Murray critica il nuovo calendario e forse non giocherà il Western & Southern Open

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Murray critica il nuovo calendario e forse non giocherà il Western & Southern Open

“Non è possibile e non è sicuro giocare la finale a New York e poi ritrovarsi il martedì a Madrid”, dice Murray. Che dovrebbe preferire Washington a Cincinnati (cioè, il 1000 che si giocherà a New York)

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A margine dell’eliminazione dal Battle of the Brits, dove tutto sommato ha messo in mostra un buon livello di tennis contro Dan Evans – in semifinale – prima di arrendersi alla stanchezza, Andy Murray ha detto la sua sul nuovo calendario dell’ATP che ha già attirato le critiche di Toni Nadal e Richard Gasquet, tra gli altri.

Non è possibile e non è sicuro, dal mio punto di vista, giocare la finale o persino una semi o un quarto di finale a New York e poi ritrovarsi il martedì a Madrid, in altura, su un campo in terra battuta dove i tennisti non giocano da molto tempo” ha dichiarato Murray. “Molti top player non parteciperanno ad alcuni degli eventi più importanti. Io stesso preferirei giocare a Washington (dal 17 agosto, ndr) e saltare l’evento della settimana precedente allo US Open (si riferisce al torneo di Cincinnati ‘traslocato’, ndr)”. In sostanza, Murray ha messo in forte dubbio la sua presenza al Western & Southern Open, il Masters 1000 che solitamente si disputa a Cincinnati.

I dubbi di Murray si estendono anche al meccanismo delle classifiche, un argomento trattato dal direttore Scanagatta in un recente editoriale. “Potrebbe essere il caso di introdurre un ranking biennale per il momento, così che i ragazzi che hanno fatto bene lo scorso anno e non sono nelle condizioni ideali di difendere i loro punti non saranno troppo penalizzati” ha detto il giocatore scozzese, che attualmente occupa la posizione 129 ed è fuori dalla top 100 da oltre due anni (ultima apparizione nei primi giorni di giugno 2018).

 

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Nadal: “Non so se giocherò a Roma”

Il maiorchino ha commentato la rinuncia allo US Open e parlato della sua programmazione ora che Madrid è stato cancellato: “Aspetto il nuovo calendario”

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Rafa Nadal - Roma 2019

Il grande tennis è ripartito a Palermo, e lo swing newyorchese (con tappa femminile a Lexington) è alle porte. Eppure, il clima è ancora di grande incertezza, come si evince dalle parole di Rafa Nadal, che ha rilasciato una video-intervista da Maiorca per commentare l’avvenuta rinuncia a Flushing Meadows e per discutere dei suoi piani a breve termine.

Se da un lato la decisione era attesa, dall’altro la coincidenza con la cancellazione di Madrid ha gettato delle ombre sulla stagione della terra europea, e quasi certamente avrà influenzato i piani di Rafa in termini di programmazione. In proposito ha detto: Non so ancora se giocherò a Roma, aspetto il nuovo calendario dopo la cancellazione di Madrid. Mi preparerò per la terra europea, e al momento del dunque prenderò una decisione finale. Bisognerà valutare la situazione fra un mese, al momento non saprei dire quale sia il mio programma”.

Il N.2 ATP non si è dunque sbilanciato. La logica porterebbe a pensare che, in vista del Roland Garros, deciderà sicuramente di giocare quello che è rimasto l’unico 1000 di preparazione allo Slam parigino, ma durante l’intervista Nadal ha più volte sottolineato come sia difficile prendere delle decisioni riguardo a una situazione del tutto senza precedenti.

In particolare, questa attitudine è emersa parlando dello US Open, dove era il campione uscente: “Ammiro il lavoro dell’ATP e della USTA, credo che i giocatori dovrebbero essere grati per l’opportunità di tornare a giocare. Nel mio caso, dovevo prendere una posizione, e spero che sia quella giusta, anche se in questo momento nessuno sa cosa stia succedendo, perciò per come la vedo io ogni decisione potrebbe essere corretta. Tutti sanno quanto ami giocare a New York, è difficile descrivere come mi sento, ma dopo aver parlato con il mio team e con la famiglia ho dovuto prendere questa decisione – non è il momento di fare lunghi viaggi, perché non sappiamo cosa potrebbe succedere. Chiaramente non sono felice di non giocare uno dei più grandi tornei al mondo, ma ora come ora il cuore mi sta dicendo di non pensare alla competizione.

 

Alla domanda sulla legittimità di questa edizione del torneo americano come Slam non ha avuto dubbi: Lo US Open sarà comunque uno Slam, non sono tanto arrogante da dire che se non ci sono io allora non è un grande torneo! Sarà uno Slam, e il vincitore lo percepirà come tale”.

Sulla cancellazione del torneo di casa ha detto: “La speranza era di giocare a Madrid, ma ora dovremo vedere come si evolve la situazione del calendario. Comunque andranno le cose, bisognerà accettarle cercando di muoversi con la massima cautela e con tutte le precauzioni del caso. Un grande torneo non si organizza dall’oggi al domani. E capisco anche che dal punto di vista finanziario, senza pubblico e con un delicatissimo protocollo da rispettare, le cose possano essere molto difficili“.

Infine, è arrivato anche un commento sull’Adria Tour, circostanza per la quale Nadal non vuole giudicare i suoi colleghi: “Credo che gli sportivi debbano essere un esempio, perciò bisogna essere responsabili. L’Adria Tour è stato un errore, ma è normale sbagliare quando si ha a che fare con una situazione mai affrontata prima. Come dicevo prima, in un momento di imprevisti come questo ogni decisione potrebbe essere giusta o sbagliata, è difficile saperlo”.

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Le wild card dello US Open 2020: ci sono Murray e Clijsters

Annunciati gli ultimi 16 partecipanti allo US Open: una schiera di giovani americani affianca i due campioni

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Le wildcard dello US Open 2020 sono appena state pubblicate sul sito ufficiale del torneo, andando così a completare i due tabelloni da 128 giocatori del torneo newyorchese. Per certi versi, l’attribuzione delle stesse non è mai stata rilevante come quest’anno, in quanto generalmente i beneficiari avrebbero potuto giocare le qualificazioni, mentre, come noto, l’edizione 2020 del torneo non avrà eliminatorie, e quindi la wildcard diventava l’ultima speranza per giocare.

Due i nomi che svettano, uno per tabellone: nel femminile, la rediviva Kim Clijsters (vincitrice a Flushing Meadows nel 2005, 2009 e 2010) è stata prevedibilmente ammessa in tabellone. Tornata alle competizioni a febbraio a Dubai dopo oltre sette anni, la belga è momentaneamente senza ranking, avendo perso gli unici due match giocati prima dell’interruzione della stagione. Clijsters aveva già ricevuto una wildcard nel 2009, quando vinse clamorosamente il torneo battendo Serena Williams e Wozniacki nelle fasi decisive del torneo, quindi la cabala è certamente dalla sua parte.

L’altro campione che ha ricevuto il lasciapassare è Andy Murray, vincitore dello US Open 2012, quando vinse il suo primo Slam al termine della più lunga finale newyorchese (a parimerito con quella del 1988), battendo Novak Djokovic per 6-2 al quinto dopo quattro ore e 54 minuti. Muzza, attualmente N.129, è rimasto fuori dal cut-off iniziale per soli due posti (l’ultimo ad entrare direttamente in tabellone è stato Sumit Nagal, N.127) ed è quindi stato costretto a chiedere una wildcard.

 

Assieme a loro, l’elenco dei prescelti segue la linea verde tipica dello Slam americano. Questi i nomi del femminile:

  • Kim Clijsters
  • Usue Arconada, 21 anni
  • CiCi Bellis, 21
  • Francesca Di Lorenzo, 23
  • Caroline Dolehide, 21
  • Ann Li, 20
  • Robin Montgomery, che ha 15 anni e ha già vinto un W25
  • Whitney Osuigwe, 18

LA ENTRY LIST FEMMINILE COMPLETA

Nel maschile invece parteciperanno:

  • Andy Murray
  • Ulises Blanch, 22 anni;
  • Maxime Cressy, 23;
  • Sebastian Korda, 20;
  • Thai-Son Kwiatkowski, 25;
  • Michael Mmoh, 22;
  • Brandon Nakashima, 19 (qui la nostra intervista con lui);
  • JJ Wolf, 21.

LA ENTRY LIST MASCHILE COMPLETA

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Tecno-Gauff: sarà (anche) il volto di Microsoft

Per Coco comincia una partnership con il gigante dell’alta tecnologia americano. Un altro accordo di sponsorizzazione molto prestigioso e remunerativo per lei

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Giovane, anzi giovanissima. Forte, forse tra qualche anno fortissima. Con le idee ben chiare in testa, in campo e soprattutto fuori dal campo, e nessun timore di esporle in pubblico. Per tutte queste ragioni Cori “Coco” Gauff, la 15enne afroamericana che ha stupito il mondo l’anno scorso raggiungendo al primo colpo il quarto turno a Wimbledon al primo Major in carriera, è una testimonial ideale per qualunque brand. Non a caso, ancora prima delle sue prime significative affermazioni sul tour, l’azienda di abbigliamento sportivo New Balance aveva già deciso di puntare su di lei. Più di recente, Gauff ha firmato un contratto di sponsorizzazione milionario con Barilla. 

Sicura di non rimanere senza cibo, ora quella che in molti definiscono “la nuova Serena Williams” non dovrà più pensare anche a procurarsi computer, cellulari e altri oggetti tecnologici. Sarà infatti testimonial per Microsoft, colosso dell’alta tecnologia americano, fondato nel 1975 da Bill Gates, per tanti anni l’uomo più ricco del pianeta. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda di Redmond, celebre soprattutto per l’invenzione del software Windows, tramite uno dei suoi profili Instagram. “Non lavoro duro per quello che viene ora, ma per quello che succederà dopo”, dice Gauff nel video di presentazione di questa partnership. Uno sguardo rivolto al futuro il suo che si coniuga perfettamente con un’azienda hi-tech. 

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