Auguri a Roberta Vinci, che oggi compie 37 anni

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Auguri a Roberta Vinci, che oggi compie 37 anni

35 titoli, 10 dei quali in singolare, e la splendida cavalcata di New York 2015 conclusasi solo al cospetto di Flavia Pennetta. Nel presente di Roberta c’è un ruolo da commentatrice

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Roberta Vinci - SF US Open 2015

Trentasette candeline, oggi, per Roberta Vinci. Pioggia di auguri per una delle regine del tennis azzurro. Il Career Grand Slam conquistato in doppio insieme a Sara Errani, la finale tutta italiana dello US Open 2015 persa contro Flavia Pennetta e quattro trionfi in Fed Cup. È una sintesi delle soddisfazioni raccolte dalla campionessa tarantina, che ha salutato il circuito nel 2018 e di recente ha debuttato nella squadra di talent di Eurosport, al commento dell’ultimo Australian Open. La FIT ha voluto omaggiare l’ex numero 7 del mondo con un video che ricorda quella che è stata sicuramente la vittoria più bella in singolare, la semifinale dello US Open 2015 contro Serena Williams.

Tennista capace di tutto sul campo, Roberta ha vinto dieci titoli ripartiti in modo estremamente eterogeneo tra le superfici, se è vero che ha saputo vincere su terra e cemento, sia indoor che outdoor, e una volta persino su erba (‘s-Hertogenbosch 2011); nessuna tennista italiana ci era riuscita prima di lei, a sollevare un trofeo su ogni superficie. In doppio, invece, i suoi successi sono stati 25, la maggior parte dei quali (22) in coppia con Sara Errani.

 

Adesso, nella nuova carriera di Roberta sembra poterci essere sempre più spazio per la televisione, nonostante al momento di annunciare il ritiro la tennista avesse specificato che non si sentiva tagliata per il ruolo di commentatrice. L’esperienza dell’Australian Open è invece stata positiva e avrà un seguito al Roland Garros, come comunicato su Instagram dalla diretta interessata.

P.S.

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Buenos Aires, Cecchinato subito eliminato da Djere

Dopo un buon primo set, l’azzurro cala sensibilmente e subisce la rimonta del n. 60 ATP

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Marco Cecchinato - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

[7] L. Djere b. M. Cecchinato 6-7(4) 6-2 6-3

L’ultima sfida fra i due, la finale dell’Open di Sardegna dello scorso ottobre, si era chiusa con la vittoria del serbo e le polemiche dell’azzurro. Al primo turno dell’ATP 250 di Buenos Aires, Marco Cecchinato non trova la rivincita, subendo la rimonta di Laslo Djere in un confronto che non poteva non risentire di quel precedente. Un bel finale di primo set lasciava sperare in ben altra conclusione, ma, pur con qualche imperfezione, Djere ha alzato il livello di fronte a un Cecchinato in sempre maggiore difficoltà nel tenere il campo sia sotto l’aspetto atletico che mentale.

IL MATCH – Scambio di break nella fase centrale e il primo set si decide al tie-break. Giocando con attenzione, Marco sale 3-0 con doppio mini-break, ma subisce l’immediato ritorno dell’avversario sul 4 pari. Nel momento di massima tensione, con i due che faticano a vincere punti sul proprio servizio, Ceck chiude con la smorzata vincente uno scambio ben giocato che gli dà evidente fiducia; comanda infatti i due punti successivi facendo così suo il parziale.

 

Con il vento favorevole, Cecchinato ha la possibilità di strappare subito il servizio a Djere, bravissimo però prima nel cancellarla e poi ad approfittarne per mettere a segno l’allungo. Il nostro rimane in scia, ma senza dare seguito alla brillantezza mostrata nel finale del primo set e Laslo si limita a tenere i propri turni di battuta, anch’egli senza distinguersi per continuità. Apparentemente scoraggiato, Marco cede di nuovo il servizio sul 2-5, sollevando l’altro dall’incombenza di dover chiudere al game successivo.

Adesso Djere gioca con tranquillità, risponde bene, costringe il siciliano lontano dal campo e il 2-0 ne è la scontata conseguenza. Sorprende invece l’immediato contro-break a zero di Ceck, bravo in una strenua difesa a far sentire la propria presenza, anche se il vero protagonista dell’occasione è il passaggio a vuoto serbo. Sul 2 pari, Laslo si tocca la parte posteriore della coscia ma tiene il servizio, impresa ormai impossibile per l’azzurro, nervoso e sempre meno convinto. A differenza del set precedente, riesce almeno a mettere alla prova il game di servizio di Djere che però non trema e firma il 6-3 che lo porta al secondo turno contro il vincente del derby tra Federico Delbonis e l’imbattuto a livello ATP Juan Manuel Cerundolo.

In gioco, per l’Italia, restano soltanto Mager e Caruso che martedì si affronteranno – alle 15:30 italiane – per un posto al secondo turno.

Il tabellone completo

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Un nuovo torneo WTA in Polonia sarà in calendario a luglio

La terra battuta polacca ospiterà un “250” dopo Wimbledon, anche grazie al papà di Iga Swiatek

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Iga Swiatek (dal suo profilo Twitter)

Se l’ATP ha annunciato un nuovo evento in Sardegna, anche le tenniste avranno a disposizione una nuova meta da poter mettere in agenda. Dopo cinque anni di assenza, vale a dire dall’edizione 2016 dell’International di Katowice, il Tour WTA farà ritorno in Polonia il prossimo luglio. Con un montepremi di 235.000 dollari, il torneo si terrà Gdynia, città che si affaccia sul Mar Baltico, pochi chilometri a nord di Danzica.

Secondo quanto riporta Eurosport, protagonista dell’operazione è l’agenzia Tennis Consulting, il cui presidente è Tomasz Świątek, il padre di Iga. E anche i successi della diciannovenne campionessa del Roland Garros potrebbero aver avuto un certo peso. In ogni caso, in tempi di eventi singoli, Tennis Consulting ha siglato un accordo pluriennale con Octagon, che nel tennis rappresenta fra gli altri Bianca Andreescu e David Goffin, oltre a gestire (se non essere proprietaria di) parecchi eventi dei due tour maggiori, particolarmente presente in quello femminile.

Babbo Tomasz vuole “creare un evento che diventi un solido brand nel mondo dello sport e attragga le stelle del tennis”, “siamo sicuri che il torneo avrà un grande successo grazie anche agli appassionati polacchi” dice Steve Simon, CEO della WTA, “è il momento di aggiungere un altro capitolo alla bellissima storia di eventi tennistici della nostra città” rimarca Wojciech Szczurek, sindaco in carica dal 1998.

 

Pur mancando l’indicazione del livello del torneo, che ancora non compare in un calendario peraltro compilato fino a giugno, immaginiamo che si tratterà di un WTA 250. Il direttore sarà Marcin Matkowski, settimo del mondo in doppio nel 2012. Appuntamento quindi a partire dal 17 luglio sui campi in terra battuta del Tennis Club Arka di Gdynia, già terreno di gara per tie di Coppa Davis e Fed Cup, a pochi passi dal lungomare.

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Ashleigh Barty non andrà a Dubai

Un infortunio alla gamba sinistra stoppa la numero uno del mondo. “Spero di recuperare in tempo per Miami”

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Prosegue il momento difficile per Ashleigh Barty. Dopo la dolorosa eliminazione patita ai quarti di finale dell’Open d’Australia per mano di Karolina Muchova e la batosta incassata ad Adelaide da Danielle Rose Collins, la numero uno del mondo deve fare ora i conti con qualche acciacco fisico. La giocatrice di Brisbane non volerà a Dubai, dove lunedì prossimo scatta un prestigioso torneo riclassificato nella categoria “Mille” dal cut off molto severo, e la colpa è di un infortunio alla gamba sinistra.

Sfortunatamente non potrò partecipare all’evento di Dubai – ha fatto sapere Ash tramite il proprio profilo Twitter -, ho un problema alla gamba sinistra e sarò costretta a rinunciare. Mi auguro di cuore che il torneo abbia successo e che tutto si svolga in sicurezza, sperando di poter tornare il prossimo anno. Nel frattempo non vedo l’ora di competere a Miami tra qualche settimana“.

Già, il mirino adesso si sposta sull’ex Mandatory in Florida, che la capoclassifica vinse nel 2019, ultima edizione prima della pandemia. Un bell’impegno considerato che, oltre al titolo, Barty ricomincerà a difendere anche i punti, se abbiamo interpretato in modo corretto le nebulose comunicazioni WTA riguardanti il “congelamento”. Cristallizzate per non nuocere eccessivamente ai giocatori nella già complicata stagione del Covid-19, le classifiche dovrebbero tornare al loro ordinario funzionamento proprio a partire dalla settimana in cui prenderà il via il WTA di Miami.

 

Effetto ultimo di questa defezione, proprio in Florida potrebbe essere rimesso in palio lo scettro di numero uno. Considerando l’attuale distacco tra Barty e Osaka, e decurtando i due totali dei punti guadagnati nel 2019 a Miami (torneo vinto dall’australiana) che come detto dovrebbero arrivare a scadenza, si evince come sia la giapponese che Halep potranno aggredire il trono che Barty occupa da 65 settimane, decima striscia più lunga della storia del tennis femminile.

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