Lo sciamano Djokovic tra agopuntura e il ritorno del guru

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Lo sciamano Djokovic tra agopuntura e il ritorno del guru

Il serbo si prepara per il torneo di Cincinnati con agopuntura e erbe medicinali, mentre Pepe Imaz gli dedica un lunghissimo messaggio di ringraziamento e incoraggiamento

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Pepe Imaz e Novak Djokovic

Ognuno ha il proprio modo di affrontare i periodi di pausa e di gara e, in quanto a metodi peculiari, il Novak Djokovic degli ultimi anni ha decisamente qualcosa da dire. Il serbo ha postato una foto sui propri canali social che lo ritrae nel mezzo di una sessione speciale di agopuntura. Sugli aghi infatti sono state applicate piccole dosi di tradizionali erbe medicinali cinesi. “Non sempre piacevole, ma efficace,” è il commento di Nole in calce all’immagine.

Aghi e erbe a parte potrebbe esserci un’altra importante novità nelle dinamiche del team Djokovic o meglio, un ritorno di fiamma. Il serbo si è infatti preparato per il torneo di Cincinnati a Marbella, sotto la guida di Goran Ivanisevic e del fedele Marian Vajda. La sede prescelta per gli allenamenti è stata la Puerto Romano Tennis School, gestita da Pepe Imaz, il fantomatico guru che per qualche tempo ha accompagnato Djokovic in giro per il mondo. Non è dato sapere se si tratti di un semplice “atto d’ospitalità” o magari dell’inizio di una nuova collaborazione; quel che è certo, è che Djokovic è solito concedersi un paio di tappe stagionali a Marbella con l’obiettivo di recuperare condizione fisica e mentale.

Di certo c’è che Imaz non si è scordato di Djokovic e dopo il successo di quest’ultimo a Wimbledon ha voluto dedicargli un lunghissimo post motivazionale su Facebook. Il guru ha ringraziato il suo (ex?) pupillo per l’umiltà con cui ha affrontato i momenti migliori e peggiori, grazie ovviamente alla filosofia da lui propugnata e da Nole pienamente abbracciata.”Anche se non interessa alla stampa e a molti, perché c’è ancora una grande massa che è ancora incosciente e crede che la cosa più importante sia il successo e il trionfo al di sopra dell’Essere Umano Divino e Meraviglioso che ognuno di noi è senza eccezione. Ecco perché, Novak, vorrei ringraziarti per il grandissimo lavoro che stai facendo come essere umano, al di sopra del personaggio che la società vuole creare in virtù dei tuoi trionfi e traguardi sportivi.

Certo, ti sei allenato in campo e in palestra e come sempre in modo impeccabile e professionale! Ma in pochi conoscono l’umiltà che hai avuto nel lavorare sul tuo lato umano. Non cadere nella tentazione di credere a tutto ciò che milioni (e dico bene, milioni) di persone tentano di farti credere: che sei il migliore, il numero uno dopo il tuo trionfo a Wimbledon e quindi meglio degli altri”.

 

Buenas tardes llenas de Alegría y Felicidad!!!Con todo mi Respeto deseo compartir para quien lo desee algo que quizás…

Pubblicato da Pepe Imaz su Sabato 10 agosto 2019

Dopo i festeggiamenti post-Wimbledon e allenamenti più o meno intensi, comunque, per Djokovic è giunto il momento di tornare in campo. Attorno alle 21 affronterà Sam Querrey in un esordio non semplice a Cincinnati.

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Luca Bottazzi ci spiega qual è il primo comandamento del tennis

Probabilmente lo avete intuito guardando il frame di Federer e Djokovic a Wimbledon: si tratta di saper perdere, l’abilità fondamentale per inseguire e raggiungere la vittoria

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Vi aggiorniamo sulla pubblicazione dei nuovi contenuti sul canale YouTube Bottazz Vincente di Luca Bottazzi, commentatore, scrittore e studioso del tennis. Trovate qui la puntata precedente, nella quale Bottazzi ha provato a rispondere alla domanda che precede tutte le altre: perché si gioca a tennis?

Il suo viaggio all’interno dei segreti della tecnica di gioco prosegue con due nuovi video, che di seguito vi introduciamo.

Qual è il primo comandamento del tennis? Luca non ha dubbi: si tratta di saper perdere, un’abilità fondamentale per costruire il coraggio utile a cogliere, nel momento che conta, la vittoria. Perché saper perdere, nel tennis come nella vita, è la cosa più difficile. E dunque la più importante, per diventare ‘campioni di se stessi’.

 

Saper trattare la palla con destrezza è una abilità importante, ma saper giocare al gioco del tennis è un’altra cosa“. Bottazzi introduce così la pillola che si propone di spiegare cosa significa saper giocare. Che in qualche modo si ricollega alla precedente, perché rivela l’umanità dei grandi campioni che, pur dotati di mezzi tecnici straordinari, hanno finito per perdere partite quasi vinte perché hanno ‘sbagliato nel saper giocare’. Cercare continuamente la luna e le stelle, a beneficio di tifosi e spettacolo, non determina però affatto il saper giocare. Anzi, si tratta piuttosto dell’esatto contrario…

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Berrettini: “Devo avere cura delle mia caviglie. Forse torno in Italia tra tre settimane”

Matteo è ancora in Florida a casa di Ajla Tomljanovic: “I miei suoceri gentili e accoglienti. Bello conoscerli meglio. Le caviglie? Ho imparato ad averne cura”. In dubbio la presenza a Todi

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Un lockdown con la famiglia della findanzata per Matteo Berrettini che, intervistato da Enrico Sisti per La Repubblica, ha ammesso di avere dei suoceri ‘adorabili’. Già, perché Matteo sta trascorrendo il periodo di isolamento in quel di Boca Raton, a casa di Ajla Tomljanovic, tennista di origine croata naturalizzata australiana, attuale n. 55 del mondo che vive in Florida con i genitori e la sorella Hana da 15 anni.

Nell’intervista, Matteo racconta l’esperienza di una convivenza nuova e ricca di belle sorprese, come l’affetto e la gentilezza dei genitori di Ajla, Ratko e Emina: “Sono gentili, accoglienti, mi fanno sentire sempre a casa, ossia uno di loro; sto imparando a conoscere lo stile, la cultura e i modi, anche fisici, di un gruppo con abitudini diverse dalla mia e probabilmente da qualunque famiglia italiana. È bello trovarsi di fronte ad atteggiamenti nuovi cui adattarsi. Per esempio il tatto: loro sono croati, tendono a non toccarsi, non sono particolarmente caldi, almeno nel senso che diamo noi all’aggettivo, sono meno melodrammatici di noi, vagamente più distaccati, meno baci e abbracci. Ma alla fine coccolano anche loro...“.

Insomma, un rapporto idilliaco con i genitori di Ajla, “Già, magari qui ho scoperto che sono più bravo come genero che come fidanzato! Del resto un po’ di tensione, all’interno di una coppia, ci può stare. Ma no, dai, vado bene anche come fidanzato!”. C’è aria di fiori d’arancio, allora? “Ora non saltiamo subito alle conclusioni. Alla romana direi che semo ancora regazzi…!“.

 

La Florida e Boca Raton, un paradiso del tennis, quasi una realtà sospesa che per un attimo fa dimenticare la terribile pandemia che sta sconvolgendo il mondo da quasi tre mesi: “Da queste parti ci sono più academy che bistrot, Ajla ed io ci siamo incrociati sui campi d’allenamento con Azarenka, Osaka e con tanti colleghi americani, come Tiafoe, Paul e Opelka“.

Durante l’isolamento, Matteo ha avuto modo di recuperare dall’infortunio alla caviglia, che l’ha indotto a saltare l’esibizione di West Palm Beach. Si tratta del suo punto debole, dal punto di vista fisico: “Ho finalmente stabilito un rapporto sano con la mia debolezza: le caviglie. Dovrò convivere con il lato fragile della mia natura. E averne cura, perché senza le caviglie, o con caviglie bistrattate, non vai da nessuna parte”.

Matteo Berrettini – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

RITORNO A CASA – “Avrei preferito stare accanto alla mia famiglia. Ma se fossi rimasto in Europa (Matteo vive a Montecarlo, ndr) sarei rimasto dentro casa senza sorrisi, senza amici. È stato difficile scegliere […] In Florida pare onestamente di essere circondati dall’ovatta. A Boca Raton in particolare, con questa sua oggettiva ricchezza che colpisce anche l’occhio, tutti questi condomini ampi. Forse aiuta anche lo spirito ispanico. Viviamo in un’oasi, possiamo fare tutto, andare a correre, giocare a tennis su un campo privato, allenarsi in giardino. Qui il distanziamento sociale è quasi inevitabile, mi verrebbe da dire, c’è talmente tanto spazio. E le mascherine sono obbligatorie soltanto nei luoghi chiusi (in Italia vale lo stesso, ndr). Quanto a me, ho avuto paura per i nonni…”.

Gli allenamenti cominciano presto per Matteo, “alle otto di mattina. E faccio la schiuma. Fa già molto caldo”. Quando lo rivedremo di nuovo impegnato nelle gare? “Se tutto è ok, a metà settembre“. Il rientro a casa invece è previstoforse tra tre settimane, ma stiamo ancora aspettando di capire meglio‘. Circostanza che mette in dubbio la sua partecipazione agli Assoluti di Todi.

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Djokovic sembra in grande spolvero: passante vincente no-look in allenamento

Tornato in campo a Belgrado, dove a metà giugno si giocherà un torneo di esibizione, Nole ha sfoggiato un colpo incredibile spalle alla rete

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Novak Djokovic a Belgrado (via Twitter, @Dzaleee)

Lo attendiamo in campo per l’Adria Tour, l’esibizione itinerante che partirà il 13 giugno da Belgrado, e proprio sui campi della sua città natale vediamo Novak Djokovic compiere un notevole trick immortalato dal un video-tweet pubblicato da Nikola Džaleta, tennista serbo 28enne che adesso fa l’allenatore.

Volgendo le spalle alla rete, e di puro polso, Nole mette a segno un passante incrociato di dritto che risulta imprendibile per il suo avversario. Tanto per essere pronti, nel caso si debba tornare in campo prima del previsto.

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