Il tabellone di Tianjin: presenti Venus e Kenin, assenti le italiane

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Il tabellone di Tianjin: presenti Venus e Kenin, assenti le italiane

La prima favorita del seeding Kenin debutta contro con Kristie Ahn, Williams pesca invece Rebecca Peterson. Nessuna top 15 al via. Primo turno Garcia-Potapova

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Sofia Kenin - WTA Guangzhou 2019 (foto via Twitter, @WTA)

A Tianjin, città costiera nel nord della Cina, è tutto pronto per la sesta edizione del WTA International che ha come montepremi $500.000. Non ci sono top 15 al via e le uniche top 20 sono Sofia Kenin, numero 16, e Qiang Wang, numero 20. La statunitense sarà dunque testa di serie numero 1 ed è la prima volta che le capita in carriera nel circuito maggiore. Sofia Kenin al primo turno esordirà contro la connazionale Kristie Ahn, che recentemente ha vissuto il suo massimo momento di gloria tennistico agli US Open venendo sconfitta da Elise Metens agli ottavi di finale. La cinese Qiang Wang invece se la vedrà con una qualificata.

(clicca per ingrandire)

Il nome di maggior spicco tra le giocatrici presenti è ovviamente quello di Venus Williams. L’ex numero 1 del mondo, reduce da una sconfitta al primo turno a Wuhan e una al secondo turno a Pechino, giocherà contro la svedese 24enne Rebecca Peterson, tennista dal gioco potente ma non troppo incline a mettere a segno sorprese.

La campionessa uscente Caroline Garcia invece, spesso a suo agio nel continente asiatico, sarà la quarta favorita del seeding e come primo match si prospetta una sfida intricata contro la 18enne russa Anastasia Potapova, attualmente numero 89. Oltre a Venus, l’altra campionessa Slam presente nel tabellone principale è Samantha Stosur la quale giocherà contro un’altra qualificata, la cinese Zhaouxan Yang (24 anni, n. 648). Segnaliamo infine l’assenza di giocatrici azzurre sia nel main draw che nelle qualificazioni.

Tutti i tabelloni della settimana
Il calendario WTA 2019 (con entry list e tabelloni)

 

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L’ex capitano di Davis Barazzutti è convinto: “Berrettini e Sinner possono vincere uno Slam”

Poche ora prima del suo avvicendamento con Volandri, Barazzutti fa il punto sul momento d’oro del tennis azzurro parlando alla ‘Gazzetta dello Sport’: “Matteo top player, Jannik consapevole e maturo, Fognini ha ancora tanto da dare”. La Davis a Torino? “Grande emozione”

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Corrado Barazzutti - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Quasi beffardamente, l’ultima – entusiastica – intervista da capitano di Coppa Davis di Corrado Barazzutti è arrivata poche ore prima della sua sostituzione: nella serata di sabato, infatti, l’incarico è stato affidato a Filippo Volandri. Restano comunque le sue parole al miele nei confronti dei due principali alfieri della squadra azzurra che a novembre tenterà l’assalto alla Coppa Davis a Madrid: Berrettini e Sinner.

Dopo aver passato anni aggrappato agli ottimi ma non eccellenti risultati di Andreas Seppi e alla discontinuità di Fabio Fognini, che però con i colori azzurri ha sempre dato il 100%, oggi il team italiano di Coppa Davis può contare su un gruppo di tennisti molto numeroso e di grande prospettiva. Al momento sono infatti ben otto gli italiani all’interno della Top 100, la metà dei quali sono dentro i primi 50. La truppa è guidata da Matteo Berrettini, n.10 del mondo, che a 24 anni può già vantare una semifinale Slam, proprio agli US Open, eguagliando il risultato dello stesso Barazzutti nel 1977. Anche se l’attenzione di media e pubblico si concentra ancora di più sul classe 2001 Jannik Sinner, considerato da molti un predestinato in grado di raggiungere il gotha del tennis mondiale. 

Insomma, un momento d’oro quello del tennis maschile azzurro, per la gioia di Barazzutti. E non c’è ragione per pensare che non prosegua anche nel 2021. Anzi che diventi ancora più brillante. C’è un però. Ogni previsione è per forza legata a ciò che succederà con il calendario. Si viene da una stagione in cui si è giocato poco, tanti protagonisti hanno faticato a trovare il ritmo o addirittura non ci sono mai riusciti. È evidente che se la situazione non si normalizza, i valori potrebbero cambiare. Lo vedremo già in Australia, dove tra quarantene, isolamento e allenamenti obbligati bisognerà essere forti soprattutto di testa”, premette il nostro Capitano di Davis alla Gazzetta dello Sport. In effetti, a rigor di logica, questa situazione caotica aggiunge un pizzico di imprevedibilità alla situazione. Poi se si va a vedere quello che è successo nel 2020 si scopre che Nadal ha vinto per la 13esima volta il Roland Garros e che, una volta uscito di scena Djokovic, è stato Thiem, uno dei giocatori in vetta al ranking da anni, a trionfare a Flushing Meadows. Segno che i migliori sono tali anche grazie alla loro testa. 

 

Fatta questa premessa, per l’appunto le prospettive per l’anno appena cominciato sono assolutamente rosee. Dopo un 2020 difficile, passato non sempre in condizioni fisiche ottimali e con il contraccolpo di essere stato sbalzato improvvisamente in Top 10, Berrettini è motivato a farci vedere di nuovo il gioco dominante che ha stupito tutti nell’estate del 2019. Matteo ha già fatto il grande salto, ormai è un top player. È importante che finalmente abbia potuto svolgere la preparazione senza intoppi fisici, lui è uno di quelli che ha bisogno di giocare per trovare la condizione e la fiducia in sé stesso, quindi spero che il calendario gli dia una mano. E poi è relativamente “nuovo” per il vertice, significa che ha ancora margini di miglioramento”, spiega l’ex n.7 al mondo. 

Se il 2021 di Berrettini potrebbe essere di riassestamento, quello di Fognini, dopo un anno passato ai box tra operazioni alle caviglie e successiva riabilitazione, sarà un nuovo inizio, tra gli inevitabili dubbi e incertezze legate agli anni che passano e la voglia di dimostrare di poter dire ancora la propria sul tour. “In pratica Fabio deve ripartire da zero, la doppia operazione non è stata una passeggiata e poi, quando stava mettendo finalmente insieme qualche partita, ha preso il virus. Fino a ottobre si è allenato con me, vedevo che mordeva il freno e soffriva perché il dolore non era ancora scomparso. Intanto, deve ritrovare la piena salute e poi considerare che i primi mesi saranno complicati: ma sono sicuro che lo rivedremo ai suoi livelli sulla terra battuta. Ha ancora tanto da dare, ha detto ottimista Barazzutti, che lo conosce come pochi, essendo stato anche suo coach per diversi anni. 

Bisogna poi parlare di Sinner. Perché ne parlano tutti. Perché l’anno scorso al Roland Garros, per più di un set, ha fatto partita pari contro sua maestà Rafa Nadal. E in quel match ha destato talmente una bella impressione che lo stesso fenomeno di Manacor l’ha scelto come suo compagno per la preparazione degli Australian Open, portandoselo dietro ad Adelaide. “Intanto per lui sarà un’esperienza straordinaria da cui potrà solo imparare. L’anno scorso Jannik doveva gestire la pressione di una nuova dimensione da giocatore, adesso gli si chiedono risultati immediati. Ci saranno alti e bassi, ovviamente, ma ha le spalle larghe. Soprattutto, è molto consapevole dei suoi mezzi, però non è presuntuoso: questo significa che è disposto ad ascoltare e a lavorare per crescere e migliorare”, ha commentato Barazzutti.

Con una serie di talenti di questo tipo, sognare in grande è un dovere. E il sogno più grande per il tennis italiano è quello di un secondo titolo Slam, dopo quello conquistato da Adriano Panatta nel 1976 agli Open di Francia. Missione possibile? “Ne sono convinto”, dice il capitano di Davis. “Berrettini ha già giocato una semifinale agli Us Open, che è lo Slam più competitivo, Sinner ha fatto quarti a Parigi mettendo in difficoltà Nadal per due set. Certo, in uno Slam conta anche la capacità di gestire le due settimane e serve un po’ di fortuna nei sorteggi, ma entrambi sono da corsa. E poi comunque il tempo è dalla loro parte: prima o poi i fenomeni della generazione dorata molleranno la presa. E loro saranno lì per approfittarne”.

Ma ci saranno anche altri giocatori in grado di far esaltare i tifosi italiani. Il movimento per l’appunto è molto profondo e ricco di risorse, tra tennisti solidi in grado di mettere in difficoltà tutti e talenti da ritrovare. “Sonego sarà testa di serie in Australia ed ha ancora ampi margini di miglioramento, Travaglia, Mager e Caruso sono seri e giocano bene. Ma se dovessi scommettere un euro, lo punterei su Cecchinato: è di nuovo tonico, anche di testa, sulla terra battuta tornerà ad essere uno dei migliori del mondo perché una semifinale a Parigi non si dimentica in tre anni”, spiega Barazzutti. Come dimenticare che poi, poco al di fuori della Top 20, c’è un certo Lorenzo Musetti, tennista dalle doti straordinarie, che quest’anno compirà solo 19 anni?

Anche grazie ai risultati sempre migliori dei nostri tennisti, l’Italia sta assumendo un ruolo di primo piano nel panorama del tennis internazionale. La dimostrazione arriva dal fatto che le ATP Finals si giocheranno a Torino. Il capoluogo piemontese però potrebbe raddoppiare, diventando una delle città in cui si giocherà la nuova Coppa Davis in stile mondiale, inaugurata nel 2019 e saltata causa Covid nel 2020. Gli organizzatori del nuovo format mi hanno chiesto un parere, ed io ho risposto che portare la Davis in tre città fa recuperare un po’ dello spirito originario, sperando che possa esserci il pubblico. Sarà una grande emozione, ma anche una grande responsabilità. Abbiamo una squadra molto forte e compatta, partecipare non sarà l’unica cosa che conta”. Insomma, al bando ogni decoubertinismo. Ora l’Italia del tennis gioca per vincere. 

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Gunter Bresnik è il nuovo allenatore di Monfils

I due si allenano insieme da novembre, ma ora è arrivata l’ufficialità. L’ex coach di Thiem non sarà però in Australia con il francese

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Gael Monfils - Australian Open 2020 (via Twitter, @ATP)

Sul sito ufficiale ATP, nella sezione “coach” della pagina dedicata a Gael Monfils, è comparso un nuovo nome e non uno qualunque, bensì quello dell’austriaco Gunther Bresnik, ex allenatore di Dominic Thiem. I due in realtà si allenano insieme dallo scorso novembre, ma la loro collaborazione è stata ufficializzata solo ora. Bresnik però non seguirà il numero undici del mondo a Melbourne, non essendo riuscito a organizzarsi per la trasferta australiana.

Al fianco di Monfils ci sarà un altro austriaco, Richard Ruckelshausen, anch’egli allenatore ufficiale del francese, nonché ex tennista professionista con un best ranking da numero 453. Ruckelshausen ricoprirà anche il ruolo di capitano della squadra francese nell’imminente ATP Cup (com’è noto la nomina di tale figura è appannaggio del numero uno di ciascun team).

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Addio Nike! Auger-Aliassime passa ad Adidas

Il talento canadese ha annunciato su Instagram che da quest’anno sarà sponsorizzato dallo storico brand tedesco

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Felix Auger-Aliassime - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Nel tennis, così come in molti altri sport di primo piano come calcio e basket, a contendersi la possibilità di vestire i migliori atleti sono principalmente due brand: Nike e Adidas. Fa quindi sempre un pò clamore quando un tennista o una tennista passa da un marchio all’altro. L’ultimo caso era stato quello di Naomi Osaka, dati alla mano la giocatrice più appetibile dal punto di vista del marketing in questo momento, che nel 2019 aveva mollato le tre strisce tedesche per il baffo statunitense.

Uno smacco notevole per Adidas che in questo inizio 2021 prova a rifarsi, strappando Felix Auger-Aliassime a Nike. È stato lo stesso Auger-Aliassime ad annunciare il cambio di sponsor sul suo profilo Instagram. A dargli il benvenuto nella famiglia Adidas, con un commento al post, ci sono stati Dominic Thiem, Alexander Zverev, Sebastian Korda e Fernando Verdasco, tutti alfieri del brand teutonico. Particolarmente significativo il post di Zverev, sul quale si vociferava un possibile addio ad Adidas, anche a causa delle sue vicissitudini fuori dal campo. Più perplessi Frances Tiafoe, lui stesso atleta Nike, e Reilly Opelka, che veste Fila.

Quello del 20enne canadese è senza dubbio un grande acquisto per Adidas: un tennista giovane, di grandissimo potenziale, dalla faccia pulita, capace dunque di intercettare il supporto delle nuove generazioni. Ora si attende la risposta di Nike che comunque domina nel femminile e in quanto a talenti del futuro si è già assicurata Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Carlos Alcaraz.

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