20.000 euro dal Circolo Tennis Bologna per la lotta al Coronavirus

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20.000 euro dal Circolo Tennis Bologna per la lotta al Coronavirus

Il CTB ha donato al Policlinico Sant’Orsola. Il presidente Andrea Canossi: “È fondamentale supportare tutti coloro che, ogni giorno, stanno rischiando la vita per noi”

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Circolo Tennis Bologna (foto via circolotennisbologna.com)

I membri del Circolo Tennis Bologna hanno dato il loro contributo alla lotta contro il Coronavirus con una donazione di 20.000 euro alla Fondazione Policlinico Sant’Orsola. Il Covid-19 ha colpito duramente la zona (1819 casi e 137 morti nella provincia, 886 e 68 a Bologna città, secondo i dati di Bologna Today), in quella che è la regione più provata dopo la Lombardia.

Il CTB è una delle istituzioni sportive di più lunga data nel capoluogo felsineo, essendo stato fondato nel 1902 – persino prima del Bologna FC, nato nel 1909 – ed è pertanto parte del tessuto connettivo della città. Sembra perciò naturale che si sia deciso di fare qualcosa, come ha spiegato (al Resto del Carlino) Andrea Canossi, presidente del circolo: “Ci siamo sentiti fortemente in dovere di dare un aiuto e di fare la nostra parte in un momento così drammatico […] è fondamentale supportare tutti coloro che, ogni giorno, stanno rischiando la vita per noi“.

Questa la nota ufficiale pubblicata sul sito del CTB:

 

Il Circolo Tennis Bologna ha contribuito, con una donazione di 20.000 €, alla raccolta fondi a sostegno degli ospedali di Bologna e degli operatori sanitari che nell’emergenza Coronavirus ogni giorno si prendono cura di tutti coloro che ne hanno necessità

Il circolo è ovviamente chiuso in ottemperanza alle norme vigenti, ma, come Canossi ha giustamente aggiunto, in questo periodo delicato subentrano altre priorità. Su tutte, quella di dover dare una mano: ci sembra quantomeno doveroso e volevamo fare la nostra parte, perché siamo vicini al personale sanitario e a chiunque si trovi a dover affrontare la malattia. Il nostro vuole essere anche un messaggio verso altre realtà e attività, che possono dare un contributo: donare è importante.

Quest’ultimo concetto va sottolineato, aiutare economicamente gli ospedali è fondamentale soprattutto in relazione alla propria realtà locale, anche con piccole cifre. Se poi qualcuno volesse donare alla stessa fondazione del CTB, di seguito mettiamo il link della Fondazione Policlinico Sant’Orsola:

https://www.fondazionesantorsola.it/progetti/piu-forti-insieme/

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Tennis in circolo: Avellino Tennis Academy, creatività per superare l’isolamento

Oggi vi apriamo le porte dell’accademia campana, che sta facendo di tutto per tenersi attiva durante il periodo di chiusura

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Nella verde irpinia, alle porte di Avellino, in un luogo da set cinematografico di film in cui le favole avvengono nei boschi, si trova la “Avellino Tennis Academy”, un circolo molto attivo, con tre campi coperti e riscaldati, due in duro ed uno in erba sintetica. Dirige il Maestro Vincenzo Picardi con cui facciamo due chiacchiere – augurandogli ovviamente una pronta riapertura dei cancelli dell’accademia, in tutta sicurezza. L’ultimo post Facebook lo testimonia: ad Avellino l’ambiente è già pronto e sanificato a dovere.

In questo momento, con tutte le attività ferme, come state ovviando a questa pausa forzata?
Abbiamo diviso per tipologia la nostra utenza, ponendoci il problema delle esigenze dei genitori che, in questo momento particolare, devono intrattenere i figli per troppo tempo e rinchiusi nelle proprie mura domestiche: 1) scuola tennis; 2) amici follower della Academy; 3) adulti associati. Per ogni categoria abbiamo organizzato delle attività simpatiche, utili e talvolta goliardiche, in ordine:

  • somministrato delle schede di allenamento fisico a coloro che non dovranno perdere la forma fisica ed essere poi subito pronti al rientro, gli allievi di seconda categoria (che da lunedì potranno tornare in campo, ndr);
  • “costruiamo” invece è un’attività creativa, adatta ad intrattenere i più piccoli, stimolando così la loro creatività e lo spirito di competizione, con un premio al migliore lavoretto realizzato, inerente il loro tennis. Questa volta non nel campo ma con l’utilizzo dello smartphone devono realizzare, incollando, tagliando, o colorando il loro tennis;
  • per gli adulti “Doctor Why” e un “cruciverba con ricerca della parola magica”;
  • lo staff ha ideato un’iniziativa a sostegno del decreto del CDM, “io resto a casa” distanti ma uniti da una pallina. Trattasi di un simpatico video dove ognuno di noi, dalla propria abitazione, colpisce con una racchetta la pallina che arriva magicamente a casa dell’altro, creando una catena, in video TikTok…

La Tennis Academy svolge una notevole quantità di attività e offre anche un servizio navetta per i ragazzi così da poter raggiungere il Circolo direttamente dall’uscita dalla scuola, come si riesce a portare avanti una attività del genere in aggiunta alle tante altre, basandosi comunque su una utenza non numerosa quanto quella di una grande area urbana?
Con la ricerca del migliore servizio, risolvendo le problematiche delle famiglie, cercando in tutti i modi di alzare il livello di cultura sportiva e quindi destinare parte delle risorse economiche alle stesse famiglie, essendo il servizio completamente gratuito.

 

Chi ha avuto modo di seguire gli allenamenti dei ragazzi e dei giovani agonisti, ha notato come si presti particolare cura all’insegnamento di un tennis vario che presuppone l’uso di tutti i colpi e varianti tattiche, un lavoro che si basa quindi sulla qualità e non solo su parametri quantitativi, come il miglioramento dell’aspetto dell’intensità psicofisica come “motore” intorno a cui costruire il futuro tennista. Come mai questa scelta “filosofica”?
È semplice, bisogna fare tesoro di qualche errore già commesso in precedenza, e quindi avere la consapevolezza del percorso di crescita degli atleti, il più sano, performante e dedicato agli stessi ragazzi. Sono loro il focus su cui bisogna applicarsi quotidianamente, creando delle basi solide nell’insegnamento, su cui si poggeranno, con un po’ di fortuna, progetti importanti ed ambiziosi. Non c’è altra strada, l’atleta deve essere preparato da insegnanti preparati che si dedicano, che si aggiornano, che sono curiosi e devono saper mettersi in discussione, monitorando ogni giorno l’atleta. Il metodo Academy è condiviso da tutto lo staff e da tutti gli insegnanti, in tutti i settori si utilizza lo stesso linguaggio e gli stessi obiettivi tecnico tattici. Numerose sono le riunioni tecniche, durante l’anno accademico dello staff per programmare, modificare e calibrare le proposte didattiche.

Buon tennis e un grazie al Maestro Picardi.

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Il TC Parioli chiede la riapertura dei circoli

Il presidente del circolo capitolino vorrebbe ripartire entro un mese: “La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme”

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Paolo Cerasi, presidente del TC Parioli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla sezione romana de “Il Corriere della Sera”, augurandosi che la Fase 2 possa includere la riapertura dei circoli entro fine maggio, come accennato dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che ha parlato di un protocollo per la riapertura di centri sportivi, centri danza e palestre. Cerasi ha in particolare fatto leva sulla grande pressione economica a cui i club sono sottoposti al momento: “C’è un grande indotto di lavoro che non può essere trascurato. Parlo di dipendenti, collaboratori sportivi. E poi ci sono soci che potrebbero anche dimettersi se la situazione non si dovesse sbloccare. La situazione è drammatica e se non ci fanno riaprire il danno è enorme.

La base del tennis protesta: lanciata la petizione ‘tutti o nessuno’

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Cinque circoli sportivi palermitani scrivono a Musumeci: “Pronti a ripartire il 4 maggio”

Club Canottieri Roggero di Lauria, Tennis Club Palermo 2, Circolo del Tennis Palermo, Country Club e Telimar verso la fase 2. “Saranno garantite tutte le misure di sicurezza e protezione”

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Una dettagliata proposta articolata in 9 punti prevedendo tutte le misure necessarie alla riapertura dei circoli sportivi. Club Canottieri Roggero di Lauria, Circolo del Tennis Palermo, Country Club, Telimar e Tennis Club Palermo 2 si proiettano alla fase 2 dell’emergenza coronavirus chiedendo al Presidente della Regione, Nello Musumeci, di prevedere la riapertura delle strutture dal 4 maggio prossimo. Lo hanno fatto prospettando dettagliatamente tutte le iniziative, già, pianificate e programmate nel rispetto del distanziamento sociale, dell’utilizzo di mascherine e guanti e di tutte quelle altre restrizioni con le quali, già, da 40 giorni ci siamo abituati a convivere”.

Il coordinamento dei circoli palermitani ha realizzato un vero e proprio protocollo organizzativo esplicitato nella lettera inviata al Presidente della Regione. “Siamo promotori di una iniziativa – spiegano – che, riteniamo, vada al di là delle cinque realtà che hanno sottoscritto il documento ma che coinvolge tutto il mondo dei circoli siciliani”.

Dall’accesso contingentato al circolo alla distribuzione delle mascherine, dal controllo costante del distanziamento sociale alla sanificazione continua dei locali, dall’uso contingentato degli spogliatoi fino al posizionamento dei lettini ed all’accesso in acqua, anch’esso contingentato, fino all’utilizzo del ristorante solo per i nuclei familiari conviventi ed al servizio bibite attraverso distributori automatici, è tutto spiegato nel documento realizzato dai circoli che sottolineano come “tennis, canottaggio, canoa, attività natatorie, vela e triathlon, siano attività che si svolgono all’aperto e ad una distanza ben più ampia del metro canonico. Pertanto, è incomprensibile il motivo per il quale debbano restare ancora chiuse.

Nella missiva, inviata per conoscenza al Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al Presidente del Coni Sicilia, Sergio D’Antoni, ed al Coordinatore del Comitato Tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus in Sicilia, il coordinamento dei circoli sportivi della città di Palermo “in possesso del doppio requisito di avere un’estensione delle proprie strutture superiore a 6.000 mq ed un numero di iscritti superiore a 1.000, che rappresentano oltre 10.000 cittadini” evidenzia come non abbiano “ricevuto alcuna protezione provvedendo a proprie spese a mantenere gli impianti sportivi, che – si legge nella lettera – se abbandonati, non potranno svolgere ancora quel servizio sociale di prevenzione e cura della salute, cui le pubbliche amministrazioni hanno comodamente derogato”.

Nella lettera, i cinque circoli palermitani si appellano alla “sensibilità del Presidente nei confronti di associazioni che hanno contribuito a successi mondiali ed olimpici ed all’espansione del turismo.

Comunicato stampa

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