E tu quanti Slam hai?

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E tu quanti Slam hai?

Alla vigilia del primo Slam dell’anno si rinnova la Grande Battaglia per il primato nella speciale classifica degli Slam ma a Melbourne il favorito è sempre Nole

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Roger Federer - Australian Open 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La gara a chi avrà più Slam a fine carriera tra Djokovic, Nadal e Federer è aperta e tra qualche anno sapremo il vincitore di un record che probabilmente rimarrà imbattuto per molto tempo. Negli ultimi tre anni i big three hanno dominato di nuovo come non accadeva dal 2012. Nadal ha vinto 5 Slam, Djokovic 4 e Federer 3. Ma negli ultimi sette Slam a vincere sono stati solo Nole e Rafa (4 a 3). Un fatto curioso è che nel 2017 Nadal e Federer si sono divisi due Slam a testa. Lo stesso è accaduto quest’anno tra Nadal e Djokovic. Nell’Era Open non era mai successo prima. Infatti l’ultima e unica altra volta nella storia del tennis era avvenuto nel 1967 quando Emerson aveva vinto in Australia e a Parigi mentre Newcombe aveva vinto Wimbledon e US Open.

Il Calendar Year Grand Slam nella storia di questo sport, ovvero dal 1905, primo anno in cui si sono disputati tutti e quattro i grandi tornei, è stato compiuto solo da due giocatori in tre occasioni. Donald Budge nel 1938 e Rod Laver nel 1962 e 1969. Solo Laver lo ha compiuto due volte. Solo Laver ha compiuto l’impresa nell’Era Open, ancorché in tempi in cui tre Slam su quattro si giocavano su erba. Dopo di allora abbiamo dovuto aspettare il 2016, quando Nole è diventato il primo tennista dal 1969 a detenere i quattro trofei simultaneamente. Né Federer né Nadal sono stati in grado di compiere quest’impresa, nonostante ci siano andati vicini un paio di volte. Federer nel 2006 e 2007, sconfitto solo in finale a Parigi da Nadal, e, vorremmo aggiungere anche nel 2009, sconfitto in due tirate finali al quinto set a Melbourne e New York. Nadal nel 2010, costretto al ritiro a Melbourne nei quarti e poi vincente nei successivi tre Slam.

In effetti nella storia del tennis nessun altro tennista, a parte Budge, Laver e Djokovic, è stato capace di vincere quattro Slam di fila, fossero questi nello stesso anno o in due anni successivi. Budge di Slam consecutivi ne vinse ben 6, aggiungendo Wimbledon e US Open del 1937 ai titoli dell’anno successivo, ma bisogna ammettere che erano altri tempi, Laver e Djokovic si sono fermati a quattro.

A questo punto, c’è un altro dato sugli Slam che però viene spesso sottovalutato e su cui vorremmo soffermarci. Ovvero quanti Slam un giocatore detiene degli ultimi quattro. Il sogno di ogni tennista è chiudere una stagione avendo vinto tutti e quattro i grandi tornei. Tutti si accontenterebbero di vincerne quattro di seguito a cavallo di due anni, a molti anche tre Slam su quattro non farebbero certo schifo. Questo dato aiuta a valutare periodi di dominio contro continuità ad alti livelli. Infatti c’è differenza tra un giocatore che vince quattro volte lo stesso Slam ed uno che vince quattro Slam di seguito. Il primo in quattro anni avrebbe 16 volte uno Slam su quattro e zero volte due, tre o quattro Slam su quattro. Il secondo invece avrebbe 2 volte uno, due e tre Slam su quattro e 1 volta quattro su quattro e 9 volte zero su quattro (in quattro anni). Il primo si potrebbe considerare continuo (16 volte con almeno uno Slam) ma non dominante, mentre il secondo si potrebbe considerare più dominante per un più breve periodo (7 volte con almeno uno slam e 9 senza).

Come detto quattro consecutivi è un traguardo riuscito solo a tre giocatori. Tre Slam consecutivi sono un’impresa relativamente più facile. Tuttavia solo otto giocatori ci sono riusciti in oltre cento anni di storia. Di questi otto tre li conosciamo bene e due di questi tre sono anche gli unici ad esserci riusciti due volte. Federer a cavallo tra 2005 e 2006 e poi a cavallo tra 2006 e 2007, Djokovic a cavallo tra 2011 e 2012 e poi a cavallo tra 2018 e 2019 mentre ci è riuscito ‘solo’ Nadal nel 2010. Gli altri cinque tennisti sono Jack Crawford (1933), Tony Trabert (1955), Lew Hoad (1956), Roy Emerson (a cavallo tra 1964 e 1965) e Pete Sampras (a cavallo tra 1993 e 1994).

Tre Slam nello stesso anno ma non consecutivi, invece, sono stati vinti da Fred Perry (1934), Ashley Cooper (1958), Roy Emerson (1964), Jimmy Connors (1974), Mats Wilander (1988) e ovviamente i soliti tre con Federer tre volte (2004, 2006 e 2007), Djokovic due (2011 e 2015) e Nadal una (2010).

Il primo della lista è Jack Crawford che fallì il Calendar Year Grand Slam nel 1933 perdendo la finale dell’US Open da Fred Perry. L’importanza della possibile impresa però non sfuggì all’occhio del giornalista che per l’occasione coniò il termine Grande Slam, mediandolo dal golf. Perry continuò vincendo tre dei quattro Slam dell’anno seguente. Gli sfuggì solo il Roland Garros, per mano del nostro De Stefani, nei quarti di finale. Nel 1938, come detto, ci fu il primo grande slam ad opera di Budge. Dopo di allora bisogna attendere quasi vent’anni, fino alla stagione dei grandi erbivori australiani, per assistere ad una serie di record ed imprese in successione. Nel 1955 Trabert fallisce all’Australian Open perdendo in semifinale da Rosewall ma si riscatta vincendo poi i successivi tre Slam. L’anno successivo tocca a Hoad vincere i primi tre Slam dell’anno per essere poi sconfitto sul più bello, in finale all’US Open, ancora da Rosewall.

Nel 1958 Cooper vince tre Slam ma non consecutivi, fallendo a Parigi. Nel 1962 Laver completa il Grande Slam da amatore e nel 1964 tocca a Emerson vincere tre Slam non consecutivi. Tre consecutivi Emerson li conquista tra il ‘64 e il ‘65, venendo fermato però a Parigi da Tony Roche in semifinale. Il 1968 vede l’apertura ai professionisti, il 1969 è l’anno dello Slam di Rod Laver e da quel momento ci vorranno più di vent’anni per trovare un altro tennista capace di vincere tre Slam consecutivi, sebbene Connors nel 1974 e Wilander nel 1988 ne vinsero tre non consecutivi nello stesso anno. Fu Sampras, a cavallo tra il 1993 ed il 1994 a vincere tre Slam in successione. Come è noto gli mancò sempre Parigi e nel 1994 fu fermato da Courier nei quarti. Questa breve panoramica dovrebbe rendere l’idea di quanto ardua sia l’impresa di vincere diversi Slam in un breve lasso di tempo.

Limitandoci all’Era Open, ecco la lista di tutti coloro che ad un dato momento hanno detenuto almeno tre Slam su quattro fino all’arrivo dei big three:

1968-1969: Laver (non consecutivi, da Wimbledon 1968 al Roland Garros 1969)
1969: Laver (consecutivi da Australian Open a Wimbledon 1969)
1969: Laver (consecutivi quattro su quattro)
1969: Laver (consecutivi da Roland Garros a US Open 1969)
1974: Connors (tutti nello stesso anno, non consecutivi)
1988: Wilander (tutti nello stesso anno, non consecutivi)
1993-1994: Sampras (consecutivi, da Wimbledon 1993 ad Australian Open 1994)*
1993-1994: Sampras (non consecutivi, da US Open 1993 a Wimbledon 1994)
1996-1997: Sampras (non consecutivi, da US Open 1996 a Wimbledon 1997)
1999-2000: Agassi (non consecutivi, da Roland Garros 1999 ad Australian Open 2000)
*Questa serie va contata due volte, una includendo il Roland Garros 1993 ed una includendo il Roland Garros 1994

Per Djokovic, la soddisfazione di essere il detentore di tutti e quattro gli Slam, raggiunta dopo il Roland Garros del 2016 fu di breve durata. Infatti, solo tre settimane dopo, la sconfitta con Querrey a Wimbledon lo riportava nel regno di quelli con ‘solo’ tre degli ultimi quattro Slam. Regno in cui Federer e Nadal gli fanno compagnia. Prendendoli insieme i tre hanno tre strisce in cui si sono spartiti tutti gli Slam.

La prima, impressionante, dall’Australian Open 2006 (in cui Federer prese la corona di Safin) fino all’US Open 2009, quando Del Potro si intromise nel loro dominio). Quindici Slam consecutivi divisi tra loro tre, di cui ad onor del vero, Djokovic ne vinse solo uno. La seconda, di otto Slam, dall’US Open 2010, quando Del Potro consegnò la corona a Nadal, all’US Open 2012, quando finalmente venne anche il turno di Murray. E la terza, tanto inaspettata quanto incredibile, di nove Slam, dall’US Open 2017, quando Federer e Nadal si spartirono due Slam a testa, fino all’US Open 2019. E questa potrebbe estendersi ancora nel 2020, visto che Djokovic sarà il naturale favorito a Melbourne.

E singolarmente? Andiamo ora ad indagare il dato di quante volte i big three abbiano detenuto uno, due, tre o quattro degli Slam dei dodici mesi precedenti. Djokovic è l’unico ad aver avuto in mano tutti e quattro i trofei allo stesso tempo, ma, come si è detto, è durato una sola volta. Il serbo ha tenuto in mano tre trofei su quattro per 9 volte, contro le 4 di Nadal e le impressionanti 11 di Federer. Tuttavia l’ultima volta che lo svizzero ha detenuto tre titoli simultaneamente è stato nel 2010 (dopo l’Australian Open), Nadal nel 2011 mentre Djokovic quest’anno. E due tornei dello Slam su quattro simultaneamente? Per Federe 16 volte, Nadal 13 e Djokovic 7. E uno su quattro? Federer e Djokovic 15 volte, mentre Nadal 32, derivanti dal dominio dello spagnolo a Parigi anche negli anni in cui gli altri Slam sono stati avari per lui.

Riassumendo ecco di seguito quante volte i tre campioni hanno detenuto 1, 2, 3 o 4 degli Slam giocati nei precedenti dodici mesi**:

  1 Slam su 4 2 Slam su 4 3 Slam su 4 4 Slam su 4 Totale
Djokovic 15 7 9 1 32
Nadal 32 13 4 0 49
Federer 15 16 11 0 42

**Se, per ipotesi, Nadal e Djokovic non dovessero più vincere uno Slam il computo di Djokovic diventerebbe 17, 7, 9, 1 e quello di Nadal diventerebbe 34, 14, 4, 0

Per confronto ecco gli altri campioni dell’Era Open (per Laver abbiamo incluso tra parentesi i dati su tutta la carriera, anche se non bisogna dimenticare che alcuni anni non giocò gli Slam in quanto professionista):

 
  1 Slam su 4 2 Slam su 4 3 Slam su 4 4 Slam su 4 Totale
Laver 3 (10) 2 (4) 3 (6) 1 (2) 9 (22)
Connors 17 6 1 0 24
Borg 18 13 0 0 31
McEnroe 14 7 0 0 21
Lendl 16 8 0 0 24
Wilander*** 13 6 1 0 20
Sampras 28 8 4 0 40
Agassi 17 6 1 0 24

***Tra il 1977 ed il 1986 l’Open d’Australia si è disputato in dicembre. Per tenere l’ordine cronologico si sono quindi contate le edizioni di dicembre come appartenenti al gennaio successivo. L’unico giocatore interessato è Wilander, vincitore in due occasioni durante questo lasso di tempo, per cui si è contata l’edizione del dicembre 1983 come gennaio 1984 e quella del dicembre 1984 come gennaio 1985

Nadal solo 4 volte ha detenuto tre Slam su quattro, ma questo dato è ampiamente compensato dalle 32 volte che ha detenuto almeno uno Slam su quattro, più di chiunque altro. Dall’altro lato invece Federer e Djokovic sono inclini a concentrare le vittorie in intervalli di tempo più brevi, magari alternati a periodi di digiuno. Djokovic, come detto, è l’unico dei tre ad avere detenuto tutti e quattro gli Slam simultaneamente e le 9 volte in cui ne ha detenuti tre lo mettono secondo, dietro a Federer che per ben 11 volte ha detenuto tre Slam su quattro. Terzi a pari merito Nadal e Sampras.

Quali di queste serie si allungheranno nel 2020? Sarà Nadal in grado di vincere di nuovo a Parigi? E Federer, alla soglia dei quarant’anni, saprà vincere un altro Slam prima dell’addio? Ed il dominio di Djokovic in Australia si estenderà ulteriormente? O forse il 2020 segnerà finalmente l’arrivo di nomi nuovi?

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Chi è Ulises Badio, il fisioterapista dietro al recupero di Novak Djokovic

Il fisioterapista argentino ha avuto un ruolo fondamentale durante l’Australian Open, aiutando il serbo a vincere il suo diciottesimo Slam nonostante un problema fisico

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Qui l’articolo originale (scritto prima della finale dell’Australian Open)

Mentre tutti gli occhi sono fissi sulla corsa di Novak Djokovic verso il nono titolo all’Australian Open, è un uomo dietro le quinte a far sì che Nole possa scendere in campo. Il suo nome è Ulises Badio e questa è la sua storia.

Uli ha a cuore la mia carriera e me personalmente, e si prende cura del mio benessere fisico. È un vero professionista e una persona estremamente dedita. Da sei o sette giorni lavora 24 ore su 24 e lo ringrazio di tutto cuore per questo”. Questa è una dichiarazione di Novak Djokovic sul suo fisioterapista Ulises Badio, le cui “mani magiche”, come ha dichiarato Djokovic, hanno aiutato enormemente il numero uno del mondo nel suo cammino a Melbourne.

 

Chi è Ulises Badio? L’argentino si è laureato in kinesiologia e fisioterapia ed esercita sia terapia manuale che chiropratica, oltre che agopuntura e medicina cinese, cose che ben si allineano con l’approccio olistico e la visione del mondo di Djokovic. Il serbo parla regolarmente di questo approccio alla cura, che consiste nel prendere in considerazione l’intera persona, piuttosto che curare un organo, una malattia o i sintomi della stessa.

Oltre a quattro anni come fisioterapista sull’ATP Tour, la vasta esperienza di Badio include anche un periodo passato con la squadra di calcio del Valencia, sei volte campione di Spagna, e un periodo passato a lavorare per diverse cliniche e un centro di medicina sportiva in Arizona.

Secondo chi lo conosce, Ulises è un eterno studente, sempre in cerca di modi per migliorare le proprie capacità e perfezionare il suo approccio. Dopo tutto, non è un compito facile entrare a far parte della squadra di uno degli atleti di élite di questo sport. Badio si è guadagnato il posto non solo con le proprie capacità, ma anche con la sua tenacia durante un periodo di crisi: ha infatti iniziato a lavorare con Djokovic nel maggio del 2017, un mese e mezzo prima che il serbo si ritirasse durante la partita dei quarti di finale di Wimbledon contro Tomas Berdych, cosa che gli ha fatto perdere il resto della stagione a causa di problemi al gomito. Fu allora che il bonario Badio si fece avanti guadagnandosi il posto. Il rapporto fra Novak e Ulises si è consolidato durante quelle difficoltà, e l’argentino è diventato un membro fidato della cerchia ristretta di Djokovic.

La competenza di Uli è davvero vasta, conosce a fondo la materia. E, cosa altrettanto importante, è rimasto con Novak durante il periodo di crisi nel 2017; il suo aiuto è stato enorme per lui nell’affrontare il problema al gomito; è così che Uli si è guadagnato il suo posto“, ha detto lo scorso anno Marian Vajda, l’allenatore di Djokovic, a Sport Klub a Melbourne.

Il ruolo di Badio nella squadra è molto importante anche in circostanze normali. Essendo Djokovic uno dei giocatori più in forma del tour, nulla di questo aspetto viene lasciato al caso, al punto che Uli una volta ha dichiarato che la struttura fisica di Djokovic consente loro di praticare stretching ben quattro volte al giorno. Quest’anno a Melbourne, però, Badio ha avuto pane per i propri denti: dopo che Djokovic si è infortunato nella partita di terzo turno contro Taylor Fritz, praticamente tutto il suo tempo è deputato al solo recupero.

Il tempo dedicato al recupero dall’infortunio è il 100 percento della mia giornata negli ultimi cinque giorni“, ha detto Djokovic dopo aver battuto Aslan Karatsev in semifinale. Non era solo un modo di dire: Badio ha lavorato ogni ora sul corpo di Novak e il lavoro è così immenso che aveva bisogno dell’aiuto dei suoi colleghi, i fisioterapisti dell’ATP.

Prima di tutto, Uli è una persona meravigliosa e lo puoi vedere ogni giorno dalle piccole cose che fa. Il modo in cui tratta le altre persone è significativo, scambia sempre due parole con le guardie qui a Melbourne, l’altro giorno ha portato cioccolatini e regali ai suoi colleghi che lavorano con l’ATP”, racconta Djokovic. È davvero raro trovare Ulises senza un sorriso ampio e amichevole stampato sul viso. Apprezza l’opportunità che gli viene data dalla propria posizione, e anche facendo solo poche chiacchiere con lui si può dire quanto il 42enne Uli sia innamorato del suo lavoro. “Uli si è adattato perfettamente, Novak gli vuole bene, noi gli vogliamo bene“, ha riassunto Vajda.

Infine, dato che a Djokovic piace avere tutte le sfaccettature attorno a sé coperte, Badio è un po’ diverso da Miljan Amanovic, un altro fisioterapista di Novak, attualmente non presente a Melbourne. “Miljan è il mio padrino e anche un fisioterapista molto devoto. Una cosa che mi piace di Uli e Miljan è che si completano a vicenda con le loro capacità. Sebbene abbiano approcci diversi in una certa misura, il risultato è che mi fanno sempre sentire bene e pronto“, osserva Djokovic. Non c’è stato molto tempo libero a Melbourne quest’anno, ma nei rari momenti di svago le passioni di Uli includono la musica e lo yoga, che anche Djokovic pratica. Allo stesso modo di Novak, Badio ama la filosofia orientale e spesso cita Buddha: “Quello che pensi, diventi. Quello che senti, attiri. Quello che immagini, lo crei“.

Traduzione a cura di Michele Brusadelli

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ATP

ATP Buenos Aires, a Mager il derby contro Caruso: “Giocare a livello ATP è bellissimo”

Due set lottati vinti da Gianluca contro Salvatore in Argentina, tra caldo e umidità. “Fare come a Rio? Mi piacerebbe tanto!” dice il sanremese. “Non ho giocato molto a livello ATP e ma la godo al massimo”

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Gianluca Mager - Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Subito in campo il derby azzurro a Buenos Aires per dare spazio sul Centrale intitolato a Guillermo Vilas ai quattro incontri che vedono impegnati sei tennisti argentini. È il primo confronto a livello ATP tra Salvatore Caruso e Gianluca Mager, ma l’ottava considerando i circuiti minori, con Gianluca vincitore solo della prima e dell’ultima. Ed è proprio Mager a uscire vittorioso in due set da un match complicato da affrontare per entrambi, tipico quando si sfidano due connazionali.

Rispetto ad altre partite si è un pochino più tesi” confermato il vincitore, Gianluca, raggiunto in conferenza da Ubitennis poco dopo l’incontro. Poi qui c’è un’umidità davvero incredibile, oltre al sole che picchia fortissimo. Anche questo non ci ha aiutato a giocare bene“. In Argentina è pur sempre estate e si toccano i trenta gradi.

Le difficoltà iniziali sono tutte dal lato sanremese (‘lui ha cominciato bene, giocava ‘giusto’, dice Gianluca) delle rete con il break in apertura. Quando l’altro è capace di maggiore solidità e tu possiedi più penetrazione nei colpi, è elementare intuire cosa fare in campo. Così Mager affretta soluzioni, anche in uscita dal servizio, che si risolvono in errori e Sabbo mantiene il vantaggio con facilità davvero eccessiva, arrivando anche a incrementarlo fino al 5-2 pesante. Poi ti viene il dubbio di aver fondato quell’elementare intuizione su situazioni e conoscenze vere in generale e anche già sperimentate in campo, ma che non necessariamente valgono per il qui e adesso ed è allora una buona idea evitare di essere responsabili dell’avversarsi dei propri timori. Insomma, Gianluca comincia a tenere in campo qualche palla in più prima di tentare l’accelerazione, di cui spesso non ha bisogno perché incassa l’errore del ventottenne di Avola e lo raggiunge sul 5 pari.

 

Lui sul 5-4 mi ha un po’ aiutato, non ha giocato un buon game, e da lì la partita è entrata in lotta” analizza il sanremese. Il tie-break, a questo punto giusta conclusione, ripropone la situazione di punteggio di 5-2 del set con il doppio (in questo caso mini) break di vantaggio, però per Mager. Si fa anch’egli agguantare, ma poi prende a due mani coraggio e racchetta per un rovescio lungolinea che gli spalanca il campo e approfitta dell’errore di Caruso per chiudere 7-5.

Salvatore Caruso – Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Carte scoperte in un secondo set decisamente più lineare, con “Giangi” che si affida al servizio nei momenti di bisogno e il siciliano che, non sfruttato lo 0-40 in risposta nel secondo gioco, a sua volta esce bene dalle difficoltà, ma solo fino al 4 pari, quando cede a zero la battuta. “Nei momenti decisivi del secondo set ho servito sempre bene, anche quando ero sotto 0-40. Lui è uno che risponde molto bene” è la coda dell’analisi di Mager, che ottenuto il break non esita e chiude senza problemi, tornando alla vittoria dopo le due sconfitte all’esordio della trasferta australiana e quella di Cordoba.

Al secondo turno affronterà Pablo Andujar, fin troppo facile vincitore di Londero, ma non certo nel periodo migliore della carriera a dispetto di quel 57° posto nel ranking. Chiediamo a Gianluca se sono già scattate le ‘Rio vibes‘, i ricordi sudamericani relativi alla finale raggiunta a Rio lo scorso anno poco prima che iniziasse la pandemia. “Eh, mi piacerebbe tanto riuscirci di nuovo! A Rio avevo giocato più partite, perché avevo passato le quali, e venivo da un anno ottimo a livello challenger, mentre dopo il lockdown non ho giocato benissimo. Pablo lo conosco, giochiamo insieme la Serie A a Genova e l’ho affrontato un paio di volte. Per me giocare a livello ATP è una cosa bellissima, perché non ci ho giocato tanto ed è ancora una cosa nuova, quindi me la godo al massimo“.

Dopo la vittoria a Melbourne 1 contro Seppi, arriva invece un secondo derby sfortunato per Caruso, che veniva direttamente dal bel confronto Slam con Fognini. “Ho fatto fatica a ritrovare il mio tennis dal 5-2. Poi lui, che stava facendo molti errori, è salito un attimo e la partita si è rimessa in equilibrio. Sono partite particolari perché giochiamo con degli amici: ceniamo assieme e giochiamo a carte assieme, ma in campo diventano avversari e devi pensare a batterli“. Del resto, poter giocare più derby a livello ATP è solo positivo: “Vuol dire che nel circuito siamo in tanti, adesso“.

Tornando ai padroni di casa, a chiudere l’invasione albiceleste del programma di martedì, precisamente (per modo di dire) non prima della mezzanotte italiana, la sfida mancina ma soprattutto arrotina tra Fede Delbonis e il fenomeno della scorsa settimana, il nuovo idolo di casa, il diciannovenne “dalle quali al trofeo senza passare dal via”, Juanma Cerundolo. Nel novembre 2019, a Montevideo, fu il trentenne di Azul a imporsi per 6-2 7-6 contro l’allora n. 483.

Risultati:

G. Mager b. S. Caruso 7-6(5) 6-4
[WC] F. Diaz Acosta vs [Q] J. Munar
[Q] F. Cerundolo vs F. Coria
[SE] F. Bagnis vs [8] F. Tiafoe
F. Delbonis vs [SE] J.M. Cerundolo
[Q] L Klein b. A. Martin 6-4 6-3
[Q] S. Nagal b. J. Sousa 6-2 6-0

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ATP

Murray vince in rimonta a Rotterdam, fuori Auger-Aliassime

Andy Murray recupera un set ad Haase e passa il turno. Il finalista 2020 Felix Auger-Aliassime si arrende in due set a Kei Nishikori. Fucsovics vince il tie-break decisivo contro Reilly Opelka

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Andy Murray - Rotterdam 2021 (foto Twitter @ABNAMROWTT)

Prima giornata dell’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam, tradizionale appuntamento con l’ATP 500 olandese che costituisce il fulcro della stagione invernale europea sul cemento indoor. Dopo le rinunce di Berrettini e Sinner per infortunio, c’è un solo italiano in tabellone, Lorenzo Sonego, che esordirà mercoledì contro l’americano Tommy Paul.

Nel match di apertura del torneo il qualificato Cameron Norrie (n. 65 ATP), che aveva conquistato l’accesso al tabellone principale a scapito del nostro Andreas Seppi, ha liquidato in due rapidi set il georgiano Nikoloz Basilashvili (n. 40 ATP), che continua il suo momento di crisi che dura dalla ripresa del circuito dopo la sosta per il COVID-19. Solo due vittorie per lui dall’agosto scorso, entrambe conquistate nell’ATP di Antalya ad inizio 2021, contro ben 14 sconfitte.

Successivamente si è avuta l’uscita di scena prematura della testa di serie n. 7, il canadese Felix Auger-Aliassime (n. 19 ATP) che è stato eliminato da Kei Nishikori, ora sceso al n. 45 del ranking ma pur sempre pericoloso soprattutto su queste superfici. In un primo set molto combattuto, nel quale Auger-Aliassime è arrivato a due punti dal set sul 6-5 15-30, il nipponico è riuscito a fare i punti importanti nel tie-break, vinto 7-4. Da quel momento in poi Nishikori ha preso il largo, vincendo facilmente anche il secondo set, anche perché il giovane canadese è stato costretto a chiedere un medical time-out per un fastidio muscolare alla gamba destra. Avrebbe potuto essere una sconfitta costosa a livelli di ranking per lui, dal momento che lo scorso anno aveva raggiunto la finale in questo torneo, ma in virtù delle speciali regole per la classifica introdotte dopo l’arrivo della pandemia potrà conservare i 300 punti conquistati nel 2020 per altri 12 mesi.

 

Nel tardo pomeriggio è sceso in campo l’ex n.1 del mondo Andy Murray (ora sceso al n. 123 del ranking), che ha beneficiato di una wild card degli organizzatori affrontando al primo turno un’altra wild card, ovvero il giocatore di casa Robin Haase, anche lui precipitato in classifica fino al 193esimo posto ma con un recente passato da Top 50.

Per la seconda volta nella stagione Murray ha ribaltato il risultato della partita dopo aver perduto il primo set, venendo fuori alla distanza con una serie di sei giochi consecutivi che dallo 0-3 nel set decisivo lo hanno visto aggiudicarsi il terzo parziale per 6-3 dopo oltre due ore e mezzo di gioco. Murray si è dovuto salvare da due delicatissime palle break sul 3-3 del secondo set, le uniche concesse da entrambi i giocatori nel parziale, che se sfruttate avrebbero probabilmente dato il via libera al giocatore olandese.

In chiusura di programma c’è stata un’altra maratona di quasi tre ore, terminata quasi all’1.30 del mattino, nella quale il qualificato Marton Fucsovics (n. 59 ATP) ha avuto la meglio al tie-break del terzo set dello statunitense Reilly Opelka (n. 38 ATP). Partita decisa da tre tie-break, dominata dai servizi, nella quale ci sono stati solamente due break, nel secondo e nel terzo game del match. Opelka era andato subito avanti 2-0, ma si è fatto immediatamente breakkare da Fucsovics nel gioco successivo. Decisiva nel tie-break finale una risposta di diritto del giocatore ungherese che ha ottenuto il punto decisivo per poi chiudere 7-4 e conquistare il lasciapassare per il turno successivo.

Risultati completi:

[Q] M. Fucsovics b. R. Opelka 7-6(2) 6-7(4) 7-6(4)
K. Nishikori b. [7] F. Auger-Aliassime 7-6(4) 6-1
[WC] A. Murray  b. [WC] R. Haase 2-6 7-6(2) 6-3
[Q] C. Norrie b. N. Basilashvili 6-0 6-3

Programma martedì 2 marzo

CENTRE COURTdalle 11:00
A. de Minaur vs J. Millman
non prima delle 12:30
[Q] M. Giron vs [4] A. Rublev
non prima delle 14:30
[8] S. Wawrinka vs K. Khachanov
non prima delle 19:30
[SE] E. Gerasimov vs [2] S. Tsitsipas
B. Coric vs [WC] B. Van de Zandschulp

COURT 1dalle 11:00
[PR] B. McLachlan/K. Nishikori vs [3] W. Koolhof/ L. Kubot
non prima delle 12:30
H. Hurkacz vs A. Mannarino
[Q] J. Chardy vs U. Humbert
After Suitable Rest – P. Herbert/J. Struff vs F. Auger-Aliassime/H. Hurkacz
non prima delle 19:00
[4] M. Melo/J. Rojer vs K. Krawietz/H. Tecau

Il tabellone aggiornato

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