'Ex on the court': il simpatico siparietto tra Sharapova e Dimitrov

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‘Ex on the court’: il simpatico siparietto tra Sharapova e Dimitrov

Durante il Kooyong Classic, Maria prende in giro Grigor per il colore dei pantaloncini. “Un tempo ti piaceva il giallo su di me! Le persone cambiano, immagino”, protesta divertito il bulgaro

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Un simpatico siparietto è andato in scena durante il Kooyong Classic, storica esibizione che precede gli Australian Open. Protagonisti: Maria Sharapova e Grigor Dimitrov. La tennista siberiana, ospite in cabina di commento mentre Grigor era in campo, ha iniziato a scherzare chiedendo ai “colleghi” commentatori di dire all’ex fidanzato di smettere di guardare dalla sua parte. Chiamato in causa Dimitrov si è avvicinato alla postazione solo per venire colpito da un altro simpatico commento di scherno circa i suoi (effettivamente discutibili) pantaloncini giallo fluo. “Ti piaceva il giallo su di me! Evidentemente le persone cambiano“, è questa la risposta divertita di Grigor che poi si allontana per tornare in campo. Quando vi siete lasciati?“, chiedono curiosi i due commentatori. “Oh da un bel po’!“, sentenzia una sorridente Sharapova.

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Darren Cahill spinge per l’espansione del coaching: “Questo sport si deve evolvere”

A Dubai, per la prima volta nella storia, i coach stanno comunicando con le loro assistite da bordo campo. “Normalmente sono per le tradizioni, ma questa era una regola anacronistica”. La riforma attraversa al momento una fase sperimentale

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Il torneo di Dubai 2020 è destinato a passare alla storia e non soltanto per le imprese sportive che certamente si verificheranno da qui a sabato. I Campionati degli Emirati Arabi stanno testando, primi nella storia, il coaching dagli spalti, infrangendo uno tra i tabù più longevi dell’epopea della racchetta. “Si tratta di un processo che abbiamo discusso a lungo e che ritenevamo opportuno mettere alla prova“, ha dichiarato il gran capo della WTA Steve Simon. “Continueremo a consentire gli interventi in campo degli allenatori, ma amplieremo il loro raggio d’azione alle tribune, poiché riteniamo che sia la cosa migliore da fare per tutti e che l’apertura avrà ripercussioni positive sulle prestazioni delle giocatrici e sullo spettacolo in genere“. La modifica regolamentare verrà sperimentata per l’intera stagione 2020 in tutti tornei WTA Premier e International.

Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona Darren Cahill, mentore di Simona Halep e influentissimo nel circuito per autorità e successi ottenuti. “Quando si parla di tennis spesso vengo accusato di essere un conservatore, perché di fronte alle ipotesi di riforma, e negli ultimi tempi ne abbiamo viste tante, tendo sempre a schierarmi dalla parte della tradizione. Questa volta no, è diverso. Sono convinto del fatto che il coaching dalle tribune potrà essere determinante per le tenniste e vi dico una cosa: vi si farà ricorso il minimo indispensabile. Adesso si parla molto spesso, di nascosto, proprio perché è proibito. Cancellata la voglia di trasgredire, rimarranno le poche parole che un’atleta vuole sentirsi dire nei momenti di tensione e per l’andamento delle partite non ci saranno controindicazioni“.

Dopotutto, alcune volte il diavolo non è brutto come lo si tende a dipingere. “Fino a pochi anni fa nessuno pensava che sarebbe stato introdotto il tie break al dieci sul sei pari nei set decisivi dell’Open d’Australia, eppure adesso i match si concludono in quel modo con grandi benefici per lo spettacolo, grazie alla suspense che un arrivo in volata di quel tipo garantisce“.

 

Anche Artemon Apostu-Efremov, il coach che con Cahill divide la panchina di Halep, è ampiamente a favore della norma sperimentale. “Anzi, secondo me siamo già in ritardo, avremmo dovuto introdurla molti anni fa, quando nel 2008 è stato deciso di consentire agli allenatori di entrare in campo per parlare alle giocatrici. Noi coach passiamo con loro una quantità enorme di tempo durante l’anno ed è bizzarro il fatto di non poterci parlare proprio quando è più importante. Spero che in futuro ci sia data la possibilità di sedere accanto a loro durante l’intero corso dei match, proprio come accade in Davis e in Fed Cup“.

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Auguri a Roberta Vinci, che oggi compie 37 anni

35 titoli, 10 dei quali in singolare, e la splendida cavalcata di New York 2015 conclusasi solo al cospetto di Flavia Pennetta. Nel presente di Roberta c’è un ruolo da commentatrice

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Roberta Vinci - SF US Open 2015

Trentasette candeline, oggi, per Roberta Vinci. Pioggia di auguri per una delle regine del tennis azzurro. Il Career Grand Slam conquistato in doppio insieme a Sara Errani, la finale tutta italiana dello US Open 2015 persa contro Flavia Pennetta e quattro trionfi in Fed Cup. È una sintesi delle soddisfazioni raccolte dalla campionessa tarantina, che ha salutato il circuito nel 2018 e di recente ha debuttato nella squadra di talent di Eurosport, al commento dell’ultimo Australian Open. La FIT ha voluto omaggiare l’ex numero 7 del mondo con un video che ricorda quella che è stata sicuramente la vittoria più bella in singolare, la semifinale dello US Open 2015 contro Serena Williams.

Tennista capace di tutto sul campo, Roberta ha vinto dieci titoli ripartiti in modo estremamente eterogeneo tra le superfici, se è vero che ha saputo vincere su terra e cemento, sia indoor che outdoor, e una volta persino su erba (‘s-Hertogenbosch 2011); nessuna tennista italiana ci era riuscita prima di lei, a sollevare un trofeo su ogni superficie. In doppio, invece, i suoi successi sono stati 25, la maggior parte dei quali (22) in coppia con Sara Errani.

 

Adesso, nella nuova carriera di Roberta sembra poterci essere sempre più spazio per la televisione, nonostante al momento di annunciare il ritiro la tennista avesse specificato che non si sentiva tagliata per il ruolo di commentatrice. L’esperienza dell’Australian Open è invece stata positiva e avrà un seguito al Roland Garros, come comunicato su Instagram dalla diretta interessata.

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Laureus Awards 2020: il tennis resta a secco

Rafa Nadal e Naomi Osaka erano candidati ai premi di sportivi dell’anno, vinti rispettivamente da Lewis Hamilton e Lionel Messi (ex aequo) e Simone Biles. Niente da fare anche per Andreescu, Osaka, Murray e Diede de Groot

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Rafa Nadal con il trofeo di numero 1 del mondo di fine anno (via Twitter, @atptour)

Per la prima volta nella storia dei Laureus Awards il premio di sportivo dell’anno è stato assegnato ex aequo al calciatore del Barcellona Lionel Messi e al campione del mondo di F1 Lewis Hamilton. Gli altri candidati erano Eliud Kipchoge (atletica leggera), Marc Marquez (motociclismo), Tiger Woods (golf) e Rafa Nadal, che andava a caccia del suo secondo Laureus in carriera dopo quello del 2011. Ricordiamo che ad aggiudicarsi il riconoscimento lo scorso anno fu Novak Djokovic, quattro volte vincitore, mentre sono cinque i successi di Roger Federer (dal 2005 al 2008 e infine nel 2018).

Al femminile, secondo trionfo consecutivo per la ginnasta americana Simone Biles, che ha superato la concorrenza di Megan Rapinoe (calcio), Allyson Felix (atletica leggera), Mikaela Shiffrin (sci alpino), Shelly-Ann Fraser-Pryce (atletica leggera) e Naomi Osaka. Il premio di rivelazione dell’anno, che vedeva tra le candidate anche Bianca Andreescu e Coco Gauff, è andato al ciclista Egan Bernal, mentre la racing driver tedesca Sophia Floersch (tornata a guidare dopo uno spaventoso incidente che nel 2018 la costrinse a un intervento di undici ore alla spina dorsale) ha conquistato il premio di ritorno dell’anno (categoria dove era in lizza anche Andy Murray). Niente da fare anche per Diede de Groot, campionessa del wheelchair tennis: ad aggiudicarsi il premio di sportivo dell’anno con disabilità è stata Oksana Masters.

TUTTI I PREMI

World Sportsman of the Year: Lewis Hamilton e Lionel Messi
World Sportswoman of the Year: Simone Biles
World Team of the Year: Nazionale maschile sudafricana di rugby
World Breakthrough of the Year: Egan Bernal
World Comeback of the Year: Sophia Flörsch
World Sportsperson of the Year with a Disability: Oksana Masters
World Action Sportsperson of the Year: Chloe Kim
Best Sporting Moment: Sachin Tendulkar
Lifetime Achievement Award: Dirk Nowitzki
Sport for Good Award: South Bronx United
Exceptional Achievement Award: Federazione spagnola di basket

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