A Messina non si può giocare a tennis... per colpa del topspin

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A Messina non si può giocare a tennis… per colpa del topspin

No, non è una barzelletta. L’assessore al commercio del comune di Messina lo ha spiegato in una diretta social. Dimostrando di non aver capito benissimo cosa sia il topspin…

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Rafa Nadal - Roland Garros 2008 (foto @Gianni Ciaccia)

Perché la partita a tennis non è consentita? Perché prevede che i due giocatori, prima o poi nell’arco del gioco, annulleranno la distanza: c’è il gioco a rete, c’è il (?) volée, c’è il topspin (??)… adesso non mi metto qui a fare citazioni di tennis. C’è l’ingresso in campo, c’è l’uscita dal campo, ci sono i momenti di intervallo tra i due set“.

Parole e musica dell’assessore al commercio del comune di Messina Dafne Musolino, adeguatamente supportata nell’invettiva contro il nobile gioco della racchetta dal sindaco Cateno De Luca. Per spiegare un’ordinanza comunale – pare ritirata – che impediva di giocare a tennis a Messina, nonostante la Sicilia sia stata la prima regione d’Italia a riaprire in qualche modo i circoli, Musolino si lancia in una pittoresca descrizione della partita di tennis.

Ecco spiegato da due luminari perché è pericoloso giocare a tennis 🤦‍♀️ in che mani siamo dico io!

 
Pubblicato da Stolli Elisabetta su Venerdì 8 maggio 2020

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Gaudenzi: “Ora il problema è Madrid, la situazione varia di giorno in giorno”

Il Presidente ATP racconta la difficile situazione di ripresa del circuito con la speranza di mettere in piedi un calendario accettabile da qui alle Finals di Londra

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Intervistato da Supertennis, il Presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la ripresa del circuito maschile sempre incerta a causa della situazione mutevole legata al virus a ai relativi spostamenti internazionali:

Abbiamo ricevuto la notifica dal ministero della Salute della Comunità di Madrid e in questi giorni valuteremo con il board dell’ATP il da farsi, non abbiamo alternative che seguire le indicazioni dei governi. Sarà importante ricevere le esenzioni per consentire ai giocatori di viaggiare dagli Stati Uniti in Europa per giocare i tornei sulla terra.
Per adesso il calendario rimane questo, dopo stiamo lavorando su una stagione europea indoor fino ad arrivare alle Finals da Londra. Stiamo facendo del nostro meglio ma purtroppo ogni settimana succede qualcosa, cerchiamo di gestire come possiamo.”

Sull’impegno dell’Italia e della Federtennis

“Siamo grati alla federazione e anche agli organizzatori dei challenger perché fare un torneo quest’anno è molto complesso dal punto di vista operativo e finanziario. L’Italia sta dando un contributo molto rilevante per la ripartenza.

 

Le misure di sicurezza e di distanziamento sociale

A grandi linee l’idea è mettere i giocatori in una “bolla”, mantenere il distanziamento sociale e fare test frequenti per garantire la sicurezza dei giocatori e di chi lavora per il torneo. Cercheremo di non far passare loro tempo fuori dalla bolla, perché è lì che c’è rischio di contagio.

Il problema più grande in questo momento

“La nostra difficoltà maggiore è costituita dai viaggi. Lo staff di un torneo di categoria Masters 1000 conta circa 700-800 persone.”

Le conseguenze dello stop allo swing cinese e in generale asiatico

“Da un punto di vista operativo rimanere in Europa ci semplifica un po’ le cose, ma non è facile programmare dei tornei per coprire il ‘buco’ asiatico. Dobbiamo anche pensare al 2021 e per questo stiamo già parlando con Tennis Australia.”

La riforma del ranking per il 2020…

“Stiamo valutando di estenderlo ai mesi di gennaio e febbraio. Qualsiasi decisione prendiamo è impossibile fare felici tutti.”

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Errani verso l’esordio: “Palermo seconda casa. Non sono quella di un tempo, ma ho la stessa voglia”

La due volte campionessa del torneo siciliano torna in campo dopo l’esperienza negativa del 2019, conclusa tra le lacrime. “Il pubblico, quello che ci sarà, spero possa darmi una mano”

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Sara Errani - Indian Wells 125K 2018 (foto Luigi Serra)

Un doppio fallo, il decimo della partita, una racchetta spaccata e un pianto di frustrazione. Si concludeva così, al cospetto della lucky loser Fanny Stollar, l’esperienza di Sara Errani al torneo di Palermo nel 2019 – un’esperienza non certo all’altezza della sua partecipazione precedente al torneo siciliano, che nel 2013 l’aveva vista sconfitta in finale.

Per rialzare la testa, da numero 169 del mondo, Sara Errani ripartirà dal primo turno contro Sorana Cirstea, sconfitta cinque volte nei sette precedenti. “Spinge molto e ha tanta esperienza. Ti toglie il tempo, dovrò cercare di essere solida. Mi auguro davvero che Palermo possa tornare a regalarmi un sorriso” ha raccontato Sara nel corso di un intervista al Corriere dello Sport. Sulla terra siciliana Errani ha vinto due titoli, nel 2008 e nel suddetto 2012, perdendo altrettante finali – nel 2009 contro Pennetta e nel 2013 contro Vinci, non certo due avversarie qualsiasi. “Devo ringraziare Oliviero Palma, il direttore del torneo, che in questi anni mi ha trattato benissimo fino a farmi addirittura socia onoraria del circolo. Sono onorata di aver ricevuto una wild card e spero di far bene“.

Sara ha raccontato di aver trascorso i mesi di isolamento a Valencia, dove vive da qualche anno, e di aver tutto sommato fatto tesoro di questa ‘esperienza nuova’, che le ha permesso di staccare da tutto. “Non gioco dal torneo di Acapulco, era febbraio e avevo passato le qualificazioni e vinto una partita (in realtà Sara ha poi perso al primo turno sia a Monterrey che in un ITF messicano, ndr)”.

 

So che il mio livello non è quello delle stagioni migliori ma ho la stessa voglia. Spero di fare qualcosa di meglio” dice riferendosi all’esperienza palermitana dello scorso anno, “ma dopo essere stata ferma per tanti mesi non è facile riprendere. Palermo per me è una seconda casa dove ho spesso giocato bene. Il pubblico, quello che ci sarà, sperò possa darmi una mano“. Il suo match andrà in scena attorno alle 18 sul campo centrale e sarà visibile in diretta su Supertennis.

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Barazzutti: “Fognini pronto tra due settimane. Se tutto va bene tornerà a giocare a Kitzbuhel”

Fabio Fognini si sta allenando a Maglie, ospite del circolo locale. Barazzutti dice che il segreto è la famiglia: “Credo che avere vicino Flavia e i bambini, poter stare con loro durante il giorno gli faccia molto bene e gli stia dando la forza necessaria a superare la fatica”

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Fabio Fognini e Corrado Barazzutti - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nessuna sorpresa e nessun intoppo sulla strada del ritorno in campo per Fabio Fognini, che ormai più di due mesi fa si è sottoposto a una doppia operazione di artroscopia alle caviglie. Si è chiamato fuori senza troppi rimpianti dal torneo di Cincinnati e di conseguenza anche dallo US Open, con l’obiettivo di tornare in campo sulla terra europea.

Obiettivo confermato dall’allenatore Corrado Barazzutti, che lo ha seguito a Maglie, in Puglia, a una manciata di chilometri dal mare di Otranto. “Fabio sa quel che deve fare se vuole recuperare al meglio e si sta impegnato tantissimo” ha dichiarato Barazzutti a La Gazzetta dello Sport. “Ci alleniamo tutti i giorni dalle 10 alle 14:30, sono molto soddisfatto del suo impegno e dei risultati“. Fognini è attualmente ospite del Circolo Tennis Maglie che gli ha messo a disposizione campi e preparatore atletico; la squadra del circolo pugliese milita in A1, o meglio, militava, poiché proprio questo week-end ha perso lo spareggio salvezza con il TC Genova 1893 e il prossimo anno giocherà in A2. Si tratta comunque di un team competitivo, i cui componenti (Blancaneux in testa) stanno facendo da sparring partner a Fognini.

Credo che tra un paio di settimane sarà pronto“, ipotizza Barazzutti. “Poi ne avremo altre quattro di lavoro a Roma prima di tornare ai tornei a Kitzbuhel. Se tutto va bene Fabio giocherà lì, siamo fiduciosi perché tutto procede senza intoppi“. La positività di Barazzutti è data anche dal clima assai sereno che si respira attorno a Fognini, che ha scelto di passare queste settimane in Puglia con la famiglia al completo: “Credo che avere vicino Flavia e i bambini, poter stare con loro durante il giorno gli faccia molto bene e gli stia dando la forza necessaria a superare la fatica. E poi, il fatto di aver risolto il problema alle caviglie, gli ha tolto un peso. Per un atleta dover convivere con gli infortuni è all’ordine del giorno, ma non certo piacevole. Ora è soddisfatto e tranquillo“.

 

Tanto allenamento – spesso in campo c’è anche Flavia, che è nata a meno di 100 km da Maglie – ma anche un po’ di meritato riposo con moglie e figli. La ricetta ideale per la ripresa.

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