Giorgi non molla mai: batte ancora Cornet e vola ai quarti a Lione

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Giorgi non molla mai: batte ancora Cornet e vola ai quarti a Lione

Successo in rimonta per Camila, il quinto consecutivo contro la tennista francese. Al prossimo turno sarà sfida contro Kasatkina?

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C. Giorgi b. [4] A. Cornet 4-6 7-6(5) 6-2


La numero 2 italiana Camila Giorgi (questa settimana Jasmine Paolini la precede di un posto, al numero 93) torna in campo al torneo WTA di Lione, dopo aver superato al primo turno la tennista bielorussa Vera Lapko. La sua sfidante al secondo turno è la padrona di casa Alize Cornet, testa di serie numero 4 e numero 58 del mondo. Il bilancio tra le due è a favore della tennista italiana, che ha vinto gli ultimi quattro incontri disputati dopo aver perso i primi due. Giorgi ha avuto un discreto avvio di stagione, fermata al terzo turno agli Australian Open da Kerber, ma il ranking ha complicato tutti i suoi tornei. Gli infortuni dello scorso anno hanno provocato la discesa al numero 94 del mondo e Camila si è vista quasi sempre costretta a partire dalle qualificazioni già dai tornei australiani.

La partita si incanala subito sui binari preferiti della tennista francese, con Giorgi che attacca ma spesso perde le misure, soprattutto dal lato del dritto. Ogni turno di servizio di Camila è combattutissimo, mentre Cornet non sembra soffrire particolarmente, grazie soprattutto alla sua costanza da fondo. Proprio i colpi da fondo continuano a tradire la tennista italiana. Nel quinto game un dritto tirato a tutta e un rovescio affossato a rete valgono il break a Cornet. Giorgi fronteggia due set point sul 5-4 Cornet, ma la tennista francese non trova mai la prima e si ritrova addirittura a dover salvare un break point dopo un sanguinoso doppio fallo. Giorgi non riesce però a sfruttare tre seconde molto lente. A Cornet basta farle giocare un colpo in più per generare tre errori non forzati che chiudono il set sul 6-4 a suo favore.

La scelta di Cornet di alzare le traiettorie di ogni colpo continua a dare dividendi alla tennista francese. Giorgi si trova quasi sempre al comando dello scambio, ma rallentando in questo modo Cornet riesce spesso a mandarla fuori ritmo. Il secondo set segue lo stesso copione del primo. Giorgi che attacca e rischia sempre su ogni colpo, Cornet che si limita a far giocare quel colpo in più che è spesso fatale alla tennista marchigiana. Giorgi riesce finalmente ad avere più continuità in risposta e si guadagna tre palle break sul 3-2 a suo favore, nonostante la francese avesse servito bene. Camila è però avventata quando inizia lo scambio e Cornet si salva in corner con due prime. La tennista italiana continua a spingere e Cornet deve spesso rifugiarsi in difese con le ginocchia sostanzialmente a terra. L’impeto d Giorgi si esaurisce e saranno cinque alla fine le palle break non sfruttate nel game. Grandi rimpianti per le due nei vantaggi sprecate nello stesso modo: due dritti affossati a metà della rete.

Il momento positivo della tennista italiana sembra proseguire, ma continua a pagare la poca lucidità in fase di chiusura dello scambio e la strenua difesa di Cornet. Giorgi ha un set point sul 5-4 del secondo set, ma è brava la tennista francese ad aprirsi il campo sul rovescio di Camila e costringerla all’errore. Il momentum di Giorgi non sembra trascinarsi al tie-break, dove entrambe si scambiano minibreak sin da subito. Sia Cornet che Giorgi sono molto fallose, con due doppi falli e vari errori da fondo. La francese ha quel pizzico di solidità in più che la porta a due punti dal match, ma due doppi falli consecutivi ribaltano clamorosamente la situazione. Camila non trema al momento di chiudere e con uno smash non facile riesce a pareggiare il conto dei set.

Cornet accusa il colpo soprattutto a livello fisico. A Giorgi basta restare un minimo concentrata per portarsi subito a palla break, sfruttata con il recupero di una palla corta scellerata della francese. Il declino del livello di gioco di Cornet è inesorabile, e Giorgi non è nemmeno troppo più solida rispetto gli ultimi due set. Tanto basta però per prendere il largo e andare 40-0 sul 4-2 a suo favore e servizio Cornet. La tennista francese si difende con le unghie e con i denti e salve due palle break, ma è ancora un doppio fallo a consegnare il break decisivo a Camila Giorgi. Al servizio si fa recuperare dal 40-0 a suo favore ma sfrutta due regali di Cornet e chiude dopo più di due ore e mezza di gioco.

Successo meritato per Giorgi dopo due set giocati meglio dell’avversaria, nonostante il saldo negativo tra vincenti e non forzati (41-48). Quinta vittoria di fila contro Cornet e buon colpo anche in chiave ranking per la tennista italiana. Sfiderà la vincitrice della sfida tra Bara Irina e Kasatkina per un posto in semifinale.

Il tabellone aggiornato di Lione

 

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ATP

ATP Montreal, qualificazioni: Fognini facile sul carneade Stevenson, Marcora non può nulla contro Draper

Tra Fabio, tds n. 2 del tabellone cadetto, e il main-draw c’è ora il tedesco Altmaier. Roberto lotta fornendo una buona performance, nonostante subisca il bagel arrendendosi al servizio mancino del britannico

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Fabio Fognini (ITA) playing against Andrey Rublev (RUS) in the third round of the Gentlemen's Singles on No.3 Court at The Championships 2021. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 5 Friday 02/07/2021. Credit: AELTC/Simon Bruty

[2] F. Fognini b. [LL] K. Stevenson 6-3 6-1

Fabio Fognini stacca agilmente il pass per il secondo e conclusivo turno del tabellone cadetto del National Bank Open presented by Rogers, superando in neanche un’ora di gioco l’alternate di casa Kelsey Stevenson. Poco più di un allenamento per il ligure, numero due del seeding delle qualificazioni, che ha travolto il malcapitato canadese. Troppa la differenza di livello, che oltre ad essere rappresentata dalle 768 posizioni di distanza in classifica tra i due giocatori, viene per certi versi ancor di più evidenziata dal fatto che il 32enne Kelsey sia un doppista, tra l’altro non di primo piano considerando che ha ottenuto il miglior risultato della carriera proprio la settimana passata trionfando in coppia con il britannico Billy Harris al Challenger di Winnipeg.

L’ex n. 9 del mondo ha già l’opportunità di breakkare nel primo gioco della partita, ma manca di concretizzare le prime due chance. Quando la possibilità si ripresenta Fabio non perdona, strappo nel sempiterno dirimente settimo game e consolidamento senza spauracchi. Anzi, giunge puntuale anche il doppio break sul 5-3 e i giochi del parziale inaugurale terminano così dopo 31 minuti. Fogna capisce che si può accelerare, cosicché possa preservare energie importanti in vista del – si spera – main-draw ma anche ovviamente per il torneo di specialità al fianco di Bolelli: break chirurgico nel quarto game della seconda frazione.

 

Qui si assiste all’unico momento della sfida dove si materializza quantomeno un pochino di pathos, il 35enne di Arma di Taggia deve cancellare due palle del contro-break, le uniche offerte in tutto il match. La soluzione al problema presentatosi viene messa in pratica alla perfezione, allora a questo punto la restante parte dell’incontro va via liscia in men che non si dica per il diavolo della coppia più famosa del tennis azzurro. Ancora break nel sesto gioco, il quarto in totale, e chiusura in battuta. Grandissima prestazione del servizio ligure, se si escludono i 4 doppi falli, con il 62% di prime in campo, l’82% di conversione e anche un ottimo 65% di trasformazione con la seconda. Per accompagnare Berrettini e Sinner nel tabellone principale del Masters 1000 di Montreal, il n. 55 ATP dovrà prevalere sulla tds n. 10 Daniel Altmaier. Il tedesco ha vinto con un doppio 6-3 sulla wc di casa Weekes, un solo precedente tra lui e Fognini: ad inizio anno successo italico a Sydney con lo score di 6-3 7-5.

[11] J. Draper b. [LL] R. Marcora 6-3 6-0

Come il semisconosciuto battuto dal vincitore nel Principato monegasco 2019, anche l’altro azzurro impegnato in queste quali del Canada Open Roberto Marcora ha avuto la possibilità di disputare questo match entrando come alternate. Ricordiamo che l’ex n. 150 del mondo aveva annunciato il ritiro lo scorso 20 febbraio, salvo poi ritornare sui suoi passi e riprendere ad allenarsi nel mese di luglio a Montecarlo, con l’obbiettivo di rientrare alle gare proprio nello swing sul cemento nordamericano. Dunque il 32enne di Busto Arsizio deve ringraziare, fra gli altri, anche i connazionali Musetti e Sonego che hanno preferito proseguire gli allenamenti piuttosto che prendere parte ai due turni delle qualificazioni. Ebbene, il n. 556 ATP ha comunque valorizzato al massimo la chance concessagli, sfruttando l’occasione attraverso una buona versione di sé. Il suo avversario, tds n. 11 del seeding cadetto, era di primissimo piano: quel Jack Draper n. 81 delle classifiche. Il talentuoso britannico, stella nascente del tennis british, viene già delineato da molti come un futuro Top 10.

Roberto ha retto il confronto quasi per l’intero match – ad eccezione dell’ultimo game della partita -, nel primo set pur andando subito sotto 2-0 ha mollato la presa sul servizio soltanto dopo 14 punti e dopo tre palle break annullate – due consecutive sul 15-40 -. L’allungo del mancino di sua maestà è stato controllato fino al termine del parziale, risultando così decisivo. Ciò nonostante l’applausometro verso l’italiano deve essere portato alle stelle considerando lo spirito e l’atteggiamento sempre volitivo, doti che gli hanno permesso di evitare un nuovo break sul 2-3 frantumando il quinto break point concesso. Il secondo set, invece a discapito di quello che farebbe intuire il punteggio, è stato alquanto combattuto: dei primi cinque giochi, due si sono decisi a 30 e altrettanti ai vantaggi. Ciò che è balzato maggiormente all’occhio, quindi, è stata la gestione dei punti importanti e non la tenuta generale della partita, come spesso accade quando s’incrociano giocatori così lontani nel ranking. Tra le statistiche da sottolineare il solito debordante servizio mancino di Draper: 10 ace, un inequivocabile 92% di punti con la prima e 0 palle break offerte. Ma siamo certi che per il lombardo questa esperienza sarà propedeutica ad arrivare maggiormente pronto al prossimo incontro di questo livello. Per Jack adesso l’ostacolo transalpino Quentin Halys, settima forza del seeding delle quali.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP

ATP Montreal, qualificazioni: in gara Fognini (anche in doppio con Bolelli) e Marcora

Esordio contro il numero 832 del mondo per il ligure, mentre Marcora affronterà Jack Draper. Entrambi in campo sabato

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Fabio Fognini - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Con il sorteggio del tabellone principale nella giornata di venerdì, si è aperta l’edizione 2022 dell’Omnium Bank Nationale di Montreal, sesto torneo di categoria Masters 1000 della stagione. Gli unici due giocatori italiani che hanno avuto accesso diretto al torneo sono Matteo Berrettini e Jannik Sinner che, ironia della sorte, potrebbero incontrarsi già al terzo turno. Altri due invece erano appena oltre il ‘cutoff’ per il main draw, ovvero Lorenzo Musetti (nel mentre salito fino alla top 30 in classifica) e Lorenzo Sonego. Entrambi però hanno preferito continuare ad allenarsi anziché giocare le qualificazioni in Canada, dando dunque forfait.

Figurano allora solamente Fabio Fognini (secondo favorito del seeding) e Roberto Marcora nel tabellone cadetto. Fabio, dopo aver saltato Los Cabos e prima vinto il titolo in modo incredibile a Umago con il fedele Simone Bolelli al suo fianco, è in Canada anche e soprattutto per il doppio. Infatti per i ‘Chicchi’ c’è la concreta possibilità di qualificarsi alle ATP Finals di Torino. Al momento sono in ottava posizione nella ‘Race’ e una buona corsa in un Masters 1000 rafforzerebbe le loro possibilità di qualificazione. Fabio durante la premiazione a Umago ha detto di star attraversando “il periodo più complicato della carriera” per la mancanza di risultati e il livello di gioco.

La sorte allora ha dato una mano al ligure: il suo avversario di primo turno nelle ‘quali’ è il numero 823 del ranking Kesley Stevenson, doppista canadese di 32 anni, che la scorsa settimana – come Fabio – ha vinto un titolo. A Winnipeg ha sollevato il suo primo trofeo Challenger in assoluto, insieme al britannico Billy Harris. In caso di vittoria, Fognini sfiderebbe uno tra Jaden Weekes (17enne canadese) e Altmaier. Più in salita il percorso per Marcora. Al primo turno c’è Jack Draper, mentre in un eventuale secondo round avrebbe il vincente di Halys-Berankis.

 

I due azzurri scenderanno in campo già oggi, sabato 6 agosto:

Court Rogers, ore 17 italiane, [2] F. Fognini vs [Alt] K. Stevenson
Campo 9, non prima delle 20.30 italiane, [Alt] R. Marcora vs [11] J. Draper

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Flash

Panatta: “Sinner ha una tenuta mentale di prim’ordine, ma il tipo di gioco suo e di Alcaraz non è il mio preferito”

“Giocano ad una velocità pazzesca che toglie la fantasia, non si ha tempo di pensare” – così l’ex n°4 del mondo sul modo di giocare di Sinner e Alcaraz

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Jannik Sinner – ATP Umago 2022 (foto RDOSPORT)

L’ex campione azzurro Adriano Panatta ha rilasciato un’intervista a Il Corriere dello Sport, commentando a tutto tondo le prospettive del tennis italiano, ma non solo. Il vincitore del Roland Garros 1976 è ormai celebre anche su Twitter, dove molto spesso intrattiene i suoi followers con divertenti siparietti insieme al suo ex compagno di doppio e amico di sempre Paolo Bertolucci.

In apertura non poteva mancare la classica domanda sullo stato attuale e futuro della racchetta azzurra, che vive uno dei momenti di forma più importanti della sua storia. Il focus, in particolare, è sulle differenze tra i vari giocatori. Musetti ha più soluzioni, ha una bella mano così come ce l’ha ancora Fognini. Berrettini invece è classico, anzi classico-moderno con il suo schema servizio-dritto: quando tira fa male. Sinner gioca benissimo dritto e rovescio: deve imparare ad ammorbidire la palla, ma ha tempo davanti a sé. Però quando lo vedo giocare come contro Alcaraz (in occasione della finale di Umago, ndr), cioè con entrambi che tirano a 250km/h da fondo campo, quello è un tipo di gioco che non fa per me. Ma io sono vecchio”.

Per evitare eventuali fraintendimenti, Panatta chiarisce subito quanto detto su Sinner: Non voglio dire che non mi piace Jannik, anzi. Lui è uno che ha una testa di prim’ordine, che sta lì anche se perde: ha gli attributi. È il tipo di gioco che non mi piace, non mi emoziona. Giocano ad una velocità pazzesca che toglie la fantasia, non si ha tempo di pensare. È un gioco più veloce e violento, meno raffinato, poi magari la raffinatezza è quella e io ho un concetto diverso. Sono un dinosauro.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

In chiusura arriva anche un piccolo appunto per Carlos Alcaraz, che ad un certo punto della finale di Umago ha dato l’impressione di aver mollato con la testa ancor prima che con il tennis. “Un giocatore in certi momenti deve essere incudine, in altri martello. Quando sei incudine ci vuole umiltà. Nadal e Djokovic sono due che sanno fare l’incudine: magari perdono, ma stanno lì finché il temporale passa. Alcaraz deve avere l’umiltà di starci: non ci si può offendere se uno gioca meglio o se gli riescono i colpi“.

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