Mondo Challenger: Sinner, che peccato! O’Connell stupisce tutti

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Mondo Challenger: Sinner, che peccato! O’Connell stupisce tutti

L’altoatesino si ferma solamente in semifinale in Francia ma si avvicina ancora alla top 100. L’australiano trionfa negli USA esprimendo il miglior tennis della carriera. Secondo trionfo consecutivo per Mikael Ymer e Varillas

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Chris O'Connell - ATP Challenger Fairfield 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)
 
 

Internationaux De Tennis De Vendee (Mouilleron-le-Captif, hard indoor, montepremi $92.040)

RIMPIANTO JANNIK – Il giovane italiano, accreditato della quattordicesima testa di serie, ha superato prima Lamasine battendolo per la seconda volta in tre confronti avvenuti nel giro di otto mesi e poi ha vinto una durissima battaglia contro il ceco Rosol, guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale. Ritrovatosi ancora una volta sotto di un set contro il top 100 rumeno Copil, Sinner ha alzato significativamente il ritmo nel secondo parziale infliggendo un netto 6-1 al suo avversario e nel set decisivo è sembrato stare molto meglio fisicamente del suo rivale, battuto con lo score finale di 3-6 6-1 6-4.

Arrivato così in semifinale dopo due belle rimonte, Jannik ancora una volta è partito male perdendo il primo parziale però ha saputo reagire diminuendo sensibilmente gli errori specialmente col dritto, si è aggiudicato il secondo parziale e nel terzo, nonostante le cinque palle break sciupate nel primo gioco, si è portato avanti sul 4-2 avendo apparentemente in mano la partita. Nell’ottavo gioco Bourgue è rientrato, più per meriti suoi che per demeriti dell’altoatesino, che non si è scomposto e si è conquistato la chance di andare a servire per il match sul 6-5. L’azzurro però è incappato in qualche errore di troppo, si è fatto recuperare nuovamente e si è giunti al tie break decisivo che ha condannato Sinner, tradito ancora una volta dal dritto, sia nell’occasione del match point a favore e sia quando si è ritrovato costretto ad annullare match point. Altre otto posizioni guadagnate e best ranking al numero 119 ATP, con l’obiettivo di chiudere l’anno tra i primi 100 sempre più vicino.

OTTIMO YMER – Il torneo in Francia se lo aggiudica lo svedese Mikael Ymer che conquista il secondo challenger consecutivo: la partenza era stata dura, un set perso sia contro Vanni e sia contro il tedesco Otte, ma pian piano Mikael è stato bravo ad alzare il livello e dai quarti di finale in poi ha concesso le briciole ai suoi avversari, sconfiggendo in due parziali Hoang e Vesely, approdando così in finale dove ha trovato il francese Bourgue. L’atto conclusivo è stato caratterizzato dai troppi errori da parte del transalpino, partito visibilmente teso e capace di sciogliersi solo verso la metà del secondo set, quando però era ormai troppo tardi. Lo score finale recita 6-1 6-4, Mikael consolida ancora di più la sua top 100 e si ritrova al numero 81 del ranking mondiale: non è un giocatore in grado di emozionare il pubblico col suo gioco spettacolare e non ha nessun colpo con cui è in grado di lasciar fermo gli avversari, ma con il passare del tempo è riuscito ad acquisire una grande solidità da fondo e a migliorare sensibilmente il servizio e i risultati ne sono una giusta conseguenza.

 

Finale: [3] E. Ymer b. M. Bourgue 6-1 6-4

Northbay Healtcare Men’s Pro Championship (Fairfield, hard outdoor, montepremi $106.320)

O’ CONNELL, CHE SORPRESA – Aveva chiuso il 2018, dopo innumerevoli problemi fisici, da numero 1185 del ranking e faticava ad entrare in tabellone nei tornei ITF: appena 12 mesi più tardi l’australiano, grazie a 71 vittorie in 9 mesi, entra per la prima volta in carriera tra i primi 200 giocatori al mondo issandosi al numero 192 al termine di una settimana stratosferica che gli consegna il secondo Challenger in carriera dopo il successo ottenuto in estate a Cordenons. Nonostante non giocasse da 8 mesi su cemento, O’Connell è sembrato trovarsi subito a suo agio sui campi non troppo veloci di Fairfield ed ha regolato rapidamente due ecuadoregni, Quiroz e Gomez, giungendo ai quarti di finale dove ha lasciato appena cinque games alla promessa britannica Jack Draper.

Il match di semifinale è stato probabilmente quello più complesso, contro il mancino americano Kevin King è stato costretto a tantissimi scambi lunghi ed ha dovuto annullare 9 delle 10 palle break concesse al suo avversario per riuscire a chiudere la sfida in due parziali (6-3 7-6). In finale ha ottenuto il primo successo in carriera contro un top 100, Steve Johnson, grazie ad una sontuosa prestazione al servizio, ben 13 aces e 0 palle break concesse al suo avversario che non è mai sembrato realmente in grado di contrastare l’australiano, che nel corso del match ha prodotto vincenti da ogni parte del campo deliziando anche il pubblico con parecchi rovesci lungolinea ad una mano. Un break per set, il punteggio finale recita 6-4 6-4 in un match dove il giocatore più forte ed esperto è sempre sembrato Christopher, che a 25 anni sembra aver finalmente raggiunto la maturità tennistica.

Finale: [12] C. O’Connell b. [1] S. Johnson 6-4 6-4

Santo Domingo Open 2019 (Rep. Dominicana, terra verde, montepremi $162.480)

ESTRELLA SALUTA, VINCE VARILLAS – Trionfa il peruviano Juan Pablo Varillas che, dopo non aver mai vinto un Challenger in oltre 50 tentativi, ottiene il secondo trionfo in altrettante settimane. Il tennis del peruviano, caratterizzato da un martellamento costante da fondocampo, si è espresso particolarmente bene su questa terra piuttosto veloce e nel cammino verso la finale ha lasciato per strada solamente un set, più che giustificato contro Delbonis, primo top 100 battuto da Varillas che è stato abile a sconfiggere anche altri forti terraioli come Monteiro e Bagnis prima della sfida decisiva contro Coria. La settimana precedente, a Campinas, a trionfare era stato il peruviano in due rapidi set mentre questa volta la sfida si è decisa al terzo set dove a prevalere è stato Varillas grazie al suo pressing con entrambi i fondamentali che hanno costretto l’argentino ad arretrare molto spesso diversi metri fuori dalla linea di fondo, con Juan che lo ha punito anche con qualche bel drop shot.

L’annuncio del ritiro di Estrella Burgos era avvenuto sui social diversi mesi fa, ma il dominicano si è presentato comunque in buone condizioni al suo ultimo torneo in carriera e ha sconfitto al primo turno in una dura battaglia Marcelo Arevalo con un doppio 7-5 prima di cedere al secondo turno contro il brasiliano Monteiro e salutare definitivamente il tennis giocato. Nello stesso torneo arriva ai quarti di finale Alessandro Giannessi, sconfitto poi abbastanza nettamente dal boliviano Dellien, mentre si ferma agli ottavi il cammino di Federico Gaio.

Finale: J. P. Varillas b. [8] F. Coria 6-3 2-6 6-2

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Challenger Cordenons: Andrea Vavassori frenato dalla pioggia, a vincere è Zhang

Il tennista torinese, dopo la vittoria in doppio, perde una finale dove purtroppo la sfortuna ha avuto un ruolo fondamentale. La Cina domina anche a Lexington con Juncheng Shang

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Zhang Zhizheng - Cordenons 2022
Zhang Zhizheng - Cordenons 2022 (Facebook)

Al Challenger di Cordenons c’è stato un protagonista tanto bravo quanto sfortunato: Andrea Vavassori. Il 27enne tennista torinese dopo un sabato da leone in cui ha prima regolato Nicolas Moreno De Alboran (n.374 ATP) col punteggio di 6-7(5) 6-1 6-4, e poi è tornato in campo, ‘dopo una ragionevole sosta’, come recitano in questi casi i programmi ufficiali, per vincere il titolo di doppio. In coppia col ritrovato Dustin Brown ha battuto i serbi Ivan e Matej Sabanov (teste di serie n.1) col punteggio di 6-4 7-5. Per Andrea è stato il 12esimo trofeo Challenger accompagnato dal nuovo best ranking di doppio alla posizione n.63 ATP. Una notte di relax e poi tutti i pensieri sono andati a Zhizheng Zhang che lo aspettava per la finale. Match che si prospettava non facile perché il 25enne cinese (n.197 ATP) è un tipo tosto, uno che non attira su di sé i riflettori ma, quatto quatto, alle fasi finali dei tornei lui ci arriva spesso. L’azzurro parte fortissimo e già nel terzo game ottiene un break a zero. Sul 4-2 Andrea conquista il secondo break con un bel passante di rovescio, per poi chiudere al primo set point. Non c’è niente da fare, in questo momento se Andrea è in giornata non ce n’è proprio per nessuno. Lui gioca in una sorta di trance agonistica e gli avversari spesso non sono pronti a controbattere i suoi schemi del tutto inusuali nel tennis omologato dei giorni nostri (‘Il panda del serve and volley’ l’ha chiamato un mio illustre collega). In altre parole non è facile alzare lo sguardo e ritrovarsi sempre aggrappato a rete questo ragazzone di 191 cm che dà del tu alla palla e non ne vuole sapere di scambi prolungati. Il discorso sembra già se non chiuso perlomeno ben avviato, senonché a questo punto ci mette lo zampino la sfortuna, sotto le sembianze di un violento scroscio di pioggia che rimanda tutti negli spogliatoi per oltre un’ora.

Giusto il tempo per raffreddarsi e farsi scivolare di mano l’inerzia della partita. Infatti alla ripresa del gioco le cose sono cambiate: Andrea appare meno incisivo al servizio, più falloso e dunque meno sicuro nell’applicazione dei propri schemi. Soprattutto colpa della pioggia che ha appesantito il campo e ha cambiato gli equilibri, come ci ha detto lo stesso Vavassori al termine del match. E’ lesto ad approfittarne il suo avversario che sale molto di livello e dimostra, a dispetto dei suoi 25 anni, di essere uno già molto esperto (non a caso a 15 anni era già professionista). Dopo che l’italiano ha annullato un set point servendo sul 4-5, si arriva al tie-break dove il cinese non lascia alcuna chance al suo avversario. Il parziale decisivo inizia così sotto i peggiori auspici, confermati nel quinto game quando Vavassori spara fuori un diritto incrociato in maniera del tutto gratuita e perde il servizio. E’ praticamente la fine del match che infatti termina velocemente, al netto di un’altra breve sospensione per pioggia. Per Zhang è il terzo titolo Challenger in carriera, per Andrea è la seconda sconfitta consecutiva in finale dopo quella di San Benedetto. Temiamo che il nuovo best ranking alla posizione n.176 non sia sufficiente a consolarlo. Rimane però la consapevolezza di vivere la miglior estate della sua carriera e di essere diventato ormai un protagonista assoluto a livello Challenger, pronto per spiccare il volo verso altri traguardi, a partire dalle prossime qualificazioni degli US Open.

Al Challenger 80 di Lexington (contea di Fayette, stato del Kentucky) non erano presenti italiani in tabellone ma c’era, eccome se c’era, il 17enne cineseJuncheng Shang che ha raggiunto la finale attraverso un percorso tutt’altro che facile (tre delle quattro vittorie ottenute al terzo set). Il ragazzino studia da fenomeno all’IMG Academy di Bradenton in Florida, dove tuttora non capiscono come da un padre ex calciatore e una madre campionessa di tennis tavolo sia uscito un talento del genere. Comunque sia Juncheng l’anno scorso, mentre diventava n.1 al mondo tra gli juniores, iniziava anche a riempire la bacheca dove al momento fanno bella mostra di sé quattro titoli Futures. Da questa sera fa loro compagnia il trofeo Challenger di Lexington che il teenager ha portato a casa, con estrema facilità, liquidando l’ecuadoregno Emilio Gomez con un doppio 6-4. Per lui ovviamente anche il nuovo best ranking alla posizione n.241, terzo cinese in classifica. 

 

In Repubblica Ceca (Liberec, terra battuta) la finale tra Jiri Lehecka e Nicolas Alvarez Varona (n.269 ATP) si è conclusa senza sussulti a favore del beniamino di casa che ha chiuso la pratica con un doppio 6-4 in poco meno di un’ora e mezza. Il 20enne n.65 del mondo aveva sicuramente sofferto di più in semifinale contro il francese Perricard (6-4 6-7 7-6) e oggi non è che abbia dominato ma ha semplicemente fatto tutto un po’ meglio del suo avversario, confermando una solidità che lo porterà lontano. Intanto questo suo terzo successo Challenger (Tampere e Bucarest i precedenti dello scorso anno) lo proietta al n.59 ATP, suo nuovo best ranking. 

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Presentati i 29esimi Internazionali di Tennis San Marino Open: in tabellone Cecchinato, Zeppieri e Nardi

Prenderà il via domenica 7 con le qualificazioni il Challenger 90 del Titano, con numerosi italiani ai nastri di partenza. Il Segretario di Stato per il Lavoro Lonfernini: “In futuro possiamo guardare ancora più in alto”

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Presentazione degli Internazionali di Tennis “San Marino Open” (foto Ufficio stampa San Marino Open)

Il circuito del grande tennis internazionale sta per fare di nuovo tappa sul Titano. A dodici mesi di distanza dal ritorno in calendario, dopo un’attesa durata sette anni, da domenica 7 (con le qualificazioni) a domenica 14 agosto i campi del Centro Tennis Cassa di Risparmio ospiteranno infatti gli Internazionali di Tennis “San Marino Open”, Challenger 90 (€ 67.960 il montepremi).

“Ora siamo qui a lanciare un Challenger, ma non è detto che in prospettiva non si possa guardare più in alto” ha affermato Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato per il Lavoro e lo Sport. Neppure tanto velato il riferimento al sogno di rientrare nel circuito ATP Tour.

Il Presidente della Federazione Tennis di San Marino Christian Forcellini ha aggiunto: ”Dopo una pausa di diversi anni per varie vicissitudini, grazie alla caparbietà della Federazione e alla vicinanza delle istituzioni siamo riusciti a riportare in calendario gli Internazionali. Una manifestazione non solo sportiva ma anche turistica per come coinvolge tutte le strutture ricettive del territorio. E soprattutto una manifestazione tutta sammarinese, per le maestranze e i servizi impegnati, e di questo sono orgoglioso”.

 

Ad addentrarsi negli aspetti tecnici è stato proprio il direttore del torneo Alessandro Costa. “Abbiamo in tabellone nove giocatori tra i primi 200 del mondo, in linea con altri tornei di questa categoria. In cima all’entry list spicca il nome dello spagnolo Carlos Taberner, specialista di questa superficie come indicano i 5 titoli Challenger vinti sul rosso e a caccia di un acuto per rientrare tra i top 100 della classifica mondiale, lui che ha un best ranking da n.85. Segnalo il gradito ritorno di Marco Cecchinato, che proprio a San Marino nel 2013 ha conquistò il suo primo titolo importante.

Un altro ex vincitore è l’olandese Robin Haase, a segno nel 2010. E poi ci sono i Next Gen azzurri: Giulio Zeppieri, che meno di due settimane fa è stato protagonista al torneo ATP di Umago raggiungendo le semifinali dalle qualificazioni e tenendo testa per tre ore allo spagnolo Carlos Alcaraz, n.4 del mondo; il pesarese Luca Nardi, classe 2003 vincitore quest’anno dei Challenger di Forlì e Lugano, e Matteo Arnaldi. Gli altri italiani ammessi per classifica sono Lorenzo Giustino e Federico Gaio. A questi si aggiungono grazie ad altrettante wild card Flavio Cobolli e Mattia Bellucci, mentre per ufficializzare il terzo invito per il main draw aspettiamo fino al sorteggio. Nelle qualificazioni, per ora, le wild card sono state assegnate al davisman sammarinese Marco De Rossi, al riminese Manuel Mazza, rivelazione della passata edizione, e a Stefano Napolitano, con una quarta ancora da decidere”.

I biglietti da lunedì 8 a giovedì 11 costano 10 euro (domenica 7 ingresso gratuito per le qualificazioni), poi da venerdì 12 a domenica 14 il prezzo è 15 euro.

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Al Challenger di Cordenons sono quattro gli italiani che approdano ai quarti di finale

Vavassori, Arnaldi, Bellucci e Pellegrino propongono un’altra puntata del magic moment del tennis italiano

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Andrea Pellegrino - ATP Challenger Roma 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

Cambiano i nomi ma il tennis italiano continua a proporre nuovi volti e nuove storie sul palcoscenico del grande tennis. Al Challenger 80 di Cordenons l’impresa è quella di Andrea Pellegrino che, reduce da un periodo di alti e bassi dopo l’impresa di Vicenza, riesce a battere la prima testa di serie, quel Laslo Djere che non è mai stato tenero coi tennisti italiani (chiedere a Musetti per referenze). Partita complicata che l’azzurro ha fatto sua col punteggio di 6-2 5-7 6-1. Adesso troverà ad aspettarlo il vincente tra Gulbis e Muller, con il conforto del nuovo best ranking (che al momento dovrebbe essere al n.164 ATP).

Accede ai quarti anche Mattia Bellucci che non lascia chance né a Camilo Ugo Carabelli (6-2 6-4) né a Damir Dzumhur (6-2 6-1), raggiungendo un traguardo che all’inizio di questa straordinaria stagione (48 vittorie e solo 15 sconfitte) era difficile ipotizzare. Come era difficile immaginare la continuità di rendimento che sta mettendo in mostra il sanremese Mattia Arnaldi che ha prima eliminato un Flavio Cobolli in fase di ripiegamento e poi ha inflitto un netto 6-0 6-3 all’argentino Andrea Collarini.

Nei quarti Bellucci sarà protagonista di un derby crudelissimo contro Andrea Vavassori che, da parte sua, ha regolato il forte portoghese Joao Domingues (n.316 ATP che ha superato le qualificazioni) con un doppio tie-break. Il torinese è stato bravissimo a gestire i momenti di difficoltà che non sono certo mancati. Soprattutto in un primo set dove i servizi hanno ballato parecchio (quattro break a testa) e sul 5-6 si è trovato a dover fronteggiare due set point, salvati i quali si è poi aggrappato al tie-break, portandolo a casa 8-6, non senza difficoltà. Copione non dissimile nel secondo parziale in cui, sempre sul 5-6, Domingues ha un altro set point su cui il piemontese batte bene ma incespica mentre scende a rete. Per sua fortuna il passante del portoghese è maldestro e finisce fuori. E il secondo tie-break avrà ancora meno storia del primo. Con questo risultato Andrea abbatte il muro dei top 200.

 

Al Challenger 80 di Liberec (Repubblica Ceca, terra battuta) c’era un solo italiano in tabellone: Lorenzo Giustino che segue spesso percorsi eccentrici rispetto ai suoi colleghi e connazionali. Sarà forse il retaggio della sua adolescenza trascorsa in Spagna, sarà una questione di carattere, comunque sia Liberec non ha detto bene al tennista napoletano che si è fatto sorprendere all’esordio dal qualificato Sumit Nagal (n.552 ATP) col punteggio di 6-3 2-6 7-6(3). Il tennista indiano non ha fatto niente di straordinario (cosa del resto che mai gli è riuscita in carriera), lasciando che fosse l’azzurro a mettersi nei guai con le sue mani con i suoi 10 doppi falli e i sei break concessi. Ai quarti di finale accedono ben tre cechi e uno slovacco, insomma il torneo è roba loro. Soprattutto se consideriamo che Jiri Lehecka (n.65 ATP e prima testa di serie) e Tomas Machac (n.149 ATP) sono molto probabilmente i grandi favoriti del torneo, a meno che il portoghese Nuno Borges (n.106 ATP), reduce da un momento non particolarmente brillante, non stia preparando una delle sue sorprese come quando in aprile trionfò al Challenger di Barletta.

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