I dubbi di Murray: “Non so a che livello tornerò”

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I dubbi di Murray: “Non so a che livello tornerò”

Il campione scozzese non è per nulla certo di poter ritornare ai vertici. Il problema è la condizione fisica. “Devo lavorare ancora molto, il mio corpo si deve riabituare”

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Andy Murray - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Una discreta prestazione contro Gasquet, due set lottati contro Sandgren, un paio di vittorie in un Challenger. Per qualunque giocatore al rientro da un infortunio all’anca che doveva segnare la fine di una carriera, sarebbero segnali incoraggianti. Ma se ti chiami Andy Murray, se hai vinto due Wimbledon e sei considerato il miglior tennista britannico di ogni epoca, ci si aspetta qualcosa di più. Ci si attende che tu torni là dove ti compete, ai vertici della classifica e in grado di lottare contro i migliori nei tornei dello Slam. 

Ma la realtà per ora dice una cosa diversa. Dice che Murray non è ancora pronto per tutto questo. E non si sa nemmeno se lo sarà mai più. A rendersene conto, con la solita intelligenza e onestà intellettuale, è lo stesso campione scozzese. “Fisicamente devo migliorare se voglio competere consistentemente a questo livello. Prima anche se non stavo bene riuscivo comunque a giocare ad un livello piuttosto alto. Per il momento non è così”, ha dichiarato Murray da Zhuhai, in Cina, dove disputerà il suo quarto torneo di singolare dal ritorno in campo. “Non so che livello riuscirò a raggiungere in questo mio ritorno. Non so quanto ancora posso migliorare e se sarò capace di farlo. Ma non sento dolore e mi sto dando una possibilità e vedremo come andrà”. Affermazioni estremamente realistiche ma che di certo possono arrecare diversi dispiaceri ai suoi tifosi. 

Quella di Zhuhai sarà la sua prima tappa in un ciclo di quattro tornei in quattro settimane che potranno dirci qualcosa di più sulle prospettive del tre volte campione Slam per la prossima stagione. Murray successivamente giocherà a Pechino, Shanghai e ad Anversa. “Due o tre anni fa non avrei mai pensato di giocare quattro tornei di fila perché mi aspettavo di arrivavo sempre in fondo. Qua in Cina ad esempio ho sempre giocato bene. Ma nella posizione in cui sono ora è tutto diverso. Non sono allo stesso livello e devo lavorare”, ha affermato il 32enne di Dunblane. Il problema è che ora rischia spesso di trovarsi di fronte giocatori di alta classifica al primo turno che in questo momento sono più forti di lui. “Ho bisogno di giocare partite e non è sicuro che riesca a farlo. Anche perché posso pescare le prime teste di serie all’esordio”. A Zhuhai gli è andata bene in tal senso, dato che avrà una rivincita contro lo statunitense Tennys Sandgren, che l’ha sconfitto poche settimane fa a Winston Salem. 

 

L’obbiettivo di breve termine è quindi solo quello di allenarsi, di giocare più incontri possibili e di lavorare sul fisico. “Quando sono nei tornei cerco di allenarmi con i giocatori migliori. Il mio corpo si sta riabituando a giocare a questo livello e ritmo di nuovo”, ha proseguito. “Mi piacerebbe riuscire a giocare tra i 12 e i 15 match da qui a fine anno. Per ritrovare la condizione. Non ho giocato match in maniera consistente per due anni. È un sacco di tempo”.

E, a suo dire, proprio un calo fisico gli è costato la sconfitta contro l’azzurro Matteo Viola, negli ottavi del challenger di Maiorca, organizzato nell’accademia di Rafa Nadal.Il mio secondo incontro era andato bene. Ho battuto un tennista con una classifica vicina ai primi 100 del mondo in due set (Norbert Gombos, n.115 del mondo ndr). Poi nella terza partita ho faticato un sacco”, ha raccontato Murray. “Ma ho sentito di colpire la palla meglio rispetto ai tornei negli Stati Uniti. In questo senso, è un positivo”. E avrà bisogno di altre note positive nella sua tournée cinese per avere un po’ più chiaro a quale livello possa aspirare in questa sua seconda vita tennistica. Ovviamente tutti gli appassionati sperano che arrivino. 

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ATP

Vit Kopriva stupisce ancora: è in semifinale all’ATP di Gstaad

Il tennista ceco conferma la bella vittoria con Shapovalov lasciando un solo game a Ymer. Gaston annulla 4 match point a Garin

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La vittoria su Denis Shapovalov negli ottavi di finale non è stata un caso. Il 24enne Vit Kopriva è l’uomo della settimana all’ATP 250 di Gstaad. Il tennista ceco ha vinto i match di qualificazione per il torneo svizzero e ha potuto fare il suo debutto in un evento ATP. Nel suo primo quarto di finale in carriera nel circuito maggiore, sfidava il classe 1998 Mikael Ymer. Il giovane svedese aveva tutti i favori del pronostico, ma è entrato in campo con un atteggiamento molto remissivo. Kopriva invece, forte della striscia di vittorie inanellata negli ultimi giorni, ha dominato la partita, soprattutto con il dritto. Ymer non ha avuto la pazienza necessaria per tenere il palleggio e non è mai entrato nel match.

Kopriva ha chiuso 6-1 6-0 in appena 51 minuti. È il secondo giocatore che nel 2021 riesce a raggiungere le semifinali al suo primo torneo ATP (Juan Manuel Cerundolo ci arrivò a Cordoba). L’ultimo a farcela fu Attila Balazs a Bucarest 2012.

La semifinale della parte bassa del tabellone vedrà incrociare le racchette Hugo Gaston e Laslo Djere. Il giocatore francese, già messosi in mostra lo scorso autunno al Roland Garros, ha infiammato il match contro lo specialista Christian Garin, sconfitto nei quarti di finale anche una settimana fa a Bastad. Il cileno, quarta testa di serie, ha sprecato un break di vantaggio nel terzo set (conduceva 4-2) e ha anche servito per il match sul 5-4. Nel tie-break Gaston è riuscito ad annullare 4 match point, chiudendo 13-11 il gioco decisivo. Anche per lui sarà la prima semifinale nel circuito maggiore.

 

Djere è invece arrivato nel penultimo atto di un torneo ATP per la terza volta nel solo 2021 (sempre sul rosso). Anche lui ha vinto al terzo set, contro il francese Rinderknech. Djere non ha mai perso il servizio in tutto il match, ma dopo aver chiuso 6-4 il primo ha ceduto il tie-break della seconda frazione al numero 100 ATP. Ha dimostrato una certa sicurezza a inizio terzo parziale, nonostante i suoi turni siano stati sotto attacco per due volte di fila. Un nastro fortunoso che gli ha accomodato la palla sul match point gli ha dato la vittoria finale.

In chiusura di programma Casper Ruud ha superato in 3 set Benoit Paire, apparso comunque in netta ripresa come attengiamento in campo. Il norvegese continua la sua eccellente estate sul rosso dopo la vittoria nell’Open di Svezia a Bastad la scorsa settimana. Affonterà Kopriva in semifinale

Risultati:

[Q] V. Kopriva b. M. Ymer 6-1 6-0
[3] C. Ruud b. [6] B. Paire 6-2 5-7 6-3
H. Gaston b. [4] C. Garin 6-4 1-6 7-6(11)
[7] L. Djere b. A. Rinderknech 6-4 6-7(5) 6-4

Il tabellone completo

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Challenger

Settimana negativa per gli italiani nel circuito Challenger

Solo Viola e Arnaboldi riescono a superare un turno prima di essere eliminati, con qualche rimpianto

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Al Challenger 80 di Tampere Andrea Arnaboldi (n.292 ATP), dopo aver superato 6-1 6-4 Felipe Meligeni Alves (n.205 ATP) in un primo turno non scontato, viene fermato dal kazako Dmitry Popko (n.187 ATP) che prevale 6-4 6-3. Il lombardo, come al solito stilisticamente inappuntabile, sembra mancare di punch nei momenti decisivi come confermano i sei turni di servizio persi (su dieci totali!), per colpa soprattutto di un insufficiente 53% sulla prima di servizio e addirittura di un 35% sulla seconda. Peccato perché Andrea continua a dare l’impressione di raccogliere molto meno di quanto meriterebbe. E di certo non l’ha aiutato la lunga sosta dovuta a un fastidioso mal di schiena.

Sempre sulla terra di Tampere Riccardo Bonadio (n.273 ATP) ha illuso contro l’olandese Botic Van De Zandschulp (n.128 ATP e fresco finalista ad Amersfoort). L’azzurro fa suo il primo set che si chiude in un frenetico avvicendarsi di break e contro-break, ma poi subisce la rimonta dell’avversario che s’impone 4-6 6-2 6-2. Lo stesso Van De Zandschulp e Mario Vilella Martinez (vincitore la scorsa settimana del Challenger di Todi) sembrano i due giocatori più forti rimasti in gara, anche se il tabellone prevede, nel caso, un loro scontro in semifinale.

Il Challenger 80 (cemento) di Pozoblanco (paese di 17.000 abitanti in provincia di Cordoba, Andalusia) vedeva un solo italiano ai nastri di partenza, Matteo Viola (n.262 ATP) che supera 6-1 6-3 nel primo turno Thomaz Bellucci (n.322 ATP). Il 33enne brasiliano è chiaramente nella fase discendente della sua carriera, ma rimane un avversario non banale. Al secondo turno il mestrino viene purtroppo fermato (7-5 4-6 6-3) dallo statunitense, di origini messicane, Emilio Nava (n.435 ATP), proveniente dalle qualificazioni. Nava è un giocatore molto interessante (lo ricordiamo finalista agli AO junior 2019 vinti da Musetti) che ha già dato buona prova di sé nel circuito Future. Certo che Viola ha parecchio da rimproverarsi perché nel primo set è andato a servire sul 5-3, ma si è lasciato innervosire da una chiamata dubbia del giudice arbitro, cui è seguito un quarto d’ora di black-out totale che gli è costato il set. Ha vinto abbastanza tranquillamente il secondo ma nel parziale decisivo gli è stato fatale il break subito nel quinto game.

Al Challenger 80 di Nur Sultan 4 continua il momentaccio di Alessandro Bega che, pur giocando sul cemento, la sua superficie preferita, viene subito eliminato (6-3 1-6 6-3) dal cinese di Taiapei Yu Hsiou Hsu (n.357 ATP). L’avversario era insidioso ma ampiamente alla portata dell’azzurro che purtroppo ha confermato il suo momento negativo. Al Challenger 80 di Cary, in North Carolina, nessun italiano in tabellone. Spazio allora agli specialisti USA del cemento che pure non fanno questa gran figura: Sock, Cressy e Fratangelo vengono tutti prematuramente eliminati. Tra i giocatori rimasti, i favoriti potrebbero essere l’indiano Prajnesh Gunneswaran (n.156 ATP) e lo statunitense Christopher Eubanks (vincitore ad Orlando appena un mese fa).

 

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Olimpiadi Tokyo 2020: quattro tennisti portabandiera all’apertura

Due campionesse Slam scelte per guidare la propria rappresentativa nel giro di pista dello stadio Olimpico: Petra Kvitova per la Repubblica Ceca e Jelena Ostapenko per la Lettonia

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Petra Kvitova (credit: WTA Insider)

Nell’anomalia di una cerimonia d’apertura senza pubblico, il tennis – che all’Olimpiade, lo sappiamo, non recita da assoluto protagonista – prova comunque a ritagliarsi un ruolo. Tra le 206 rappresentative che sfileranno davanti ai 950 invitati dello stadio Olimpico di Tokyo (tra cui anche i nostri inviati), quattro avranno tra i portabandiera dei tennisti. La figura più rappresentativa è certamente quella di Petra Kvitova, due volte campionessa di Wimbledon e bronzo ai Giochi di Rio, che porterà il vessillo della Repubblica Ceca insieme al cestista dei Chicago Bulls Tomas Satoransky. Il giro della pista lo faranno anche Veronica Cepede Royg (217 WTA) per il Paraguay e Jelena Ostapenko (campionessa del Roland Garros 2017) per la Lettonia, anche lei abbinata a un cestista (Agnis Cavars, basket tre contro tre). La Cina Taipei ha scelto invece Yen-Hsun Lu, 37 anni, best ranking 86 ATP nel 2005. Oggi è 548 del mondo e incasserà un tributo alla carriera.

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