Fognini, Pennetta e il secondo figlio: si allarga la famiglia, cambiano le prospettive

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Fognini, Pennetta e il secondo figlio: si allarga la famiglia, cambiano le prospettive

La coppia d’oro del tennis italiano ha ufficializzato sui social l’arrivo del secondo figlio. Un lieto evento che potrebbe farlo riflettere sulla programmazione di inizio 2020, insieme all’ipotesi operazione per il problema al piede

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Fabio Fognini - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’ufficialità via social, di questi tempi, fa la differenza. Ed ecco che Fabio Fognini e Flavia Pennetta hanno voluto rendere partecipi i loro numerosi follower del secondo erede in arrivo. “In quattro sarà ancora più bello“, la didascalia della foto che li vede giocare e sorridere in piscina con il piccolo Federico nato a maggio 2017. Non viene esplicitato (almeno al grande pubblico) se si tratti di un maschietto o di una femminuccia, ma l’hashtag #FFFF rende chiara l’iniziale del nome. La lettera effe è ormai tratto distintivo della famiglia: a Flavia, Fabio e Federico vanno aggiunti papà (nonno, non si offenda) Fufo e la sorella (zia) Fulvia. La notizia del nuovo arrivo in casa Fognini girava nel circuito già da tempo ed era entrata nelle cronache proprio in queste settimane, quando l’azzurro da Montreal ne aveva parlato come di un fattore che potrebbe legittimamente condizionare la sua programmazione per la prossima stagione.

I DUBBI – Nello scorso mese di giugno era stato il settimanale “Chi” a lanciare l’indiscrezione, pubblicando foto della coppia in vacanza a Ibiza dalle quali si poteva intuire l’inizio della gravidanza, con il parto ipotizzato tra fine 2019 e inizio 2020 (ma anche su questo aspetto i diretti interessati non si sono esposti). Queste invece le parole dell’attuale numero 11 ATP lo scorso 10 agosto, dopo la sconfitta ai quarti contro Nadal nel torneo canadese: “Farò lo US Open, poi deciderò se sottopormi all’intervento a inizio 2020 per il problema al piede. L’anno prossimo sarà particolare, ho un figlio in arrivo e sarà complicato viaggiare con due bimbi piccoli al seguito“. L’acciacco alla caviglia destra lo tormenta da tempo e l’ha costretto, a metà luglio, al ritiro da Umago dove era piacevolmente accompagnato da tutta la famiglia. Poi, prima del Canada, le apparizioni senza particolare gloria ad Amburgo e Los Cabos.

 

L’AGENDA DI FINE STAGIONE – Nell’annata che gli ha regalato il primo Masters 1000 a Montecarlo e lo storico approdo in top ten, il finale di stagione presenta per Fabio più opportunità che insidie. Dopo lo US Open (dove difende appena un secondo turno), Fognini ha già in agenda la Laver Cup a Losanna dal 20 al 22 settembre prima di spostarsi in Asia: lo attendono l’ATP 500 di Pechino nella settimana successiva e – con grande probabilità – il Masters 1000 di Shanghai dove diede forfait un anno fa. Sul tavolo restano due grandi pratiche, in vista di novembre: la rincorsa a un posto per le Finals e la nuova Coppa Davis. La Race – citando parole dello stesso Fabio – non sembra ossessionarlo, visto che ha definito l’approdo londinese “un sogno ma non un’ossessione“. In realtà è ben chiara la consapevolezza di un’opportunità unica e irripetibile, che coronerebbe la carriera a 32 anni. Molto dipenderà però proprio dalle condizioni fisiche, che dovrebbero supportarlo al meglio nello sprint finale verso la O2 Arena. Intanto Fabio ha già confermato l’intenzione di giocare il torneo indoor di Stoccolma nella settimana dal 14 al 20 ottobre.

DOPO MADRID – La settimana della Davis, poi, farà storia a sé dal 18 novembre. Per la curiosità suscitata dal nuovo format e per l’indiscutibile attaccamento alla maglia azzurra, dimostrato in ogni circostanza dal nostro numero uno. A quel punto però il dado sarà già tratto, con l’eventuale operazione pianificata insieme a un congruo periodo di recupero. E ce ne faremo eventualmente una ragione, se non dovessimo vederlo in giro per il mondo nei primi mesi del nuovo anno. Flavia e “F” se lo meriterebbero, a quel punto, tutto per loro.

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Jannik Sinner wild card alle Next Gen Finals

Dovesse qualificarsi di diritto il diciottenne altoatesino, l’invito andrebbe al vincitore del torneo di pre-quali

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Si chiuderà nel meritatissimo migliore dei modi la stagione, sin qui già di per sé oltre il clamoroso, di Jannik Sinner. Il diciottenne da San Candido ha ricevuto nella giornata di oggi l’ufficialità di una notizia ormai da tempo attesa: sarà lui l’invitato speciale alle prossime Next Gen Finals milanesi, in programma dal cinque al nove novembre presso il rinnovatissimo Palalido di Piazzale Stuparich.

Attualmente occupante la posizione numero 127 delle classifiche mondiali, Sinner sta cavalcando l’onda di una stagione vissuta da miglior under 18 al mondo, adornata da due titoli e una finale persa nel circuito Challenger oltreché da notevoli prestazioni (l’ultima a New York contro Stan Wawrinka) esibite al cospetto di ottimi giocatori al massimo livello del tennis professionistico. Segnalato oggi al tredicesimo posto nella Race di categoria, Sinner dista 452 punti da Miomir Kecmanovic, settimo in classifica e al momento ultimo qualificato di diritto alla kermesse di fine anno. A meno di due mesi dall’evento la rimonta appare improbabile, ma qualora a Sinner dovesse riuscire l’exploit l’invito finirebbe nelle mani del vincitore del torneo di pre-quali, previsto tra il primo e il tre di novembre sui campi dello Sporting 3 di Basiglio.

Dovesse invece, com’è più probabile, permanere la situazione attuale, il campione del torneo cadetto si “accontenterà” di una wild card per un posto da riserva alle Finals: un ruolo da alternate di valore non trascurabile, visto che Stefanos Tsitsipas, leader incontrastato della classifica under, ha ottime possibilità di qualificarsi per le Finali degli adulti e, allo stato delle cose, una doppietta non sembra nei programmi del fenomeno di Atene.

 

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Pliskova si qualifica per le WTA Finals

Karolina si assicura un posto al Masters di fine anno grazie al titolo vinto a Zhengzhou. Quarta qualificazione consecutiva per lei

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Karolina Pliskova - WTA Finals Singapore 2018 (foto Philip Cho)

Con il titolo vinto a Zhengzhou, Karolina Pliskova si è qualificata aritmeticamente per le prossime WTA Finals di Shenzhen (27 ottobre-3 novembre). La ceca è la seconda giocatrice dopo Ashleigh Barty a raggiungere questo traguardo e allunga a quattro la striscia di qualificazioni consecutive al Masters di fine anno (nel 2016 prese parte anche al torneo di doppio, in coppia con Julia Goerges). Nelle precedenti partecipazioni, Pliskova non si è mai spinta oltre le semifinali, raggiunte nel 2017 (sconfitta dalla futura vincitrice Caroline Wozniacki) e nel 2018 (eliminata da Sloane Stephens).

Per me è sempre un obiettivo qualificarmi per le WTA Finals e sono fiera di esserci riuscita per la quarta volta“, ha dichiarato la ceca. “Non vedo l’ora di competere contro le migliori giocatrici del mondo e di esplorare la città di Shenzhen“. Questa qualificazione anticipata è il risultato di una stagione durante la quale la ceca si è espressa sempre a buonissimi livelli. Al momento, Karolina è prima per titoli vinti nel 2019 (4) e per numero di vittorie (49). Inoltre, ma non è una novità, guida anche la classifica degli ace con 455 servizi non sfiorati dalle avversarie.

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Djokovic sorpassa Connors per numero di settimane in vetta al ranking ATP

Novak arriva a quota 269 settimane da numero uno e supera Connors. Ora nel mirino c’è il terzo posto di Lendl (270), più distanti Sampras (286) e Federer (310)

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Novak Djokovic - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Oggi, lunedì 16 settembre, Novak Djokovic ha iniziato la sua 269esima settimana da numero uno del ranking ATP, superando le 268 di Jimmy Connors. Il serbo si piazza dunque al quarto posto all time in questa speciale classifica, dietro a Ivan Lendl (270), Pete Sampras (286) e Roger Federer (310). Nole è già praticamente certo di sorpassare Lendl, mentre più complicato (anche se tutt’altro che impossibile) sembra essere l’assalto ai primi due posti. In linea puramente teorica, se mantenesse costantemente la leadership, Djokovic supererebbe Sampras il 13 gennaio 2020 e Federer il 30 giugno 2020. Ovviamente si tratta di pure speculazioni, giusto per dare un’idea più tangibile della distanza tra i tre tennisti.

Djokovic ha una striscia aperta di 46 settimane da numero uno, durante la quale ha collezionato 46 vittorie e appena 9 sconfitte e trionfato in due Slam (Australian Open e Wimbledon). Deve però guardarsi da Rafael Nadal che punta deciso verso la conquista del trono del tennis a fine stagione. Lo spagnolo è primo nella Race to London con ben 1960 punti di vantaggio su Nole e in caso di sorpasso raggiungerebbe proprio il serbo per numero di stagioni chiuse da primo della classe (5). Se invece Djokovic riuscisse a mantenere il numero uno, aggancerebbe Sampras a quota sei stagione terminate in vetta alla classifica, staccando Federer e Connors.

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