Il World Padel Tour riparte da Madrid

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Il World Padel Tour riparte da Madrid

La capitale spagnola ospiterà le prime due tappe del circuito mondiale di padel. Si parte il 28 giugno con l’Estrella Damm Open. In via di definizione il resto del calendario 2020

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Se è attesa per lunedì 15 giugno una decisione definitiva sulla ripartenza dei circuiti ATP e WTA, il mondo del padel si muove in anticipo e annuncia che il World Padel Tour ripartirà a fine giugno. Sarà l’Arena di Madrid ad ospitare il primo torneo ufficiale dopo il lungo stop forzato causato dalla pandemia di Covid-19. L’Estrella Damm Open si disputerà dal 28 giugno al 5 luglio, rigorosamente a porte chiuse e nel rispetto di tutte le misure sanitarie necessarie per garantire lo svolgimento dell’evento in sicurezza. Nella capitale spagnola si giocherà anche la tappa successiva, il Madrid Open, dal 12 al 19 luglio. Il resto del calendario è in via di definizione ed è ancora incerto il destino del torneo di Cagliari, previsto dal 31 agosto al 6 settembre.

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I dubbi sulla sede sembrano svanire: le Finals di Torino si giocheranno al Pala Alpitour

Il quotidiano La Stampa ricostruisce la trattativa delle ultime settimane tra la FIT e i gestori dell’impianto. L’alternativa sarebbe stata l’Oval Lingotto, ma con meno posti disponibili

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Il Pala Alpitour di Torino (foto palaalpitour.it)

Sembrano svaniti i dubbi sulla sede prescelta per ospitare a Torino le ATP Finals dal 2021 al 2025. Come da previsioni – che, forse erroneamente, erano state date per scontate – i migliori tennisti del mondo dovrebbero sfidarsi sul campo del Pala Alpitour (noto anche come Pala Isozaki) con i suoi oltre 14mila posti a sedere. L’ufficialità non c’è ancora, come racconta il quotidiano torinese, che ha nel frattempo ricostruito i dialoghi intercorsi nelle ultime settimane tra la FIT e la società Live Nation che gestisce l’impianto a due passi dallo stadio Olimpico. Le richieste economiche dei gestori sarebbero state ritenute in un primo momento eccessive, costringendo la Federtennis a studiare un piano B. Che sarebbe stato lo spostamento del torneo all’Oval del Lingotto, comunque adatto ma con qualche controindicazione. I posti disponibili sarebbero scesi a 8500 – con tribune da allestire – in uno spazio che è stato destinato al pattinaggio in occasione dell’Olimpiade invernale del 2006.

IL PIANO – Interpellato dal quotidiano torinese, il dg della FIT Marco Mantinasso aveva confermato l’Alpitour come prima scelta, ammettendo però valutazioni in corso in quanto anche l’Oval sarebbe stato funzionale alle Finals. La fumata bianca tra i vertici federali e Live Nation sarebbe però arrivata negli ultimi giorni, in attesa solo di essere messa nero su bianco. Una volta stabilita la sede definitiva dell’evento, si inizierà a lavorare su logistica, mobilità e ticketing. Al netto dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria, a poco più di un anno di distanza dal via potrebbe così partire operativamente la macchina organizzativa di un’evento la cui ricaduta positiva sulla città, a pieno regime, viene stimata tra i 120 e i 150 milioni di euro.

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Cecchinato vola al primo turno del Roland Garros: sono dieci gli italiani nel tabellone maschile

Il semifinalista dell’edizione 2018 domina Coppejans e si guadagna un posto nel main draw dello Slam parigino

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Alle porte del Roland Garros 2020, siamo sicuri di avere ben dieci italiani nel tabellone maschile. Agli otto che avevano già accesso diretto al main draw e a Lorenzo Giustino che si è unito giovedì dopo aver vinto l’ultimo turno di quali, si è aggiunto Marco Cecchinato. Dopo aver eliminato Glubis e Lestienne, Marco ha avuto vita facile contro il belga Kimmer Coppejans, numero 161 del ranking. Il match è durato appena un’ora di gioco, 6-1 6-2 il punteggio finale. Il primo set è stato un vero disastro per Coppejans: solo due punti vinti al servizio e una valanga di errori non forzati, spesso all’inizio del palleggio.

Sebbene il risultato sia piuttosto simile al primo, nel secondo parziale il belga è riuscito a tenere il ritmo più a lungo, ma Cecchinato si è rivelato troppo solido per lui. Ancora non sono stati rivelati gli accoppiamenti nel tabellone principale per i due qualificati azzurri: Marco è entrato nel torneo con la giusta mentalità e anche in una giornata complicata a livello climatico (vento molto fastidioso per tutto il match) è riuscito a gestire al meglio una partita che lo vedeva nettamente favorito. Ora spera in un primo turno abbordabile (cosa che non è capitata a tutti gli azzurri).

Magari lo vedremo in campo in un derby, dal momento che sia Seppi che Sonego attendono un qualificato. Marco vuole togliersi di dosso la maledizione dello Slam che è riuscito a sfatare solo nel 2018, quando raggiunse la semifinale proprio sui campi del Roland Garros: escluso quel torneo non è mai riuscito a vincere un primo turno in un Major (1 vittoria e 12 sconfitte in carriera).

 

Il tabellone delle qualificazioni con tutti i risultati aggiornati

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Emilio Gomez al Roland Garros a 30 anni dalla vittoria di suo padre Andrés contro Agassi

A quasi 29 anni, l’ecuadoregno esordirà in un tabellone Slam proprio dove il genitore fu campione di singolare e doppio

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Emilio Gomez - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Molti ricorderanno la vittoria di Andrés Gomez al Roland Garros del 1990, quando sconfisse Andre Agassi in quattro set, a sorpresa ma neanche tanto, perché il mancino ecuadoregno era stato uno dei migliori specialisti del decennio precedente, due volte campione a Roma nel 1982 e nel 1984. Andrés è stato anche N.1 di doppio, conquistando due Slam (US Open 1986 e Roland Garros 1988, facendo coppia rispettivamente con Slobodan Zivojinovic ed Emilio Sanchez), ma la sua popolarità si deve a quel successo, ottenuto a 30 anni compiuti da qualche mese, sul ventenne Kid di Las Vegas, scarsocrinito ancorché imparruccato.

Ebbene, da lunedì quella dei Gomez a Parigi sarà ufficialmente una dinastia, perché ieri suo figlio Emilio si è qualificato per il main draw del Roland Garros (dopo essersi arreso al secondo turno nel 2019), e in maniera quantomai drammatica: dopo aver battuto nettamente la tds N.1 delle qualificazioni, il brasiliano Thiago Seyboth Wild, al primo turno, Gomez jr. ha battuto in tre set lo slovacco Horansky prima di rimontare lo stacanovista del lockdown Dmitry Popko (116 esibizioni giocate durante la pausa del tour!), salvando due match point prima di spuntarla per 7-1 al tie-break del terzo.

“Sento il legame padre-figlio che ci dà il Roland Garros”, ha dichiarato al sito del torneo dopo la vittoria su Wild. “Mi ricordo quando venne a seguirmi da junior, era veramente speciale giocare sui campi dove aveva vinto lui. […] Non ci sono molti figli di giocatori di livello sul tour, a parte Casper Ruud; io sto cercando di portare avanti la tradizione di famiglia.

 

Emilio, 29 anni a novembre, fa parte della Gens Iulia del tennis ecuadoregno: oltre al padre, infatti, c’è anche il cugino, Nicolas Lapentti, ex-N.6 ATP e semifinalista all’Australian Open del 1999, i cui fratelli Giovanni e Leonardo sono a loro volta diventati professionisti, e Roberto Quiroz, sempre cugino. Ricordiamo che il più grande giocatore mai espresso dal Paese latinoamericano, Pancho Segura, mago del dritto a due mani, venne scippato dalla Dottrina Monroe applicata allo sport dagli Stati Uniti.

Tuttavia, per lui le cose non sono andate così bene, come si può intuire dall’età a cui ha raggiunto questo traguardo: salvo qualche capatina fra i primi 300, Emilio non si era mai liberato dagli acquitrini dei Futures, facendosi notare solo per un triplo 6-0 inferto ad Adam Hornby delle Barbados nel 2016 in Davis. A livello di main draw ATP e Slam, il CV era piuttosto scarno: unico match vinto a Bogotà 2013 contro Eduardo Struvay, N.813 ATP, qualificazione sfiorata allo US Open 2014, qualificazione a Canada 2016 (dove andò vicino a battere Lucas Pouille al primo turno), e una wildcard a Quito 2017, dove fu battuto al tie-break del terzo da Olivo.

L’ascesa in classifica è arrivata nell’aprile dello scorso anno, quando ha scalato oltre 100 posizioni in un mese (da 309 a 197) facendo finale a Monterrey, dove ha sconfitto gente come Ruud prima di perdere da Bublik, e vincendo a Tallahassee, dove ha battuto Moutet e Tommy Paul; altre due semifinali a settembre, a Columbus e Tiburon, gli hanno permesso di chiudere la stagione nella Top 150. Quest’anno ha raggiunto le semifinali a Dallas, uno dei Challenger più quotati, e si è qualificato per il main draw di Delray Beach pochi giorni dopo. Ma stavolta è riuscito a realizzare il sogno Slam, e chissà che non possa togliersi ulteriori soddisfazioni in futuro.

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