Matteo Berrettini in esclusiva su Ubitennis: "Non vado a cuor leggero a New York"

Interviste

Matteo Berrettini in esclusiva su Ubitennis: “Non vado a cuor leggero a New York”

Il vantaggio di allenarsi con Tsitsipas. Il ricordo di WImbledon, prima e dopo Federer. Matteo Berrettini parla anche del nuovo format di Mouratoglou

Pubblicato

il

Matteo Berrettini, conferenza - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
 
 

Tra la sconfitta di ieri contro Tsitsipas nella settima giornata dello Ultimate Tennis Showdown, il nuovo circuito messo in piedi da Patrick Mouratoglou, e la sfida di oggi (ore 18:30) contro Popyrin in un match decisivo per la qualificazione, Matteo Berrettini si è ritagliato un po’ di tempo per farsi intervistare in diretta su Facebook.

C’è stato qualche piccolo problema tecnico ieri sera, quando vi avevamo promesso di andare in diretta alle 19:30, e quindi siamo andati LIVE questa mattina. Mi avete visto un po’… emozionato? Beh, in fondo è normale: ero pur sempre con il numero uno d’Italia!

Trovate qui il video della nostra intervista:

 

In partenza abbiamo commentato la sua esperienza nel nuovo circuito di Mouratoglou. “Si usano più facilmente la carta del vincente che vale triplo e quella per rubare il servizio all’avversario. Mi sento bene fisicamente; è un tennis diverso, le partite sembrano andare in una direzione e poi può succedere di tutto. Nonostante il lungo stop, però, mi sento pronto per ricominciare. Questo evento è molto divertente ed è utile per avvicinarsi agli eventi ufficiali“. Berrettini però ci rassicura: ha giocato per troppo tempo con le regole classiche e ad agosto non avrà certo dimenticato come si fa.

Sulla partita con Tsitsipas, finita al ‘Sudden Death‘ (il quarto decisivo), Matteo commenta così “Un pochino troppo estremo!“, mi dice. “Però sto giocando partite di livello con avversari di livello – Goffin, Feliciano Lopez – e anche questo ha contribuito a farmi raggiungere la condizione che ho adesso“. A Montecarlo si è allenato anche con Sinner: “Gioca bene, devo stare attento quando giochiamo… mi devo impegnare: è giovane ma picchia duro“.

CAPITOLO US OPEN – “In questo momento veniamo testati due volte a settimana, e qui in Francia la situazione non è grave come a New York” esordisce Matteo. “Adesso la situazione negli Stati Uniti è nettamente peggiore; hanno trovato casi positivi sia in NBA che nel tennis stesso (si riferisce alla positività di Tiafoe, ndr). L’idea è quella di andare, ma bisogna vedere l’evolversi delle cose. Per tutti è importante capire cosa succederà nei vari tornei se un tennista verrà trovato positivo. Per queste cose ci vuole un parere scientifico“.

Matteo sta pensando di soggiornare in hotel, dovesse effettivamente partecipare allo US Open. “Dobbiamo cercare di adattarci, senza rischiare di fare casino” dice senza mezzi termini – e con un pizzico di apprezzata saggezza. “A cuor leggero credo che in questo momento non si faccia nulla, e se dovessi decidere di andare lo farei seguendo con tutte le precauzioni del caso. Cercherei di avere contatti solo con il mio team e rispettare i protocolli“. In ogni caso, per Berrettini sarà difficile avere tutte quelle persone a New York senza avere neanche un positivo.

Matteo fa poi una giusta puntualizzazione: “Senza nulla togliere alle persone ‘normali’, noi sportivi abbiamo una situazione particolare: se dobbiamo fare quarantena senza sintomi, a quel punto i successivi tornei diventano un po’ un casino perché non puoi allenarti. Essere positivi non è brutto solo per il rischio della malattia, ma perché andrebbe a influenzare tutta la programmazione“.

WIMBLEDON, VECCHIE RACCHETTE… E PROGRAMMI PER IL FUTURO – “La partita con Roger mi rimarrà dentro… sia per il punteggio, che per aver giocato contro di lui sul centrale. Un’emozione forte” (e qui gli ricordo, mio malgrado, del mio pronostico azzeccato… al contrario!). “Colpa mia, mica tua…” scherza Matteo. “Non ho servito bene, ed è successo. Ma a parte quello, è stata incredibile anche la partita precedente con Schwartzman, o quella con Baghdatis perché era la sua ultima partita. Sicuramente Wimbledon mi manca, mi mancano i tornei ‘normali’ e viaggiare”.

Lunedì mattina sarò a Kitzbuhel e giocherò martedì“, dice Matteo del suo prossimo impegno, l’esibizione ‘Thiem’s 7’. L’impegno si sovrappone in parte con le eventuali fasi finali dell’Ultimate Tennis Showdown, in programma domenica prossima: “Anche se dovessi fare il meglio possibile a Kitzbuhel, riuscirei a tornare qui in tempo per le semifinali. Probabilmente domenica mattina: nel caso, qualcosa mi inventerò!“.

In chiusura, gli chiedo se ha mai impugnato una racchetta di legno: “L’ultima volta ci ho giocato quattro o cinque anni fa con Vincenzo Santopadre. Lui giocava benissimo, era fastidiosissimo! Io per le mie impugnature facevo un po’ fatica, quindi alla fine ho impugnato continental e giocavamo solo slice… ma mi sono reso conto che, probabilmente, il mio gioco avrebbe pagato molto meno con quelle racchette“.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Wimbledon, Sonego verso Nadal: “L’erba mi può aiutare e sul Centrale ho già giocato”

Le speranze dell’azzurro verso il big match contro il campione maiorchino di sabato: “Qui difendere non conviene a nessuno, non si può attendere l’errore dell’avversario”

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego - Wimbledon 2022

Una bella vittoria contro Hugo Gaston, tra una veronica a concludere uno scambio da cineteca e il sostegno dei tifosi italiani, per confermare di trovarsi molto bene sull’erba. Lorenzo Sonego centra il terzo turno per il secondo anno consecutivo ai Championships: l’anno scorso si fermò in ottavi contro Roger Federer, quest’anno sulla sua strada c’è l’altro totem di questo sport, Rafa Nadal, a livello di terzo turno. Peccato che l’edizione attuale non assegni punti, perché il torinese scivolerà intorno alla 70esima posizione del ranking ATP. Ma il torneo di Londra gli sta dando morale e autostima per andarsi a riprendere i punti in seguito.

Intanto, c’è una partita importante da giocare. “Sì, Nadal qualcosina ha vinto… – sorride Lorenzo dopo il match contro Gaston ai microfoni di Repubblica -. Servirà una prestazione pazzesca. Ma forse l’erba è la superficie migliore per incontrarlo. Dovrò sicuramente essere molto aggressivo con servizio e dritto. Su questa superficie essere attendisti non conviene a nessuno e mi trovo bene perché la palla salta meno, me la trovo ad altezza fianco per il rovescio, preferisco così per giocarlo piatto. Mi può aiutare anche il fatto di aver giocato sul Centrale l’anno scorso contro Federer, almeno un pochino di esperienza ce l’ho”.

Sonego, che ha incassato gli elogi da parte del campione maiorchino, spiega la filosofia con cui sta approcciando questo torneo: “Puntare sul servizio e dritto è fondamentale. Sono le armi principali del mio gioco e devo farle valere. A questo livello aspettare non si può, chi prende in mano il gioco per primo è avvantaggiato”. Infine, un pensiero all’amico Matteo Berrettini. “Ha fatto la scelta giusta con il ritirarsi, ha dimostrato ancora una volta di essere corretto. Non tutti avrebbero fatto lo stesso”.

 

Continua a leggere

Flash

Kyrgios, show in conferenza dopo quello in campo: “Visto? Stavolta non potete accusarmi di niente. E se gioco così…”

Così l’australiano: “A volte mi sento come se non avessi bisogno di fare così tante cose extra per mettere su uno spettacolo e rendere divertente il tennis”

Pubblicato

il

Nick Kyrgios - Wimbledon 2021 (via Twitter, @atptour)

Quella che è andata in scena ieri è stata una dimostrazione di forza da parte di Kyrgios. Una prestazione che fa riflettere, perché se l’australiano giocasse sempre con questo approccio forse ora staremmo parlando di un giocatore con un’altra classifica e un altro palmares. L’inerme Krajinovic, battuto in tre set, è stato seppellito sotto la pioggia di vincenti dell’australiano, ben 50 a fine match. L’istrionico Nick ha risposto così alle domande dei media nell’ormai consueta conferenza stampa-show.

IL MODERATORE: Nick, grande prestazione oggi. Dicci i tuoi pensieri.

NICK KYRGIOS: “Sì, sono semplicemente super soddisfatto della mia performance di oggi. Voglio dire, ho giocato davvero bene sotto ogni aspetto del mio gioco. Quindi sono davvero interessato a sentire quali sono oggi le domande per me”.

 

D. Sappiamo che ti piace intrattenere la folla. Oggi sei stato molto professionale. Quello che è successo martedì contro Jubb ha influenzato il tuo comportamenti di oggi, per non dare motivi per criticarti?

NICK KYRGIOS: “Non lo so. Immagino che solo dal punto di vista delle prestazioni personali, la mia prestazione al primo round non sia stata quello che volevo, specialmente per il modo in cui ho giocato e il modo in cui mi sono allenato, il duro lavoro che ho svolto. Sono rimasto piuttosto deluso dalla mia prestazione nel primo round. Poi ovviamente c’è stata la mancanza di rispetto dei media e tutto il resto, e la partita di oggi era solo una specie di promemoria per rimettervi tutti al vostro posto. Ho raggiunto le finali al Queen’s, la top 30 del mondo, sono staato una testa di serie qui. È un dolce promemoria”.

D. Quando scendi in campo, hai un’idea di come giocherai bene in base a come ti senti prima?

NICK KYRGIOS: “Penso che tutti si sentano bene se si sentono bene fisicamente e mentalmente, probabilmente avranno maggiori possibilità di avere una buona prestazione. Oggi dall’inizio mi sono sentito davvero bene. Dal fondo del campo mi sentivo come se fossi davvero tornato in me. Sono stato solo sul pezzo dall’inizio oggi. Volevo solo, non lo so, dimostrare alla gente che sono davvero bravo. Mi sembra di non essere abbastanza rispettato a volte, sai?

D. Partendo da quello che hai appena detto, è stato quasi premeditato oggi, vuoi davvero mostrare le tue cose migliori?

NICK KYRGIOS: “Sì, ero davvero concentrato fin dall’inizio. Volevo solo fare una buona prestazione personale perché non ero felice del mio livello. Volevo solo, per me stesso, sapere che mi sto premiando per il duro lavoro che sto facendo. E volevo sentirmi in grado di mostrarlo a Wimbledon. Non sono stato in grado di farlo nel mio primo round. Ma sono stato davvero roccioso e fortunato a superare il mio primo round. Oggi è stato bello”.

D. Congratulazioni per una performance meravigliosa.

NICK KYRGIOS: “Grazie”.

D. Se posso, volevo dare seguito ad alcuni commenti interessanti, su odio, abuso, mancanza di rispetto. Sei un grande fan dei Celtics. Abbiamo visto cosa hanno fatto. È stata una grande prestazione nel complesso. Prima che ci fossero commenti razzisti su Kyrie. Cosa ne pensi di tutto questo?

NICK KYRGIOS: “Quando ho mangiato sushi qui l’altro giorno è stata interpretata come una mancanza di rispetto, incredibili le cose che ho letto sui social media. Mi hanno detto che sono scortese e non ho buone maniere. Ma avevo letteralmente giocato quattro ore e avevo bisogno di cibo. Qualcuno in questa stanza ha giocato quattro ore di fila a tennis nella sua vita? No. Volevo solo andare là fuori oggi e ricordare a tutti che sono in grado di giocare un ottimo tennis senza distrazioni. La folla si è divertita oggi. Questo è tutto. È semplicemente incredibile quanto velocemente oscillino i media”.

D. Una domanda veloce sui campi e sulla programmazione. Prime due partite sui campi 2 e 3. Ti è dispiaciuto giocare su questi campi nei primi turni o pensi che dovresti essere su un campo di alto profilo?

NICK KYRGIOS: “No, non mi importa in quale campo gioco. Voglio dire, questi campi sono bellissimi. Probabilmente è uno dei migliori centri di tennis al mondo. Non mi importa dove gioco. Ovviamente giocando contro Tsitsipas il prossimo round, sarebbe giusto giocare su un campo più grande, molto probabilmente sul campo 1. Sono emozionato. Sento che entrambi ci siamo guadagnati il ​​diritto. Siamo due delle più grandi star di questo sport. Si spera che se entrambi porteremo il nostro miglior tennis, sarà fantastico da guardare. Vedremo. Vedremo”.

D. È stato appena annunciato che ti sei ritirato dal doppio. Puoi spiegarci? È una grande delusione per te che non potrai giocare con Thanasi?

NICK KYRGIOS: “Sai, è qui che i media speculano. Sono un giocatore del singolare. La mia priorità sono sempre stati i singolari. Ho già fatto i quarti di finale qui, ho vinto titoli di singolare. Ovviamente ho messo il singolare come mia priorità. Ho giocato quasi quattro ore nel mio primo round. Personalmente, sono stato troppo tempo in campo. Oggi ho rimediato. Ma voglio mettere i miei singolari come mia priorità. Sto facendo ciò che è meglio per il mio corpo”.

D. In campo hai detto che volevi mostrare a tutti che sei davvero bravo. L’hai detto di nuovo qui. Come definiresti “bravo” e cosa è essere “bravo” per te?

NICK KYRGIOS: “Beh, mi sento come se le persone non mi dessero rispetto a volte a causa di altre cose che faccio. Non c’è proprio niente che i media possano dirmi oggi. So solo che non potete accusarmi di nulla oggi. E mi piace perché poi non potete scrivere nulla. Cosa avete intenzione di dire? Niente oggi. Sbalorditi tutti”.

D. Eri come in una bolla oggi. Niente sembrava disturbarti. La mia domanda è: quanto è difficile per te venire in campo con quel tipo di concentrazione?

NICK KYRGIOS: “È difficile. C’è un equilibrio da trovare. Mi sto ancora divertendo molto a giocare. A volte è difficile perché anch’io voglio fare uno spettacolo. A volte mi sento come se non avessi bisogno di fare così tante cose extra per mettere su uno spettacolo e rendere divertente il tennis. Penso che il modo in cui ho giocato oggi sia stato divertente come sempre. Per me è sempre stato difficile trovare un equilibrio. Se riesco a trovare quel tennis un po’ più spesso, sono molto pericoloso”.

D. Pensi che i media ti abbiano ritratto in modo sbagliato dopo quello che è successo martedì in qualche modo? Come ti hanno mancato di rispetto? Sembri molto arrabbiato per quello che è successo.

NICK KYRGIOS: “Non sono arrabbiato. Sono felice”.

D. E con l’indagine sull’incidente degli sputi, hai pensato a cosa è successo e ci hai riflettuto adesso? So che sei andato dall’arbitro e hai detto qualcosa di quella persona nel pubblico. Mi chiedo solo cosa gli hai detto anche tu.

NICK KYRGIOS: “Perché dovresti farmi una domanda riguardo ad una cosa di due giorni fa? È perché non hai un argomento per oggi?”

D. No, no. Te lo chiedo perché c’è un’indagine in corso.

NICK KYRGIOS: “Ma oggi ho giocato contro Filip Krajinovic. Non vuoi sapere come ho giocato oggi?”

Q. Ti ho visto giocare oggi. Sei stato fantastico.

NICK KYRGIOS: “Allora perché non mi fai una domanda a riguardo?”

D. Perché c’è un’indagine.

NICK KYRGIOS: “Stai indagando personalmente?

D. No.

NICK KYRGIOS: “Allora perché ti importa?

D. Perché ti coinvolge.

NICK KYRGIOS: “Sono ancora a Wimbledon in questo momento”.

D. Esattamente.

NICK KYRGIOS: “Allora non parliamone“.

D. Perché non ne vuoi parlare?

NICK KYRGIOS: “Perché ne ho già parlato”.

D. Quando ti concentri e ti senti così, servi in ​​quel modo, fino a che punto puoi arrivare in questo torneo? Puoi vincerlo?

NICK KYRGIOS: “Come ho detto, penso giorno per giorno. Ho un giorno libero domani. Farò un buon allenamento, vedrò chi è il mio prossimo avversario e mi preparerò per qualsiasi sfida mi aspetta. Questo è tutto”.

Q. Hai detto che sei concentrato sui singolari. Ma sei in un’ottima posizione con Thanasi per arrivare alle finali ATP. Non è un obiettivo?

NICK KYRGIOS: “Penso che saremo alle finali”.

D. Sei disposto a giocarle?

NICK KYRGIOS: “Giocheremo, sì”.

D. Quali sono le tue caratteristiche distintive della personalità quando metti in scena lo spettacolo che hai descritto in precedenza?

NICK KYRGIOS: “Mi sento a mio agio per quello che sono. Alcune persone, tipo, adorano farmi a pezzi. Non è più possibile. Voglio solo dire alle persone che guardano questa conferenza stampa o guardano il mio tennis di credere in te stesso, essere te stesso. Non limitarti a dire quello che ti è stato detto di dire. Non mi potrebbe importare di meno se c’è un’indagine su di me su quel che faccio, ad essere brutalmente onesto con te. So cosa porto in questo sport. Sono una delle persone più importanti di questo sport. Vuoi parlarne? Niente da indagare lì perché è solo fattuale. Quindi, sì, sono estremamente fiducioso in me stesso; viste tutte le sfide che ho superato nella mia vita. Sono orgoglioso di essere quassù e di farlo a modo mio. Essere in grado di produrre tennis del genere a Wimbledon, è un sogno che diventa realtà per ogni tennista”.

D. Sulla mancanza di rispetto che hai dovuto affrontare da parte dei fan. Credi che i fan stiano infrangendo l’etichetta di Wimbledon quest’anno, diventando un po’ più come un pubblico di football?

NICK KYRGIOS: “Non credo — non mi dispiace quando le folle si alzano e supportano. Ovviamente se c’è gente del posto, vogliono vedere che i loro connazionali se la cavano bene. Voglio che i fan siano forti quanto vogliono. Ma c’è solo una linea da non superare, penso alla mancanza di rispetto in cui questo non è accettabile in nessuno sport. Ma penso che il chiasso, il volume e l’atmosfera siano le cose belle di questo sport. Normale quando stai giocando in alcuni dei più grandi stadi del mondo. Penso che Jubb abbia adorato quell’atmosfera là fuori. Lo ricorderà. Ha tanto spazio per imparare. La prossima volta che ci sarà, potrebbe vincere. Penso che lo sport ne abbia bisogno in un certo senso. Guardi tutti gli altri sport in giro per il mondo, il pubblico è così divertente da guardare. Penso che il tennis abbia bisogno di un po’ più di interazione da parte della folla. Ma deve essere entro le righe, credo”.

D. Sei contento di aver vinto la partita oggi senza alcun conflitto con gli ufficiali di linea? Questo ti fa sentire più felice in te stesso?

NICK KYRGIOS: “Sono solo orgoglioso della mia performance. Ci sono così tante volte in cui ho avuto battaglie assolute, e ho giocato a tennis in modo fenomenale, e i media tendono a scegliere e comunque a scegliere ciò di cui vogliono scrivere. Oggi non c’è assolutamente niente da dire, il che è esilarante, perché ho giocato così tante partite in cui ho dato il massimo ma ho perso e c’è solo una cosa di cui scrivete. Oggi, goditela. Riguardatevi la partita. Spero che amiate il mio tennis oggi, guardate tutti i momenti salienti e ne scriverete”.

Continua a leggere

Flash

Wimbledon, Nadal: “Due settimane fa ero vicino al ritiro, ora non più! Sonego mi piace, è un avversario molto pericoloso”

Rafa ha parlato anche della situazione contagi: “Nessuna paranoia ma sì, sto adottando delle precauzioni”

Pubblicato

il

Rafa Nadal - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Rafael Nadal è a Wimbledon per restarci il più a lungo possibile. Ma lo spagnolo non è apparso nella sua miglior versione durante le prime uscite sul Centre Court: come era accaduto contro Cerundolo al primo turno, quattro set sono stati necessari per avere la meglio su Berankis e sulla pioggia, che ha interrotto il match nel quarto set. C’è ancora margine di miglioramento, dice Nadal, che nel frattempo ha portato a 16 la striscia di vittorie consecutive negli slam in questo 2022. Ecco le sue parole nella conferenza stampa post-gara, in cui si ferma a riflettere anche sul prossimo turno, che lo vedrà opposto al nostro Lorenzo Sonego.

IL MODERATORE: Rafa, potresti condividere i tuoi pensieri iniziali sulla partita di oggi?

RAFAEL NADAL: “Sì, non è stata la miglior partenza onestamente. Ma ho finito giocando bene. Il quarto set è stato un buon livello di tennis per me, un miglioramento importante. Nel resto delle cose ho margini di miglioramento. Ma sì, è una vittoria in quattro set, passare di nuovo tre ore in campo, aiuta”.

 

D. C’è stato un ritardo di 50 minuti tra la pioggia che è caduta e il momento in cui hai ricominciato a giocare. Conosci la spiegazione del perché ci è voluto così tanto tempo prima che accadesse? Anche quello è stato impegnativo?

RAFAEL NADAL: “Fa parte del tennis. Nessuna lamentela per questo. Penso che all’inizio pensassero che sarebbe stata solo una pioggia veloce, quindi non volevano chiudere subito il tetto. Volevano continuare a giocare all’aperto. Queste sono le informazioni che ho. Lo rispetto e lo capisco. Stiamo giocando in un torneo all’aperto. Se la previsione era una pioggia veloce, perché no? Poi la situazione cambia. Sono stati scrosci più lunghi, quindi han deciso di chiudere il tetto. Nessun problema. Penso che abbiano preso le giuste decisioni. È vero che forse avrebbero potuto chiudere il tetto tre minuti prima perché è vero che il campo era bagnato quando siamo rientrati”.

D. Cosa pensi del tuo prossimo avversario, che è Lorenzo Sonego? Come lo affronterai?

RAFAEL NADAL: “Beh, è ​​la terza partita, la partita del terzo turno contro un giocatore che ha già vinto due partite. È un giocatore con un atteggiamento molto positivo, un buon servizio, un ottimo diritto. Terzo turno contro un giocatore difficile. L’unica cosa che posso aspettarmi è una partita difficile. Ho bisogno di giocare bene. Questo è l’unico modo per avere la possibilità di andare avanti. Lui lo conosco. Mi piace il modo in cui gioca. Penso che sia un avversario molto pericoloso”.

D. Una domanda veloce su Iga Swiatek. Le viene chiesto spesso della sua ammirazione per te, di come la ispiri. E tu quanta ispirazione trai dalla sua incredibile corsa quest’anno?

RAFAEL NADAL: “Le ho scritto un paio di volte perché è incredibile il modo in cui gioca. È incredibile come riesca a mantenere la concentrazione e lo spirito vincente per così tanto tempo. Quindi, sì, penso che sia qualcosa di molto difficile da realizzare, ciò che lei è stata in grado di fare. Non credo che perda una partita dai tempi di Indian Wells, se non sbaglio. È fantastico, no? Penso che quando sta giocando bene, è molto difficile fermarla perché i suoi colpi sono un po’ diversi, con molta potenza. È in grado di muoversi bene. Sì, quando è sicura di sé, penso che abbia dei colpi molto difficili da fermare per il resto delle ragazze. Sì, mi piace. Penso che abbia un atteggiamento molto positivo, aria fresca per il mondo del tennis. Felice che una brava ragazza come lei stia avendo molto successo”.

D. Ho notato che alcuni membri del tuo entourage indossavano maschere, evitando strette di mano. Abbiamo visto cosa è successo con Berrettini e Cilic. Stai prendendo più precauzioni? C’è un senso di paranoia?

RAFAEL NADAL: “No, no, nessuna paranoia. Realtà. Questa è la cosa. Un mio caro amico oggi si è dovuto ritirare, Roberto Bautista Agut, con un altro caso. Quando succede questo genere di cose è perché probabilmente in giro ci sono molti casi. Ecco perchè non sto facendo molte cose. Stare qui e stare in casa, non uscire più. Fa parte di questo mondo impegnativo che stiamo affrontando negli ultimi due anni. Con questo non sto dicendo che non stiamo facendo le cose nel modo giusto perché ad un certo punto dobbiamo riaprire tutto, dobbiamo essere liberi, avere una vita normale. Sembra che ora il COVID sia meno pericoloso in termini di creazione di problemi di salute molto pericolosi. Ma allo stesso tempo, quando apri, possono succedere questo genere di cose. Niente da aggiungere. Questo è tutto“.

D. Qualche settimana fa, Jelena Dokic ha condiviso sul suo account Instagram alcune cose sulla sua vita, ma anche sulla salute mentale. Cosa ne pensi del fatto che ora pochi campioni e pochi ex campioni parlino di questo argomento con onestà?

RAFAEL NADAL: “Beh, la prima cosa che posso dire è che mi dispiace molto per tutte le persone che hanno avuto problemi mentali. Certo, ora è qualcosa che è molto comune oggi parlare di tutti questi tipi di problemi. Sinceramente è una cosa difficile. Ma allo stesso tempo le persone ora si sentono più libere di parlare di tutti questi problemi. È vero che ora siamo in un mondo in cui, con tutti i social network, tutta questa roba, le persone si sentono più libere di parlare di tutti i problemi e di tutti i sentimenti che proviamo quotidianamente. Questo è tutto. La cosa più importante è che se questo aiuta, lo facciano”.

D. Sembra che ci sia molta attenzione su quando i grandi giocatori andranno in pensione. Pensi che ci sia troppa attenzione su questo? Qual è la tua filosofia sul ritiro in generale?

RAFAEL NADAL: “La mia filosofia è che due settimane fa ci ero vicino. Ora non mi sento così (sorridendo). Questa è la mia filosofia, no? Di sicuro non ho mai avuto paura per quel giorno. Penso di essere felice di aver avuto una vita molto piena al di fuori del tennis, anche se il tennis è una parte molto importante della mia vita negli ultimi 30 anni. Sono stato felice fuori dal tennis, senza dubbio. Ho molte cose che mi piace fare lontano dal tennis, quindi non sono preoccupato per questo. Ma, naturalmente, quando arriverà quel giorno, sarà un cambiamento. Tutti i cambiamenti in questa vita richiedono un po’ di tempo. Devi adattarti ai cambiamenti, no? Ma è normale che la gente parli di pensionamento dei grandi atleti perché in qualche modo gli atleti che sono stati per così tanto tempo ai vertici, ancor di più negli sport più popolari, entrano a far parte della vita di tante persone . A me succede lo stesso con alcuni giocatori di football, con i giocatori di golf. Intendo, per esempio, la persona che amo vedere, Tiger Woods che gioca. Ora non riesco a vedere Tiger Woods giocare così spesso. In qualche modo, anche questo è un cambiamento nella mia vita. Probabilmente la gente la penserà come me, da tifoso, quando Roger non gioca, quando Novak non gioca, quando non gioco io, o quando non si gioca alcuna partita di calcio o basket o qualsiasi sport, perché entrano a far parte del vita quotidiana delle persone perché sono fonte di ispirazione”.

D. Abbiamo visto Emma Raducanu indossare una delle tue magliette qui. Hai avuto molte interazioni con lei? Ha perso ieri, avendo vinto un Grande Slam da giovane. Hai qualche consiglio per Emma in questa fase della sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Non sono un grande fan dei consigli, onestamente. Penso che le persone che stanno accanto al giocatore abbiano normalmente i migliori consigli perché conoscono la situazione, la situazione personale, della persona, no? Ma onestamente non ho mai avuto una grande interazione con lei. Ma sono stato davvero impressionato quando l’ho vista vincere gli US Open. Ho visto la finale. Il modo in cui ha giocato era incredibile. Allora è difficile gestire tutto questo tipo di successo nelle primissime fasi della tua vita, no? Ma le auguro tutto il meglio. Penso che sia un personaggio molto importante per il nostro sport. So che sta passando un anno difficile, ma d’altra parte ha già vinto uno slam in una fase molto precoce della sua carriera. Questo le dà la calma, penso, di prendersi il suo tempo per continuare a migliorare e per continuare ad avere possibilità nel prossimo futuro. Spero davvero che lo farà”.

D. Hai appena parlato di Emma. E Coco Gauff? Che rapporto hai con lei? Quali sono le sue osservazioni sulla sua maturità da giovane?

RAFAEL NADAL: “È un caso simile. L’unica differenza è che non ha ancora vinto uno slam. Ha iniziato molto presto. Mi piace il modo in cui parla alla folla, alla stampa alla fine delle partite. È fresca. È naturale. Sembra molto matura nei suoi pensieri. Sì, penso che sia una combattente. Mi piace il modo in cui gioca. Combatte per ogni palla. Anche a volte, quando non gioca molto bene, continua a lottare fino alla fine, correndo per ogni palla. Penso di sì, se è in grado di migliorare un po’ con questa prestazione fisica che ha, probabilmente parleremo di una plurivincitrice di Slam”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement