Mager crolla a Cordoba, Dimitrov e Shapovalov fuori a Montpellier

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Mager crolla a Cordoba, Dimitrov e Shapovalov fuori a Montpellier

L’azzurro serve per il match nel secondo set, ma finisce per crollare al terzo contro Cuevas. In Francia, brutte sconfitte per il bulgaro e il canadese

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Gregoire Barrere - Montpellier 2020 (via Twitter, @OpenSuddeFrance)

MONTEPELLIER – Nella giornata di mercoledì non sono mancate le sorprese a Montpellier. Sono state infatti eliminate la terza e la quarta testa di serie del tabellone, rispondenti al nome di Denis Shapovalov e Grigor Dimitrov. Il giovane canadese non ha opposto grande resistenza nel derby contro Vasek Pospisil, durato appena 57 minuti e terminato con il punteggio di 6-2 6-3.

Molto più lottato l’incontro di Dimitrov, che più volte nel corso del match contro Gregoire Barrere sembrava essere riuscito a ribaltare l’inerzia di una giornata chiaramente sfavorevole. Nel primo set, il bulgaro ha mancato cinque palle break e ha dovuto annullare un set point nel decimo gioco, col servizio a disposizione. Scampato il pericolo, Dimitrov si è imposto al tiebreak. Il secondo set è invece scivolato piuttosto rapidamente dalla parte di Barrere, che si è poi preso un break di vantaggio anche nel terzo. Dimitrov a questo punto ha avuto un’ultima reazione d’orgoglio, annullando un match point con la battuta e recuperando il break di svantaggio portandosi sul 5-5. Si sono infrante qui però le speranze di rimonta del bulgaro, che ha perso gli ultimi due giochi e con essi la partita.

Negli altri incontri, si segnala la vittoria in due set del tre volte vincitore di questo torneo, Richard Gasquet, al ritorno in campo dopo i problemi al ginocchio (doppio 6-4 all’altro veterano francese, Gilles Simon). Facile successo anche per Feliciano Lopez (6-1 6-4 a Ugo Humbert), mentre Adrian Mannarino rifila due bagel a Alexei Popyrin, inframezzati da un lungo tiebreak vinto dall’australiano.

Risultati, secondo turno

G. Barrere b. [4/WC] G. Dimitrov 6-7(4) 6-4 7-5
V. Pospisil b. [3] D. Shapovalov 6-2 6-3

Risultati, primo turno

A. Mannarino b. A. Popyrin 6-0 6-7(7) 6-0
F. Lopez b. [8] U. Humbert 6-4 6-1
R. Gasquet b. G. Simon 6-4 6-4

CORDOBA – Termina con un po’ di amarezza l’avventura dell’ultimo italiano in tabellone a Cordoba. Gianluca Mager è stato infatti eliminato in tre set da Pablo Cuevas, sesta testa di serie. Dopo aver vinto il primo set al tiebreak, l’azzurro si è portato in vantaggio di un break nel secondo set, arrivando anche a servire per il match sul 5-4. Al momento di chiudere però, ha ceduto la battuta senza arrivare a match point e finendo col perdere nettamente il tiebreak. Mager ha accusato il colpo e non ha saputo tenere il passo di Cuevas nel set decisivo, perso col punteggio di 6-1 in ventidue minuti.

Fuori la seconda testa di serie Guido Pella, eliminato in rimonta da Corentin Moutet al termine di un match davvero molto altalenante. L’argentino ha chiuso il primo set al tiebreak, dopo aver sprecato un set point sul 5-4. Sotto 4-0 nel secondo parziale, Pella ha piazzato una serie di cinque giochi consecutivi che lo hanno portato a servire per chiudere la partita in due set. Un controparziale di tre game a zero ha ribaltato la situazione, rimandando il verdetto al terzo set. Moutet a questo punto è riuscito a non far più avvicinare Pella nei propri turni di servizio e a far suo il match, grazie al prezioso break conquistato nel quarto gioco.

Risultati, secondo turno:

[6] P. Cuevas b. G. Mager 6-7(5) 7-6(2) 6-1
[3/WC] C. Garin b. A. Balazs 6-3 6-0
A. Martin b. [Q] C. Taberner 6-3 7-6(7)
C. Moutet b. [2] G. Pella 6-7(4) 7-4 6-3

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Panatta: “I tornei che hanno tradizione vanno tutelati, Federer se ne farà una ragione”

Adriano Panatta, intervistato da ‘La Stampa’, approva lo spostamento del Roland Garros. Per Roma invece “ottobre va benissimo”. E su Federer dice: “Mi sta simpatico ma non possiamo andare dietro a lui”

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I canali social ci permettono di tenerci aggiornati su ogni passo – anche quando non si muovono da casa – di tutti i campioni di nuova generazione, ma quando si vuole sapere come se la passano le vecchie glorie è la carta stampata che corre in aiuto. In questo caso si tratta proprio del quotidiano ‘La Stampa’ che il 26 marzo ha pubblicato un’intervista realizzata da Stefano Semeraro ad Adriano Panatta: la domanda di apertura non poteva non essere sull’emergenza Coronavirus. “Sto in casa, non mi muovo, esco una volta alla settimana per fare la spesa. Basta” ha fatto sapere l’ex tennista romano che ora si trova a Treviso, dove ha da poco aperto un nuovo centro tennis.

Lo sport tuttavia in questo momento passa in secondo piano. “È l’ultimo dei problemi. In questo isolamento forzato però si ha più tempo per cose che di solito trascuriamo. Ad esempio pensare: a quello che potrei fare, a quello che ti impediranno di fare dopo. Le preoccupazioni sono tante. Paragonano questo momento al dopoguerra, cioè il periodo in cui l’Italia, fino al boom degli anni ’60, ha dato il meglio. Speriamo si ripeta quel fenomeno. Speriamo che i nostri governanti abbiano capito che le priorità devono essere diverse”.

Iniziando poi a parlare di tennis, Adriano non nasconde affatto il suo disinnamoramento per questo sport, o quanto meno per il suo aspetto organizzativo. “Non mi piace per niente. Tutto quanto è pensato per i grandi gruppi, che ormai fanno il bello e il cattivo tempo. […] Vogliono lo spettacolo ma lo sport è fatto anche di altre cose“. Sulla decisione di spostare il Roland Garros a settembre si è detto d’accordo, adducendo come motivazione la storia centenaria del torneo: Fine settembre è una collocazione giusta anche se per i giocatori passare dal cemento alla terra battuta è un piccolo problema. Io lo avrei spostato anche una settimana più tardi“. E la concomitanza con la Laver Cup sponsorizzata da Federer non gli appare affatto un problema. Federer mi sta anche simpatico ma si è fatto una società per conto suo, se ne farà una ragione. Non possiamo andare dietro a lui“. Un pensiero decisamente in contrasto con chi vede il campione svizzero come il principale traino del movimento tennis mondiale.

 

La situazione romana per lui è invece di più facile soluzione e non sembra contemplare un cambio di sede. Gli Internazionali “vanno recuperati. Ottobre va benissimo, anche dopo Parigi. Ha presente le famose ottobrate romane? A Roma maggio come clima non è meglio di ottobre, anzi”. E da questo tema parte una richiesta diretta al presidente dell’ATP:Faccio un appello ad Andrea Gaudenzi. Non gli chiedo da italiano di favorire l’Europa, ma le istituzioni del tennis hanno il dovere di salvaguardare i grandi tornei che hanno tradizione. Giocare a Phoenix, Arizona, non è più importante che giocare a Roma. Bisogna che tutti se lo mettano in testa”. Affermazioni non troppo dissimili da quelle fatte qualche giorno fa dall’ex tennista francese Benneteau.

Conclude infine prima con una nota seria e poi con un augurio per il futuro. Quando gli viene fatto notare che i tennisti di secondo piano soffrono economicamente per il blocco, lui ammette schiettamente: “Mi dispiace. Ma sono più preoccupato dell’operaio della Finsider”. Mentre una volta che la vita sarà tornata alla normalità, “speriamo di riuscire a fare un po’ di ironia anche su questa brutta cosa. L’ironia batte tutto“. E lui anche in questo campo se ne intende parecchio.

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 28 marzo. Superata quota 10000 decessi

Il bollettino di oggi è ancora molto negativo: 889 decessi, 542 dei quali nella sola Lombardia che ha quasi raggiunto le 6000 vittime

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Il capo del Dipartimento di Protezione Civile italiana, Angelo Borrelli, è tornato a presiedere la consueta conferenza stampa di aggiornamento delle 18 sull’epidemia italiana di COVID-19.

Il numero dei decessi ha raggiunto quota 10023 per effetto degli 889 registrati oggi, mentre il numero totale dei casi è arrivato a 92472 (+5974 rispetto a ieri). I pazienti con infezione attiva sono 70065, 3856 dei quali (+124) ricoverati in terapia intensiva e 26676 dei quali in isolamento domiciliare.

Il bollettino aggiornato diviso per regioni

In Lombardia purtroppo l’aumento dei decessi è quasi identico a quello di ieri ed è molto marcato – +542, il totale sfiora adesso le 6000 vittime: 5944 – mentre cala leggermente l’aumento delle positività (+2117) che porta il numero complessivo dei casi registrati a 39415. Sono 11152 i pazienti ricoverati, 1319 dei quali in terapia intensiva (+27 rispetto a ieri). L’assessore al welfare Gallera ha aggiornato sul numero dei tamponi effettuati da inizio epidemia (circa 102000) e ha specificato che da adesso in poi verranno sottoposte al test non più di 5000 persone al giorno, e il tampone verrà fatto solo ad alcune ‘fasce mirate’: in realtà è già da diversi giorni che l’indicazione è diventata sottoporre a tampone soltanto alcuni soggetti, in particolar modo quelli con sintomi già conclamati.

 

Nel resto del mondo, il paese che dopo l’Italia sta subendo i maggiori effetti della pandemia di COVID-19 è la Spagna: nell’ultimo aggiornamento, rilasciato in tarda mattinata, sono stati comunicati 832 decessi nelle precedenti ventiquattro ore. Il totale è salito a 5690.

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“Into the Wild”: Seyboth positivo al Coronavirus, arriva l’ingiunzione in Brasile

Il giocatore brasiliano dovrà restare in pieno isolamento insieme alla sua famiglia. Multa pesante in caso di violazione

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Thiago Seyboth Wild - Santiago 2020 (via Twitter, @chile_open)

Il giocatore brasiliano Thiago Seyboth Wild che ha appena compiuto vent’anni ed è N.114 ATP, è risultato positivo al Coronavirus. Per questo il tribunale di giustizia dello Stato del Paranà ha emesso contro di lui un’ingiunzione per obbligarlo a rispettare la quarantena in pieno isolamento insieme alla sua famiglia.

In caso di inadempienza all’ordine il giocatore rischia una multa di 30 mila Real brasiliani (circa 5.350 euro). In caso di ripetute violazioni non si escludono anche misure coercitive più pesanti.

Seyboth Wild è già il N.2 del suo Paese nonostante la giovane età: davanti a lui c’è solo Thiago Monteiro, N.82 nell’ultima classifica prima del blocco. Poche settimane fa il ragazzo ha conquistato il suo primo titolo ATP della carriera sulla terra battuta di Santiago del Cile, diventando il primo giocatore nato nel 2000 a riuscirci.

 

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