Cincinnati: Murray torna in campo e si toglie un po' di "ruggine", ma vince Gasquet

ATP

Cincinnati: Murray torna in campo e si toglie un po’ di “ruggine”, ma vince Gasquet

Il match di primo turno in Ohio sembra più da “Senior Tour” come è normale che fosse. Il francese vince in due set, Murray si muove con attenzione

Pubblicato

il

Andy Murray in allenamento - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)
 

[PR] R. Gasquet b. [WC] A. Murray 6-4 6-4

Andy Murray e Richard Gasquet si erano affrontati 11 volte prima di oggi, ma nell’incontro odierno non sono più gli stessi giocatori. Lo scozzese rientra in singolare dopo l’operazione all’anca, quando la carriera sembrava ormai al capolinea, il francese dopo mille problemi fisici sta giocando con il ranking protetto che gli consente così di entrare in tabellone nei Masters 1000.

Alla fine il risultato è stato un match, come prevedibile, da “vecchie glorie” per due giocatori che, seppur con risultati molto diversi, sono stati indubbi protagonisti dell’ultimo decennio (e più) di tennis. Andy ha mantenuto la classica andatura ciondolante, ma stavolta non si trattava solo di un vezzo stilistico. Tornare in campo dopo un intervento del genere, in singolare, significa doverci andare coi piedi di piombo. E così ogni cambio di direzione, ogni scatto è da testare con molta cautela. Non che il francese sia in forma smagliante, prima di questo torneo aveva compilato un mediocre bilancio di 11 vittorie e 10 sconfitte nel 2019. Ci sono anche Nick Kyrgios e Feliciano Lopez (con cui ha vinto il titolo in doppio al Queen’s) in tribuna ad osservare il ritorno dell’ex n.1 del mondo, che non disputa un match ufficiale dalla generosa prestazione contro Bautista Agut a Melbourne, lo scorso 14 gennaio.

 

Fin dall’avvio appare evidente come la ruggine di Murray sia ben superiore rispetto a quella di Richard, anche se con orgoglio lo scozzese recupera il break subito in avvio portandosi 3-2. Ma se i game di servizio del francese durano in media due minuti, quelli di Murray sono un supplizio da 5 minuti e mezzo. Non troppo a sorpresa, nel settimo gioco arriva il break che decide il primo set. I ritmi sono piuttosto blandi, nonostante si giochi su un campo considerato tra i più veloci del circuito. Certo non mancano le soluzioni di qualità, specialmente sul lato sinistro che è il prediletto di entrambi i giocatori: il contrasto tra l’essenziale rovescio bimane di Andy e lo scenografico rovescio a una mano di Richard si lascia sempre guardare. Gasquet è addirittura crudele nel continuo uso delle smorzate su cui spesso Murray non accenna neanche la rincorsa.

Ma una partita nella quale entrambi i talenti in campo sono lontani dalla loro versione migliore, finisce per offrire poco pathos. E così il break in apertura di secondo set – ancora a favore del francese – incanala il match sui binari previsti fino al 6-4 definitivo in un’ora e 36 minuti. Certo Murray non ha mai mollato, dimostrando la tigna del grande campione, e nell’ultimo game sembrava intenzionato a rientrare una volta arrivato a 15/30. Ma alla fine ha dovuto arrendersi con un paio di errori non forzati.

Una sconfitta che non fa male e che anzi si può considerare un successo: Andy Murray è ancora un tennista, anche se la strada da affrontare sarà molto lunga.

GLI ALTRI INCONTRI – Non succede molto altro in questo blando lunedì di Cincinnati. Le sconfitte che fanno più rumore sono quelle di Marin Cilic (6-4 7-6 per mano di Radu Albot) e Felix Auger-Aliassime, che abdica con sorprendente arrendevolezza a Miomir Kecmanovic, appena un anno più grande di lui. Il campo ha anche decretato l’avversario di Djokovic: sarà Sam Querrey, che ha battuto Herbert in due tie-break.

IL TABELLONE COMPLETO (con tutti i risultati)

Continua a leggere
Commenti

ATP

Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

Pubblicato

il

Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

Continua a leggere

ATP

Bollettieri, da Todd Martin a Mouratoglou e Shapovalov: il saluto del mondo del tennis

Così il tennista canadese: “Ricorderò per sempre i tuoi insegnamenti”. E Mouratoglou: “Grazie a te ho sognato di costruire una mia accademia”

Pubblicato

il

Il mondo del tennis piange Nick Bollettieri: il noto coach americano è morto domenica 4 dicembre 2022 all’età di 91 anni dopo una vita dedicata a questo sport e alla crescita di campioni della racchetta. E mentre la notizia fa il giro del mondo, sono tante le reazioni di giocatori, coach e addetti ai lavori. Di seguito una breve raccolta dei pensieri di chi ha conosciuto e apprezzato Bollettieri durante la sua lunghissima attività nel tennis.

“Nick è stato uno dei più grandi ambasciatori del tennis – sono le parole di Todd Martin, ex giocatore statunitense -. La sua passione e la sua enorme energia sono state di ispirazione per chi lo ha conosciuto. Aver allenato più di dieci numeri uno del mondo è stato solo uno dei traguardi raggiunti da Nick. Ha lasciato un impatto duraturo a tutti i livelli di questo sport”.

Ecco il ricordo di un altro coach molto noto, Patrick Mouratoglou: “Nick, sei stato un pioniere e un visionario. Grazie a te ho sognato di avere una mia Accademia, per aiutare le giovani generazioni a diventare adulti inseguendo un sogno. Chi ti ha incontrato può testimoniare che avevi un’energia unica ed eri in grado di trasferire la tua potenza ai tuoi giocatori. Bollettieri ha fatto crescere l’industria del tennis e ha aperto opportunità per coach e giocatori. Ricorderemo tutti lo speciale essere umano che era”.

 

Telegrafico il ricordo su Twitter del coach e commentatore Brad Gilbert: “Nick, sei stato un gigante che ha aiutato intere generazioni di giocatori”. Un altro cinguettio è quello di Denis Shapovalov, che racconta: “E’ stato un onore conoscerti, Nick. Ricorderò e apprezzerò per sempre i tuoi consigli. Hai dato molto a questo sport, sarei sempre ricordato e amato come uno dei più gentili”. Infine, il ricordo della Hall of Fame del tennis è nelle parole dello storico Joel Drucker: “Nick Bollettieri è stato un carismatico allenatore in grado di lavorare con dieci numeri uno del mondo, uno dei soli cinque coach inseriti nella Hall of Fame. Un’infinita passione, unita a uno stile di vita da star dei film e un’etica votata al lavoro sette giorni su sette, è ciò che ha reso unico Bollettieri. […] E’ stato un innovatore, creando a fine anni Settanta quella che è diventata la prima accademia pienamente dedicata al tennis”.

Continua a leggere

ATP

Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement