La delusione di Verdasco: "L'esclusione dalla squadra di Davis mi rattrista"

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La delusione di Verdasco: “L’esclusione dalla squadra di Davis mi rattrista”

L’esclusione dall’elenco dei convocati ha ferito Nando: “Mi entusiasmava giocare l’ultima Davis nella mia città”

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Fernando Verdasco - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

A meno di un mese dalle (prime) finali di Coppa Davis (18-24 novembre, Madrid) sono state comunicate le convocazioni di tutte le diciotto nazioni partecipanti. Tra chi non potrà sedere in panchina assieme ai propri compagni di squadra c’è Fernando Verdasco. Lo spagnolo non è stato convocato dal capitano Sergi Bruguera per le partite che la nazionale spagnola giocherà nel gruppo B contro la Russia di Medvedev e i campioni in carica della Croazia. In seguito alla mancata chiamata, Verdasco ha espresso il suo disappunto con un tweet: “Sono molto triste e deluso per non essere nella squadra di Coppa Davis e perché il capitano Sergi Brugera non ha contato su di me. Mi entusiasmava giocare la mia ultima Davis nella mia città (Madrid). Grazie a tutti quelli che credono in me!”

Verdasco, 36 anni il prossimo novembre, ha giocato in 19 match della nazionale spagnola in Coppa Davis, il primo nel lontano 2005. Ha vinto diciotto incontri, nove in singolare e nove nel doppio, e con la sua vittoria in cinque set su Jose Acasuso ha permesso alla Spagna di alzare l’insalatiera nell’edizione 2008. Sarebbe stato il giusto coronamento di una importante carriera (che sta volgendo al termine) dare il saluto alla Davis nella sua città natale, almeno dalla panchina. Non era comunque una scelta facile quella di Brugera. Il capitano spagnolo ha portato con sé Nadal e Bautista (due top 10), Pablo Carreno Busta (numero tre del Paese) e due doppisti con un’esperienza pari a quella di Verdasco, Feliciano Lopez e Marcel Granollers.

 

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Il tabellone di Vienna: tornano Djokovic e Thiem, Sinner contro Ruud

Il n.1 e n.3 del mondo sono le prime due teste di serie. Durissimo sulla carta il tabellone del beniamino di casa: Nishikori, Wawrinka, Rublev e Medvedev. Esordio insidioso per il nostro Jannik

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Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Dopo gli aperitivi di Colonia, San Pietroburgo e Anversa, la stagione dei tornei indoor europei entra realmente nel vivo con l’ATP 500 di Vienna. Causa anche la cancellazione del concomitante torneo di Basilea, il livello del field si è ulteriormente alzato, dando vita ad un tabellone a 32 in cui sono presenti la maggior parte dei migliori giocatori della classifica mondiale. Mancano all’appello solo 4 Top 10 e altri 4 tennisti compresi tra i primi 20. Il torneo è impreziosito anche dalla presenza del n.1 e n.3 della classifica mondiale, Novak Djokovic e Dominic Thiem. Sono loro rispettivamente i primi due favoriti del seeding a Vienna, sistemati alle due estremità del tabellone. 

Djokovic, che cerca di aggiungere anche questo titolo al suo sterminato palmares, farà il suo ingresso nel torneo contro il connazionale e amico Filip Krajinovic, fresco di separazione da Janko Tipsarevic. Secondo turno contro il vincente della sfida tra Fritz e Coric, quarti contro Schwartzman e semifinale contro Tsitsipas: questo il teorico percorso di Nole fino alla finale a Vienna. Una serie di avversari molto complessi e diversi tra loro, come inevitabile quando il ranking è così alto. Insomma, non sarà facile per il campione serbo riuscire a superare indenne tutti questi ostacoli. 

Ma, guardando al suo principale rivale per il titolo, Djokovic non può certo lamentarsi. La sorte non è stata per nulla benevola con Thiem, beniamino di casa nonché campione in carica. Primo turno contro Nishikori, secondo contro Wawrinka, quarti con Rublev, semifinale con Medvedev. L’austriaco farà meglio a trovare subito la concentrazione giusta e non distrarsi mai se vuole confermarsi.

 

Nel suo spicchio di tabellone c’è anche l’unico azzurro per ora (Sonego è dentro le qualificazioni) in tabellone, ovvero Jannik Sinner. L’altoatesino, omaggiato di una Wild Card dagli organizzatori, esordirà contro il 21enne norvegese Casper Ruud, semifinalista al Foro Italico quest’anno. Giocatore temibile ma che si trova molto più a suo agio sulla terra rossa rispetto alle superfici veloci. 

Il tabellone completo di Vienna

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Cambio di allenatore per Christian Garin e Lucas Pouille

Entrambi chiudono una parentesi lunga due anni con i loro coach. Il cileno lascia Andrés Schneiter (che l’ha portato in top 20) e Lucas interrompe la collaborazione con Mauresmo

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Amelie Mauresmo e Lucas Pouille - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

La off-season si avvicina e tanti giocatori stanno già pensando a organizzare la prossima stagione. E il punto di partenza è costruire (o confermare) il team che dovrà guidarli. Nel circuito maschile ci sono già stati diversi annunci di cambi di panchina (Wawrinka e del Potro nel maschile, Konta, Sabalenka e Kasatkina nel femminile, per citarne alcuni). Nelle ultime ore si sono aggiunti alla lista anche Lucas Pouille e Christian Garin. Quest’ultimo ha annunciato attraverso la sua pagina Instagram che dal 2021 non lavorerà più assieme ad Andrés Schneiter. Con lui il giocatore cileno è passato dalla 140esima alla 18esima posizione mondiale, vincendo quattro titoli ATP.

È durata due anni anche la collaborazione transalpina tra Lucas Pouille e Amélie Mauresmo. La notizia è stata riportata dai giornalisti de L’Equipe, ma ancora non confermata dai due atleti. Al momento Pouille dovrebbe continuare solo con il vice-allenatore Loïc Courteau, prima di trovare un nuovo head-coach. Con Mauresmo ha raggiunto la semifinale all’Australian Open 2019, ma ha faticato da lì in poi a trovare continuità, anche a causa di alcuni problemi fisici. Chiuderà il 2020 giocando uno o due tornei Challenger e poi preparerà la nuova stagione in Australia.

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Anversa: Evans annulla match point a Khachanov, ma a perdere è anche l’arbitro

Nel primo set una (inspiegabile) chiamata di Adel Nour innervosisce Khachanov, che poi manca un match point. Raonic si ritira e lascia strada a Dimitrov. Porte chiuse da sabato

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Mentre Jannik Sinner percorreva l’impervia strada verso la semifinale di Colonia, a due ore di macchina più a ovest andavano in scena anche i tre quarti dell’ATP 250 di Anversa. Solo tre, purtroppo, perché Milos Raonic non è stato in grado di scendere in campo contro Grigor Dimitrov a causa di uno stiramento agli addominali. Scorrendo la lunghissima lista degli infortuni del povero Milos (schiena, piede, polso, gomito, glutei, coscia, caviglia, polpaccio, ginocchio), pare proprio che questa zona del corpo mancasse all’appello.

Per quanto riguarda il tennis giocato, Ugo Humbert ha avuto ragione del qualificato sudafricano Lloyd Harris in due set. In semifinale affronterà Daniel Evans che ha battuto in rimonta Karen Khachanov, terzo del seeding, annullandogli un match point nel tie-break del secondo set dopo aver recuperato all’ottavo gioco il turno di battuta ceduto in apertura di parziale. Brekkato poi l’avversario in avvio di terzo, Evans si è ben guardato dal ricambiargli la cortesia, mantenendo senza patemi il vantaggio fino al 6-4, ribadendo la vittoria di febbraio a Rotterdam. Proprio a febbraio, ma a Dubai, risaliva la sua ultima semifinale, persa con Tsitsipas.

Tornando al match, si segnala un episodio piuttosto controverso accaduto nel primo set. Su un dritto chiaramente buono di Khachanov, il giudice di sedia Adel Nour chiama un out inspiegabile, provando anche a difendere una scelta… indifendibile. Il russo non riesce mai a dimenticare del tutto l’accaduto, e quando nel tie-break del secondo parziale (a match point appena svanito) Evans si prende set point e poi il set con un dritto molto vicino alla riga, Khachanov perde le staffe e tira un calcione alla rete proprio nei pressi del seggiolone, colpito poi anch’esso da un paio di racchettate (à la Pliskova, per intenderci).

 

Nella parte alta del tabellone, Dimitrov se la vedrà con Alex de Minaur, al quale sono bastati 58 minuti per riportare alla realtà Marcos Giron. Dopo la vittoria in rimonta contro Luca Nardi e la solida prova contro un Goffin che, a onor del vero, passava da Anversa quasi per caso, il campione NCAA 2014 si consola con i primi quarti di finale ATP in carriera e l’ingresso fra i primi 90 del ranking.

Venerdì è stata l’ultima giornata con il pubblico: porte chiuse e spalti vuoti nel fine settimana. Sabato si comincia non prima delle 15.30 con la sfida Humbert-Evans. Non prima delle 17.30 Grisha contro il Demone.

Risultati:

U. Humbert b. [Q] L. Harris 6-3 7-6(2)
D. Evans b. [3] K. Khachanov 3-6 7-6(7) 6-4
[8] A. de Minaur b. [Q] M. Giron 6-3 6-0
[4] G. Dimitrov b. [5] M. Raonic w/o

Il tabellone completo

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