Roland Garros, Giudicelli: "Decisione nostra". Garcia: "Ora è impossibile prepararsi al torneo"

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Roland Garros, Giudicelli: “Decisione nostra”. Garcia: “Ora è impossibile prepararsi al torneo”

L’analisi del quotidiano francese L’Equipe sulla decisione choc di spostare il Roland Garros al 20 settembre. Giudicelli: “Impensabile rinunciare alla stagione sul rosso”. Chardy: “Scioccato dalla mancanza di informazione”

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Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Una doccia fredda da Parigi. In piena emergenza coronavirus, con il quotidiano stravolto per tutti a causa della pandemia, martedì gli organizzatori del Roland Garros hanno colto di sorpresa il mondo del tennis annunciando di posticipare l’evento – inizialmente previsto dal 24 maggio al 7 giugno – al 20 settembre 2020, una settimana dopo la fine degli US Open. Una decisione quanto mai inaspettata, giunta in un momento in cui tanti appuntamenti sportivi (e non solo) sono stati cancellati o rimandati ma, soprattutto, una decisione che, a quanto pare, è stata presa in modo univoco, senza previa consultazione con gli altri organi competenti come ATP, WTA e ITF, avvisati all’ultimo momento. Il quotidiano d’Oltralpe L’Equipe dedica un articolo approfondito sulla presa di posizione della Federazione e del presidente Giudicelli, nonché sulle reazioni di alcuni giocatori.

In un contesto di confinamento quasi totale anche in Francia, annunciato due giorni fa dal presidente Macron (nonostante il termine “confinamento” non sia stato esplicitamente pronunciato), per combattere la rapida diffusione del Coronavirus (decisione che ovviamente blocca di fatto quasi tutti i lavori in corso e quindi anche quelli sul sito del Roland Garros), il presidente della FFT Bernard Giudicelli dichiara all’Equipe di non aver avuto scelta: “Tra la lotta a questo flagello e la volontà di organizzare il torneo, collocarci in calendario a settembre ci è apparsa l’unica soluzione realizzabile. Non potevamo pensare che questa stagione si svolgesse senza nessun evento sulla terra. L’interesse del torneo, dei giocatori e delle giocatrici è la priorità per noi. Ho contattato l’ATP, la WTA e l’ITF ma, alla fine, la decisione è stata nostra“.

Le reazioni degli atleti non si sono fatte attendere. Alcuni più ironici, altri basiti, altri ancora furiosi, in molti si sono sfogati sui social. “Trovatemi un giocatore che fosse a conoscenza di questa decisione!” scrive un ironico Wawrinka. “Excusez-moi???” sbotta in francese Naomi Osaka. Caroline Garcia, che si allena attualmente alla Rafa Nadal Academy, esprime tutta la sua perplessità nel preparare uno slam in tali condizioni: “Oggi è impossibile preparare un torneo di questo livello. Immagino che non sia stata una decisione facile da prendere ma ci sono delle priorità“.

Un altro tennista transalpino, Jérémy Chardy, appare deluso che i giocatori non siano stati consultati: “Sono un po’ scioccato della mancanza di informazioni. Ho ricevuto una mail da parte della FFT. L’ATP non ne sapeva niente o non ci ha detto nulla. È strano“. E poi, il Roland Garros si svolgerà quando teoricamente sarà in corso anche la Laver Cup a Boston, prevista dal 25 al 27 settembre. Giudicelli dichiara di “aver avvisato Tony Godsick (l’agente di Federer) della decisione ma di non averlo consultato“. “La Laver Cup fa bene al tennis” continua Chardy, “ma se alcuni giocatori forti preferiscono disputare la Laver Cup piuttosto che il Roland Garros, è l’inizio della fine. E la cosa non mi fa per niente ridere“.

 

Reazione positiva invece da parte di Julien Boutter, ex n. 46 del mondo e attualmente direttore del Moselle Open di Metz, torneo della categoria ‘250’, in calendario dal 21 al 27 settembre 2020: “È evidente. Ho preso la decisione in cinque minuti (di annullare il torneo). Bisogna prenderla con filosofia. Il tennis ha più da perdere senza il Roland Garros che senza un torneo come il Moselle Open. Se siamo intelligenti, possiamo tutti uscirne cresciuti limitando i danni”.

Ma allora – si chiede L’Equipe – si tratta di un colpo di genio di Giudicelli per collocarsi in una data importante o di un bluff dalle conseguenze pericolose? L’assenza quasi totale di concertazione per imporre la scelta francese ha messo tutti gli attori del tennis di fronte al fatto compiuto. Tale imposizione ha infatti scioccato e sorpreso il consiglio dei giocatori. Da considerare il fatto che lo Slam sul rosso inizierà esattamente una settimana dopo la finale maschile degli US Open (il 13 settembre). I finalisti avranno solo una settimana per passare dal duro alla terra, in un altro continente. E Roger Federer? La Federazione francese lo mette dunque in una posizione difficile per quanto riguarda la Laver Cup. Cosa accadrà in caso di conflitto? Senza contare l’impatto di tale cambiamento di programma sui tornei previsti dal 20 settembre al 4 ottobre: San Pietroburgo, Chengdu, Zhuhai, Sofia, Guanghzou, Seoul, Tokyo e Tashkent, così come un tie di sbarramento della Davis, in calendario dal 18 al 20 settembre…

Traduzione di Laura Guidobaldi

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Bonus di 600 euro per i collaboratori sportivi: istruzioni per l’uso

Dalle 14 sul sito di Sport e Salute al via le prenotazioni. Priorità a chi nel 2019 ha guadagnato fino a 10mila euro, una soglia ritenuta troppo bassa da molti addetti ai lavori

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Dalle 14 di questo pomeriggio (martedì 7 aprile), come previsto dall’ultimo decreto ministeriale, sarà possibile avviare sul sito di Sport e Salute la pratica per l’ottenimento del bonus da 600 euro destinato ai collaboratori sportivi. Quella categoria per la quale il decreto “Cura Italia” dello scorso 17 marzo ha previsto uno stanziamento di 50 milioni. La misura riguarderà circa 83mila posizioni, su una platea molto più vasta stimata (a vario titolo) tra le 350mila e le 500mila unità e mai censita nel dettaglio nella sua fluidità. La priorità andrà a chi nel 2019 ha percepito compensi inferiori ai 10mila euro – soglia esente da tassazione – e non ha altre fonti di reddito (pensione compresa), andando quindi a escludere i tanti che hanno guadagnato anche poco di più. Le dichiarazioni di malcontento non sono mancate. Il governo ha comunque lasciato intendere come l’obiettivo sia arrivare a una copertura di 150 milioni nel decreto economico previsto in questo mese di aprile. Nelle prossime 48 ore, il ministro Spadafora incontrerà in videochat anche il numero uno della Federtennis Angelo Binaghi nell’ambito dei colloqui previsti con le singole federazioni per affrontare le tematiche della crisi.

MODALITÀ – La FIT, come le altre federazioni, ha pubblicato nel dettaglio la procedura che qui proviamo a sintetizzare. È necessario inviare un sms con il proprio codice fiscale al numero che sarà disponibile da martedì 7 aprile su www.sportesalute.eu. Si riceverà un codice di prenotazione e l’indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda sulla piattaforma. Dopo l’accreditamento (servono un indirizzo mail valido, il codice fiscale e il codice di prenotazione ricevuto in risposta all’sms), sarà possibile accedere alla piattaforma, compilare la domanda, allegare i documenti e procedere con l’invio. I 600 euro saranno accreditati entro 30 giorni dalla presentazione delle domande, sul conto corrente indicato.

PREPARAZIONE – Viene precisato come, al momento, l’erogazione procederà “sino a concorrenza del fondo di 50 milioni di euro”. Per gli aventi diritto – che non si sa, a oggi, quanti possano essere – conviene quindi procedere quanto prima con la prenotazione via sms, visto che si terrà conto dell’ordine cronologico. In tal senso, viene formalmente suggerito di predisporre sul proprio pc o tablet tutta la documentazione “in attesa della pubblicazione della piattaforma”. Farsi trovare pronti, in sostanza, con gli accorgimenti che riportiamo qui di seguito.

 
  • caricare sul computer, tablet o telefono il pdf dei documenti che andranno allegati (documento identità, contratto di collaborazione o lettera di incarico o prova dell’avvenuto pagamento della mensilità febbraio 2020);
  • avere a disposizione i dati essenziali, tra cui: codice fiscale, recapiti di posta elettronica e telefonici, residenza e IBAN per l’accredito della somma;
  • disporre dei dati relativi alla collaborazione sportiva, tra cui: nominativo delle parti contraenti, decorrenza, durata, compenso e tipologia della prestazione;
  • conoscere l’ammontare complessivo dei compensi sportivi ricevuti nel periodo d’imposta 2019;
  • accertarsi che il rapporto di collaborazione per cui si intende presentare la domanda di indennità rientri, ai sensi dell’art. 2 del Decreto Ministeriale, nell’ambito di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e che sia presso Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva, Discipline Sportive Associate, oppure presso Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche;
  • verificare che sussistano tutti gli altri requisiti di legge richiesti (esempio: non avere diritto a percepire altro reddito da lavoro per il mese di marzo 2020, non essere pensionato, non essere co.co.co iscritto alla gestione separata INPS, non essere percettore del Reddito di Cittadinanza, etc.);
  • disporre del codice fiscale o della Partita Iva della Associazione/Società/Organismo Sportivo per cui si presta la collaborazione;
  • verificare, se si collabora con un’Associazione o una Società Sportiva Dilettantistica, che sia iscritta al Registro del CONI;
  • verificare, se si collabora con una Federazione Sportiva Nazionale, una Disciplina Sportiva Associata o un Ente di Promozione Sportiva, che sia riconosciuto dal CONI.

In attesa che la piattaforma sia on line, ulteriori informazioni possono essere richieste all’indirizzo mail curaitalia@sportesalute.eu e iscrivendosi al canale Telegram https://t.me/SporteSalute.

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Wimbledon: thanks for the memories

Quest’anno a Church Road non si giocherà. Ripercorriamo la storia del torneo che tornerà nel 2021

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Andy Murray - Wimbledon 2016 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Qui l’articolo originale di Bill Simons

Per quanto riguarda il 2020 Wimbledon non si farà, ma come parte dell’elaborazione del ‘lutto’, ripercorriamo alcuni dei più alti – ma anche alcuni dei meno pregevoli – momenti che questo grande appuntamento annuale ci ha dato.

Miglior giocatore: Roger Federer, otto titoli.

Miglior giocatrice: Martina Navratilova, nove titoli.

Stella più splendente nel Royal Box: Lady D.

Momento più regale: la Regina Elisabetta consegna a Virginia Wade il trofeo nel 1977. La Regina tornerà a presenziare solo nel 2010.

Cartello preferito: “Pensate alla vostra testa” (humor tipicamente inglese per “Please mind your head”).

Meglio l’essenziale: prima del 1975 nessun uomo di colore aveva mai vinto Wimbledon. Connors era dominante in campo e feroce al di fuori di esso. Aveva appena citato in giudizio Ashe. Era il favorito per la vittoria finale. Tuttavia, al Playboy’s Club di Londra, Ashe ed i suoi architettarono una sorta di strategia passiva: colpire di rimessa, non permettere a Jimbo il macho di appoggiarsi ai colpi. Funzionò. Connors, frustrato, chinò la testa. Ashe, trionfante, sollevò il pugno in segno di vittoria.

Il campo che manca di più: Wimbledon rinunciò al suo “cimitero dei campioni”, l’infame Court 2, spedendolo al suo stesso funerale. Prima della sua caduta, tuttavia, molti Golia tennistici furono sconfitti da aspiranti Davide, su questo campo. Nessun campo fu più grande livellatore del Court 2: basta chiedere a Sampras, McEnroe, Serena, Venus, Becker, Agassi o Hingis.

Miglior esplosione: due ragazzi di 17 anni fecero scalpore. Boris Becker diventò il più giovane vincitore maschile nel 1985, e nel 2004 Maria Sharapova affondò Serena per diventare la più giovane vincitrice dell’Era Open.

Le rivalità più accese: Martina Navratilova ebbe un record di 5-4 contro Chris Evert. Serena vinse su Venus 4 volte a 1, sempre Navratilova sconfisse Graf 3 volte senza mai subire uno stop dalla tedesca. Boris Becker ha un record di 3-2 su Stefan Edberg. Roger conduce su Rafa 3-1, mentre Borg e McEnroe si dividono due match della più grande e celebrata rivalità tennistica, eccezion fatta per la “battaglia dei sessi”.

I match migliori: i lampi di genio di Rafa Nadal che vinsero su Roger Federer al tramonto, nel 2008, fecero di quella partita la migliore di sempre. Il miglior match dell’era classica fu la battaglia fra Borg e McEnroe, contrassegnata dal 18-16. McEnroe vinse la battaglia nel tie break del quarto set, ma Borg vinse la guerra e con essa la finale del 1980… e nel caso non fosse sufficiente: altre battaglie che meritano la menzione sono la finale dell’anno scorso fra Djokovic e Federer, l’infinita Isner vs Mahut nel 2010, il passaggio di consegne Federer vs Sampras nel 2001, Budge vs von Cramm nel 1937, Dokic vs Hingis nel 1999, Murray vs Djokovic nel 2013 e Djokovic vs Nadal nel 2018.

Arrivarci vicino, ma non troppo: nel 2009 Andy Roddick affrontava Federer per la quarta volta in una finale Slam. Roddick ebbe set point nel secondo per portarsi avanti di due set, ma fallì una invero non facile volée di rovescio a campo relativamente aperto. Con Sampras in tribuna, Federer vinse 16-14 al quinto per sorpassare il record di 14 Slam di Pistol Pete.

Miglior profeta in patria: nel 2013 Andy Murray divenne il primo britannico in 77 anni a sollevare il trofeo del singolare maschile.

Miglior discorso: nel 2012, l’intervista strappalacrime ad Andy Murray in cui confidò “non sarà facile”. Dopo la sconfitta contro Angie Kerber nel 2018, Serena disse: “A tutte le mamme del mondo, stavo giocando per voi”.

Miglior maratona: il tempo medio per il completamento di una maratona, l’anno scorso, è stato di 4 ore e 30 minuti. Nel 2010, Isner vs Mahut finì col punteggio di 70-68, dopo una durata di 11 ore e cinque minuti.

Match fondamentali: sono stati molti i match chiave nella storia di Wimbledon. La prima vittoria di Borg stava a significare l’arrivo di una nuova generazione di campioni europei. La comparsa delle sorelle Williams un mutamento globale della scena tennistica, e Nadal provò che gli specialisti della terra battuta possono prevalere anche sull’erba. Ma per noi la vittoria di Federer al quarto round su Sampras, nel 2001, annunciava l’arrivo di una nuova era come poche altre fecero.

Migliori sorprese: è acceso il dibattito su quale siano i rovesciamenti più sorprendenti, eccovene alcuni. Stakhovsky su Federer nel 2013, Dokic sulla numero 1 Hingis nel 1999, Querrey su Djokovic nel 2016, Lisiki su Serena nel 2013, Doohan su Becker nel 1987, Flach su Agassi nel 1996, il Dottor Ivo Karlovic su Hewitt nel 2003, Bastl su Sampras nel 2002, Rosol su Nadal nel 2012, Darcis su Nadal nel 2013,Kyrgios su Nadal nel 2014, Brown su Nadal nel 2015.

I migliori a bocca asciutta: tre decadi orsono, Ivan Lendl dominava sul circuito, ma non vinse mai a Wimbledon, due volte venne battuto in finale, e tre volte il suo cammino si interruppe in semifinale. Tim Henman perse quattro volte in semifinale. Altri top player a rimanere al palo furono  Monica Seles, Justine Henin, Kim Clijsters, Tracy Austin, Aranxta Sanchez-Vicario, Li Na, Jennifer Capriati, Mary Pierce, Gabriela Sabatini, Hana Mandlikova, Dinara Safina, Jim Courier, Stan Wawrinka, Mats Vilander, Guillermo Vilas, Guga Kuerten, Ilie Nastase, Ken Rosewall, Patrick Rafter, Marat Safin, Yevgeny Kafelnikov, Marin Cilic, Juan Martin Del Potro, Tomas Berdych, Mark Philippoussis, Milos Raonic e Sergi Bruguera.

I festeggiamenti da ricordare: una raggiante Virginia Wade mentre si inchina di fronte alla Regina. Borg sulle ginocchia. Ashe con il pugno levato alto. Pat Cash urlare verso la tribuna degli invitati, Venus saltare verso il cielo, John Isner mentre si lascia cadere al suolo, Federer in ginocchio col busto all’indietro, Sharapova mentre chiama la madre, Djokovic e Navratilova inchinarsi per strappare un ciuffo d’erba da… masticare, e mille altri distesi sulla propria schiena.

 

Traduzione a cura di Michele Brusadelli

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Pennetta resta a casa: “Tornare a giocare? È un po’ tardi ma mai dire mai”

Flavia è in isolamento, insieme al marito Fabio Fognini e i figli Federico e Farah. Un momento per godersi la famiglia ma il tennis manca. “Giusto annullare Wimbledon, ho pianto quando l’hanno annunciato”. Internazionali a Torino indoor? “Io dico no”

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Flavia Pennetta - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Come tutte le famiglie italiane, anche i Fognini, ovvero Fabio, Flavia, insieme ai figli Federico e Farah, sono costretti a restare in casa. Una situazione sicuramente particolare per loro che sono abituati a stare sempre in movimento. Due campioni di tennis, che per una vita hanno girato il mondo inseguendo quella palla giallo fluorescente. Mentre Flavia si è ritirata ormai da più di quattro anni, per dedicarsi alla famiglia, Fabio è ancora pienamente in attività e ha visto improvvisamente la stagione interrompersi. Niente più tornei fino a data da destinarsi. E così quello che per tanti anni è stato il miglior tennista azzurro è passato dalle racchette alle padelle.

“È un bravo marito. Sono contenta. L’altro giorno l’ho anche messo a cucinare: c’era Farah che protestava, così gli ho lasciato tutti gli ingredienti pronti e un video tutorial. Se l’è cavata benissimo”, dichiara Flavia in una lunga intervista a Il Corriere dello Sport. Fabio però non può concedersi troppi vizi in cucina perché comunque deve rimanere in forma, pronto per ripartire non appena sarà possibile. “Si sta allenando 5 volte la settimana. Fortunatamente abbiamo un giardino e lui si è costruito una minipalestra con tutto quello che gli serve”, prosegue. E anche lei ferma ci riesce a stare ben poco. La campionessa degli US Open 2015 sfrutta così ogni occasione che le concedono i due piccoli per fare attività fisica. Mi alleno la mattina presto, se Farah ha dormito bene, altrimenti dopo pranzo. Quando i bambini dormono”. Si fa quel che si può insomma. 

Il tennis però manca tanto. La stagione nei circuiti ATP e WTA è ferma da inizio marzo. Indian Wells e Miami sono stati cancellati. Così come il torneo di Montecarlo, dove l’anno scorso Fabio aveva conquistato il suo primo Masters 100 in carriera. La pietra tombale su questo annus horribilis è arrivata qualche giorno fa, con la cancellazione di Wimbledon. “Mica si può mettere a rischio la vita della gente. Non solo dei tennisti ma anche degli spettatori e di chi lavora ai tornei. Ci sono ancora tanti troppi contagiati e morti”, sottolinea la brindisina. Il dispiacere però è enorme. Quando l’hanno annunciato in TV mi sono messa a piangere, lo confesso. Fino ad ora si pensava che tempo un mesetto e si sarebbe ripartiti. Cancellare Wimbledon, che è il tennis, significa che siamo messi davvero male. Pensare di stare un anno senza tennis è dura per tutti, si figuri per chi ci ha giocato una vita”.

 

Gli organizzatori del Roland Garros hanno spiazzato tutti, decidendo di spostare il torneo a fine settembre. Un tentativo disperato di salvare l’evento dalla cancellazione. Che però rischia di essere vano. “Sono stati veloci a proporsi, ma non so se riusciranno poi a farlo davvero il torneo in autunno. Per me quest’anno sarà tanto se riusciranno a far disputare le finali di Davis. Negli States non si può andare, in Asia neppure, e anche giocare a porte chiuse non ha senso. Poi come farebbero ad allestire players lounge e spogliatoi?”, si domanda correttamente Pennetta. 

E gli Internazionali d’Italia? Angelo Binaghi, presidente della FIT, sta tenendo aperte tutte le porte, compresa quello di uno spostamento in calendario dalla primavera all’autunno, e un passaggio dalla terra all’aperto del Foro al cemento indoor di Torino. Sarebbe anche un modo per prepararsi alle Finals del 2021, lavorando su aspetti organizzativi e logistici. Pennetta è però molto scettica. Da giocatore dico di no. Per me Roma è Roma. Meglio giocarlo l’anno prossimo nella sua collocazione naturale. Poi capisco i tanti soldi che si perderebbero e anche l’idea di fare una prova generale per le ATP Finals dell’anno prossimo. Ma sarebbe comunque tutta un’altra cosa”, dice Flavia. Che poi, per l’appunto, è tutto da vedere che la stagione ricominci e non si rimandi invece tutto al prossimo anno. 

Nel frattempo, per ovviare a questa astinenza da tennis, in casa Fognini ci si arrangia come si può. In un video recente, Fabio e Flavia, 20 tornei vinti complessivamente da professionisti sui circuiti ATP e WTA, si sono sfidati palleggiando in giardino, con uno stendino al posto di una rete. Flavia, anche in questa partita “di fortuna”, ha dimostrato di avere ancora la tecnica e la leggiadria di un tempo. Fabio è convinto che potrebbe fare ancora la differenza anche su palcoscenici ben più importanti. Solo qualche settimana fa ha confessato di sperare che la moglie torni a giocare.

Mi sta mettendo a dura prova. Mi dice: ‘Dai riprendiamo ad allenarci insieme. Quando si può andiamo a Roma a casa di Barazzutti, stiamo con i bambini in giardino. Nel tennis oggi poi non si sa cosa può succedere, ti fai solo sette tornei, ti segue la Shiavo (Francesca Schiavone ndr)’. Mi ha già fatto la programmazione, capito? ci scherza su Flavia. E non è il solo in famiglia a spronarla a rientrare in attività. “Sono circondata, mio padre e mio suocero lo stesso: ‘Due figli li hai fatti, togliti lo sfizio di giocare un altro anno’. Mio padre quando gli annunciai che ero rimasta incinta fece una faccia strana, poi mi confessò: ‘Speravo che mi volessi dire che tornavi a giocare’”. 

Kim Clijsters, di solo un anno più giovane di Pennetta, e con tre figli alle spalle, ha fatto il suo secondo comeback della carriera quest’anno, poco prima che il Covid-19 interrompesse la stagione WTA, dimostrando di essere assolutamente competitiva. È stata bravissima. E l’ho vista anche bene nel primo match che ha giocato con la Muguruza. Avere la forza di rimettersi in pista è bellissimo, specie quando i figli sono più grandi. Sono contenta per lei. Ma a 37 anni, e con due figli piccoli. Anche se…”. E qua si apre lo spiraglio, in cui mettere a segno il vincente di rovescio. “Non credo che faccia per me. Però un anno è lungo da passare in casa e nella vita non si sa mai. Magari ricomincio ad allenarmi, inizio a giocare un’ora al giorno, e mi torna la voglia. Mai dire mai”. Chissà che quindi Flavia non possa davvero tornare a giocare. Un’ipotesi remota, molto remota, ma non impossibile. 

Per il momento la sua priorità rimane la famiglia e, in particolare, i due figli. Flavia vuole goderseli e guardargli crescere. Una gioia immensa per una madre. Federico è un mix. Solare come mamma, testardo come papà. Ha i miei colori ma fisicamente è una copia in miniatura di Fabio, si muove come lui. Farah invece come colori è più simile a Fabio”, spiega con grande coinvolgimento. Avere dei figli è qualcosa di speciale, che può ribaltare completamente le priorità di una persona. Sembra essere successo per Fabio, che in campo è diventato un po’ meno irrequieto di una volta. E i risultati si sono visti considerato che le ultime due passate stagioni sono state le migliori della sua carriera. Sicuramente diventare genitore ti cambia. Fabio ha sempre i suoi momenti di sclero, che non amo. Ma non posso pretendere che cambi del tutto. A volte bisogna tirargli le orecchie. Ora che è arrivata Farah e che Fede interagisce molto con lui è ancora più consapevole e responsabile”. 

Nonostante questo periodo di isolamento, tutto procede al meglio in casa Fognini, tra esperimenti in cucina, allenamenti e discussioni su un possibile rientro di Flavia. In attesa che si possa finalmente tornare alla vita normale. In attesa che il tennis possa ricominciare. 

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