Next Gen Finals: Ruud piega un coraggioso Davidovich, de Minaur non sbaglia

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Next Gen Finals: Ruud piega un coraggioso Davidovich, de Minaur non sbaglia

MILANO – Il norvegese vince in 5 set un match che sembrava destinato a chiudersi dopo un infortunio al ginocchio del suo avversario. L’australiano lascia un set a Kecmanovic ma si conferma solido

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Alex de Minaur - Next Gen ATP Finals 2019 (foto Cristina Criswald)

da Milano, il nostro inviato

RUUD FERMA IL CORAGGIO SPAGNOLO – La partita d’apertura della seconda giornata all’Allianz Cloud è il primo thriller da 5 set della settimana. I due perdenti della prima giornata nel Gruppo A, sono scesi in campo e hanno dato vita a un incontro molto spettacolare che ha avuto un colpo di scena all’inizio del terzo set quando lo spagnolo si è infortunato al ginocchio ed è sembrato sul punto di ritirarsi, prima di riprendersi e forzare un decisivo quinto set dopo uno spettacolare tie-break del quarto set.

Davidovich ha poi ceduto nel quinto quando ha perso il servizio nel primo gioco. Ruud ha ripreso quindi il comando delle operazioni finendo la pratica. A fine partita il norvegese è apparso sollevato dal fatto di averla spuntata dopo che il suo avversario sembrava sul punto di ritirarsi da un momento all’altro: Lui ha fatto dei colpi incredibili, che sembravano dovessero finire sui teloni di fondo campo e invece stavano tutti dentro. Poi per fortuna nel quinto set ho fatto il break subito e l’ho portata a casa”

ALEX ANCORA IN 4 – Alex de Minaur lascia ancora un set per strada ma resta pienamente convincente e ancora favorito per il titolo a Milano. Il serbo Kecmanovic cede di schianto nel quarto set dopo aver vinto il terzo per 4-1. Kecmanovic chiude con appena il 46% di punti vinti con la seconda palla che gli sono costati due set nettamente col punteggio di 4-1. Decisivo il tie-break del secondo vinto dall’australiano per 7 punti a 4.

Risultati Gruppo A, day 2:

[4] C. Ruud b. [7] A. Davidovich Fokina 3-4(2) 4-3(2) 4-2 3-4(2) 4-1
[1] A. de Minaur b. [5] M. Kecmanovic 4-1 4-3(4) 1-4 4-0

Gruppo A, day 1: vincono Kecmanovic e de Minaur
Gruppo B, day 1: Sinner fa impazzire Milano
Gruppo B, day 2: Sinner continua a incantare, è già in semi
La situazione aggiornata dei gironi e il calendario

 

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Santiago: Garin si salva contro Davidovich Fokina, decima vittoria di fila

Torna in campo il campione di Cordoba e Rio: subisce un 6-0, ma la spunta al tie-break decisivo. Eliminato Londero, passano Monteiro e Ramos-Vinolas

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Cristian Garin - ATP Santiago 2020 (foto via Twitter @chile_open)

Cristian Garin è tornato a casa, a Santiago del Cile, con altri due trofei appena messi in bacheca (al 250 di Cordoba e al 500 di Rio). Il numero 18 al mondo non ha nessuna intenzione di fermarsi, tanto meno nel suo torneo, davanti alla sua gente. Accreditato della prima testa di serie, Garin ha debuttato contro Alejandro Davidovich Fokina, che su terra battuta ha dimostrato di saper giocare a un buon livello. Infatti dopo aver perso il primo set 6-2, lo spagnolo ha preso il controllo dell’incontro: nel secondo parziale Garin non è riuscito a vincere nemmeno un game.

Il terzo set è durato quanto i precedenti due messi assieme. Una lotta straordinaria sin dalle prime battute, quando il cileno prima si porta sul 2-0 e poi si fa raggiungere sul 2-2. Il break che sembra decidere le sorti del match arriva sul 3-3. Al servizio per il match sul 5-4, Garin manca due match point e dal 40-15 in suo favore cede il servizio. Ha un’altra occasione di chiudere la partita con la battuta sul 6-5, ma Davidovich Fokina forza il tie-break, dove fare la differenza sono i due doppi falli dello spagnolo, che nonostante lo sforzo cede il match in due ore esatte. Garin ha conquistato così la decima vittoria consecutiva. Uno score sorprendente visto il modo in cui aveva iniziato la stagione (cinque sconfitte in sei partite).

Il suo prossimo avversario, nei quarti di finale, sarà la wild card brasiliana Thiago Seyboth Wild. 19 anni, numero 182 del mondo, per la prima volta tra gli ultimi otto in un torneo ATP. Seyboth Wild ha eliminato due argentini nel suo percorso, prima Bagnis e ora Juan Ignacio Londero (era la quinta testa di serie), battuto in due set. C’è anche un altro brasiliano nei quarti di finale di Santiago. È Thiago Monteiro, perfetto nel match contro lo spagnolo Carballes Baena, battuto 6-1 6-4. Si giocherà l’accesso alle semifinali con Ramos-Vinolas, che ha eliminato il lucky loser Juan Pablo Varillas all’esordio.

Risultati:

[1] C. Garin b. A. Davidovich Fokina 6-2 0-6 7-6(4)
[WC] Seyboth Wild b. [5] J. I. Londero 7-6(7) 6-4
[8] T. Monteiro b. R. Carballes Baena 6-1 6-4
[3] A. Ramos-Vinolas b. [LL] J. Varillas 7-6(3) 6-2

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Nadal è impeccabile ad Acapulco: troverà Dimitrov in semifinale

Un’altra prova convincente del mancino di Manacor, che lascia solo tre game al sudcoreano Kwon. Grigor elimina in due set Wawrinka. Derby statunitense tra Isner e Fritz nell’altra semifinale

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Rafa Nadal - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Continua la sua marcia verso il titolo Rafa Nadal, in semifinale all’ATP 500 di Acapulco grazie alla diciottesima vittoria su venti match disputati nel torneo messicano. Dopo aver superato Andujar e Kecmanovic nei primi due turni, il suo avversario nei quarti era il sudcoreano Soonwoo Kwon, per la quarta volta consecutiva in un quarto di finale ATP. A differenza del primo e second round, stavolta Rafa (che non potrà soffiare il primo posto nel ranking a Djokovic, a sua volta in semifinale a Dubai) non ha perso nemmeno una volta la battuta, salvando tutte le otto palle break concesse, e ha chiuso in un’ora e mezza.

Il dato dei break point basta per descrivere un match a tratti ben giocato da Kwon, capace di portare tanti giochi ai vantaggi (ha avuto la palla game in ognuno dei primi tre gioco del secondo set, ma è andato sotto 3-0), ma incapace di prevalere nelle fasi cruciali degli stessi contro lo strapotere fisico e mentale di Nadal. Certo, come detto dallo stesso Rafa in conferenza stampa il ragazzo meritava più di tre game al netto di quanto visto in campo, ma questa versione del maiorchino convince quasi quanto quella di Novak Djokovic a Dubai. Dritto che frulla (guardate che spettacolo contro Kecmanovic), prima di servizio pungente e gambe che vanno spedite. Con soli quindici game persi ci si chiede chi potrà fermare Rafa.

Farà un tentativo in semifinale Grigor Dimitrov che, una volta passato lo spauracchio Mannarino, ha eliminato con un duplice 6-4 Stan Wawrinka. Il bulgaro ha interrotto una serie di cinque sconfitte consecutive contro Stan, tutte a cavallo tra 2018 e 2019. Non vinceva un match contro il tre volte campione Slam dal 2016, che è pure l’anno della sua ultima (e anche unica) vittoria in carriera contro Nadal, uscito vincitore in dodici confronti diretti su tredici. Se escludiamo i match su terra battuta, su cemento all’aperto Rafa non ha mai avuto vita facile. Dimitrov è sempre riuscito a strappargli almeno un set e il ricordo di quella semifinale all’Australian Open 2017 (6-4 al quinto per Rafa, ma dopo tre break point per il 5-3 a favore del bulgaro) è ancora intenso.

Nell’altra semifinale si giocano un posto nell’ultimo atto due statunitensi, John Isner e Taylor Fritz. Il gigante di Greensboro ha impiegato due ore per estromettere dal torneo un altro connazionale, Tommy Paul, capace di eliminare in due set Zverev nel turno precedente. Dopo aver vinto un primo set lottato al tie-break, Isner ha perso il servizio a inizio secondo set commettendo due doppi falli e permettendo a Paul di forzare il terzo set. Il numero 20 del mondo ha lasciato per strada solo quattro punti al servizio e ha trovato il break nel sesto e nell’ottavo gioco per raggiungere la seconda semi consecutiva ad Acapulco.

Sono bastati due set invece a Fritz per sbarazzarsi di Kyle Edmund, costretto a rincorrere sin dall’inizio. Il californiano ora è anche sicuro di tornare in top 30 lunedì. I precedenti dicono 2-1 Isner, ma l’ultima sfida l’ha vinta Fritz due mesi fa ad Auckland.

Risultati:

[1] R. Nadal b. S. Kwon 6-2 6-1
[7] G. Dimitrov b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-4
T. Fritz b. K. Edmund 6-4 6-3
[5] J. Isner b. [Q] T. Paul 7-6(3) 3-6 6-2

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Evans ha il vento in poppa, a Dubai sfiderà Tsitsipas in semifinale

La prima semifinale opporrà il britannico, che ha sorpreso Rublev ed entrerà in Top 30 per la prima volta, al secondo favorito del torneo, che ha battuto Struff in volata

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Dan Evans - Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

Il vento l’ha fatta da padrone anche oggi in quel di Dubai, premiando chi si è saputo adattare meglio. Vediamo come sono andati i primi due quarti di finale, che hanno promosso l’atteso Stefanos Tsitsipas (finalista in carica) e il meno atteso Dan Evans.

D. Evans b. [6] A. Rublev 6-2 7-6 (9)

Le emozioni di sicuro non mancano quando Dan Evans scende in campo, come si è visto oggi nel successo su Andrey Rublev, ottenuto in due ore e 12 minuti vendicando la sconfitta del mese scorso ad Adelaide.

 

Reduce da due match durissimi contro Fognini ed Herbert, l’aspettativa era che il britannico avesse bisogno di colpire subito per non trovarsi coinvolto in un’altra maratona. In realtà solo il primo dei due assunti si è rivelato corretto: Evans ha colpito subito, concretizzando la terza chance avuta nel primo gioco, ed è scappato sul 4-1 pesante da cui Rublev non è riuscito a rientrare.Ammirevole il piano tattico dell’una volta tracagnotto albionico, il cui riadattamento tattico post-ban ricorda un po’ quello di Mardy Fish all’inizio dello scorso decennio – nato come giocatore di rete, Evans si è costruito un gioco difensivo di prim’ordine, l’apparente passività della sua posizione in campo compensata dalla straordinaria consistenza del suo back e dalla sua bravura nel cambiare lungolinea, e non è che si sia dimenticato come chiudere nei pressi del net, tutt’altro.

Il vento ha chiaramente determinato l’alto numero di break di questa settimana, influenzando per prima cosa il lancio di palla, e Rublev è forse il giocatore che ne ha fatto più le spese. Fra i giocatori di vertice, il russo è quello che perde più velocità fra prima e seconda, risultando perciò dipendente da alte percentuali con la prima, che non sono arrivate – solo 58% di prime in campo nel primo set, con un magro 57% di punti realizzati, 50 e 64 nel secondo.

Più di tutto, però, è stato lo zero su sei nelle palle break a condannarlo nel primo parziale (problema già avuto ieri con Krajinovic), in cui si è trovato immediatamente con le spalle al muro, implicitamente rendendo molto più pesante ogni eventuale chance avuta e sprecata. Furioso, e spesso coinvolto in una sticomitia con sé stesso, il russo ha dato la sensazione di poterla ribaltare all’inizio del secondo, quando ha salvato tre palle break immediate per poi passare nel quarto gioco, iniziando a muovere l’avversario, costretto a colpire tanti dritti in corsa.

Invece, Evans ha ritrovato le gambe, e ha iniziato a spingere lo slice per prendersi il punto a rete (19 discese nel secondo contro le 10 del primo), completando il capolavoro tattico che l’ha portato a servire per il match sul 5-4. Proprio al momento di chiudere, però, Evans si è irrigidito, commettendo un doppio fallo e un gratuito di dritto che hanno offerto due palle break a un avversario che era parso rassegnato alla sconfitta, trascinando il set al tie-break.

Come successo ieri con Herbert, Evans ha sfruttato il vento per spingere un’altalena di emozioni: si è portato avanti 3-1 con un altro punto di grande acume, chiamando l’avversario avanti due volte per poi passarlo con un rovescio lungolinea:

5/17 a rete per il russo, che però ha continuato il forcing da fondo recuperando immediatamente. L’equilibrio si è rotto con un doppio fallo esiziale del britannico sul 5-5, ma Rublev ha sotterrato il set point in rete in maniera desolante, ed Evans non si è fatto pregare, attaccando la seconda successiva a rete per salire a match point. Rublev è stato molto bravo, però, e ha giocato uno scambio attentissimo in cui Evans non ha mai potuto spingere. Il britannico è salito di nuovo a match point con uno slice lungolinea che ha sorpreso il russo, ancora bravo a salvarsi nello scambio. Un altro contropiede gliene ha dato un terzo sul 10-9, e stavolta il passante di Rublev è finito lungo, dandogli il più importante risultato della carriera a livello 500.

Ho fatto un casino sui match point, soprattutto quando ho servito per il match“, ha detto, sempre candido. “Sembra un clichè, ma alla fine conta rimanere lì con la testa e resistere, perché sapevo che le chance sarebbero arrivate. La calma e la freddezza sono gli aspetti di cui sono più contento al momento“.

Ho ancora benzina, è per questo che mi alleno, per durare cinque match in questo tipo di tornei“, ha risposto alla domanda su quanto i lunghi match giocati finora l’abbiano prosciugato. “Sarò pronto per domani“. In questo momento Evans salirebbe al N.27 delle classifiche mondiali, una rinascita incredibile per un giocatore soggetto a una squalifica per abuso di sostanze illegali – il parallelo con il fresco ritiro di Sharapova non può che sovvenire, con i dovuti distinguo. Per il tipo di gioco che ha è difficile che possa salire ancora molto, ma non può che far piacere vedere un giocatore che non solo possiede una grande varietà, ma anche una garra insospettabile.

Dan Evans – Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

[2] S. Tsitsipas b. J.-L. Struff 4-6 6-4 6-4

Decisamente diverso ma persino più combattutto il match fra due giocatori con un servizio molto più pesante quali il finalista 2019, Stefanos Tsitsipas, e Jan-Lennard Struff, con il greco che ha prevalso in due ore e 22 minuti, pareggiando gli scontri diretti sul 2-2.

La prima opportunità l’ha avuta proprio il teutonico (spesso vincente nel braccio di ferro), nel quinto game, ma una buona prima al centro di Tsitsipas gli ha fatto scentrare la risposta. Il greco è calato con la prima, però, scendendo dall’oltre 80% di inizio match al 59, concedendo lo 0-40 nel decimo gioco, tre set point. La tds N.2 ha salvato le prime due chance, ma sulla terza Struff ha spinto alla grande, esibendosi in due parate a rete che hanno portato l’avversario a steccare il passante in controbalzo, consegnandogli il parziale.

Tsitsipas non è certo tipo da uscire dal match, ed è passato subito nel secondo, dettando sapientemente e giocando sul tennis erratico del tedesco e crescendo con il rovescio, con cui è riuscito ad opporsi con più vigore alle prime e alle botte semi-piatte dell’avversario. La lentezza del campo ha continuato a favorire il peso di Struff, che si è procurato la palla del contro-break nel quarto gioco, fallita mettendo largo un dritto su una palla bassa. Nel quinto gioco ha steccato un dritto che avrebbe di fatto chiuso il set, rischiando di pagarlo quando Struff si è portato 15-40 nel momento in cui stava servendo per il set. Il servizio l’ha però cavato d’impaccio, permettendogli di andare al terzo.

Il set decisivo si è aperto come il precedente, con due palle break Tsitsipas, ma stavolta Struff si è salvato, grazie anche a un avversario un po’ incerto sugli appoggi, tenendo la battuta dopo due ulteriori chance avute dal greco e divenendo ancora più aggressivo. Al momento del dunque, però, Tsitsipas ha messo i pattini rimontando da 40-0 sotto nel nono game, procurandosi la palla per servire per il match con due recuperi clamorosi. Un’altra stecca l’ha inizialmente fermato, ma una risposta profonda ha nuovamente aperto la strada, e stavolta Struff ha regalato, mettendo lungo un dritto che ha chiuso la partita.

Stefanos Tsitsipas – Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

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