Thiem-Muster, è già finita dopo due settimane

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Thiem-Muster, è già finita dopo due settimane

La partnership tecnica fra i due austriaci era stata annunciata durante la ATP Cup. “Semplicemente non ha funzionato”, ha commentato Dominic

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Muster e Thiem, team Austria - ATP Cup 2020 (via Twitter, @ATPCup)

La collaborazione fra i due più grandi del tennis austriaco del passato e del presente, Thomas Muster e Dominic Thiem, fissata per tutti i grandi tornei durante la ATP Cup (e soprattutto per scalare Monte Rafa a Parigi, verrebbe da dire) si è conclusa con un benservito piuttosto laconico da parte del N.5 ATP, riducendosi all’equivalente tennistico di un matrimonio delle Kardashian. Ci eravamo subito detti che saremmo stati onesti se qualcosa non avesse funzionato. Semplicemente non ha funzionato. È solo una questione professionale, dal punto di vista personale andiamo d’accordo”, è stato il commento del Dominator dopo il match di terzo turno vinto contro Taylor Fritz, a cui seguirà un interessante ottavo con Monfils.

Sembrava tutto perfetto: la più alta entità spirituale del tennis austriaco, Thomas Muster, il mancino capace di vincere il Roland Garros nel 1995 più altri 39 tornei su terra nel corso della carriera, si era seduto sulla panchina del suo epigono, che contro di lui, ormai 44enne, aveva ottenuto la sua prima vittoria ATP a Vienna, nel 2011. Evidentemente, però, la dinastia aveva più senso sulla carta che nella realtà, e Thiem continuerà a lavorare esclusivamente con Nicolas Massù, che gli ha accorciato i backswing da entrambi i lati e l’ha trasformato in un giocatore capace di incidere anche sul cemento, come dimostrato dalle vittorie di Indian Wells, Pechino, e Vienna, oltre che dalla finale persa alle ATP Finals contro Tsitsipas.

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Sonego annulla un match point e va al secondo turno delle Olimpiadi di Tokyo 2020

TOKYO – Lorenzo Sonego rimonta Taro Daniel dopo essere stato a un passo dalla sconfitta nel tiebreak del secondo set. L’azzurro chiude 7-6 al terzo dopo oltre tre ore di gioco. Al prossimo turno Basilashvili

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Lorenzo Sonego - Eastbourne 2021 (via Twitter, @the_LTA)

L. Sonego b. T. Daniel 4-6 7-6(6) 7-6(3)

Vince dopo oltre 3 ore di battaglia il suo esordio al torneo olimpico Lorenzo Sonego, testa di serie n. 13 del tabellone, contro il tennista locale Taro Daniel. Non il miglior Sonego della stagione, che fatica a prendere il ritmo, deve salvare un match point nel tie break del secondo set, ma alla fine tra un urlo ed un servizio vincente porta a casa un match che sarebbe stato un vero peccato perdere. Al secondo turno il tennista piemontese avrà il georgiano Basilashvili.

IL MATCH – Primo turno del torneo olimpico, Lorenzo Sonego, n. 28 ATP affronta il tennista di casa Taro Daniel, n. 110. Nessun precedente tra i due, nel 2016 nel challenger di Courmayeur Lorenzo non scese in campo per un infortunio. Nei primi giochi si segue il servizio poi arriva nel quinto game il break giapponese. Sonego fatica a trovare ritmo nel servizio e alla risposta punge molto poco. Daniel gioca profondo e insiste sul rovescio del tennista italiano, tattica che gli frutta molti punti. Lorenzo prova a scuotersi sostenuto a viva voce da tutto il team Italia presente sugli spalti, da coach Rianna a Sara Errani, da Musetti a Tathiana Garbin, ma Daniel spinge che è una meraviglia e porta a casa il primo set in 41 minuti con il punteggio di 6-4.

 

Sonego esce dal campo per provare a schiarirsi le idee. Lorenzo resta troppo indietro sin qui durante lo scambio e Daniel non si fa pregare per spingere. Anche il clima fa la sua parte, temperatura sui 30 gradi ma è soprattutto l’umidità che pesa e chi ne soffre di più è sicuramente Sonego.

Si parte per il secondo set, la musica non cambia e nonostante Garbin chieda “energia” a Lorenzo arriva sempre sul 2-2 un altro break nipponico. Daniel lo conferma nel sesto gioco nonostante si giochino 10 punti e poi arriva sul 5-4 a servire per il match. Il linguaggio del corpo di Sonego non fa presumere nulla di buono, il tennista azzurro sembra scorato, ma sul più bello Daniel si ferma e Lorenzo ne approfitta. Il giapponese serve sul 5-4 ma prende il break a zero, Sonego si rianima, ritrova il servizio e approda al tie break. Subito minibreak Daniel che va prima sul 3-0 e poi sul 5-2. Sonego recupera sul 5-5, ma sul 5-6 deve fronteggiare un match point. Che il tennista italiano annulla con un bel servizio vincente. Sul 7-6 è set point Italia che grazie a un rovescio gratuito del giapponese viene trasformato. Dopo un’ora e 55 minuti siamo un set pari, ma forse adesso Lorenzo ha ritrovato il suo ritmo.

Pausa di 10 minuti per entrambi. Si riprende e Lorenzo parte alla grande, subito break e 2-0. Si rianima anche Rianna che gioca a fare il superstizioso con il consigliere federale Ricci Bitti sulle posizioni sugli spalti. Daniel però non molla mai, arriva un inopinato controbreak sul 2-1, tutto da rifare. Sonego sicuramente tiene di più gli scambi adesso, ma il suo avversario non molla di un centimetro e procede sicuro. Sonego serve sul 4-5 e va sotto 0-30 ma è bravissimo sui primi due punti a prendere l’iniziativa e a giocare due splendide volée alte di rovescio per poi tenere la battuta. Si va ancora al tie break, Daniel vince il primo punto allo scoccare della terza ora ma poi Sonego infila 5 punti di fila con autorità e ipoteca la vittoria finale che arriva sul 7-3 dopo 3 ore e 7 minuti di autentica sofferenza. Per il tennista italiano al secondo turno ci sarà Nikoloz Basilashvili. L’azzurro ha vinto l’unico precedente, disputato sulla terra di Roma nel 2020, per 6-3 6-1.

Il tabellone maschile delle Olimpiadi con i risultati aggiornati

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WTA Palermo, Bronzetti eliminata da Ruse

L’azzurra paga lo scarso rendimento con la seconda: raggiungerà comunque il best ranking. Avanzano Zhang e Dodin

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Elena-Gabriela Ruse a Palermo 2021 (Courtesy of the Tournament)

Termina l’avventura di Lucia Bronzetti al Ladies Open di Palermo: è stata infatti sconfitta da Elena-Gabriela Ruse con il punteggio di 6-4 7-5 in un match giocato bene da entrambe, pagando soprattutto il 29% di punti fatti con la seconda. Bronzetti è comunque sicura di migliorare ulteriormente la propria classifica – al momento avrebbe il best ranking di N.174.

Entrambe hanno iniziato piano al servizio, con tre break nei primi tre giochi, due dei quali a favore di Ruse. Il terzo è stato quello decisivo: Bronzetti ha infatti perso il servizio a zero, e, pur servendo molto bene la prima da lì in avanti (78% nel set), vincendo diversi punti rapidi, non è riuscita a riportarsi in corsa. L’azzurra è riuscita a crearsi uno spiraglio solo nell’ottavo gioco con un paio di buoni rovesci, ma Ruse ha messo a segno due ace e ha allungato sul 5-3, chiudendo il set in tranquillità con un passante di rovescio e un attacco chiuso a rete.

Nel secondo Ruse ha aggredito da subito la seconda di Bronzetti (che ha messo in campo solo una prima nel primo game) e si è portata a doppia palla break con uno schiaffo di dritto, guadagnandosi l’1-0 con una risposta centrale. Bronzetti ha però trovato un bel vincente di dritto lungolinea e ha ringraziato i suoi numi quando un rimbalzo venefico ha portato Ruse all’errore, dandole una palla break: un errore di dritto della rumena le ha quindi dato il contro-break. L’azzurra ha poi recuperato da 0-30 prima di guadagnarsi tre palle break su un errore di rovescio di Ruse, portandosi 3-1 e servizio su una smorzata cortissima della rumena. Quest’ultima si è però guadagnata due palle del contro-break con uno schiaffo vincente di dritto, recuperando grazie ad un errore di rovescio di Bronzetti, che a inizio set ha fatto 1/9 con la seconda.

 

Il rovescio ha continuato ad essere il punto debole di Ruse, che ha concesso una palla del 4-2, salvandola con un ace, ma la profondità della risposta di Bronzetti l’ha nuovamente trafitta – l’italiana ha però scentrato un dritto, e la situazione si è riassestata sul 3-3. Nel game successivo Ruse si è procurata una palla break attaccando di dritto e chiudendo con la palla corta, ma Bronzetti ha replicato con un kick al corpo. Ruse ha però tirato l’ennesimo vincente di dritto, solo per vedersi sbattere la porta in faccia da un rovescio vincente di Bronzetti che ha appena scheggiato la riga. L’azzurra ha tuttavia commesso un doppio fallo, e stavolta non è riuscita a difendersi dai fendenti di Ruse; il break è stato però subito recuperato grazie a due svarioni della qualificata, che ha commesso un doppio fallo e sbagliato uno smash aprendo la porta al 4-4. Sul 5-5, Ruse ha avuto una palla break quando un suo colpo ha scheggiato la riga, ma Bronzetti è stata coraggiosa con il rovescio lungolinea, chiudendo col vincente di dritto, stesso colpo che ha cancellato anche la seconda palla break. Ruse però ha alzato il livello, e dopo un recupero sbagliato di Bronzetti su una smorzata ha breakkato con un bel vincente di rovescio in diagonale, chiudendo il match subito dopo.

GLI ALTRI QUARTI DI FINALE – L’avversaria di Ruse in semifinale sarà Océane Dodin, che, nonostante 16 doppi falli, ha rimontato Jaqueline Cristian per 6-7(6) 6-3 6-4. Nel primo set la francese ha sprecato un vantaggio di 4-2, trovandosi al tie-break: Cristian ha messo appena largo un dritto che sarebbe stato vincente, concedendo il mini-break dell’1-0, ma ha impattato subito con una potente risposta centrale che ha colto impreparata Dodin e si è portata avanti 2-1 grazie ad un errore di rovescio della francese, allungando fino al 5-2 e servizio. La sesta del seeding non si è però arresa, e ha vinto due ottimi scambi in pressione, pareggiando sul 5-5 con un servizio vincente. Cristian a quel punto è stata brava a fermare l’emorragia con una risposta carica, procurandosi il set point con uno schiaffo di dritto, ma Dodin ha aggredito sin dalla risposta e cancellato la chance con un dritto a campo aperto; i doppi falli hanno però ricominciato a tormentare la francese, che ha concesso il set.

Nel secondo è stato un colpo decisamente estemporaneo a ribaltare l’inerzia dell’incontro. Dodin si infatta è esibita anche in un passante vincente mancino in controbalzo nel quarto gioco, e da lì la sua partita è girata: sfruttando una palla corta mal riuscita di Cristian si è procurata una palla del 3-1 subito concretizzata, salendo rapidamente 5-1. Cristian è riuscita a ricucire parzialmente lo strappo, recuperando uno dei due break e salendo 15-40 per riprendersi anche il secondo, ma Dodin ha trovato un servizio vincente e ha poi prevalso a rete, chiudendo il set quando Cristian ha erroneamente lasciato un suo recupero in allungo. Anche nel terzo Dodin ha preso un doppio break di vantaggio fino al 5-1 per poi farsi lambire dal recupero avversario, ma ancora una volta è riuscita a chiudere.

Nella parte alta, Shuai Zhang ha a sua volta rimontato per raggiungere la semifinale battendo Olga Danilovic per 4-6 6-3 7-6(2). La serba ha dominato l’inizio di partita grazie al suo dritto mancino estremamente liftato, fuggendo sul 5-1. Sprecato un set point, ha rischiato di subire una sorprendente rimonta, ma è riuscita a chiudere il set sul 6-4. L’inizio del secondo set sembrava arridere nuovamente a Danilovic, che si è portata 15-40 nel primo game. Quella è stata la svolta: Zhang ha tenuto il servizio prima di breakkare nel quarto gioco allungando fino al 4-1. Nel settimo gioco, la tds N.4 ha nuovamente recuperato da 15-40, allungando la partita al terzo. Il parziale si è aperto con quattro break consecutivi prima di quello che sembrava l’allungo decisivo di Danilovic, che è andata a servire per il match sul 5-3; Zhang ha però contro-breakkato a zero prima di dominare il tie-break decisivo. In semifinale affronterà la vincente di Collins-Sharma, ultimo match di giornata.

Qui il tabellone di Palermo e degli altri tornei della settimana

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ATP Umago: Ramos-Vinolas ferma Travaglia, ma a brillare è la stella di Alcaraz

Niente da fare per l’ultimo azzurro in gara al Croatia Open, mai in partita contro Ramos-Vinolas. In serata, nel match più spettacolare della giornata, il 18enne spagnolo supera Krajinovic

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Saluta Umago anche l’ultimo tennista italiano, Stefano Travaglia, sconfitto nettamente (6-2 6-1) dal n. 1 del seeding, lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas. Sul Grandstand, il secondo campo per importanza dell’impianto “Stella Maris” che ospita il torneo, “Steto” non è mai riuscito a fare match pari contro il 33enne tennista di Barcellona, che ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco da fondo campo, grazie soprattutto al dritto mancino che ha costretto il 29enne tennista di Ascoli Piceno costantemente sulla difensiva, senza riuscire a trovare la profondità dei colpi necessaria per cambiare l’inerzia degli scambi, pagando in particolare la scarsa incisività con la seconda di servizio (con la quale ha ottenuto solo il 12% dei punti).

Travaglia lascia Umago per trasferirsi a Kitzbuhel, portando con sé comunque delle buone indicazioni, dato che ha interrotto la striscia negativa che non lo vedeva vincere due partite di fila in un main draw dall’ATP 250 di  Melbourne, a febbraio. Può perciò ripartire con fiducia da questo risultato, anche nel lavoro con il suo nuovo allenatore Uros Vico. Anche per Ramos-Vinolas la semifinale di Umago è una bella boccata di ossigeno, considerato che era reduce da una striscia di sette sconfitte consecutive e non vinceva dal match di primo turno del Masters 1000 di Madrid (dopo che la settimana prima aveva vinto il 250 di Estoril).

A meta pomeriggio, ad inaugurare la giornata dei quarti di finale del Croatia Open era stata la sfida tra Richard Gasquet e Damir Dzumhur. La splendida prestazione fornita nel turno precedente da Dzumhur contro Marco Cecchinato aveva fatto pensare alla vigilia che il match potesse rivelarsi molto più equilibrato di quanto si potesse ipotizzare vista la differenza di classifica (n. 59 il francese, n. 127 il bosniaco). L’equilibrio invece c’è stato solo per l’ultima mezz’ora, dato che nei primi 70 minuti sul Centrale di Umago si era vista la versione appannata di Dzumhur che siamo purtroppo abituati a vedere da due anni a questa parte, quella che lo ha fatto uscire dalla top 100 dal febbraio 2020. Merito anche del 35enne francese, che ha saputo imbrigliare sin dall’inizio i tentativi del tennista di Sarajevo di replicare la tattica aggressiva messa in atto con profitto contro l’azzurro. Rallentando ed alzando le traiettorie dei suoi colpi il talentuoso tennista di Beziers ha costretto Dzumhur a prendere sempre dei rischi eccessivi, con conseguenti errori – specie con il rovescio – nel tentativo di prendere l’iniziativa dello scambio.

 

Dopo il 6-3 del primo set, deciso dal break di Gasquet nel secondo gioco, il secondo parziale sembrava scivolare via sulla stessa falsariga, con il francese che strappava di nuovo il servizio nel terzo gioco e poi aveva due chances consecutive per il doppio break e per andare a servire per il match sul 5-2. Il tennista bosniaco sfogava sulla racchetta tutta la sua frustrazione per la scialba prestazione fino a quel momento e lo sfogo si rivelava incredibilmente utile, dato che da quel momento la partita cambiava. Dzumhur infilava infatti un parziale di 10 a 1, impattava sul 4 pari e sembrava poter girare l’inerzia del match, grazie soprattutto ad una ritrovata efficacia della palla corta, decisiva contro Cecchinato, ed al fatto che Gasquet cominciava ad accusare fisicamente il caldo e l’umidità di Umago.

I due alternavano buone cose a brutti errori, con ancora un break per parte e alla fine si arrivava al tie-break. Dove Gasquet riusciva a tirare fuori le ultime energie rimaste e si affidava al braccio ed alla varietà dei colpi, chiudendo al terzo match point, 9-7. “Non sono riuscito a sfruttare le occasioni per andare sul 5-2 e poi è stata dura, anche perché lui ha iniziato a colpire bene. Ma ha lottato, ed ho giocato un bel tie-break” il commento nel post match del tennista transalpino, che giocherà la prima semifinale ATP della stagione (ma la 65° in carriera) e la prima sulla terra battuta da Bastad 2018 (perse poi in finale con Fognini).

La prima sorpresa della giornata arrivava in contemporanea con la sconfitta di Travaglia, dalla sfida sul Goran Ivanisevic Stadium tra due giocatori con il rovescio a una mano, il vincitore dell’edizione 2019 e tds n. 2 Dusan Lajovic ed il tedesco Daniel Altmaier, proveniente della qualificazioni e autore dell’eliminazione di Mager nel turno precedente. Altmaier si è imposto meritamente con il punteggio di 6-2 6-4, ed è sembrato a tratti il bel giocatore spintosi sino agli ottavi del Roland Garros dello scorso anno (eliminando nel percorso anche Matto Berrettini), prima di perdere 8 match di fila a livello ATP, serie interrotta proprio ad Umago con la vittoria su Moutet nel primo turno. Del resto al 22enne di Kempen non sono mai mancati i colpi ma la continuità, frenato sin da giovanissimo dai tanti infortuni.

A onor del vero una mano gliela ha data anche il tennista serbo, mai veramente in partita, che è parso anche avere qualche problema fisico (si è toccato più volte la parte bassa durante il secondo parziale), dopo le quasi due ore di battaglia del giorno prima contro Zapata Miralles. Tanto che anche il break ottenuto nel settimo gioco del secondo set, che lo ha portato a condurre 4-3, è sembrato più figlio di un momentano calo di attenzione di Altmaier, che si è subito ripreso e con un parziale di 12 punti a 5 ha chiuso rapidamente la contesa, conquistando così la prima semifinale in carriera nel circuito maggiore.

Daniel Altmaier – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Il match più atteso della giornata era sicuramente l’ultimo, quello tra il recente finalista dell’ATP 500 di Amburgo, Filip Krajinovic, e la grande promessa del tennis spagnolo e unico under 19 tra i top 100, Carlos Alcaraz Garfia, reduce dalla impressionante vittoria del turno precedente, nel quale aveva lasciato solo 4 game allo slovacco Andrey Martin. Il 17enne spagnolo iniziava come aveva finito la sera precedente, tirando botte impressionanti da fondo e cercando di sovrastare l’avversario sfoderando una condizione fisica stupefacente. Dall’altra parte della rete stavolta c’era però un giocatore in forma ed in fiducia, l’unico top 35 in tabellone stando all’ultima classifica, e soprattutto esperto ad alto livello.

Krajinovic subiva la partenza al fulmicotone di Alcaraz, che si portava sul 4-1, ma riusciva a ricucire lo strappo sfruttando, oltre alla qualità del suo tennis attuale, le ingenuità che ancora ogni tanto fanno fisiologicamente capolino nel gioco del giovanissimo tennista di Murcia (come l’insistere sul colpo migliore del serbo, il rovescio, con il quale da fondo sa fare molto male), che subiva il break a zero al momento di servire per il set. Alcaraz però non si disuniva e si procurava un paio di set point nel game successivo, che il serbo era bravo ad annullare con talento e mestiere. A testimonianza che Alcaraz sta studiando da campione con il suo coach Juan Carlos Ferrero, resettava anche questa delusione e a furia di vincenti portava a casa il tie-break per 7-3.

Krajinovic però non si disuniva e aspettava che Alcaraz rifiatasse. Cosa che avveniva, con il break subito dal n. 73 del mondo – ma dopo stasera entrerà per la prima volta tra i primi settanta al mondo – nel secondo gioco, da 40-0. Il serbo saliva in cattedra e iniziava a comandare il gioco, con Alcaraz che accusava il colpo e scendeva di intensità. Il secondo break con il quale conquistava il set per 62, sembrava certificare che il tennista di Somobor fosse riuscito a domare la furia del giovane spagnolo. Invece dopo il lungo toilet break alla fine del set – verrebbe da dire che anche qui si comporta già da campione – Alcaraz tornava quello ingiocabile della prima metà del primo set, tra vincenti da fondo e recuperi incredibili, e in un attimo era sul 3-0, con doppio break. Krajinovic non demordeva, cercava con orgoglio di ridurre il distacco mettendo in campo tutto quello che aveva, ma Alcaraz era assolutamente “on fire” e non concedeva più nulla.

Il 18enne allievo di “Mosquito” chiudeva 6-1 in 2h21′ di gioco, conquistando la sua seconda semifinale in carriera e diventando il secondo semifinalista più giovane del torneo, dopo un certo Rafa Nadal nel 2004 (“Impressionato? No, non sono impressionato. Sono la conferma che con il mio team stiamo lavorando bene, stiamo seguendo la strada giusta per me” la risposta di Alcaraz al giornalista spagnolo che al termine del match gli ha chiesto se fosse impressionato da questi record di precocità).

Risultati:
[4] R. Gasquet b. D. Dzumhur 6-3 7-6(7)
[1] Ramos-Vinolas S. Travaglia 6-2 6-1
[Q] D. Altmaier b. [2] D. Lajovic 6-2 6-4
[7] C. Alcaraz – [3] F. Krajinovic 7-6(3) 2-6 6-1

IL TABELLONE COMPLETO

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