Sinner brillantissimo, ad Anversa arriva la quarta vittoria nel tour. OK Murray

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Sinner brillantissimo, ad Anversa arriva la quarta vittoria nel tour. OK Murray

La rivincita su Majchrzak vale a Jannik il secondo turno contro Monfils. Murray non brilla ma vince

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

CHE SINNER! – In finale al Challenger di Ostrava il 5 maggio scorso, Kamil Majchrzak lo aveva annichilito. In quell’occasione autore di un match perfetto, al primo turno di Anversa il qualificato polacco non ritrova però lo stesso avversario un po’ a corto di energie, bensì la versione migliore di Jannik Sinner che onora la wild card superandolo in due set. Il sipario si apre su un Sinner davvero centrato e reattivo che comanda lo scambio, nel palleggio a ritmo sostenuto si dimostra più solido e capace di muovere il gioco, oltre che di chiudere con accelerazioni puntuali. Majchrzak, nei primi 100 dallo scorso luglio, è stordito da una partenza tanto aggressiva e muove finalmente il punteggio tenendo la battuta al quinto game.

Jannik concede qualche errore con il dritto, ma i suoi piedi sono sempre vicinissimi al campo e si guadagna un set point in risposta sul 5-1. Kamil però lo annulla, prende fiducia e brekka al gioco successivo approfittando di un paio di imprecisioni a rete del giovane azzurro che, viceversa, si irrigidisce un po’ e regala qualche errore di troppo. Di nuovo con la battuta a disposizione, al quarto set point Sinner riesce mettere al sicuro un parziale che si stava complicando.

L’essere arrivato così vicino a girare una partita dalla quale non vedeva via d’uscita fa perdere un po’ di grinta a Majchrzak, quanto basta perché praticamente regali il turno di battuta in apertura a uno Jannik che ritrova invece la tranquillità necessaria e delle percentuali con il servizio migliori rispetto a quelle del primo set. Con una splendida chiusura lungolinea di rovescio, Sinner si prende un altro break al settimo game e, stavolta senza affanni, vola al secondo turno dove lo attende la prima testa di serie, Gael Monfils. Dopo la semifinale Challenger della scorsa settimana, arriva la quarta vittoria nel circuito maggiore per Jannik che ha dominato l’incontro, con solo una piccola flessione nella seconda parte del primo parziale in cui era peraltro ampiamente in vantaggio. Una vittoria che, almeno virtualmente, gli vale un altro piccolo passo verso la top 100 (per ora, sarebbe n. 114) e al cut off dell’Australian Open.

MURRAY SENZA LODE – Rispetto alle ultime incoraggianti apparizioni, è una versione di Andy Murray decisamente sottotono quella che supera 6-4 7-6 la wild card Kimmer Coppejans. Andy arriva ad Anversa forte di una condizione in costante crescita e, per batterlo, ormai c’è bisogno di mettere in campo una prestazione di alto livello, come hanno recentemente dovuto fare Dominic Thiem e Fabio Fognini. Ecco, allora, che la sfida inedita contro il n. 158 ATP rischia di diventare quasi un allenamento per l’ex numero uno del mondo. Un rischio che sembra concretizzarsi dopo il 3-0 iniziale, ma tre doppi falli scozzesi rimettono subito in corsa l’avversario e diventa chiaro in fretta che non assisteremo a un incontro entusiasmante.

Coppejans mette in campo oltre l’80% di prime battute su cui però perde quasi la metà dei punti, il contrario di quello che avviene sul servizio di Andy, prefetto con la prima tranne la parte in cui ne mette dentro una ogni cinque minuti (sarà il 44% alla fine del primo set, per essere più precisi). Concede anche qualche errore di troppo nel palleggio con il dritto, ma resta comunque il più solido e, senza particolari emozioni, incamera il parziale brekkando al decimo gioco.

 

Il secondo set si apre con Kimmer che inizia a fare punti rispondendo al primo servizio e piazza vincenti tra dritto, rovescio e drop shot; insomma, non ci sono più certezze e arriva anche il doppio fallo di Murray sulla palla break. Il venticinquenne di Ostenda rientra in fretta nell’uniforme da Challenger cedendo subito il vantaggio; Andy non sa approfittarne per portare definitivamente l’inerzia dalla propria parte e, anzi, subendo nove punti di fila, deve ricorrere al servizio per evitare di finire sotto un 1-4 pesante. Tanti errori da parte di entrambi, pochi scambi tesi e qualche bella smorzata a catturare temporaneamente l’attenzione.

Il belga non ha le armi per fare davvero male e il suo gioco mal si sposa con quello di Murray che, in una serata tutt’altro che brillante, riesce ad alzare il livello quanto basta per arrivare al tie-break. Lì, un bel punto per uno e il resto sono errori, compreso lo smash finale di Coppejans su una difesa di Andy degna del suo nome. In ogni caso, per l’uomo dall’anca artificialmente rivestita si trattava come sempre di mettere nelle gambe un altro match e guadagnarsi l’opportunità di giocare ancora: missione compiuta. Un giorno di riposo e giovedì gli toccherà il vincente fra Pablo Cuevas e Hugo Dellien, non due assidui frequentatori del duro indoor.

GLI ALTRI MATCH – Passo falso di Richard Gasquet che si fa rimontare il 6-1 iniziale da Soonwoo Kwon, n. 88 ATP in rapida ascesa (era fuori dai 200 a febbraio). L’esperienza non mette Richard al riparo dalla classica reazione di inizio secondo set, ma il francese recupera sul 2 pari. Il ventunenne coreano ha però trovato il tempo sulla risposta e il suo rovescio bimane, piuttosto compatto, è solido ed efficace, come in occasione della palla break che gli permette poi di chiudere con il servizio. Gasquet perde la battuta all’inizio della partita decisiva aprendo con un doppio fallo – come se l’altro non fosse già abbastanza in fiducia – e Kwon mantiene senza problemi il vantaggio fino alla stretta di mano.

Feliciano Lopez torna in campo dopo il match teso con Daniil Medvedev allo US Open. Il trentottenne di Toledo salva tutte le sei palle break concesse e supera 7-6 6-4 Cameron Norrie, pareggiando così il risultato della sfida a Los Cabos dello scorsa anno. Al prossimo turno, se la vedrà con Stan Wawrinka, anch’egli al rientro dopo la sconfitta newyorchese patita dal russo del momento. Dopo quattro sconfitte consecutive, torna alla vittoria Jan-Lennard Struff; a pagare la voglia di riscatto tedesca è il qualificato Gregoire Barrere che raccoglie tre giochi.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [Q] K. Majchrzak 6-4 6-2
[7] J.L. Struff b. [Q] G. Barrere 6-2 6-1
F. Lopez b. C. NOrrie 7-6(2) 6-4
G. Simon b. S. Darcis 6-1 6-2
A. Murray b. [WC] K. Copejans 6-4 7-6(4)
[Q] M. Copil b. F. Delbonis 6-4 7-6(3)
S. Kwon b. R. Gasquet 1-6 6-3 6-4
U. Humbert b. J. Kovalik 6-4 7-5

Il tabellone di Anversa completo e aggiornato

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La notte dell’Australian Open è fatale a Cecchinato e Cocciaretto

Niente da fare la giovane Elisabetta, che regala comunque qualche buon colpo al cospetto di Kerber. Buio pesto per Ceck, che incappa nell’ottava sconfitta Slam di fila contro Zverev

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Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

[7] A. Zverev b. M. Cecchinato 6-4 7-6(4) 6-3 (da Melbourne, il nostro inviato Vanni Gibertini)

Sin dall’inizio si percepiva che la posta in palio fosse piuttosto pesante, questo nonostante il match fosse un primo turno. Entrambi i giocatori vengono da periodi piuttosto complicati: Zverev è in pieno tentativo di recupero, dopo una off season di fatto saltata a causa delle esibizioni giocate con Federer in Sud America e in Cina e di un’operazione agli occhi cui si era sottoposto in dicembre a New York, mentre Cecchinato è alla ricerca di un risultato di prestigio per lanciare la stagione 2020 dopo un 2019 estremamente deludente.

Il tedesco era reduce da sette ore di allenamenti giornalieri nel corso della settimana precedente per infilare tutta la preparazione invernale nel periodo pre-Australian Open e rimettere insieme il suo servizio così fragorosamente deflagratosi durante la ATP Cup. Un brutto doppio fallo sul 2-3 faceva riaffiorare sinistri presagi per Zverev, che concedeva il primo break dell’incontro, peraltro siglato da un magnifico passante di rovescio di Cecchinato. Ma anche Zverev è capace di tirare rovesci e il break rientrava subito facendo subito aumentare il nervosismo dell’azzurro, che quando commetteva l’errore gratuito per mandare il tedesco a palla break, si faceva ammonire per un lancio di racchetta molto simile a quello contestato da Shapovalov nella giornata precedente (e anche questo senza rottura). Il break arrivava pochi minuti più tardi, figlio di altri errori portati dalla poca lucidità: simbolico uno smash al volo su una palla difficilissima tirato sul gancio della rete.

 

Nonostante la delusione per un primo set pasticciato nel frangente decisivo, Cecchinato non si scomponeva, limitava gli errori, che peraltro arrivavano anche da parte di Zverev, e manteneva il comando del punteggio dopo aver iniziato a servire per primo. Con uno splendido game fatto di accelerazioni e slice a fil di rete allungava sul 5-3 e andava a servire per il set, ma subiva la reazione di Zverev che a specchio si riprendeva immediatamente il controbreak. La battaglia da fondocampo era entusiasmante: l’italiano aveva un colpo in più per finire il punto, la smorzata, ma non era sufficientemente incisivo negli affondi quando doveva avanzare. Il tie-break era la logica conclusione: due gratuiti da fondo mandavano Zverev sul 4-2, un punto più tardi Cecchinato evitava di andare sotto 2-6 con una magia in controsmorzata, ma sui suoi due servizi sul 5-4 Zverev non falliva e dopo 1 ora e 38 minuti si issava sul punteggio di due set a zero.

Nell’ intervallo tra i set atmosfera nella Margaret Court Arena veniva scaldata da una delle canzoni australiane più famose, “You’re The Voice” di John Farnham, anche se la temperatura era pressoché perfetta per giocare a tennis. Il terzo set cominciava come gli altri due, con Cecchinato a guadagnare un break di vantaggio e a cederlo appena dopo. E di nuovo, come negli altri set, era Zverev a trovare l’allungo vincente, sul 5-3, effettuando un paio di bei recuperi su altrettante smorzate di Cecchinato. Due ore e 23 minuti di tennis più che piacevole, ma che alla fine nonostante i vantaggi iniziali in tutti e tre i set di Marco, hanno premiato il giocatore con maggiore capacità di sfruttare la spinta da metà campo sulle palle più corte dell’avversario.

Per Zverev il secondo turno contro il vincente tra Ruud e Gerasimov (partita conclusa al quinto set), mentre per Cecchinato c’è l’inizio della tournée sudamericana nella quale difende la vittoria di Buenos Aires e per la quale passa la strada verso il ritorno alle posizioni di classifica cui è più abituato.

[17] A. Kerber b. [Q] E. Cocciaretto 6-2 6-2 (Michelangelo Sottili)

Diciottesima del ranking dopo aver iniziato il 2019 al secondo posto, con un incerto avvio di stagione e i deludenti risultati raccolti negli ultimi Slam, Angelique Kerber è ancora troppo forte per Elisabetta Cocciaretto, che resiste però un’ora e ventidue minuti prima di arrendersi con un doppio 6-2 alla campionessa di Melbourne 2016. Sconfitta che nulla toglie alla diciottenne (per qualche giorno ancora) e al suo splendido percorso nel tabellone cadetto che l’ha portata a ridosso delle prime 150.

Inizia subito in salita il match di Elisabetta, che cede il servizio in apertura dopo un game fiume. Resta in scia, ma di nuovo Angie le strappa la battuta. Cerca di tenere in campo un’altra percentuale di prime, la marchigiana, peraltro senza una gran percentuale di trasformazione, mentre sulla seconda va prevedibilmente in grande difficoltà. La differenza di categoria è evidente e, se Cocciaretto sembra spesso in grado di tenere lo scambio e piazza diverse buone accelerazioni, alla fine i giochi sono quasi tutti appannaggio di Kerber. Costretta a giocare sopra ritmo, la nostra commette inevitabilmente anche molti errori non forzati (36 contro i 14 di Angie), ma riesce spesso a sfondare il muro di Brema, con quei 32 vincenti che quasi doppiano quelli dell’avversaria. Il vero solco è scavato dagli errori forzati, tipico di quando si affronta un avversario di livello superiore che non fa della ricerca del winner a ogni costo la sua filosofia di gioco.

Tra i due set, c’è anche un MTO per Elisabetta che si fa trattare la coscia destra, già fasciata all’ingresso in campo un problema che si amplifica contro una che muove bene la palla come la tedesca. Kerber si avvia inarrestabile verso la vittoria, fino ai due match point che significano anche il bagel, ma Elisabetta non ci sta: va bene la pluri-vincitrice Slam contro l’esordiente, passi l’ex numero 1 del mondo contro la giovanissima qualificata, ma quando è troppo è troppo, e “Coccia” muove il punteggio brekkando Angie per la prima volta, poi accorcia tenendo a zero la battuta. Kerber non è lì per (farsi) scherzare, torna a far valere il servizio mancino e chiude con un altro 6-2.

“Penso che avrà un grande futuro” dice Angelique con il sorriso della vittoria riguardo all’avversaria. “Ogni anno che torno mi sento sempre più vecchia con tutte queste nuove giocatrici” scherza la neo-trentaduenne che, al prossimo turno, è attesa dalla wild card di Brisbane Priscilla Hon.

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Australian Open: Nadal, buona la prima

Il numero 1 del mondo supera un volitivo Dellien in due ore di gioco e ora attende Delbonis o Sousa: “L’unica cosa che vuoi nel primo turno è vincere in tre set. Sono contento”

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @ATPTour)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Inizio di Australian Open molto comodo nel punteggio, ma un pizzico meno nell’andamento della partita, per il numero uno del mondo e finalista in carica Rafael Nadal. Lo spagnolo ha sconfitto 6-2 6-3 6-0 il numero 73 del mondo Hugo Dellien e si è guadagnato un secondo turno appena un pizzico più complesso contro il vincitore della sfida tra Delbonis e Sousa.

Il primo set si conclude con un 6-2 anomalo perché matura al termine di cinquantatré minuti di gioco. Nadal si porta avanti 5-0 ma al prezzo di quattro game molto lunghi, nel corso dei quali Dellien recita la parte dello sfidante volitivo ma poco efficace. I colpi in manovra sono aggredibili e il suo impianto di gioco non può reggere all’urto di Rafa, eppure il boliviano rende la partita gradevole tentando spesso la soluzione del dritto in salto, subito eletto a elemento di interesse dagli slowmo della regia. Rafa si scrolla di dosso un po’ di ruggine nel game che vale a Dellien il 5-1; al boliviano il punto della bandiera, a Rafa un posto negli highlights con dritto prepotente e bella volée dorsale. Poi, stranamente, Nadal si distrae e quasi dal nulla cede il servizio a Dellien che restituisce immediatamente il favore e quindi l’intero set.

Nel secondo set non succede moltissimo fino allo scambio di break di fine parziale, quando Nadal è costretto a prendersi due volte di fila il servizio avversario per aver regalato il suo, nel mezzo, con un attacco un po’ troppo avventato. Nel terzo succede ancor meno, ed eccezione del cambio di maglietta di Dellien e di un notevolissimo passante in back di Nadal che riesce a coinvolgere il pubblico numeroso ma un po’ assopito (sono le 16:30, per qualcuno potrebbe essere orario di siesta); la benzina del boliviano però è ormai finita e l’esito dell’ultimo set non può che essere un bagel che fissa il tempo di gioco totale a due ore e quattro minuti di gioco.

 

I primi cinque game sono stati molto duri nonostante li abbia vinti. Lui è un grande lottatore e ha una grande storia alle spalle; spero possa fare bene quest’anno perché è un bravo ragazzo” dice Rafa al microfono retto da Jim Courier a fine partita. “L’unica cosa che vuoi nel primo round è vincere in tre set e sono contento di esserci riuscito. L’anno scorso ho finito tardi con la Davis e quest’anno ho iniziato presto per l’ATP Cup, dopo la quale mi sono preso qualche giorno per rialzare l’intensità degli allenamenti“. Così come dovrà crescere l’intensità delle prestazioni di Nadal nel corso dei prossimi giorni. Il secondo turno non dovrebbe rivelarsi troppo probante e forse neanche il terzo, dal momento che lo sfidante designato Carreno Busta appare in un momento di scarsa vena. Uno sguardo ottimistico potrebbe quindi rivolgersi già agli ottavi, dove un affascinante orizzonte suggerisce i nomi di Khachanov e soprattutto Kyrgios.

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Australian Open: Medvedev non brilla ma supera Tiafoe

Non in giornata con il servizio e spesso troppo rinunciatario, anche il n. 4 passa indenne il primo turno. Avanzano Thiem e Wawrinka, Gulbis fa fuori Auger-Aliassime

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Daniil Medvedev - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Rispetta il pronostico, Daniil Medvedev, e supera in quattro set il n. 50 ATP Frances Tiafoe, già battuto lo scorso anno a Washington, all’inizio di quella strepitosa cavalcata che gli è valsa due titoli “1000” e la finale (tra le altre) allo US Open. Proveniente dall’ATP Cup dove è stato sconfitto solo da Novak Djokovic al set decisivo, Daniil non può essere particolarmente soddisfatto della prestazione odierna. Sinceramente, ci aspettavamo qualcosa in più sia dal match sia dal numero 4 del mondo, anche se non bisogna dimenticare che i primi turni di chi è atteso alle fasi finali di uno Slam servono principalmente per carburare e, specie contro un avversario non particolarmente facile, vincere viene prima di tutto – e Daniil lo ha fatto. Il gioco complessivo ha comunque regalato fasi abbastanza apprezzabili e qualche scambio spettacolare, magari quando lo statunitense cercava delle variazioni, ma l’intensità non è stata particolarmente alta.

Certo, a Tiafoe non si può chiedere grande continuità, mentre Medvedev ha spesso dato l’impressione di accontentarsi: “Mi sembrava spesso di essere in controllo, di poter fare il passo successivo e invece lui rientrava” dirà a fine match. Anche il servizio russo non ha funzionato al meglio: 13 ace a fronte di 12 doppi falli e poche prime in campo. Un esordio complicato per entrambi, con Tiafoe ben più sfortunato, anche perché reduce da due sconfitte al primo turno nella nuova stagione che si sommano alle due consecutive di fine 2019, Next Gen Finals escluse. Ora, perderà 360 punti, quelli dei quarti dello scorso anno quando fu fermato solo da Rafa Nadal, e una trentina di posizioni.

Dopo un primo set girato subito verso le terre russe, il secondo procede equilibrato con il servizio perso da Medvedev al quinto gioco e subito restituito. È chiaro che a Daniil non basta più palleggiare per portare a casa il punto, perché Tiafoe ha aumentato il ritmo e può scatenare anche il dritto che, viceversa, può andare in difficoltà sulle palle che arrivano veloci e tese a causa di quella roba in più che fa nella parte bassa dell’anello. Il moscovita dà continuamente saggi della sua reattività nei pressi della rete, rimandando qualsiasi cosa gli venga sparata addosso colpendo con corde, telaio, corpo.

Sportivo, in quest’ultimo caso, ad ammettere subito l’infrazione, anche perché il Murphy sul seggiolone, prima di avventurarsi in una chiamata del genere, vorrebbe almeno compilare una decina di moduli che neanche in Brazil di Terry Gilliam. Amante della lotta, Frances aggredisce nel nono gioco e si prende un altro break – il terzo, finora, e sempre alla prima opportunità, fatto strano perché la memoria ci dice che quello lungo e storto ne salva a ripetizione con il servizio, incurante dei dati ufficiali che lo piazzano fuori dai primi 50 per percentuale di palle break annullate, mentre l’avversario non brilla certo per conversione. Con la battuta, pareggia il conto dei set alla prima opportunità.

Medvedev riparte subito forte, ma un suo doppio fallo e una gran interpretazione del punto, chiuso con un delicatissima mezza volata dall’altro, riaprono la partita. L’americano si esalta con qualche colpo da highlight, è la sua zona preferita e quindi la più pericolosa. Tuttavia, l’ottimo Tiafoe visto nel parziale scompare all’improvviso quando batte per un 5 pari che non arriverà mai: non vince neanche un punto, restando fermo a guardare l’altro che vola a recuperare la volée smorzata per prendersi il 6-4. La partenza del quarto set è alquanto confusa, Medvedev perde una quinta volta la battuta, ma resta comunque avanti fino a prendere il sopravvento per il 6-2 finale. Come per Djokovic che ha lasciato anch’egli un set al primo incontro, si prospetta un secondo turno relativamente più semplice con il vincente fra Dominik Koepfer, n. 89 ATP, e il qualificato Pedro Martinez. Il tedesco si è messo in mostra all’ultimo US Open, raggiungendo gli ottavi dopo essere uscito dal tabellone cadetto e fermato proprio da Daniil in quattro set.

GLI ALTRI INCONTRI

Sono diventate otto (su otto scontri diretti) le vittorie di Dominic Thiem su Adrian Mannarino. Sulla Margaret Court Arena il numero 5 del seeding, e possibile avversario in quarti di finale di Rafa Nadal, si è imposto in tre set dopo due ore e 20 minuti. Un solo passaggio a vuoto per l’austriaco all’interno di un match ben controllato: nel bel mezzo del secondo set ha concesso un controbreak (poco influente, alla fine) mentre conduceva 4-3 e servizio. Alex Bolt proverà a fermarlo nel secondo turno. Nel suo ottavo di finale ha vinto Gael Monfils, lasciando sette giochi a Yen-Hsun Lu, ma c’è stata anche un’eliminazione eccellente. Felix Auger-Aliassime, apparso in discreta forma ad Adelaide, è stato sorpreso da Ernests Gulbis, che ha vinto in quattro set e ha ritrovato la vittoria in un torneo dello Slam dopo un anno e mezzo.

Nel quarto di finale di Medvedev, Stan Wawrinka ha vinto un match tutt’altro che semplice contro il bosniaco Dzumhur. Lo svizzero è stato quasi impeccabile al servizio, ma si è ritrovato un set pari dopo aver perso il tie-break del secondo set. Una coppia di set identici (6-4 con break nel nono game) gli ha permesso di raggiungere il secondo round, dove lo attende Andreas Seppi. Ha vinto al debutto in quattro set anche Andrey Rublev, in striscia positiva da tredici partite. Il russo ha subito un 6-0 nel secondo parziale dalla wild card Chris O’Connell, poi ha ripreso a giocare con la giusta concentrazione e ha evitato ulteriori patemi vincendo il tie-break del quarto. Dall’altro lato del tabellone, Roberto Bautista Agut ha concluso ciò che aveva cominciato nella prima giornata, eliminando il connazionale Feliciano Lopez in tre set.

Ha collaborato Antonio Ortu

 

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