A 46 anni, Lisa Raymond torna a giocare il doppio e vince

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A 46 anni, Lisa Raymond torna a giocare il doppio e vince

L’ex numero uno di specialità sente di avere ancora qualcosa da dire sul campo

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Lisa Raymond (photo @Art Seitz)

Kim Clijsters si starà domandando se abbia lanciato una moda con l’annuncio, a 36 anni e sette anni dopo l’ultimo incontro, del suo rientro alle competizioni nel 2020. Subito dopo di lei, è stata la trentunenne Tatiana Golovin, undici anni dopo il ritiro, a comunicare che sarebbe tornata in campo. Ha anche giocato d’anticipo, Tatiana, partecipando alle qualificazioni dell’International di Lussemburgo; lì è stata subito sconfitta racimolando quattro game, ma il ghiaccio è ormai rotto. Si è fatta allora avanti Lisa Raymond che non gioca “solo” dallo US Open 2015, ma di anni ne ha 46. E anch’ella ha anticipato nei fatti la belga Kim disputando questa settimana il doppio all’ITF di Asunción in Paraguay.

Rovescio a una mano, notevole propensione per il serve&volley, Lisa ha avuto un’ottima carriera in singolare, con quattro titoli e un best ranking al n. 15 WTA raggiunto il 20 ottobre 1997 – quattro giorni dopo la nascita di Naomi Osaka, per dire. Ma è in doppio che ha davvero lasciato il segno: 79 titoli di cui 6 Major con tanto di Career Grand Slam e numero 1 del mondo. Nel misto, ha alzato cinque trofei Slam e vinto la medaglia di bronzo ai Giochi di Londra con Mike Bryan, che l’ha definita la miglior volleatrice mai vista.

Poi, l’attività di coach, anche per la squadra statunitense di Fed Cup. Attualmente, segue Allie Kiick, ventiquattrenne della Florida n. 151 della classifica. Secondo quanto riporta TennisLife, Lisa pensa di giocare alcuni doppi con Allie nel 2020. Da un lato, perché ritiene che siano utili alla sua pupilla; dall’altro, pensa che sarà divertente e di avere ancora obiettivi da raggiungere sul campo con i corridoi. Almeno inizialmente, se la prenderà con calma poiché è stata operata al legamento crociato anteriore sei mesi fa.

Come dicevamo, tuttavia, ciò non ha impedito a Raymond e Kiick di chiedere una wild card per partecipare al doppio del W60 paraguayano e, in 54 minuti, uscire vincitrici dal match di primo turno contro la collaudata coppia Gatica & Pereira – collaudata al n. 316 WTA, ma ci piace immaginare che Lisa e Allie abbiano prontamente festeggiato il risultato con un tuffo nella piscina del club Centenario dove si svolge il torneo, anche in virtù della temperatura minima attorno ai 30° che si registra da quelle parti in questi giorni. Mentre loro aspettano il secondo turno che potrebbe vederle impegnate contro Errani e Cocciaretto, a noi non resta che attendere la prossima stagione per vedere dove porterà questo rientro iniziato sotto i migliori auspici.

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Anche la WTA sperimenterà il ‘nuovo falco’ su terra: l’instant replay plana su Charleston

Il Volvo Car Open ospiterà il primo sistema di verifica tecnologica della storia sulla terra battuta. Si tratta di FOXTENN, erede (più evoluto) di Hawk Eye

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Caroline Wozniacki e Francesca Schiavone - Charleston 2019 (foto via Twitter, @VolvoCarOpen)

Sono passati quasi quindici anni dal giorno della rivoluzione, quel 2006 che tenne a battesimo la tecnologia ausiliare; la protesi dell’occhio umano che di lì a poco avrebbe ridotto sensibilmente il numero di valutazioni inesatte e azzerato o quasi le proteste con protagonista la fatidica riga. “Ha toccato? Non ha toccato?“, dubbi risolti con “occhio di falco”, il sistema in grado di segnalare in modo pressoché incontrovertibile il punto d’atterraggio della pallina. Ovunque, ma non sulla terra battuta, perché sul mattone tritato l’autorità d’interpretare i fatidici segni del feltro giallo è rimasta prerogativa esclusiva del giudice di sedia.

Un’esclusiva confermata anche dal vertice tra le quattro sigle governanti il tennis mondiale (ITF, ATP, WTA e Comitato gestore dei Major), indetto nel 2008 per tracciare una linea comune d’applicazione della novità tecnologica tutt’ora in vigore. Eppure nulla nel tennis è destinato a restare immutato e, anticipata da rumors la cui frequenza odorava ormai di conferma, è arrivata la notizia che in molti aspettavano: il torneo WTA di Charleston, in programma il prossimo mese di aprile nei suggestivi impianti del Daniel Island Tennis Center, si affiderà al supporto tecnologico dell’instant replay, fratello minore e più avanzato dell’ormai anziano falco. “Le palle dubbie su terra battuta davano luogo a molte recriminazioni – ha dichiarato il direttore del torneo Bob Moran -. Con l’istant replay ogni dubbio verrà fugato senza lasciare spazio a equivoci, e ci affideremo a una grafica molto evoluta, che gli spettatori potranno ovviamente apprezzare in diretta. Le giocatrici sono state informate della novità la scorsa settimana all’Australian Open e sono entusiaste“.

Il nuovo sistema, chiamato FOXTENN, si avvale di quaranta telecamere ad alta velocità in grado di generare centomila immagini al secondo, e verrà installato sul Billie Jean King Stadium e sull’Althea Gibson Club Court, i due campi principali del Family Circle Tennis Center. Una buona notizia, apprezzata fra le altre da Sloane Stephens, ultimamente nel mezzo di una crisi piuttosto accentuata ma già campionessa in South Carolina nel 2016: “Una novità fantastica per un torneo in costante evoluzione che non vedo l’ora di giocare la prossima primavera“, ha commentato Sloane, condividendo il parere positivo con la leggenda Chris Evert, la quale si è detta “favorevole al replay al cento per cento; la palla può scivolare sulla riga e lasciare il segno qualche centimetro più in là, dunque non si può mai avere alcuna certezza limitandosi a osservarne l’impronta“.

 

I risultati dimostrano che nel corso degli anni le decisioni arbitrali sono state sovvertite nel 30% dei casi dopo la verifica di “occhio di falco” sull’erba e sulle superfici dure. A Charleston, e non solo, si aspettano che gli umanissimi errori cui è condannato l’occhio umano vengano ridotti sensibilmente anche sulla terra verde, in attesa che quella rossa si accodi come sta già iniziando ad avvenire nel circuito maschile.

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Il direttore Scanagatta ospite della TV australiana Channel 9, tra quiz e aneddoti

Sui vincitori di Wimbledon, di qualsiasi anno, il direttore è imbattibile. Ma di quel pisolino in conferenza gli australiani non si sono dimenticati…

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Prima dell’inizio della nona giornata di incontri a Melbourne, che ha visto la rocambolesca vittoria di Federer che sfiderà un apparentemente imbattibile Djokovic in semifinale, il direttore Scanagatta è stato intervistato da Channel 9, la televisione australiana che ha acquisto i diritti per la trasmissione del torneo.

Interrogato su un paio di vincitori di Wimbledon del passato, il direttore ne è uscito fuori brillantemente. Giunti al momento di sviscerare le sue recenti impresa in sala stampa, non c’è stato modo di evitare l’aneddoto del ‘Buongiorno Ubaldo pronunciato lo scorso anno da Nadal, proprio in una conferenza stampa qui a Melbourne, per svegliare Ubaldo da un breve pisolino dovuto al jet lag.

Se avete un minimo di dimestichezza con la lingua inglse, questo è il video dell’intervento del direttore pubblicato su Twitter.

 

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Navratilova e McEnroe hanno protestato in favore del cambio di nome della Margaret Court Arena

L’Australian Open celebra Margaret Court, discussa vincitrice del Grande Slam nel 1970. Martina e John protestano: “Cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?”

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Aveva già fatto discutere la scelta di Tennis Australia di celebrare il cinquantesimo anniversario del Grande Slam di Margaret Court, risalente al 1970, pur schierandosi allo stesso tempo contro le posizioni sostenute dall’ex giocatrice sui diritti civili. La polemica è tornata viva più che mai grazie alla cassa di risonanza offerta da John McEnroe e Martina Navratilova, presenti a Melbourne in qualità di commentatori televisivi e partecipanti al torneo di doppio delle leggende.

A margine dell’incontro di doppio disputato questa mattina sulla 1573 Arena in coppia con Daniela Hantuchova, Navratilova ha atteso l’arrivo sul campo di McEnroe per poi sfilare con uno striscione recante la scritta ‘Evonne Goolagong Arena (foto in cima all’articolo), manifestando così la volontà che il secondo campo di Melbourne Park venga intitolato a ‘una campionessa che può ispirare e motivare giovani e meno giovani a fare del loro meglio ogni giorno‘, oltre che vincitrice di sette titoli dello Slam in singolare (quattro in Australia), come spiegato dalla stessa Martina in questa lettera aperta pubblicata da Tennis.com. John e Martina hanno poi tentato di prendere possesso del microfono del giudice di sedia per dare voce alla loro protesta, ma la diretta televisiva è stata interrotta in quel momento.

Tennis Australia ha già rilasciato un comunicato per prendere posizione sull’episodio, parlando di due personaggi di alto profilo che hanno tentato di infrangere il protocollo e della possibilità di prendere provvedimenti. Inizialmente erano circolate voci (riportate dal Telegraph) di una possibile sospensione dell’accredito, ma l’ipotesi è presto decaduta.

 

La protesta è giunta 24 ore dopo la celebrazione di Court che si è svolta ieri, lunedì, sulla Rod Laver Arena prima dell’incontro tra Nadal e Kyrgios che ha chiuso il programma. La vincitrice di 24 Slam è stata omaggiata con la proiezione di una sua intervista, focalizzata interamente sul tennis, e con la consegna di un trofeo speciale. A Court non è però mai stata data la parola, qualcuno immagina per tutelarsi dal pericolo che potesse rilasciare altre dichiarazione spiacevoli (come queste, tristemente note, sulle unioni civili tra omosessuali).

A seguito della cerimonia McEnroe aveva già criticato pesantemente l’operato di Tennis Australia: “Margaret Court attualmente è un ventriloquio che utilizza la Bibbia come una scusa per dire quello che vuole. Tennis Australia è di fronte a un dilemma: cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?.

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