WTA Ranking: Andreescu in top 5, Bencic torna nelle dieci

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WTA Ranking: Andreescu in top 5, Bencic torna nelle dieci

Il trionfo di Flushing Meadows lancia la giovane canadese che sembra destinata a traguardi ancora più alti

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Bianca Andreescu - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)
 
 

Non posso che aprire il commento odierno alla classifica con Bianca Andreescu. La prima vittoria Slam proietta la canadese tra le prime 5 giocatrici del mondo. Sono ben 10 le posizioni guadagnate con il titolo agli US Open. Non male per una che appena un anno fa perdeva al primo turno delle qualificazioni a New York e che a inizio anno era n.107. Vale la pena ricordare gli altri trionfi di Andreescu nell’arco degli ultimi 9 mesi, caratterizzati anche da uno stop di due mesi per infortunio: sono i tornei di Indian Wells e Toronto, che, accanto allo slam appena conquistato, rappresentano un bottino che qualsiasi giocatrice vorrebbe nel proprio palmarès a fine carriera e che la canadese ha già a soli 19 anni. Anzi, a ben vedere, Bianca è finora quella che, tra tutte, ha vinto più titoli pesanti, in questo 2019. Nonostante, lo ripeto, i due mesi di pausa forzata. E ora cosa potrà accadere? Potrebbe avere difficoltà a digerire la vittoria incappando in qualche uscita di troppo ai primi turni (così come è capitato ad altre prima di lei) oppure sfruttare il fatto che, fino a conclusione della stagione, non ha grosse scadenze (nel 2018 ha partecipato solo a tornei di livello ITF dopo gli US Open, per un totale di 167 punti racimolati) e approfittarne per terminare l’anno in top 3 o, perché no, più in alto ancora. In fondo dalla n.1 dista 1666 punti, ma restano da giocare, tra gli altri, un Premier Mandatory, un Premier 5 e ovviamente, le Finals.

BARTY DI NUOVO N.1 – Nonostante la sua avventura a NY si sia conclusa prima del previsto (agli ottavi, contro Qiang Wang), Ashleigh Barty torna in vetta. Retrocede di tre posti fino al n.4 Naomi Osaka, che, dopo la vittoria a Melbourne, non è riuscita ad andare oltre una semifinale a Stoccarda. Naomi è superata anche da Karolina Pliskova (+1, n.2) e da  Elina Svitolina (+2 , n.3).

INGRESSI IN TOP TEN – Andreescu non è l’unica new entry nelle dieci. C’è anche Belinda Bencic (+2, n.10). Ad essere precisi, la svizzera non rappresenta una novità. Infatti il suo best ranking recita n.7, raggiunto nel lontano 2016. Più che di un nuovo ingresso, si tratta quindi i di un recupero ad alti livelli di una giocatrice che sembrava ormai persa. Altre atlete che potrebbero nel medio periodo (ri)entrare in top10 sono la ex n.4 Johanna Konta (+5, n.11) e Qiang Wang (+6, n.12). Salutano o si allontanano dalle dieci Sloane Stephens (-4, n.14), ormai in crisi prolungata (il miglior risultato del 2019 sono le semifinali a Madrid e la finale al Masters, che le permette di restare per il momento nelle 15, le scadrà a breve), Madison Keys (-7, n.16), dopo esserci rientrata in seguito al trionfo a Cincinnati, e la semifinalista dell’anno scorso a NY, Anastasija Sevastova (-7, n.18).

 
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 1 Ashleigh Barty 6501 16
2 1 Karolína Plíšková 6125 21
3 2 Elina Svitolina 5032 20
4 -3 Naomi Osaka 4846 17
5 10 Bianca Andreescu 4835 16
6 -2 Simona Halep 4803 17
7 -1 Petra Kvitová 4326 17
8 -1 Kiki Bertens 4325 26
9 -1 Serena Williams 3935 11
10 2 Belinda Bencic 3738 26
11 5 Johanna Konta 3115 20
12 6 Qiang Wang 2946 22
13 0 Aryna Sabalenka 2785 25
14 -4 Sloane Stephens 2769 21
15 -1 Angelique Kerber 2750 20
16 -7 Madison Keys 2727 15
17 2 Caroline Wozniacki 2597 18
18 -7 Anastasija Sevastova 2517 24
19 2 Anett Kontaveit 2500 22
20 0 Sofia Kenin 2460 23

Al di fuori della top20, ci son altri movimenti degni di nota:

  • Donna Vekic (+2, n.21): grazie ai quarti di finale a New York, la croata raggiunge il best ranking e si appresta ad entrare nelle 20
  • Marketa Vondrousova (-5, n.22), esce per il momento dalla top20
  • Julia Goerges (+5, n.25)
  • Magda Linette (+8, n.45):  la polacca entra per la prima vota in top50;
  • Ons Jabeur (+11, n.51)
  • Fiona Ferro (+13, n.61)
  • Lesia Tsurenko (-28, n.68), nei quarti un anno fa
  • Andrea Petkovic (+11, n.77)
  • Taylor Townsend (+33, n.83)
  • Kristie Ahn (+48, n.93)
  • Dominika Cibulkova (-26, n.96)
  • Coco Gauff (+34, n.106)
  • Kaia Kanepi (-27, n.109)

CASA ITALIA

Esce nuovamente dalla top 50 Camila Giorgi (-4, n.52). Ma non va bene neanche alle nostre altre atlete di punta. Perdono, infatti, terreno anche Jasmine Paolini (-7, n.124), Giulia Gatto-Monticone (-2, n.158) e Martina Trevisan (-6, n.199). Subito dietro notiamo i 41 posti in più di Martina Caregaro (n.313), finalista a Bagnatica e semifinalista a Trieste,  i 19 di Lucia bronzetti (n.361), semifinalista a Verbier, e i 54 di Elisabetta Cocciaretto (n.417), semifinalista a Bagnatica e vittoriosa a Trieste. Perdono rispettivamente 30 e 18 posti  Jessica Pieri (n.349) e Gaia Sanesi (n.390).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
52  -4 Camila Giorgi 1044 15
124  -7 Jasmine Paolini 501 28
158  -2 Giulia Gatto-Monticone 387 28
178  3 Martina Di Giuseppe 340 24
199  -6 Martina Trevisan 301 27
245  0 Sara Errani 241 17
308  4 Stefania Rubini 173 29
313  41 Martina Caregaro 167 23
339  -7 Anastasia Grymalska 145 28
344  0 Bianca Turati 143 14
349  -30 Jessica Pieri 137 20
358  -6 Deborah Chiesa 132 21
361  19 Lucia Bronzetti 131 19
363  -1 Cristiana Ferrando 129 21
390  -18 Gaia Sanesi 114 12
411  -5 Claudia Giovine 102 22
417  54 Elisabetta Cocciaretto 100 22
453 -8 Camilla Scala 87 8
464  8 Lucrezia Stefanini 82 11
483  -4 Camilla Rosatello 74 17

NEXT GEN RANKING

Bianca Andreescu consolida il primato, seguita da Vondrousova e da Anisimova. Cori Gauff entra in classifica direttamente al n.9. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 22
3 0 Amanda Anisimova 2001 26
4 0 Dayana Yastremska 2000 30
5 0 Iga Swiatek 2001 57
6 0 Elena Rybakina 2000 69
7 0 Anastasia Potapova 2001 72
8 2 Catherine McNally 2001 105
9 Cori Gauff 2004 106
10 -1 Whitney Osuigwe 2001 110

NATION RANKING

Sale al terzo posto la Cina. Entra in classifica la Svizzera, affiancando la Spagna al n.10. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 31
2 0 Stati Uniti 39
3 2 Cina 82
4 -1 Ucraina 101
5 -1 Bielorussia 102
6 0 Germania 117
7 2 Russia 120
8 0 Australia 136
9 -2 Francia 139
10 0 Spagna 156
  Svizzera 156
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 1 [AUS] Ashleigh Barty 23 6501 16
2 1 [CZE] Karolína Plíšková 27 6125 21
3 2 [UKR] Elina Svitolina 24 5032 20
4 -3 [JPN] Naomi Osaka 21 4846 17
5 10 [CAN] Bianca Andreescu 19 4835 16
6 -2 [ROU] Simona Halep 27 4803 17
7 -1 [CZE] Petra Kvitová 29 4326 17
8 -1 [NED] Kiki Bertens 27 4325 26
9 -1 [USA] Serena Williams 37 3935 11
10 2 [SUI] Belinda Bencic 22 3738 26
11 5 [GBR] Johanna Konta 28 3115 20
12 6 [CHN] Qiang Wang 27 2946 22
13 0 [BLR] Aryna Sabalenka 21 2785 25
14 -4 [USA] Sloane Stephens 26 2769 21
15 -1 [GER] Angelique Kerber 31 2750 20
16 -7 [USA] Madison Keys 24 2727 15
17 2 [DEN] Caroline Wozniacki 29 2597 18
18 -7 [LAT] Anastasija Sevastova 29 2517 24
19 2 [EST] Anett Kontaveit 23 2500 22
20 0 [USA] Sofia Kenin 20 2460 23
21 2 [CRO] Donna Vekić 23 2420 22
22 -5 [CZE] Markéta Vondroušová 20 2410 11
23 -1 [CRO] Petra Martić 28 2138 17
24 2 [BEL] Elise Mertens 23 2110 26
25 5 [GER] Julia Görges 30 1955 23
26 -2 [USA] Amanda Anisimova 18 1924 17
27 -2 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1860 19
28 1 [GRE] Maria Sakkari 24 1860 25
29 -1 [TPE] Su-wei Hsieh 33 1830 25
30 2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1795 22
31 -4 [FRA] Caroline Garcia 25 1711 25
32 2 [CHN] Shuai Zhang 30 1655 25
33 -2 [CZE] Barbora Strýcová 33 1630 22
34 2 [USA] Alison Riske 29 1567 23
35 0 [USA] Danielle Collins 25 1554 19
36 3 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1475 24
37 0 [CZE] Kateřina Siniaková 23 1340 27
38 0 [CHN] Saisai Zheng 25 1340 27
39 4 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1333 26
40 2 [RUS] Daria Kasatkina 22 1270 21
41 4 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1240 22
42 -1 [BLR] Victoria Azarenka 30 1215 18
43 1 [CZE] Karolína Muchová 23 1159 12
44 -11 [ESP] Carla Suárez Navarro 31 1142 21
45 8 [POL] Magda Linette 27 1113 28
46 1 [AUS] Ajla Tomljanović 26 1105 27
47 -1 [RBLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1071 22
48 3 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1064 26
49 5 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1050 26
50 5 [SVK] Viktória Kužmová 21 1045 27
RACE TO SHENZHEN         
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 0 [AUS] Ashleigh Barty 5476
2 0 [ROU] Simona Halep 4792
3 0 [CZE] Karolina Pliskova 4786
4 4 [CAN] Bianca Andreescu 4726
5 5 [USA] Serena Williams 3935
6 -2 [CZE] Petra Kvitova 3836
7 -2 [JPN] Naomi Osaka 3776
8 -1 [SUI] Belinda Bencic 3615
9 -3 [NED] Kiki Bertens 3580
10 -1 [UKR] Elina Svitolina 3464
11 0 [GBR] Johanna Konta 2880
12 1 [USA] Madison Keys 2442
13 -1 [CZE] Marketa Vondrousova 2390
14 0 [USA] Sofia Kenin 2275
15 1 [CRO] Donna Vekic 2176
16 -1 [GER] Angelique Kerber 2126

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WTA Toronto: una nervosa e discontinua Halep rimonta Pegula, in finale andrà a caccia del 24°titolo

Simona Halep torna in finale al Canada Open dopo quattro anni, cercherà il primo titolo a Toronto nella sua 18esima finale ‘1000’

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Simona Halep – WTA Toronto 2022 (foto Gyles Dias via Twitter @NBOtoronto

[15] S. Halep b. [7] J. Pegula 2-6 6-3 6-4

Nella psicologia sportiva si utilizza spesso l’espressione nikefobia, termine di origine greca composto dalle parole nike e phobos, che significano rispettivamente vittoria e paura. Quindi unendo i due sostantivi in un unico concetto, ecco venire fuori quella sindrome che comunemente affligge gli atleti: ‘la paura di vincere’. Ebbene questo principio legato alla mentalità nello sport, è stato il vero leitmotiv della prima semifinale di scena a Toronto del National Bank Open presented by Rogers. Un match che ha visto prevalere la tds n. 15 Simona Halep sulla n. 7 del tabellone Jessica Pegula, in rimonta per 2-6 6-3 6-4 dopo 2h14, nel quale ci sono stati ben 11 game decisi ai vantaggi, di cui 5 nel terzo set (4 nei primi quattro giochi).

Ma soprattutto, ogni qualvolta si aveva la sensazione che una delle due protagoniste avesse sferrato il colpo decisivo, puntualmente l’altra riusciva a trovare energie inattese e a ribaltare l’inerzia. Basti pensare che l’americana ha avuto l’opportunità per salire sul 3-1 e servizio nella frazione finale, ritrovandosi invece sotto 4-2, o ancora non ha sfruttato due palle break in apertura di secondo parziale. Questa costante instabilità, che ha condizionato l’intero match, ha reso nervose le due giocatrici: specialmente Halep, quasi mai vista così su di giri, chiedere per credere alla sua povera racchetta. Alla fine l’esperienza ha fornito quello spunto in più alla rumena, complice una Pegula spentasi dopo una prima parte di gara dominata, con una performance in risposta e di dritto così opposta al resto della sfida difficilmente riverificabile. Tuttavia per Simona in ottica finale, c’è da registrare la seconda si servizio: 10 doppi falli, molti nei momenti più caldi, e solo il 44% di punti vinti.

 

L’ex n. 1 contro la vincente di Pliskova/Haddad Maia, andrà a caccia del 24°titolo in carriera, il nono a livello di categoria ‘1000’, nei quali quella di domani sarà la diciottesima finale in assoluto. Ritorna invece nell’ultimo atto del Canada Open dopo quattro anni, vittoria nel 2018 a Montreal su Stephens, e cercherà il terzo titolo – trionfò sempre nel Quebec e sempre contro un’americana, Keys, nel 2016 -. A Toronto vanta come miglior risultato, l’atto conclusivo del 2015 dove perse da Bencic; per la rumena è la seconda finale stagionale dopo il successo ad inizio anno a Melbourne su Kudermetova.

IL MATCH – Inizio da incubo per Halep, che nel primo game della partita commette due doppi falli da destra e più in generale vede la propria prima di servizio latitare parecchio: in un gioco da 8 punti per cinque volte la rumena è costretta a dover ripiegare sulla seconda. Dal canto suo ha invece tutt’altra partenza Pegula, che facendo leva sull’evidenti difficoltà dell’avversaria con il fondamentale d’inizio gioco ha un approccio alla sfida dirompente, attraverso una sistematica pressione imposta alla n. 7 del mondo mediante una favolosa risposta di dritto.

Jessica oltre a prendere immediatamente il controllo del punto, con queste ribattute eseguite in grande anticipo, dimostra fin da subito l’intenzione di variare maggiormente il gioco per evitare d’infilarsi negli scambi di resistenza e solidità da fondo, dove chiaramente l’ex n. 1 del ranking avrebbe vita sin troppo facile: così la statunitense modifica costantemente altezza e traiettoria delle proprie esecuzioni, alternando rovesci in top spin molto carici, con parabole abbastanza spinte, a quelli tagliati per fornire palle più basse e insidiose a Simo. Le straordinarie capacità difensive della tds n. 15 del tabellone, le permettono di salvarsi nel primo gioco del match annullando una palla break, che fa capire appieno la prospettiva del duello: una battaglia su ogni singolo quindici.

Anche se, nel terzo game ritornano i problemi in battuta per la due volte campionessa Slam: questa volta la prima opportunità è fatale all’allieva di Mouratoglou, con la 28enne di Buffalo che ancora supportata da una stratosferica abilità nell’anticipare la risposta di dritto – straordinaria da vedere quando riesce a mettere i piedi in campo – breakka e sale 2-1. Jes è brillantissima, nonostante ciò nel game successivo perde un po’ le misure del campo dalla parte del dritto, fino a quel momento scintillante, e Halep non si fa pregare arrampicandosi sul 15-40. A questo punto, tuttavia, i ruoli si scambiano ed è Pegula ad entrare in versione muro di gomma: la giocatrice a stelle e strisce risale la china frantumando anche una terza opportunità di contro-break ai vantaggi.

La 30enne di Costanza è stranamente nervosa, ed inevitabilmente i suoi nervi cedono all’intemperie dell’adrenalina e della rabbia dopo aver visto le chance per rimettersi in scia, sfumare via inesorabilmente. Inoltre continuano a materializzarsi enormi grattacapi per la due volte campionessa del torneo, a causa di un servizio totalmente fragile, soprattutto sulla seconda Simona è veramente in perenne agonia. Non è un caso infatti che la n. 15 WTA sia autrice di doppi falli a ripetizione, che mandano Pegula addirittura avanti sul 4-1 pesante con il secondo break sigillato a 0.

Con il set ormai compromesso, Halep perde pienamente le staffe scaraventando ripetutamente la racchetta sul campo. La n. 1 del tennis femminile d’oltreoceano sta semplicemente fornendo una prestazione perfetta, condita anche da una strabiliante verticalizzazione del gioco che la porta a mostrare tutte le sue eccezionali doti al volo nei pressi della rete. E così dopo 35 minuti, nei quali la regina di Wimbledon 2019 riesce appena in tempo a conquistare il suo secondo turno di servizio, l’americana vince 6-2 il parziale inaugurale.

L’inizio del secondo set sembrerebbe ripercorrere le stesse orme dell’avvio di gara, con l’attuale top 10 in campo a guadagnarsi immediatamente due possibilità per l’allungo, anche nella seconda frazione. Ma come accaduto in precedenza – ad inizio partita – Halep rimonta dal 15-40 e va sul 1-0 con un ace, perché il cuore di una campionessa non muore mai. Ecco che però arriva puntuale il momento di rottura rispetto all’andamento del set d’apertura, in questa circostanza la rumena fa subito sentire sulle spalle di Jes il peso delle occasioni mancate: la 30enne di Costanza trova finalmente profondità nei colpi, ma anche maggiore penetrazione a livello di timing, e può perciò centrare il primo break della sua partita.

Questo strappo, in verità, da inizio ad un frangente della sfida dove la qualità della contesa cala vistosamente: si susseguono infatti altri due break consecutivi con Simona che prima restituisce e poi si riprende il vantaggio. Tanti errori la fanno da padrona in questo momento, ma in particolar modo crescono e non poco quelli di Pegula, la quale gioca due turni di fila in battuta completamente disastrosi. Ebbene, dopo 31 minuti di secondo set, l’inerzia si è totalmente invertita ed è bastato un attimo per far sì che Halep volasse sul 4-1. Simo ora dovrebbe piazzare l’accelerata decisiva facendo fruttare i gratuiti della newyorkese, prima che l’americana si riprenda dal torpore nel quale si è imbrigliata dopo aver dominato il primo set; la rumena arriverebbe pure a due punti dal doppio break – in termini di punteggio sarebbe valso il 5-1 – ma manca di killer instinct.

Perciò è costretta a fronteggiare quattro break point nel settimo game, che avrebbero rimesso nuovamente tutto in discussione, ma per sua fortuna dopo 14 punti un po’ per demeriti della n. 7, un po’ per la propria forza di volontà di non mollare mai; la 30enne di Costanza mantiene la testa del set. Si giunge dunque al momento della verità, e pur tormentata dal 5 doppio errore della sua partita, Halep non si scompone e rimanda il verdetto al terzo (6-3 in 45 minuti).

I colpi della n. 15 adesso sono incisivi, ha ritrovato quella sua consueta forza nel palleggio prolungato da fondo: ora Pegula non riesce più a sfondare, a differenza del primo parziale dove era la rumena a dover fare gli straordinari per vincere un punto. E difatti la rottura della 28enne di Buffalo prosegue anche in apertura del set decisivo, l’ex n. 1 è in assoluto controllo gestendo alla perfezione ogni singolo quindici tra soluzioni piatte e colpi più lavorati.

Jessica capisce allora che deve provare a compiere il forcing finale, altrimenti l’avversaria non sarebbe più raggiungibile, e ritorna così a scompaginare i piani rumeni attraverso la smorzata. Ma il problema di Simona continua a riscontrare le proprie radici nella seconda di servizio, altri due doppi falli forniscono sul piatto d’argento, alla settima forza del seeding, il contro-break. Addirittura potrebbe verificarsi il terzo strappo in altrettanti game nel set, ma la possibilità di nuovo allungo rumeno si frantuma, così come rischia di fare la stessa fine la racchetta di Simona. Oramai siamo entrati nella fase ‘psicodramma’, la costanza negativa torna a far visita – 8 doppio fallo – ad Halep, che è vittima di un passaggio a vuoto: va sotto 0-40, ma Pegula spreca le tre occasioni più anche una quarta ai vantaggi, per via di un dritto sopito dalla sindrome della paura di vincere.

Potevamo essere 3-1 per l’americana, ed invece Jessica dopo le chance gettate al vento per la prima volta vede i propri nervi perdere di lucidità: parziale di 10 punti a 1 per la n. 15, con l’ennesimo ribaltamento del match che certifica il 4-2 in favore di Halep. Jessica ormai ha smarrito completamente l’impatto con palla e concede il doppio break, ma se pensate che siamo vicini alla conclusione vi sbagliate di grosso; Simona non ha il giusto cinismo e si fa recuperare uno dei due break. Tuttavia si procura due match point nel nono game, ma la racchetta dell’ex n. 1 percossa svariate volte sul terreno fa capire come ambedue non vengano sfruttati. L’ultima risorsa per Halep è rifugiarsi sotto l’asciugamano, estraniamento dalla realtà che porta i suoi frutti: il secondo tentativo di servire per il match è quello buono, il terzo match ball pone fine ad un terzo set a dir poco thriller.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI TORONTO

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Eugenie Bouchard stavolta torna davvero: è in tabellone al WTA 125 di Vancouver

La tennista canadese riparte grazie a una wild card: sfiderà Hartono dopo un lungo periodo di assenza dai campi

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Eugenie Bouchard torna in campo. Stavolta per davvero, a meno di sorprese mai da escludere. La canadese, 28 anni, è nel tabellone del WTA 125 in programma a Vancouver, Canada, a partire dal 15 agosto.

Sarà l’olandese Arianne Hartono l’avversaria di Genie nel suo primo match dal 17 marzo 2021, quando a Monterrey perse contro Lin Zhu; nel giugno seguente, la ventottenne canadese ha subìto un intervento alla spalla destra e poi c’è stata una riabilitazione andata per le lunghe più del previsto. Il rientro ai tornei era in un primo momento previsto per Wimbledon, ma l’assenza di punti in palio ha convinto Bouchard a rinunciarvi. 

Bouchard, che al top della forma – era il 2014 – raggiunse semifinale ad Australian Open e Roland Garros e finale a Wimbledon, tenta ora una lunga risalita. A 28 anni Genie ha ancora il tempo per ricominciare da capo. Servirà una grande costanza nel lavoro perché il percorso è di quelli durissimi: vedremo se la star canadese riuscirà nel suo intento. 

 

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ATP

ATP Montreal, Casper Ruud e la passeggiata contro Auger-Aliassime: “Un giorno perfetto in ufficio”

Il norvegese commenta la mattanza rifilata al canadese e si proietta alla semifinale contro Hurkacz: “Lui sa come si vince un Masters 1000”

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Casper Ruud – ATP Montreal 2022 (foto via Twitter @OBNmontreal)

L’inaspettato e deludente (soprattutto per il pubblico di casa) 6-2 6-1 con cui Casper Ruud ha liquidato Felix Auger-Aliassime ha richiesto solo mezzora in meno rispetto al 7-6 6-7 6-1 di Hurkacz su Kyrgios: c’è stata più lotta di quanto dica il punteggio tra il fantasmino e FAA oppure Kyrgios andava così di fretta tra un punto e l’altro che il tempo effettivo dei suoi turni di battuta quasi eguagliava quello complessivo? La seconda è piuttosto vera e non c’è dubbio che, a proposito della prima, in conferenza stampa il vincitore spiegherà che non è stato così facile. Non c’è dubbio, abbiamo azzardato, sia perché è quello che si dice di solito in questi casi, sia perché Casper lo aveva anticipato nell’intervista sul campo. Andiamo allora a controllare se è davvero così e cos’altro ha raccontato l’unica delle prime quattro teste di serie rimasta in piedi dopo il primo match e che quest’oggi giocherà la semifinale, contro Hurkacz, sul cemento canadese: in una parola, anzi tre, il terraiolo Ruud.

Domanda: Sembravi molto a tuo agio oggi in campo. Com’è stato per te?

Casper Ruud: “Non è stato così agevole come la gente potrebbe pensare. Tutto è più o meno girato a mio favore: chiamate vicino alla riga, scambi lunghi. Questo certo aiuta contro un grande giocatore come Felix. Sapevo di dover mettere in campo il mio tennis migliore per avere una possibilità di batterlo. L’ho fatto e pure qualcosa in più. Un giorno perfetto in ufficio.”

 

D. Sentivi che era la tempesta perfetta per te perché Felix faticava a colpire e tu hai sfoderato alcuni colpi spettacolari?

CR: “Non sono partito alla grande, Felix sì. Per fortuna, sono stato in grado di capovolgere la situazione. Siamo tutti d’accordo, abbiamo visto Felix giocare meglio di quanto abbia fatto oggi. Faceva diversi errori qua e là. Allo stesso tempo, io gli facevo colpire parecchie palle in più. Io recuperavo palle rispedendole con buona profondità. Dev’essere stato piuttosto complicato per lui trovare vincenti o punti facili contro di me. Quello era l’obiettivo, fargli giocare tanti punti e funzionava. Da parte mia, sono stato capace di piazzare il dritto dove volevo, trovare dei vincenti. E ho anche servito bene. Felix sa giocare meglio, ma io ho messo in atto il mio piano. Ho fatto un buon lavoro.”

D. Una bella vittoria su un grande tennista, con il pubblico a favore. Come rimani concentrato sapendo che la folla tiferà per quell’altro?

CR: “A volte, la notte prima mi piace visualizzare me stesso nel match che devo giocare. Ieri notte, mi vedevo sul centrale, proprio nel momento in cui entravamo in campo, quando sai che Felix riceverà un’ovazione. Se finisco con il perdere scambi tirati o punti spettacolari, impazziranno per lui. Mi piace farlo perchè così in quei momenti ci sono già passato, almeno nella mia testa. Credo sia un modo per gestire luoghi o incontri speciali come oggi. Per fortuna, sono riuscito a giocare così bene che il pubblico non ha avuto forse modo di tifare come avrebbe voluto. Suona un po’ crudele, ma…”

D. Cosa ti aspetti dal match contro Hubert? Ha battuto Nick che era in striscia vincente.

CR. “Sarà difficile. Hubert è sempre pericoloso, su ogni superficie, specialmente sul duro. Ha vinto Miami, sa come vincere un Masters 1000. È di nuovo in semifinale e sembra al meglio, ha giocato molto bene contro un avversario tosto. Lo conosco bene, è un tipo a posto. Spero che riusciremo a mettere in campo una bella semifinale sabato.”

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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