con il trionfo finale ai danni di un altro azzurro: Simone Bolelliesordiranno con la coppia finalista dell’ultimo Australian Open: Ebden/Purcell. L’accoppiata australiana, tds n. 14, rappresenta un bel ostacolo; ma sicuramente i nostri vorranno far bene e proseguire il loro percorso assieme. Questo perché un cammino in doppio che continua, darebbe ancora più energia a Lorenzo per il suo torneo in singolare, e invece sarebbe un viatico importante per Andrea per cercare di lenire le ferite causate dalla dolorosa eliminazione nel secondo turno di qualificazione da parte di Nino Serdarusic.

Gli incontri di Fognini e Trevisan sarà possibile seguirli su Eurosport 2, su Eurosport Player su Discovery + o attraverso TimVision.

Roland Garros, 2° turno: Fognini – [26] Van De Zandschulp, Campo 6, ore 16:00 circa, diretta Eurosport/ Eurosport Player

Roland Garros, 2° turno: Trevisan – Linette, Campo 13, ore 16:30 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Cecchinato: “È stata una vittoria di testa”

Soddisfatto della vittoria in rimonta, Marco Cecchinato racconta le difficoltà del rientro dopo l’infortunio: “Non è stato facile, la parola d’ordine è stata ed è sacrificio”

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

È un Marco Cecchinato visibilmente soddisfatto per la vittoria in rimonta al quinto su Andujar quello che si presenta in sala stampa dopo il match. Spiegando come sia riuscito nell’impresa. ”Una vittoria di testa, la forza per rimontare l’ho trovata nella testa. Peccato per i primi due set, dove in entrambi ero al comando nel punteggio. Ma sono contento perché nonostante le tante occasioni sprecate sono riuscite a vincere da due set sotto. E poi con un terraiolo come lui che non molla un punto, ci ha provato fino alla fine, cercando di cambiare qualcosa anche sul 5-0 nel quinto. Sono molto soddisfatto di questa vittoria.”

Gli viene ricordato che anche nel 2018, l’anno della semifinale, al primo turno aveva vinto rimontando due set. Il tennista palermitano sta al gioco: “Ora vado a dire a Max Sartori che l’ho fatto apposta di andare due set a zero sotto. Devo dire che sono arrivato qui con buone sensazioni. Ho ricominciato a giocare benino, ho battuto Thiem, che è in difficoltà ma devi sempre batterlo, e Cuevas. Non è stato facile dopo i tre mesi di stop, per me era il primo infortunio ed è stato difficile rientrare, non credevo così tanto. Ma con Max abbiamo deciso di intraprendere un percorso, anche cambiando un po’ i programmi di inizio anno.”

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

 

Gli chiediamo se ci sia una parola chiave con cui possa sintetizzare il percorso intrapreso con Sartori a cui ha accennato: “Beh, la parola più importante è sacrificio. Per me dopo l’infortunio l’importante è stato allenarmi e stare lì, in un momento in cui ho perso per undici volte di fila al primo turno. Ho giocato anche un po’ da infortunato per provare a sentire le emozioni, le sensazioni del match. Questa è stata una nostra scelta che non è stata facile, non è mai bello perdere al primo turno. Ma era necessario, era necessario questo sacrificio per ripartire e questa deve essere la parola chiave fino alla fine dell’anno”.

Chiudiamo con l’osservazione che sul campo non c’era solo la solita rappresentanza di tifosi italiani a sostenerlo, ma anche un rumoroso gruppo di tifosi locali: “Vero, mi porto dietro un po’ di fans parigini da tanti anni. Qui è sempre bello tornare, anche negli anni scorsi ho sempre avuto un tifo pazzesco e mi fa piacere, mi fa stare bene in campo.”

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Roland Garros, Musetti: “Sì, credo di avere il livello per giocare con i migliori”

Al termine di una partita condotta per i primi due set Musetti fa il punto della situazione su cosa ancora c’è da migliorare

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Lorenzo Musetti e Stefanos Tsitsipas - Roland Garros (foto Roberto Dell'Olivo)

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È un Lorenzo Musetti stanco quello che si presenta in conferenza stampa al termine di un match -durato più di tre ore e mezza – a tratti dominato contro il numero 4 del mondo Stefanos Tsitsipas. C’è sconforto sul suo volto, forse delusione per un match che poteva andare diversamente. Rimane la consapevolezza che su questa superficie può giocarsela con tutti. Si riparte da qui.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

D. Volevo portarti ad analizzare le cose positive: arrivavi da un momento difficile con preparazione non appropriata per uno slam, e sei riuscito ad arrivare al quinta set.

 

MUSETTI: Sì, sicuramente la cosa positiva è che ho recuperato al 120%. Sembrava di rivivere le stesse sensazioni dello scorso anno . Ma Stefanos ha tirato fuori il meglio, posso solo recriminare poco. C’è da prendere le cose positive: come mi sono espresso, come ho giocato per cinque set. Fino alla fine ho dato tutto me stesso. Sono dispiaciuto, ma in parte contento della mia prestazione. Ora si torna a casa.

D. Lorenzo un primo turno difficile, cosa hai imparato da questo incontro in termini di esperienza?

MUSETTI: Un avversario tosto, si sapeva. Credo che Stefanos abbia vinto perché è stato più forte nei momenti giusti, più solido più continuo dal terzo in poi, io ho avuto le mie chances. Sicuramente c’è da fargli i complimenti e guardare avanti. Certo non ho preparato al meglio questo Roland Garros per via dell’infortunio ma ho fatto comunque una buona prestazione.

D. Hai avuto delle sensazioni simili al match contro Djokovic dello scroso anno?

MUSETTI: Ovvio che in entrambe ero 2 set a 0 sopra e in entrambe comandavo io. Oggi forse il primo set non sono partito alla grande ma poi lui è diventato più falloso perché ho cercato di essere aggressivo sin da subito, magari con troppa fretta. Il secondo set credo sia uno dei miei migliori di quest’anno contro un giocatore che su questa superficie è uno dei più forti nonché papabili candidati per il titolo. È andata così, speriamo la prossima volta di spuntarla, e non riperdere da 2 set sopra.

D. Àlex Corretja uno degli esperti commentatori di Eurosport ha detto in questo match il livello che hai mostrato era da top5, sei d’accordo?

MUSETTI: Intanto ringrazio Àlex Corretja per il bel complimento, vado a dormire contento. Poi sì, credo di averlo questo livello, soprattutto su questa superficie credo di averlo dimostrato anche l’anno scorso. Sto cercando la continuità e la solidità per mantenerlo cinque set, è quello che mi manca al momento. Ho vent’anni e ho del tempo davanti, quindi sono le cose su cui devo e sto lavorando. In questo senso mi fa bene giocare contro un giocatore top 5 sulla terra come Stefanos.

D. Alla fine era una questione fisica?

MUSETTI: Ho avuto problemi di stomaco, visto che era tardi ed ho preso un po’ di freddo. Poi l’inconveniente della maglia che ho dovuto cambiarmi in campo perché l’ho bagnata mi ha fatto prendere freddo. Ma non è stata quella la causa della sconfitta, solo una conseguenza. È stato un mix di cose perché fisicamente sto bene, e da questo punto di vista è stata una partita completamente diversa rispetto a quella dello scorso anno contro Nole.

D. Prima Stefanos ti ha dato credito dicendo che tu oltre ad essere talentuoso sei pericoloso in tutte le circostanze. Che sensazione ti lascia

MUSETTI: Ringrazio Stefanos. Tre volte che non riesco a batterlo (risata). La prima ad Acapulco ero cotto fisicamente e non sono riuscito ad essere al suo livello. Mentre a Lione lo scorso anno gli ho strappato un set, oggi due, la prossima volta speriamo di chiuderla. Però sono convinto nel futuro di poter giocare bene sul veloce; infatti ad inizio anno abbiamo fatto l’investimento di non partecipare alla trasferta sudamericana investendo invece – con anche dei buoni risultati – a Rotterdam. Mi è servito e mi aiuterà in futuro a migliorare sul veloce che è la superficie dove giochiamo di più.

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