Kvitova verso la sfida con Ash Barty, dodici mesi dopo

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Kvitova verso la sfida con Ash Barty, dodici mesi dopo

Sfida numero 8 tra Ashleigh Barty e Petra Kvitova. La numero 1 del mondo riuscirà a vendicare la sconfitta dello scorso anno?

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Una delle migliori sfide che il tennis femminile contemporaneo possa offrire. Questa è la descrizione migliore della partita Barty – Kvitova, che si disputerà alle 2.30 italiane di stanotte sulla Rod Laver Arena.

I precedenti danno una mano a Kvitova, in vantaggio per 4-3 in una rivalità che va avanti dal 2012. L’ultima partita è stata vinta dalla tennista ceca, poi arrivata in finale, proprio nei quarti dell’Australian Open dello scorso anno (7-6 3-6 6-2). Barty arriva però con il vento in poppa del recente titolo di Adelaide e delle tre vittorie negli ultimi confronti diretti, il più recente nel round robin delle WTA Finals.

 

E per Ash Barty proprio le WTA Finals di Shenzhen, che lo scorso anno l’avevano incoronata regina del 2019 tennistico al femminile, sembravano averla sospinta verso il 2020 della conferma. E infatti l’inizio della stagione sembra proseguire su questo trend positivo. La tennista australiana si presenta alla sfida contro Kvitova con solo due set persi in tutto il torneo. Ma la sensazione più importante è che sembra non soffrire troppo la pressione dovuta allo giocare in casa. Nonostante, prima di quest’anno, Barty non fosse mai andata oltre il terzo turno qui.

Storia diversa per Petra Kvitova, che arriva priva dei favori del pronostico, ma comunque in una buona forma, sottolineata dalla splendida vittoria contro Sakkari negli ottavi di finale. Fresca di partnership con TAG Heuer – “un marchio giovane, con uno spirito cool e sportivo, che corrisponde perfettamente al mio stile di gioco“, ha detto Petra – la tennista ceca è pronta a riprovare l’assalto al trono degli Australian Open, sfuggito in finale l’anno scorso contro Naomi Osaka in una finale dai tanti rimpianti. L’urna non è stato benevola mettendola di fronte a quella che è attualmente la favorita numero 1 al titolo. Fa sicuramente piacere, in ogni caso, rivederla a così alti livelli con continuità dopo la tremenda aggressione subita nel 2016.

CHI VINCE? – Ad ora è la tennista nativa del Queensland a raccogliere i favori del pronostico, come compete ad una numero uno. Si prospetta una sfida molto divertente tra due tenniste dagli stili differenti. Il tennis vario e creativo di Barty contro la potenza e l’aggressività di Kvitova. Il vincitore di questo quarto di finale sfiderà una tra Ons Jabeur e Sofia Kenin. Entrambe non avevano mai raggiunto i quarti di uno Slam e quasi sicuramente partiranno sfavorite – sulla carta – contro chiunque uscirà vincitrice da questa sfida.

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Bianca Andreescu rinuncia anche al torneo di Doha

L’infortunio al ginocchio sinistro rimediato durante le WTA Finals dello scorso anno continua a tenere ferma ai box la canadese, che non ha ancora giocato un match in stagione. Il rientro a Indian Wells?

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Bianca Andreescu - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

“Non sono ancora al 100% e, seguendo le raccomandazioni del team e del medico, non voglio correre alcun rischio di infortunarmi nuovamente al ginocchio. Ogni giorno mi avvicino al ritorno in campo, ma Dubai è troppo presto“, aveva dichiarato Bianca Andreescu pochi giorni fa spiegando le ragioni del forfait negli Emirati. È troppo presto anche per Doha, evidentemente, visto che come riportato dai media canadesi la campionessa dello US Open 2019 ha comunicato l’ennesima rinuncia della sua stagione. È la quarta consecutiva, dopo Auckland, Australian Open e Dubai. Nel mezzo anche la convocazione per la sfida di Fed Cup (persa contro la Svizzera), che Bianca ha però osservato dalla panchina, senza mai scendere in campo.

L’ultimo match giocato da Andreescu resta quindi quello delle WTA Finals del 30 ottobre contro Karolina Pliskova: fu un recupero verso destra nel corso del terzo gioco del primo set a dare origine a tutto. “Mi fa un male cane, sento dei rumori sinistri a ogni passo“, confessò Andreescu al coach Sylvain Bruneau riferendosi al ginocchio sinistro. La canadese alzò bandiera bianca alla fine del primo parziale, per poi ritirarsi dal torneo. Stando alla programmazione attuale, Bianca dovrebbe fare ritorno alle competizioni da campionessa in carica nel Premier Mandatory di Indian Wells (qui l’entry list completa), non essendo iscritta ai due tornei International che precedono il Sunshine Double (Lione e Monterrey).

L’entry list aggiornata del Premier 5 di Doha

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Challenger Bergamo: sei azzurri agli ottavi. Filippo Baldi e le promesse a papà

Buon esordio per Baldi: doppio 6-3 a Pavel Nejedly, sfiderà il taiwanese Tseng. In questi giorni cade l’anniversario della morte del padre: “Se gioco ancora a tennis è grazie a lui. Sarà sempre il mio eroe”. Parte bene Marcora

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Filippo Baldi - ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Nei momenti difficili, quando ho anche pensato di smettere, è sempre stato il mio punto di riferimento. Se gioco ancora a tennis è grazie a lui”. La voce di Filippo Baldi è tremolante. Un anno fa, di questi tempi, scompariva papà Leonardo. Un lutto tremendo, che ovviamente portò al forfait. Dodici mesi dopo, il vigevanese è di nuovo al Challenger di Bergamo. Un dolore così grande non si può metabolizzare, ma il mix tra forza e rabbia (“Tanta rabbia”) è la base con cui Filippo si tuffa nell’anno nuovo, in cui spera di tornare ai livelli del 2018, magari ancora meglio. Dista un centinaio di gradini dal best ranking colto lo scorso maggio, ma le sensazioni mostrate contro Pavel Nejedly sono positive. Si è imposto con un doppio 6-3 ed è un successo importante, perché era nettamente favorito, contro un avversario poco conosciuto. Insomma, la classica partita “scivolosa”: “Mi serviva giocare un match così, solido – racconta Baldi – ho messo in campo quanto provato in allenamento negli ultimi due mesi. Avevo tutto da perdere, mentre lui poteva giocare libero. Sono contento di averla vinta abbastanza facilmente, a parte un piccolo passaggio a vuoto nel secondo set. Sono piccoli difetti che devo limare”.

Non potrà permettersi cali negli ottavi, in uno dei big match di giornata (in campo non prima delle 17), contro il giovane taiwanese Chun-Hsin “Jason” Tseng, classe 2001 ed ex n.1 junior. “Vero. È un giovane fortissimo e lo ha dimostrato. Non lo conosco benissimo, ci siamo allenati solo una volta, sull’erba, ma lì è diverso. È piccolino, molto rapido, come tutti gli asiatici va a 6.000 con i piedi e ti toglie il tempo. Io dovrò spingere, tenerlo il più lontano possibile e portarlo fuori dalla zona di comfort”. Il 2020 è un anno di nuovi inizi per Baldi, anche sul piano tecnico. Lo scorso autunno ha messo fine alla partnership con Francesco Aldi, restando a Palermo e affidandosi a Francesco Cinà“Tre anni fa mi sono trasferito a Palermo proprio grazie ad “Aldino”, e tengo a precisare che ancora oggi abbiamo un ottimo rapporto. Per una scelta familiare lui si è spostato a Roma, mentre io ho deciso di restare a Palermo. Non dimenticherò mai i tre anni trascorsi insieme, adesso c’è un nuovo percorso e mi fido molto di Cinà”.

GLI INSEGNAMENTI DI PAPÀ – Sul piano tecnico, che Baldi vedremo? “Sicuramente devo rinforzare le mie qualità, ma anche mettere cose nuove nel mio tennis – continua – lo fa gente di 32-33 anni, molto più forte di me, quindi posso farlo anch’io. Ho molte cose su cui lavorare e più tempo per farlo. Anche questo mi aiuterà a crescere”. I risultati non sono ancora arrivati: nel 2020 ha colto un paio di secondi turni, ma è ancora a secco di exploit. “Ho svolto una buona preparazione, poi prima e durante l’Australian Open c’è stato un periodo di 12-13 giorni in cui non sono stato bene. Più in generale mi sto allenando tanto, e bene, prima e dopo i tornei: i risultati non sono ancora arrivati, però sono sulla strada giusta per esprimermi al meglio”

Per Filippo, poi, c’è il ricordo di papà Leonardo, un miscuglio di sensazioni fortissime, tra rabbia, dolore e tanta forza. Quando si parla del padre, lo sguardo e il tono di voce cambiano. Probabilmente sarà sempre così. “Sarà per sempre il mio eroe. Anche se non c’è più penso ogni giorno ai suoi insegnamenti, è uno stimolo in più. Pochi giorni prima che morisse gli ho fatto delle promesse e ci penso continuamente. Le ho anche scritte su un foglietto. Una è persino tatuata sul mio corpo. Da qui trovo la forza per andare avanti, nonostante l’anno scorso abbia fatto fatica ad accettare quello che è successo. Grazie a lui, oltre – naturalmente – a mia madre e mia sorella, riesco a superare tutto. Non credo che metabolizzerò mai quello che è successo, ma impari a conviverci perché sei obbligato. La vita mi ha messo davanti questo scoglio da superare, ma se non cercassi di andare avanti sarebbe ancora peggio.

Come detto, Baldi troverà Tseng: dopo Borg, il giovane taiwanese ha superato 7-6 6-3 Marco Trungelliti (n.4 del draw) in un match spettacolare, ben giocato, in cui ha mostrato tutte le sue qualità: grande intensità e due gambe-motorino. L’argentino ha sciupato un break di vantaggio nel primo set, poi qualche occasione qua e là nel resto dell’incontro. A fine partita, ha spaccato due racchette in preda alla rabbia. Da parte sua, Tseng ha intrapreso una collaborazione con Dominik Hrbaty, ex n.12 ATP che era molto sveglio tatticamente. Un connubio interessante, ma il match avrà un doppio valore per Baldi: in caso di vittoria, continuerebbe a giocare in giorni dall’infinita simbologia. Una motivazione enorme. Infinita.

Chun-Hsin Tseng – ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

MARCORA (RI)PARTE BENE, SEI AZZURRI NEGLI OTTAVI – In chiusura di giornata, Bergamo ha accolto l’esordio positivo di Roberto Marcora. Numero 2 del tabellone, il 31enne di Busto Arsizio si propone come candidato “forte” alla vittoria finale. D’altra parte, i risultati delle ultime due settimane parlano chiaro: i quarti al torneo ATP di Pune e la finale a Cherbourg descrivono uno stato di forma straordinario. Non era facile, il match contro Giulio Zeppieri. Nel primo set, in particolare, il 18enne di Latina ha opposto un’accanita resistenza. Sul 2-1 ha persino avuto un paio di palle break che – se trasformate – avrebbero potuto raccontare un match diverso. Marcora, tuttavia, ha confermato maggiore abitudine a questi campi e, una volta strappato il servizio a Zeppieri, ha un po’ “stappato” il match.

In virtù del grande momento di fiducia, si concede giocate difficili che spesso gli rimangono in campo. La speranza è che continui così, a partire dal match di ottavi in cui si presenta da favorito contro il serbo Pedja Krstin. Il resto della giornata ha visto la caduta di altre teste di serie. In ordine di “gerarchia”, è caduto il numero 3 Frederico Ferreira Silva, eliminato dal francese Baptiste Crepatte. Eliminato anche il giapponese Hiroki Moriya (n.8), sconfitto dal redivivo Illya Marchenko. L’ucraino ha giocato un match perfetto, ordinato. Potrebbe essere lui la sorpresa del torneo, anche se negli ottavi avrà un match complicato contro Roman Safiullin, giocatore in gran forma e reduce dalla vittoria a Cherbourg. Con sei azzurri in campo, sarà davvero un giovedì da non perdere.

Ufficio stampa ATP Challenger Bergamo

 

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ATP Rio de Janeiro: avanzano i qualificati, sconfitto il sedicenne Alcaraz

Lo spagnolo si arrende al terzo a Federico Coria, Garin supera Delbonis in due set. Ai quarti anche il lucky loser Balazs

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Carlos Alcaraz - Rio 2020

Dopo le tante battaglie dei giorni passati, una giornata un po’ più tranquilla al Rio Open di Rio de Janeiro. Solo quattro incontri di singolare in programma che hanno visto avanzare tutti i giocatori provenienti dalle qualificazioni ancora in gara.

Vittoria per il lucky loser ungherese Attila Balasz, n. 106 della classifica ATP, che ha avuto la meglio del brasiliano Thiago Monteiro per 6-4 al terzo set. Affermazione anche per Pedro Martinez, n. 133, che si è liberato del connazionale Pablo Andujar in due set ed ora affronterà proprio Balasz (che con la vittoria odierna si è assicurato l’ingresso nei Top 100) in un quarto di finale che metterà in palio i 180 punti riservati ai semifinalisti di questo torneo, oltre ai ben 90.000 dollari di montepremi.

È arrivata alla fine, invece, l’avventura del giovane Carlos Alcaraz, sconfitto in tre set molto equilibrati da un altro qualificato, l’argentino Federico Coria. Alcaraz ha ceduto il primo set a causa di un solo break subito al nono game prima di portarsi 5-0 nel secondo set e farsi poi rimontare entrambe i break di vantaggio fino al 5-4. Tuttavia, una volta smarrito quasi tutto il vantaggio, il sedicenne spagnolo ha trovato il coraggio per lasciare andare i colpi e portare la partita al set decisivo, dove però è dovuto soccombere alla maggior esperienza dell’argentino che ha chiuso il match sdraiato a terra e in lacrime per l’emozione.

 

Coria affronterà nei quarti di finale la testa di serie n.3, il cileno Cristian Garin, che ha disposto piuttosto agevolmente di un altro giocatore albiceleste, Federico Delbonis.

Nella giornata di giovedì scenderanno in campo a inizio programma (alle ore 16.30 locali, le 20.30 in Italia) gli ultimi due azzurri rimasti in gara: sul campo centrale (o campo Kuerten) Lorenzo Sonego affronterà la testa di serie n. 2 Dusan Lajovic nel tentativo di festeggiare con un’altra vittoria l’interruzione della striscia di 11 sconfitte consecutive spezzata qui a Rio. Sulla “Quadra 1”, invece, sarà Gianluca Mager a giocare il suo ottavo di finale contro il qualificato portoghese Joao Domingues (n. 169 ATP) per il diritto di andare a sfidare nei quarti molto probabilmente la testa di serie n. 1 Dominic Thiem, atteso da un match sulla carta piuttosto agevole contro Jaume Munar.

I risultati completi:

[LL] S. Balasz b. T. Monteiro 1-6 6-1 6-4
[Q] P. Martinez b. P. Andujar 6-1 6-4
[Q] F. Coria b. [WC] C. Alcaraz 6-4 4-6 6-4
[3] C. Garin b. F. Delbonis 6-4 6-3

Il tabellone aggiornato

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