Tennis Channel mischia le epoche: Sampras, Agassi e Federer si sfidano in un torneo virtuale

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Tennis Channel mischia le epoche: Sampras, Agassi e Federer si sfidano in un torneo virtuale

Due tabelloni da 32 giocatori, uno maschile e uno femminile, vedranno sfidarsi i più grandi campioni degli ultimi 25 anni. In forma simulata, s’intende…

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Lo sterile eppure irresistibile esercizio di confrontare tennisti che hanno calcato i campi da tennis in epoche diverse non troverà mai una vera e propria risoluzione. Ma ogni tanto ci si prova, tra il serio – con analisi comparative di statistiche e titoli – e il faceto, come proverà a fare in questo caso Tennis Channel.

Il canale statunitense interamente dedicato al tennis è pronto a lanciare il torneo simulato All-Star Fantasy Showdown, che vedrà sfidarsi in due tabelloni da 32 giocatori i migliori tennisti e le migliori tenniste di delle ultime decadi. Non è ben chiaro se verrà utilizzato il motore grafico di un videogame o quale altro software – lo scopriremo a partire dall’8 giugno – ma sappiamo che nel tabellone maschile coesisteranno Sampras, Agassi, Federer e Nadal, oltre a Djokovic, Hewitt, Rafter, Murray e altri campioni tra cui Carlos Moya che giocherà – non proprio lui, diciamo il suo simulacro – il match d’esordio contro Agassi.

Anche tra le donne sarà aspra contesa – benché virtuale. Le sorelle Williams, ovviamente, ma anche Halep e Sharapova, Capriati e Davenport; quest’ultima sarà coinvolta anche in persona nella trasmissione Tennis Channel Live in cui diversi analisti discuteranno gli esiti delle partite.

 

Il claim del torneo annuncia che nove scontri diretti che non sono mai andati in scena sul campo verranno simulati da questo torneo. “I telespettatori di Tennis Channel vedranno per la prima volta alcune sfide tra giocatori che hanno influenzato profondamente il gioco nelle ultime due decadi e mezzo“, ha detto il senior vice president dell’emittente John MacDonald. Sarà possibile anche rivedere i match on demand sulla piattaforma Tennis Channel Plus.

A.S.

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L’intervista di Ubitennis a Matteo Berrettini

15 minuti con il numero uno d’Italia, che si trova a Sophia-Antipolis per l’Ultimate Tennis Showdown di Mouratoglou

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Tra la sconfitta di ieri contro Tsitsipas nella settima giornata dello Ultimate Tennis Showdown, il nuovo circuito messo in piedi da Patrick Mouratoglou, e la sfida di oggi (ore 18:30) contro Popyrin in un match decisivo per la qualificazione, Matteo Berrettini si è ritagliato un po’ di tempo per farsi intervistare in diretta dal direttore Scanagatta su Facebook.

Trovate qui l’intervista completa, se ve la siete persa:

live inn diretta con Matteo Berrettini

 
Pubblicato da Ubaldo Scanagatta su Domenica 5 luglio 2020

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Caos sul nuovo calendario WTA: niente entry list per Palermo e Praga, speranze per Washington?

Manca un mese alla ripresa eppure le incognite sono ancora tante. Restrizioni sui viaggi, entry list che non ci sono e giocatrici che non possono spostarsi. E Washington è nel limbo

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Jasmine Paolini - Palermo 2019 (foto via Twitter, @LadiesOpenPA)

Il circuito femminile sarà il primo a ripartire nel 2020, e nello specifico ripartirà da Palermo, ma i dubbi sono ancora tanti. Dopo la tappa siciliana le ragazze che sceglieranno di competere in Europa potranno spostarsi a Praga, per poi volare alla volta di New York in vista dell’accoppiata Cincinnati-US Open. Eppure c’è ancora chi sostiene che il Citi Open di Washington (data d’inizio 14 agosto) abbia speranze di essere un combined; lo hanno supposto anche Clarey e Rothenberg del New York Times, nonostante invece Peter Bodo (di ESPN) abbia detto a Ubitennis che le speranze, secondo lui, sono minime.

Insomma, la confusione è tanta. Anche in considerazione del fatto che le entry list di Palermo e Praga sarebbero dovute essere già pubbliche (mancano rispettivamente quattro e cinque settimane all’inizio, e le entry list sono solitamente pubblicate sei settimane prima) e invece se del torneo ceco non si sa nulla, i profili social del Ladies Open hanno comunicato che la lista verrà rilasciata solo domani, lunedì 6 luglio. Sembrano certe le presenze italiane di Giorgi e Paolini, oltre a Sakkari e Bertens; buone possibilità anche per Halep, ma è tutto in divenire.

Sembra che venerdì ci sia stato un meeting della WTA, alla presenza di alcune rappresentanti delle giocatrici, ai cui contenuti il portale Open Court avrebbe avuto accesso. Il problema principale restano gli spostamenti intercontinentali, poiché se dall’inizio di luglio i paesi membri dell’Unione Europea hanno allentato le restrizioni, non lo hanno fatto per i voli provenienti da tutti i paesi del mondo; l’ingresso in Europa per alcune giocatrici potrebbe essere complicato. Inoltre, se i paesi europei interessati dallo swing sulla terra battuta (Italia, Spagna e Francia) intenderanno ancora imporre la quarantena a chi viene dagli Stati Uniti, sarebbe impossibile per le giocatrici (in questo caso anche per i giocatori) competere.

 

Si tratta di una situazione assai variabile e dobbiamo accettarlo” ha detto Steve Simone, il CEO della WTA. “Dobbiamo prendere atto del fatto che la situazione è in continuo mutamento ed essere pronti ad eventuali adattamenti” gli ha fatto eco Vanessa Webb, ex giocatrice attualmente membro del WTA Board in rappresentanza delle top 100. “Abbiamo giocatrici che vogliono giocare e altre che non vogliono; giocatrici che possono giocare e altre che non possono giocare ovunque” – e questo sembra un riassunto abbastanza accurato della situazione.

La differenza principale rispetto all’ATP, che pure non può vantare troppe certezze in più, è che il circuito maschile ripartirà direttamente dagli Stati Uniti (un paio di settimane più tardi) che hanno già da mesi ufficializzato delle eccezioni per l’ingresso di atleti di rilevanza mondiale nel paese. Certo, anche per lo US Open potrebbe esserci qualche problema poiché lo stato di New York ha imposto delle restrizioni supplementari per coloro che arrivano da 16 stati americani, quelli in cui la crescita dei casi è ancora preoccupante; ci sono Florida, California e Texas, che messe assieme superano gli 80 milioni di abitanti.

Insomma, la ATP non ATP ride, ma in WTA sembra si rida ancor meno.

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De Minaur: “Se vuoi battermi, devi davvero buttarmi giù”

Il giocatore australiano sembra pronto a ripartire, dopo aver saltato l’Australian Open. “Non sempre tutto va come previsto, ma devi andare avanti”

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Alex de Minaur - Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

Appena cinque partite nel 2020, tutte contro avversari compresi in top 50 e quattro delle quali nella competizione a squadre che ha aperto lo stagione, la ATP Cup. Lì Alex de Minaur ha battuto Zverev e Shapovalov, davanti al pubblico di Brisbane, ma una volta approdato davanti ai tifosi della sua città natale Sydney ha raccolto due sconfitte, contro un indiavolato Evans e contro Nadal. Poi la sconfitta all’esordio di Acapulco conto Kecmanovic (l’Australian Open ha dovuto saltarlo per infortunio) e quindi l’attualità che conosciamo, fatta di pandemia e zero tennis ufficiale.

Alex de Minaur ha trascorso il suo isolamento in Spagna ad Alicante, la terra di sua mamma Ester e per certi versi anche la sua, che in Spagna è cresciuto tennisticamente (tanto che ancora qualcuno si mangia le mani). Lo abbiamo visto scendere in campo – e fare anche benino – per una esibizione a Valencia e poi praticamente nient’altro, a parte allenarsi e dare il benvenuto al piccolo ‘Enzo’ (un cagnolino) in famiglia.

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Welcome to the family Enzo!!! 🐶🐾 @enzothegolden7 #goldennugget

 

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Ci sono alti e bassi in questo viaggio“, ha detto in una intervista al sito dell’ATP riferendosi alla strada per diventare un tennista di vertice. “Ma devi sempre andare avanti. Non sempre andrà tutto come previsto, ma se hai la mentalità giusta e guardi le cose in modo positivo, stai già facendo la cosa più importante“. Uno dei suoi punti fermi è il coach spagnolo Adolfo Gutierrez, che lo segue da una decina di anni e lo aiuta in questa attività di concentrazione. “Siamo cresciuti insieme, mi ha visto maturare come tennista e come persona. Mi ricorda costantemente da dove vengo e le difficoltà che ho dovuto superare per arrivare dove sono ora“.

Fuor d’allenamento – e de Minaur non è uno che si risparmia; basta vedere quanto vanno rapidi i suoi piedi in partita – il giocatore australiano ci tiene a staccare la spina. “Mi piacerebbe essere definito come un ragazzo divertente e rilassato fuori dal campo. Ma quando sono là fuori, in campo, devo essere quello che non si arrende mai e lotta fino alla fine; se vuoi battermi, devi davvero buttarmi giù“.

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