Raccolti 725 mila dollari australiani per l’iniziativa "Aces for Bushfire Relief"

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Raccolti 725 mila dollari australiani per l’iniziativa “Aces for Bushfire Relief”

“Questa donazione dell’ATP è un contributo a nome di tutti i giocatori. I nostri pensieri vanno a tutti coloro che sono stati colpiti dal dramma degli incendi boschivi” ha dichiarato Novak Djokovic

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Dopo la finale dell’ATP Cup, conclusasi con il successo della Serbia di Novak Djokovic contro la Spagna di Rafael Nadal, l’ATP ha comunicato la raccolta di 725 mila dollari australiani (500 mila dollari statunitensi) per la ricostruzione delle tante aree devastate dagli incendi, che hanno colpito l’Australia tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Il mondo del tennis ha voluto dare così il suo contributo, in termini economici, attraverso l’iniziativa “Aces for Bushfire Relief”, organizzata da Tennis Australia. La somma è stata devoluta al Fondo australiano per la fauna selvatica e il recupero della natura del WWF.

Il presidente dell’Atp, Andrea Gaudenzi, ha dichiarato: “L’Australia ospita ogni anno l’ATP Tour in maniera così incredibile, soprattutto poi quest’anno con la prima edizione dell’ATP Cup. La devastazione che abbiamo visto in tutto il Paese a causa degli incendi è stata straziante. L’intero mondo dello sport si è unito per dare il suo sostegno, in particolar modo i tennisti che da sempre hanno avuto una particolare affinità con questo Paese. A nome di tutti i giocatori, l’ATP è lieta di poter fare la sua parte. Continueremo a lavorare con Tennis Australia per ulteriori e imminenti iniziative”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche Novak Djokovic, presidente dell’ATP Player Council: “L’Australia è un Paese così sorprendente e accogliente che ci fa sentire come a casa a inizio di ogni stagione. Vedere i danni alla fauna selvatica e alla natura causati dagli incendi è stato devastante. Questa donazione dell’ATP è un contributo a nome di tutti i giocatori. I nostri pensieri vanno a tutti coloro che sono stati colpiti da questo dramma”.

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Matteo Berrettini è entrato nel cuore di Chris Evert

La sette volte campionessa del Roland Garros ha ringraziato Matteo per essersi allenato nella sua accademia. Rivolgendogli un pensiero molto carino

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Matteo Berrettini, conferenza - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Non è proprio una cosa di tutti i giorni, entrare nelle grazie di una signora che ha vinto sette volte il Roland Garros – una delle regine del torneo parigino, a cui non potevamo altro che rendere merito in questi giorni. Eppure Matteo Berrettini sembra essersi guadagnato l’affetto di Chris Evert, nella cui accademia si è allenato diverse volte poiché si trova nella stessa cittadina in cui il tennista italiano ha trascorso questi mesi, Boca Raton. Ricordiamo che Matteo è rimasto a casa della sua fidanzata, Ajla Tomljanovic, assieme alla sua famiglia.

Augurandogli buona fortuna per l’Ultimate Tennis Showdown, il torneo sui campi di Mouratoglou a cui Matteo intende partecipare (sarà anche a Kitzbuhel da Thiem, a luglio) tra una settimana, Chris ha scritto in un tweet ‘sei stato così carino con tutti‘. A testimonianza delle qualità non soltanto sportive del 24enne di Roma, che attualmente occupa l’ottava posizione delle classifiche mondiali.

 

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Nick Kyrgios ammette di aver battuto Nadal da ubriaco

Sarebbe successo ai quarti di Cincinnati nel 2017, torneo in cui l’australiano raggiunse la finale. “In campo sentivo ancora la sbornia della sera prima”

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Nick Kyrgios continua a stupire. O forse no. Dopo aver confessato di essere andato a letto con alcune sue fan, il tennista australiano ha dichiarato di aver giocato ubriaco contro Rafa Nadal dopo aver fatto bisboccia la sera prima con gli amici, tra cui lo stesso Elliot Loney – comico e brillante imitatore proprio di Nadal – che l’ha ospitato nel podcast in cui Nick ha rilasciato queste dichiarazioni.

Il match in questione sarebbe l’incontro di quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati, nel 2017: “Avevo uno schema ben preciso, sapevo di dover servire bene e giocare in modo molto aggressivo se volevo avere una chance” ha ammesso Nick, “ma prima di scendere in campo non riuscivo nemmeno a muovermi, forse perché avevo ancora le sensazioni della sbornia“.

Alla fine, l’australiano riuscì comunque a superare il maiorchino con il punteggio di 6-2 7-5. In semifinale incrociò poi un altro spagnolo, David Ferrer, ed eliminò anche lui dal torneo con un doppio 7-6. Kyrgios verrà poi fermato in finale da un brillante Grigor Dimitrov in grado di conquistare il suo settimo titolo, il primo (e unico finora) della categoria Masters 1000 pochi mesi prima di imporsi anche alle ATP Finals. A patto di credere alle parole di Nick, dunque, c’è da mettere agli atti una finale ‘1000’ raggiunta nonostante una sbornia prima dei quarti.

 

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Panatta: “Con Rino Tommasi non sono sempre state rose e fiori. Lui ti dice le ‘cose’ in faccia, ma lo ringrazio”

Due parole, Veronica e Circoletto Rosso, per descrivere il match point salvato al Roland Garros 1976 contro Hutka, prima del trionfo finale: “Sono bastate a sintetizzare un momento da ricordare”. I ‘diretti’ di Tommasi: “Senza secondi fini”

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Abbiamo recuperato, un piccolo stralcio di un ricordo di Adriano Panatta nei confronti di Rino Tommasi, pubblicato sul libretto “I Circoletti Rossi di Rino Tommasi” (che potete scaricare liberamente cliccando qui). Niente paura, a Rino non è accaduto nulla: l’occasione arriva per la giornata interamente dedicata a Rino Tommasi e Gianni Clerici ‘indetta’ quest’oggi da Sky Sport.

Lo sappiamo, con Rino non sono sempre state rose e fiori. Lui è uno che le cose te le dice in faccia (quelle giuste, e permettimi Rino, anche quelle meno giuste) e quando le ‘cose’ sono dirette al mento, non è facile schivarle. Anzi, quando ti prendono, fanno pure male. Così, ogni tanto, qualche uppercut, o jab, o magari proprio un diretto, mi è arrivato. Di buono, però, c’è che Rino è sempre stato esplicito. Te le dice, le cose. Non te le manda a dire. Espone le sue ragioni. Non ha secondi fini. Si può essere in disaccordo, mai però immaginare che ti stia tendendo un tranello. Così, alla fine, siamo qui, in buoni rapporti. Con lui e con il figlio, Guido, che è persona davvero in gamba. E poi, visto che queste vogliono essere anche delle righe di ringraziamento, permettetemi un attimo di ritornare a quel famoso (famoso? Beh sì, è da circoletto rosso…) match point parigino.

Quella volée alta, dorsale, che misi in opera per difendermi dal pallonetto sbirolo (neologismo anche questo che però funziona per indicare tutte le cose di natura un po’ stortignaccola) del povero Pavel Hutka, finì per avere un nome che le portò fortuna. Veronica. Non proprio in memoria di una bella donna (ma se volete, va bene lo stesso), quanto del gesto che i toreri fanno volteggiando la cappa davanti agli occhi del toro. Anche qui, siamo pienamente dentro il Vocabolario Tennistico del Tommasi. A lui il merito del conio. Insomma, a Parigi mi salvai con una Veronica e una volée in tuffo da circoletto rosso. Poi vinsi il torneo. Come vedete, due parole bastano per sintetizzare un momento da ricordare. Grazie a Rino“.

 

Adriano Panatta

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