Jannik Sinner, ottavi di finale a Mouilleron-le-Captif e wild card ad Anversa

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Jannik Sinner, ottavi di finale a Mouilleron-le-Captif e wild card ad Anversa

Il 18enne azzurro si prende la rivincita su Tristan Lamasine nel Challenger francese. Sfiderà Lukas Rosol. E la prossima settimana sarà in Belgio per il torneo ATP 250

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Cinque mesi dopo quel doppio confronto nel giro di 24 ore che aveva lasciato un po’ di amaro in bocca, Jannik Sinner si è preso la rivincita su Tristan Lamasine. A maggio, sulla terra rossa di Lione (torneo di categoria 250), Jannik supera all’ultimo turno delle qualificazioni il giocatore francese per 6-4 6-3 e si guadagna l’accesso al suo terzo main draw ATP. Il suo avversario al primo turno, Mikhail Kukushkin, dà forfait per un problema alla spalla destra e lascia il posto a un lucky loser: il ‘perdente fortunato’ è proprio il 26enne Lamasine, che 24 ore dopo essere stato sconfitto da Sinner nelle quali supera l’azzurro nel primo turno del main draw per 6-0 7-6.

I due si sono ritrovati ieri, sul cemento del Challenger francese di Mouilleron-le-Captif: a prevalere questa volta è stato l’azzurro (14esima testa di serie e numero 127 del mondo questa settimana), che ha superato il numero 221 del ranking per 7-5 6-1. Sotto 5-2 nel primo parziale, Sinner ha ribaltato l’andamento del match infilando una serie di nove giochi consecutivi (annullando anche due set point sul 4-5) e ha così conquistato la 21esima vittoria in stagione nel circuito Challenger (sei le sconfitte). Negli ottavi di finale se la vedrà adesso con il ceco Lukas Rosol, che attualmente occupa la 152esima posizione della classifica mondiale ma vanta un best ranking di numero 26, raggiunto a settembre 2014. I due si sono già affrontati quest’anno nelle qualificazioni di Budapest: vinse Sinner per ritiro di Rosol sul punteggio di 6-2 3-0 in favore dell’azzurro.

In attesa della sfida con Rosol in Francia (il match si giocherà giovedì), Jannik (che era iscritto alle qualificazioni di Stoccolma) potrà godersi la wild card che gli è stata assegnata dagli organizzatori di Anversa, torneo ATP 250 che si disputerà la prossima settimana. Sarà l’ottavo main draw della stagione di Sinner sul circuito maggiore (tre vittorie e sette sconfitte tra Budapest, Roma, Lione, ‘s-Hertogenbosch, Umago, US Open e San Pietroburgo). Nel tabellone di Anversa, Jannik si troverà di fronte Andy Murray, Gael Monfils, il padrone di casa David Goffin, Milos Raonic, Jo-Wilfried Tsonga, Stan Wawrinka e Lorenzo Sonego, l’unico altro azzurro al via.

 

Le entry list aggiornate di Anversa, Mosca e Stoccolma
Il calendario ATP

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Nur-Sultan: Seppi cede alla distanza contro McDonald

Buona partenza per l’altoatesino, che vince il primo set facilmente ma poi cala in maniera vistosa e si fa rimontare da Mackenzie McDonald

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Sarà Mackenzie McDonald a giocare i quarti di finale dell’Astana Open di Nur-Sultan 2020, torneo di categoria ‘250’ indoor che si gioca negli impianti della capitale kazaka. Lo statunitense ha battuto in rimonta Andreas Seppi (3-6 6-3 6-3) in due ore di partita e ora incrocerà la racchetta con Mannarino per cercare di raggiungere la semifinale. C’è qualche rimpianto per Andreas, che sembrava in totale controllo della sfida nel primo set, ma è apparso molto meno reattivo per il resto del match, anche quando l’inerzia poteva spostarsi dalla sua parte nel terzo dopo aver recuperato il break di svantaggio. Ha perso così la seconda partita in carriera contro il giocatore di origini californiane (nel 2018 venne sconfitto in due set a ‘s-Hertogenbosch).

Nel primo set non c’è stata partita per i primi tre game. Seppi è riuscito a mettere subito i piedi dentro al campo e lo statunitense non ha mai opposto resistenza: solamente il servizio gli ha concesso di conquistare punti facili (un set point salvato con un ace per evitare un parziale ancora più pesante) e mettere a referto tre game vinti. Per il resto Seppi non ha mai sofferto alla battuta dopo il break iniziale, anche favorito dal fatto che i tentavi di McDonald di tornare in partita siano stati pressoché inesistenti. Perciò il primo parziale si è chiuso col punteggio di 6-3 in favore dell’altoatesino in 36 minuti.

È abbastanza inaspettato ciò che si è verificato invece a inizio secondo set. Seppi ha perso tutta l’energia mostrata nel primo parziale e McDonald ha limitato visibilmente gli errori. In più l’americano ha trovato un colpo importante, il rovescio lungolinea, che gli ha permesso di trovare ritmo e giocare in maniera più offensiva. Stavolta è stato lui a piazzare l’allungo iniziale (3-0) e ad avere anche occasione di conquistare un secondo break. È sembrato di rivedere il calo del secondo set contro Karatsev (perso 6-1) ventiquattro ore prima. Tuttavia l’azzurro ha comunque provato a rientrare, trovando il controbreak sull’1-5, ma due game più tardi McDonald non ha sbagliato nel suo turno di servizio e in maniera piuttosto convincente si è preso il secondo set.

 

Non è stata una grande partita e il racconto del terzo set lo dimostra ancora di più. Andreas purtroppo è uscito male dai blocchi anche stavolta, poco mobile e falloso soprattutto dal lato sinistro. Su quella diagonale McDonald ha provato a costruire la sua partita: si è portato avanti di un break, ma un game abbastanza falloso (sicuramente quello con più errori dal primo set) ha permesso ad Andreas di rimettere le cose a posto, dopo due palle del 2-0 sprecate dall’americano. Quando sembrava che avesse ripreso in mano la partita, sul 40-15, si è bloccato ancora una volta, concedendo un altro break. È in questi frangenti che McDonald è apparso il chiaro favorito per la vittoria finale.

C’è tempo per una reazione d’orgoglio di Andreas però: un passante di rovescio in allungo per riportarsi 3-3. Tuttavia l’impressione è che abbia pagato quello sforzo a caro prezzo, poiché McDonald ha vinto gli ultimi nove punti del match abbastanza in scioltezza, piazzando un altro 6-3 in suo favore e chiudendo il match dopo due ore.

Risultati:

[Q] E. Ruusuvuori b. [8] J. Thompson 6-2 3-6 6-4
[3] A. Mannarino b. [Q] Y. Sugita 6-1 6-1
[PR] M. McDonald b. [WC] A. Seppi 3-6 6-3 6-3
[1] B. Paire vs M. Kukushkin

Il tabellone aggiornato

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Stagione finita anche per Nishikori

Il giapponese, dopo il forfait da Vienna, rinuncia anche ai tornei di Sofia e Bercy. “La spalla mi dà fastidio, rientrare dopo un’operazione al gomito non è mai facile”. Punta a ripartire dall’Australia, con Tokyo nel mirino

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Kei Nishikori - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

La stagione ha imboccato il rettilineo finale, ma per alcuni è già finita. Dopo l’annuncio di Gael Monfils che ha messo un punto sul 2020, ammettendo di non essersi adattato alle condizioni della ripresa, arriva anche Kei Nishikori a dare appuntamento al 2021 dopo il forfait di Vienna che gli ha fatto saltare la sfida d’esordio contro Dominic Thiem. “Sono stato contento di tornare in campo – ha scritto sui social il giapponese di stanza in Florida – ma voglio avere la certezza di sentirmi al top quando gioco. Rientrare nel circuito dopo un intervento chirurgico al gomito (intervento a ottobre 2019, ndr) non è mai facile e gli alti e bassi di rendimento sono fisiologici. La spalla mi sta dando ancora un po’ di fastidio quindi ho deciso di saltare Sofia e Bercy per spostare il mio obiettivo sul 2021, che sarà un anno molto importante“.

In estate Nishikori ha dovuto anche superare la positività al Covid-19 che l’ha costretto a non immergersi nella bolla di Flushing Meadows, ripartendo dall’Europa. Il 2020 del numero 37 del mondo, dopo oltre un anno di inattività dovuta ai guai fisici, è quindi iniziato solo a settembre sulla terra di Kitzbuhel, rimediando un ko al primo turno da Keckmanovic. A Roma è stato Lorenzo Musetti a fermarlo al secondo turno sul Centrale, poi lo stop all’esordio ad Amburgo (battuto da Garin). Al Roland Garros il sorprendente successo su Daniel Evans, seguito però dal ko al quinto nella maratona contro Stefano Travaglia. L’obiettivo si sposta adesso sulla spedizione australiana e su una stagione, la prossima, in cui cerchiare in rosso l’appuntamento con il torneo olimpico di Tokyo.

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Zverev sotto accusa: la vecchia ex Olya Sharypova parla di “violenza domestica”

L’ex compagna racconta un presunto episodio avvenuto in una stanza d’albergo durante lo US Open 2019: Zverev l’avrebbe soffocata con un cuscino. Al momento non si parla di denunce, né ci sono reazioni ufficiali da parte del tedesco e del suo team

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Alexander Zverev e Olya Sharipova

Fuoco aperto su Alexander Zverev, che in un buon momento della sua stagione – ha vinto due titoli consecutivi a Colonia – si trova adesso a fronteggiare guai extra campo. Dopo che la più recente compagna Brenda Patea ha annunciato di aspettare da lui un bambino (e di non volerne sapere più del padre, con cui ha rotto i rapporti dalla scorsa primavera), scatta adesso l’accusa di presunte violenze domestiche da parte della storica ex Olya Sharypova. La modella russa ha prima pubblicato su Instagram un post e una storia in cui racconta maltrattamenti senza specificare il nome del presunto autore: parla di essere stata sbattuta con la testa contro il muro e – in un’altra occasione, a New York – di essere stata soffocata con un cuscino in una camera d’albergo, trovandosi costretta poi a scappare in strada a piedi scalzi.

La ventitreenne ha poi aggravato il quadro, aggiungendo nomi e circostanze, in un’intervista concessa al sito russo Championat. L’episodio ricostruito sarebbe accaduto durante lo US Open 2019 con Zverev (questa volta nominato) che avrebbe reagito male a un ritorno tardivo da una passeggiata di Sharypova con la moglie di Daniil Medvedev. Il racconto è sempre quello del tentativo di soffocamento da cui si sarebbe liberata in una stanza d’albergo a New York (“Come ho scritto su Instagram ha provato a strangolarmi con un cuscino“, le sue parole), oltre che di altre situazioni in cui il tedesco avrebbe alzato le mani durante la loro relazione.

Quando le è stato chiesto perché solo adesso abbia deciso di tirare fuori questa brutta storia, Sharypova ha affermato di “essere pronta solo ora a parlarne, avendo avuto bisogno di tempo per recuperare la propria tranquillità” e di voler evitare la sua sorte ad altre donne: “Non voglio che qualcuno possa trovarsi nella mia stessa situazione”. Ha poi aggiunto, riferendosi chiaramente a Zverev, che “le persone dovrebbero essere responsabili delle proprie azioni, che si tratti di un bambino o di una violenza“.

Il tutto, però, non è supportato al momento da denunce alle autorità competenti. Non ci sono nemmeno reazioni ufficiali da parte di Zverev e del suo team. È per questo necessaria la massima cautela.

 

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