Mondo Challenger: Mager, terzo sigillo a Biella! Ruusuvuori non perde più

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Mondo Challenger: Mager, terzo sigillo a Biella! Ruusuvuori non perde più

Il ligure ottiene il terzo titolo Challenger in carriera, tutti in questo 2019, così come il finlandese che trionfa a Glasgow

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Thindown Challenger Biella (Italia, terra battuta, montepremi 46.600 euro)

Dopo i successi di Koblenz a gennaio e di Barletta ad aprile, Gianluca Mager cala il tris nella nuova location del challenger di Biella conquistando il trofeo e issandosi sino alla posizione numero 120 della classifica mondiale. Tanti spagnoli incontrati dal tennista ligure nel cammino sino alla finale: accreditato dell’ottava testa di serie ha usufruito di un bye al primo turno prima di battere in due set Roca Batalla e il tedesco Heller, giungendo così ai quarti di finale dove ha perso un secondo set in lotta contro il vecchio volpone Tommy Robredo ma è stato bravissimo a resettare nel parziale decisivo chiudendo con lo score di 6-1 6-7(4) 6-1. Le due semifinali del Thindown Challenger vedevano opposti due italiani e due spagnoli: Gianluca Mager ha sconfitto senza faticare Jaume Munar, finalista la settimana precedente del challenger di Siviglia mentre Paolo Lorenzi ha battuto in un’intensa battaglia il vincitore di Siviglia, Alejandro Davidovich Fokina, che nel terzo set ha annullato cinque match (sul 5-3 per Lorenzi) prima di cedere comunque con lo score finale di 6-3 4-6 7-5 al tennista toscano.

La finale tricolore, per lunghi tratti, è stata dominata da Mager anche a causa di una giornata fortemente negativa da parte di Lorenzi che dopo poco più di un’ora di gioco era sotto 6-0 4-3 con una chance di 5-3 in favore del tennista ligure. Il braccio di Gianluca ha iniziato a tremare, il senese dall’alto della sua esperienza ha iniziato a sbagliare molto meno e ha trascinato dopo uno scambio di break sul 5-5 il secondo parziale al tie break, nel quale è partito molto meglio issandosi sul 3-0 e chiudendo poi con lo score di 7-4. Nel set decisivo Mager è partito meglio, ha breakkato nel terzo game ed è andato a servire sul 5-4, quando è nuovamente incappato in qualche errore gratuito di troppo che ha riportato in vita Lorenzi. Poco male per Mager, che ha vinto i due game successivi sfruttando la seconda occasione di servire per il match. Best ranking al 117esimo posto con la top 100 che adesso dista un centinaio (scarso) di punti.

Finale: [8] G. Mager b. [4] P. Lorenzi 6-0 6-7(4) 7-5

 

Murray Trophy Glasgow (Scozia, hard indoor, montepremi 46.600 euro)

Il tennista più in forma del circuito challenger negli ultimi mesi è senza dubbio Emil Ruusuvuori che a Glasgow ha conquistato il terzo titolo in altrettanti mesi al termine di una settimana nel corso della quale ha lasciato davvero le briciole ai suoi avversari. Dopo lo splendido weekend di Davis, dove il ventenne di Helsinki ha sconfitto addirittura Dominic Thiem e Sebastian Ofner l’allievo dell’italiano Federico Ricci ha confermato il suo clamoroso stato di forma perdendo solo un set durante il suo match di primo turno contro Mridha, disputato appena 48 ore dopo la Davis, ma da lì in poi ha concesso meno di game a ognuno dei successivi quattro avversari ossia Ilkel, Kamke, Rodionov e Alexandre Muller. Negli ultimi anni il tennis finlandese, specialmente dopo il ritiro di Jarkko Nieminen, non sta vivendo un buon periodo ma il classe ’99 sembra avere tutte le carte in regola per giocarsela nel circuito ATP grazie a un tennis molto moderno basato sui colpi di inizio gioco, specialmente servizio e dritto.

Finale: [4] E. Ruusuvuori b. [16] A. Muller 6-3 6-1


Kaoshiung OEC Open (Taiwan, hard outdoor, montepremi $162.480)

Il torneo più prestigioso a livello Challenger di questa settimana si disputava a Kaoshiung con in palio 125 punti per il vincitore, il massimo per questa categoria. Non c’era alcun italiano al via ma ben tre top 100, ossia Majchrzak, Gunneswaran e Millman e a vincere è stato proprio quest’ultimo, il tennista australiano che dopo i punti persi con l’uscita al primo turno da New York (nel 2018 aveva raggiunto i quarti di finale) è precipitato in classifica al numero 95 e ha deciso di tornare nel circuito minore. Grazie a questa vittoria è già rientrato tra i primi 80 al mondo. Dopo due facili vittorie sui giapponesi Noguchi e Moriya, ai quarti di finale il primo test duro è stato contro il ceco Vesely che ha lottato duramente per un set prima di mollare nel secondo e perdere con lo score di 7-6 6-1. Il primo set perso dall’australiano è stato in semifinale dove ha rimontato un set di svantaggio al solido canadese Steven Diez, prima di trovare in finale l’amico Polmans che non è mai apparso in grado di dargli fastidio.

Finale: [3] J. Millman b. [10] M. Polmans 6-4 6-2


Gli altri tornei  

Questa settimana si giocava anche il Challenger di Colombus su cemento indoor e quello di Sibiu su terra battuta. A vincere negli USA è stato il canadese Polansky, quarta testa di serie, che si è imposto in due parziali lottati sul padrone di casa Jeffrey John Wolf. In Romania invece a trionfare è stato il serbo Petrovic in un torneo caratterizzato dalla prematura uscita di praticamente tutte le teste di serie: undici su sedici sono andate fuori al primo turno, altre tre agli ottavi di finale e l’unico superstite è stato l’australiano O’Connell che si è arreso solamente all’atto conclusivo a Petrovic.

Finali:
[4] P. Polansky b. [13] J. J. Wolf 6-3 7-6(4)
D. Petrovic b. [14] C. O’Connell 6-4 6-2

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Challenger Maia: Luca Van Assche suona la prima sinfonia

Dopo tre finali perse il 18enne francese alza il suo primo trofeo nell’ultimo appuntamento stagionale. Vittoria anche per Lajovic a Maspalomas. Appuntamento per tutti il 2 gennaio

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Luca Van Assche - Instagram

L’unico dato positivo dell’eliminazione nei quarti di finale di Bonadio, Moroni e Giustino è che così abbiamo tutto lo spazio per festeggiare la prima vittoria di Luca Van Assche che trionfa al Challenger 80 di Maia (Portogallo, terra battuta indoor), battendo in finale 3-6 6-4 6-0 l’austriaco Maximilian Neuchrist (n.359 ATP). Partita non semplice (oltre due ore di gioco) per il giovane talento francese che già era stato costretto alla rimonta nella semifinale contro Aleksandar Vukic. Ma il ragazzo è proprio nelle difficoltà che sta crescendo in questa sua prima stagione da professionista, superando innanzitutto quella sorta di maledizione che lo vedeva giocare ottimi tornei per poi fermarsi al momento dell’ultimo scatto.

Esattamente una settimana fa, dopo che aveva perso la finale del Challenger di Valencia, avevamo scritto: ”Sconfitta amara per il 18enne transalpino, figlio di padre belga e madre italiana, ancor più amara perché va a sommarsi alle due finali perse tra Lisbona e Brest nel mese di ottobre. Ma si sa che di solito è questo il pedaggio che bisogna pagare prima di sollevare dei trofei. E siamo assolutamente convinti che Luca di trofei ne solleverà parecchi”. Vorrete perdonarci l’autocitazione ma quando ti capita tra le mani un futuro fenomeno fai di tutto per accendere i riflettori su di lui. Nel frattempo, in attesa della nuova stagione e delle qualificazioni degli AO, Luca frantuma per l’ennesima volta il proprio best ranking alla posizione n.138 ATP, n.13 di Francia.

Si giocava anche in Spagna a Maspalomas (Challenger 80, terra battuta outdoor) dove ha vinto Dusan Lajovic che ha battuto in finale 6-1 6-4 il canadese Steven Diez (n.348 ATP). Partita a senso unico per il 32enne serbo che nel torneo ha dovuto faticare solo nella semifinale contro Pablo Llamas Ruiz. Per Lajovic è il settimo titolo Challenger, circuito in cui è tornato a competere dopo anni di assenza perché gli servivano assolutamente i punti per rientrare in top 100 e assicurarsi il tabellone principale per i prossimi AO. Obiettivo centrato perché con questo successo riguadagna la posizione n.80 che, seppur lontana dal n.23 che toccò nel 2019, gli consente di affrontare la nuova stagione con una certa tranquillità.

 

Adesso per tutti qualche giorno di vacanza, pochi in realtà per i tempi sempre più compressi del calendario internazionale, e appuntamento il 2 gennaio a Canberra e Noumea per coloro che affronteranno la trasferta agli antipodi. Per tutti gli altri la campanella suonerà ad Oeiras, in Portogallo, sempre il 2 gennaio.

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Al Challenger di Maspalomas gli azzurri vogliono chiudere la stagione con un acuto

Jimbo Moroni e Lorenzo Giustino raggiungono i quarti nel torneo spagnolo. Molto bene anche Riccardo Bonadio a Maia

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Bonadio - Foto Marta Magni

Al Challenger 80 di Maspalomas (terra battuta outdoor) Jimbo Moroni e Lorenzo Giustino approdano ai quarti di finale e lanciano un bel segnale dopo una stagione veramente complicata. Jimbo, a lungo afflitto da problemi fisici che non gli hanno mai permesso di raggiungere la miglior condizione, è partito dalle qualificazioni e poi ha battuto Rudolf Molleker e Titouan Droguet in due match per niente semplici. Adesso dovrà affrontare il canadese, di formazione spagnola, Steven Diez (n.348 ATP), giocatore che, pur avendo visto giorni migliori, rimane comunque un avversario ostico che vale molto di più della sua modesta classifica. Giustino da parte sua ha superato prima il norvegese Viktor Durasovic e poi l’austriaco Lukas Neumayer e adesso se la vedrà con Pablo Llamas Ruiz (n.417 ATP), giocatore ampiamente alla sua portata. Eliminato nel tabellone cadetto il novarese Giovanni Fonio cui è stato fatale l’incrocio con Imanol Lopez Morillo (.n.586 ATP).

Il secondo torneo di quest’ultima settimana Challenger andava in scena, come da tradizione, nella città portoghese di Maia (terra battuta indoor) dove avevamo tre italiani in tabellone: Riccardo Bonadio, Luciano Darderi ed Alessandro Giannessi. Molto bene il tennista friulano che ha dovuto sudare in entrambi i match vinti: 6-4 2-6 7-6(7) a Nicolas Alvarez Varona (n.238 ATP), annullando cinque match point, e poi un doppio 7-5 al qualificato francese Raphael Collignon (n.297 ATP). Tutti e due 20enni, o poco più, che con l’entusiasmo della gioventù avevano messo la freccia per effettuare il sorpasso ma Riccardo ha spiegato loro che sono sì bravi, ma un rovescio come il suo devono ancora metterlo in catalogo. Adesso lo aspetta il padrone di casa Nuno Borges (n.93 ATP e prima testa di serie) che tra l’altro nel secondo turno si è anche riposato approfittando del ritiro del connazionale Pedro Sousa che era anche avanti 4-2. E a questo punto della stagione, come ben sapete, ogni stilla di energia è preziosa. Anche per questo per l’azzurro non sarà per niente facile. Fuori all’esordio un Giannessi che contro il bulgaro Alexandar Lazarov (n.303 ATP) ha confermato come per lui questo 2022 sia un anno da dimenticare in fretta. Eliminato nel primo turno anche Darderi, autore comunque di un’ottima stagione, che si è ritrovato improvvisamente senza benzina contro il non irresistibile russo Ivan Gakhov (n.257 ATP) che non ha faticato più di tanto per vincere 6-3 6-4.

Eliminati nelle qualificazioni Federico Bertuccioli, Niccolò Catini e Andrea Picchione che hanno approfittato di un’entry list un po’ così per cercare fortuna ad un livello superiore rispetto a quello che sono abituati a frequentare. Non hanno avuto fortuna ma non hanno neanche demeritato, soprattutto l’abruzzese Andrea Picchione (n.428 ATP) che nel secondo e decisivo turno è stato ad un passo dalla vittoria contro l’esperto austriaco Maximilian Neuchrist (n.359 ATP).

 

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Challenger di Andria, vince ancora lo svizzero Leandro Riedi. A Valencia trionfa Krutykh

Grande prestazione anche del 18enne francese Van Assche che a Valencia sfiora di nuovo il successo. Vittorie anche di Yosuke Watanuki e Guido Andreozzi

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Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)
Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)

Al Challenger 80 di Andria (cemento indoor) lo svizzero Leandro Riedi concede il bis e conquista il suo secondo torneo consecutivo, dopo la vittoria della settimana scorsa ad Helsinki. Il kazako Mikhail Kukushkin (n.223 ATP) ha fatto il possibile per contrastarlo e bisogna ammettere che ha anche avuto le sue occasioni come sul 5-5 del primo set quando è riuscito a strappare il servizio al giovane elvetico. Ma Riedi si è mostrato ancora una volta imperturbabile e ha subito restituito il favore, raggiungendo un tie-break che ha poi dominato. Come ha dominato il secondo parziale in cui è andato subito in fuga, fino alla vittoria finale col punteggio di 7-6(4) 6-3, in poco meno di due ore di gioco. Il 20enne nativo di Frauenfeld non ha concesso un solo set in tutto il torneo e, a parte la finale, ha dovuto soffrire solo all’esordio contro il francese Hugo Gaston (testa di serie n.2) che l’ha costretto ad un doppio tie-break. Con questo risultato Riedi migliora ovviamente il proprio best alla posizione n.161 ATP e si prepara ad un grande 2023 che anche per lui inizierà agli antipodi.

Un altro ragazzo che quanto a talento non deve invidiare niente a nessuno è il teenager francese Luca Van Assche che al Challenger 90 di Valencia (terra outdoor) si è fermato solo in finale, sconfitto 6-2 6-0 in poco meno di un’ora dall’ucraino Oleksii Krutykh. Una sconfitta amara per il 18enne transalpino, figlio di padre belga e madre italiana, ancor più amara perché va a sommarsi alle due finali perse tra Lisbona e Brest nel mese di ottobre. Ma si sa che di solito è questo il pedaggio che bisogna pagare prima di sollevare dei trofei. E siamo assolutamente convinti che Luca di trofei ne solleverà parecchi perché, oltre ad essere già forte adesso, i suoi margini di miglioramento sono enormi. E la sua straordinaria velocità di piedi, che di solito sta alla base di tutto, è una garanzia per il futuro. Nel frattempo migliora ulteriormente il proprio best al n.176 ATP e anche lui può cominciare a preparare le creme solari perché le qualificazioni degli AO lo aspettano.

Al Challenger 80 di Yokkaichi (cemento outdoor) Yosuke Watanuki batte in finale Frederico Ferreira Silva con un doppio 6-2. Attenzione che quanto scriviamo non è frutto di un refuso ma è da imputare ad un destino bizzarro che si è divertito a riproporre, ad una sola settimana di distanza, la stessa finale di Kobe. L’unica differenza è che questa volta il portoghese si è arreso senza combattere mentre sette giorni fa si era difeso con tenacia, andando anche vicino alla vittoria. Strana parabola quella del tennista giapponese che a 24 anni si riscopre campione e frantuma di nuovo il proprio best salendo al n.145 ATP, terzo giocatore del suo paese nella classifica mondiale.

 

Si giocava anche a Temuco, città nel sud del Cile (Challenger 80, cemento outdoor) dove in una finale tutta argentina Guido Andreozzi ha battuto Nicolas Kicker col punteggio di 4-6 6-4 6-2. Per il 31enne nativo di Buenos Aires è la nona vittoria Challenger che gli garantisce una boccata d’ossigeno in un momento difficilissimo della sua carriera che l’ha visto sprofondare in classifica, dopo che nel 2019 era arrivato ad essere n.70 ATP.

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