Australian Open: Medvedev senza affanni, Thiem passa al quinto

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Australian Open: Medvedev senza affanni, Thiem passa al quinto

Daniil vince una partita divertente contro il qualificato Pedro Martinez. Il finalista dello US Open sta entrando in forma. Dominic va sotto 1-2 contro Bolt, poi vince 12 dei successivi 15 giochi

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Daniil Medvedev - Australian Open 2020 (via Twitter, Australian Open)

[4] D. Medvedev b. [Q] P. Martinez 7-5 6-1 6-3(da Melbourne, il nostro inviato)

Lo spagnolo 22enne Pedro Martinez, di Valencia, omonimo del grandissimo pitcher dominicano dei Boston Red Sox (tra gli altri), 8 volte “All Star”, e introdotto nella Hall Of Fame del baseball nel 2015, per quanto riguarda il tennis è decisamente di un livello più basso rispetto al fenomeno del lancio con cui condivide le generalità. Sulla carta, contro il numero 4 del mondo Daniil Medvedev, non dovrebbe esserci storia. Numero 168 ATP, Pedro è stato bravo a qualificarsi qui a Melbourne e soprattutto a battere Dominik Koepfer al primo turno (quel Koepfer che 4 mesi fa arrivò agli ottavi di finale dello US Open, eliminato proprio da Medvedev). Piove a scrosci oggi, sui campi esterni le partite sono sospese.

Fino al 4-1, con un break, sembra tutto filare liscio per Daniil, che però anche nella fase in cui è in vantaggio manifesta un certo nervosismo, rivolgendosi ripetutamente in modo stizzito al proprio angolo. In effetti, causa alcuni errori decisamente evitabili del russo, senza fare il fenomeno ma palleggiando solido e spingendo col dritto, Martinez riesce a recuperare il break, e a tenersi appaiato nel punteggio fino al 5-5. Qui Medvedev gioca due game concentrato e concreto, accettando lunghi scambi in diagonale senza perdere la pazienza, e chiude 7-5.

Nel secondo set il russo continua a giocare a un livello semplicemente troppo alto per l’avversario, sale 5-0 dando anche spettacolo a momenti con alcuni recuperi e un paio di gran passanti, siamo a un parziale di 7 game a zero, in effetti purtroppo per il volenteroso Pedro la differenza di qualità è quella. Durante il cambio di campo, a Daniil viene un episodio di epistassi (sangue dal naso), e viene chiamato il fisioterapista per tamponargli l’emorragia dalla narice destra, con conseguente medical time-out. Tampona l’emorragia di game anche Martinez, tenendo un servizio alla fine della pausa, ma allo scoccare dell’ora e mezza di gioco Medvedev si prende il 6-1 con l’undicesimo ace.

Martinez è un giocatore anche brillante, attacca spesso la rete, gioca bene lo slice, il match è gradevole. Sull’1-1 del terzo set due punti memorabili: prima Daniil mette un recupero irreale spalle alla rete con una frustata di polso da squash, per poi impattare lo smash di Pedro passandolo di rovescio, successivamente è lo spagnolo a deliziare la Margaret Court Arena con una stop-volley bassa che muore a una spanna dalla rete. La gente in tribuna intorno a me scatta in piedi ad applaudire, nonostante la disparità nel punteggio ci stiamo divertendo. Nel quinto game arriva il break per Medvedev, in quello successivo il russo salva tre palle del contro-break, andando 4-2, e per Martinez (che chiude un dritto a 161 kmh nel frattempo, i colpi li ha eccome il ragazzo, deve solo costruirsi una continuità migliore per poter stare a questi livelli) la vicenda più o meno si chiude qui. Il 6-3 finale arriva poco dopo, un buon match tutto sommato per Daniil, che sfiderà Popyrin al terzo turno.

DOM PASSA AL QUINTO – Sul punteggio di 6-2 5-4 e servizio, Dominic Thiem non si aspettava certamente di essere costretto a rimanere in campo per quasi tre ore e mezzo per avere la meglio sulla wild card australiana Alex Bolt. Al servizio per chiudere il secondo parziale, l’austriaco ha perso due game consecutivi alla battuta e il set per 7-5. Bolt, esaltato dal pubblico di casa, si è fatto via via sempre più aggressivo (saranno 32 le discese a rete dell’australiano tra secondo e terzo set, 21 i punti vinti) e si è portato addirittura avanti per 2 set a 1 conquistando il terzo parziale al tiebreak.

La sua partita è però finita lì: Thiem ha infatti drasticamente alzato il livello del suo gioco (solo quattro gratuiti per Dominic nel quarto parziale), conquistando 12 dei successivi 15 giochi per il 6-2 5-7 6-7 6-1 6-2 finale, suggellato dal 56esimo vincente della sua partita. Per Thiem – che lo scorso anno è stato il giocatore con il miglior record al quinto tra quelli con almeno dieci set decisivi giocati (15 vittorie e 3 sconfitte) – si tratta della terza vittoria al parziale decisivo all’Australian Open, a fronte di una sola sconfitta (contro Sandgren nel 2018). “L’off season serve a questo: a prepararsi bene fisicamente, in questo modo è più facile dal punto di vista mentale mantenere un determinare livello per cinque set, ha dichiarato Dom a fine match. Al prossimo turno affronterà il vincente del match tra Kevin Anderson e Taylor Fritz.

 

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

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ATP Acapulco: Paul elimina Sascha Zverev, Nadal ai quarti

Primo successo contro un Top 10 per Tommy Paul contro un Sascha Zverev senza servizio. Eliminato Auger-Aliassime, avanza Nadal

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Tommy Paul - Acapulco 2020 (foto Twitter @AbiertoTelcel)

Continuano le sorprese all’Abierto Mexicano Telcel di Acapulco: la testa di serie n.2 Alexander Zverev è stata eliminata a sorpresa mercoledì sul campo centrale dall’americano Tommy Paul, n. 66 del ranking mondiale che ha così conquistato la sua prima vittoria contro un Top 10 oltre che l’accesso ai quarti di finale di un torneo ATP 500.

L’inizio del match ha fatto rivivere a Zverev gli incubi dell’estate scorsa, quando il suo servizio si era semplicemente volatilizzato, costringendolo a commettere più di una dozzina di doppi falli a match. Nei primi due turni di battuta il tedesco è incappato in ben sei doppi falli, alcuni dei quali con la seconda di servizio finita in fondo alla rete o fuori di svariati metri, ed ha rischiato di andare subito sotto di due break, salvando ben quattro palle per lo 0-4. Paul ha giocato piuttosto teso, commettendo qualche errore da fondocampo ma cercando quasi sempre di condurre il gioco con Zverev spesso costretto alla difensiva ben oltre la linea di fondo. Anche lo statunitense ha dovuto annullare quattro palle break nel settimo game, ma a differenza del suo avversario il servizio lo ha sempre assistito, e alla fine i primi disastrosi 10 minuti di Zverev hanno fatto la differenza nel primo parziale, vinto da Paul per 6-3 in 46 minuti.

La battuta di Zverev era sembrata essersi ricomposta dopo il catastrofico inizio, tanto che l’inizio del secondo set è andato piuttosto liscio seguendo la regola dei servizi. Zverev però era chiaramente nervoso e si lasciava andare a qualche protesta plateale contro il sistema di chiamata elettronico Foxtenn, reo a suo dire di non valutare correttamente l’impatto della palla sul terreno di gioco, ma chiaramente il tedesco aveva scelto la vittima sbagliata per le sue invettive, dal momento che anche volendo il giudice di sedia non può far nulla per cambiare la valutazione elettronica (che peraltro era sembrata il più delle volte corretta). Il disastro per Sascha però era in agguato: sul 4-4, un game orribile fatto altri due doppi falli (non ne aveva commesso alcuno dal terzo game del match) e due errori gratuiti da fondo hanno condannato il giovane teutonico al break e alla sconfitta da lì a poco.

 

Come detto si tratta della prima affermazione di Tommy Paul contro un Top 10: il ragazzo del 1997, parte della “covata” di tennisti americani che ha conquistato tre titoli Slam junior nel 2015: lui si impose al Roland Garros, Reilly Opelka vinse a Wimbledon e Fritz conquistò il titolo a Flushing Meadows. Al contrario dei suoi due amici, con i quali passa parecchio tempo fuori dal campo, non era finora riuscito ad imporsi nel circuito maggiore, trascorrendo più di tre anni a viaggiare per Challenger. Paul proverà a dare l’assalto alla Top 50 affrontando nei quarti di finale John Isner, che ha superato al secondo turno il qualificato Marcos Giron.

In precedenza il torneo aveva già perso in questa giornata la testa di serie n. 4, il canadese Felix Auger-Aliassime, uscito sconfitto dal match tra due dei giocatori più in forma di questo periodo. Edmund si è infatti aggiudicato il torneo di Long Island un paio di settimane fa, mentre Auger-Aliassime aveva ottenuto due finali consecutive in Europa (a Rotterdam e Marsiglia) prima di prendere un aereo ed esordire sulla costa del Pacifico nemmeno 48 ore dopo aver giocato la finale in Provenza.

In apertura di sessione serale, la partita tra Grigor Dimitrov (n.22 ATP) e Adrian Mannarino (n. 42 ATP) ha intrattenuto gli spettatori per 2 ore e 47 minuti di lunghi scambi tra due giocatori estremamente abili a colpire la palla. Mannarino ha tentato di tessere la sua solita tela appoggiandosi ai colpi di Dimitrov, ma è mancato proprio nel momento decisivo del tie-break finale, anche perché il suo avversario ha giocato in maniera esemplare in quel frangente. Il francese si era aggiudicato il primo set salvando un set point ed aggiudicandosi gli ultimi tre punti del tie-break; poi, dopo aver ceduto il secondo parziale ed essere andato sotto di due break nel terzo, Mannarino aveva rimontato gioco dopo gioco fino ad arrivare ad avere due match-point consecutivi sul 5-4, peraltro ben cancellati da Dimitrov. Il tie-break decisivo è stato a senso unico, chiuso da uno splendido passante di rovescio da parte del bulgaro che ha chiuso con un punto esclamativo una splendida partita.

L’ultimo match della giornata è stato quello tra la prima testa di serie Rafael Nadal e il serbo Miomir Kecmanovic, nel quale il giovane balcanico è stato quasi travolto nel primo set (subito sotto 1-5 in un attimo), ma è riuscito a riprendersi dopo che il “tram Nadal” lo aveva investito giocando un ottimo secondo set. Non è però bastato, perché dopo sette game senza palle break Nadal si è inventato un passante di diritto in corsa su uno smash di Kecmanovic che sembrava aver aperto la partita come una scatoletta di tonno. Il serbo però aveva altre idee: nonostante fosse mezzanotte passata, Kecmanovic ha alzato il ritmo degli scambi strappando il servizio allo spagnolo mentre stava servendo per il match sul 5-3, ha tenuto quel ritmo folle per una splendida decina di minuti, ma poi, sul 5-6, ha iniziato a deragliare commettendo i tre errori gratuiti che hanno concluso la partita. Nadal proseguirà la sua rincorsa al titolo nei quarti di finale contro il sud coreano Soonwoo Kwon (n. 76 ATP).

I risultati completi:

K. Edmund b. [4] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4
S. Kwon b. [8] D. Lajovic 7-6(2) 6-0
[5] J. Isner b. [Q] M. Giron 6-3 7-6(4)
[Q] T. Paul b. [2] A. Zverev 6-3 6-4
[7] G. Dimitrov  b. A. Mannarino 6-7(8) 6-4 7-6(2)
T. Fritz b. U. Humbert 6-4 6-1
[3] S. Wawrinka b.  [SE] P. Martinez 6-4 6-4
[1] R. Nadal b. M. Kecmanovic 6-2 7-5

Il tabellone aggiornato

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Djokovic, un’ora di lezione a Kohlschreiber. A Dubai avanza ancora un Evans miracolato

Nole gioca una gran bella partita: ora gli manca una sola vittoria per difendere il primo posto, almeno per questa settimana. Struff batte Basilashvili in appena 39 minuti, avanza Tsitsipas

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dal sito ufficiale del Dubai Duty Free Tennis Championships

Pare che Novak Djokovic stia affrontando il torneo di Dubai come il warm-up del Sunshine Double che sarà, tra un paio di settimane. Per meglio dire: la rilassatezza è quella con cui si scende in campo quando non c’è nulla in palio (e si prova ogni soluzione tecnica traendone profitto), ferocia e concentrazione tradiscono il facilmente intuibile motivo per cui il serbo ha fatto scalo negli Emirati. Difendere la prima posizione in classifica riconquistata in Australia, trono per la cui difesa dovrà spendersi verosimilmente con un certo ardore fino alle falde del torneo di Roma, quando per il suo rivale Nadal inizierà a suonare un allarme da 3000 punti (i 1000 degli Internazionali e i 2000 di Parigi).

Per essere certo di volare in California da capoclassifica gli serve un’altra vittoria, e proverà a ottenerla ai quarti contro Karen Khachanov. Il russo costituirà certamente un banco di prova più affidabile, poiché né lo sfortunato Jaziri due giorni fa né tantomeno Kohlshcreiber oggi sono riusciti a costringere Nole al sudore. Anzi, il tedesco già sconfitto undici volte su tredici ha addirittura visto l’impietoso cronometro arrestarsi 33 secondi prima che scattasse l’ora di gioco, quasi il serbo avesse da onorare un appuntamento per cena. A lezione finita, Djokovic ha abbracciato l’avversario con fare guascone e vagamente consolatorio, somministratagli che aveva l’amara dozzina (sono infatti dodici, adesso, le sconfitte subite contro il serbo).

Kohlschreiber sicuramente non si è divertito, Djokovic – e i tifosi – certamente di più. Il serbo ha colpito con grande agio, per ricordare a chi ne lamenta un gioco troppo noioso che il suo modo di colpire la palla è un grande spettacolo, quando praticato con questa libertà d’esecuzione. E come spesso accade quando il serbo non ‘sente’ il timore di perdere, si è prodotto in vincenti di pregio assoluto. La splendida palla corta scoccata da lontanissimo – era quasi oltre il corridoio – e rivelatasi irraggiungibile per Kohli a inizio secondo set, per creare i presupposti di un immediato break, o il passante brutale con cui ha fulminato il tedesco che aveva incautamente guadagnato la rete nel terzo gioco .

Visibilmente e comprensibilmente scoraggiato, Kohlschreiber ha pure fallito un paio di comodissime benedizioni a rete (un devoto grazie a Rino per averci donato l’espressione) che se non altro hanno avuto il pregio di accorciargli l’agonia. Non era certo questo il giorno in cui dimostrare che a 37 anni può avere ancora qualcosa da dire nel circuito, sebbene il trend di classifica l’abbia visto sgusciare fuori – lo scorso maggio – da una top 50 difesa quasi ininterrottamente per dodici anni, e questo vorrà pur dire qualcosa.

GLI ALTRI INCONTRI – Nessuna grossa sorpresa, nessuno scossone consistente per il tabellone guidato da Djokovic. Degna di menzione la memorabile stesa subita da Basilashvili per mano di Struff, un 6-1 6-0 durante appena 39 minuti e 8 secondi che senza gli storici ventotto minuti dell’iconico Nieminen-Tomic di sei anni fa avrebbe forse ottenuto un piazzamento più dignitoso nella top 10 dei match più corti in Era Open. Tsitsipas ha annullato cinque palle break al tumultuoso Bublik senza per questo concedergli set, Rublev ha vinto il quindicesimo match stagionale contro Krajinovic e andrà a sfidare un sempre più miracolato Dan Evans.

Proprio il britannico è stato protagonista dell’unica partita davvero vibrante di giornata, nella quale si è permesso di annullare ben tre match point a Herbert nel tie-break del terzo set (è stato sotto 6-4 e poi 7-6). Da un lato è il francese che sta prendendo questa cattiva abitudine, se è vero che anche a Marsiglia ne aveva mancati tre contro Auger-Aliassime, dall’altro è Evans che dopo aver approfittato degli sciupii di Fognini ha trasformato un’altra sconfitta in una vittoria. Si dice che non ci sia due senza tre: dovesse ripetere l’impresa anche contro il centratissimo Rublev di queste settimane, avrebbe ottime possibilità di firmare un nuovo best ranking.

Risultati:

[1] N. Djokovic b. P. Kohlschreiber 6-3 6-1
D. Evans b. P-H. Herbert 7-5 3-6 7-6(7)
[6] A. Rublev b. F. Krajinovic 7-6(3) 6-0
[2] S. Tsitsipas b. A. Bublik 7-6(1) 6-4
[7] K. Khachanov b. [Q] D. Novak 6-3 6-4
J-L. Struff b. Basilashvili 6-1 6-0
R. Gasquet b. [8] B. Paire 6-4 6-4
[3] G. Monfils b. [Q] Y. Uchiyama 6-1 6-2

Il tabellone completo

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Nadal riparte bene ad Acapulco. Il polso fa male, si ritira Kyrgios

Il dolore al polso sinistro costringe Nick Kyrgios all’abbandono dopo un set contro Ugo Humbert. Nessun problema per Rafa nel derby con Andujar, al prossimo turno sfiderà Kecmanovic

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Rafa Nadal - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

La sessione serale della seconda giornata all’Abierto Mexicano di Acapulco ha visto in cartellone i rispettivi match di primo turno di quelli che nel 2019 avevano dato vita al match del torneo, ovvero il campione uscente Nick Kyrgios e la prima testa di serie Rafael Nadal. Un piatto succulento, almeno sulla carta, per gli spettatori del Princess Mundo Imperial, che però hanno lasciato le tribune poco dopo le 23 locali con un po’ di amaro in bocca.

In apertura di serata Rafael Nadal ha rimediato a una partenza estremamente imprecisa e titubante che lo aveva visto andare subito in svantaggio per 2-0 0-30 con un rapido aggiustamento di rotta che gli è valso un prevedibile 6-3, 6-2 di routine nei confronti del suo connazionale Pablo Andujar, n. 54 del ranking ATP. Una volta presa la mira sulle prime accelerazioni di diritto, l’attuale n. 2 del mondo non si è più guardato indietro e non ha mai avuto momenti di difficoltà se non nel tentare di tamponare la sua abbondantissima sudorazione nella calura dell’umidità messicana. La sua cavalcata è stata soltanto temporaneamente rallentata dal break subito sul 4-1 “pesante” del secondo set, quando comunque il suo vantaggio era già molto consistente.

In 90 minuti Nadal ha concluso il suo primo match dall’Australian Open, sconfiggendo Andujar per la quarta volta su quattro incontri e avanzando al secondo turno dove incontrerà il serbo Miomir Kecmanovic, n. 50 del ranking ATP, vincitore al primo turno dell’australiano Alex de Minaur.

Ma il piatto forte della serata, almeno per il pubblico messicano, doveva essere l’esordio del campione uscente Nick Kyrgios, che lo scorso anno estrasse dal cilindro una delle più improbabili rincorse al titolo sconfiggendo uno dietro l’altro il nostro Andreas Seppi, Rafael Nadal appunto, poi Stan Wawrinka, John Isner e Sascha Zverev, ovvero tre Top 10 su cinque incontri.

Kyrgios era impegnato contro il giovane e talentuoso francese Ugo Humbert, n. 43 del mondo, ma con grande disappunto di tutta la folla presente non è riuscito a portare a termine il proprio impegno, vedendosi costretto al ritiro dopo la perdita del primo set a causa del persistere del problema al polso sinistro che già lo aveva costretto al forfait la settimana scorsa a Delray Beach.

Nick Kyrgios – Acapulco 2020 (foto Twitter @Abiertotelcel)

Humbert, dal canto suo, ha messo in campo una solidissima prestazione, soprattutto nei suoi game di battuta nei quali ha concesso solamente quattro punti in tutto il set, e sicuramente non si è meritato tutti i fischi che hanno accompagnato la sua uscita dal campo. L’australiano è apparso in difficoltà sin dall’inizio, soprattutto dalla parte sinistra ovvero dalla parte del suo rovescio bimane dove ha bisogno della mano sinistra: si è fatto fasciare il polso dal fisioterapista sull’1-4, ma dopo aver giocato qualche altro game e completato il primo set ha capito che era perfettamente inutile continuare ed ha stretto la mano ad arbitro e avversario avviandosi verso gli spogliatoi, non prima però di essersi tolto le scarpe da tennis come di consueto e infilato le scarpe da basket direttamente sul campo.

Il torneo (e con lui anche tutti i party di contorno) perde così il proprio campione uscente ed un sicuro potenziale protagonista che ora però dovrà cercare di recuperare in vista dell’impegno di Davis della settimana prossima ad Adelaide contro il Brasile. Humbert avanza quindi al secondo turno dove trova l’americano Taylor Fritz, vincitore in tre set di John Millman.

 

Risultati:

[1] R. Nadal b. P. Andujar 6-3 6-2
S. Kwon b. [LL] T. Daniel 6-2 2-6 6-3
[8] D. Lajovic b. S. Johnson 6-7(5) 6-4 6-3
P. Martinez b. R. Albot 6-3 6-2
[7] G. Dimitrov b. [Q] D. Dzumhur 6-3 6-3
U. Humbert b. [6] N. Kyrgios 6-3 rit.
T. Fritz b. J. Millman 7-5 3-6 6-1
[4] F. Auger-Aliassime b. [LL] A. Bolt 6-3 7-6(5)
[5] J. Isner b. [WC] M. Zverev 6-3 7-6(4)
[2] A. Zverev b. [Q] J. Jung 7-6(6) 6-1

Il tabellone aggiornato

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