Andreescu, primo trionfo Slam dopo lo spavento: lo US Open è suo

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Andreescu, primo trionfo Slam dopo lo spavento: lo US Open è suo

NEW YORK – Bianca erompe sull’Arthur Ashe: in vantaggio 6-3 5-1 si fa rimontare da Serena Williams, poi ritrova lucidità e trionfa. Stagione straordinaria, primo Slam per il Canada

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Bianca Andreescu vince lo US Open 2019 (foto Luigi Serra)
 
 

da New York, il nostro inviato

[15] B. Andreescu b. [8] S. Williams 6-3 7-5

Se cercavamo una giocatrice che avesse le stimmate della campionessa, dopo aver parzialmente sospeso il giudizio su Naomi Osaka, non possiamo più chiudere gli occhi su Bianca Andreescu. A soli 19 anni, la canadese si laurea campionessa dello US Open diventando la più giovane vincitrice dello Slam statunitense dai tempi proprio dell’avversaria sconfitta oggi, Serena Williams, che aveva vinto il torneo a una manciata di giorni dal diciottesimo compleanno nel 1999. Primo Slam per il Canada, terzo titolo stagionale per Andreescu dopo Indian Wells e Toronto; ma soprattutto, Bianca non conosce sconfitta dal ritiro di Miami (a partita in corso) agli ottavi di finale, e non perde una ‘vera’ partita dalla semifinale di Acapulco in febbraio contro Kenin. Ora sarà numero 5 WTA. Se non sono questi numeri da campionessa, fate un po’ voi.

 

LA PARTITA – L’ultima volta, sarebbe stato il primo confronto, non c’è stata una partita. Serena Williams, nella finale di Toronto, si era dovuta ritirare dopo pochi game bloccata da un infortunio, lasciando a Bianca Andreescu il titolo, secondo Premier Mandatory (dopo Indian Wells) di un’annata straordinaria per la diciannovenne canadese. Annata che oggi diventa incredibile, anche se già lo è sotto tanti aspetti. Dall’altra parte della rete, Serena gioca per la Storia, quella con la “S” maiuscola, all’inseguimento del record Slam assoluto di Margaret Smith Court, il folle bottino di 24 titoli Major.


INIZIO DIROMPENTE DI BIANCA – Williams inizia tesa, e nel primo game, in vantaggio 40-0, commette tre errori gratuiti e due doppi falli, perdendo subito la battuta. Bianca sale 2-0, il pubblico mormora anche se siamo solo all’inizio, la posta in palio è altissima e si percepisce anche sugli spalti. Il ruggito, con “C’mon” di Serena, che echeggia fino al terzo anello, ad accompagnare il primo game tenuto dalla fuoriclasse statunitense fa capire quanto abbia bisogno di sbloccarsi. In generale, finora Williams sta rispondendo male, Andreescu senza fare nulla di eccezionale va 3-1, Serena ha già 9 errori nel tabellino. Ancora Serena in crisi sul 2-4, con ben 5 palle break annullate, col servizio ma anche aiutata da alcuni errori di Bianca. La canadese picchia forte e difende con apparente disinvoltura, Williams sbaglia veramente troppo. Tocca a Bianca annullare una palla break con il servizio esterno sul 4-3, che brava. Due game dopo, è il terzo doppio fallo del set che condanna Serena, ancora un break ed è 6-3 Andreescu.

I tifosi dell’Arthur Ashe sentono il dramma, esplodono a ogni punto di Williams, in modo assordante. Billie Jean King applaude e sostiene Serena, acclamatissima quando viene inquadrata sui maxischermi, ma Andreescu oggi è una roccia. Lo è da più di sei mesi, in effetti, fantastica. Una Williams quasi affranta perde il servizio nel secondo game, continuando a spingere ma senza la consueta efficacia. Di grinta Serena recupera il break, ma il suo tennis oggi è troppo altalenante, Andreescu non fa una piega, aggredisce nuovamente il turno di battuta avversario, e brekka per la seconda volta nel set allungando 3-1. La cosa che sta facendo meglio la canadese è la transizione in diagonale verso avanti, a tagliare il campo e chiudere il dritto lungolinea, azione difficilissima che lei esegue con splendida disinvoltura. Tra un errore e un vincente alternati di Williams, Bianca sale addirittura 5-1, con il terzo break del parziale, sembra finita.

Tutta la frustrazione di Serena

PAURA E TRIONFO – Ma l’orgoglio di Serena è infinito: affronta un match-point, lo annulla col dritto vincente, spingendo con tutto quello che ha recupera un break, e siamo 5-2. In un attimo arriva il 5-3, e Bianca va a servire per il titolo una seconda volta. Ecco il primo momento di vera tensione accusato da Andreescu, che commette tre gratuiti e si fa brekkare a zero, 5-4. Il boato dello stadio è memorabile, la gente salta in piedi e si abbraccia. Sulle ali di tanto entusiasmo, una Williams letteralmente resuscitata tiene la battuta per il 5-5, nonostante due doppi falli (siamo a 8, davvero tanti). Può succedere di tutto ora, per la prima volta Bianca sembra scossa, e ci mancherebbe altro.

Ma se l’orgoglio di Serena è infinito, altrettanto infinite sono le risorse nervose di Andreescu: reagisce alla tremenda rimonta, tiene la battuta, e sale 6-5. Di nuovo a un passo dalla sconfitta, Williams va in difficoltà, Bianca spara il dritto sia in risposta che nello scambio, si prende due match point, e al secondo fa suo lo US Open 2019. Difficile pensare che non sia solo il primo titolo pesante per una giocatrice straordinaria dal punto di vista tattico e tecnico, i numeri parlano per lei. Oggi 19 vincenti e appena 17 gratuiti, al cospetto del 33-33 di Serena che può certamente recriminare per un misero 44% di prime palle in campo.

Ad ogni modo, grande, grandissima Bianca. Pensate che l’anno scorso, qui, non superò le qualificazioni. Altrettanto grande è l’ennesima delusione a un passo dal traguardo per Serena. Applausi a entrambe.

LA PREMIAZIONE: LE PAROLE DI SERENA – “Grazie, significa molto per me sentire il supporto del pubblico, durante tutte le due settimane di questo torneo. Ho continuato a combattere, ho cercato di rimanere in campo più a lungo, i fan sono stati talmente meravigliosi che mi hanno fatto giocare meglio, ne sono molto grata. Bianca ha giocato un grande match, sono molto felice e orgogliosa per te. Avrei voluto giocare meglio, ma se qualcun altro deve vincere questo torneo, a parte Venus, sono felice che sia tu. È un onore essere qui, ancora qui a competere, non è semplice in questo sport rimanere competitivi per 20 anni, e voglio ringraziare il Dio Geova per avermi permesso di essere qui. Grazie anche al mio team, che è stato con me attraverso tutti gli alti e i bassi, e ancora attraverso i bassi. Spero avremo qualche alto di nuovo piuttosto presto“.

LA PREMIAZIONE: LE PAROLE DI BIANCA – “È difficile descrivere a parole quello che provo in questo momento. Mi sento davvero fortunata, ho lavorato tanto per questo momento, quest’anno è stato un sogno. È un privilegio essere su questo campo contro Serena, una leggenda di questo sport. Ho cercato di non pensare alla mia avversaria, mi sono preparata al meglio, sono molto lieta di quello che ho fatto. Ho dovuto superare la folla… lo so che volevate che vincesse Serena, mi dispiace molto. Ho provato a isolarmi da tutto. L’ultimo game non è stato facile, le palline andavano da tutte le parti, sono molto orgogliosa di come ho gestito la situazione. Lo scorso anno non è stato semplice, ho avuto molti infortuni, ma ho insistito, ho avuto una buonissima preparazione invernale, il mio team è rimasto con me, grazie per aver resistito, spero di poter continuare per il resto dell’anno. Non posso ringraziare i miei genitori abbastanza per tutto quello che hanno fatto per me. È stato un viaggio molto lungo, beh forse non così lungo, ho solo 19 anni, non è stato semplice, ma ora voglio continuare così“.

Il tabellone femminile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Zverev spera di poter rientrare allo Us Open, ma specifica: “Ci sarò solo se potrò vincerlo”

Il n. 2 del mondo si confida con una rivista settimanale tedesca. Annunciata una new entry nel suo staff per questo periodo di recupero dall’infortunio

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Zverev

Alexander Zverev non ha ancora abbandonato definitamente la possibilità, in cuor suo, di prendere parte al prossimo Us Open. E’ questa la notizia della mattinata, il n. 2 del mondo dopo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposto per la ricostruzione di ben tre legamenti laterali della caviglia destra a seguito della terribile caduta e conseguentemente del tragico infortunio patiti nella semifinale del Roland Garros contro Rafa Nadal – che lo costrinsero al ritiro e dunque alla resa anticipata – parrebbe intenzionato a provare tutto il possibile per abbreviare i tempi di recupero e ripresentarsi in campo già per l’ultimo Slam della stagione. Infatti inizialmente sembrava che la pausa forzata dai campi da tennis e dalla competizione agonistica, dovesse essere abbastanza prolungata a tal punto da tenere fermo ai box il 25enne di Amburgo per tutto il resto della stagione. Dunque Sascha, questa era l’ipotesi più accreditata finora, l’avremmo rivisto nel 2023.

SE SARA’ AI NASTRI DI PARTENZA DELLO SLAM AMERICANO, PARTECIPERA’ AD ALCUNI TORNEI DI PREPARAZIONE – Invece, ecco che direttamente dalle parole rilasciate dall’oro olimpico di Tokyo alla rivista settimanale tedesca Bild am Sonntag – una tra le riviste periodiche più vendute in Germania – si apre un piccolo spiraglio sul futuro del due volte Maestro delle Finals. Alexander ci ha tenuto però a precisare che sarà ai nastri di partenza di Flushing Meadows il 29 agosto, solo ed esclusivamente se potrà essere in grado di competere per il successo finale: “Non sarò mai quel tipo di giocatore che gioca dopo essere stato infortunato solo per un secondo turno. Se gioco lo US Open, allora sarà per vincerlo e non per passare solamente uno o due turni”. Ovviamente un eventuale presenza allo Slam newyorkese del recente semifinalista dell’Open di Francia, presuppone un precedente rodaggio negli appuntamenti di preparazione al Major americano, per ritrovare condizione e smalto: “Non so se sarò agli US Open, perché se ci dovessi essere, dovrei necessariamente giocare uno o due tornei prima. Ma l’unica cosa certa la momento è che non ho cancellato New York”.

IL PERCORSO RIABILITATIVO PRENDERA IL VIA AD UN MESE DALL’OPERAZIONE – Al momento, comunque, appare più una suggestione che una concreta opzione quella del rientro nel Major dove Zverev ha ottenuto il miglior risultato in carriera con la finale persa nel 2020 da Dominic Thiem nonostante un vantaggio di due set a zero; poiché il tedesco ha tutt’ora, a quasi due settimane dall’operazione chirurgica, l’intera gamba destra completamente ingessata. L’allievo di Sergi Bruguera hai poi concluso proprio in ottica recupero, che la fase riabilitativa inizierà in un arco di tempo che va dalle due alle tre settimane. Perciò il percorso di ritorno alle gare, verrà avviato a circa un mese da quando è andato sotto i ferri.

 

L’EX FISIOTERAPISTA DELLA NAZIONALE DI CALCIO TEDESCA LO SEGUIRA NELLA FASE DI RECUPERO –Ci sono specialisti che si assicureranno che io possa giocare di nuovo il prima possibile. Questa la chiusura del giocatore teutonico, che nel tentativo di fugare qualsiasi dubbio sulla sua tenuta fisica e per far sì che il proprio processo di guarigione non incontri ostacoli che possano successivamente causare delle ricadute, affiancherà al suo team una figura esterna di grande esperienza e rilievo nel panorama sportivo: l’ex fisioterapista della Nazionale di calcio tedesca Klaus Eder.

Il sogno del recupero a sorpresa, che batterebbe qualsiasi record di brevità dei tempi di recupero da un infortunio, non è per nulla sbiadito. Anzi Zverev è pronto a fare l’impossibile, la strada è certamente in salita; ma con questo spirito combattivo abbinato a questa forza di volontà nulla gli è precluso. Vedremo se anche il suo fisico sarà altrettanto forte e volenteroso nel ritornare a sudare e soprattutto se darà i responsi sperati.

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Wimbledon rimane isolato: russi e bielorussi potranno giocare lo US Open

La USTA ha comunicato che seguirà le indicazioni di ITF, ATP e WTA: Medvedev e compagni in campo senza bandiera

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Se all’All England Club speravano in una spalla che rafforzasse la decisione presa sui giocatori russi e bielorussi, anche l’ultima possibilità è venuta meno: la federazione di tennis americana – la USTA – ha infatti annunciato che i tennisti dei Paesi in questione avranno il permesso di giocare lo US Open. I tornei britannici resteranno quindi con tutta probabilità gli unici a non aver accettato la partecipazione di Medvedev e compagni. Nella nota ufficiale della USTA non si fa riferimento agli altri eventi dell’estate che si disputeranno sul suolo americano, ma si può presumere che anche questi accoglieranno i giocatori interessati. Proprio Medvedev potrà quindi provare a difendere il titolo dello scorso anno e non ci saranno altre ripercussioni sulle classifiche ATP e WTA: dopo Wimbledon tutto tornerà – finalmente – nei ranghi della normalità.

I tennisti russi e bielorussi potranno quindi giocare a New York ma sempre come atleti neutrali senza bandiera. La USTA ha affermato di essere consapevole che “ogni organizzazione ha dovuto fare i conti con circostanze uniche che hanno influenzato le sue decisioni”. In base alle sue valutazioni però, “la USTA consentirà a tutti i giocatori che ne hanno diritto, indipendentemente dalla nazionalità, di competere agli US Open 2022”. Nel comunicato si legge anche che la federazione americana “lavorerà con i giocatori e con entrambi i Tour per usare lo US Open come piattaforma per promuovere gli sforzi umanitari del programma ‘Tennis plays for peace’ e che attuerà “una serie di iniziative per estendere gli aiuti umanitari per l’Ucraina, compreso l’impegno per un consistente supporto a livello economico”. Lo ha confermato anche Mike McNulty, il Presidente della USTA.

Questa notizia è sicuramente positiva per il mondo del tennis che potrà assistere a uno Slam con tutti i maggiori protagonisti presenti (anche se rimane in forte dubbio la partecipazione di Djokovic per via delle norme americane sull’ingresso nel Paese: il vaccino è ancora requisito fondamentale), ma potrebbe essere un segnale importante anche per quanto riguarda l’evoluzione del contesto geopolitico: è significativo, infatti, che gli Stati Uniti non abbiano spinto per l’esclusione dei tennisti che provengono dalla nazione che in questo momento rappresenta il primo nemico. Che sia un primo, piccolo ma potenzialmente rilevante passo verso una distensione dei rapporti USA-Russia? Con meno ottimismo, si potrebbe invece pensare che siano state le parole del Presidente del CIO a fare la differenza: pochi giorni fa Bach ha infatti criticato duramente la decisione di Wimbledon considerandola fortemente influenzata dal governo britannico. Con ancora più realismo si può attribuire la decisione della USTA alla paura per le reazioni di ATP e WTA che sarebbero state pronte a togliere i punti anche allo Slam americano.

 

Poche ore prima dell’annuncio ufficiale della federazione statunitense, il Ministro ucraino della Gioventù e dello Sport, Vadym Gutzayt, aveva affermato, rivolgendosi ai rappresentanti delle federazioni sportive nazionali, che è inaccettabile che atleti russi e bielorussi siano ammessi alle competizioni internazionali. Ha poi aggiunto che “in caso di ammissione di russi e bielorussi, gli atleti ucraini sono pronti a bloccare la loro attività e boicottare le competizioni“. Vedremo quindi quale sarà la reazione delle tre tenniste ucraine che avrebbero diritto a partecipare allo US Open: Kostyuk, Kalinina e Yastremska.

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Flash

Non servirà più test negativo per entrare negli Stati Uniti, ma resta il vaccino. Cosa accadrà per lo US Open?

Dal 12 giugno cambia la normativa per l’ingresso negli States, ma al momento i non vaccinati non possono entrare. Djokovic rischia di saltare un altro Slam

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MUTUA MADRID OPEN 2022 CAJA MAGICA MADRID ( SPAIN ) ATP NOVAK DJOKOVIC OF SERBIA SALA TWITCH PHOTO- ALBERTO NEVADO : MMO

Anche se in tanti Paesi del mondo (soprattutto in quelli occidentali) le normative anti-Covid sono sempre meno col passare dei giorni, negli Stati Uniti c’è ancora una discreta prudenza. Tuttavia la situazione cambierà a partire dalla mattina di domenica 12 giugno. A partire dalla mezzanotte, non sarà più necessario presentare un test Covid negativo per i passeggeri dei voli internazionali. Il C.D.C (Centers for Disease Contro and Prevention) ha stabilito che grazie alle 3 dosi di vaccino e alla circolazione di una variante Covid meno aggressiva, i tempi sono maturi per rimuovere quest’obbligo. La decisione è stata accolta con grande piacere dall’industria del turismo che ha spinto molto per tale allentamento. La U.S. Travel Association crede infatti che togliere l’obbligo del tampone porterà oltre 5 milioni di nuovi turisti negli States.

L’ingresso negli USA resta però vincolato a una condizione: servirà essere vaccinati contro il Covid-19. Su questo Washington ancora non transige. Chi non ha completato il ciclo vaccinale, non può entrare negli Stati Uniti, stando alle regole attuali. Inoltre, viene specificato che anche la scelta di rimuovere l’obbligatorietà di tampone potrà essere rimessa in discussione tra 90 giorni. Spetterà al C.D.C valutare i dati. Tale decisione è stata comunque criticata da alcune personalità in campo medico, ritenendo il rischio ancora troppo alto.

Tenuto conto di queste informazioni, sembra al momento difficile che venga tolto anche il requisito base di doppia vaccinazione per poter entrare negli Stati Uniti. Entrando nel merito dei tornei di tennis, questo potrebbe avere – ancora una volta – delle ripercussioni. E le avrebbe sul giocatore che al momento è in testa al ranking ATP, Novak Djokovic, oltre agli altri – ben pochi – tennisti e tenniste che ancora non si sono vaccinati. Essendo il serbo non vaccinato, al momento non potrebbe varcare la frontiera per giocare sia i Masters 1000 su cemento nordamericano (ha già rinunciato a Indian Wells e Miami pochi mesi fa), sia l’ultimo Slam della stagione, lo US Open. Sarebbe un altro duro colpo per la stagione di Djokovic, iniziata con le controversie e i processi in tribunale in Australia, dove gli venne prima concesso e poi revocato il permesso di entrare con esenzione nel Paese dove avrebbe dovuto giocare l’Australian Open.

 

Se la normativa cambierà entro la fine di agosto, allora lo US Open potrà avere Nole tra i suoi partecipanti. Altrimenti, le speranze sono ben poche. Consultando il sito del C.D.C, si trova una lista di possibili esenzioni per i viaggiatori internazionali negli USA: under 18; passeggeri in viaggio per motivi diplomatici o impegni ufficiali/governativi; esenzione medica per impossibilità di ricevere il vaccino; esenzione per motivi umanitari o visto speciale per limitata disponibilità di dosi nel Paese d’origine; membri delle forze armate; chi partecipa a sperimentazioni per i vaccini anti-Covid.

C’è però un’ultima categoria di esenzione da tenere in considerazione, probabilmente l’unica in cui Djokovic può sperare, anche se flebilmente: Persone il cui ingresso sarebbe nell’interesse nazionale, secondo quanto stabilito dal Segretario di Stato, dal Segretario dei Trasporti o dal Segretario della Sicurezza Nazionale”. Potrebbe essere questo l’unico modo possibile di vedere Nole allo US Open, se non verrà sollevato l’obbligo di vaccino per i viaggiatori internazionali verso gli States.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata al 20 giugno 2022!

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