Il governo del tennis smentisce Atton & Price e mette in guardia i giocatori

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Il governo del tennis smentisce Atton & Price e mette in guardia i giocatori

La società d’affari presieduta da Éric Brimberg si propone di costituire un fronte di rappresentanza dei giocatori finalizzato al recupero di fondi per superare l’emergenza Covid-19. ATP, WTA e ITF reagiscono con dispetto

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Tutto è fermo, e chissà ancora per quanto dovrà esserlo. Ma nel tennis, sport in cui i guadagni sono direttamente proporzionali al numero di partite giocate nei tornei, meglio se importanti, la crisi economica rischia di propagare i propri nefasti effetti molto presto. I tennisti hanno in serbo parecchie domande ma ricevono in cambio poche risposte ai loro bisogni, e anche se le proposte sul tavolo per mettere qualche toppa non mancano, ancora non si è capito chiaramente chi metterà i soldi indispensabili ai giocatori per pagare le spese fisse che comunque abbondano, basti pensare a coach, fisioterapisti, preparatori ed entourage vari e variegati che, a cascata, rischiano di venire travolti da un’inerzia destinata a prolungarsi alquanto.

Nelle intercapedini dell’insidiosa questione si è intrufolata la recentemente costituita società francese Atton & Price, che, attraverso le ambiziose parole del presidente Éric Brimberg e del suo braccio destro Olivier Roumélian, si è auto-designata rappresentante degli affari dei giocatori, organizzando una raccolta firme volta a ottenere dai governi del tennis venti milioni di euro, a titolo di sostentamento provvisorio da versare sui conti correnti di giocatori e giocatrici compresi tra la cinquantesima e la cinquecentesima posizione dei rispettivi ranking. Nella missiva con richiesta d’adesione spedita ai protagonisti, Atton & Price specifica che il proprio impegno verrà sviluppato gomito a gomito con le associazioni dei giocatori, oltreché con il governo del tennis mondiale, si capisce.

Forse pizzicati nell’orgoglio, ATP, WTA e ITF hanno rilasciato un comunicato congiunto da cui, oltre a un certo fastidio, emerge un colossale diniego nei confronti di tale meccanismo di supporto. “ATP, WTA e ITF,” si legge nella nota, “non hanno alcun tipo di affiliazione con la società Atton & Price, e suggeriscono ai propri associati di valutare con la dovuta perizia qualsiasi proposta relativa ad aiuti finanziari che a loro pervenga. In qualità di rappresentanti dei giocatori, confermiamo la volontà di porre in essere tutte le misure necessarie a sostenerli durante questo complesso periodo di transizione“.

 

Lungi dal voler mollare la presa, e indisponibili a interpretare la parte dei millantatori, Brimberg e Roumélian hanno tenuto a replicare, sottolineando che “l’iniziativa prosegue con la ferma intenzione di aiutare i tennisti in difficoltà,” e che “gli aderenti non sono e non saranno vincolati da alcun obbligo contrattuale“. In attesa di opportune schiarite, si ha l’impressione che l’inchiostro destinato ai prossimi resoconti dell’intricata vicenda rischia di essere parecchio.

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Luca Bottazzi ci spiega qual è il primo comandamento del tennis

Probabilmente lo avete intuito guardando il frame di Federer e Djokovic a Wimbledon: si tratta di saper perdere, l’abilità fondamentale per inseguire e raggiungere la vittoria

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Vi aggiorniamo sulla pubblicazione dei nuovi contenuti sul canale YouTube Bottazz Vincente di Luca Bottazzi, commentatore, scrittore e studioso del tennis. Trovate qui la puntata precedente, nella quale Bottazzi ha provato a rispondere alla domanda che precede tutte le altre: perché si gioca a tennis?

Il suo viaggio all’interno dei segreti della tecnica di gioco prosegue con due nuovi video, che di seguito vi introduciamo.

Qual è il primo comandamento del tennis? Luca non ha dubbi: si tratta di saper perdere, un’abilità fondamentale per costruire il coraggio utile a cogliere, nel momento che conta, la vittoria. Perché saper perdere, nel tennis come nella vita, è la cosa più difficile. E dunque la più importante, per diventare ‘campioni di se stessi’.

 

Saper trattare la palla con destrezza è una abilità importante, ma saper giocare al gioco del tennis è un’altra cosa“. Bottazzi introduce così la pillola che si propone di spiegare cosa significa saper giocare. Che in qualche modo si ricollega alla precedente, perché rivela l’umanità dei grandi campioni che, pur dotati di mezzi tecnici straordinari, hanno finito per perdere partite quasi vinte perché hanno ‘sbagliato nel saper giocare’. Cercare continuamente la luna e le stelle, a beneficio di tifosi e spettacolo, non determina però affatto il saper giocare. Anzi, si tratta piuttosto dell’esatto contrario…

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Berrettini: “Devo avere cura delle mia caviglie. Forse torno in Italia tra tre settimane”

Matteo è ancora in Florida a casa di Ajla Tomljanovic: “I miei suoceri gentili e accoglienti. Bello conoscerli meglio. Le caviglie? Ho imparato ad averne cura”. In dubbio la presenza a Todi

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Un lockdown con la famiglia della findanzata per Matteo Berrettini che, intervistato da Enrico Sisti per La Repubblica, ha ammesso di avere dei suoceri ‘adorabili’. Già, perché Matteo sta trascorrendo il periodo di isolamento in quel di Boca Raton, a casa di Ajla Tomljanovic, tennista di origine croata naturalizzata australiana, attuale n. 55 del mondo che vive in Florida con i genitori e la sorella Hana da 15 anni.

Nell’intervista, Matteo racconta l’esperienza di una convivenza nuova e ricca di belle sorprese, come l’affetto e la gentilezza dei genitori di Ajla, Ratko e Emina: “Sono gentili, accoglienti, mi fanno sentire sempre a casa, ossia uno di loro; sto imparando a conoscere lo stile, la cultura e i modi, anche fisici, di un gruppo con abitudini diverse dalla mia e probabilmente da qualunque famiglia italiana. È bello trovarsi di fronte ad atteggiamenti nuovi cui adattarsi. Per esempio il tatto: loro sono croati, tendono a non toccarsi, non sono particolarmente caldi, almeno nel senso che diamo noi all’aggettivo, sono meno melodrammatici di noi, vagamente più distaccati, meno baci e abbracci. Ma alla fine coccolano anche loro...“.

Insomma, un rapporto idilliaco con i genitori di Ajla, “Già, magari qui ho scoperto che sono più bravo come genero che come fidanzato! Del resto un po’ di tensione, all’interno di una coppia, ci può stare. Ma no, dai, vado bene anche come fidanzato!”. C’è aria di fiori d’arancio, allora? “Ora non saltiamo subito alle conclusioni. Alla romana direi che semo ancora regazzi…!“.

 

La Florida e Boca Raton, un paradiso del tennis, quasi una realtà sospesa che per un attimo fa dimenticare la terribile pandemia che sta sconvolgendo il mondo da quasi tre mesi: “Da queste parti ci sono più academy che bistrot, Ajla ed io ci siamo incrociati sui campi d’allenamento con Azarenka, Osaka e con tanti colleghi americani, come Tiafoe, Paul e Opelka“.

Durante l’isolamento, Matteo ha avuto modo di recuperare dall’infortunio alla caviglia, che l’ha indotto a saltare l’esibizione di West Palm Beach. Si tratta del suo punto debole, dal punto di vista fisico: “Ho finalmente stabilito un rapporto sano con la mia debolezza: le caviglie. Dovrò convivere con il lato fragile della mia natura. E averne cura, perché senza le caviglie, o con caviglie bistrattate, non vai da nessuna parte”.

Matteo Berrettini – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

RITORNO A CASA – “Avrei preferito stare accanto alla mia famiglia. Ma se fossi rimasto in Europa (Matteo vive a Montecarlo, ndr) sarei rimasto dentro casa senza sorrisi, senza amici. È stato difficile scegliere […] In Florida pare onestamente di essere circondati dall’ovatta. A Boca Raton in particolare, con questa sua oggettiva ricchezza che colpisce anche l’occhio, tutti questi condomini ampi. Forse aiuta anche lo spirito ispanico. Viviamo in un’oasi, possiamo fare tutto, andare a correre, giocare a tennis su un campo privato, allenarsi in giardino. Qui il distanziamento sociale è quasi inevitabile, mi verrebbe da dire, c’è talmente tanto spazio. E le mascherine sono obbligatorie soltanto nei luoghi chiusi (in Italia vale lo stesso, ndr). Quanto a me, ho avuto paura per i nonni…”.

Gli allenamenti cominciano presto per Matteo, “alle otto di mattina. E faccio la schiuma. Fa già molto caldo”. Quando lo rivedremo di nuovo impegnato nelle gare? “Se tutto è ok, a metà settembre“. Il rientro a casa invece è previstoforse tra tre settimane, ma stiamo ancora aspettando di capire meglio‘. Circostanza che mette in dubbio la sua partecipazione agli Assoluti di Todi.

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Djokovic sembra in grande spolvero: passante vincente no-look in allenamento

Tornato in campo a Belgrado, dove a metà giugno si giocherà un torneo di esibizione, Nole ha sfoggiato un colpo incredibile spalle alla rete

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Novak Djokovic a Belgrado (via Twitter, @Dzaleee)

Lo attendiamo in campo per l’Adria Tour, l’esibizione itinerante che partirà il 13 giugno da Belgrado, e proprio sui campi della sua città natale vediamo Novak Djokovic compiere un notevole trick immortalato dal un video-tweet pubblicato da Nikola Džaleta, tennista serbo 28enne che adesso fa l’allenatore.

Volgendo le spalle alla rete, e di puro polso, Nole mette a segno un passante incrociato di dritto che risulta imprendibile per il suo avversario. Tanto per essere pronti, nel caso si debba tornare in campo prima del previsto.

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