1x04: Ubi Radio vi parla di Ubitennis ai tempi del coronavirus

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1×04: Ubi Radio vi parla di Ubitennis ai tempi del coronavirus

Cosa è cambiato nella routine redazionale da quando non si gioca più? La quarta puntata di Ubi Radio (inizio ore 19) conclude il breve viaggio dietro le quinte di Ubitennis

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La quarta puntata di Ubi Radio, il nuovo podcast in diretta di Ubitennis, conclude il breve viaggio dietro le quinte del nostro portale iniziato nella scorsa puntata. Se giovedì scorso ci eravamo soffermati su come si muovono normalmente le rotative e come si sono mosse fino a inizio marzo, evidenziando le differenze tra la copertura di un grande torneo e quella di una settimana in cui i big riposano, oggi vi parliamo di come abbiamo cambiato la nostra routine lavorativa da quando la pandemia di coronavirus ha interrotto l’attività dei circuiti.

Come si ‘sopravvive’ a un periodo senza uno straccio di quindici ufficiale? C’è anche qualche aspetto positivo? Accedere alle notizie è più semplice o più difficile? Quanto è forte la tentazione di mettersi a pubblicare video di gattini? Ne parlano Vanni Gibertini e Alessandro Stella.

UBI RADIO – IL TENNIS IN DIRETTA: EPISODIO 4

 

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Sintonizzatevi sulla pagina Spreaker di Ubitennis, che consentirà anche di mandare commenti e domande in diretta durante la trasmissione. Si potrà accedere alla trasmissione live del podcast da questo articolo (alle 19 inseriremo il link in cima), dalla pagina Facebook di Ubitennis e, una volta terminata la diretta, si potrà riascoltare l’episodio anche sulle principali piattaforme di podcast come Spotify, Apple Podcast e Google Podcast.

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WTA Palermo: Giorgi in rimonta, sono tre le azzurre ai quarti di finale

Camila perde il primo parziale contro la slovena Juvan poi viene fuori alla distanza. Ma quanti errori e quanti patemi. Raggiunge Errani e Cocciaretto, che sfiderà Kontaveit. Passa la n.1 Martic

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

È la solita Camila Giorgi, nel bene e nel male, quella che supera in rimonta la 19enne slovena Kaya Juvan, n.121 del ranking mondiale, con lo score di 3-6 6-2 6-4 in due ore di gioco nel suo match di secondo turno al torneo di Palermo, il primo dell’era post-Covid per la WTA. Sprazzi di un tennis dominante, con vincenti a raffica, e passaggi a vuoto, causati anche dagli eccessivi rischi che il suo gioco comporta. Alti e bassi, non solo all’interno della stessa partita ma anche dello stesso set. Alla fine, comunque basta per piegare la resistenza della combattiva e promettente Juvan, debilitata anche da qualche dolore alla schiena nelle fasi finali del match. “Per me è stata una bella partita; lei non mi ha messo in difficoltà, sono io che ci ho messo un po’ a entrare in partita ed ero sempre io a sbagliare. Avevo il punto sempre in mano, infatti nel terzo ho set ho dominato” ha detto Camila dimostrato buona sicurezza a fine partita.

La tennista di Macerata approda così ai quarti di finale del torneo siciliano, insieme alle altre italiane Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto. Affronterà Dayana Yastremska che ha battuto facilmente Oceane Dodin. 

IL MATCHAvvio di incontro spumeggiante per Camila che mette pressione alla sua avversaria in risposta e la infilza sia di dritto che di rovescio con grande facilità. Juvan però non si scompone, mantiene basso il numero degli errori e si riprende subito il break di svantaggio pareggiando sul 2 a 2. Giorgi invece perde verve e cede il servizio nel settimo gioco. La slovena conferma il vantaggio e approfitta di un orrendo turno di servizio da parte di Giorgi, concluso con un doppio fallo, per conquistare il primo set per 6-3. Rinfrancata dal set di svantaggio, Juvan ora gioca tranquilla, mostrando un gioco solido e dalle soluzioni tecniche talvolta interessanti. Giorgi ha però il merito di non andare via di testa. Ne vengono fuori una serie di giochi lottati al termine dei quali è Camila a venire fuori con un break sul 2 pari. L’azzurra vince altri 3 game e rimanda tutto al set decisivo. 

 

Juvan nella pausa chiama l’intervento del fisioterapista per un dolore nella parte inferiore della schiena. Sfruttando l’inerzia e i fastidi fisici dell’avversaria, Giorgi va subito avanti sul 3 a 0. A causa di un passaggio a vuoto perde uno dei due break, ma poi lo recupera immediatamente portandosi sul 5 a 1. La partita sembra ormai indirizzata definitivamente con Juvan che comincia a buttare via gli scambi. Giorgi però pecca in quanto a killer instinct, commettendo una serie di errori inopinati che riportano la giovane balcanica incredibilmente sotto, fino al 5 a 4. Nonostante anche un po’ di malcelata tensione, Giorgi riesce al secondo tentativo a tenere il servizio, ottenendo la vittoria in un match che ha messo in mostra i soliti pregi e difetti della marchigiana. Il Covid-19 ha cambiato il mondo, ma non Camila Giorgi. 

Camila Giorgi – Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

GLI ALTRI MATCH – Negli altri due match di giornata, vittorie in rimonta per la teste di serie per Petra Martic e Anett Kontaveit, rispettivamente n.1 e n.4 del seeding. A far sudare la croata è la Liudmila Samsonova, n.117 del ranking WTA, russa di nascita ma italiana d’adozione, che a causa di un passaporto mai arrivato da qualche anno purtroppo non veste più i colori azzurri. Primo set equilibratissimo e tutto giocato sui servizi, a dir il vero notevoli per gli standard femminili delle due tenniste. Avanti 5 a 4, Samsonova ha sei occasioni per portarsi a casa il set in risposta (di cui tre consecutive) ma Martic si salva. La 21enne russa però non accusa il colpo, e dopo aver tenuto a fatica il proprio turno di battuta riesce finalmente a conquistare il parziale per 7 giochi a 5.

Parte meglio la 29enne di Spalato nel secondo set, mettendo a segno il break in apertura. C’è però equilibrio in campo e Samsonova si riporta sotto sul 4 pari. La russa però non conferma il vantaggio in uno sciagurato game di servizio a zero e Martic vince il set per 6-4. Nel secondo set la favorita del seeding dilaga con due break, nel terzo e nel settimo gioco. La tennista balcanica vince il parziale per 6-2 dopo poco meno di due ore e mezza di gioco e va ai quarti. Affronterà la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, come Samsonova proveniente dalle qualificazioni, giustiziera della nostra Jasmine Paolini al secondo turno. 

Maggiormente pronosticabili le difficoltà incontrate da Kontaveit contro la tedesca Laura Siegemund, ex top 30, tennista dal gioco potente e vario. Ed è proprio grazie a questo mix che la veterana tedesca, allenata dal siciliano Antonio Zucca, mette subito la testa avanti nel primo parziale. Kontaveit recupera sul 2 pari ma la sua avversaria è più pimpante e può fare affidamento su un maggior numero di soluzioni tecniche. Siegemund si prende un altro break e sale 4 a 2. A spianarle la strada è la stessa estone la quale con un game di servizio da tre doppi regala il primo set per 6-3.

Kontaveit cambia marcia nel secondo parziale: più incisiva sia di dritto che di rovescio e meno fallosa da fondocampo. E gli equilibri in campo si alterano radicalmente. La n.4 del seeding si invola facilmente sul 3 a 0 pesante. Siegemund recupera un break e si riporta sotto. Kontaveit però è padrona del campo: strappa ancora il servizio all’avversaria nel settimo gioco e si prende il set per 6-2. L’estone mette subito la testa avanti nel parziale decisivo. La tedesca non molla e rimane agganciata. La n.22 del mondo dà la spallata decisiva sul 5 a 2. Un’indomita Siegemund annulla quattro palle break ma deve cedere sulla quinta. Sarà dunque, Kontaveit l’avversaria di Elisabetta Cocciaretto ai quarti: un’altra Top 30 da sfidare, un’altra montagna da scalare. Ma la teenager di Porto San Giorgio ha già dimostrato in questo torneo di non farsi intimorire facilmente. 

Risultati:

[1] P. Martic b. L. [Q] Samsonova 5-7 6-4 6-2
[4] A. Kontaveit b. L. Siegemund 3-6 6-2 6-2
C. Giorgi b. [Q] K. Juvan 3-6 6-2 6-4
D. Yastremska b. O. Dodin 6-2 6-4

IL TABELLONE COMPLETO

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Focus

Le mille bolle di tutti gli sport: tra poco ci sarà anche il tennis con lo US Open

“Bolla” è ormai la parola più in voga di questo periodo nel mondo sportivo. Ma di cosa si tratta concretamete? I dettagli delle norme sanitarie per lo US Open

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In questa situazione che si sta lentamente trasformando da emergenza distopica a nuova normalità, il tennis si appresta a mandare in scena uno dei suoi eventi più importanti in quella che fino a pochi mesi fa era uno degli epicentri della pandemia di COVID-19.

Un’impennata di casi in Spagna ha appena costretto ATP e WTA a cancellare uno dei loro tornei cardine, ovvero il Mutua Madrid Open, ma dall’altra parte dell’oceano, al Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows, i preparativi continuano febbrilmente per ospitare un inedito “double header” composto dal Western&Southern Open, solitamente ospitato al Lindner Family Center di Mason, Ohio, e il tradizionale US Open.

Sotto la guida del Dottor Brian Hainline, Chief Medical Officer della NCAA e membro del Board della USTA, è stato approntato un protocollo sanitario per limitare al massimo le possibilità di contagio tra i partecipanti al torneo e tutte le migliaia di persone che servono per far funzionare l’imponente macchina organizzativa dello Slam newyorkese.

 

Alla base del protocollo della USTA c’è il concetto di “bolla”, in inglese “bubble”, che racchiude l’idea di un ambiente più o meno sterile, isolato dal mondo circostante, nel quale gli abitanti sono frequentemente testati e seguono comportamenti per eliminare o fortemente limitare i contatti che potrebbero potenzialmente diffondere il contagio. Ciò vale sia per quel che riguarda le interazioni con individui al di fuori della bolla, sia per quanto concerne i contatti tra membri della bolla.

Si tratta di un concetto messo in pratica da diverse leghe professionistiche sportive, alcune delle quali sono riuscite a riprendere l’attività anche in aree geografiche particolarmente problematiche dal punto di vista del livello dei contagi. La NBA ha ricominciato la propria regular season nella “bolla” approntata all’ESPN Wide World of Sports Complex di Orlando in Florida, un gigantesco resort di 89 ettari che comprende alberghi, palestre, campi da golf, ristoranti, piscine e altre amenità, all’interno del quale i giocatori della lega rimarranno fino a che la loro squadra non avrà terminato il campionato. La MLS, Major League Soccer, è ospite della stessa bolla e gioca su due campi da calcio allestiti appositamente per le riprese televisive.

La “bolla” è ormai sulla bocca di tutti nel mondo sportivo, anche se l’utilizzo dello stesso termine generico può far pensare che la struttura sia simile in tutte le sue configurazioni, quando in realtà ognuna delle “bolle” intorno al mondo ha caratteristiche diverse ed è stata adattata alle necessità e alle caratteristiche del singolo sport.

LE DIVERSE BOLLE

La “bolla” più pura, più rigorosa, è quella che è stata costruita dalla UFC, la Ultimate Fighting Champions, l’organizzazione che gestisce il circuito di arti marziali miste, particolarmente popolare negli Stati Uniti. La UFC ha creato la cosiddetta “Fight Island”, un’isola nel Mare d’Arabia a circa 30 chilometri da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, dove si è ricreato un microcosmo autosufficiente per disputare le riunioni ogni weekend. Atleti, tecnici, personale della produzione, giornalisti e tutto il personale di servizio è stato rinchiuso in uno spazio predefinito, con procedure rigorosissime all’ingresso. A tutti i membri della bolla, con esclusione degli atleti, è stato richiesto un periodo di quarantena di 14 giorni all’interno degli alberghi di Yas Island (la stessa isola che ospita il Gran Premio di Formula 1 a novembre), con test negativo all’inizio e alla fine del periodo. Tutti gli atleti sono stati trasportati con voli dedicati dal luogo di raccolta a Las Vegas e hanno dovuto superare test prima del decollo, all’arrivo negli Emirati, 48 ore dopo l’arrivo e prima di tutti gli incontri. Ogni domenica mattina alle 6 ora locale (corrispondente alle 22 di sabato sera sulla costa Est degli USA, per favorire la trasmissione in diretta da parte della ESPN) viene disputata una riunione con vari incontri.

Le bolle messe in piedi in Nord America per le leghe professionistiche come la NBA, MLS ed NHL prevedono un livello di flessibilità superiore: buona parte del personale di servizio, ovvero pulizia, manutenzione ordinaria, cucina, non risiede nella bolla ma normalmente alloggia nella propria residenza quando non è in servizio. Per permettere questo tipo di organizzazione, però, sono stati costituiti diversi livelli di sicurezza all’interno della bolla, che sanciscono il tipo di interazione che i vari individui possono avere tra loro a seconda dei vari livelli. Chi non risiede nella bolla solitamente appartiene al livello più esterno (di solito chiamato “Tier 3” o “Tier 4”) , che anche se viene sottoposto allo stesso livello di test di tutti gli altri membri della bolla, non può avere contatti con i membri del livello più interno (“Tier 1”), quello dove stanno gli atleti e i membri della squadra.

ESPN’s Wide World of Sports (AP Photo/John Raoux)

La NHL ha costituito due bolle, entrambe in Canada, a Toronto ed Edmonton, che sono regolate da un manuale di 75 pagine estremamente dettagliato che prevede protocolli per qualunque fase della vita delle squadre, dalle partite agli allenamenti, comprei anche i viaggi in ascensore.

L’unica lega che non ha costruito una bolla è stata la MLB, il campionato professionistico di baseball, che ha mantenuto la propria struttura itinerante, pur producendo un manuale di oltre 100 pagine che regimenta tutti gli aspetti del gioco e della vita delle squadre (compreso anche dove si può sputare), ma non pone le pesanti restrizioni della bolla per quel che riguarda l’alloggio permanente dei giocatori. Questa scelta però, forzata dall’associazione giocatori che non ha accettato la soluzione della bolla, non sta dando buoni risultati, in quanto ci sono state parecchie partite (disputate comunque a porte chiuse) che sono state rimandate a causa della simultanea positività di vari giocatori di una stessa squadra.

Non è comunque detto che il modello itinerante sia necessariamente da scartare: la MLB ha deciso di giocare il proprio campionato senza co-locare le squadre nelle zone degli USA più colpite dalla pandemia. La Formula 1, invece, che ha iniziato il proprio campionato in luglio in Austria e sta programmando di portare a termine una stagione con 13-16 gran premi (anch’essi a porte chiuse), sta avendo un discreto successo, nonostante un caso positivo registrato da parte del pilota Sergio Perez di Point Racing prima del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone pochi giorni fa.

Come nel caso delle altre bolle, ogni volta che viene rilevata una positività da parte di un individuo, questi viene isolato per 10-14 giorni (a seconda del protocollo) e viene aumentata la frequenza dei test per tutti i membri della sua microbolla più vicina. Nel protocollo della Formula 1, infatti, sono state predisposte sotto-bolle all’interno della bolla: una per team, una per pilota, e così via. Le interazioni tra bolle devono essere limitate e non ci possono essere interazioni con chi proviene da fuori la bolla durante il weekend di gara, mentre è possibile lasciare la bolla tra un Gran Premio e l’altro a patto di non fare contatto con persone al di fuori della propria bolla sociale (stretto gruppo familiare). Naturalmente al rientro della bolla vengono predisposti una serie di test ravvicinati con isolamento tra un test e l’altro.

LA BOLLA DEL TENNIS

E il tennis? Come si comporta? Il tennis si posiziona a metà tra lo scenario NBA e quello della Formula 1: a ogni torneo si crea una bolla simile a quella di Orlando, anche se l’alloggio dei giocatori non è co-locato rispetto alla sede di gioco, per cui è necessario avere un sistema di trasporti sicuro. Tuttavia il problema si pone quando si tratta di passare da una bolla all’altra, ovvero da un torneo all’altro. Anche perché in questo caso bisogna fare i conti con le restrizioni alla mobilità internazionale che non rappresentano un problema per le leghe professionistiche nazionali (dalla NBA alla Serie A alla Bundesliga).

Le organizzazioni che gestiscono il tennis pro stanno cercando di trovare un modo per consentire ai giocatori di poter viaggiare da un Paese all’altro evitando di dover osservare periodi di quarantena ogni volta che si attraversa un confine: per fare ciò è molto probabile che si faccia leva sul fatto che atleti provenienti da altre “bolle” nelle quali sono regolarmente testati ogni qualche giorno e vivano in un ambiente pensato per evitare contagi (con sotto-bolle e i vari “Tier”) già soddisfino i criteri per i quali la quarantena viene richiesta. Tuttavia, per soddisfare questi prerequisiti, è possibile che non sia permesso agli atleti di uscire dalla bolla di un torneo prima di entrare nella bolla di un altro, ovvero di “tornare a casa” una volta sconfitti in un torneo prima di spostarsi nella sede del prossimo evento.

Novak Djokovic – US Open 2018 (credit USTA/Garrett Ellwood)

Durante il torneo di Palermo, dove ai test d’ingresso una giocatrice è stata esclusa per essere risultata positiva al test ed è stata isolata in una struttura apposita, ci sono state parecchie critiche perché l’albergo ufficiale non è riservato alle giocatrici, ma ci sono anche altri ospiti che ovviamente non sono sottoposti a nessun controllo della bolla. In questo caso è necessario trattare gli “estranei” dell’albergo come appartenenti al livello più esterno della bolla ed evitare ogni contatto con loro. L’efficacia del concetto in questo caso dipende, come è il caso almeno in parte anche per le bolle NBA e NHL, dalla disciplina degli atleti e del loro entourage nei loro comportamenti al di fuori della propria stanza e della sede di gara.

Per quanto concerne lo US Open, sono state rese note alcune delle norme di sicurezza cui saranno sottoposti gli accreditati al torneo, e sembra che la USTA abbia deciso di fare sul serio. Come era già stato anticipato, si potrà alloggiare nei due hotel ufficiali (Long Island Marriott o Garden City) oppure si potrà affittare una casa privata. Ma per chi dovesse optare per la casa privata (disponibile ad un costo indicativo di 40.000 dollari per due settimane) sarà anche necessario pagare un costo supplementare per avere l’agenzia privata di sicurezza della USTA che sorveglia l’abitazione 24 ore al giorno (onde controllare gli spostamenti degli occupanti della casa), e si dovrà disporre di trasporto privato da e per il torneo.

Ogni giocatore avrà a disposizione al massimo tre ospiti nella propria abitazione (o nelle due stanze a disposizione negli alberghi ufficiali) con accesso all’impianto, ma solamente uno di questi ospiti potrà accompagnare il giocatore al campo da gioco, al campo d’allenamento, negli spogliatoi o al ristorante giocatori. Nessun’altra persona potrà visitare gli alloggi dei giocatori e ogni accreditato verrà testato almeno una volta ogni quattro giorni.

Nel caso in cui un giocatore dovesse risultare positivo a un test oppure lasciare la bolla senza autorizzazione, costui verrà automaticamente squalificato dal torneo e dovrà essere isolato per 10 giorni. La persona eventualmente nella stanza con il positivo verrà isolata in quarantena per 14 giorni. Di conseguenza, nel caso in cui il compagno di stanza di un giocatore dovesse risultare positivo, anche qui il giocatore in questione verrebbe squalificato dal torneo e messo in quarantena. Se un qualunque ospite del giocatore dovesse lasciare la bolla senza autorizzazione, questa persona dovrà lasciare la bolla entro 24 ore, le sarà ritirato l’accredito, non potrà essere accreditata allo US Open 2021 e il giocatore verrà multato.

I giocatori di doppio fungeranno da “alternate per i giocatori di singolare, dal momento che non ci sono le qualificazioni e non si può accedere a quella risorsa per riempire i posti lasciati vuoti in tabellone da eventuali giocatori risultati positivi prima dell’inizio del torneo.

Nell’ultimo documento fatto avere dalla USTA ai giocatori martedì scorso è stata garantita l’esenzione alla quarantena per tutti i partecipanti al torneo in arrivo a New York. Siccome questa quarantena è imposta non a livello federale ma a livello dello Stato di New York, essendosi il Governatore Cuomo impegnatosi personalmente per la disputa dello US Open, era abbastanza scontato che l’esenzione sarebbe arrivata. Al momento, tuttavia, non c’è ancora la sicurezza di un’esenzione simile per chi si recherà in Europa dopo lo US Open, ma il fatto che ci sia ancora abbastanza tempo per ottenere il semaforo verde dalle autorità del Vecchio Continente, e il relativo ottimismo che traspare dai giocatori che si stanno preparando a partire per gli Stati Uniti sembra far pensare che questo nulla osta dovrebbe arrivare.

Si tratta sicuramente di un mosaico molto complesso in cui ci sono parecchi elementi non ancora del tutto definiti e dove diverse cose possono creare problemi non indifferenti. Ma se c’è qualcuno che può far funzionare tutto questo probabilmente è proprio la USTA, che da mesi sta cercando di mettere in piedi un torneo che solo 6-8 settimane fa sembrava impossibile da disputare.

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Italiani

WTA Palermo: Camila Giorgi completa il poker azzurro

Convincente esordio per Camila Giorgi a Palermo contro Rebecca Peterson. Prossimo impegno contro Juvan. Fuori la n. 2 Vondrousova

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

Ritorno vincente per la n.1 italiana Camila Giorgi (n. 89 del ranking) che ha fatto il suo rientro sul circuito WTA aggiudicandosi il suo in contro di primo turno al Palermo Ladies Open contro la svedese Rebecca Peterson (n. 44 WTA) con il punteggio di 7-5 6-4. Nel suo primo match sulla terra battuta da più di due anni a questa parte, la marchigiana ha fatto un po’ fatica all’inizio del match a trovare il ritmo partita e ha dovuto recuperare da 1-3 e servire per rimanere nel set sul 4-5. Da lì però ha infilato ben sette giochi consecutivi che hanno segnato il destino del match. “Mi sono allenata qualche settimana sulla terra, mi sono trovata molto bene – ha spiegato Giorgi -. I primi punti sono stati un po’ difficili per il ritmo, poi ho iniziato a muovermi meglio. Il pubblico è stato fantastico”.

La vittoria di Camila completa l’en-plein azzurro al primo turno della competizione palermitana, raggiungendo Errani, Cocciaretto e Paolini che avevano superato il loro primo impegno nella giornata di lunedì. Il prossimo turno per Giorgi sarà contro la slovena qualificata Kaja Juvan (n. 121 WTA) che nel primo incontro della giornata sul campo centrale aveva eliminato la testa di serie n.2 Marketa Vondrousova (n. 18 WTA), finalista lo scorso anno al Roland Garros.

Negli altri incontri di martedì da segnalare il facile ingresso del torneo della testa di serie n.1 Petra Martic, che ha lasciato solamente tre giochi alla belga Van Uytvanck, e l’affermazione di altre tre giocatrici provenienti dalle qualificazioni: la russa Samsonova, che ha superato Flipkens, la bielorussa Sasnovic che ha eliminato la n. 5 del seeding Elise Mertens e la lucky loser Dodin che ha avuto la meglio di Zidansek.

 

I risultati:

[1] P. Martic b. A. Van Uytvanck 6-0 6-3
[Q] L. Samsonova b. K. Flipkens 6-4 6-2
[Q] A. Sasnovich b. [5] E. Mertens 6-4 6-1
F. Ferro b. [Q] N. Podoroska 6-2 6-1
[LL] O. Dodin b. T. Zidansek 2-6 6-4 6-4
C. Giorgi b. R. Peterson 7-5 6-4
[Q] K Juvan b. [2] M. Vondrousova 1-6 7-5 6-4

Il tabellone aggiornato

Il programma di mercoledì 5 agosto

Campo centraleore 16
[8] E. Alexandrova vs F. Ferro
J. Paolini vs [Q] A. Sasnovich
[WC] S. Errani vs Kr. Pliskova
[WC] E. Cocciaretto vs [6] D. Vekic

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