Nadal sposa l'antidiva Francisca (Scanagatta). Altro che wags (Ponchia). China Open, Fognini eliminato (Schito)

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Nadal sposa l’antidiva Francisca (Scanagatta). Altro che wags (Ponchia). China Open, Fognini eliminato (Schito)

La rassegna stampa di sabato 5 ottobre 2019

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Nadal sposa l’antidiva Francisca (Ubaldo Scanagatta, Giorno-Carlino-Nazione Sport)

È la donna del mistero. Una delle donne più inquadrate negli ultimi 14 anni (!) dalle tv di tutto il mondo. La fedele sempiterna compagna di uno dei campioni più popolari del globo, finalmente sabato 19 udrà le fatidiche parole: Si, quiero, «Sì, lo voglio». Ma se chiedeste a milioni di persone chi sia, che cosa faccia, che cosa pensi, Francisca Perellò, scorgereste facce e risposte incerte. È una ragazza carina ma non appariscente, capelli scuri sempre naturali e castani come gli occhi suoi e del promesso sposo. Indossa sempre abiti semplici, un trucco leggero le illumina il viso pulito, il sorriso è quasi sempre mezzo, rivelatore d’una apparente timidezza. Gli amici la descrivono semplice, puntigliosa, attenta ai dettagli. E lei avrà certamente anche mille altre virtù, ma forse nessuna così evidente come la sua discrezione. In 14 anni al fianco di un supercampione come Rafael Nadal è stata una vera impresa trovare, tranne che per le fotografie scattate in tribuna accanto alla sorella del prossimo sposo, dei suoceri, scatti che la immortalino altrove, in eventi mondani, social. Nessuna intervista a riviste e giornali. Proprio non sopporta di finire in copertina. «Grazie, non ho proprio nulla da dire» ha sempre cortesemente risposto a decine di giornalisti la novia di uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi: appunto Nadal, il primo grande rivale di Roger Federer, vincitore di ben 12 Roland Garros, di 19 Slam, uno meno dello svizzero. Nove anni fa quel macho ipermuscolato aveva accettato di girare un video intimamente ravvicinato per il lancio della hit Gitana della popstar colombiana Shakira. I gossip-tabloid si scatenarono. Senza immaginare che senza l’ok di Maria Francisca, detta Meri, il video non sarebbe mai stato girato. Rafa sarà l’ultimo dei Fab Four a sposarsi: 4 anni dopo Andy Murray, 5 dopo Novak Djokovic, 10 dopo Roger Federer. LUI ha 33 anni. Lei è nata il 7 luglio 1988, figlia unica di papà Bernat, costruttore edile, e mamma Maria Pascual, funzionaria del comune di Manacor, la cittadina delle Baleari dove è nato Rafa. Il matrimonio si celebrerà a Port de Pollenca, location esclusiva sul litorale nord: 500 gli invitati, inclusi diversi tennisti. E naturalmente anche re Juan Carlos e consorte. E Federer? Dieci giorni fa mi disse a Ginevra: «Non sono invitato». Ma l’invito sarà arrivato. Rafa e Xisca si erano conosciuti al liceo. A presentarli la sorella di lui, Maribel. Il primo bacio? Pare nel 2005, anno del primo trionfale Roland Garros. Anche Rafa è riservato, discreto. L’unico bacio che gli ho visto dare in pubblico a Xisca è stato dopo aver vinto Montecarlo nel 2016. Un’eccezione. I paparazzi che pochi mesi fa li hanno finalmente colti in atteggiamento affettuoso sulla nuova barca acquistata da Rafa, il Beethoven, stanno ancora festeggiando. Rafa si allenava e giocava a tennis. Xisca studiava economia aziendale, laureandosi. A Londra ha lavorato un po’ per Img, società di management che segue Rafa, e per l’agenzia di assicurazioni Mapfre. Il solo modo per convincere Xisca a rilasciare qualche dichiarazione è stato chiederle di parlare della Fondazione Rafa Nadal che lei dirige insieme a mamma Nadal (Ana Maria), la presidente. Nella vita e nella famiglia di Rafa e Xisca ci sono già ogni anno 800 bambini, quelli di cui si occupa la Fondazione nata sulla scia di un torneo in India: «Rafa sentì che doveva restituire qualcosa di quello che aveva avuto. La semplice beneficienza non bastava. Abbiamo scelto la discrezione: preferiamo lavorare per raggiungere risultati piuttosto che raccontarli». ANCHE per l’abito da sposa, disegnato apposta per lei dalla stilista catalana Rosa Clara, Xisca non rinuncerà alla sobrietà: indosserà un modello di stile romantico, classico, haute couture e su misura, creato appositamente per lei, molto coerente con il suo stile discreto ed elegante. E Rafa si sforzerà di darle almeno un altro bacio.

Altro che wags (Viviana Ponchia, Giorno-Carlino-Nazione Sport)

 

Andre Agassi ha spiegato in maniera definitiva quanto il tennis sia magnifico e crudele. Uno sport da lupi solitari senza panchina o bordo campo in cui nascondersi quando le cose si mettono male. In questa condizione di forzato autismo, agli antipodi della bolgia da stadio, è essenziale sapersi scegliere i giusti supporter sentimentali. […] Due tra i piu grandi di sempre hanno scelto infatti complici agli antipodi dalla wag di ordinanza per reggere il peso della gloria. Compagne carine ma non abbaglianti, discrete ai limiti dell’introversione e tenaci dentro storie d’amore che durano. Qui si racconta della misteriosa signorina Francisca Perellò, che tra qualche giorno andrà all’ altare con Rafa Nadal. Ma donna di penombra e sorrisi indecifrabili e anche Mirka Vavrinec, da dieci anni moglie di Roger Federer. L’ingenuo che si sente domandare chi sia la donna del dio del tennis fra quelle inquadrate dalle telecamere non sceglierà lei ma la sventola bionda seduta vicino. Mirka, multimilionaria consorte di Superman, ha capelli terrestri sparpagliati su una camicetta azzurra, il lucidalabbra e due coppie di gemelli ai quali ricordare che non si parla al papà mentre è al lavoro. La dicono allergica a taccuini e microfoni, in pace con il proprio passato modesto da ex tennista professionista, non proprio simpatica, lontana dai social. Un diciannovenne e imbranato Federer la baciò ai Giochi estivi di Sidney nel 2000. Non si sono più lasciati. E lui che potrebbe avere la fila fuori dallo spogliatoio vuole fare felice solo lei. Lo hanno sentito dire: «Forse la gente pensa che io sia il migliore, ma io ho bisogno che la migliore sia Mirka». Nadal sottoscrive, gli altri prendano appunti.

China Open, Fognini eliminato (Francesca Schito, Il Tempo)

Una sconfitta che vale doppio per Fabio Fognini. L’azzurro, sui campi in cemento del China Open, si è arreso in tre set (3-6 6-3 6-1) a Karen Khachanov nel quarti di finale del torneo 500 di Pechino. L’azzurro è partito bene aggiudicandosi il primo set, ma il moscovita ha saputo sfruttare gli errori dell’azzurro, che nel secondo parziale ha sprecato una palla break nel terzo gioco, aggiudicandosi il secondo set. Fognini nel terzo parziale regala subito un vantaggio al suo avversario perdendo il servizio nel primo game per poi ripetersi, riscontrando enormi problemi alla battuta. Oltre alla sconfitta in sé, per il tennista di Arma di Taggia rimane l’amaro in bocca di aver lasciato a Pechino punti importanti per continuare a sperare nella corsa verso le ATP Finals di Londra. Fognini, che lo scorso anno arrivò fino alla semifinale del China Open, è ancora in corsa per l’ottavo posto della Race, al momento occupato dall’altro italiano Matteo Berrettini, sconfitto nel primo turno del torneo di Pechino, così come Monfils, Zverev e Goffin. La corsa del ligure riprenderà nei prossimi giorni a Shanghai, una corsa che ora è sempre più in salita. Azzurro L’italiano sconfitto in China rischia le Finals di Londra

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Fit addio, nasce la Federazione italiana tennis e padel (Gazzetta) Baby Nardi è cresciuto. Sale in rampa di lancio (Strocchi)

La rassegna stampa di giovedì 6 ottobre 2022

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Fit addio, nasce la Federazione italiana tennis e padel (Gazzetta)

L’annuncio del presidente Binaghi a margine del Firenze Open. Il cambio di nome sarà ufficiale dal 16 ottobre. Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, l’aveva anticipato qualche mese fa, durante la presentazione del Major romano del nuovo circuito Premier Padel: «Entro fine anno ci sarà un’assemblea per cambiare marchio e nome della federazione. Sarà inserito anche il padel». Non più una moda passeggera, ma una realtà sempre più in crescita. Lo dicono i numeri, l’interesse della gente, i 7000 spettatori durante la finale del Premier Padel giocata al Foro Italico a fine maggio. Da qui la svolta: dal 16 ottobre la Federtennis cambierà nome, trasformandosi in Federazione italiana tennis e padel. Ad annunciarlo è stato lo stesso Binaghi durante la presentazione dell’Unicredit Firenze Open, torneo Atp 250 al via lunedì. “Quello di Firenze sarà l’ultimo evento organizzato dalla Fit sotto questo nome”. Dopo un paio di tappe del World Padel Tour (i due Open di Santander e Minorca) e un altro torneo del Premier Padel, il Pl di Giza in Egitto dal 24 al 30 ottobre, toccherà al Mondiale, in programma dal 31 ottobre al 5 novembre. Inizialmente previsto a Doha, l’appuntamento è stato spostato a Dubai, negli Emirati Arabi. Alle qualificazioni si sono iscritti più di 40 Paesi – un record – e il presidente della Federazione Internazionale Padel Luigi Carraro si è detto fiero e soddisfatto per la crescita di questo sport. L’obiettivo è chiaro: portare il padel alle Olimpiadi, magari a Brisbane nel 2032. Intanto la “pala” è approdata per la prima volta ai giochi sudamericani in programma ora ad Asunción, e farà parte dei giochi olimpici europei di. Cracovia nel 2023. Menzione speciale per gli azzurri in vista dei mondiali. L’ItalPadel maschile sarà allenata da Miguel Sciorilli, mentre Marcella Ferrari guiderà le donne, arrivate terze nell’edizione 2021. Ormai il padel è una disciplina solida con ampi margini di crescita. Basta vedere i numeri: più di duemila strutture e poco meno di 5500 campi. Il bello è che nel 2018, l’anno zero per lo sviluppo di questo sport in Italia, i terreni da gioco erano circa 500, ora sono stati superati i mille comuni con campi da padel. Si gioca ovunque, e soprattutto ci si diverte.

Baby Nardi è cresciuto. Sale in rampa di lancio (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

Coetaneo di Alcaraz, dopo i trionfi a livello Under 14 e il ritorno nella sua Pesaro, spaventa Tsitsipas in Kazakhstan e si avvicina alle Next Gen Finals di Milano 

Chissà se vedere il coetaneo Carlos alcaraz accomodarsi sul trono mondiale è stata la molla che gli ha dato una spinta in più. Fatto sta che Luca Nardi – nato il 6 agosto 2003, 3 mesi dopo il fenomeno spagnolo – dopo un 2021 tutt’altro che positivo, negli ultimi tempi pare proprio aver aumentato i giri del motore, con la ferma intenzione di ritagliarsi uno spazio che conta nel circuito, quello che tanti addetti ai lavori pronostica vano già nel 2017, dopo il successo nel Les Petits As di Tarbes in Francia, sorta di Mondiali under 14. Dopo il primo titolo Challenger a Forlì nella settimana che apriva l’anno, a 18 anni e 5 mesi (solo due italiani sono stati più precoci in questo circuito: Sinner 17 anni e 6 mesi, Pescosolido 17 anni e 10 mesi) terzo tennista classe 2003 fare centro in questa categoria di tornei dopo Alcaraz e il danese Rune, il talento di Pesaro ha concesso il bis vincendo a Lugano in aprile per poi calare il tris nei primi giorni di settembre a Maiorca nel Challenger organizzato nell’accademia di Rafa Nadal successo che gli è valso il best ranking al numero 142 (aveva iniziato la stagione da numero 364 ATP). In mezzo anche sconfitte che fanno crescere, come il primo turno agli Internazionali d’Italia col britannico Norrie allora numero 11, la rimonta subita nel turno decisivo di quali qualificazione al Roland Garros dallo spagnolo Zapata Miralles, o il match perso con l’altro iberico Carreno-Busta all’esordio nel main draw del 500 di Amburgo dove aveva superato le qualificazioni.,, tutte esperienze di cui parte solo in un percorso di maturazione che Luca, tornato nella sua città natale, dopo qualche anno a Tirrenia, sta vivendo accanto al 32enne allenatore è amico Francesco sani e ad uno staff di cui fanno parte l’altro con Gabriele Costantini, il preparatore atletico Matteo Baldini e il fisioterapista Frank Musarra. Già raggiunto l’obiettivo stagionale di entrare tra i primi 150, è il momento di alzare ulteriormente l’asticella. Come ha mostrato a Nur-Sultan guadagnandosi un posto in tabellone con l’affermazione in rimonta, annullando 2 matchpoint nel turno decisivo delle qualificazioni sul belga David Goffin, numero 66 ATP ma ex numero 7, poi martedì da lucky loser capace di sgambettare proprio Alcaraz. “Questo match mi ha dato consapevolezza mi fa capire a che livelli posso giocare” ha messo Nardi, in grado poi di superare la prova del nove col primo successo a livello ATP ai danni del russo Shevchenko. E al secondo turno di tenere testa per un’ora e tre quarti senza concedergli palle break e sfoggiando un campionario da applausi (comprese smorzate e volée) al greco Tsitsipas, n. 6 del ranking, costretto a fare ricorso a due tie-break per staccare il pass per i quarti e poi prodigo di complimenti il giovane italiano (salirà n.130, nuovo best personale). In piena corsa per qualificarsi alle Next Gen Finals, si è portato all’undicesimo posto nella Race, ma con Alcaraz qualificato per le Nitto ATP Finals e anche Sinner in lizza per Torino, può fare corsa su Francesco Passaro 9°, o lo svizzero Sticker 10°, appena 5 punti più avanti. Il sogno di illuminare Milano passa per i prossimi impegni a cominciare dal torneo di Firenze dove ha ottenuto una wild card.

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A Firenze big azzurri e niente Sinner (Gensini). Nardi, prima volta ad Astana (Strocchi). Kyrgios accusato di aver aggredito l’ex fidanzata (Braghieri)

La rassegna stampa di mercoledì 5 ottobre 2022

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A Firenze big azzurri e niente Sinner (Francesco Gensini, Corriere dello Sport)

L’appuntamento col tennis torna a Firenze dopo ventotto anni e lo fa al “PalaWanny” da lunedì 10 a domenica 16 con gli italiani più competitivi, da Berrettini a Sonego passando per Musetti, ma purtroppo senza Sinner che ieri ha annunciato ufficialmente che non ci sarà per il problema alla caviglia che ha causato il ritiro a Sofia e il forfait ad Astana. «Ho parlato con i miei dottori – è stato il suo messaggio social – e mi hanno invitato a restare ancora un po’ a riposo. Purtroppo, questo significa che non potrò prendere parte al torneo di Firenze». Ci saranno invece Auger-Aliassime e Cressy e, grazie alle wild card, i giovanissimi azzurri Passaro, Nardi e Maestrelli, definiti da Binaghi «più certezze che speranze e, se volete vedere il futuro del tennis italiano seguite questi tre ragazzi». Proprio il presidente della Federtennis, insieme a Dario Nardella (sindaco di Firenze) e Paolo Lorenzi (direttore tecnico del torneo), ha partecipato alla presentazione di “UniCredit Firenze Open” ieri mattina nella Galleria degli Specchi di Palazzo Medici Riccardi. «Siamo venuti a Firenze – ha detto Binaghi – per rimanerci il più a lungo possibile. La presenza qui è un gran segnale, tanto più nell’occasione in cui sempre a Firenze, dove è nata il 18 maggio 1910, la Federazione cambierà nome durante l’Assemblea generale di domenica 16: la Fit diventerà la Fitp, Federazione italiana tennis e padel. E’ bello che ci siano tanti giocatori italiani, compresi anche gli emergenti: mi auguro che a vincere sia uno di loro». […]

Nardi, prima volta ad Astana (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

 

La rincorsa verso le Nitto Atp Finals di Torino si fa sempre più in salita per Jannik Sinner. Il 21enne azzurro, n.12 del ranking mondiale e della Race dopo l’infortunio alla caviglia in semifinale a Sofia, ha infatti ufficializzato la sua forzata rinuncia al torneo di Firenze della prossima settimana. «E’ stato frustrante dovermi ritirare a Sofia, ho parlato col mio medico e mi è stato consigliato di prendermi un breve periodo di riposo per consentire alla caviglia di recuperare – scrive l’altoatesino sui social –. Sfortunatamente dovrò saltare il prossimo torneo a Firenze: mancare a un appuntamento in Italia è un dolore extra per me. Ad ogni modo è ora il momento di lavorare col mio team per tornare più forte, sperando di essere pronto per Vienna e Parigi». Sorride invece Luca Nardi, che ha centrato la sua prima vittoria in un tabellone principale del circuito maggiore all’Astana Open, Atp 500 sul veloce indoor della capitale kazaka. Il 19enne pesarese, n.152 Atp, promosso dalle qualificazioni, ha sconfitto 7-6 (4) 6-2 il russo Alexander Shevchenko, n.146 Atp, anche lui qualificato. Nardi al 2° turno oggi sfida per la prima volta il greco Stefanos Tsitsipas, n.6 del ranking e terzo favorito del seeding. Avanza il russo Daniil Medvedev, n. 4 della classifica (6-3 6-1 allo spagnolo Albert Ramos-Vinolas), mentre è uscito di scena all’esordio lo spagnolo Carlos Alcaraz: il 19enne trionfatore degli Us Open ha incassato il primo ko nel tour da n.1 del mondo cedendo 7-5 6-3 al belga David Goffin, ripescato dalle qualificazioni dopo il ritiro del danese Holger Rune. […] 

Kyrgios accusato di aver aggredito l’ex fidanzata (Valeria Braghieri, Il Giornale)

Spalanca le braccia, volge gli occhi al cielo, impreca, sfascia racchette. Di continuo. Scagliandole a terra con la potenza dei suoi 1,93 metri di altezza. Se la prende con l’arbitro, con l’avversario, con l’allenatore, mai abbastanza con se stesso. Ha bisogno di scaricare in campo la sua isteria. Nick Kyrgios da Canberra (Australia) ma anche un po’ greco e anche un po’ malese. Ventisette anni di poderoso talento perennemente in bilico su un carattere malfermo. Ma finché gli servono a essere uno sparapalline da record e miliardi è il benvenuto. Ingestibile e irascibile: l’unico ad aver difeso Djokovic quando lo hanno estromesso dall’Open d’Australia perché non vaccinato contro il Covid. Perché le regole lo impigliano, la disciplina pure: si allena pochissimo, si arrangia con la potenza, lascia fare al tocco di palla. Se vinci vale tutto. Il campo è un ring: si scarica sotto rete. Ma anche a casa, a quanto pare. A dicembre, la sua ex fidanzata di origini italiane, Chiara Passari, lo ha accusato di aggressione. I fatti risalirebbero al gennaio 2021 ma il caso è stato reso pubblico solo a luglio mentre il tennista stava giocando a Wimbledon. Ora che il campione rischia fino a due anni di carcere per violenza domestica, cosa si inventa il suo avvocato, Michael Kukulies-Smith? Intende chiedere l’assoluzione per vizio di mente. Il legale ha spiegato di aver riesaminato la storia clinica di Kyrgios dal 2015, compresa la sua salute mentale. In particolare ha citato le dichiarazioni dello stesso tennista che ha raccontato di aver attraversato un lungo periodo di solitudine, depressione e negatività in cui ha fatto uso di alcol e droghe e ha allontanato familiari e amici. Ora il magistrato Glenn Theakston, che si occupa del caso, ha aggiornato il processo al prossimo 3 febbbraio quando Kyrgios ha già fatto sapere che intende comparire in aula. In quell’occasione la difesa dovrebbe presentare la richiesta formale di assoluzione. […]

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Flash

Sinner, dopo il ritiro arriva il forfait. Djokovic trionfa e vede le Finals (Fiorino). Fenomeno Spagna terra di campioni (Martucci)

La rassegna stampa di lunedì 3 ottobre 2022

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Sinner, dopo il ritiro arriva il forfait. Djokovic trionfa e vede le Finals (Luca Fiorino, Corriere dello Sport).

Oltre al danno la beffa. Jannik Sinner ha dato forfait all’Astana Open, al via quest’oggi, a causa della distorsione alla caviglia destra riportata nella semifinale di Sofia. Jannik, che era stato sorteggiato nel quarto di Novak Djokovic e avrebbe dovuto debuttare con Oscar Otte, sarà sottoposto nelle prossime 48 ore a tutti gli accertamenti del caso (ecografia e risonanza) per valutare l’entità del trauma subito nella sfida con Holger Rune. Nella capitale bulgara, l’azzurro ha alzato bandiera bianca per la terza volta in stagione dopo i ritiri occorsi a Miami e Parigi. Gli intoppi patiti da Jannik nell’arco di questi dieci mesi sono stati di varia natura: dal covid alle vesciche ai piedi (problema risolto grazie a dei plantari specifici), dagli addominali all’anca, fino ad arrivare all’infiammazione al ginocchio e a quest’ultimo incidente alla caviglia.

[…]

 

La prevenzione in casa Sinner resta massima da sempre. Malgrado l’assenza last minute dell’altoatesino, l’Italia sarà rappresentata nel ricco torneo kazako da Luca Nardi. Il pesarese, classe 2003, si è qualificato grazie al successo messo a referto ai danni di David Goffin, ex numero 7 ATP Il marchigiano, autore di una splendida prestazione contro il primo favorito del tabellone cadetto, si è imposto in rimonta con il punteggio di 3-6 7-6(3) 7-6(3) salvando complessivamente tre matchpoint

[…]

Si è conclusa positivamente la trasferta israeliana di Novak Djokovic. ll serbo si è laureato campione a Tel Aviv sbarazzandosi per l’ennesima volta di Marin Cilic (19 vittorie su 21 confronti diretti). Grazie all’89° titolo messo in bacheca, Nole ha racimolato punti preziosi in ottica Nitro ATP Finals. Avendo vinto uno Slam quest anno, al serbo basterà rientrare fra i primi 20 della Race to Torino (e non fra i primi 8) per garantirsi la partecipazione al Master di novembre.

[…]

Fenomeno Spagna terra di campioni (Vincenzo Martucci, Il Messaggero Sport)

Oggi lo sport di Spagna potrà fregiarsi dell’ennesimo, storico, successo: presenterà due giocatori ai primi due posti della classifica mondiale dei tennisti professionisti, Carlos Alcaraz e Rafa Nadal. Una situazione eccezionale nell’ATP Tour, il sistema di graduatoria deciso dal 1973 dal computer, tanto che si è registrata l’ultima volta il 13 agosto 2000 con una super-potenza dall’immenso bacino come gli Stati Uniti, con due campioni come Andre Agassi, numero 1, e Pete Sampras, 2, all’apice della loro epica rivalità. Ma lo sport iberico non si ferma al tennis, anzi. TRADIZIONE Non sottilizziamo sull’allenatore, Sergio Scariolo (italianissimo) e il jolly, Lorenzo Brown (oriundo per motivi di forza maggiore): la Spagna maschile di basket che domina in finale la Francia agli ultimi Europei aveva già vinto il titolo nel 2009, 2011 e 2015 e anche il Mondiale 2019, ed ha cominciato a brillare ciò con l’argento olimpico a Los Angeles 1984 esprimendo talenti come Fernando Martin Espina, Rubio, Corbalan, Rydy Fernandes, San Epifanio, Navarro, Pau Gasol e suo fratello Marc. E il calcio non è solo La Liga, la serie A iberica, non è solo i bianchi (le merengues) di Madrid, la squadra più titolata al mondo con 28 allori (14 Coppe dei Campioni/Champions League) e in patria (35 scudetti), e il Baria dei fenomeni, da Cruyff, a Maradona, da Ronaldinho a Ronaldo a Messi. Tanto che nelle coppe europee la Spagna ha dominato dal 2013 al 2018 vincendo 18 trofei su 19.

[…]

E’ innegabile che il fattore-sport è molto sentito e supportato a livello nazionale e sociale, sulla scia di campioni dall’incredibile richiamo come Miguel Indurain nel ciclismo, Fernando Alonso della Formula 1, Marc Marquez nel motociclismo (sulla scia di Angel Nieto), il triatleta Javier Gomez Noya, il canoista David Cal, il ginnasta Gervasio Differite e lo sbatter Javier Fernandez. Tanti campioni in tante discipline diverse non possono essere un caso.

[…]

Tutto è cominciato con gli enormi investimenti per l’Olimpiade di Barcelona 1992, chiusa col bottino record di 22 medaglie. La Spagna ne ha beneficiato a tutti i livelli, anche in sport come l’hockey pista dove ha vinto 5 mondiali consecutivi, dal 2005 al 2013. Ma, soprattutto, è stata capace di diversificare e di seguire l’evolversi dei tempi, tanto da sposare per prima uno sport emergente come il padel, tanto che oggi conta 100mila tesserati.

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