Mubadala al via: a pranzo con Rublev e Tsitsipas

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Mubadala al via: a pranzo con Rublev e Tsitsipas

Inizia la classica esibizione di Abu Dhabi. Alle 13 Tsitsipas-Rublev, alle 15 Khachanov-Chung. Chiudono il programma Sharapova e Tomljanovic. Venerdì tocca a Nadal e Djokovic. Diretta su Sky Sport

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Andrey Rublev, Stefanos Tsitsipas, Hyeon Chung - Mubadala 2019 (via Twitter, @MubadalaWTC)
 
 

Oggi, giovedì 19 dicembre, inizia il Mubadala World Tennis Champioship, classico torneo di esibizione di fine anno che si tiene ad Abu Dhabi. Come al solito i partecipanti sono tutti nomi piuttosto importanti e nonostante un paio di ritiri dell’ultimo minuto, gli organizzatori si sono potuti consolare abbastanza bene. Inizialmente infatti avrebbero dovuto esserci Gael Monfils e Daniil Medvedev che però si sono chiamati fuori e sono stati prontamente sostituiti dal giovane duo russo composto da Andrey Rublev e Karen Khachanov.

Il primo esordirà alle 13, ora italiana, contro Stefanos Tsitsipas per decidere chi affronterà Novak Djokovic in semifinale, venerdì alle 14. Khachanov invece se la vedrà con Hyeon Chung e terrà gli occhi puntati sulla possibile semifinale contro Rafael Nadal (venerdì alle 16). Nella giornata di giovedì si giocherà anche l’unico incontro femminile dell’intero programma, ovvero quello che vedrà una di fronte all’altra Maria Sharapova e Ajla Tomljanovic (ore 17).

Mubadala 2019, ordine di gioco (via Twitter, @MubadalaWTC)

Questa la programmazione del Mubadala World Tennis Championship in diretta su Sky Sport:

Giovedì 19 dicembre
ore 13.00: Tsitsipas vs Rublev (Sky Sport 1 e Sky Sport Arena)
ore 15.00: Khachanov vs Chung (Sky Sport 1 e Sky Sport Arena)
ore 17.00: Sharapova vs Tomljanovic (Sky Sport 1 e Sky Sport Arena)

Venerdì 20 dicembre
ore 14.00: Djokovic vs Tsitsipas o Rublev (Sky Sport 1 e Sky Sport Arena)
ore 16.00: Nadal vs Khachanov o Chung (Sky Sport 1 e Sky Sport Arena)

Sabato 21 dicembre
ore 14.00: Finale 3°/4° posto (Sky Sport Arena)
ore 16.00: Finale 1°/2° posto (Sky Sport 1 e Sky Sport Arena)

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Scanagatta: “Per Serena Williams l’ultimo anno e mezzo un calvario. Sinner non ha un tabellone proibitivo” [VIDEO]

“Speravamo di assistere al duello fratricida tra Berrettini e Sinner”: così il direttore Ubaldo Scanagatta commenta le notizie in arrivo dal Canada

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Speravamo di assistere al duello fratricida tra Berrettini e Sinner ma questo non ci sarà perché Berrettini ha perso giocando proprio male contro Carreno Busta. Lui era deluso e ha raccontato, a Vanni presente a Montreal, di aver passato un anno difficile così esordisce il direttore Ubaldo Scanagatta, commentando gli eventi dei primi giorni dell’Omnium Banque Nationale di Montreal, l’ATP 1000 canadese.

Su Jannik ha aggiunto: “Speriamo Sinner parta bene con Mannarino, e poi avrà un tabellone che, insomma… nel suo caso non è proibitivo ma vedremo dove potrà arrivare”.

 

“Per il resto, c’è stato il ritiro annunciato da Serena Williams e noi ci domandavamo quand’è che l’avrebbe fatto perché in effetti ormai è stato un calvario il suo ultimo anno e mezzo di tennis. Da quando è diventata mamma ha giocato quattro finali Slam perdendole tutte senza vincere nemmeno un set, anche se resta forse la più grande di sempre […] Intanto Venus, che ha un anno di più, non ha detto nulla, e continua a giocare”.

Neanche Federer ha intenzione di ritirarsi. Giocherà la Laver Cup e potrebbe poi annunciare il ritiro nel torneo di casa di Basilea dove fece il raccattapalle da bambino”.

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Roger Federer, o come regalare emozioni anche fuori dal campo

Dai pranzi con le fan al recente video con Zizou, il campione svizzero è uno dei pochi a saper dare tali momenti di gioia ai suoi fan

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(via Twitter, @rogerfedererfdn)

Quanti, appassionati di tennis e forse no, alla fatidica domanda : “con quale celebrità vorresti uscire a cena?“, risponderebbero Roger Federer? Tanti, tantissimi, ben più di quanto in realtà possiamo immaginare. La meravigliosa storia di Daniela Zuncheddu, donna sarda che sognava di cucinare per il suo idolo, ha fatto il giro del web (e chiaramente anche dei microfoni del nostro direttore Ubaldo Scanagatta): trasferta a Ginevra organizzata da Barilla per la Laver Cup, nel 2019, e occasione di poter cucinare e poi mangiare insieme allo svizzero. Un giorno che difficilmente Daniela avrà scordato, uno di quei giorni che potrebbero essere come tanti all’alba…per poi al tramonto rendersi conto che valgono un’esistenza intera.

Quella è stata una giornata di emozioni intensa quanto quella che certamente hanno passato Vittoria Oliveri e Carola Pessina, nell’agosto di due anni fa. Le giovani tenniste avevano palleggiato sui terrazzi durante il lockdown, spot del potersi allenare anche a distanza, erano diventate mainstream. E allora, sempre la Barilla, organizza un pranzo preparato dallo chef Marcello Zaccaria…con aperitivo di palleggi, e in seguito condivisione del desco, con un certo signorino svizzero. Perché l’essere un campione non é solo vincere tornei, superare prove erculee, tenersi allenati quotidianamente, ma è soprattutto fare gesti apparentemente piccoli per persone che vivono di sport, e che quei gesti li porteranno a cuore nella loro vita come il più prezioso dei gioielli. Perché un torneo si può vincere sempre (almeno finché il fisico regge), ma regalare un sorriso ad un tifoso, dal più anziano al più giovane, è per pochi, grandi cavalieri della vita, prima che dello sport.

E il piccolo Zizou, protagonista del video “The Promise” (di cui ha recentemente parlato il direttore Scanagatta) è l’esempio vivente che i sogni possono diventare realtà, e che al contempo quando lo diventano si tramutano in una leggenda da tramandare e ricordare a vita. E chi potrebbe trasformare pura utopia in vita vissuta meglio di Roger Federer, l’artista della racchetta, che per tre decenni ha reso umane le giocate impossibili, e fatto camminare le stelle sulla terra. Gli Slam vinti sono ancora 20, e probabilmente rimarranno tali, le emozioni regalate sono, e sempre saranno, al di fuori della possibilità di essere contate.

 

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Berrettini, Montreal occasione persa in ottica Race to Torino. Rotta verso Cincinnati

L’azzurro perde terreno da Hurkacz e Fritz e rischia il sorpasso di Norrie e Sinner: nulla è perduto, ma servono risultati sul cemento americano

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Matteo Berrettini - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

“Forse è stata la partita più brutta che abbia mai giocato”. Si è espresso senza mezze misure Matteo Berrettini ai microfoni del nostro Vanni Gibertini dopo la sconfitta patita contro Pablo Carreno Busta al Masters 1000 di Montreal. E in effetti l’azzurro non ha mai trovato il suo tennis: è parso poco in fiducia dal punto di vista mentale e troppo pesante negli spostamenti. Ciò ha causato una pioggia di errori gratuiti, sono stati 30 in un’ora e un quarto di gioco: inevitabile conseguenza una sconfitta rapida e perentoria, specie se dall’altra parte c’è un giocatore solidissimo e a suo agio sul cemento come lo spagnolo, che comunque aveva perso da Matteo in tre set quest’anno in Australia, quando il nostro era al top della forma.

Saranno i prossimi tornei a dire se, come è auspicabile, si è trattato solo di una giornata storta. Sicuramente Matteo ha perso una bella occasione in chiave Race to Torino. Si sa che, soprattutto a causa degli infortuni che gli hanno impedito di giocare la stagione su terra battuta, Matteo ha molto terreno da recuperare. Occupa attualmente, infatti, il dodicesimo posto in classifica e quest’anno bisogna ragionare in chiave settimo posto, perché Novak Djokovic ha vinto Wimbledon e ciò, salvo una combinazione complicata, gli garantisce un ticket per Torino se terminerà tra i primi 20 della Race.

Matteo, a causa del ko al primo turno di Montreal, ha ovviamente perso la possibilità di guadagnare punti e ora gli tocca guardare cosa faranno i suoi avversari. Sicuramente perderà terreno da Hurkacz e Fritz, che sono rispettivamente al decimo e al nono posto della Race. Il polacco è già al terzo turno dopo aver superato Ruusuvuori: si è già garantito almeno 90 punti portandosi a +215 punti da Matteo. L’americano ha battuto Murray e giocherà al secondo turno contro Tiafoe; ha già conquistato almeno 45 punti e sale per ora a +340 dal romano. Non solo, Matteo può anche rischiare di perdere posizioni: Norrie, 13° nella Race, e Sinner, 14°, lo supererebbero in caso di approdo ai quarti. L’inglese ha comunque sulla sua strada Auger-Aliassime, mentre Jannik è il favorito del suo ottavo vista l’eliminazione proprio di Berrettini, che avrebbe potuto affrontare al terzo turno.

 

Sicuramente nulla è perduto per Berrettini, perché siamo solo ad agosto, ma l’obiettivo di strappare il terzo pass in carriera per le ATP Finals passerà dai prossimi tornei sul cemento, Cincinnati e US Open, dove gli toccherà cercare risultati di peso per poter arrivare all’autunno con una candidatura credibile. Berrettini, dopo l’eliminazione di Montreal, potrà approfittarne per spostarsi con anticipo in Ohio, dove le condizioni – campo rapido e grande caldo – sembrano più adatte al suo tennis.

IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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