A Montpellier, Sinner sbatte sull'ostacolo Ymer. Fuori Cecchinato a Cordoba

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A Montpellier, Sinner sbatte sull’ostacolo Ymer. Fuori Cecchinato a Cordoba

Jannik troppo falloso di rovescio nella rivincita del match nextgen. Lorenzi scarico in India, ottimo Marcora contro Rosol. Ruusuvuori vince il suo primo match ATP

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Jannik Sinner - Australian Open 2020

MONTPELLIER – Arriva una sconfitta amara per Jannik Sinner, il nostro giovanissimo rappresentante che dalla scorsa stagione sta facendo parlare di sé il mondo tennistico. Amara perché relativamente inaspettata e per il gioco espresso o, meglio, per quello che non è riuscito a esprimere contro Mikael Ymer, vittorioso per 6-3 6-4. Un match che ha subito preso la direzione della Svezia e incerto solo all’inizio del secondo parziale, caratterizzato da troppi errori di rovescio e dai pochi punti vinti con la seconda battuta per quanto riguarda Jannik. L’avversario odierno, di tre anni più vecchio e di due posizioni superiore in classifica, era stato nettamente battuto alle Finali Next Gen di novembre, ma si capisce fin troppo presto che lo stato di grazia di quella settimana non sarà replicato sul duro indoor francese, con buona parte di merito proprio del tennista di Skovde.

Unforced di rovescio a ripetizione, un’incursione a rete in cui non è chiaro se Ymer abbia paura di tirare un passante competitivo o proponga palle facili sfidando l’altro a chiudere almeno una volée e Jannik cede il servizio al secondo gioco. Con il ventunenne svedese da subito in partita, il nostro muove il punteggio al successivo turno di battuta. Si scambia molto sulla diagonale di rovescio, la preferita di entrambi e che sarà quindi decisiva per l’esito finale. Mikael sbaglia finalmente un paio di colpi, ma l’opportunità di andare a doppia palla break sfuma con un brutto tentativo di drop volley e Ymer può salire 4-1. Confortato da un vantaggio probabilmente insperato, il n. 76 del mondo è più intraprendente o, almeno, più rilassato, mentre in un paio di occasioni l’insufficiente reattività dei piedi altoatesini rivela una certa tensione. Un dritto e uno smash non banali in un gioco in cui rischia di perdere nuovamente la battuta potrebbero scioglierlo, però Mike continua a essere inscalfibile di fronte al ritmo decisamente alto dell’azzurro e si concede anche delle accelerazioni di dritto che non dovrebbero essere la specialità della casa. D’altra parte, a Melbourne è stato a un turno di servizio dal battere Karen Khachanov al secondo turno, per quella che sarebbe stata la sua terza vittoria Slam in carriera. A proposito, cerca di inguaiarsi al momento di chiudere il set con un pessimo smash, ma il rovescio tradisce di nuovo Jannik ed è 6-3.

Se il toilet break deve servire per schiarirsi le idee, funziona, perché arrivano le prime palle break per Jannik che trasforma la terza con un rovescio in entrata in verità un po’ timido ma che vale comunque il 2-0. Non che il match sia completamente girato – anzi, per due volte non riesce a consolidare il vantaggio –, ma la qualità della risposta azzurra e Ymer che ha perso qualcosa (invero poco) in termini di solidità bastano a rendere equilibrato il parziale. Jannik tenta di pestare con il dritto, ma è ancora il rovescio a non funzionare, di nuovo e soprattutto quando entra sui dritti un po’ sbucciati e insicuri dell’avversario. È proprio grazie all’ennesimo errore di quel tipo che Mikael mette la freccia al settimo gioco per poi tenere a zero i due turni di battuta che lo portano al secondo turno.

 

Non è stato – né doveva esserlo – un inizio di stagione sfolgorante per Jannik, che è arrivato in Francia con tre sconfitte su quattro incontri, ma con la prima vittoria messa a segno in un torneo dello Slam. Quella di oggi, pur nella prospettiva di crescita che non deve dipendere strettamente dal singolo risultato, è una battuta d’arresto che rischia di togliere fiducia a Sinner. Intanto, diamogli appuntamento la settimana prossima a Rotterdam, dove gli organizzatori lo hanno omaggiato di una wild card.

Mentre la maggior parte degli occhi erano puntati sul Patrice Dominguez per seguire la sfida tra l’azzurro e Ymer, sul campo 1 il qualificato Emil Ruusuvuori metteva a segno la sua prima vittoria ATP ai danni di Dennis Novak, austriaco amico di Dominic e allenato da babbo Thiem. Finora poco considerato dagli organizzatori dei tornei ATP di tutto il mondo e, probabilmente per questo, con un po’ di ritardo rispetto ai più giovani Auger-Aliassime e Sinner, il classe 1999 si fa spazio da solo ed entra (per adesso solo virtualmente) fra i primi 100 del mondo. Agli ottavi, troverà il ventinovenne slovacco Norbert Gombos, autore dell’eliminazione di Carreño Busta, che orbita (come sempre) attorno a quella classifica: subito un test interessante per Emil.

PUNE – Ingiocabile al servizio, con alte percentuali di trasformazione anche sulla seconda e nessuna palla break concessa, Roberto Marcora si libera in meno di un’ora di Lukas Rosol nella sfida tra qualificati e vince il suo primo match ATP. In un tabellone che, obiettivamente, esprime un livello non molto superiore a un Challenger, al secondo turno Marcora trova il numero 1 del seeding, Benoit Paire. Non è invece andata bene a Paolo Lorenzi, sconfitto in due set dal n. 90 ATP Egor Gerasimov. Ha avuto anche la doppia opportunità di rientrare nel secondo set, l’azzurro, ma la prima di servizio bielorussa ha rimesso a posto le cose e, in ogni caso, oggi non pareva in grado di portare l’inerzia dalla propria parte. Dopo Federer e Feli Lopez, con il suo 115° posto in classifica Paolino è di gran lunga il miglior tennista in attività nato nel 1981 – certamente un’ottima annata, con Adam and the Ants che spopolavano nelle classifiche britanniche, ma ormai un’altra era.

CORDOBA – Opposto al campione uscente, Marco Cecchinato non riesce a far valere la superiorità sempre mostrata a livello Challenger nei confronti del ventiseienne argentino Juan Ignacio Londero. El Topo (la talpa) difende un quarto del suo bottino in termini di punti in questo evento che dodici mesi fa ha proiettato nel tennis che conta e si presenta ben determinato all’appuntamento. Marco non riesce a impensierire l’avversario in risposta e cede il primo parziale cedendo due volte la battuta. Nel secondo set, Ceck riesce almeno ad alzare il livello quando è al servizio, con Londero che non accenna a calare e pare proprio non accusare la tensione neanche con il passare dei giochi nonostante insegua nel punteggio. È invece Cecchinato a fallire tre dritti all’undicesimo gioco che, insieme al primo doppio fallo dell’incontro, regalano il break all’avversario. Brutta volée sul primo match point a parte, Londero non trema, anche perché l’azzurro sbaglia presto, e va a prendersi una vittoria che mancava dalle qualificazioni di Shanghai – addirittura dal primo turno dello US Open a livello di main draw.

Eliminato nelle qualificazioni, Federico Gaio non riesce ad approfittare del ripescaggio come lucky loser conseguente al ritiro di Carballes Baena per una faringite e si arrende in tre set allo spagnolo Pedro Martinez, n. 150 ATP, pagando un progressivo calo dell’efficacia del servizio.

IL PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ – A Pune, Salvatore Caruso trova per la prima volta Jiri Vesely, mentre Stefano Travaglia incontra il bielorusso Ilya Ivashka; due match con i favori del ranking che valgono i quarti di finale. Cinque incontri a Montpellier con altrettanti francesi impegnati, con spazio anche per il derby di fine serata tra Shapovalov e Pospisil. In Argentina, Gianluca Mager dovrà superare lo scoglio Pablo Cuevas per raggiungere il suo primo quarto di finale ATP.)

Risultati:

Pune

[8] E. Gerasimov b. P. Lorenzi 6-2 6-3
I. Ivashka b. E. Donskoy 6-3 6-2
[Q] R. Marcora b. [Q] L. Rosol 6-3 6-2
[Q] N. Milojevic b. A. Hoang 7-6(5) 6-4
[6] J. Duckworth b. P. Gojowczyk 7-6(5) 6-4
J. Vesely [WC] b. A. Kadhe 6-2 6-4
P. Gunneswaran b. Y. Maden 7-6(4) 7-6(5)

Il tabellone completo di Pune

Montpellier

M. Ymer b. J. Sinner 6-3 6-4
[7] F. Krajinovic b. [Q] E. Couacaud 6-4 6-4
P-H. Herbert b. [Q] S. Stakhovsky 6-2 7-5
[5/WC] F. Auger-Aliassime b. [Q] D. Dzumhur 6-7(5) 6-2 6-2
A. Bublik b. H. Laaksonen 6-7(2) 6-1 7-6(2)
[Q] E. Ruusuvuori b. D. Novak 7-6(3) 4-6 6-3

Il tabellone completo di Montpellier

Cordoba

[5] A. Ramos-Viñolas b. [Q] F. Bagnis 6-4 7-6(3)
[WC] P. Cachin b. H. Dellien 6-1 6-1
[8] J.I. Londero b. M. Cecchinato 6-2 7-5
J. Munar b. L. Mayer 6-4 6-3
A. Martin b. F. Coria 7-6(5) 6-4
P. Andujar b. [LL] F. Horansky 6-2 6-2
[Q] P. Martinez b. [LL] Federico Gaio 4-6 6-3 6-4
C. Moutet b. T. Monteiro 6-4 6-3

Il tabellone completo di Cordoba

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ATP Amburgo: arriva la prima vittoria di Fognini, out Sonego. Humbert stende Medvedev

Il francese con una prova super, elimina il N.1 del seeding. Fabio rimonta un set a Kohlschreiber. Nulla da fare per Lorenzo contro Auger-Aliassime

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SULLA BUONA STRADA – Nel percorso di rientro di Fabio Fognini dopo l’operazione a entrambe le caviglie, è buona la terza. Sconfitto in Austria dallo sconosciuto (ma poi semifinalista) Huesler e a Roma da Humbert con evidenti passi in avanti, arriva la vittoria ad Amburgo contro Philipp Kohlschreiber, anch’egli lontano dal suo massimo splendore ma avversario ostico per Fognini, come testimonia il 7-2 dei confronti diretti. Un match piacevole, al netto di parecchi errori non forzati da parte dell’azzurro che ha però dispensato scampoli del suo tennis migliore davanti a un Kohlschreiber sempre bravo nell’usare il campo e avveduto nelle scelte, ma ormai soggetto a cali di rendimento nell’arco di un incontro.

Nella prima partita, non mancano le occasioni per Fognini. In un quarto game da 18 punti, Fabio si guadagna tre opportunità di allungare: per due volte è bravo Kohli, ma resta il rimpianto sulla terza per una complicata veronica sul lob molto probabilmente destinato a cadere in corridoio. Preciso quando si tratta di contenere ed efficace quando è il momento di accelerare, è il tedesco a effettuare il sorpasso, con il nostro che commette un doppio fallo dopo la chiamata del fallo di piede e perde i successivi tre punti. Philipp si dimostra sempre molto più attento nei punti decisivi (si salva poi da un 15-40) e riesce così a mantenere il distacco fino ad assicurarsi il parziale.

C’è bisogno di andare a prendersi il break e Fabio lo fa al secondo game. Tranquillizzato dal vantaggio, Fogna regala qualche magia, spreca qualcosa forse esagerando, ma ha ormai preso il controllo del gioco di fronte a un avversario meno lucido e dilaga alla sua maniera pareggiando il conto dei set con un perentorio 6-1.

 

Il troppo entusiasmo, sotto forma di un dritto in salto, rischia di costargli la possibilità di strappare il servizio tedesco al terzo game, ma i piedi girano veloci e la mano è on fire e il break arriva. Non la conferma, però, perché un paio di “foot fault!” non possono non significare un turno di battuta ceduto a zero. Il match è godibile nonostante alcuni errori di troppo da parte di entrambi, con Fognini che si prende più rischi e Kohlschreiber che, come spesso gli accade, deve fare i conti con il dritto a tratti ballerino. Non chiude una prima volta con il servizio, il Fogna, ma non si distrae alla seconda occasione e si prende il 7-5 che vale la prima vittoria dalla Coppa Davis di marzo e, in torneo, addirittura dall’Australian Open. Al prossimo turno, affronterà il vincente fra Casper Ruud e Benoit Paire, che giocheranno però mercoledì.

HUMBERT STELLARE – Stupenda prestazione di Ugo Humbert che pochi giorni fa aveva battuto proprio Fognini a Roma. Il francese ottiene la vittoria più prestigiosa della carriera eliminando il N.1 del seeding e N.5 del mondo Daniil Medvedev dopo 82 minuti di tennis impeccabile con il 73% di prime in campo e 15 colpi vincenti a referto. 6-4 6-3 il punteggio finale. Per il russo certamente non il miglior viatico in vista del Roland Garros che inizierà domenica.

SONEGO OUT – Cede in due set a un avversario più quotato, Lorenzo Sonego, nonostante il Felix Auger-Aliassime della seconda parte di stagione non stia particolarmente impressionando. Non un buon momento per il venticinquenne torinese: è la quarta sconfitta negli ultimi cinque incontri, con la sola vittoria ottenuta a Roma contro quel poco che sta offrendo un Basilashvili dalla testa altrove. Il primo parziale è caratterizzato da troppi errori dell’azzurro sia nel palleggio sia quando ha in mano lo scambio e il 6-2 per un più concreto Auger-Aliassime arriva dopo trentasei minuti. Bravo Lorenzo nella seconda partita a trovare la misura dei colpi e a rimanere attaccato al servizio; è lui ad avere più opportunità, comprese due (non consecutive) sul 5 pari, ma è bravo Felix a prendersi i rischi e venire avanti per annullarle. Nel finale, tornano i gratuiti di Sonego che compromettono subito il tie-break; ne fa le spese una pallina scaraventata in direzione Brema, mentre Auger-Aliassime va al secondo turno contro Bublik o Ramos-Viñolas.

Risultati:
[4] R. Bautista Agut b. N. Basilashvili 6-4 6-3
[WC] Y. Hanfmann b. [3] G. Monfils 6-4 6-3
[6] F. Fognini b. [WC] P. Kohlschreiber 4-6 6-1 7-5
[8/WC] K.Khachanov vs J-L. Struff 7-6(5) 4-6 7-5
U. Humbert b. [1] D. Medvedev 6-4 6-3
C. Garin b. K. Nishikori 6-0 6-3
[SE] D. Koepfer b.Y. Nishioka 7-6(0) 4-6 6-1
F. Auger-Aliassime b. L. Sonego 6-2 7-6(2)
[LL] A. Bublik b. A. Ramos-Viñolas 6-2 7-6(5)
D. Lajovic vs A.Mannarino

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Djokovic non lascia scampo a Schwartzman: vince gli Internazionali di Roma per la quinta volta

Il numero uno del mondo incamera il quinto successo qui a Roma, 36° Masters 1000 della carriera: superato Nadal fermo a quota 35. Schwartzman si batte con onore, ma non basta

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Novak Djokovic, con il trofeo - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
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[1] N. Djokovic b. [8] D. Schwartzman 7-5 6-3

Novak Djokovic conferma il suo ruolo di favorito superando in due set Diego Schwartzman in una finale lottata al meglio delle sue possibilità dal piccolo argentino, necessariamente meno esplosivo rispetto ai faticosi giorni precedenti ma estremamente solido nel palleggio, soprattutto di rovescio, colpo che il fenomeno di Belgrado è andato particolarmente a stuzzicare. Tante e dagli esiti contrastanti le smorzate di Djokovic, sia per le condizioni del campo appesantito da una leggera pioggia nei primi minuti, sia per verificare il lavoro del fisioterapista di Schwartzman dopo le oltre tre ore in campo la sera precedente.

Nole non si è quindi lasciato sfuggire la possibilità di rifarsi dopo la delusione newyorchese con la prima sconfitta della stagione e ha agguantato il Masters 1000 numero 36, passando così in vantaggio solitario dopo aver condiviso il primato con Rafa Nadal per le tre settimane successive al trofeo di “Cincinnati”; curiosamente, entrambi vantano 115 partecipazioni ai tornei di categoria. Allo stesso modo, sfuma per il momento l’obiettivo di Diego di entrare nell’élite del tennis: da martedì, la top 10 accoglierà invece Denis Shapovalov.

 

L’INIZIO CHE NON TI ASPETTI – Djokovic si presenta alla finale con quello quello che ci si attendeva da lui: ha vinto senza strafare lasciando anche un set al tedesco Koepfer (il laureato in Finanza che, contando questa stagione e la precedente, ha imboccato la strada di un buon risultato all’anno nel Tour), si è infuriato, ha preso un paio di warning, si è infischiato dell’arbitro Forcadell che gli ricordava di indossare la mascherina quando si è allontanato dal campo; lo stesso arbitro che poi lo ha chiamato “Federer” assegnandogli il game.

Sceglie di cominciare con la battuta, che in semifinale l’ha comodamente tolto d’impaccio nelle fasi decisive del primo set contro Ruud, ma la cede nonostante un buon inizio grazie a due scambi divertenti vinti da Schwartzman. Per quanto riguarda l’ultimo ostacolo sulla corsa serba al trofeo, Schwartzman è riuscito nell’impresa di battere Rafa senza perdere set (dal primo Roland Garros conquistato dallo spagnolo nel 2005, è appena il nono tennista a riuscirci) e in quella non certo inferiore di confermarsi al turno successivo nel match più godibile dell’evento romano. Ingolosito dal risultato della prima smorzata sulla quale el Peque non è neanche partito, Nole ci riprova anche perché nello scambio neutro la palla gli ritorna sempre indietro, ma senza fortuna. Infastidito apparentemente da qualsiasi cosa, Djokovic colpisce in modo volontariamente scomposto il rovescio che dà a Schwartzman il 3-0 pesante. Forse dispiaciuto, forse distratto, Diego gli rende la cortesia al gioco successivo facendolo entrare in partita.

Diego Schwartzman – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

ARRIVA ANCHE NOVAK – Nonostante il 4-0 dei precedenti, le due vittorie sofferte su terra promettevano a favore di una finale, se non incerta quanto a esito, almeno combattuta e, per adesso, le attese non sono deluse. Il n. 1 del mondo lascia per strada qualche punto non da lui, ma il tennista che si trova davanti una rete da pallavolo, almeno secondo un illustre connazionale, perde colpevolmente scambi “quasi vinti” e il sorpasso arriva inesorabile. Quasi sul punto di sparire dal campo, Dieguito torna a tenere la battuta riprendendosi dal parziale negativo e, in risposta, ha l’occasione per tornare avanti; con lo scambio che si allunga pericolosamente oltre i dieci colpi – situazione che avvantaggia l’argentino – Nole ne esce bene con un drop shot. Altrettanto bene fa pochi minuti dopo il ventottenne di Buenos Aires che annulla un set point con il vincente di dritto. Molto male invece quando serve per andare al tie-break: il terzo doppio fallo e due errori non forzati di rovescio (ne aveva sbagliato uno solo fino a quel momento) gli costano il 5-7 dopo un’ora e dieci minuti di fatica durante i quali ha opposto grande solidità commettendo appena 10 gratuiti. Tre dei quali, appunto, nel dodicesimo gioco.

L’EQUILIBRIO È ROTTO – Persa la prima partita estremamente lottata, con un insperato vantaggio in partenza e altre occasioni mancate, lo sfavorito tende a scendere di livello lasciando via libera all’avversario; se, poi, l’avversario in questione non ha mai perso una finale di un Masters 1000 dopo aver incamerato il primo set su 28 volte, la storia sembra già scritta. Diego, però, fattosi fasciare le dita dal fisioterapista, non ha alcuna intenzione di rispettare certi cliché e resta attaccato al match, mentre Novak continua a seminare smorzate dal lato sinistro, alcune vincenti, altre inguardabili da cui sono discesi diversi dei 15 unforced di rovescio del primo parziale.

Con il dritto che fa male (18 vincenti e 7 errori, alla fine), procede un po’ a corrente alternata, Nole, magari va sotto nel punteggio ma rientra senza patemi, quasi per dimostrare all’altro di avere ancora parecchio margine e di poter mettere a segno lo strappo decisivo a proprio piacimento. L’allungo senza possibilità di opposizione arriva sul 4-3, con due errori di Schwartzman e altrettanti vincenti spettacolari di Djokovic che chiude con il servizio al terzo match point, ovviamente con una smorzata dopo un lungo scambio sulla quale Diego arriva bene ma senza la lucidità per tenerla in campo.

È il quinto successo a Roma su dieci finali per Djokovic che, davanti al microfono, chiude la manifestazione in ottimo italiano con i ringraziamenti di rito, mentre la pioggia suggerisce di affrettarsi.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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ATP

Stephens già fuori a Strasburgo. Fognini e Sonego in campo martedì ad Amburgo

Prosegue il momento da incubo dell’americana, Ostapenko e Sabalenka avanti. In Germania passano Cuevas e Rublev

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Jelena Ostapenko – WTA Strasburgo 2020 (foto via Twitter @WTA_Strasbourg)

Mentre tutti erano distratti dalle finali di Roma (magari non troppo da quella femminile) nonché da exit poll e proiezioni varie, altro tennis accadeva in giro per l’Europa. Questa settimana si giocano infatti il torneo WTA di Strasburgo e quello ATP di Amburgo, naturalmente su terra battuta, che preludono al Roland Garros, peraltro già alle prese con le qualificazioni.

STRASBURGO – Accoppiate a un bye, Kiki Bertens (che ha sostituito Pliskova nella prima riga del tabellone) ed Elina Svitolina sono state raggiunte al secondo turno rispettivamente da Jelena Ostapenko e Magda Linette. La ventitreenne di Riga ha lasciato cinque giochi a Lauren Davis, mentre la polacca ne ha concessi un paio in piùdi Pauline Parmentier. Nella stessa giornata, avanzano in due set le teste di serie Aryna Sabalenka, Elena Rybakina ed Ekaterina Alexandrova. Cade invece la numero 8 del seeding Sloane Stephens che subisce un 6-1 al terzo da Nao Hibino. Dopo una sola vittoria nella prima parte della stagione, Sloane arriva così a quattro eliminazioni al primo turno dalla ripresa del Tour, spezzate solo dai sedicesimi raggiunti allo US Open con quel set di vantaggio su Serena Williams.

AMBURGO – Settecento chilometri più a nord, è cominciato in sordina l’ATP 500 tedesco. Solo quattro incontri di singolare in programma questo lunedì, con tutti e tre gli statunitensi iscritti in campo. L’ultima volta che un rappresentante degli Usa si era fatto vedere da queste parti era il 2008, quando il torneo era un Masters Series: effetti collaterali della pandemia. Il qualificato Tommy Paul ha superato in tre set Kevin Anderson, ma Taylor Fritz e l’altro proveniente dal tabellone cadetto Tennys Sandgren hanno ceduto rispettivamente a Pablo Cuevas (altro qualificato) e Andrey Rublev.

Ripescato come lucky loser, Gilles Simon continua il rientro deludente contro Jiri Vesely, anch’egli con la “Q” davanti al nome. In attesa dei primi due del seeding Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, martedì farà il suo esordio Fabio Fognini, tds b. 6, contro Philipp Kohlschreiber. Terzo incontro sul Centrale a partire dalle 10.30. Terzo incontro ma dalle 10 per Lorenzo Sonego, impegnato contro un Felix Auger-Aliassime non particolarmente in spolvero in questo periodo.

 

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