A Seppi non riesce l'ultimo passo, a New York trionfa Edmund [AUDIO esclusivo]

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A Seppi non riesce l’ultimo passo, a New York trionfa Edmund [AUDIO esclusivo]

Dopo un primo set equilibrato Andreas Seppi cede in due set a Kyle Edmund. È il secondo titolo ATP per il britannico. Niente Delray Beach per Seppi

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Andreas Seppi - New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

[8] K. Edmund b. A. Seppi 7-5 6-1

Niente da fare per Andreas Seppi nella finale del New York Open di Long Island. Si sapeva che il compito sarebbe stato arduo, Kyle Edmund lo aveva sempre battuto nei quattro precedenti scontri diretti che si erano disputati sul cemento, ed anche questa volta l’esito dell’incontro è stato lo stesso. Seppi ha tenuto con grande autorità il campo per quasi tutto il primo set, ma i due break consecutivi subiti a cavallo dei due parziali gli hanno tagliato le gambe, e c’è stato anche un piccolo problema fisico che lo ha costretto ad uscire temporaneamente dal campo verso la fine del match e che certamente non gli ha permesso di esprimersi al meglio.

Nessuna sorpresa a livello tattico nella partita: Edmund cercava di menare le danze dal fondo con il dirittaccio mettendo sotto pressione l’avversario anche con la prima di servizio, mentre Seppi provava a palleggiare sul rovescio dell’avversario per allungare gli scambi e mettersi nelle condizioni di testare le qualità difensive di Edmund.

 
Kyle Edmund – New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

I servizi l’hanno fatta da padrone per gran parte del primo parziale, nessun break e nessuna palla break per i primi 11 giochi del match, fino a quando, poco prima di arrivare a quella che sembrava la logica conclusione del set, il tie-break, era Edmund a prendere il largo. Con due diritti vincenti il britannico si portava a due set point e grazie ad una splendida accelerazione lungolinea di rovescio si aggiudicava il primo set per 7-5 dopo 44 minuti di gioco.

Tra la fine del primo set e l’inizio del secondo Edmund metteva a segno una striscia di cinque giochi consecutivi e un parziale di 20 punti a 5 che gli dava un solido vantaggio di 3-0. Il coach dell’inglese, Franco Davin (ex allenatore di Fabio Fognini) si agitava parecchio in tribuna per sollecitare il suo assistito ad “ammazzare” la partita, ben conoscendo le risorse di fondista di Seppi, e infatti il tennista di Caldaro si salvava da un game molto complicato nel quale annullava ben quattro palle dello 0-4, una delle quali con uno splendido passante di rovescio lungolinea.

Quel game di 18 punti era però il canto del cigno: subito dopo Seppi doveva assentarsi dal campo per un medical time-out (“Mi sono fatto fasciare l’adduttore dopo aver sentito un dolore alla gamba sinistra” ha confermato Seppi dopo il match) e al rientro, nonostante riuscisse a trovare con più continuità il rovescio dell’avversario, i suoi colpi non avevano più spinta, e il match si concludeva poco dopo con Kyle che alzava le braccia al cielo per la conquista del suo secondo titolo ATP in carriera.

La chiave della partita era mettergli pressione sul suo servizio, cosa che non sono riuscito a fare quasi mai – ha dichiarato Seppi al termine della partita – anch’io sono riuscito a servire bene durante il primo set, poi però ho preso il break alla fine del set e tutto è diventato più difficile“.

Con questa vittoria Kyle Edmund conquista il suo secondo titolo nel circuito ATP (su tre finali giocate) e guadagna 17 posizioni assestandosi al n. 45. Andreas Seppi, dal canto suo, sale 18 posizioni arrampicandosi fino al n. 80 prima della pausa che si prenderà per stare accanto alla moglie ora che la primogenita sta per nascere. “Purtroppo mi devo cancellare da Delray Beach – ha confermato Seppi – perché il dolore alla gamba sinistra che ho avvertito durante la partita ora è piuttosto acuto e non è opportuno giocarci sopra. Tornerò quindi da mia moglie e aspetterò la nascita della bambina“.

Il tabellone completo

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ATP Cordoba: la favola diventa realtà, Cerundolo campione

Juan Manuel Cerundolo vince in rimonta la finale del Cordoba Open su Albert Ramos Vinolas. Da qualificato porta a casa il suo primo titolo ATP

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Juan Manuel Cerundolo - Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

[Q] Juan Manuel Cerundolo b. [5] Albert Ramos-Vinolas 6-0 2-6 6-2

A volte sembra scritto. Ci sono tornei in cui per un giocatore l’atmosfera è quasi magica, tanto da alzare il suo livello di gioco oltre i limiti della sua classifica. E questo Cordoba Open 2021 è sembrato proprio essere il torneo magico per Juan Manuel Cerundolo, 19enne di Buenos Aires, entrato nelle qualificazioni da n. 335 del ranking ATP e che vincendo otto partite consecutive (tre di qualificazione e cinque del tabellone principale) è riuscito a conquistare un titolo ATP al primo tentativo nel tabellone principale, 17 anni dopo lo spagnolo Santiago Ventura che nel 2004 a Casablanca dalle qualificazioni arrivò a battere in finale Domink Hrbaty.

Il tennis di Cerundolo (il cui fratello maggiore Francisco è anch’egli un tennista, attualmente n. 135 della classifica ATP) non è sicuramente spettacolare: si tratta di un gioco fatto di dura regolarità da fondo, palle molto liftate e alte sopra la rete, con un servizio che potrebbe valergli il soprannome di “Errani del circuito maschile”. Ma come già detto, in questa settimana di fine estate a Cordoba, tutto sembrava magico e per Juan Manuel il sogno si è trasformato in realtà.

 

LA PARTITA – Ci ha messo quasi tre quarti d’ora Albert Ramos per vincere il suo primo game della finale, e questo solamente dopo che il primo set se n’era già andato con un 6-0 che sembrava il risultato di un incantesimo. Ancora sotto la luce naturale che ha illuminato il campo per tutto il primo parziale, lo spagnolo si è fatto irretire dagli scambi a bassa velocità di Cerundolo, che con le sue traiettorie alte è riuscito a portare la partita sul terreno a lui più congegnale, quello della regolarità a ritmo blando che gli permette di girare attorno alla palla e manovrare con il diritto, trovando qualche apertura oppure costringendo l’avversario a sbagliare prima di lui.

Emblematico l’ultimo gioco del primo set, nel quale dopo aver dovuto subire un rimbalzo assassino di una palla che ha colpito la linea del servizio e poi è impazzita, sul 15-40 Ramos si è addirittura affidato al serve and volley per annullare il primo set point, finendo però poi per concedere il parziale a Cerundolo alla quarta opportunità con un doppio fallo.

Albert Ramos Vinolas – Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

L’iberico ha interrotto la serie negativa subito all’inizio del secondo set, alzando il ritmo degli scambi e portandosi subito sul 2-0, rimontando dallo 0-40 nel suo primo turno di servizio per consolidare il vantaggio. Ramos è riuscito a imporre il suo maggiore ritmo di palleggio, sfruttando la debolezza del servizio dell’argentina, specialmente sulla seconda, e prendendo il comando degli scambi avvantaggiandosi della posizione quasi “nadaliana” di Cerundolo in risposta.

Chiuso il secondo set 6-2 in 34 minuti, Ramos ha proseguito con il suo gioco anche nel terzo set, scappando sul 2-0, ma trascinato dal pubblico Cerundolo è riuscito a ribaltare l’inerzia del match. Alzando le traiettorie di diritto ha mandato completamente in tilt Ramos che, forse stanco per le oltre 10 ore trascorse in campo nel corso della settimana, ha finito per cedere sei giochi consecutivi e consegnare la vittoria nel torneo al suo giovane avversario.

RECORD E BEST RANKING – Questa affermazione in un torneo ATP 250 da n. 335 della classifica mondiale pone Cerundolo al quinto posto tra i tennisti con classifica più bassa ad aver vinto un torneo. La graduatoria è condotta da Lleyton Hewitt, che appena sedicenne si aggiudicò il torneo di Adelaide nel 1998. Per lui questa vittoria vuol dire l’ingresso nei Top 200 intorno al n. 181 del ranking, oltre a uno special exempt per il tabellone principale dell’Argentina Open di Buenos Aires al via lunedì (primo turno contro Federico Delbonis). Dopo le giornate magiche di Cordoba, il 19enne argentino deve andare a giocare il suo torneo di casa con tutti gli occhi puntati addosso dopo aver giocato e vinto gli otto match probabilmente più impegnativi della sua carriera nello spazio di 10 giorni.

Benvenuto nel circuito ATP, Juan Manuel. Il meno è fatto.

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Goffin interrompe il digiuno a Montpellier: rimontato Bautista Agut

Il belga vince in tre set in poco più di due ore di gioco e torna a sollevare un trofeo a tre anni di distanza dall’ultima volta

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David Goffin, con il trofeo - Montpellier 2021 (via Twitter, @OpenSuddeFrance)

[2] D. Goffin b. [1] R. Bautista Agut 5-7 6-4 6-2

David Goffin è il campione dell’edizione 2021 del torneo ATP 250 di Montpellier. Il belga supera in rimonta la prima testa di serie Roberto Bautista Agut e torna a sollevare un trofeo dopo più di tre anni dall’ultima volta (Tokyo 2017). Per entrambi si trattava di una partita molto importante, non tanto per il peso specifico del torneo in sé, ma per ricostruire un po’ di fiducia in vista del resto della stagione. Sia Goffin che Bautista non giocavano infatti una finale dal 2019 e nel corso della partita odierna si è chiaramente percepita la tensione di chi sapeva che in ballo c’era molto di più dei 250 punti e dell’assegno del vincitore.

Nonostante un difficile primo set, il belga è riuscito a reagire e a spuntarla al terzo, mentre Bautista Agut è andato via via spegnendosi di pari passo con la crescita del livello dell’avversario. Per Goffin questo è il quinto titolo in carriera su quattordici finali, mentre per lo spagnolo arriva la nona sconfitta su diciotto finali. Da lunedì il belga occuperà la quattordicesima posizione del ranking ad appena dieci punti di distanza proprio dal suo avversario odierno.

 

IL MATCH – Goffin parte subito molto aggressivo e si procura una palla break già nel terzo gioco. Il suo rovescio lungolinea però atterra largo, graziando così Bautista-Agut. Lo spagnolo ringrazia e nel game successivo è lui a ottenere il break, sfruttando un orrendo turno di servizio dell’avversario. Bautista Agut continua a servire con una percentuale di prime vicina al 90% e da fondo sembra avere una marcia in più. Entrambi giocano più o meno allo specchio, gestendo gli scambi con intelligenza e puntando sulle geometrie precise piuttosto che sulla potenza nuda e cruda. Il livello di gioco è anche gradevole, ma Bautista sembra in pieno controllo della situazione.

Sul 5-3 però, al momento di servire per il set, lo spagnolo incappa in tre errori di dritto che lo condannano a subire il break. Goffin tiene ai vantaggi il successivo turno di battuta e impatta sul 5-5. Entrambi appaiono piuttosto nervosi e la qualità del match ne risente in queste fasi finali del parziale. Bautista Agut riesce però a scendere a patti con la tensione e alza notevolmente il ritmo nel dodicesimo gioco, piazzando la zampata decisiva e facendo suo il set col punteggio di 7-5.

In avvio di secondo set, Goffin non sembra aver accusato il colpo del set appena perduto e affonda subito il piede sull’acceleratore. Un bel rovescio lungolinea vincente sigilla il break a zero in suo favore. Bautista Agut prova a rimanere attaccato, ma non riesce mai a impensierire l’avversario nei turni di risposta. Dal canto suo Goffin serve con percentuali decisamente migliori rispetto al primo parziale e addirittura mette a segno tre ace nel game che chiude il set.

Anche nel terzo set è Goffin a partire meglio. Il belga strappa subito la battuta a un Bautista un po’ impreciso e si difende dalla reazione dell’avversario, piazzando due prime robuste su altrettante palle dell’immediato controbreak. Il copione sembra tale e quale a quello del secondo parziale con Goffin ormai padrone degli scambi da fondo, mentre Bautista Agut fatica a trovare ritmo e soprattutto occasioni per potersi rifare sotto nel punteggio. Forte del vantaggio conquistato, Goffin gioca a braccio ancora più sciolto e costringe l’avversario, ormai visibilmente teso, a fare il tergicristallo ben lontano dalla linea di fondo. Il belga ottiene così un secondo break di vantaggio che lo proietta a servire per il match sul 5-2. Bautista prova a dare un ultimo colpo di coda e si procura una palla break, sulla quale è tradito dal nastro che smorza un dritto in avanzamento di Goffin. Una prima vincente e un rovescio sulla riga consentono al belga di alzare le braccia al cielo dopo più di due ore di partita.

Il tabellone completo di Montpellier

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ATP Singapore: primo sigillo per Alexei Popyrin

A Singapore il 21enne Alexei Popyrin conquista il primo titolo ATP alla sua prima finale. Battuto Bublik in tre set

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Primo titolo ATP per Alexei Popyrin. Il 21enne di Sydney, attuale n. 114 del ranking, ha la meglio in finale a Singapore sul kazako Alexander Bublik, n. 46. Per Popyrin il primo successo giunge dunque alla prima finale in carriera, mentre per il 23enne Bublik, alla sua quarta finale finora (dopo quelle di Newport, Chengdu e Antalya), sfuma ancora la prima vittoria importante.

Un match combattuto tra i due nel quale il kazako prende subito il controllo intascando la prima manche con lo score di 6-4. Poi, il crollo. In soli 23 minuti cede il secondo set per 6-0 e non riesce più a risollevare le sorti di un incontro che sarà definitivamente appannaggio dell’australiano. Popyrin, alla fine, si aggiudica il titolo con il punteggio di 4-6 6-0 6-2 e, da lunedì, sarà n. 82 del mondo.

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