Rublev incorna la Serbia di Djokovic: Russia in semifinale di Coppa Davis

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Rublev incorna la Serbia di Djokovic: Russia in semifinale di Coppa Davis

MADRID – Il 22enne russo è il mattatore della sfida: prima domina Krajinovic, poi decide il tie-break di un doppio brutto (male Djokovic) ma emozionante. Russia-Canada prima semifinale

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Andrey Rublev - Davis Cup Finals Madrid 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

Il tabellone aggiornato del torneo

da Madrid, il nostro inviato

RUSSIA – SERBIA 2-1
A. Rublev (RUS) b. F. Krajinovic (SRB) 6-1 6-2
N. Djokovic (SRB) b. K. Khachanov (RUS) 6-3 6-3
K. Khachanov/A. Rublev (RUS) b. N. Djokovic/V. Troicki (SRB) 6-4 4-6 7-6(8)

A seguito delle critiche dei giorni scorsi sulla programmazione, piovute praticamente da tutte le parti, il primo quarto di finale della giornata viene anticipato alle 10:30. Piccola pezza per rattoppare al meglio il problema. In effetti le possibilità che il confronto vada al doppio decisivo non erano poche alla vigilia, per cui ben venga mezz’ora di margine in più, anche se ovviamente non può essere questa la soluzione definitiva in ottica futura. La situazione sulle tribune continua ad essere abbastanza desolante, davvero pochi i presenti, stimabili all’avvio della contesa in non più di 2000. Le cose migliorano con l’ingresso in campo di Djokovic, che vince il singolare per il punto dell’1-1 ma perde il doppio in coppia con Troicki: a sfidare il Canada in semifinale ci va la Russia trascinata da Andrey Rublev.

PANZER RUBLEVSchiacciante, non ci sono altre parole per definire la vittoria odierna di Rublev. Il povero Filip Krajinovic oggi ha preso una delle più grosse batoste della carriera, finendo demolito dai tremendi colpi di maglio del suo avversario. Peccato che il match non fosse tra Rublev e Djokovic, perché altrimenti la partita sarebbe stata sicuramente clamorosa: con la versione di oggi del russo ci sarebbe infatti voluto il miglior RoboNole.

Entrano per primi in campo Rublev e Krajinovic per giocarsi il primo punto del confronto. In realtà sarebbe più corretto dire che entra in campo Rublev, accompagnato da una pessima versione di Krajinovic; il vero Filip non si sa dove sia, ma di certo quello odierno è la copia sbiadita di quello che ieri aveva demolito Tsonga con grande autorità. Il piano del serbo di ingaggiare il russo in una ragnatela di colpi carichi di top spin, volti alla ricerca della profondità, non funziona per i troppi errori, e l’alternativa di mettersi a fare a pallate col giovane russo è decisamente sconsigliabile. Rublev dal canto suo entra in campo deciso, sparando vincenti da tutte le parti e togliendo completamente il ritmo al povero Krajinovic che non sa come uscirne. Come se non bastasse, il russo da un lato è ingiocabile sulla propria prima di servizio e dall’altro sembra leggere benissimo la battuta del serbo.

Primo set che si conclude quindi in 21 minuti per 6-1, con il serbo che riesce a fatica ad evitare il bagel, e secondo set che continua sulla falsariga del primo. Dopo 33 minuti siamo già un set a zero per Rublev, che conduce nel secondo con un doppio break. Se fosse un match di pugilato sarebbe già stato chiamato da un pezzo il KO tecnico per porre fine a questo massacro. Partita che si chiude in 52 minuti con un ace del russo, che la porta casa col punto esclamativo e il punteggio di 6-1 6-2.

 
Andrey Rublev – Finals Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

NOLE ON A MISSIONDoveva vincere e ha vinto, basta questo per spiegare la partita di Djokovic, che col passare del match ha applicato sul suo avversario una pressione via via sempre più crescente, fino a schiacciarlo senza pietà.

Oggi Nole non entra in campo in un’arena leggermente più affollata del primo match, col lusso dell’1-0 a favore, ma deve vestire subito i panni di salvatore della patria come tante volte gli è già successo in Davis. Terzo confronto tra Djokovic e Khachanov, con il russo che vinto l’ultima sfida indoor nella finale di Parigi-Bercy del 2018, ultimo vero acuto del giocatore russo. Fin dai primi scambi si intuisce subito che la musica sarà ben diversa rispetto al match precedente, con battaglie prolungate che interesseranno quasi ogni game. Alla fine del set saranno solo due su otto i game in cui il giocatore alla risposta non riuscirà ad issarsi almeno a 30.

La differenza alla fine la fanno pochi punti, visto che Khachanov sia nei game in risposta, che nei punti sulla propria seconda di servizio riesce a difendersi. Del resto non a caso il serbo deve anche difendere due palle break decisive, che avrebbero potuto rimettere in equilibrio la partita. In generale la sensazione in questo primo set è che Djokovic sia entrato in campo più attendista cercando di vincere il match giocando per lo più in sicurezza. Esemplificativo il punto che regala il break alla Serbia, vinto da Nole di pura sofferenza e con un pizzico di fortuna, visto che alla fine riesce a tirar fuori dalla pancia il pallonetto vincente. Fondamentale poi il game successivo, che resterà l’ultima seria minaccia proposta da Karen a Novak. Il serbo però è bravo a tenere botta, portare a casa il game e di lì a poco il set.

Secondo parziale in cui Khachanov cala leggermente alla battuta mentre Nole mette il pilota automatico e serve con uno spaventoso 90% di prime palle, per garantirsi la certezza di partire sempre comandando lo scambio. Infatti l’atteggiamento tattico di Nole in questo secondo set, visti i rischi corsi nel primo, cambia e si fa più aggressivo. Per Khachanov si fa quindi durissima, la sensazione è che il treno sia già passato e infatti il ritmo del serbo si fa via via più insostenibile. Il russo cede di schianto gli ultimi due turni di servizio del match e consegna il punto alla Serbia. Diventa quindi decisivo il punto del doppio nel quale Djokovic scenderà in campo per trascinare la Serbia in semifinale.

Novak Djokovic – Davis 2019, Madrid (Photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

UN DOPPIO… O DUE SINGOLARI? – Alla fine la presenza di Djokovic, non certo doppista provetto, non basta alla Serbia: il team russo (sempre loro, Khachanov e Rublev) si aggiudica un doppio tecnicamente modesto ma emozionante sul finale e guadagna un posto in semifinale

Tre dei quattro giocatori in campo sono già scesi in campo in singolare, con Troicki unico “intruso”. Non si prevede tuttavia che il fattore fisico sarà influente visto che i primi due incontri sono scivolati via abbastanza velocemente. Le due coppie scendono in campo con Nole e Khachanov sul dritto, probabilmente la Serbia vuole schierare esterno Troicki sul suo colpo migliore e la Russia cercare di dare sfogo al terribile dritto inside out di Rublev. Simpatici alcuni intermezzi del pubblico spagnolo con dei “Vamos Novak que te queremos en la final” (vai Novak che ti vogliamo in finale) che interpretano lo stato d’animo dei presenti, con l’eccezione ovviamente dei russi.

Nel primo set la partita va un po’ a strappi con la Serbia che trova il primo break rubando il servizio a Khachanov, ma poi subisce un’infilata russa che si concretizza in un doppio break, prima a Nole e poi a Viktor, e nella vittoria del parziale. I russi sembrano puntare per lo più Troicki, cercando di spingere da fondo fino a ottenere l’errore sul colpo di volo dei serbi. Djokovic invece dopo un buon inizio va un po’ fuori giri sia da fondo, nel tentativo di compensare, sia a rete, probabilmente per desuetudine. Chi spicca in campo invece è Rublev che continua ad essere totalmente “on fire.

Il secondo set inizia con la Russia che sembra in posizione di comando e con la coppia serba invece un po’ in confusione tattica, soprattutto Novak è indeciso se scendere a rete o meno e non sa bene quale lato coprire. Tornano in mente le parole di Rafa nella conferenza stampa di ieri, nella quale riconosceva che ci vuole un po’ di tempo per riprendere confidenza col doppio e che per lui giocare con Marcel (Granollers) è utilissimo, in quanto doppista esperto che indirizza le tattiche e lo aiuta nella collocazione in campo. Viene quasi da pensare che il capitano serbo Zimonic, ex doppista di livello, stia facendo un grosso sforzo per non scendere in campo a sostituire uno dei due serbi.

Novak e Viktor trovano comunque il modo di rimanere in linea di galleggiamento, anche grazie alla buona creanza dei russi che non hanno la cattiveria di affondare il colpo. Si arriva così nel quarto gioco in cui i serbi hanno tre palle break; sembra l’occasione della vita per i serbi che per la concretizzazione devono però ringraziare Rublev, che li omaggia di un doppio fallo grottesco con la palla che rimbalza nel campo russo prima di toccare la rete.

Karen Khachanov e Andrey Rublev – Davis Cup Finals Madrid 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

La qualità della partita a metà del secondo set raggiunge livelli piuttosto bassi, con volée approssimative e coperture del campo quantomeno rivedibili. Di solito nel doppio raggiungere e coprire la rete dovrebbe essere un vantaggio, ma oggi non succede quasi mai. Alla scarsa qualità del match contribuisce anche il giudice di sedia che con un paio di chiamate molto discutibili (spicca un out chiamato su un servizio buonissimo di Nole) fa saltare i nervi all’intero team serbo. Break russo, la Serbia poi tremando e tossicchiando riesce a fermare l’emorragia per il 5-4 e qui per aggiungere ulteriore pathos arriva anche il medical timeout per Nole, che sente riacutizzarsi il problema al gomito destro. Khachanov nel game successivo annulla due set point con il servizio – di cui uno con un ace di seconda – ma successivamente imita il suo connazionale, si incarta e concede il set con un doppio fallo.

Al terzo set la Serbia sembra aver rimesso insieme i cocci e può contare su un Troicki finalmente positivo, che mette in fila alcune volée accettabili. Adesso siamo a parti invertite rispetto all’inizio del set precedente, la Russia è in stato confusionale e la Serbia prova di mettere il naso avanti. In realtà i timidi segni di risveglio di Viktor sono intermittenti e Nole deve tirare fuori i denti per annullare due palle break potenzialmente letali sul 2-2 e conservare il proprio servizio. Dopo due ore esatto di gioco è tie-break decisivo, e a questo punto è decisamente too close to call. Cinque dei primi sette punti sono contro il servizio e la Serbia arriva per tre volte a match point: sul secondo Troicki si divora una facile volée che avrebbe portato la Serbia in semifinale. La resa arriva quasi di conseguenza e ci pensa Rublev a firmarla: annulla uno dei tre match point con una volée di rovescio – una, finalmente! – di ottima fattura e poi provoca l’errore di Djokovic in risposta.

Game set and match, il protagonista del tie è decisamente Andrey Rublev: nella mediocrità, il migliore a rete e il più lucido tatticamente. La copertina della sfida è tutta sua.

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Il Canada si scopre una nazione di tennisti: “Ora il tennis è ‘cool’ da noi”

Nonostante la sconfitta nella finale di Davis, la squadra canadese ha ulteriormente alzato il livello del tennis nel proprio paese. E con uno Shapovalov così si può davvero sognare

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La squadra canadese al completo - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Il Canada è uscito nettamente sconfitto dalla finale di Coppa Davis per 2 a 0, senza nemmeno vincere un set. Ma di motivi per essere fieri del proprio risultato e speranzosi per il futuro ne hanno diversi. A partire dall’aver messo la cosiddetta ciliegina sulla torta ad un anno fenomenale per il tennis canadese, dopo lo straordinario successo della 19enne Bianca Andreescu agli US Open. Così come ha 19 anni Felix Auger-Aliassime, definitivamente esploso in questa stagione. Ed è solo di un anno più grande Denis Shapovalov, un talento immenso che sta cominciando a trovare la quadratura del cerchio. 

Con dei tennisti così, giovani e già molto forti, è difficile non suscitare interesse. Anche in un paese abituato ad amare più le mazze e i dischi che le racchette le palline. “Il tennis ora è molto cool in Canada”, spiega nella conferenza stampa conclusiva il capitano Frank Dancevic. “Siamo conosciuti per essere il paese dell’hockey. Ma i risultati di Pospisil e Raonic, e ora l’emergere di due grandi talenti come Auger-Aliassime e Shapovalov stanno alzando un sacco l’attenzione per questo sport. Ovviamente anche il risultato di Andreescu ha contribuito. E ora questa finale”.

Dunque, il bello potrebbe ancora venire. “Abbiamo un grande avvenire di fronte a noi. E ciò sta portando un sacco di ragazzini nei club a giocare. La nostra federazione ha fatto un grande lavoro negli ultimi dieci anni. Ora se ne vedono i frutti”, ha proseguito un orgoglioso Dancevic. Classe 1983, dalle cascata del Niagara, ex tennista dal gioco spumeggiante ma anche molto rischioso, per anni è stato n.1 canadese, nonostante il suo best ranking di n.65. Oggi il Canada ha tre giocatori praticamente tra i primi 30 del mondo. Raonic è stato anche nei migliori 10. Shapovalov e Auger-Aliassime non ci sono per nulla lontani. Tutta un’altra storia insomma.

La gioia dei canadesi dopo il successo in semifinale contro la Russia – Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Oggi bisogna fare i conti con questo Canada. E diventeranno sempre più salati via via che passa il tempo. Pospisil, uno della generazione di mezzo, presente nella semifinale del 2013 persa contro la Serbia e protagonista di una settimana eccellente a Madrid, non ha alcun dubbio sulle chance di portare a casa l’insalatiera nel prossimo futuro. “Ci potrei scommettere. Questi ragazzi (Denis e Felix) vinceranno questa competizione un giorno. La loro qualità di gioco è incredibile. Io spero di poter fare ancora parte del team nei prossimi anni ed essere lì quando succederà”, afferma. Lo hanno già fatto in realtà, a livello junior, nel 2015. Ora c’è da andare a prendersi quella dei grandi. 

Con un Shapovalov così non sembra affatto un’impresa insormontabile. Il ragazzino platinato sembra essere diventato improvvisamente un uomo sul campo da tennis in questi ultimi mesi. A Madrid il suo rendimento è stato impressionante. Successi in singolare pesanti contro Berrettini, Fritz e Khachanov. Una sconfitta tirata contro De Minaur e poi un secondo set alla pari contro sua maestà Nadal, nel suo regno. “Per me rimarrà una settimana di cui avrò un buon ricordo”, spiega Shapovalov nonostante la sconfitta. Mi sono divertito un sacco. Non sono tante le settimane in cui tutti mettono così tanto spirito ogni giorno in campo. Sono super orgoglioso della squadra. Siamo andati molto lontano. Fa sempre schifo perdere in finale. Ma abbiamo dato il massimo ed è stato incredibile quello che abbiamo raggiunto”. Potrebbe essere ancora più incredibile quello che raggiungeranno, a breve probabilmente. 

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Coppa Davis

Nadal sempre più ‘fenomenal’

Rafa regala alla Spagna la sesta Coppa Davis della sua storia. Battuto il Canada di Shapovalov nella finale-show di Madrid. Effetto Federer: in 42000 in Messico

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Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Mateo Villalba / Kosmos Tennis)

da Madrid, il direttore

L’articolo che segue, a firma del direttore Scanagatta, è stato pubblicato questa mattina su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno


Es banal hablar de un Rafa Nadal fenomenal. Perdonate il “comincio” in spagnolo, peraltro comprensibile a… todos, ma davvero tanto di cappello al formidabile campione maiorchino che chiude da numero 1 l’anno per la quinta volta – come Federer e Djokovic – e conquista nell’entusiasmo incontenibile di tutto il Paese per una volta unito fra castillani e catalani, la sua quinta Coppa Davis da assoluto protagonista, su un totale di sei conquistate dalla Spagna in dieci finali.

Ieri il fenomeno maiorchino, che io vidi trionfare diciottenne assieme all’altro maiorchino Carlos Moya (oggi suo allenatore) nella prima Coppa Davis del 2004 a Siviglia davanti a 25.000 spettatori sugli USA di Roddick e Fish – scrissi “Una piccola isola delle Baleari ha matato il grande Paese degli Stati Uniti” – ha vinto sull’irriducibile e fortissimo numero 1 canadese (15 ATP) Denis Shapovalov (6-3 7-6, 9-7 nel tiebreak), l’ottavo incontro di questa settimana, cinque singolari e tre doppi, rendendo inutile, sul 2-0, la disputa del doppio finale.

Prima di questo singolare, infatti, Roberto Bautista Agut (n.9 ATP), tornato a Madrid sabato dalla sua Castellon de la Plana (423 km, cinque ore di auto) dopo la morte giovedì del padre da tempo malato e i funerali venerdì, aveva battuto 7-6(3) 6-3 Felix Auger-Aliassime, 19 anni e numero 21 ATP, consentendo a Rafa di scendere sul “centrale” sold-out della Caja Magica sull’1-0, giusto per le quasi due ore necessarie ad alzare la prima Coppa Davis di questo nuovo discutibile formato ideato e finanziato dalla Kosmos, la società di Gerard Piqué, il difensore del Barcellona che ha lo stesso sponsor della Davis, Rakuten, sorta di Amazon giapponese. Prima di Bautista Agut e Auger-Aliassime si era esibita, una decina di minuti per tre canzoni, la pop-star colombiana Shakira che di Piqué è la moglie e di Rafa Nadal buona amica.

 
La Spagna conquista la Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

In questa fase finale della Coppa Davis, Rafa – 33 anni compiuti il 3 giugno e imbattuto in Davis in singolare dal 2004 (battuto dal ceco Jiri Novak) e in doppio dal 2005 (k.o. contro Bracciali/Galimberti) – ha perso un solo set, in doppio nei quarti con gli argentini Gonzalez/Mayer. Battendo Shapovalov il maiorchino ha vinto il suo 29esimo singolare di Davis di fila, lasciando per strada solo cinque set. Ma altrettanto pazzesco è il dato dei suoi turni di servizio. Rafa non ne ha più ceduto uno dal terzo set del secondo round delle finali ATP di Londra con Medvedev, quando finì sotto 3-0. Fra Londra e qua, ne ha tenuti 89 di fila fra singolo e doppio, 68 solo qui!

Per il Canada dei figli di emigranti – Shapovalov ha un genitore russo e l’altro ucraino, Auger-Aliassime del Togo, Pospisil cechi – è stata comunque la prima storica finale in questa competizione. Sono comunque felici dell’exploit. Certo la Spagna, mai più in finale di Davis dopo quella persa a Praga 2012, è stata favorita dal fattore campo. Ma il vero segreto del successo è stato l’aver avuto sempre disponibile il miglior Nadal, sconfitto in soli sette match lungo tutto il 2019 e solo in due da non top-ten (Fognini a Montecarlo, Kyrgios ad Acapulco).

Roger Federer intanto ha battuto il record di affluenza per un match di tennis, 42.000 spettatori a Città del Messico, ma che avranno potuto vedere? Una pallina da ping-pong? A Madrid si è visto vero tennis.

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Coppa Davis

Lopez e il “supereroe” Nadal, la lezione di Bautista Agut

Felicità e commozione nelle parole degli spagnoli dopo il trionfo in Davis. Feliciano: “Che vi devo dire su Rafa? Alcune cose non puoi spiegarle a parole”. Bautista Agut: “Papà mi avrebbe tirato le orecchie se fossi rimasto a casa”

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L'abbraccio tra Bautista Agut e Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

È stata senza ombra di dubbio la Coppa Davis di Rafa Nadal: otto vittorie su otto partite giocate (cinque singolari e tre doppi), senza mai cedere il servizio. Da vero leader ha trascinato la Spagna nel momento più difficile (gli infortuni di Carreno Busta e Granollers e l’abbandono temporaneo di Bautista Agut per la tragica scomparsa del padre), e ha chiuso in trionfo regalando alla Spagna il punto decisivo grazie al successo in due set contro un grande Denis Shapovalov. E da vero leader, nella conferenza stampa post finale, Rafa ha sottolineato come questa sia stata la vittoria di tutti. Erano cinque i giocatori convocati dal capitano Sergi Bruguera, e tutti e cinque sono scesi in campo almeno una volta durante le Finali di Madrid. Ecco alcuni estratti della conferenza stampa di Rafa Nadal, Feliciano Lopez e Roberto Bautista Agut.

LE EMOZIONI DI NADAL“È stato incredibile. Vincere il titolo dopo quello che abbiamo affrontato questa settimana… Giocare in casa è qualcosa di difficile da spiegare. È una sensazione incredibile, poter condividere questo momento con tutte le persone che si sono state vicine… Giocare di fronte alla propria gente dà un po’ di tensione in più, perché non stai giocando solo per te stesso. La cosa difficile è cercare di trasformare questa pressione in una spinta in più, ed è quello che ho sempre cercato di fare. Quando ho giocato in casa, ho sempre trasformato questa responsabilità in qualcosa di positivo. Questa è una di quelle settimane che non dimenticherò mai.

RAFA ELOGIA SHAPO“Shapovalov non si è trovato spesso in una situazione di questo tipo? È vero, ma ci si ritroverà in futuro, e spesso secondo me. Tutta la squadra canadese è fantastica. Nei prossimi anni saranno quasi imbattibili. Hanno un team forte sotto tanti punti di vista, e su tutte le superfici. Grandi meriti a loro. Denis è speciale. Ha quelle cose che non puoi allenare… quel tipo di cose che, o le hai o non le hai. E lui le ha.

NADAL, VERO LEADER“Sono veramente felice, perché ho giocato contro uno degli avversari più duri che potevo trovare dopo una settimana molto, molto lunga per me sia fisicamente che mentalmente. L’energia che ho cercato di mettere in ogni singolo momento della manifestazione, era tutto quello avevo dentro di me. Onestamente, è un finale di stagione perfetto per tutti noi. Abbiamo lottato duramente. Quello che Roberto ha fatto oggi, per me è una cosa fuori dal mondo… Ma tutti i componenti della squadra hanno giocato almeno una partita, e questo rende tutto ancora più speciale, perché ogni singolo membro della squadra ha contribuito alla vittoria.

La gioia spagnola dopo il trionfo nella Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

IL NUOVO FORMAT SECONDO RAFA“La mia opinione è che ci sono cose buone e altre che si possono migliorare. Visto il calendario è difficile aggiungere altri giorni. Il formato è emozionante, tutte le partite sono emozionanti ed è interessante per il pubblico, non ci si può rilassare e la competizione è molto aperta. Il fatto che solo noi abbiamo avuto la possibilità di giocare in casa è un peccato, però come ho detto in passato il tennis ha bisogno di una coppa del mondo come questa. Il problema sono gli orari, non ci si può nascondere. Credo che sia l’unica cosa rilevante da migliorare. Non so quale sia la soluzione”.

LA LEZIONE DI BAUTISTA AGUT“È stato molto difficile per me. Almeno ho avuto la fortuna di poter salutare mio padre. Credo che mi avrebbe tirato le orecchie se mi fossi fermato e fossi rimasto a casa. Dopo tutte le disgrazie che mi sono successe, credo che in situazioni del genere la cosa migliore sia andare avanti. Oggi ho avuto l’opportunità di scendere in campo grazie allo sforzo incredibile che tutto il team ha fatto fin dal primo giorno. Devo ringraziare i compagni e il capitano per avermi dato fiducia. Essere in campo oggi è stata un’emozione fantastica. Rafa non perde il servizio da Londra? Beh, è per questo che è il nostro MVP! (ride). Essere parte di questo team è speciale, ci sono tante cose che possiamo imparare l’uno dall’altro ed è bello condividere tanti momenti dentro e fuori dal campo. È stata una delle settimane più belle della mia carriera.

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

LOPEZ E IL NUOVO FORMAT“Giocare solo tre partite al meglio dei tre set è completamente diverso. A mio avviso questo format rende tutto molto equilibrato, livella i valori. Ma credo che sia molto eccitante per il pubblico. Per i giocatori invece è più dispendioso dal punto di vista fisico. È stata una settimana davvero dura, anche se la maggior parte delle cose che sono accadute, non hanno niente a che vedere con il nuovo format. Ma siamo riusciti a tenere la situazione sotto controllo”.

LOPEZ: CHE VI DEVO DIRE SU NADAL?“Voglio riconoscere grandi meriti a tutti, ma Rafa… quello che ha fatto lui è stato magnifico. Singolo e doppio praticamente ogni giorno, è il nostro MVP. Cosa volete che vi dica di lui? Parlare di Rafa non è facile. Ci sono delle cose che non puoi spiegare a parole. Quello che è riuscito a fare ieri in doppio, oggi contro Denis, nel corso di tutta la sua carriera… ci sono cose che solo quelli come Rafa possono fare. È un supereroe. Una grande persona, un grande essere umano, un giocatore straordinario e io non ho mai visto niente di simile. È capace di fare cose che nessun altro è in grado di fare”.

 

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