WTA Ranking: Halep e Andreescu alle Finals

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WTA Ranking: Halep e Andreescu alle Finals

Halep e Andreescu staccano il biglietto per le Finals a Shenzhen. Per Barty nona settinana al n.1.

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Simona Halep risale di un posto ed estromette dalla top5  la fresca vincitrice del titolo a New York, Bianca Andreescu (-1, n.6). Nonostante siano rimaste ferme ai box settimana scorsa (e Halep sia già fuori da Pechino), entrambe centrano la qualificazione alle Finals e raggiungono Barty e Pliskova. Restano ancora disponibili 4 posti. Le posizioni nella RACE dalla n.4 alla n.10 sono:

5 Naomi Osaka 4246
6 Petra Kvitova 4186
7 Serena Williams 3935
8 Elina Svitolina 3781
9 Belinda Bencic 3615
10 Kiki Bertens 3585

Osaka e Kvitova dovrebbero, verosimilmente, avere un piede a Shenzhen, mentre Serena e Svitolina dovranno faticare un po’ di più per tenere a bada le velleità di Bencic e Bertens. Per il momento, invece,  Konta, n.11  a 2880 punti, e Sabalenka, n.12 a 2610 dovrebbero ambire solo al ruolo di riserve (anche se la storia ci racconta che è davvero tutto possibile).

Per quanto riguarda le altre giocatrici in top10, non è riuscito il sorpasso di Pliskova ai danni di Barty, che si conferma al n.1. L’uscita al primo turno di Karolina a Pechino mette al riparo anche per questa settimana la leadership dell’australiana, che supera proprio Pliskova per numero di settimane in vetta (9 a 8 per Barty) e ha nel mirino le 11 di Venus Williams.

 

Dall’11° al 20° posto, vediamo un bel recupero di Stephens (+3, n. 12), l’ingresso in top20 di Martic (+5, n.20), i crolli di Wang (-4, n.20), che fino a poche settimane fa si godeva il best ranking al n.12, e di Kontaveit (-5, n.25),  finalista a Wuhan un anno fa.

Al torneo di Wuhan si conferma Aryna Sabalenka, che evidentemente su questi campi riesce a ritrovare la forma e le motivazioni che le sono mancate durante questa stagione. La vittoria in Cina le evita di precipitare fuori dalla top20: la bielorussa resta quindi stabile al n.14 del ranking. A mio avviso è una magra consolazione in confronto alle aspettative che gli addetti nutrivano su di lei a inizio anno. Sabalenka era una giocatrice in ascesa dopo le vittorie a New Haven e Wuhan nel 2018 e quella a Shenzhen a gennaio. Il suo ingresso in top10 a inizio anno lasciava ben sperare per il prosieguo della stagione, ma Aryna non è riuscita a mantenere le promesse, soprattutto nei tornei importanti dove non è riuscita ad andare oltre il 3° turno agli Australian Open e il 4° nei Mandatory (a Indian Wells). Dalla sua parte c’è la giovane età (21 anni) e sicuramente saprà rifarsi, ma dubito che possa chiudere la stagione in una posizione migliore di quella che ricopriva a fine 2018 (n.11).

Quali sono le proiezioni per la prossima settimana? Le tenniste che hanno più punti in scadenza sono Wozniacki, campionessa uscente a Pechino (-900 punti), che potrebbe ritrovarsi oltre la 30a posizione, Sevastova, finalista (-650 punti), uscirebbe dalla top20, Wang, semifinalista (-390), anche lei potenzialmente fuori dalla 20.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Ashleigh Barty 6446 15
2 0 Karolina Pliskova 6125 21
3 0 Elina Svitolina 5320 22
4 0 Naomi Osaka 5011 17
5 1 Simona Halep 4907 17
6 -1 Bianca Andreescu 4835 16
7 0 Petra Kvitova 4571 17
8 0 Kiki Bertens 4225 27
9 0 Serena Williams 3935 11
10 0 Belinda Bencic 3738 25
11 0 Johanna Konta 3073 18
12 3 Sloane Stephens 2873 21
13 -1 Angelique Kerber 2830 22
14 0 Aryna Sabalenka 2785 25
15 -2 Madison Keys 2767 15
16 1 Sofia Kenin 2600 24
17 5 Petra Martic 2572 18
18 1 Anastasija Sevastova 2517 24
19 -1 Caroline Wozniacki 2493 17
20 -4 Qiang Wang 2423 21

Alle spalle delle migliori i movimenti più grossi in salita riguardano le atlete che hanno ben figurato a Wuhan e a Tashkent: Alison Riske (+11, n.24), splendida finalista in Cina, agguanta il suo best ranking, Alison Van Uytvanck (+17, n.44), vincitrice del trofeo in Uzbekistan, rientra in top50, Svetlana Kuznetsova (+13, n.56), si riavvicina alle 50 a poche settimane dal torneo di Mosca, Kristyna Pliskova (+9, n.71), Bernarda Pera (+9, n.72), Sorana Cirstea (+21, n.75), finalista a Tashkent, Christina Mchale (+14, n.90) e Anna Kalinskaya (+16, n.100).

Chi invece perde terreno, dopo l’uscita dei punti di un anno fa? Sono Katerina Siniakova (-6, n.47), Aliaksandra Sasnovich (-9, n.60), Margarita Gasparyan (-24, n.79), Monica Puig (-12, n.83), Kateryna Kozlova (-8, n.85) e Anastasia Potapova (-16, n.89).

CASA ITALIA

Camila Giorgi guadagna un posto in più. Ma è a Linz, dove è campionessa uscente, che è attesa. Come abbiamo già anticipato la scorsa settimana, se Camila non si dovesse riconfermare, scenderà di molti posti, intorno al n.90 od oltre. Oggi perdono 10 posti Gatto-Monticone (n.168) e Grymalska (n.354), 11 posizioni Turati (n.352), mentre sono in forte discesa Martina Caregaro (-33, n.338) e Claudia Giovine (-30, n.451). Ottima settimana invece per Martina Trevisan (+25, n.180), Sara Errani (+12, n.239), Camilla Scala (+30, n.393) e Camilla Rosatello (+14, n.457).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
63 1 Camila Giorgi 959 17
117 -3 Jasmine Paolini 554 28
168 -10 Giulia Gatto-Monticone 366 26
180 25 Martina Trevisan 342 25
183 -3 Martina Di Giuseppe 340 27
239 12 Sara Errani 250 19
296 5 Elisabetta Cocciaretto 185 14
308 3 Stefania Rubini 173 21
338 -33 Martina Caregaro 148 15
342 10 Jessica Pieri 145 25
352 -11 Bianca Turati 139 16
354 -10 Anastasia Grymalska 137 25
359 4 Cristiana Ferrando 129 21
361 6 Lucia Bronzetti 128 25
369 2 Deborah Chiesa 124 25
393 30 Camilla Scala 115 18
398 -6 Gaia Sanesi 114 21
429 -2 Lucrezia Stefanini 95 21
451 -30 Claudia Giovine 88 15
457 14 Camilla Rosatello 85 15

NEXT GEN RANKING

Anche questa settimana sono tutte stazionarie le posizioni delle prime dieci giocatrici under 20. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 6
2 0 Marketa Vondrousova 1999 21
3 0 Dayana Yastremska 2000 26
4 0 Amanda Anisimova 2001 29
5 0 Elena Rybakina 2000 43
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Anastasia Potapova 2001 89
8 0 Catherine McNally 2001 109
9 0 Cori Gauff 2004 111
10 0 Whitney Osuigwe 2001 112

NATION RANKINGI 9 posti in meno di Aliaksandra Sasnovich in classifica generale pesano sulla posizione della Bielorussia nella classifica per Nazioni: Sabalenka & Co cedono due posizioni e si stabiliscono al n.7. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 30
2 0 Stati Uniti 36
3 0 Cina 94
4 0 Ucraina 97
5 1 Germania 118
6 1 Russia 120
7 -2 Bielorussia 124
8 0 Francia 135
9 0 Australia 144
10 0 Svizzera 149
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [AUS] Ashleigh Barty 23 6446 15
2 0 [CZE] Karolina Pliskova 27 6125 21
3 0 [UKR] Elina Svitolina 25 5320 22
4 0 [JPN] Naomi Osaka 21 5011 17
5 1 [ROU] Simona Halep 28 4907 17
6 -1 [CAN] Bianca Andreescu 19 4835 16
7 0 [CZE] Petra Kvitova 29 4571 17
8 0 [NED] Kiki Bertens 27 4225 27
9 0 [USA] Serena Williams 38 3935 11
10 0 [SUI] Belinda Bencic 22 3738 25
11 0 [GBR] Johanna Konta 28 3073 18
12 3 [USA] Sloane Stephens 26 2873 21
13 -1 [GER] Angelique Kerber 31 2830 22
14 0 [BLR] Aryna Sabalenka 21 2785 25
15 -2 [USA] Madison Keys 24 2767 15
16 1 [USA] Sofia Kenin 20 2600 24
17 5 [CRO] Petra Martic 28 2572 18
18 1 [LAT] Anastasija Sevastova 29 2517 24
19 -1 [DEN] Caroline Wozniacki 29 2493 17
20 -4 [CHN] Qiang Wang 27 2423 21
21 0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 10
22 1 [CRO] Donna Vekic 23 2295 22
23 1 [BEL] Elise Mertens 23 2235 27
24 11 [USA] Alison Riske 29 2080 24
25 -5 [EST] Anett Kontaveit 23 1970 20
26 1 [UKR] Dayana Yastremska 19 1960 23
27 -2 [GER] Julia Goerges 30 1950 22
28 -2 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1815 19
29 0 [USA] Amanda Anisimova 18 1786 16
30 -2 [GRE] Maria Sakkari 24 1751 23
31 -1 [FRA] Caroline Garcia 25 1725 26
32 1 [USA] Danielle Collins 25 1613 19
33 -1 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1560 25
34 0 [CZE] Barbora Strycova 33 1550 21
35 -4 [CHN] Shuai Zhang 30 1530 26
36 1 [CZE] Karolina Muchova 23 1439 13
37 1 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1420 25
38 1 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1383 26
39 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1380 26
40 -4 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1330 22
41 1 [POL] Magda Linette 27 1280 27
42 3 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1264 27
43 7 [KAZ] Elena Rybakina 20 1259 28
44 17 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1235 25
45 -2 [RUS] Daria Kasatkina 22 1220 22
46 -2 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1180 27
47 -6 [CZE] Katerina Siniakova 23 1150 28
48 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 31 1142 20
49 -1 [CHN] Yafan Wang 25 1130 26
50 -3 [BLR] Victoria Azarenka 30 1116 17
RACE TO SHENZHEN         
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 0 [AUS] Ashleigh Barty 5826
2 0 [CZE] Karolina Pliskova 5360
3 0 [ROU] Simona Halep 4897
4 0 [CAN] Bianca Andreescu 4727
5 0 [JPN] Naomi Osaka 4246
6 1 [CZE] Petra Kvitova 4186
7 -1 [USA] Serena Williams 3935
8 1 [UKR] Elina Svitolina 3781
9 -1 [SUI] Belinda Bencic 3615
10 0 [NED] Kiki Bertens 3585
11 0 [GBR] Johanna Konta 2880
12 7 [BLR] Aryna Sabalenka 2610
13 -1 [USA] Sofia Kenin 2600
14 -1 [USA] Madison Keys 2542
15 1 [CRO] Petra Martic 2449

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Focus

L’ATP cambia il sistema di classifica: il ranking sarà valido per 22 mesi, fino al dicembre 2020

I tennisti potranno mantenere in classifica il miglior risultato di ogni torneo tra 2019 e 2020. Nadal favorito?

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

IL PODCAST DI COMMENTO DI UBITENNIS


L’ATP ha deliberato. L’attesa decisione sul nuovo sistema di calcolo delle classifiche, a proposito del quale si moltiplicavano le ipotesi, è arrivata in serata. Non si tratta di uno scenario previsto: la ‘finestra’ di validità del ranking verrà infatti estesa a 22 mesi, ovvero al periodo che va da marzo 2019 a dicembre 2020. I giocatori potranno dunque scegliere i propri 18 risultati migliori tra gli eventi disputati in questo lasso di tempo, ovviamente potendo inserire un solo risultato (il migliore) di un eventuale torneo disputato due volte.

L’effetto principale di questa decisione è il seguente: per venire incontro ai giocatori che non vogliono assumersi il rischio di scendere in campo in queste condizioni, ovvero con una pandemia ancora in corso e dovendo rispettare rigidi protocolli sanitari, l’ATP consente formalmente ai giocatori di saltare un torneo e conservare il risultato dell’edizione 2019 fino al momento in cui lo stesso evento verrà disputato nel 2021. A primo impatto, sembra Rafael Nadal – campione in carica dello US Open e del Roland Garros – a poter usufruire dei vantaggi maggiori: dovesse decidere di non andare a New York, lo spagnolo potrebbe comunque mantenere i 2000 punti fino al settembre del prossimo anno.

 

La scelta di questo nuovo sistema, spiega l’ATP nel comunicato, risponde anche al tentativo di trovare un formato più adattabile a (eventuali) ulteriore modifiche del calendario. Viene inoltre incontro a quei tennisti che dovessero trovarsi di fronte alla difficoltà oggettiva di raggiungere il luogo di un torneo, perché risiedono in nazioni ancora pesantemente colpite dal virus. La scomparsa dell’obbligatorietà di disputare i tornei, e nei fatti la rimozione dello svantaggio per chi dovesse decidere di non giocare, consente a ogni tennista di scegliere secondo coscienza.

Ovviamente le situazioni vanno pesate. Un top 10 può certamente permettersi di rinunciare al montepremi di uno Slam, perché non se la sente di giocare o per ragioni di programmazione, ma difficilmente chi è fuori dalla top 30 potrà fare questo discorso: con questo ranking modificato, il fattore economico diventa prioritario.

Certo non mancheranno le stranezze. L’ATP ha già rimosso la Race to London dal sito ufficiale, confermando che sarà il ranking a determinare la qualificazione dei migliori otto giocatori all’evento di Londra. Nel ranking potranno però essere compresi diversi risultati ottenuti nella scorsa stagione, e dunque l’impatto dei ‘nuovi’ punti in palio nel 2020 sarà certamente inferiore. Si faccia l’esempio di Federer, che pure ha già confermato che quest’anno non scenderà più in campo: i risultati ottenuti nel 2019 e ‘protetti’ dal cambio di regolamento gli consentiranno, con ogni probabilità, di mantenere un posto tra i primi otto in classifica… con un solo torneo disputato nell’anno solare.

Ad ogni modo, era difficile – se non impossibile – applicare delle modifiche senza al contempo generare qualche piccola stortura. Si tratta di anomalie che spariranno progressivamente nel corso della prossima stagione, ma che al contempo consentiranno una ripresa meno traumatica del calendario. C’è di sicuro una considerazione da fare: la scelta dell’ATP è parecchio conservativa e si pone l’obiettivo, forse neanche troppo tacito, di preservare in qualche modo lo status quo evitando che la straordinarietà della situazione possa provocare grossi movimenti di classifica. E a beneficiare di questo, certamente, saranno i top player.

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Focus

Uno sguardo alla geografia dell’ultima classifica ATP

Dal 16 marzo non ci sono aggiornamenti su questo fronte, e non ce ne saranno per molte altre settimane. Vediamo cosa ci dice la top 100 a livello geografico e anagrafico, dal più vecchio (Federer) al più giovane (Sinner)

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Come è ormai noto, la classifica ATP (come del resto quella femminile) è cristallizzata all’ultimo aggiornamento del 16 marzo, e così rimarrà fino al momento in cui sarà possibile riprendere a giocare – e quindi ad accumulare punti, scalare posizioni ed eventualmente battere primati. A quest’ultimo discorso è particolarmente interessato Novak Djokovic, che senza l’interruzione per l’epidemia di COVID-19 avrebbe probabilmente già scavalcato Pete Sampras al secondo posto della classifica dei tennisti che hanno trascorso più settimane in testa al ranking.

Poco male per Nole, che raggiungerà comunque quota 286 e si lancerà all’inseguimento di Federer, primo con 310 settimane. Se riuscirà a raggiungere anche il campione svizzero lo scopriremo nei prossimi mesi, per adesso possiamo concentrarci su quello che ci dice la classifica ATP che abbiamo a disposizione. Perché per diverse settimane ancora rimarrà immutata. Lo facciamo con l’aiuto del lavoro grafico svolto da Paolo Brunello, che ringraziamo, e che ci fornisce un ottimo spaccato della ripartizione geografica della top 100 maschile.

I grafici sono tre, tutti interattivi, e potete ‘giocarci’ qui se navigate da mobile o direttamente nell’articolo, se ci leggete da computer. Cliccando su ogni nazione, vi comparirà l’anagrafica degli atleti e il loro ranking.

 

Il giochino delle percentuali è semplice, poiché il campione è esattamente 100 e dunque ogni numero corrisponde anche a una percentuale. Il 68% degli attuali top 100 è europeo, e il blocco Francia-Spagna-Italia contribuisce con ben 29 atleti, quasi un terzo del totale. Gli otto atleti italiani corrispondono al numero di quelli statunitensi, un risultato molto ragguardevole se si considera la differenza di estensione e di popolazione (gli USA sono oltre cinque volte più popolati dell’Italia).

Tutto il nord America (Stati Uniti + Canada) vanta gli stessi top 100 – dodici – della Francia, nazione leader di questa statistica, così come l’intero continente americano assomma gli stessi atleti assommati da Francia e Spagna, 21. Sono invece 19 le nazioni che vantano un solo tennista in top 100, la maggior parte delle quali (14) sono europee; si aggiungono Bolivia (Dellien), Brasile (Thiago Monteiro) e Uruguay (Cuevas) per il sud America oltre a Corea del Sud (Soonwoo Kwon) e Sudafrica (Harris).

NON HO L’ETA’ – Nonostante Zverev sia convinto che il ricambio generazionale – pur sfavorito dallo stop – sia dietro l’angolo, gli under 21 in top 100 sono appena sette, se consideriamo come limite l’anno di nascita 1999 che dunque esclude i giocatori che compieranno 22 anni entro la fine del 2020 – ovvero i classe ’98 Tsitsipas, Ruud, Humbert e Ymer. Il più giovane in classifica è ovviamente Jannik Sinner, e siamo abbastanza convinti che possiate indovinare anche il più anziano. Dopo Roger c’è Feliciano Lopez, nato un mesetto più tardi, e a seguire il trittico Verdasco-Kohlschreiber-Seppi. L’età media della top 100 è 27,34.

I giocatori fermati nel loro miglior momento, ovvero coloro che occupano al momento il best ranking, sono sette: si tratta di Thiem (3), Fritz (24), Evans (28), Humebrt (42), Paul (57), Balazs (76) e Dennis Novak (85).

Per ciò che concerne le possibilità future, ovvero come l’ATP potrà gestire la ripresa dell’attività agonistica a livello di classifica, abbiamo fatto un po’ di ipotesi in questo articolo.

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Cosa significa che il ranking è congelato? Qualche ipotesi sul futuro

Le classifiche sono state bloccate fino alla ripresa della stagione, ma come verranno ri-organizzate alla fine della crisi?

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Novak Djokovic - Dubai 2020 (via Twitter, @atptour)

Come noto, ATP e WTA hanno congiuntamente annullato tutti i tornei previsti fino alla stagione su erba (che dovrebbe iniziare l’8 giugno), cosa che era già nell’aria, anche se indubbiamente lo spostamento del Roland Garros ha un po’ forzato la mano a entrambi i circuiti, titolari di una sfilza di eventi che avevano perso la loro funzione propedeutica.

All’annuncio è stata aggiunta una piccola postilla, vale a dire che entrambi i ranking verranno congelati almeno fino a quella data. Come ha spiegato il sito della WTA, questo significa che le classifiche del 16 marzo 2020 (che poi sono le stesse del 9) rimarranno invariate fino all’eventuale ripresa, senza che i punti ottenuti durante lo stesso periodo del 2019 vengano scalati – tautologicamente, “congelati” significa… “congelati”.

La domanda quindi è: come verranno stilate le classifiche quando e se si tornerà a giocare? L’unica certezza è che il consueto modello di confronti annuali fra le prestazioni delle varie settimane della stagione dovrà essere almeno parzialmente aggiustato, a meno che la stagione non venga cancellata del tutto, perché in quel caso si ripartirebbe sostanzialmente da capo nel 2021, con soli due mesi di stagione da scalare, due mesi che peraltro includono solo uno dei 14 tornei da almeno 1000 punti, vale a dire l’Australian Open.

 

Il grande scoglio è che, se si riprenderà durante l’estate, molti giocatori potranno ancora contare su alti punteggi ottenuti, di fatto, 18 mesi prima, mentre chi ha avuto una grande seconda metà di 2019 (un caso su tutti, Daniil Medvedev), rischierebbe di dover salvare il proprio ranking in un lasso molto breve.

CHE FARE? – Una soluzione potrebbe essere scalare una percentuale dei punti che non si sono potuti difendere questa primavera, così da non affossare giocatori che hanno ottenuto un’alta quota del proprio punteggio durante questo periodo, senza allo stesso tempo consentir loro di “vivere di rendita”.

Salomonicamente, se il 50% di quei punteggi venisse decurtato a fine 2020, giocatori come Lajovic, Fognini o Isner non crollerebbero in maniera ingiusta, e allo stesso tempo potrebbero cercare di rimontare i punti in uscita per ammortizzarli prima della fine dell’anno solare.

Una seconda soluzione potrebbe essere la desincronizzazione fra stagione e anno solare nei prossimi tre anni, organizzando due stagioni di 18 mesi: si concluderebbe la stagione 2020-21 la settimana prima con il Roland Garros (stile campionato argentino di Clausura), e si ripartirebbe subito con altri 18 mesi, concludendo l’accorpamento con le Finals torinesi del 2022. Lo scalo o incremento dei punti si rifletterebbe allo stesso modo, procedendo su coppie da sei Slam ciascuno, quindi in sostanza i punti dell’Australian Open 2020 si rifletterebbe su Wimbledon 2021, Wimbledon 2020 (a questo punto il secondo Slam di quest’anno in ordine cronologico) su US Open 2021 e così via, fino ai punti del Roland Garros 2021 che scalerebbero agli US Open 2022.

Il difetto principale, al di là dello scalo di punti su tornei diversi per superficie e punti, sarebbe l’unicità delle Finals (o dell’ATP Cup), che renderebbe gli scali temporanei un po’ disomogenei, anche se tutto si ribilancerebbe alla fine del 2022 – perciò la prima soluzione sembra decisamente più praticabile. L’unica cosa certa è che sarà bello tornare a preoccuparsi di queste cose, perché vorrà dire che questo periodo sarà solo un ricordo.

Teorie a parte, prima di vedere qualche numero relativo al congelamento, ripassiamo le due attuali top 20.

RANKING ATP

1 Novak Đoković 10220
2 Rafael Nadal 9850
3 Dominic Thiem 7045
4 Roger Federer 6630
5 Daniil Medvedev 5890
6Stefanos Tsitsipas4745
7Alexander Zverev3630
8Matteo Berrettini2860
9Gaël Monfils2860
10David Goffin2555
11Fabio Fognini2400
12Roberto Bautista Agut2360
13Diego Sebastián Schwartzman2265
14Andrej Rublëv2234
15Karen Chačanov2120
16Denis Shapovalov2075
17Stan Wawrinka2060
18Christian Garín1900
19Grigor Dimitrov1850
20Félix Auger-Aliassime1771


RANKING WTA

1Ashleigh Barty8717
2Simona Halep6076
3Karolína Plíšková 5205
4Sofia Kenin4590
5Elina Svitolina4580
6Bianca Andreescu4555
7Kiki Bertens4335
8Belinda Bencic4010
9Serena Williams3915
10Naomi Ōsaka3625
11Aryna Sabalenka3615
12Petra Kvitová3566
13Madison Keys2962
14Johanna Konta2803
15Petra Martić2770
16Garbiñe Muguruza2711
17Elena Rybakina2471
18Markéta Vondroušová2307
19Alison Riske2256
20Maria Sakkarī2130


FERMI IN VETTA – Innanzitutto, i due leader delle classifiche mondiali, Novak Djokovic e Ashleigh Barty, non aggiungeranno altre settimane al proprio bottino di testa, se si eccettua la settimana di bonus omaggiata da ATP e WTA con le classifiche del 16.

L’australiana si ferma per ora a 35, a quattro di distanza da Amélie Mauresmo, mentre Djokovic è a 281, a cinque da Pete Sampras e a 29 dal record assoluto di Roger Federer – una sfortuna che per il serbo è controbilanciata dai 4000 punti che il suo diretto inseguitore, Rafa Nadal, si troverebbe a difendere nello spazio d’un mattino fra Flushing Meadows e Porte d’Auteuil.

CUI BONO? – Per molti giocatori, impossibilitati a difendere i risultati dello scorso anno, il blocco previene una dolorosa uscita in termini di punti. Escludendo i punti del Roland Garros in quanto già fissato all’interno del calendario, i dieci più colpiti da un’eventuale stillicidio ad oltranza dei ranking sarebbero stati, fra gli uomini, Nadal (-2260), Thiem (-1970), Federer (-1960), Djokovic (-1915), Tsitsipas (-1400), Fognini (-1235), Medvedev (-815), Auger-Aliassime (-716), Lajovic (-696) e Isner (-690), mentre, fra le donne, Pliskova (-1831), Bertens (-1830), Barty (-1440), Halep (-1161), Andreescu (-1120), Kvitova (-1015), Bencic (-1006), Kerber (-990), Konta (-930) e Kontaveit (-885).

FERMATI SUL PIÙ BELLO – Questi sono i giocatori che si trovavano con la miglior classifica personale in Top 100 al momento del congelamento dei punteggi, escludendo ovviamente i due capofila, che per definizione esibiscono il proprio best ranking: fra gli uomini abbiamo Thiem (3), Berrettini (8), Rublev (14), Lajovic (23), Fritz (24), Evans (28), Humbert (42), Sonego (46), Paul (57), Balazs (76), e Novak (85); fra le donne Kenin (4), Rybakina (17), Sakkari (20), Zheng (34), Jabeur (39).

Ovviamente la posizione di classifica descrive una fase transitoria (o almeno, lo faceva), e molti di questi giocatori sono al proprio picco in termini di classifica grazie a congiunture temporali favorevoli (basti pensare a Berrettini, che ha ancora il best ranking pur avendo giocato solo due partite quest’anno), ma per quasi tutti questi giocatori lo stop ha spezzato un momento di forma.

In questo senso possiamo ricordare Evans semifinalista a Dubai, Fritz finalista ad Acapulco, Jabeur che ormai perdeva solo con le più forti, o Kenin che dopo un comprensibile appannamento e appagamento post-Slam era tornata a vincere a Lione e chissà che non fosse in procinto di lanciare un’OPA al primo posto del ranking, visti anche i punti che Barty avrebbe avuto in scadenza a Miami. Un peccato per questi giocatori e giocatrici, ma la speranza è che possano rifarsi presto.

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