Conchita Martinez: "Muguruza sta bene. Deve continuare a comandare il gioco"

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Conchita Martinez: “Muguruza sta bene. Deve continuare a comandare il gioco”

La cinque volte finalista Slam (campionessa a Wimbledon ’94) entra nella Hall of Fame e spinge la sua allieva verso il titolo dell’Australian Open: “Si sta muovendo bene, dimostrerà ciò che sa fare in finale”

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Conchita Martinez - Wimbledon 2017 (photo Art Seitz c2017)

Alla vigilia della finale femminile dell’Australian Open 2020 Conchita Martinez, attuale coach di Garbine Muguruza, non può che essere contenta delle sue due settimane a Melbourne. Oltre alle sei convincenti partite della sua allieva (che spera di tornare a sollevare un trofeo Major), Conchita è infatti entrata ufficialmente nella Tennis Hall of Fame, riconoscimento ottenuto assieme a Goran Ivanisevic (che a sua volta siederà sulla panchina di Nole Djokovic nella finale maschile). Muguruza non superava gli ottavi in uno Slam dall’Open di Francia del 2018, ma ora sembra tornata la vera Garbine, che nulla ha a che vedere con quella deludente e acciaccata, uscita dalla top 30 al termine del 2019.

La collaborazione tra Conchita e Muguruza si era interrotta al termine del 2018. Dopo un anno la campionessa di Wimbledon 1994 è tornata a guidare la crescita di Garbine e i risultati sono già convincenti: Sta giocando davvero bene. Ha affrontato due diversi tipi di giocatrici e si è adattata bene a entrambe. A volte deve essere molto, molto aggressiva. Si sta muovendo bene e sta giocando molto bene in queste due settimane. La palla esce bene dalla racchetta, arriva bene sui colpi. C’è molto lavoro dietro questo torneo, abbiamo fatto un’ottima pre-season. Spero continui così anche nella finale, può giocare in libertà e dimostrare cosa sa fare”.

Garbine Muguruza – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il vero salto di qualità di Muguruza è arrivato dopo aver scalato il Kilimangiaro durante la pre-season, un’esperienza unica che le ha dato una grossa mano anche dal punto di vista tennistico, come ha confermato Martinez: “Scalava già da prima. Mentalmente è molto difficile. Non so dirlo perché non l’ho mai fatto. Fa molto freddo, a malapena riesci a riposare e devi continuare a camminare. Devi superare le tue paure ed essere forte per continuare. Penso che ti dia qualcosa mentalmente, questo è certo. Penso che le sia piaciuto molto farlo. Non tutti riescono ad arrivare in cima”.

Muguruza ha infilato una serie di prestazioni impressionanti, su tutte spicca quella ai limiti della perfezione contro Elina Svitolina, dove ha dimostrato di avere pochi punti deboli anche nei pressi della rete. Contro Sofia Kenin (all’esordio in una finale Major) servirà la stessa concentrazione e la stessa aggressività. Infatti secondo Conchita Muguruza “deve avere il comando della operazioni e continuare a giocare in modo propositivo” nonostante la tensione di una finale Slam.

L’allenatrice ha poi parlato del bassissimo numero di coach donne nel Tour WTA: “Penso sia bello vedere allenatrici donne. Non deve essere necessariamente dalla parte femminile. Un allenatore di tennis è un allenatore di tennis. Sia le donne che gli uomini sono validi. Ci sono allenatori fantastici, ci sono grandi donne allenatrici. Come ho detto, il tennis è tennis. Puoi allenare chiunque. Speriamo però che le donne abbiano più possibilità. Ora c’è un grande divario”.

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Ons Jabeur dà forfait agli Australian Open

Un problema alla schiena blocca la tennista tunisina testa di serie n. 9

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Ons Jabeur - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Aveva iniziato bene la stagione con due vittorie nel WTA 500 di Sydney, ma poi Ons Jabeur era stata costretta al ritiro a partita in corso nei quarti di finale contro Anett Kontaveit. Il problema patito durante quel match evidentemente non ha trovato una rapida soluzione e poche ore fa è arrivato l’annuncio da parte di Jabeur del ritiro dagli Australian Open 2022. La tennista tunisina, numero 10 del mondo e testa di serie n. 9 nello Slam, è una grande perdita per il torneo perché con le sue ineguagliabili doti tecniche, rappresenta una delle tenniste più spettacolari e variegate del circuito. Questo il messaggio integrale rilasciato dalla giocatrice sui social:

“Ciao a tutti, purtroppo mi devo ritirare dal primo turno odierno degli Australian Open. Mi sono infortunata alla schiena a Sydney la scorsa settimana. Ho provato di tutto per essere pronta e pensavo di essere pronta per giocare qui. Sfortunatamente, il dolore è ancora molto presente e giocare in queste condizioni potrebbe mettere a rischio la mia intera stagione. Ora mi riposerò e mi curerò per tornare il prima possibile. Grazie a tutti i miei fan per il loro aiuto e supporto, sperando di essere al 100% per il prossimo appuntamento.”

Il suo posto nel tabellone è stato preso dalla lucky loser romena Irina Maria Bara (26 anni, n. 134) e quindi è toccato a lei scendere in campo contro la spagnola Nuria Parrizas-Diaz. Quest’ultima, attuale n. 63 del mondo, ha approfittato del cambio avversaria e ha vinto così il suo primo incontro a livello Slam a 30 anni imponendosi sulla romena per 6-3 6-1.

 

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Australian Open, Nadal su Djokovic: “Non è l’unico ad aver sbagliato”

Il maiorchino chiude il discorso sul tema del momento: “A livello personale mi piacerebbe vederlo giocare, se è giusto o meno che ci sia è un’altra discussione di cui non voglio più parlarne”

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Rafael Nadal - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Esordio vincente per Rafa Nadal in questa edizione degli Australian Open. Il maiorchino, alla prima partecipazione Slam dal Roland Garros 2021, batte agevolmente Marcos Giron per 6-1 6-4 6-2 con una buona prestazione. “Un buon inizio. Ho giocato un buon tennis là fuori oggi, non posso lamentarmi molto” ha sentenziato Rafa appena giunto in conferenza stampa. “Ho fatto le cose nel modo giusto, probabilmente molte cose meglio della scorsa settimana (conclusa con la vittoria all’ATP di Melbourne, ndr). Ora devo andare avanti, giorno per giorno. Oggi è stato un buon inizio. Domani giornata di allenamento.”

Come detto questa è la prima apparizione in uno Slam dopo oltre sei mesi e nel periodo di assenza dal tour lo spagnolo ha dovuto gestire un infortunio al piede sinistro. Lui però di esperienze di questo tipo ne ha a bizzeffe. Ogni ritorno in campo è diverso onestamente. Poi naturalmente, quando si invecchia un po’, tutti i rientri diventano più duri. Questo è stato particolarmente, beh, difficile perché non è solo un rientro da un infortunio, è un rientro in cui cerco di tornare nel circuito dopo quasi due anni dove non ho giocato molti eventi a causa del virus. Se ricordi nel 2020 ho giocato solo qui e ad Acapulco, poi solo a Roma, Roland Garros e Londra. Cinque eventi. Nel 2021 ho giocato qui e poi c’è stata la terra rossa, Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid, Roma, Roland Garros. Washington, sì. Altri sette eventi. 12 eventi in due anni non sono molti. Se aggiungiamo che anche io non ho potuto allenarmi molto spesso, è davvero dura, no? Ma eccomi qui. Sono super felice di tutto il lavoro che abbiamo fatto per cercare di tornare. Siamo qui a goderci il tennis, e basta. Continuiamo a provarci”.

La difficile gestione degli infortuni deriva anche dalle diverse risposte che il corpo gli dà durante i periodi di pausa. Lo stesso Nadal ha affermato che le sue ginocchia non sono mai state meglio dopo il periodo di lockdown, mentre è stato proprio il problema al piede che gli si è ripresentato durante l’inattività. “Ho sempre avuto il problema al piede durante tutta la mia carriera tennistica e a volte soprattutto con il freddo ho sofferto molto. Ma ho potuto giocare senza molti limiti in termini in termini di competizione nei tornei. Dopo quel periodo di tempo [otto settimane di lockdown], tutto è cambiato e negli ultimi due anni non sono stato in grado di esercitarmi o di giocare nel modo giusto. Quindi spero di avere la possibilità di farlo più spesso.”

 

Dopo aver toccato tutti i vari temi che una conferenza stampa di un primo turno possa offrire, è stato affrontato l’elefante nella stanza e al numero 5 è stato chiesto direttamente se secondo lui Djokovic avrebbe dovuto giocare oppure no. La lucidità espressiva acquisita da Nadal (il quale negli ultimi giorni aveva affermato che l’Australian Open sarebbe stato un grande torneo con o senza Djokovic) non l’ha tradito neanche questa volta. “Sono abbastanza stanco di questa storia. Quasi una settimana fa, quando ha vinto in prima causa, è stato in grado di riavere il visto e di allenarsi. In quel caso ho detto che la giustizia ha fatto il suo corso. Se la giustizia dice che il suo visto è valido e può giocare qui, la giustizia ha parlato, quindi è la cosa più giusta, che si merita di giocare qui. Ieri la giustizia ha detto un’altra cosa. Non sarò mai contrario a ciò che dice la giustizia. Un altro discorso invece è quello in cui io credo personalmente e quella che credo sia la situazione ideale per me, no? La situazione ideale nel mondo dello sport è che i migliori giocatori siano in campo e giochino senza dubbio gli eventi più importanti. Questo è meglio per lo sport senza dubbio. Se Novak Djokovic gioca qui, è meglio per tutti, non c’è dubbio. Un’altra cosa è quello che è successo. Come ho detto all’inizio, non posso dire altro perché credo che la situazione sia molto chiara ora”.

Successivamente gli è stato chiesto se a livello personale sentisse la mancanza del rivale serbo. “Ho sempre avuto un grande rispetto e un ottimo rapporto con i miei rivali. Credo che la vita sia molto migliore quando si ha un buon rapporto con tutti, soprattutto negli spogliatoi. È stato così durante tutta la mia carriera tennistica, con alcune eccezioni molto rare in alcuni momenti. Questa è la mia filosofia, no? È meglio avere un buon rapporto con tutti perché così sei più felice. Con Novak, non abbiamo fatto eccezione. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto. Sinceramente gli auguro tutto il meglio. Penso che la situazione sia stata un disastro nel suo complesso. Non è l’unico che probabilmente ha fatto le cose sbagliate in questo caso. Naturalmente, ci sono più responsabili in tutta questa terribile situazione a cui abbiamo assistito nelle ultime due settimane. Ma ovviamente anche lui è uno dei responsabili. Quindi, a livello personale, sì, mi sarebbe piaciuto vederlo giocare qui. Ma se è giusto o meno che stia giocando è un’altra discussione di cui non voglio più parlare.

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Australian Open

Australian Open 2022, buona la prima per Nadal: tutto facile contro Giron

Il campione maiorchino ottiene la sua vittoria numero 70 a Melbourne Park in tre comodi set

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Rafael Nadal - Australian Open 2022 - (Twitter - @AustralianOpen)
Rafael Nadal - Australian Open 2022 - (Twitter - @AustralianOpen)

[6] R. Nadal b. M. Giron 6-1 6-4 6-2

L’avversario del primo turno non sarà stato dei più complicati, ma Rafa Nadal appare in buona forma. Questo uno dei messaggi che arrivano dal Day 1 dell’Australian Open 2022, che vedeva il campione spagnolo protagonista sulla Rod Laver Arena opposto nell’ultimo match della sessione diurna all’americano Marcos Giron (numero 66 ATP). Facile la vittoria del maiorchino, che approda al secondo turno in tre set (6-1 6-4 6-2) infilando la quinta vittoria consecutiva dopo quelle che gli hanno permesso di vincere l’ATP di Melbourne pochi giorni fa.

Nadal torna a competere negli Slam, dopo aver saltato Wimbledon e US Open nel 2021: è il suo Major numero 63 e il primo senza la compagnia di Roger Federer e Novak Djokovic. Contro Giron, ha avuto più problemi con il giudice di sedia che con l’avversario. Ferhus Murphy, infatti, lo ha ripetutamente ripreso per la sua lentezza a servire tra un punto e l’altro, con Nadal che si è difeso evidenziando la necessità di dover prendere l’asciugamano da solo, una tra le conseguenze della pandemia nel tennis. Per il resto, in una Rod Laver Arena piena soltanto a metà a seguito delle misure di contenimento del virus adottate da Tennis Australia, Nadal ha dato la prima vera accelerata tra il primo e il secondo set, conquistando sette giochi di fila. Giron ha provato a far male col servizio, ma Rafa non ha avuto grossi problemi nel rispondere e una volta che iniziava lo scambio riusciva regolarmente ad avviluppare lo statunitense nella sua tela. Con una delle sue prime vincenti esterne da sinistra, Nadal ha chiuso i conti in un’ora e 51 minuti raccogliendo la sua vittoria numero 292 nei tornei dello Slam e la numero 70 all’Australian Open. Al secondo turno se la vedrà col vincente di Kokkinakis-Hanfmann.

 

Australian Open, Nadal: “Ho avuto molti dubbi, pensare di tornare era una grande sfida”

Nell’intervista post-gara, Nadal ha parlato degli ultimi mesi vissuti lontano dal tennis. “Tutti sanno che ho questo importante problema ad un piede sin dall’inizio della mia carriera – ha detto Rafa in campo sulla Rod Laver Arena a Jim Courier -. Ho trascorso molto tempo a casa e pensare di tornare è stata una sfida molto complicata. Ho trascorso momenti difficili con tanti dubbi. Ora, proprio in virtù di questo, non potrei essere più felice di essere qui. Certamente devi aspettarti di avere difficoltà all’inizio, ma di testa bisogna restare positivi. Ho giocato alcune partite, ho vinto un torneo, credo che le cose piano piano stiano andando nel modo giusto. Non sono al 100% ma se mi avessi chiesto un mese fa, se mi fosse piaciuto stare in questa situazione, avrei firmato subito. Il Covid? I sintomi non sono stati piacevoli. Nei primi tre giorni fisicamente ero giù. Poi piano piano ho iniziato a sentirmi meglio. Dopo nove-dieci giorni sono tornato negativo e le cose via via sono migliorate. Il secondo turno? Dovessi giocare contro Kokkinakis sarebbe una sfida molto complicata. Ha avuto la capacità di tornare ad alti livelli. E’ un grande giocatore ma mi aspetto di affrontare solo giocatori di gran livello. Sono pronto alla sfida”.

QUI IL TABELLONE COMPLETO DELL’AUSTRALIAN OPEN 2022

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