Finali Davis: il Canada passa ma regala un punto agli USA. 3-0 Australia

Coppa Davis

Finali Davis: il Canada passa ma regala un punto agli USA. 3-0 Australia

MADRID – Il team di Dancevic è il primo a qualificarsi ma non va in campo per il doppio: doppio 6-0 a tavolino in favore degli USA che fa discutere. Colombia eliminata

Pubblicato

il

Denis Shapovalov alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (foto Twitter @DavisCupFinals)

da Madrid, il nostro inviato

La situazione aggiornata dei gironi (con tutti i risultati)

CANADA b. STATI UNITI 2 – 1

 

V. Pospisil [CAN] b. R. Opelka [USA] 7-6 7-6
D. Shapovalov [CAN] b. T. Fritz [USA] 7-6 6-3
S. Querrey/J. Sock [USA] b. V. Pospisil/D. Shapovalov [CAN] w/o

Altra grande prova del Canada che dopo la vittoria con l’Italia portano a casa anche il confronto con i vicini a stelle strisce e diventano la prima squadra a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta. I canadesi fino ad ora sono stati delle macchine da guerra nei tie-break (6 vinti su 7 giocati, con Berrettini unico ad essere riuscito a strappare qualcosa). Se il trend dovesse continuare la freddezza delle ‘foglie d’acero’ potrebbe diventare un fattore su campi indoor veloci come questi.

Gli Stati Uniti si presentano all’appuntamento con un confortante bilancio di 15-0 in Davis negli scontri diretti, ma mai come quest’anno il team biancorosso rischia di rompere il digiuno. A livello di tifo ambiente ben diverso rispetto a quello di ieri fra Italia e Canada: se ieri c’era stata un bolgia e dei bei botta risposta fra tifoserie, oggi la gara del tifo è completamente a senso unico visto che la presenza statunitense è abbastanza sparuta e sovrastata da quella canadese (che tira fuori spesso e volentieri quel po-po-po che nel 2006 conoscevamo bene). In generale comunque la pista Arantxa Sanchez della “Caja Magica” si presta bene, un po’ come un piccolo palazzo dello sport nel quale il coinvolgimento e le sensazioni acustiche sono molto migliori di quanto potrebbe avvenire in un campo centrale più dispersivo.

POSPISIL DAVIS MAN… – Partita fra un peso medio massimo e un massimo, con molta attitudine ad attaccare e poca a difendere. Pospisil ovviamente cerca di non svegliare il dritto devastante di Opelka, ma non per questo disdegna ottime soluzione offensive; entrambi i giocatori cercano ripetutamente la verticalità e la via della rete, senza rimanere troppo a palleggiare. I servizi come prevedibile la fanno da padrone con bordate anche oltre i 230 Km/h (e una di questa si abbatte sul viso di una malcapitata raccattapalle che però stoicamente resiste) e il primo set finisce al tie-break. Qua la contesa prende la via del Canada con Pospisil che vola avanti 5-0 e chiude la pratica con un ace. Il secondo set procede senza particolari sussulti fino al secondo tie-break con un Pospisil ancora una volta chirurgico; dopo aver annullato un set point sul 7-6, il canadese porta a casa il match 9 punti a 7.

SHAPO NON È DA MENO – Il secondo match vede opposti Shapovalov e Fritz e sul piano tattico ricalca per certi versi quello precedente. Due giocatori d’attacco che cercano di imporre il proprio gioco per cui la miglior difesa rimane l’attacco, anche se fra i due il più attrezzato negli scambi da fondo sembra Shapovalov. E per un canovaccio tattico che si ripete, si ripete anche il film della partita. Come prima il set va al tie-break, che rimane molto equilibrato fino al 6-6, quando un banale errore di dritto di Fritz regala il set point al canadese che senza farselo ripetere due volte porta a casa il set con un ace. L’episodio influenza la condotta di gara del giovane americano che perde subito in avvio il servizio e consente al Canada di volare sul 2-0. I servizi vengono confermati fino al 5-3 quando probabilmente Shapo sente la pressione e regala due palle break al suo avversario. Sul 15-40 però la pressione evapora e il 19enne ritrova il servizio con il quale mette le cose a posto e porta a casa il match al secondo tentativo.

Il doppio però non si gioca perché il canadese non ha almeno due giocatori arruolabili, così gli USA portano a casa a tavolino il primo punto della manifestazione (quello che invece l’Italia si era sudato con Fognini e Berrettini). Un discreto vantaggio per gli statunitensi, poiché la partita non disputata va a referto come un doppio 6-0 che migliora notevolmente il loro quoziente set e game. Dovessero concorrere per il posto di migliore seconda, potrebbe rivelarsi un dettaglio decisivo.

A questo punto quindi la prossima partita diventa decisiva per le speranze dell’Italia, che nella migliore delle ipotesi potrà qualificarsi come seconda. Toccherà quindi vedere i risultati delle altre seconde e cercare di vincere 3-0 il match con gli Stati Uniti per avere speranze di passaggio del turno.

AUSTRALIA – COLOMBIA 3 – 0

N. Kyrgios [AUS] b. A. Gonzalez [COL] 6-4 6-4
A. de Minaur [AUS] b. D. E. Galan Riveros [COL] 6-4 6-3
J. Peers/J. Thompson [AUS] b. J. Cabal/R. Farah [COL] 6-3 3-6 7-6

L’Australia conferma il suo ruolo da favorita nel tie contro la Colombia imponendosi per 3-0 , risultato che elimina i sudamericani dalla competizione. Per gli Aussie, invece, sarà sfida con il Belgio per il primo posto nel gruppo D, mercoledì dalle 18.

Team Australia – Finals Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

KYRGIOS – Nonostante la sconfitta in due set, è una prestazione di tutto rispetto quella messa in campo da Alejandro Gonzalez, n. 470 ATP, contro il rientrante Nick Kyrgios, tanto da far dubitare della bontà della scelta del capitano di schierare uno spento Santiago Giraldo contro Steve Darcis nella prima giornata. Dal canto suo, un Kyrgios intrattabile al servizio: 16 ace, un solo punto concesso nel primo parziale, non ha mai permesso all’avversario di arrivare a “40” nel secondo e un break per set gli è stato sufficiente per far esordire la squadra australiana con una vittoria. L’ultimo match di Nick risaliva a Zhuhai contro Andreas Seppi, prima della pausa per il problema alla spalla e, all’apparenza, anche un po’ per ripicca verso la (finta) sanzione dell’ATP.

Il primo strappo arriva al quinto gioco: con un rovescio piattissimo stile Kukushkin, l’uomo di Canberra riapre un game che sembrava ormai colombiano; Alejandro, n. 70 nel 2014, cerca di alzare il ritmo, ma trova gli errori che gli costano la battuta. La spalla australiana sembra funzionare bene, pure troppo avrà pensato Gonzalez all’ottavo gioco quando torna rapidamente verso la propria panchina per cambiare racchetta e avere le corde nuove in risposta dopo il cambio palle. Chiede scusa della perdita di tempo, ma Nick rimedia – e vanifica al tempo stesso la tattica dell’altro – partendo con tre ace; “Gonzo” riesce almeno a toccare il quarto servizio di un game che non sarà perfectma che è durato 50 secondi. Un altro cambio campo ed è 6-4 Australia. Il punteggio è in discussione solo quando serve il trentenne di Medellin, che riesce ad annullare occasioni in serie prima di capitolare all’ottava. Kyrgios cerca senza troppa convinzione di indossare i suoi abituali panni insolenti e, pochi minuti dopo, coglie la vittoria che mancava dal secondo turno dello US Open.

DE MINAUR – Vittoria relativamente sul velluto per Alex de Minaur contro il n. 194 Daniel Elahi Galan, ventitreenne di Bucaramanga, oggi inevitabilmente molto falloso perché costretto ad alzare il proprio livello davanti al n. 18 del mondo. Daniel è comunque in possesso di un buon dritto lavorato e soprattutto di un rovescio che fila benissimo, come ha potuto constatare ieri David Goffin. Non gli dà invece credito il giudice di linea quando gli chiama fuori un’accelerazione precisa che lo avrebbe messo sulla piastrella favorevole per il punto del triplo break point; Alex ringrazia per la possibilità di rigiocare il punto, salva la battuta e, come da copione, è lui a passare in vantaggio al game successivo, il settimo. Messa al sicuro la prima partita, de Minaur fa subito valere la differenza di classifica salendo 2-0; Galan ce la mette tutta, ma l’incontro scivola via fino al prevedibile 5-1 e match point. Il ventenne di Sydney vorrebbe però chiudere in bellezza e salta per colpire il vincente con quel suo dritto dal polso un po’ rigido, finendo per perdere due giochi di fila. Daniel salva altri due macth point e forse salverebbe anche il terzo se non fosse per un’altra chiamata scellerata: punto rigiocato e de Minaur può tirare un sospiro di sollievo.

Thompson e Peers completano l’opera battendo i favoriti Cabal e Farah in tre set e annullando ben quattro match point nel tie-break decisivo.

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Coppa Davis 2020, il sorteggio: Italia con USA e Colombia

Gli azzurri nel Girone E con gli Stati Uniti e la Colombia. Serbia con Germania e Austria, Spagna con Russia ed Ecuador

Pubblicato

il

Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Si è tenuta come da programma presso gli uffici ITF di Londra la cerimonia per il sorteggio dei gironi delle Finals di Madrid della Coppa Davis giunte alla loro seconda edizione dopo il cambio di format della manifestazione. La cerimonia, come ovvio che fosse, si è svolta in tono molto dimesso per la minaccia Coronavirus che oltre a destare preoccupazione per la salute di tutti noi a causato lo stop praticamente di tutto lo sport nel mondo (o quasi). Il presidente Haggerty ha infatti subito preso la parola e parlato del rinvio delle Finals di Fed Cup (che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest la settimana dopo Pasqua) e dei relativi play-off. Mentre ha poi dichiarato (e probabilmente si è augurato) che per le Finals di Madrid non ci dovrebbero essere problemi (e ce lo auguriamo tutti).

La cerimonia ha visto come madrina e moderatrice Anabel Croft, ex tennista e giornalista di Eurosport che proprio in collaborazione con il presidente Haggerty ha poi avviato la cerimonia del sorteggio. Buone notizie per l’Italia, finita nel girone E in compagnia degli Stati Uniti, come l’anno scorso, e la Colombia, che rispetto al Canada dell’edizione 2019 rappresenta un avversario sicuramente più abbordabile seppur con un doppio di primissimo livello (Cabal/Farah, numeri 1 della speciale graduatoria).

Ma andiamo per ordine. La Spagna campione in carica e inserita nel gruppo A avrà come avversarie di nuovo la Russia e la grande sorpresa dell’Ecuador, autore di una qualificazione davvero storica e inaspettata. È chiaro che qui la lotta per il primato nel girone ci sarà tra i padroni di casa e la Russia come l’anno scorso. Nel gruppo B i vice campioni del Canada sono stati accoppiati con Kazakistan e Svezia. Se al completo i canadesi partono con i favori del pronostico, occhio però al solito Kazakistan dei miracoli in Davis con la stellina Bublik. La Svezia dei fratelli Ymer pare la vittima sacrificale.

Nel gruppo C la Francia, testa di serie nr.3 se la vedrà con la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca. Sicuramente la Francia parte favorita ma occhio ai britannici che hanno un doppio di primo livello che nelle sfide 2 su 3 ha un peso specifico non indifferente. La Repubblica Ceca non è più lo squadrone di qualche anno fa, Vesely e Rosol sembrano non poter impensierire francesi e Gran Bretagna. Nel gruppo D la Croazia, campione 2018 e vera delusione della passata edizione, affronterà Australia e Ungheria. Testa a testa interessante tra croati e “aussie” con questi ultimi leggermente favoriti. Anche in questo caso la squadra di terza fascia pare avere poche possibilità di dire la sua.

Passiamo quindi al nostro raggruppamento. Gli Stati Uniti ci hanno battuto l’anno scorso 2-1 con il famoso doppio finito alle 4.05 di notte. Fish come capitano sta puntando sulle nuove leve, in primis Opelka, Fritz e Paul. I Bryan hanno giocato contro l’Uzbekistan e dovrebbe essere stato il loro addio alla manifestazione, cambieranno idea a novembre? Occhio anche a Jack Sock che sembra in ripresa e che potrebbe tornare tra i convocati. La Colombia come detto non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, Galan e Giraldo sul veloce sono ampiamente (ad oggi)) alla portata dei nostri. Il doppio invece è davvero superlativo. Cabal e Farah hanno vinto a Wimbledon nel 2019 e sono davvero ostici. Insomma, dovremmo giocarci il passaggio del turno con gli USA, speriamo stavolta di riuscire a passare ai quarti, da questo punto di vista il sorteggio una piccola mano ce l’ha data.

Interessantissimo il girone F, come si dice in questi casi il veleno è nella coda. La Serbia di Novak Djokovic sfiderà la Germania (senza Zverev?) e l’Austria (con Thiem?). Ipotizzando le tre squadre al completo è tecnicamente il girone più valido, vedremo chi aderirà alla manifestazione. Certo la Serbia pare favorita, ma occhio anche alle altre due squadre.

Sorteggiato già anche il tabellone dai quarti in poi dove passano le vincenti di ogni girone più le due migliori seconde. La vincente del girone A e la vincente del girone B situate all’estremità del tabellone saranno sorteggiate con le due migliori seconde. La vincente del girone C affronterà invece quella del girone F e quella del girone D la vincente del girone E. Quindi ipotizzando di passare il turno l’avversario potrebbe essere o l’Australia o la Croazia (sulla carta). Ecco il dettaglio dei gironi e del tabellone.

Gruppo A
Spagna
Russia
Ecuador

Gruppo B
Canada
Kazakistan
Svezia

Gruppo C
Francia
Gran Bretagna
Repubblica Ceca

Gruppo D
Croazia
Australia
Ungheria

Gruppo E
USA
Italia
Colombia

 

Gruppo F
Serbia
Germania
Austria

Tabellone fase finale
W Gruppo A vs Migliore seconda 1 o 2
W Gruppo C vs W Gruppo F

W Gruppo E vs W Gruppo D
Migliore seconda 1 o 2 vs W Gruppo B

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis: l’Italia fa il suo, sorpresa Ecuador. Il ritorno di Austria e Svezia

Fognini & Co. superano la Corea del Sud. Passano secondo pronostico USA, Croazia, Germania e Australia. Si confermano Colombia e Kazakistan. Gran rimonta Ungheria, la Repubblica Ceca vince il derby con la Slovacchia

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Simone Bolelli - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Il weekend di Coppa Davis che oramai secondo il nuovo format va in scena su due giorni (venerdì e sabato) ci ha lasciato in dote come al solito molte emozioni ma soprattutto le 12 squadre qualificate per le Finals di Londra che si vanno ad aggiungere alle 4 semifinaliste dell’anno scorso (Spagna, Canada, Gran Bretagna e Russia) e alle due nazionali omaggiate di wild card (Francia e Serbia). Eccovi di seguito la lista delle nazionali vincenti in questo week-end: Italia, Ungheria, Croazia, Australia, USA, Repubblica Ceca, Austria, Kazakistan, Germania, Colombia, Ecuador e Svezia. Per Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Svezia sarà la prima volta alle Finals, solo Germania e Australia tra le 12 qualificate avevano superato l’anno scorso la fase a gironi, venendo poi eliminate entrambe ai quarti.

Il sorteggio per la composizione dei 6 gruppi a 3 squadre che troveremo alle Finals di Madrid (23-29 novembre) avverrà nella sede dell’ITF a Londra giovedì 12 marzo alle ore 17 italiane. La Spagna, campione in carica, verrà automaticamente inserita come testa di serie nel gruppo A, il Canada vicecampione invece sarà inserito nel gruppo B. Le altre squadre verranno dotate di testa di serie seguendo il ranking per squadre nazionali che verrà pubblicato lunedì 9 marzo dall’ITF. Va da sé che le squadre classificate tra le prime quattto oltre Canada e Spagna saranno inserite con sorteggio nei gironi dal C al F, le seguenti sei saranno sorteggiate casualmente ognuna in uno dei singoli gironi e così via per le restanti sei con teste di serie più basse. Le perdenti di questo weekend saranno invece sorteggiate venerdì 13 marzo con le vincenti dei vari raggruppamenti zonali del World Group I per aggiudicarsi la possibilità di giocarsi le Qualificazioni alle Finals 2021.

Quale il bilancio di questo weekend di Coppa Davis? Come al solito tante emozioni, spettacolo e anche una buona partecipazione di pubblico, soprattutto nella seconda giornata ed è ovvio essendo il sabato festivo per la maggior parte del pubblico potenziale.

 

Come detto in precedenza ci stiamo abituando a questo nuovo format su due giorni e con le gare al meglio dei 3 set. Cosa possiamo dire dopo due anni della nuova formula? Da un punto di vista pratico i vantaggi ci sono. In due giorni le sfide finiscono, operativamente per gli addetti ai lavori è tutto più facile e meno estenuante, le emozioni (e lo vedremo di seguito) comunque non mancano. Certo, il 3 su 5 è un altro sport, i risultati epici di una volta un po’ ci mancano, forse si potrebbe lasciare i doppi al meglio dei 5 set, il problema però starebbe poi nel far giocare eventualmente uno dei doppisti subito in uno dei singolari seguenti dell’ultima giornata e ipotizzando una durata lunga la cosa non sarebbe fattibile. Insomma, un minimo di nostalgia della vecchia formula c’è, ma forse a conti fatti i vantaggi del nuovo format superano i difetti.

Cosa ci rimane da un punto di vista agonistico della due giorni appena conclusa? Innanzitutto la prova onesta e autoritaria dei nostri ragazzi, che chiamati ad affrontare la modesta Corea, oltretutto priva di due buoni giocatori (Chung e Kwon), hanno assolto il loro compitino. Un 4-0 rotondo, senza il minimo tentennamento, senza lasciare un set, per confermare che comunque come dice il nostro capitano, “siamo una squadra forte e a Madrid vogliamo giocarci le nostre carte”. Nulla da dire sulla prova corale dei nostri tennisti. Bene Fognini, benissimo Mager chiamato ad un esordio che qualche insidia l’ha nascosta ma dalla quale ha saputo venire fuori con orgoglio e cuore, bene Bolelli in doppio, pedina importantissima anche in ottica Finals, in scioltezza Travaglia nell’ultimo singolare ininfluente. Certo, non è che la vittoria sulla Corea ci metta di conseguenza tra le nazionali favorite per la vittoria finale, ma cosa avremmo detto se avessimo perso un solo set oppure un incontro? E ricordiamoci che mancavano Berrettini e Sinner (non senza qualche velata polemica dei presenti), due elementi che in condizioni normali si giocheranno un posto tra i titolari, quindi nessuna esaltazione ma complimenti ai ragazzi. Esistono i match facili sulla carta che poi bisogna però vincere sul campo.

Negli altri match segnaliamo le vittorie altrettanto agevoli della Croazia sull’India (dove Paes e Bopanna hanno ancora dato lezioni in doppio), degli USA sull’Uzbekistan nella splendida cornice di Honolulu (con l’addio naturalmente vittorioso dei Bryan alla manifestazione), dell’Australia non senza patemi su un ostico Brasile. Da rimarcare la vittoria del doppio brasiliano Demoliner/Meligeni e le buone prove di Seyboth Wild e Thiago Monteiro che solo un Millman concentratissimo e tenace poteva battere. Le assenze di Kyrgios e De Minaur potevano essere un macigno pesantissimo per l’australiano, che però ne è venuto fuori con grandissima maturità aiutato non poco dal suo capitano Hewitt.

Vittorie autoritarie anche per Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi hanno superato la Bielorussia di Gerasimov, troppo solo per portare il suo team alla vittoria. I cechi invece hanno vinto un match duro in Slovacchia. Molto bene Jiri Vesely che nel circuito è sparito da un po’ ma che nel weekend di Davis ha messo l’anima in campo in entrambi i singolari poi vinti. Chiaramente fondamentale l’ultimo, quello in cui ha recuperato un set ed un break di svantaggio allo slovacco Martin prima di vincere con tanto di match point annullato. Kazakistan e Colombia sono invece le piacevoli conferme del weekend. Le imprese kazake oramai non fanno più notizia, certo con un Bublik in più nel motore e con un ritrovato Golubev in doppio il Kazakistan qualche grattacapo lo potrà creare alle Finals, occhio a sottovalutarlo. Molto bene anche la Colombia che ha battuto nel derby sudamericano l’Argentina. Ambiente caldissimo a Bogotà sugli spalti, Galan e il doppio Cabal/Farah eroi della “due giorni”, gli argentini sono arrivati alla sfida senza un vero leader.

Ungheria e Austria sulla carta erano favorite contro Belgio e Uruguay, ma le loro vittorie fanno piacere ai vecchi appassionati della Davis. Perché seppur in epoche diverse i due movimenti tennistici hanno brillato in passato e ritrovare queste due nazionali alle Finals fa piacere. Era dai tempi di Muster e Skoff che l’Austria non raccoglieva un risultato di prestigio e l’assenza di Thiem rende la vittoria conseguita a Graz ancor più importante. Bravissimo Denis Novak, vincitore di entrambi i fratelli Cuevas, ma fondamentale il doppio costituito dai veterani Marach e Melzer che dando per scontata le presenza di Thiem a Madrid costituiranno sicuramente un fattore importante e renderanno gli austriaci la mina vagante dei sorteggi.

L’Ungheria invece la ricordiamo ai tempi dell’ottimo Balasz Taroczy, autore contro l’Italia di una delle vittorie più importanti della storia ungherese in Davis nel 1978. L’assenza di Goffin ha sicuramente facilitato il compito agli ungheresi, ma poi ci vuole anche la forza di ribaltare l’1-2 dopo il doppio a favore degli avversari. Bravissimi Balasz e Fucsovics a vincere i due singolari finali per la storica rimonta ungherese. Le sorprese più belle sono però state date probabilmente da Ecuador e Svezia.

Era dai tempi di Andres Gomez e i fratelli Lapentti che l’Ecuador non saliva alla ribalta della cronaca in Coppa Davis. Inoltre la trasferta in Giappone pareva proibitiva, anche dopo il fofait del numero 1 locale Kei Nishikori. E invece Emilio Gomez (figlio di Andres, campione Roland Garros nel 1990) e il cugino Roberto Quiroz (a sua volte nipote di Andres Gomez), frequentatori di challenger e niente più, hanno giocato due singolari stupendi battendo Soeda e Uchiyama, sicuramente più esperti e tecnicamente superiori. L’impresa davvero storica è stata completata dal doppio Escobar/Hidalgo (alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare) per il 3-0 definitivo. L’Ecuador sarà una cenerentola a Madrid ma il solo fatto di essere lì sarà per i suoi componenti un risultato eccezionale.

Fa invece tanto piacere ritrovare nel tennis che conta la Svezia, sprofondata nel 2017 nella serie C della manifestazione. Sono ancora lontani i tempi dei vari Wilander, Edberg, Jarryd e così via, ma qualcosina si inizia a intravedere. E guarda caso la qualificazione alle Finals arriva con Robin Soderling in panchina. Uno dei pochi a potersi vantare di aver battuto Rafa Nadal e Roger Federer al Roland Garros. Terminata la carriera per colpa della mononucleosi, Soderling in panchina ha guidato Mikael Ymer al fondamentale successo contro Alejandro Tabilo nel match decisivo della sfida contro il Cile. Sul 2-1 per gli svedesi, grazie al doppio Eriksson/Lindstedt (43 anni), Ymer ha saputo ribaltare con coraggio e un po’ di fortuna un match incredibile. Sotto un set e 4-5 match point contro, lo svedese ha poi vinto al terzo portando la Svezia alle Finals. Sarà tutta esperienza a Madrid per i fratelli Ymer, in attesa che arrivi qualcun altro alle loro spalle per riportare il movimento svedese ai fasti di un tempo.

I match Ymer-Tabilo e quello Martin-Vesely vanno sicuramente rimarcati tra i più emozionati del weekend, ma i due singolari di Millman in Australia-Brasile e il doppio della stessa sfida e quello di Croazia-India sicuramente a livello di spettacolo e agonismo non sono stati da meno. Appuntamento a giovedì per il sorteggio dei gironi, speriamo che l’urna sia benevola con i nostri ragazzi che hanno voglia a Madrid di regalarci e regalarsi un’impresa.

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis: i Bryan mandano gli USA a Madrid

I gemelli, all’ultima (teorica) presenza, regalano il terzo punto al loro Paese, eliminando l’Uzbekistan

Pubblicato

il

Bob Bryan e Mike Bryan - Coppa Davis 2020 (via Twitter, @DavisCup)

Coppa Davis, qualificazioni Finals: USA b. Uzbekistan 4-0
B. Bryan/M. Bryan b. S. Fayziev/D. Istomin 6-3 6-4
T. Paul b. D. Istomin 6-3 6-0

Come da pronostico, la nazionale americana, capitanata da Mardy Fish, batte l’Uzbekistan per 4-0 diventando la diciottesima e ultima squadra a qualificarsi per le finali di Davis in programma a novembre alla Caja Magica. Dopo i successi di Fritz e Opelka di venerdì, sono stati i gemelli Bryan a dare il terzo punto a Team USA, battendo Istomin e Fayziev per 6-3 6-4 in 67 minuti.

Particolarmente significativo questo successo per gli statisti del doppio, che non giocavano insieme in Davis dal 2016 (sconfitta con la Croazia), e che, ricordiamo, hanno deciso di lasciare dopo lo US Open. Questo significa che al momento non dovrebbero giocare le finali a squadre, anche se hanno detto scherzosamente al sito della competizione che potrebbero riciclarsi come massaggiatori, e che questa è stata la loro ultima partita con la nazionale – ma il colpo di teatro è sempre dietro l’angolo, quindi mai dire mai.

Venticinquesima vittoria su 30 doppi disputati in Coppa Davis per loro (Mike è anche primatista all-time per match disputati con gli Stati Uniti), e mai in discussione: fuga iniziale sul 5-0 prima di una mini-rimonta degli uzbeki che hanno sfruttato l’unica palla break avuta, ma troppo tardi per salvare il set. I gemelli hanno poi breakkato subito nel secondo senza più concedere niente, regalando anche un momento vintage.

Pessimo weekend infine per Denis Istomin, che dopo aver perso un singolare e il doppio è dovuto scendere in campo per un’esibizione competitiva contro un talento in ascesa come Tommy Paul, alla prima partita in Davis e vincitore per 6-3 6-0 in 55 minuti.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement