Gli amici ritrovati: Herbert e Mahut campioni a Bercy

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Gli amici ritrovati: Herbert e Mahut campioni a Bercy

Primo titolo per i due francesi dopo la breve separazione di quest’anno. Di fronte al proprio pubblico per giunta. “Siamo riusciti a parlarci onestamente ed è grazie a questa complicità che siamo così forti”

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Nicolas Mahut e Pierre-Hugues Herbert - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

C’era stato un po’ di dispiacere, soprattutto per gli appassionati di tennis francese, nel veder dissolversi il formidabile due formato da Nicolas Mahut e Pierre-Hugues Herbert, poco dopo la loro vittoria nell’ultimo Slam che mancava alla loro bacheca, gli Australian Open. La storia è nota con il giovane Herbert che aveva intenzione di concentrarsi sulla sua carriera da singolarista. Ad acuire i dolori dell’abbandonato Mahut, c’era poi stata la decisione dell’ormai ex partner di fare uno strappo alla regola per giocare il doppio a Wimbledon con Andy Murray. Ma al termine dei Championships, condizionato forse da risultati non proprio eccezionali in singolo e dalla prospettiva olimpica, Herbert era tornato sui suoi passi e la coppia si era riformata

E poi, proprio sul più bello, ecco che arriva il lieto fine. Nel Masters 1000 di casa, quello di Parigi-Bercy, i transalpini sono tornati anche a vincere un titolo, il loro settimo di categoria, il quindicesimo in assoluto. Nella finale del torneo, Mahut e Herbert si sono imposti sulla coppia di singolaristi tutta russa formata da Karen Khachanov (vincitore del torneo di singolare nel 2018) e Andrey Rublev, in due comodi set, per lo score di 6-4 6-1. Da notare come i francesi, accreditati della testa di serie n.7, non abbiano perso nemmeno un set nel corso dell’evento. 

Al termine del match, i due tennisti si sono ovviamente soffermati sul significato di questa vittoria dopo un anno molto movimentato. “Dopo una stagione come questa, abbiamo passato una splendida settimana insieme, dentro e fuori dal campo”, ha dichiarato Mahut. “Inoltre vincere di fronte alla propria famiglia è sempre speciale”. Herbert gli ha fatto eco. “Siamo molto contenti che siamo riusciti a parlarci onestamente e dirci le cose in faccia. È il motivo per il quale siamo così forti in campo. Tra di noi c’è complicità. Siamo pronti a dare tutto l’uno per l’altro”, ha aggiunto il 28enne di Schiltigheim. “Nel tennis si tende ad essere egoisti. Con Nico ho trovato qualcuno con cui condividere tutto, qualcuno che è molto altruista”. Insomma, parole al miele dopo il breve divorzio. 

Li ritroveremo a Londra per le ATP Finals dove saranno sicuramente tra le coppie favorite per il titolo. Se non i favoriti in assoluto. 

 

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Madrid, le quote della finale: Berrettini sfavorito, l’impresa con Zverev vale 2,60

Favorito a 1,50 Zverev, reduce dai successi su Nadal e Thiem. Ma l’italiano ha impressionato contro Ruud e lo ha già battuto sul rosso

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Berrettini batte Zverev agli Internazionali d'Italia 2019: speriamo sia di buon auspicio

Per la seconda volta in questo 2021, dopo Jannik Sinner a Miami, avremo un italiano in finale in un Masters 1000, risultato raggiunto per la prima volta in carriera da Matteo Berrettini al Mutua Madrid Open.

Dall’altro lato della rete ci sarà Alexander Zverev, che di finali a questo livello ne ha già giocate sette, portandone a casa tre, di cui una proprio a Madrid nel 2018 (le altre a Roma e Montreal l’anno prima). Il tedesco però è in striscia negativa, avendo perso le ultime tre giocate a Roma ’18, Shanghai ’19, Parigi-Bercy ’20.

COME CI ARRIVANO Il Berrettini visto nella semifinale con Casper Ruud è stato ai limiti della perfezione e ha lasciato le briciole all’avversario sui propri turni di servizio, approfittando in maniera chirurgica delle opportunità di break; continuità, lucidità e fiducia mixate a una condizione fisica che sembra tornata al top (da Belgrado sono otto le vittorie consecutive) e sorregge al meglio la solita potenza devastante. Matteo sta ricordando a tutti, italiani e non, come era arrivato a essere un top 10 e soprattutto che, al momento, è lui il numero uno azzurro. Per lui sarà la sesta finale in carriera (la seconda consecutiva) quinta sulla terra, con un bilancio di una sola sconfitta patita nel 2019 a Monaco contro Cristian Garin, su cui si è preso una bella rivincita nel quarto madrileno, portato a casa infilando undici game consecutivi da metà secondo set.

 

Non sarà certo una finale facile, anche perchè Zverev ci arriva senza aver perso un set, avendo battuto, nell’ordine, Kei Nishikori, Daniel Evans, Rafa Nadal e Dominic Thiem. Anche al netto dei possibili dubbi sullo stato di forma di Nadal e Thiem, resta un ruolino di marcia non indifferente quello del tedesco, che non era apparso altrettanto solido nelle precedenti uscite sul rosso, dove aveva collezionato due brutte sconfitte da David Goffin e Ilya Ivashka, rispettivamente a Montecarlo e Monaco.

QUOTE E PRECEDENTI – Precedenti a favore di Sascha, in vantaggio per 2-1, ma il bilancio è in parità nei due confronti sulla terra battuta, giocati entrambi a Roma, tra cui un incoraggiante doppio 7-5 a favore di Matteo sempre nel 2019. Per i quotisti parte avanti Zverev (1,50), mentre un exploit di Berrettini pagherebbe 2,60. Il risultato favorito è un 2-0 per il tedesco a 2,20, pagherebbe addirittura 5,50 lo stesso risultato a favore del romano. Vale inoltre 2 la possibilità che ci sia almeno un tie-break nel match.

Il servizio, ovviamente, caratterizzerà la partita; Berrettini e Zverev hanno beneficiato nel corso della settimana dei campi madrileni in altura (oltre 600 metri) che rendono la terra più veloce. Sarà probabilmente un match più aperto di quello che dicono le quote, deciso da pochi punti, soprattutto se Matteo continuerà con le percentuali straordinarie di prime di servizio e di punti realizzati con la prima (142/169 nel torneo, uno straordinario 84%). Sarà da valutare la continuità a livello mentale di Zverev, finora pressoché perfetto durante tutto il torneo, ma che storicamente il suo tallone d’Achille. Magari stuzzicata dalle variazioni con le palle corte e col rovescio in back, che Berrettini sa giocare molto bene.

ROMANel frattempo prendono il via a Roma gli Internazionali d’Italia, con quattro incontri di primo turno del tabellone maschile oltre alle finali del torneo di qualificazione. Subito in campo Salvatore Caruso, sfavorito a quota 3 contro David Goffin e alla ricerca di una svolta in questo 2021 abbastanza negativo. Equilibrio fra Felix Auger-Aliassime (1,72) e Filip Krajinovic, nella rivincita del primo turno dello scorso anno, in cui si impose il serbo in due set. Stessa quota per Richard Gasquet, leggermente avanti sul gigante Reilly Opelka ma dato in condizioni fisiche non ottimali, mentre è nettamente favorito Pablo Carreno Busta (1,40) su Laslo Djere, che ha ottenuto solo sconfitte dopo la finale di Cagliari persa contro Lorenzo Sonego.

***Le quote sono aggiornate alle 23 di sabato 8 maggio e sono soggette a variazione

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ATP Roma 1000: Cecchinato passa in rimonta, niente da fare per Pellegrino e Moroni

Il tennista siciliano supera Gerasimov e sfiderà Norrie per un posto in tabellone, Brancaccio vince il derby italiano con Gaio

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Risultati misti per la pattuglia azzurra impegnata nelle qualificazioni degli Internazionali d’Italia. Passano solo Raul Brancaccio, impegnato nel derby con Federico Gaio, e Marco Cecchinato, uscito vincitore dalla sfida contro Gerasimov. La partita di Brancaccio è stata molto equilibrata. Entrambi hanno avuto grosse difficoltà nel tenere la battuta durante tutta la partita, ma Gaio si è dimostrato più solido nel primo set e con tre break si è portato avanti nel conto dei set.

Brancaccio non si perde d’animo e già in avvio del secondo set sembra essere molto più presente in campo. Due break nei primi sette game facilitano la pratica e nonostante un contro-break subito e una palla break da salvare, il tennista di Torre del Greco riesce a chiudere il set. Spartito identico nel terzo set, in cui Brancaccio parte di nuovo con due break rapidi, ma chiudendo con molta più facilità set e partita. Al turno decisivo troverà Carballes Baena, giustiziere di un Sandgren sempre poco avvezzo alla terra battuta.

Non è stata facile nemmeno per Marco Cecchinato, che nel primo set ha tante occasioni e gioca anche meglio del suo avversario, ma come il tennis spesso insegna può non essere sufficiente. Gerasimov si aggrappa al servizio e strappa il primo set al tie-break. Molti meno dubbi per Cecchinato nel secondo set, in cui prende subito il comando delle operazioni per un rapido 6-2. Molto più complicato il terzo, in cui Cecchinato è di nuovo il primo a breakkare ma subisce il ritorno del bielorusso.

 

Marco mantiene la calma e con due break consecutivi si regala il turno finale delle qualificazioni di Roma. L’avversario sarà Cameron Norrie, fresco finalista di Estoril e vincitore sull’esperto Pablo Cuevas, apparso lontano dalla forma dei tempi migliori. Sfortunato invece Flavio Cobolli, che si è dovuto ritirare sul 6-2 2-0 a favore di Davidovich Fokina. Lo spagnolo sfiderà il mercuriale tennista francese Corentin Moutet che ha superato il nostro Andrea Pellegrino con il punteggio di 7-6(5) 6-2.

Più di qualche rimpianto per Gian Marco Moroni, impegnato nell’ultima partita di giornata contro Aljaz Bedene. Il tennista romano, che ha usufruito di una wild card, sfiora la rimonta contro lo sloveno, che si era imposto d’autorità nel primo set. Una palla break nel terzo game del secondo set suona la sveglia a Moroni, che alza il livello e trova il break decisivo nel sesto game, rimettendo tutto in equilibrio. L’italiano è il primo a cedere il servizio nel terzo set, ma è bravo a reagire e a contro-breakkare Bedene nel quinto game. Il nuovo equilibrio per Moroni si spezza purtroppo al momento di servire per restare nel match, Bedene approfitta del passaggio a vuoto e trova break e partita. Il tennista sloveno troverà Hugo Dellién, che ha sorprendentemente superato lo spagnolo Jaume Munar in due set.

Il tabellone completo con i risultati

DONNE – Bilancio sfavorevole anche per le donne, poiché delle cinque ragazze impegnate accede al turno decisivo soltanto Sara Errani, brava a regolare per 6-4 6-3 Heather Watson, alla quinta sconfitta consecutiva (la quarta al primo turno, quest’anno ha vinto due soli match). Eliminate senza appello Bianca Turati, Lucia Bronzetti e Nuria Brancaccio (sorella di Raul), rispettivamente da Zidansek, Hercog e Kostyuk. Fa più male invece la sconfitta di Giulia Gatto-Monticone, sconfitta in tre ore e mezza da Alizé Cornet; la torinese ha mancato due set point nel tie-break del primo set, poi perso, e si è arresa per 6-4 al terzo. Al turno decisivo Sara Errani sfiderà Polona Hercog.

Il tabellone completo con i risultati

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Zverev ruggisce a Madrid: supera Thiem e vola in finale

Sascha serve benissimo e gestisce in tranquillità la semifinale contro uno spento Thiem. Ottava finale in un Masters 1000 e seconda a Madrid dopo il titolo del 2018

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Alexander - ATP Madrid 2021 (ph. Ángel Martínez)

[5] A. Zverev b. [3] D. Thiem 6-3 6-4

Alexander Zverev è il primo finalista del Mutua Madrid Open 2021. Il tedesco supera in due set piuttosto agevoli Dominic Thiem e domenica proverà a bissare il titolo conquistato su questi campi nel 2018, quando sconfisse nell’ultimo atto proprio il suo avversario odierno.

La partita non ha regalato particolari brividi: dopo una buona partenza, Thiem è infatti calato progressivamente, incapace di tenere il ritmo da fondo di Zverev e soprattutto di scardinare il suo servizio (se si esclude il break concesso di pura distrazione dal tedesco sul 4-1 nel secondo set). I maggiori fastidi per Sascha sono stati probabilmente connessi con la moviola, che in ben tre occasioni ha dichiarato dentro o fuori la palla (ovviamente a suo sfavore), mostrando però immagini apparentemente in contrasto con la chiamata.

 

Al di là dei bisticci con la tecnologia però, Zverev ha mostrato buona solidità e lucidità e domenica andrà a caccia del quindicesimo titolo in carriera e del quarto Masters 1000. Tra lui e il trofeo cercherà di frapporsi il vincente della sfida tra Matteo Berrettini (2-1 i precedenti in favore di Sascha, 1-1 su terra) e Casper Ruud (nessun precedente). Il tedesco dovrà gestire bene le energie in vista della finale, dal momento che è ancora in corsa nel tabellone di doppio insieme al connazionale Tim Puetz. I due giocheranno la semifinale contro Granollers/Zeballos con la prospettiva per Sascha di una storica doppietta.

IL MATCH – Zverev mostra da subito un discreto feeling col servizio. In particolare sceglie spesso di servire al centro da destra, sia con la prima sia con delle ottime seconde cariche che saltano alte sul rovescio dell’avversario. Nonostante ciò, Thiem reagisce bene, soprattutto alle seconde, e si rende pericoloso in risposta nel terzo game. Un bellissimo rovescio vincente dal centro del campo lo porta a palla break, ma Zverev si cava d’impiccio col servizio, impedendo di fatto all’austriaco di giocare i successivi tre punti.

Tocca poi al tedesco avere la chance di ottenere il break, ma Thiem fa buona guardia a rete dopo il solito gran servizio in kick. Un doppio fallo rimette nei guai l’austriaco, che si salva con una prima vincente, contestata da Zverev che polemizza con l’arbitro nonostante l’intervento di Foxtenn. Effettivamente l’immagine non sembrerebbe corrispondere con la scritta “IN” (“dentro”) comparsa sul maxischermo dello stadio, ma tutti non possono che adeguarsi a quanto sentenziato dalla tecnologia. Un secondo doppio fallo costringe Thiem a salvare una terza palla break, stavolta con un poderoso rovescio lungolinea vincente. L’austriaco però concede troppo con il dritto e alla fine cede, alla quarta occasione concessa, mandando Zverev sul 3-1.

Uno dei frame “incriminati”

Thiem sembra avere qualche problema con la presa sulla racchetta, forse per l’eccessiva sudorazione, e addirittura chiede al giudice di sedia se è possibile avere della segatura (rimedio d’altri tempi). Anche il vento rappresenta una discreta incognita – ovviamente per ambedue i semifinalisti – soprattutto perché sembra avere un andamento irregolare, a folate. Nonostante ciò si vedono alcune ottime soluzioni, frammiste a scelte discutibili, da parte di entrambi. Dal punto di vista del punteggio però non ci sono grandi sussulti: Zverev concede davvero poco al servizio (solo tre punti in tre turni di battuta) e dopo 43 minuti va a sedersi in vantaggio di un set.

Il tedesco gestisce benissimo gli scambi da fondo con il proprio rovescio e si procura una palla break subito in avvio di secondo set. Thiem però riesce a evitare il peggio e tiene il servizio, grazie anche a un nastro fortunato e a due errori dell’avversario. Il break è solo rimandato, perché Zverev ha il totale controllo del palleggio e non fatica a salire 3-1. La palla dell’austriaco non corre come al solito, chiaro segnale che la miglior forma è ancora lontana, e se a questo aggiungiamo il rendimento quasi perfetto al servizio di Zverev, allora le cose sì che si fanno difficili. Il tedesco ormai colpisce in scioltezza, mentre Thiem è costretto a remare da fondo. Un secondo break lo proietta sul 4-1, ma un po’ di leggerezza nelle scelte tattiche (un paio di discese a rete decisamente rivedibili) regala il contro-break immediato all’avversario.

Dominic Thiem – Madrid 2021

Thiem si aggrappa a quel poco che il suo tennis gli consente oggi e va sul 4-3, al termine di un game da sedici punti e non prima di aver cancellato tre palle break che avrebbero di fatto chiuso il match. Il moto d’orgoglio dell’austriaco non è però sufficiente a riaprire davvero la partita e Zverev chiude senza ulteriori patemi con il punteggio di 6-4 dopo un’ora e quaranta minuti di gioco. Partirà favorito in finale, e avrà l’opportunità di diventare il primo giocatore esterno alla cerchia dei Fab a vincere due volte lo stesso Masters 1000 dai tempi di Andy Roddick, capace di imporsi due volte a Miami.

Il tabellone completo

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